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FOGLIO

della cellula del pci

corriere della sera .roto 1)13 5

DI CHI LA RESPONSABILITA': LA CRISI DEL PAESE E' GRAVE

In tre anni l'indebitamento con l'e stero è passato da 7 a 17 miliardi di dollari;

nei primi nove mesi del '76 il disa vanzo della bilancia commerciale è salito a circa 4.000 miliardi;

alla fine del '76 l'indebitamento degli enti locali ha raggiunto i 30 mila miliardi;

l'inflazione è arrivata al 22%; nel corso del '76 la produzione è aumentata, ma l'occupazione è diminuita pericolosamente;

1.200.000 giovani sono in cerca di prima occupazione; aumentano vertiginosamente la disgregazione dell'apparato statale e la criminalità comune e quella "politica", manovrata per scopi eversivi

Nessuno può negare che il Paese è stato portato sull'orlo della bancarotta dalla politica antipopolare del la DC e dai governi da essa egemonizzati dal dopoguerra ad oggi.

I comunisti da sempre hanno denuncia to l'esito disastroso cui avrebbe por tato la politica dello sperpero, delle clientele, dell'intervento non program mato dello Stato, dell'abbandono del Mezzogiorno e della non utilizzazione di tutte le risorse produttive: sol0 33 persone su 100 sono in Italia in condizione attiva; aggravano la crisi dell'apparato produttivo il ritardo e la carenza della ricerca scientifica.

Avremmo bisogno di un apparato stata le di alto livello e di grande snellez za, capace non di soffocare con i suoi controlli l'impresa, ma di orientarne l'attività. Nell'era democristiana si sono diffuse concezioni e abitudini di vita che sono antitetiche ad ogni principio di solidarietà, di autodisci plina, di attaccamento agli interessi dello Stato.

A TUTTO CIO' SI DEVE PORRE RIMEDIO COL CONCORSO DI TUTTI SAREBBE FACILE

DIRE: CHI HA MALGOVERNATO ROVINANDO IL PAESE SI PREOCCUPI DI SALVARLO

NOI L'AVEVAMO DETTO, NON SIAMO STATI ASCOLTATI E ANCORA;"NESSUN SACRIFICIO PER I LAVORATORI"

MA szev1t2EBBE

A SALVARE. IL PAEst.?

LA DEMAGOGIA PRESTO PORTEREBBE L'ITALIA ALLA COMPLETA ROVINA, COMPROMETTENDO IL GIA' PRECARIO TENORE DI VITA DELLE MASSE POPOLARI E FACENDO CORRERE SERI RISCHI ALLE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE DEL PAESE

Chi ci vuole vedere come sostenitori della DC e dell'attuale regime, sbaglia. Chiaramente abbiamo posto al centro una diversa politica degli investimenti in direzione di: RICONVERSIONE INDUSTRIALE: ristrutturazione dell'apparato produttivo al Nord; nuovi posti di lavoro al Sud. AGRICOLTURA: basta con la vergogna di due milioni di ettari di terre abbandonate mentre importiamo der rate alimentari per 3.500 miliardi l'anno. PIANO DI PREAVVIAMENTO AL LAVORO DEI GIOVANI DISOCCUPATI. RIFORMA DEL SISTEMA SANITARIO: meno sperperi, strut tura assistenziali più efficienti, riordino delle industrie farmaceutiche.

RIFORMA DELLA SCUOLA: per la formazione di un nuovo tipo di forza lavoro, al tamente qualificata e rispondente ad un diverso sviluppo economico e sociale.

Dì clArl O

N O Al.12 I N-FLAZA ON E

Cosa accadrebbe, infatti, se non si riuscisse a bloccare la svalutazione della nostra moneta? Alcuni pagherebbero pesantemente, altri realizzerebbero ulteriori profitti:

Con un'inflazione del 50% tutto ciò che oggi compri con 50 mila lire, domani dovrai farlo con 75 mila. Che ne sarà del lavoratore a 400, 300, 200 mila lire al mese?

Che ne sarebbe diAanti operai, impiegati, artigiani, professori, com mercianti, contadini, piccoli impren ditori, impossibilitati a seguire 1' aumento dei prezíi?

E dei braccianti, dei disoccupati, dei giovani in cerca di prima occupazione? E dei milioni di pensionati a 70 mila lire al mese?

Si scatenerebbe certamente la linea del SI SALVI CHI PUO', per cui i più forti potrebbero difendersi, i più deboli no. Le masse popolari si dividerebbero al loro interno e di fronte all'avversario sarebbero più deboli.

I grandi esportatori:

La svaltitazione della lira faciliterebbe le nostre esportazioni nei confronti dei concorrenti. Ma la conseguenza sarebbe che dovremmo pagare di più tutte le materie prime che importiamo dall' estero, aggravando paurosamente la nostra bilancia commerciale.

Le grandi imprese:

Hanno pompato per anni soldi allo stato, soldi che sono della collettività. Ciò che hanno preso a valore 100 lo restituirebbero a valore 50.

Ecco perché esiste un vero e proprio partito della svalutazione e della inflazione che ragiona pressappoco così: "perché darsi tanto da fare quando si può ancora tirare avanti come abbiamo fatto finora? Perché spremersi le meningi.per impedire e risanare squilibri, sprechi, inefficienze e disfunzioBasta lasciare-andare le cose per il lorb verso .°

SI DEVE EVITARE L'AGGRAVARSI DELLA CRISI CHE RENDEREBBE I DIPENDENTI A REDDI TO FISSO SEMPRE PIU' POVERI E I RICCHI E GLI SPECULATORI SEMPRE PIU' RICCHI

Noi prendiamo nelle nostre mani la bandiera della lotta all'inflazione. La pren diamo per farne una lotta da condurre secondo il criterio dell'equità, di una lotta che contribuisca nel suo corso ad attenuare le sperequazioni abissali oggi esistenti fra i redditi e tra le diverse condizioni sociali. Ma se è la elio se operaia a mettersi alla testa della lotta contro l'inflazione, contro gli sprechi e contro i parassitismi, è chiaro che essa non può rinunciare a porre con decisione il fine vero di una politica di austerità. E il fine vero, il fine che può rendere questa austerità accettabile dalla maggioranza dei lavoratori, della grande maggioranza del popolo e del Paese, è di avvAdre misure trasformatrici delle strutture economiche e dell'assetto sociale tali da incidere, da innovare profondamente nella vita del nostro Paese. (E. Berlinguer)

Nessun velleitarismo, nessun qualunquismo o attendismo, ma lotte con obiettivi concreti per UNA NUOVA POLITICA ECONOMICA, per SCONFIGGERE LE FORZE MODERATE E REAZIONARIE e per UN GOVERNO DI UNITA' DEMOCRATICA CON I COMUNISTI

Ecco PERC--tE4
CHI PAGHEREBBE CHI REALIZZEREBBE PROFITTI?

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