FOGLIO
della cellula dei pci corriere della sera.roto giugno 1977
E' in corflo la stagione dei festiva! de "l'Unità" in sostegno della nostra stampa e del nostro partito. A livello di sezione, di città o di provincia fino a quelli a livello nazionale e a quelli dei giovani e delle donne migliaia di manifestazioni si svolgeranno per tutta l'estate fino alla conclusione, in set tembre, col grande festival di chiusura di Modena.
Tutte le forze del partito sono umpegnate in quest'opera di organizzazione, di allestimento, di servizio. Ogni festiva! è, oltre che occasione di svago e di salutare allegria, importante momento politico di discussione, di veri fica, di scambi di opinione con quanti intendono avvicinarsi a noi con spirito aperto e critico insieme per conoscerci meglio e per dibattere la nostra linea, è insomma momento di reale incontro tra lavoratori, cittadini, compagni.
L'obiettivo fissato quest'anno a sostegno dell'Unità è di 9 miliardi: un limite ambizioso e difficile. Col contributo di amici e simpatizzanti, col sacrificio di compagni e iscritti, con la generosità di quanti vedono nella presenza del nostro giornale un baluardo a difesa della libertà e dello sviluppo della democrazia nel nostro Paese questo limite è possibile raggiungerlo.
Noi ringraziamo qui coloro che già hanno contribuito alla sottoscrizione che gira in fabbrica a cura della nostra cellula e invitiamo tutti a seguire i diversi festival che sono in corso di svolgimento in varie zone di Milano.
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Si é chiusa recentemente la vertenza per il rinnovo contrattuale, un fatto sempre importante che dovrebbe impegnare tutti nella lotta. Non si è invece riscontrata per questa vicenda da parte di molti lavoratoti l'atten zione e la tensione necessarie. I perchè pos sono essere diversi. Noi comunisti, mentre diamo un giudizio sostanzialmente positivo sul rinnovo contrattuale nel suo complesso, specie dove stabilisce e ribadisce il potere' del C D.F. in materia di investimenti e di controllo dello straordinario e del lavoro esterno, mentre diciamo questo esprimiamo an che la nostra insoddisfazione circa una richiesta che non ha nessun riscontro nella ri soluzione contrattuale.
Ci riferiamo alla richiesta di aumento dei giorni di R.R. per i lavoratori a turno notturno: non avere ottenuto nemmeno un giorno in più di R.R. o vuole dire che quella era una richiesta sbagliata oppure essa è stata posta in un contesto sbagliato. Infatti ci chiediamo: che forza contrattuale può avere
Il processo al "brigatista Curcio è iniziato e continua, nonostante i va ri tentativi di bloccarlo. Significati va è stata la massiccia presenza di la voratori in segno di appoggio ai giudi ci popolari e togati per portare avanti il loro compito, cosa non avvenuta a Torino per analogo processo alla banda. Chi mira a screditare le istituzio ni dello Stato si serve di ogni occasio ne e pretesto fino all'assassinio. Ma c'è anche chi è subito pronto a teoriz zare l'agonia di questo stato e l'inutilità di ogni proposito di difesa e di azione contraria a impedire lo sfacelo. (Fra questi ci sono i vari Scalfari e Ronchey, oltre a diversi intellettuali).
A costoro si risponde chiararamente con la mobilitazione come sta avve nendo in questi giorni in risposta al l'appello del Comitato unitario antifascista e con un'azione ideale e po-
una richiesta messa nel contratto nazionale quando interessa meno del 20% della categoria? Noi vediamo più giustificata questa richiesta a livello di gruppo Rizzoli e del settore periodici.
Certo che per gestire gli strumenti che ci permettano di controllare lo straordinario,ì, il lavoro esterno, gli investimenti ecc:ocgeol*/ re che il C.a.F. abbia una linea e una strate gia ben definite: ci sono? Il nostro C.D.F. sta attraversando un periodo critico, nuovi compagni sono entrati a farvi parte e non vi è ancora sufficiente attenzione e chiarezza su alcuni obiettivi che riteniamo prioritari su altri.
