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centralino PERIODICO DI ATTUALITÀ E POLITICA

NOVEMBRE 1981

A CURA DELLA SEZIONE DEL P.C.I. «M. SCOCCIMARRO»

NUOVA SERIE - ANNO VII - N. 4

XV Congresso della Situazione incontri con la D.A. Sez. P.C.I. - ITALTEL Problemi e tematiche per il dibattito congressuale

Situazione generale I lavoratori ITALTEL e i lavoratori italiani stanno subendo le conseguenze di una crisi senza precedenti che investe il nostro paese. Attacchi al posto di lavoro e alle loro condizioni di vita provengono sia dal fronte padronale che da quello governativo, i quali si dimostrano sempre più incapaci di elaborare una via d'uscita da questa situazione. Più in generale si è di fronte ad una crisi che coinvolge sia il «piccolo mondo» della fabbrica che il «grande mondo» delle nazioni. La crisi dell'ITALTEL si va ormai configurando con caratteristiche che non presentano chiarezze di prospettive; l'economia italiana è incamminata verso un degrado assai pericoloso; nel mondo si assiste al permanere degli squilibri tra paesi ricchi e paesi poveri, ad un deterioramento del processo di distensione, ad una ripresa del riarmo atomico e nucleare, ad una maggiore possibilità di accensioni di focolai di guerra nei diversi continenti che possono costituire fattori deterrenti dalle conseguenze catastrofiche a dimensione planetaria. Noi comunisti da tempo andiamo denunciando queste cose e coerentemente ci battiamo, in fabbrica e a livello nazionale ed internazionale, con nostre specifiche proposte, per contribuire a trovare soluzioni adeguate ai problemi che ci stanno di fronte anche quando le altre forze politiche nazionali, accusandoci furbescamente di «catastrofismo» facevano a gara a chi meglio si appiattiva sulla cosiddetta politica «neoliberista» o al «reaganismo» americano. Certamente siamo consapevoli che in situazioni interne ed internazionali di questa natura e portata, non esistono possessori di bacchette magiche dalle facili soluzioni; al contrario, la nostra azione è tesa a costruire un fronte di massa e di forze che affronti le questioni nei loro diversi aspetti per uscire in senso unitario e positivo da una crisi che se non risolta può travolgere la nostra democrazia ed ogni prospettiva di pace e disarmo nel mondo.

Profonda inquietitudine in Italia C'è in Italia un'inquietudine profonda su come vanno le cose e occorre comprenderne le ragioni. Un'inquietudine che spesso si traduce in forme di distacco e rifiuto della politica da parte di molta gente e di settori giovanili in particolare. Sul malessere che travaglia i cittadini hanno pesato molti fattori. C'è stato in questi ultimi an-

ni un imbarbarimento della vita politica; un effetto devastante del fenomeno terroristico e delle azioni della criminalità comune, della mafia e della camorra; una lottizzazione ed un decadimento culturale nel campo dei mezzi di informazione; una serie aberrante di scandali e di complotti (come la P2) che hanno investito direttamente forze politiche di governo, personalità civili e Antonio Ferrecchia (continua a pag. 4)

Quale via d'uscita?

E' terminata una fase di incontri con la Direzione aziendale nei quali sono stati esposti i criteri e gli obiettivi del piano strategico elaborato dall'ITALTEL. Sui documenti consegnati alle RSA la Commissione prospettive produttive della Sezione sta iniziando un approfondito lavoro di analisi, in modo che si possa definire un nostro autonomo giudizio al fine di dare un contributo nel merito, per quello che ci compete. Da un sommario esame è emersa, come elemento negativo, la questione dell'occupazione. I lavoratori dell'ITALTEL pagano con certezza l'insicurezza del piano strategico. Non è infatti sostenibile una

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Nuovo stabilimento di a rcultt stampati? •

posizione di avvallo al piano strategico dell'azienda; se da una parte esso contiene alcuni elementi positivi in merito al risanamento, questo piano strategico contempla dall'altra parte l'espulsione di oltre 8.000 lavoratori dalla fabbrica e dalla ricerca. Fatto di per s?.., già grave, nel momento in cui il padronato privato attacca sull'occupazione, le stesse aziende PP.SS. seguono a ruota questa linea, ma ancor più grave è che le previsioni delle esuberanze sono state esposte basandosi solo su calcoli matematici e non su una scelta politica di recupero produttivo che abbia come base il mantenimento dell'occupazione. La situazione è preoccupante, infatti la cifra di 8.000 lavoratori esuberanti è legata al mantenimento degli impegni del Governo in merito ai finanziamenti ed alla definizione di un piano di settore che veda l'ITALTEL «trainante» rispetto alle tecnologie (sistema Proteo). Se il Governo non realizza queste condizioni la cifra degli 8.000 esuberanti salirebbe ulteriormente. L'ITALTEL finirebbe per soggiacere alla spartizione del

