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Rotaia2

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Una tribuna mensile per il dibattito politico tra i lavoratori delle ferrovie

in questo pag: 2numero

Intervista a Luigi Longo sul terrorismo

emergenza

ci sono anche i ferrovieri.

In occasione della ricorrenza del 25 Aprile ha partecipato alle celebrazioni milanesi anche il presidente del Partito comunista italiano Luigi Lungo. A lui, che fu in Spagna Ispettore generale delle Brigate internazionali nella guerra in difesa della Repubblica e nella Resistenza italiana, insieme con Raffaele Caclorna e Ferruccio, al comando generale del Corpo volontari della libertà, sono state rivolte, a nome di un gruppo di giornali locali come il nostro, alcune domande sul rapporto fra terrorismo e lotte del movimento operaio.

Martedì 9 Maggio si erano riuniti in sede tecnicayi rappresentanti sindacali dei ferrovieri per mettere a punto il testo di un'ipotesi di accordo da sotto— porre,nella successiva giornata del 10/5,a1 vaglio '.)2. Ministro dei Trasporti e dei rappresentanti della Federazione unitaria.Il ritrovamento del cadavere dell'on.Moro,barbaramente assassinato dai suoi feroci aguzzini,ha indotto re— sponsabilmente le parti ad aggiornare la riunione.Successivamente 6 stata in— detta una giornata di lotta da effettuarsi il giorno 25 c.m.—Noi,per ragione di stampaychiudiamo questo numero senza conoscere eventuali sviluppi ulteriori. Non vogliamo tuttavia perdere occasione di portare alcune riflessioni su una delle questioni nodali della trattativa:il premio di produzione. Il Sindacato Unitario ha scelto,molto responsabilmenteydi rivendicare l'istitu zione di un premio legato direttamente alla produzione:ha sceltoycioé,una poli tica salariale e rivendicativa che oltre a soddisfare le leg ittime aspettative della categoria in materia di recupero salariale,possa servire da propulsore per il rilancio produttivo del settore ferroviario.

Naturalmenteyperché il premio di produzione non sia inquadrato in una logica di semplice incentivazione alla produzione,occorre che non ci si fermi alle e— nunciazioni nominalisticheyma che si attuino,a breve e medio termine,delle mo— difiche sostanziali nell'organizzazione del lavoro,legate ad un disegno strate gico di ampio respiro. Così come occorre stringere i tempi per avanzare proposte concrete che vallino nella direzione della Riforma delle F.S.

Nella categoria esiste la consapevolezza di andare alla ricerca di una soluzio ne che assicuri il rilancio del trasporto su rotaia.

Siamo sicuramente sulla buona strada.

Per evitare che questo entusiasmo esistente,venga progressivamente deteriorato, occorre stringere i tempi e introdurre elementi che diano un segno positivo ca ratterizzante.

Questo segno é rappresentato dal Premio di Produzione. E su questo che deve essere inanzitutto sconfitto l'ostruzionismo del ministro democristiano Vittorino Colombo.

La strada 6 stata tracciata,siamo convinti che il percorso sarà costipato di difficoltàyma su questa strada i ferrovieri non sono stati lasciati soli,con loroynelle loro lotte ci sono tutto il movimento operaio italiano e le loro or ganizzazioni,con'il nostro partito in prima fila.

giugno
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A CURA DELLA SEZ. ROVEDA del P. C . I .

In o cw..sio ne della manifestazione popolare del xxv Aprile abbiamo vcito alcune domende al-presi dente del no Parti to LUIGI LONGO « Gli ideali e i concreti obiettivi della Resistenza sono più vivi che mai oggi, ovunque si combatte per la libertà » Domanda - E' in atto una diffusa campagna di stampa che, in modo piu' o meno esplioito, cerca di attrio buire al P.C.I., alla sua storia e tradizione una qualche paternità del terrorismo delle Brigate Rosse. Quale 6 il tuo giudizio in merito?

