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Il Torchio A cura della sezione "EMILIO SERENI" (CORSERA) del P.C.I. - Via S. Marco 21 -11ilimo- A. VII - N. 1 - Aprile 1977

il nostro impegno 1969. Nel pieno delle lotte della classe operaia e della presa di coscienza del mondo studentesco, i comunisti della cellula del Corriere della Sera decisero di dare vita a un loro giornale, IL TORCHIO, che servisse a chiarire il grave momento politico e, nel piccolo spazio aziendale, si opponesse all'allora Corrierone del "Mostro in prima pagina" e degli "Opposti estremismi". La presentazione del TORCHIO teneva conto della grande capacità di lotta della classe operaia, ma sottolineava anche la pericolosità del riguargito fascista e delle forze conservatrici che tendevano a ricacciare indietro le conquiste dei lavoratori. Nella presentazione del primo numero del TORCHIO scrivemmo "A nostro avviso la realtà dell'azienda di cui si fa parte è così complessa e piena di contraddizioni, cambia frettolosamente, che certi nodi hanno bisogno di essere analizzati e chiariti fino in fondo perchè possano essere portati alla luce i veri processi che ne stanno alla base". Proseguendo nell'analisi della situazione aziendale mettemmo in rilievo la necessità del giornale come strumento di unità tra le varie componenti politiche, dicendo che il TORCHIO "anche se nato nell'alveo di una tradizione di partito, quella del P.C.I., ricerca un dialogo aperto, pacato e costruttivo con tutte le forze democratiche e progressiste del Corriere". Infatti, un'altro fattore fondamentale che ci ha spinto alla fondazione di questo giornale è stata non solo la conquistata esigenza di uno strumento di comunicazione e di informazione, ma anche la sentita esigenza di ricercare quei legami, che al disopra di ogni differenza ideologica accomunano tutti, in modo da riunii alle quella coscienza unitaria senza la quale ogni lotta, ogni progresso rischiano di essere sterili". Otto anni sono passati da quel primo numero, la cellula del P.C.I. si è trasformata in sezione. Siamo diventati una grande forza e riteniamo il TORCHIO uno strumento importante della nostra azione; uscirà regolarmente, in una veste modesta ma con lo spirito di otto anni fa, un giornale aperto al contributo di tutti in piena libertà per un confronto sereno e costruttivo nell'interesse dei lavoratori. Ciò nun vuol dire che siamo disponibili ad ospitare il malcontento e le frustazioni di pochi ma che accettiamo la collaborazione dei singoli su temi di interesse generale. Tutti i partiti, gli organismi vari dell'azienda, troveranno spazio sulle nostre colonne. Cercheremo insomma di essere quello che il Corriere della Sera da un pò di tempo tende a non essere piu. A. Frigerio

Dopo il 16.mo Congresso della Cellula del "Corriere"

siamo sezione II I° marzo ha rappresentato una data molto importante per noi comunisti del "Corriere della Sera". L'annuale Congresso di Cellula svoltasi appunto in quel giorno (il 16.mo per la cronaca), raccogliendo le esigenze maturate da tempo, è stato infatti, il Congresso costitutivo della Sezione del P.C.I. al "Corriere della Sera". Al tavolo della presidenza, a convalidare l';mportanza della trasformazione della Cellula in Sezione, era presente Gianni Cervetti, membro della direzione del Partito Comunista Italiano. I lavori si sono aperti con un'ampia e dettagliata relazione del compagno Di Iorio, segretario uscente, i) quale ha puntualmente ed esaurientemente saputo mettere a fuoco i principali problemi e le tematiche che travagliano oggi il campo politico, economico e sociale del nostro Paese. Il Congresso ha visto la partecipazione di un gran numero di compagni che hanno seguito con interesse le varie fasi della giornata,

pag. 2 Rizzoli e chi finanzia

IL VALZER DEI MILIARDI Lotte di oggi e di ieri

T MARZO 1944 Vertenza aperta LA LOTTA DEI GRAFICI

pag. 3 8 Marzo

Non ricorrenza, ma riflessione e lotta Il fallimento della vecchia classe dirigente

IL QUADRATO DELLA VERGOGNA 17 marzo a Bologna

IN PIAZZA MAGGIORE Ancora sulla Biennale

pag. 4 Congresso dei comunisti del "Corriere"

