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della cellula del pci corriere della serairoto PuNTI PE ;2 ._,AR I F021,•\)Ar EIDITOztA

Con felice scelta di tempo. l'ono revole Arnaud ha presentato nei giorni scorsi, a nome del governo, un disegno di legge sulla riforma dell'editoria. Su questo tema i lavoratori del settore hanno più volte presentato unitariamente proposte con punti qualificanti ben preci si: garantire un autentico pluralismo dell'informazione, attraverso la lotta al le concentrazioni e l'incentivazione alle testate minori e alle cooperative; programmare nuovi investimenti e nuove tecnologie tendenti ad una espansione dell'aerea di lettura in Italia (appena quattro milioni di italiani oggi aC. quistano quotidiani); c riorganizzare le imprese editoriali attraverso una politica di risanamento e di investimenti, con eliminazione di sprechi e parassitismi, ma senza attac care i livelli occupazionali; realizzare l'obiettivo di una espansio ne dell'area di lettura anche attraver so una nuova articolazione della distri buzione e dei punti di vendita; garantire una equa e non clientelare distribuzione della pubblicità; rendere trasparenti i conti delle impre se editoriali con precisi schemi di bilancio e rendere soprattutto identifica bile, fisicamente, la proprietà editoriale con adeguati obblighi giuridici. Basti pe sere' che riguardo alle concentrazioni non pone alcun argine (un editore di quotidiani può concentrare fino al 40%, un editore di periodici fino al 100%); non c'è reale controllo di trasferimenti proprietari; c'è un pericolosissimo tentativo di regolamentare riduttivamente l'attività dei comitati noncon templa l esistenza di cooperative miste, giornalisti e poligrafici; alla politica di risanamento si preferisce quella tradizionale degli aumenti a pioggia, con

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febbraio 1977 criteri discrezionali delegati a nuovi enti o carrozzoni come l'Ente Nazionale per la Cellulosa e la Carta, al quale si affida addirittura il finanziamento della stampa italiana all'estero (nella gran parte dei casi di nessun valore culturale e di contenuto fascistoide'. Alle forze sindacali e a quelle politiche spetta ora il compito di modificare questo schema legislativo riempiendolo di nuovi contenuti, corrispondenti agli obiettivi sopra enunciati. La lotta per il rinnovo contrattuale dei poligrafici e dei grafici (già iniziata e dei giornalisti, in procinto di iniziare) si salda così, in questa fase, con la lotta per un modo nuovo di fare i giornali in Italia; un modo che tenga conto della nuova realtà politica e sociale espressa dal paese in questi anni.

UNA LIHEA DA cui No/-I

SI PuO' PREsCIN bER. Dopo le prime tre ore di sciopero per il rinnovo del C.C.N.L., noi comunisti vogliamo fare alcune considerazioni e valutare, con tutti i lavoratori disponibili ad un discorso serio, civile e franco, le prospettive, le aspettative che noi,in quanto parte dei lavoratori della fabbrica ci sentiamo di esprimere. Prima di tutto siamo profondamente con vinti che tutto il settore dei lavoratori poligrafici e cartai sia cambiato e, soprattutto, maturato nel senso che ci vede legati al movimento generale avendo superatoforse, la pretesa che a noi poligrafici occorresse sempre quel "qualche cosa in più" per farci sentire diversi. Mentre ci sentiamo di esprimere questa nostra opinione, cioè la fine di un'epoca "corporativa" e l'acquisizione di una ma.E giore coscienza di classe che ci ha porta ti e ci porterà sempre di più a dare il nostro contributo alle lotte esterne alla


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