Risposta

Bel quadro dei tentativi di analisi da va• rie parti compiuti a proposito del terrorismo - sulla legittimità dei quali nulla vi 6 da obiettare- si 6 inserito un tenta• tivo di altra natura, assai poco serio dal punto di vista della ricerca, ma comprano sibiliesimos un attacco propagandistico contro il P.C.I., presentato come il pro= genitore delle binde terroristiche.

Non vi 6 nulla nella nostra storia, come nella storia di tutti i partiti corallo nisti, che possa giustificare questa afo< formazione. In nessuna circostanza, di tempo e di luogo, abbiamo considerato il terrorismo come strumento di lotta polio tica. Anche quando eravamo in pochi a con* battere il fascio:060n abbiamo mai ceduto alla tentazione sciagurata dell'atto terroristico, ma abbiamo sempre e tenacemente ricercato attorno alla nostra linea il consenso, l'appoggio delle masse.

Se non fosse stata questa la nostra strategia, non saremmo oggi la grande forza democratica e nazionale che siamo.

Domanda - Che rapporto c'é, a tuo parére, tra estremismo e terrorismo?

Risposta

Certamente una distinzione va fatta: l'estremiamo, fenomeno in qualche misura cono naturato ad ogni esperienza rivoluziona* ria, rappresenta l'esasperazione generalo mente verbale dei fenomeni di una ideologia o di una linea politica. Di solito i suoi approdi sono l'attesa vana, la paralisi dell'azione, l'involuzione', l'oppor* tunismo. Il terrorismo, invece, ha origini ideologiche diverse, di destra o di si• nistra indifferentemente.

Teorici del terrorismo furono gli anarchici, ad esempio, allo stesso modo in cui lo furono e lo sono i fascisti.I1 terrorismo, sempre perdente, non persegue un proprio obiettivo politico di fon• do; dissoda un terreno su cui altri semi mineranno, ricavandone essi i frutti pomi litici. Espressione dell'individualismo, il terrorismo 6 la negazione dell'azione politica di massa, 6 l'esatto contrario della pratica rivoluzionaria.

Nella situazione attuale 6 senz'altro possibile - data la natura essenzialmente piccolo-borghese dell'estremismo - che una parte dell'area che si definisce ri* voluzionaria si presenti come terreno di cultura per le reclute del terrorismo.

Domanda - Come si puo' coerentemente isolare il terrorismo nel senso di spezzare il legame con aree p sia pur ristrette, di consenso o di agnobticismo?

Risposta

L'esistenza di legami tra terrorismo e determinate aree, sia pur ristrette, sul. la base di un consenso esplicito o potendo ziale, deriva in gran parte dalla sfiducia ingenerata in alcuni strati sociali, ape. cialmente giovani, che pensano che il metodo democratico non possa costituire strumento di trasformazione della società. Scontiamo con cio' un trentennio di pessima gestione del potere, di una neo monia totale della D.C. che ha provocai:o guasti profondissimi nella struttura dela. lo Stato e nel funzionamento delle asti= tuzioni.

Bisogna,dunque, ricostruire questa fio ducia lottando contro il terrorismo - di cui va svelata senza esitazione la sostano za reazionaria- e facendo funzionare la democrazia. L'iniziativa della masse é oggi indispensabile anche - e direi so. prattutto - per stimolare, criticare, in• calzare il governo a lavorare seriamente ed in modo efficiente alla soluzione dei problemi nazionali.

La classe operaia, i lavoratori - che in modo cosi' netto hanno espresso la loro condanna verso il terrorismo - coni stituisoono oggi l'autentico pilastro a sostegno della democrazia, senza la qua= le - ripeto- non 6 pensabile avviare il nostro Paese verso traguardi di libertà e di effettiva giustizia sociale.