L'intervento conclusivo del compagno Cervetti Stampa: Coop. Guado

dando vita ad un ampio e costruttivo dibattito, partendo dai punti principali evidenziati dal relatore. Ben 27 sono stati i compagni che hanno ritenuto di portare un loro contributo al dibattito e fra questi, un particolare rilievo ha assunto l'interesse del compagno Stefanoni, il quale, oltre ad approfondire ed analizzare i vari punti toccati dalla relazione, ha attirato l'attenzione dei prnenti su un problema che è più che mai vivo ed attuale: il rapporto tra partiti e sindacato. Oltre ai compagni della nostra Azienda, seguivano i lavori congressuali numerosi compagni di altre fabbriche (Alfa Romeo, Il Giorno, l'Unità Scarsellini) che sono intervenuti direttamente nel dibattito portando, oltre ai saluti, un interessante, e sopratutto utile, contributo alla discussione. La presenza di questi compagni ci è servita per avere un utile scambio di idee ed esperienze su come si muovono e lavorano i comunisti all'interno di realtà ben diverse dalla nostra. Hanno poi portato i saluti al nostro Congresso i rappresentanti politici della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano, Dante Gatti per il Consiglio di Fabbrica, Gaspare Barbiellini Amidei della direzione del giornale, Maurizio Andriolo membro del Comitato di Redazione. Sono stati letti un saluto del direttore del "Corriere della Sera" Pietro Ottone e -sano di Benedetti (direttore del personale). Entrambi esprimevano il saluto e gli auguri di buon lavoro al nostro Congresso e nello stesso tempo formulavano le scuse per l'impossibilità di poter essere presenti a causa di loro impegni di lavoro. Nel corso della mattinata sono state elette le commissioni politiche ed elettorali i cui compiti erano rispettivamente quelli di elaborare una mozione politica finale e di eleggere il I° comitato direttivo nella nuova Sezione che si andava costituendo. Nella seduta pomeridiana i compagni hanno portato a termine la fase del dibattito dopo di che il compagno Gianni Cervetti ha tirato le conclusioni con una relazione di carattere politico-economico generale, facendo una panoramica delle problematiche proprie del nostro settore. Data la natura estremamente interessante della relazione del compagno Cervetti, un ampio estratto della stessa è pubblicata a parte. A. Rigoli

Le cifre

Iscritti 273 di cui reclutati 16. Donne 13.

Le cariche Direttivo: Graziano Carreri, Daniela Cortellino, Angelo Frigerio, Ruggero Leoncavallo, Mario Sainati, Bruno Schincarìol, Claudio Sdiirinzi, Ennio Stefanoni, Giancarlo Toppi. Probiviri: Giuseppe Cossu, Giovanni Di Jorio, Giovanni Panozzo, Adriana Rigoli, Remo Vaccari. Segretario: Angelo Erigerlo.

Emilio Sereni "La scomparsa di Emilio Sereni determina un vuoto diffidimente colmatile per la dirittura

morale, per la qualità di democratico antifasdsta, per la sua coerenza di militante per il progresso sodale, per il suo autentico impegno di uomo di cultura. In una sodetà ove molti valori morali vengono misconosduti egli rappresenta un insegnamento e un comportamento di vita da imitare. Voleva mutare in meglio la sodetà e sapeva che per farlo, occorre sacrifido, preparazione e costanza". Non esitiamo a fare nostre le parole della direzione dell'ANPI sulla perdita del compagno Sereni, m questo momento di lutto per l'intero movimento operaio. Cercheremo, nei limiti delle nostre possibilità, di prendere esempio dalla vita di Emilio Sereni. Ecco anche perchè la Sezione comunista del "Corriere" d'ora in poi si chiamerà Sezione Emilio Sereni.

l'occhiello Vi sono alcuni Direttori nella nostra azienda editrice impegnati a fondo nel rendere migliori i loro giornali, farli più ficchi di notizie, più interessanti alla lettura e, di conseguenza, aumentarne la diffusione. Insomma ce la mettono tutta. Sbagliano? Sembrerebbe di sì. Se pensassero un pò più ai loro interessi, a vivere in modo tranquillo e senza preoccupazioni, farebbero dei giornali sempre più brutti, sempre più bugiardi, sempre più illeggibili. Giornali che vendano pochissime copie. Sino al punto che il nostro Editore, finalmente consapevole della situazione finalmente reso edotto di questi titanici sforzi per rovinare un giornale, non potrebbe far altro che prendere immediati provvedimenti. E la storia recen-

te (e anche quella meno recente) ci insegna che questi provvedimenti consistono essenzialmente in dimissioni (o pensionamenti) accompagnate da generosi, vera?Unte generosi, arrotondamenti di liquidazione e, magari, perchè no, dalla promessa di dirigere, naturalmente dopo un periodo di giusto riposo, un nuovo giornale meno impegnativo e logorante. Ecco perchè questi nostri Direttori che fanno di tutto per i loro giornali forse sbagliano. Se è così, noi comunisti del "Corriere", che da sempre apprezziamo quelli che si prendono le loro giuste responsabilità, ci permettiamo di augurare loro di continuare a sbagliare.

C orponove


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