Non vogliamo mettere il naso nei fatti del C.a.F. ma ultimamente sono avvenuti fatti che ci preoccupano parecchio (ad esempio: la penultima assemblea ha rivelato una pericolosa scollatura tra base e organismo sindacale,il manifestarsi di atteggiamenti irresponsabili) ed è per questo che ci rivolgiamo ai compagni del C.d.F.dicendo loro che noi siamo disponibili,come sempre, ad un confronto di idee circa la soluzione da trovare ai problemi aperti nella fabbrica. Per risolverli occorre un consiglio di fabbrica che abbia capacità di riscuotere il consenso dei lavoratori, conscio delle difficoltà che esistono oggi per far capire la validità degli obiettivi che sono alla base della difesa dei reali interes si dei lavoratori.
La sfiducia, il qualunquismo, la tendenza a rinchiudersi nell'aziendalismo sono sempre pronti a prevalere sugli interessi più genera li che sono quelli su cui da anni è aperta la battaglia sindacale e politica nel nostro pae se. Il recente congresso della CGIL ha confer mato gli obiettivi di fondo per il movimento dei lavoratori: l'unità sindacale, sviluppo dell'occupazione nel Sud, mantenimento e riqualificazione della manodopera al Nord, rilancio e aumento degli investimenti in agricoltura e nei settori industriali prioritari (edilizia) o alternativi (elettronica e non più petrolchimica) per cominciare a incamminarsi, finalmente, verso quel nuovo modello di sviluppo che non è fumo negli occhi per i lavoratori, ma obiettivo di lotta dura per delle conquiste che incidano decisamente sul sistema parassitario industriale del Paese (Egam e Gioia Tauro testimoniano lo sperpe-• ro di denaro in modo chiaro).
Occorre, quindi, andare a delle scelte precise per ridare a tutti i lavoratori quel la fiducia nel sindacato che oggi manca e questo deve avvenire con decisioni che non possono sfuggire dalla logica generale e dagli interessi del paese e da quelli più par titolari che oggi si chiamano "Gruppo Rizzoli".
li,tica che blogchi, diffondersi nel 1W coscienza del ciiadini di un atteggiamento e un7. convinzione che nO valga la pena-di 1.9)tar: operate :per sa lvare eAare'nuovo vigore aade
A kyytYVICOrpi:,tyeparati non ]0 devoii6essere più, devono trovare nei cittadini, nei lavoratori e nei loro istituti rappresentativi i loro primi garanti e difensori; devono cadere le ultime barriere di una mal intesa collocazione di privilegio e di casta e sentirsi parte di untutto che è la società civile della repubblica democratica.
Qualcosa s'è fatto nella scuola ed è presente un diverso orientamento nella polizia; altrettanto sta avvenendo nell'ordine degli avvocati e dei giornalisti, di cui indicativa è la diversa apertura dimostrata soprattutto qui a Milano.
Le possibilità ci sono: prima di tutto si tratta di avanzare sul terreno dell'eliminazione delle barriere fra organismi democratici (partiti, sindacati, enti locali, organi elettivi ecc.) e strutture dello sta to (magistratura, polizia, scuola, amministrazione statale ecc.).
Una crescita democratica c'è, anche se quanto c'è di vecchio resiste e solo una -sua sottovalutazione porta pericola samqnte verso sbocchi velleitari esaspe rati e di un massimalismo presuntuoso, rivolgendosi anche contro le istituzio , - ni repubblicane.
E quando l'estremismo si rivolge contro le istituzioni repubblicane, i sindacati, i partiti e finisce col combattere essenzialmente il PCI e cerca di denigrarlo e di presentarlo addirittura come il "partito della repressione", allora si comprende quali possono essere le forze,interne e internazionali, che si avvantaggia no di simili azioni e come gli attacchi rivolti in questa direzione procedano paralleli con quelli provenienti da destra: l'obiettivo è per tutti la distru zione della Repubblica.