Milano 26 4 78

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dagli impianti

Il complesso ferroviario di Milano C.le progettato nel 1906 ed edificato nel 1932, presenta oggi tutta la sua inade= guatezza, sia dal punto di vista della sicurezza che dal punto di vista delle condizioni igienico-ambientali.

Le condizioni di sicurezza, gli appare.= ti centrali esistenti sono quelli pro= gettati nel 1924, e non tali da garantiti re con rapidità e sicurezza il volume di traffico svolto. In poche parole, le condizioni sono tali che il regolare e sicuro svolgimento della circolazione dei treni é affidata, quasi interamen= te, all'uomo e al suo senso di respon= sabilitàr dobbiamo quindi ai ferrovieri se finora si sono evitati gravi inciden= ti. Sulle condizioni igienico-ambienta= li occorre soffermarsi un po' piu' a lungo. Siamo di fronte ad un impianto idato per esaltarey con un'opera farao= nica, il regime fascista e non certamen= te progettato per l'uomo, per fare cioè operare i ferrovieri in condizioni di sopportabilità ambientale.

Quasi tutti gli impianti sono vetusti, risentono di grosse carenze d'origine, presentano situazioni abnormi di non vi= Wibilità. Inadeguatezze si riscontrano in tutti gli uffici, basti pensare alle arcate delle pensiline che, per la loro particolare costruzione, fanno stagna= re l'aria; questolaggiunto alla presen= za frequente di liquami stagnanti sui binari, rende pesanti e nocive le con= dizioni di lavoro.

Nei posti di lavoro situati nel piaz= zale la situazione non é migliore; ba* sti dire che i posti di manovra, le of= ficine e le cabine sono in stato di avanzato disfacimento. Addirittura assurde sono le condizioni dei locali sot= terranei; di fatto in questi ambienti, siano essi sotterranei o seminterrati, l'uomo è privato dell'esposizione e del contatto diretto con la luce esterna e con l'aria naturale. E' stata recente= mente fatta una indagine sull'inquina= mento dell'aria nei tunnel Pergolesi e 3

Brianza da parte del Laboratorio di Igiene e Profilassi di Milano ; ne é risultato un tasso di inquinamento che é stato definito allarmante.

E pensare che da quei tunnel viene pre= levata l'aria di ricambio per lo spoglia toio e per il dormitorio della manovra e dell'officina

Tutti gli impianti lamentano una insuf= ficenza e una inadeguatezza di servizi igieriici. Da tenere presente che a Mila= no C.le il personale, in grande misura, é soggetto al pendolarismo, soprattutto per quanto riguarda le basse qualifiche.

Questo fenomencyche per alcuni settori raggiunge punte anche del 75%, unito alle gravi carenze ambientali sopra ricordate tende ad innescare grossi problemi sociali che hanno riflessi nella vita civile.

luantre per quanto riguarda la sicurezza a prezz, di vaste lotte,che hanno coinvolto anche lavoratori e cittadini del territorio, grossi lavori di trasforma= zione sono iniziati infatti entro il 1981 gli apparati saranno trasformati in ACEI) per i gravi problemi di protezione e di igiene del lavoro siamo ancora in alto mare e non si trovano sbocchi posi. tini. Alcuni progetti sono in studio ed alcuni lavori sono in cantiere, ma sono assolutamente insufficenti a sanare tale situazione.

Sta crescendo una certa coscienza nei lavoratori e v nell'ottica di un programma serio e delle sue priorità, il Consiglio dei Delegati darà continuità alle lotte iniziate da anni fino a superare ritardi e immobilismi aziendali.

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Cellula Milano Centrale rotaia supplemento a MILANO-OGGI responsabile: L.LUPACCINI redattore capo:A_ Pagliara redazione:zaccardini -PICCOLO CIONC1 S. 13R. XINCATO MONTALDO

la posta

Cari compagni, tra i molti articoli inte ressanti di questi due primi numeri di "ROTAIA",ce &é uno che,in una fase dif riaile e tesa come l'attuale,é forse passato un po' inosservato.