Doveva entrare in funzione quese anno, spostata nel tempo. Non La crescente esigenza di piastre a circuito stampato (c.s.) e il miglioramento della qualità ha portato qualche anno fa alla decisione di costruire un nuovo stabilimento di c.s nell'area della ex Carpenteria di Castelletto. Sono stati investiti più di 5 miliardi per la realizzazione dei nuovi impianti. Questo investimento grava come passivo nel bilancio del 1981; i costi delle piastre c.s sono notevolmente alti a causa del costo delle quote di ammorta. mento: «alla faccia del costo del lavoro!». Siamo oggi di fronte ad un paradosso: la realizzazione del nuovo stabilimento e della sua messa in funzione è tutt'ora sospesa per mancanza di fondi. La ditta appaltatrice che stava costruendo il nuovo impian-

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Quando?

la data è stata ancora una volta si sa ancora perchè!

to di condizionamento (particolarmente sofisticato con un tasso di polvere molto contenuto) non prosegue i lavori perché non è stata ancora pagata, nonostante continuino ad essere reperite ingenti somme per incentivare le dimissioni. La nostra preoccupazione è molto semplice: Quanto può durare questa situazione? Come si possono tenere ferme e inutilizzate le linee galvaniche che, nonostante i ritardi, a giorni saranno approntate? Chiunque abbia visto il nuovo stabilimento nella ex Carpenteria, ha potuto notare quante macchine, di cui alcune molto sofisticate, siano ancora imballate. Dulcis in fundo. Il nuovo reparto, a regime, prevede una

produzione di circa 20.000 metri quadrati annui di piastre c.s.; una buona dose di megalomania ha portato i dirigenti del reparto ad acquistare una linea galvanica con potenzialità di 50.000 metri quadri, ovvero 30.000 in più oltre la produzione richiesta. C'è da chiedersi chi paga questi errori e questi sprechi? A dirla con un nostro amico, spiritoso corsivista dell'Unità: lor Signori se la caveranno sempre e comunque; i lavoratori invece continueranno a pagare queste incapacità. Non è forse ora di cambiare? Cellula PCI Rina Picolato

Circuiti Stampati

settore da parte delle multinazionali. Per questo il Governo deve definire con urgenza un piano di settore e gli orientamenti produttivi delle aziende già esistenti sul mercato; con concrete iniziative di sostegno alle PP.SS. (finanziamenti e definizione del ruolo che le aziende del settore devono sostenere). Vanno definiti gli accordi con aziende private ed anche multinazionali escludendo qualsiasi ferma di «privatizzazione». La situazione dell'ITALTEL è estremamente precaria, dobbiamo essere consapevoli che, se non si realizzano queste condizicni, si rischia di precipitavi verso soluzioni drastiche incontrollabili (licenziamenti di massa, cassa integrazione, ristrutturazione selvaggia). Gravi sono le responsabilità del Governo, i ritardi nel prendere queste decisioni pesano sulla testa di tutti i lavoratori del settore. Occorre sbloccare questa situazione, costruire iniziative di lotta nel settore TLC che rilancino l'attenzione su questi problemi, impegnare non solo la FLM ma la Federazione CGIL-CISL-UIL ad affrontare gli incontri con il Governo in termini di contrattazione. Nelle fabbriche del settore, occorre mantenere viva l'attenzione a questi temi, senza dare per scontata una riduzione degli organici a causa della riconversione tecnologica, la battaglia per l'occupazione nel settore deve essere prioritaria. «Centralità dell'occupazione» deve essere non uno slogan ma un impegno di lotta che va costruito giorno per giorno e fabbrica per fabbrica. Nessun posto di lavoro in meno deve essere accettato senda verificare nella contrattazione la possibilità di cercarne altre soluzioni, utilizzando ad esempio l'ampliamento delle ore di formazione professionale. Nella discussione di tutti i giorni con i lavoratori occorre superare le contraddizioni presenti all'interno dello stesso movimento; non è assolutamente vero, come qualcuno sostiene, che il piano della dottoressa Bellisario è un piano indolore, che non prevede l'utilizzo dei licenziamenti ma solo il ricorso al prepensionamento volontario ed alle dimissioni incentivate, non è scontato niente a causa di due fattori fondamentali: (continua a pag.

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