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Foglio3

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città ma quello del governo e di scelte decisive per il paese il tradizionale giornale della borghesia é dispo— sto a sacrificare

ressi della nazione) per difendere il pote_ re e il privilegio. Contro la politica di unità e di collabora—

si riconosce gran parte della classe operaia,si utilizza tutto,dal dissenso dei paesi dell'Est agli indiani metroplitani,dai gruppi irresponsabili ai nuovi

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I lavoratori,i sindacati sono venuti qui per ragionare,per parlare per ascoltare con calma.La manifestazione di oggi non é fatta,come qualcuno ha detto,con i carri armati;migliaia di lavoratori e di studenti vogliono raccogliersi per discutere di un problema vitale per l'intera società.Siamo profondamente d'accordo con le esigenze,manifestate oggi dai giovani,di rinnovamento e di cambiamento dell'università e dell'intero paese.La protesta studentesca é giusta,i problemi agitati sono i nostri.Proprio per questo diciamo che quelle frange che operano per separare gli studenti dal movimento operaio e popolare lavorano scopertamente per il nemico comune,per quelle forze,esterne e interne all'nniversità,che non vogliono il cambiamento.

Bisogna dare obiettivi razionali reali a una protesta che rischia altrimenti di rimanere rifiuto nichilista e reazione rabbiosa ed esasperata ai problemi gravi dell'università.A chi grida che vogliamo affossare il "movimento" rispondiamo che non abbiamo mai pensato di agire senza e tantomeno contro le grandi masse giovanili:dobbiamo lottare vincere insieme la grande battaglia per il rinnovament•,dell'intera società,battere e vincere il fascismo,le tendenze reazionarie,le provocazioni eversive,ogni violenza tentazione irrazionale.Chi rompe i vetri,chi sfascia le facoltà non colpisce Malfatti ma danneggia la causa degli studenti.Il movimento operaio,e non c'é retorica in tutto ciò,ha combattuto il fascismo anche difendendo gelosamente le fabbriche, impedendone la distruzione. Non siamo venuti qui né con la forza né con la pretesa paternalistica di avere la giusta linea in tasca,vogliamo discutere con tutti qual é la strada da imboccare,quali i nostri obiettivi di lotta.Occorre che fin d'oggi prendiamo assieme un impegno comune di mobilitazione che isoli e sconfigga i nemici,palesi e

mascherati,della nostra causa.C'é una vertenza aperta da due anni e mezzo sull'università che riguarda migliaia di docenti,di lavoratori e di precari.Di.questa lotta si fanno carico le confederazioni sindacali con tutto il loro peso e il loro impegno.Bisogna chiudere bene e presto questa, vertenza per aprire un discorso costruttivo e proficuo sulla profonda riforma dell'università.Questa struttura oggi segnata da carenze, insufficienze,incapacità e da una sostanziale chiusura di classe che esclude dal diritto alla cultura e allo studio migliaia di operai,di figli di lavoratori.Vogliamo una università diversa che esalti luimpegno di studio,di approfondimento dei giovani.I1 paese per cambiare ha bisogno del contributo qualificato dei tecnici e degli intellettuali.Non bisogna disperdere l'energia dei giovani,é necessario al contrario trasformare la rabbia e la protesta,che nascono da una condizione di esasperata emarginazione dei giovani,privi di ogni prospettiva di lavoro,in volontà politica positiva di rinnovamento.

Abbiamo riportato qui le parole dette da Lama nel suo comizio tenuto all'università di Roma a nome del la Federazione unitaria delle confederazioni CGIL-CISL-UIL, perché molti organi di stampa-le hanno volutamente ignorate dopo aver istigato per giorni alla rottura e allo scora tro.

Al confronto civile un gruppo di provocatori mascherati e armati che niente ha a che vedere con la massa degli studenti ha risposto con i sae si e i bastoni, con le catene e le bottiglie incendiarie. Il compiacimento e la tolleranza del "Corrierone" non li ha mai abbandonati.

E così dimostrano anche quanto gli sta a cuore in concreto la libertà di parola che deve essere assicurata a tutti: tanto sensibili con Praga non hanno fatto il minimo accenno all'alt grssiòne subita dal giornalista dell' "Unità" Trombadori nell'università, né hanno difeso il diritto di Lama a parlare. E' diversa forse la libertà a seconda di chi rivendica il suo di ritto ad usarne?

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