Ci riferiamo a "SPORT PER TUTTI" del N° l'incentrato sulla questione sportiva e ricreativa,alla conclusione del quale ei sollecitava un dibattito.

A tal fine si fa presente la nostra sostanziale concordanza con lcanalisi del lo scrittopmalgrado una certa genericità di fondo che oltre tutto si eviden-: zia con la totale mancanza di proposte. Si tralasciano quindi le nostre conside razioni sul rapporto SPORT-CULTURA,sul l'importanza dell'attività ginnico-ricreativa sulla formazione psicofisica di un individuo,sull'irresponsabile abbandono di queste discipline in ogni ordine • grado della scuola italiana che ri badiremmo concetti già ampiamente illustrati nell'articolo a cui ci si rifà.

Vorremmo invece sottolineare l'ignavia colpevole delle autorità competenti; sia governative ohe,inmancanza di un qualunque piano d'interventophanno scaricato sugli oratori parrocchiali e su associazioni o società private ogni attività atletica e sportiva.

Soltanto oggi ci si accorge delle conse guenze di questa politica beota;basti osservare,sopratutto nei grandi centri industriali v il livello di abbruttimento morale e di emarginazione che si manife stano col dilagare della violenza,della droga,della criminalità,ecc.-

Certo,questi preoccupanti fenomeni non sono riconducibili alla mancanza di strutture sociali la cui presenza avreb be determinato una maggiore tenuta del tessuto sooiale,che é ormai frantumato.

Rispetto al passato,comunque,ai sta facendo strada un diverso modo d'intendesre il rapporto coll'Ente Locale,anch• quando questo é inadempiente.

La partecipazione,per esempio,al Decentramento Amm.vo p ai Consigli di Zona ed alle Commissioni relative,segna un at-, teggiamento nuovo da parte dei cittadini. E la tendenza ad aprire le strutture pubbliche come biblioteche,palestre, campi sportivi,auditorium di scuole,cen tri assistenziali ecc.;vanno in questa direzione,poiché gli impianti esistenti, oltre ad essere insufficienti,sono anche poco e male utilizzate.

E la linea che,a nostro avviso,il nostro D. L. F. dovrebbe seguire é quella di ricollegarg all'Assessorato dello Spor t e del Tempo libero della Provincia al Decentramento Comunale,alle Commissioni Sport e Cultura dei Consigli di Zona,in modo tale che si stipulino accordi e convenzioni con Enti,IstitutipAssociam. zioni pubblichep al fine di fruire di questi impianti ed attrezzature nelle o re in cui rimangono inutilizzati (nella Scuola per ess,gelle ore pomeridiane e serali).

E' infatti assurdo che il centro di San Cristoforo rappresenti per le migliaia di ferrovieri l'unica occasione di atti vità agonistiche e ricreative.

Tenuto conto,oltre tutto,dell'alto nume ro e dell'età media particolarmente bas sa dei ferrovieri del nostro Compartimento, caratterizzato dall'elevato tasso immigratorio, stupisce la pochezza delle iniziative, dei programmi e delle proposte da parte del locale D.L.F., imputabile oltre che all'inefficenza dello stesso, alla mancanza di partecipazione degli iscritti.

E' qui il caso di evidenziare l'avvilen te mentalità di coloro che identificano l'attività del DLF con quella della Befana.

E di questa realtà sono un po' responsabili gli stessi organismi di base sin dacale, sezioni e delegati di impianto, che hanno quasi sempre trascurato il problema,considerandolo marginale.

Al contrario, secondo noi, la "domanda" di impianti sportivi e di iniziative culturali esiste ed é fortemente sentita, l'unica difficolta' consiste nello incanalare le richieste generiche in proposte precise e di massa, compatibili con il bilancio del DLF.

- segue -

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E ' COMPITO DEI DELEGATI DI IMPIANTO FARSI CARICO ANCHE DI QUESTI PROBLEMI, non meno importanti degli altri, denuwe ciando eventuali disfunzioni della gestione del DLF e quelle aziendali, e nel contempo rimuovendo l'apatia e l'indifferenza degli iscritti.

Concludiamo cosi' la nostra chiacchera ta, consci dei limiti della nostra espo sizione, nella speranza di smuovere le acque tra i compagni e piu' in generale tra tutti i lavoratori.

Vi Salutiamo

PALAZZO LITTA 19/5/78

Dal deposito locomotive di Milano Smist;

Il contributo dei lavoratori al 25 aprile Grande partecipazione

Il consiglio dei delegati del D.L. di MI.smistamento ha voluto,per ricordare il 33°anniversario della vittoria anti fascista,indire una giornata di mobilitazione e di riflessione sui temi della Resistenza.,dando vita ad una manifesta zione,nel corso della giornata di giove dì 20 Aprile,che si é rivelata ricca di partecipazione e di spunti positivi. Siamo intervenuti come sezione dei fer_ rovieri comunisti,accogliendo con interesse l'invito dei delegati del Deposito.

Abbiamo subito colto,già nell'addobbo, un segno dell'atmosfera di estrema seri età che gli echi del caso Moro portavano in quei giorni nei luoghi di lavoro. Lo striscione del sindacato unitario,le bandiere rosse e i tricolori erano disposti lungo il vialetto antistante il fabbricato principale,con sobrietà,senza enfasi.Ttutta la giornata,tutte le ma nifestazioni sono state infatti caratte rizzate proprio da questo:assenza di q alsiesi tono celebrativo,nessuna esteri orità,soltanto tanta discussione seria e pacata fra i lavoratori dell'impianto. Le manifestazioni si aprivano con la proiezione di una serie di diapositive sul tema: GRAMSCI,martire antifascista, mitappensiero e lotte.

Ne é seguito un primo dibattito che por tava varie sottolineature del grande in flusso sulla lotta antifascista del Gram sci pensatore,capo politico,guida del me vimento operaio.

Sopratutto si ribadiva il ruolo fondamen tale della classe lavoratrice nelle lot te contro tutte le tirannidi,in ogni mo mento é in ogni società.

Abbiamo poi potuto "ritrovare" tutti i momenti di lotta in quasi un secolo di storia della nostra categoria grazie az. li splenditi pannelli della Mostra foto grafica,gentilmente messa a disposizione dalla "Società di Mutuo Soccorso tra Fer rovieri".

In ognuna di quelle foto,in ogni riga delle dilascalie,abbiamo ritrovato l'es senza del costruirsi di un insieme di lavoratof.i,i ferrovieri,in fronte compatto di forze decise a lottare giorno per giornopper migliori condizioni di vita,di lavoro,e,sopratutto,(riguardane do le foto della Resistenza),per la libertà.

In quei pannelli é il nocciolo di quella "primogenitura" „in fatto di tradizioni aindacali,che tutti,a1 di fuori di ogni retorica,riconoscono ai ferrovieri.

La giornata antifascista si. é conclusa con una grande assemblea nel pomeriggio. Ci siamo ritrovati nel salone della men sa per discutere sui valori della Resistenza,su come verificarli,alla luce dei problemi gravissimi venuti alla ribalta in questi ultimi tempi in fatto di ordì ne pubblico e di salvaguardia delle Istituzioni.

Di fronte ad una sala gremita -(da tempo diciamolo francamente,non si vedeva uni assemblea così numerosa)-,ha svolto la relazione il compagno Lupaccini,a nome del Consiglio dei Delegati:é stato un rigoroso richiamo alla fermezza e alla vigilanza contro le trame terroristiche in fabbrica e nella Società.

Sono poi intervenuti Morandi dell'ANPI, Ferri a nome della federazione unitaria SFI-SAUFI-SIUF,Pagliara della Sez. Rove da e a nome di tutti i poliziotti democraticivil rappresentante del sindacato di Polizia Di Pietro(agente di P.S.).

Significativa é stata la sua conclusione,quando,parlando del problema della Riforma della P.S.(la cui soluzione é la premessa indispensabile per assicura re una ordinata e democratica vita civi le),ha detto che la vera questione per i poliziotti democratici,non 6 tanto a5

vere una tessera,una affiliazione "formale" alle 00.SS. della stragrande maggioranza dei lavoratori,ma quanto "stare" dalla parte dei lavoratori di fatto operare per loro,ma sopratutto,"con ro",combattere le stesse battaglie demo cratiche;"santire" provenire giorno per giorno2nel loro difficile compitooperante e viva la solidarietà delle masse dalle fabbriche e dalle piazze. Non poteva concludersi con concetti più nobili una giornata"vissuta" all'insegna dell'antifascismo,della Resistenza, della vera democrazia.

A.P.

Isolare e battere il terrorismo difendere, rafforzare, rinnovare le istituzioni repubblicane

Solo dalla democrazia e dalla libertà può nascere una società nuova

La violenza e il terrorismo sono al servizio della reazione

Rivoluzionaria è solo l'unità la lotta di massa per superare la crisi rinnovare l'Italia

APPROVATA LA LEGGE SULL'ABORTO.

Il voto del senato sancisce la vit toria della linea del confronto democra tico,della tolleranza,del progresso sociale e civile.

La legge approvata dal parlamento consente di evitare un lacerante referendum chepin ogni caso,non avrebbe risolto il dramma dell'aborto clandestino.

Con questa legge,invece,sarà passi bile sconfiggere questa piagataffermare il valore sociale della maternità e la procreazione libera e consapevole.

COME HANNO POTUTO GIA' VEDERE,' NOSTRI LETTORI,IN QUESTO NUMERO LA CONSUETA, FORTUNATA,RUBRICA DI SATIRA POLITICA A CURA DI "ARGO" NON E' PRESENTE.

INNEGABILI MOTIVI DI SPAZIO CI HANNO COSTRETTO A QUESTA FORZATA RINUNCIA. SCUSANDOSI CON I SUOI APPASSIONATI"FANS' ARGO VI DA APPUNTAMENTO PER IL PROSSIMO NUMERO E VI RICORDA CHF E' TUTTORA IN CORSO LA CAMPAGNA DI ABBONAMENTI.

ABBONAMENTO SOSTENITORE £.5.000

ABBONAMENTO ORDINARIO £.1.500

Il finanziamento pubblico dei partiti

Una misura ineliminabile per la vitalità democratica della Repubblica

L'art. 49 della Costituzione — Il valore politico della legge approvata il 17 aprile 1974 — Uno strumento di moralizzazione.

BISOGNA VOTARE

CONTRO L'ABROGAZIONE DI UNA LEGGE CHE E GARANZIA DI MORALITÀ E DI AUTONOMIA DELLE FORZE POLITICHE.

È opportuno ricordare l'articolo 49 della Costituzione italiana poiché troppo spesso si è parlato e si parla del contributo pubblico al finanziamento dei partiti come di una misura adottata con lo scopo « principale » di combattere la corruzione ed il malcostume introdotti dalla Democrazia cristiana negli apparati pubblici, nel sistema delle partecipazioni statali, nel tessuto economico e sociale nel paese in generale. In tal modo si finisce per sminuire il valore politico della legge approvata il 17 aprile 1974, per oscurare le stesse motivazioni di fondo che indussero i costituenti ad approvare l'articolo 49 e soprattutto per non rendere chiara la prospettiva politica che deve essere presente ad ogni cittadino nell'azione politica da condurre per assicurare uno sviluppo democratico del nostro paese.

Certamente il contributo pubblico al finanziamento dei partiti è stato anche considerate uno strumento necessario a rafforzare la battaglia per la moralizzazione della vita pubblica, ma ben piú ampie sono state le valutazioni politiche che hanno animato il dibattito nel paese e in parlamento prima e durante l'approvazione della legge in questione. Nel ricercare le ragioni che hanno portato all'attuale collocazione dei partiti nell'ordinamento italiano e nella società, non si può in alcun modo prescindere dalla considerazione della funzione storica che essi assolsero fin dall'avvento della dittatura fascista nell'organizzare, orientare e dirigere masse sempre piú grandi di cittadini e nel contributo decisivo che essi dettero per fare della Resistenza una grande lotta nazionale unitaria e di popolo, creando in tal modo le premesse storiche e politiche dei lavori della stessa Assemblea costituente.

degli ultimi trenta anni e nella dura lotta che si è dovuta condurre, dalla caduta, provocata dalla D.C., del governo di unità nazionale fino ai giorni nostri, contro il modo autoritario e discriminatorio di concepire la gestione della cosa pubblica. Non c'è dubbio che le strutture organizzative del partito della Democrazia cristiana e non solo di esso, il modo di concepire il rapporto con i propri iscritti e con i cittadini, hanno risentito in modo determinante di queste scelte politiche cosí come queste hanno comportato, come logica conseguenza, che le fonti di finanziamento fossero quelle delle grandi forze economiche pubbliche e private e della grande area del sottogoverno. Il momento dell'approvazione della legge sul finanziamento e di altre leggi di grande rilievo politico ed istituzionale coincide con la sconfitta dell'anticomunismo, del disegno politico della Demozrazia cristiana e con il definitivo accantonamento della esperienza del centro sinistra e si colloca nel contesto di una generale avanzata del movimento democratico e popolare. Non c'è dubbio che anche con la mancata approvazione di provvedimenti riguardanti il finanziamento pubblico ai partiti si cercò di indebolire il partito comunista che solo a prezzo di duri sacrifici è riuscito a sostenere lo scontro con forze ampiamente finanziate con mezzi leciti ed illeciti. La concezione del nostro partito, come partito dí massa, democratico e nazionale ha permesso non soltanto un grande sviluppo della sua struttura organizzativa e della sua influenza politica, ma anche la possibilità di autofinanziarsi con il contributo dei propri iscritti e di ampi strati di cittadini; le grandi campagne promosse annualmente per il tesseramento e proselitismo e per la sottoscriziopartiti: struttura portante iell'assetto democratico nazionale

Il riconoscimento della loro funzione, sancito nella Carta costituzionale, non rispecchia quindi il modo, seppure originale, di organizzarsi di una qualsiasi democrazia « liberale », ma affonda saldamente le sue radici nella storia del paese e fa di essi una delle strutture portanti di un reale processo di sviluppo democratico. C'è semmai da rilevare che la legge sul contributo pubblico al finanziamento dei partiti, cosí come molte altre leggi riguardanti l'ordinamento dello stato, sono state approvate dopo molti anni dall'entrata in vigore della Costituzione italiana ed a seguito di battaglie politiche lunghe e, a volte, anche aspre.

Le cause vanno ricercate nella storia politica

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ne a favore della stampa comunista hanno sempre costituito una occasione di incontro, di dibattito, di verifica della validità delle iniziative, qualificando in tal modo il contributo finanziario come adesione ad una linea politica, ad un partito di cui ci si sente parte attiva e che si riconosce come proprio.

Il grande valore dell'autofinanziamento

Un grande patrimonio, dunque, politico e culturale che è necessario non solo conservare, ma estendere ancora di piú. È in tale prospettiva che noi abbiamo considerato il contributo pubblico al finanziamento dei partiti un risultato di grande valore politico, che deve aiutare ciascun partito a promuovere in modo sempre piú ampio la partecipazione permanente dei cittadini alla vita politico-economica e sociale del paese, ma abbiamo nel contempo affermato, per quanto ci riguarda, che questo non deve in alcun modo indebolire il momento dell'autofinanziamento, che deve anzi continuare ad essere la fonte principale di « entrate » ed un importante momento di verifica del grado di adesione di ampie masse di cittadini alla nostra organizzazione ed alla nostra linea politica.

Durante il dibattito parlamentare sulla legge è stato inoltre chiarito, che con essa non si vuole in alcun modo costituire una moratoria per gli illeciti commessi nel corso degli anni trascorsi, chè anzi questi vanno denunziati con grande vigore e vanno rimosse con sollecitudine le cause che hanno permesso che si generassero. Ma il problema vero che si pone è quello di sviluppare sempre più un dialogo ed un confronto, in ogni luogo del paese, con tutti i partiti dell'arco costituzionale, con tutti i cittadini. per stimolare, attraverso una sempre più ampia partecipazione alla elaborazione e all'attuazione delle scelte politiche fondamentali, uno sviluppo di quei fermenti positivi cle si vengono manifestando all'interno dei singoli partiti, negli apparati pubblici, in alcuni settori del mondo economico.

li giugno vota «no»

Rafforzare la fiducia nelle istituzioni

La fiducia dei cittadini nelle istituzioni, nell'assetto repubblicano e progressista del paese, nella possibilità di poter andare avanti stilla via di una sempre piú ampia democrazia e del socialismo, superando le attuali profonde e gravi contraddizioni si rafforza e si accresce anche sulla base di una immagine positiva che i partiti riescono a dare di sé stessi. In termini più concreti non possiamo non guardare con profonda preoccupazione alla denuncia di nuovi e vecchi scandali, di nuovi e vecchi parassitismi, mentre Osserviamo con molto interesse il fatto che la Democrazia cristiana in due città abbia affisso manifesti in cui, tra l'altro, era scritto: « finanziateci per aiutarci a cambiare... ». Si tratta indubbiamente di fatti ancora troppo isolati, ma che danno il segno che qualcosa può mutare là dove si lavora bene e che molto dipenderà dal modo come noi riusciremo a portare avanti un dialogo costruttivo con le altre forze politiche e con le masse dei cittadini.

Altre considerazioni meriterebbero che venissero svolte per verificare se l'attuale legge, cosí come è strutturata, soddisfa pienamente gli intenti manifestati dai costituenti con la formulazione dell'art. 49 e le esigenze concrete manifestatesi in oltre trenta anni di esperienza di vita democratica. Il discorso è molto ampio e complesso, ma due aspetti occorre per il momento rilevare; im.anZitutto l'efficacia della legge tende ad attenuarsi nel giro di pochi anni, poiché, non essendo questa provvista di meccanismi automatici o convenzionali di rivalutazione delle somme erogate, il ritmo dell'inflazione riduce fortemente il valore dei contributi. In secondo luogo, è necessario ribadire che la applicazione del dettato costituzionale lo si realizza anche in forme diverse dal finanziamento diretto, introducendo nella legislazione vigente e soprattutto nell'attività legislativa che riguarderà il prossimo futuro, tutte quelle norme che si renderanno necessarie per facilitare il libero svolgersi della iniziativa politica. A titolo di puro esempic, vorrei rkordare che è opportuno e necessarie completare il quadro delle esenzioni dalle imposte dirette o indirette di tutte le iniziative aventi carattere prevalentemente politico, rivedere la legge sulla stampa, esaminare la possibilità di stabilire un rapporto di tipo nuovo tra le organizzazioni politiche e gli enti locali relativamente alla destina. zione delle nuove strutture urbanistiche via dicendo. Perfezionare, in una parola, la normativa di tutela del libero esercizio della attività democratica, che si fonda stilla esistenza e la vitalità dei partiti politici, è — lo ripeto — opportuno e necessario.

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Il ruolo essenziale assegnato dalla Costituzione ai partiti La proposta radicale è inquadrata in un'agitazione di tipo qualunquistico La legge sul finanziamento è anche una misura di moralizzazione

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