LA NUOVA SCINTILLA
BOLLETTINO DEI LAVORATORI BORLETTI
PERCHE' TUTTI SONO PREOCCUPATI DEL
PRESENTE E DELL'INCERTO FUTURO ?
LUIGI LONGO RISPONDE ED INDICA A TUTTI I LAVORATORI COSA BISOGNA FARE
PARE CHE AL CENTRO del dibattito nella direzione della DC e poi nella conclusione, che pure deve ammettere la necessità di incontri fra i partiti per la novità e la gravità della situazione, sia rimasta la formula della conservazione del « quadro politico >. Del resto è dalla formazione del governo della < non sfiducia », che la preoccupazione costante della Democrazia cristiana è stata la riaffermazione, quasi ossessiva; della intangibilità del cosiddetto «quadro politico». Tale < quadro > è concepito non come la risultanza di equilibri, che pure si modificano, come espressione della realtà, complessa e difficile, del Paese, bensì come un valore assoluto, che non può essere messo in forse, pena il solito salto nel buio » regolarmente prospettato tutte le volte che si presenti la necessità stringente di cambiare qualcosa.
Il < quadro politico > sarebbe considerato così dalla DC come una ferrea gabbia da imporre al Paese, nonostante tutto. Per scongiurare la oscurità del domani, si mantiene la nazione nel buio fitto, da cui pur bisogna uscire. Nemmeno la estrema gravità delle tensioni sociali, il pericolo reale della eversione antidemocratica sembrano scuotere la DC da un simile atteggiamento.
Certo. vi sono anche segni che indicherebbero qualche diaponibllità democristiana ad accedere alla prospettiva di *tese con i partiti democrafidi, e con noi in parthrgare.
I.'on. Moro ha parlato, in questi ultimi tempi, e sembra che anch'egli ritiene giunto il momento, di una certa unità di intenti e di sforzi. persino di convergenze politiche nuove. Ora, questo è certamente segno che anche per lui la situazione è molto seria. Ma allora, che senso ha parlare di quadro politico da difendere e da mantenere? Che significato può avere questa affermazione in una situazione pericolosamente disgregata, dove è facile che tensioni e disperazione offrano il destro ad attacchi indiscriminati verso i partiti, i sindacati, le istituzioni democratiche, attacchi che del resto stanno avvenendo?
In realtà, questa strenua teorizzazione democristiana della inviolabilità del quadro politico, si spiegherebbe solo se dovesse passare davanti ad ogni cosa la preoccupazione di gruppi democristiani di salvaguardare il proprio monopolio del potere, di difendere il coacervo di interessi conservatori e di preoccupazioni di stabilità intrecciatisi in trenta anni di governo.
Come si può pensare che al mantenimento di questo quadro politico sia legata la prospettiva di salvezza del Paese? Al contrario, è proprio la sopravvivenza della situazione attuale, è la pretesa democristiana di assegnare ai partiti ruoli immutabili, che acuisce il disagio, aumenta il distacco tra il Paese reale e il Paese ufficiale. Mi rifiuto, naturalmente, di pensare che l'attuale strategia democristiana si affidi, coscientemente, ad un aggravarsi della situaridile, puntando su un improbabile, ma non impossibile lo-
goramento delle forze di sinistra. per preparare in tal modo una riscossa moderata. Sarebbe una politica disastrosa per il Paese.
UN FATTO E' CERTO, tutta,,ia, e occorre valutarlo con attenzione: gli attacchi che in questi ultimi tempi sono stati rivolti al nostro partito e ai sindacati. l'intensificarsi delle azioni provocatorie ed estremistiche, i legami sempre più stretti tra criminalità politica e delinquenza comune, hanno come risultato quello di portare in primo piano le gutstioni (primordiali, come dice Moro) dell'ordine pubblico, della difesa della democrazia. Non vi è dubbio che questo sia un problema essenziale, basilare. Ma è altrettanto vero che ove tutto si riduce alla difesa della cittadella di uno Stato sempre più alla deriva, si finisce col non risolvere nulla. Organizzare unitariamente una manifestazione antifascista è certo cosa che conserva il suo valore, ma deve costituire un punto di partenza per andare, altrettanto unitariamente, a iniziative di governo che sappiano incidere effettivamente sui meccanismi della crisi, capaci di ridare fiducia, coraggio, speranza ai lavoratori, ai disoccupati, ai giovani, alle donne. Intanto, ci sono forze che non si peritano dallo scatenare azioni provocatorie M città come Bologna, Roma o Napoli, per poter sostenere poi che i comunisti non hanno saputo prevederle o impedirle, e poterne così denunciare
una presunta incapacita di governo, incitando a una politica disperata di violenza, e per altro verso favorendo proposte o soluzioni autoritarie. Deve essere a tutti chiaro che non potrà esservi una autentica, efficace difesa della democrazia, quali che siano le pur doverose misure che gli organi dello Stato devono assumere per prevenire e spezzare la strategia della tensione, se non si opera a fondo per sanare, con la crisi economica, proprio il famoso « quadro politico » che ci ha portato alla situazione attuale. Siamo a un punto limite e i margini entro i quali è ancora possibile operare sono ristretti. E' essenziale per il Paese — se intendiamo davvero salvarlo — giungere in tempi assai brevi a tangibili risultati, e di tale evidenza, che possano giustificare davvero sul piano politico, e quello morale, l'appello all'austerità, e cioè a uno sforzo comune che comporti scelte giuste e rigorose. Ben vengano le « intese programmatiche », se saranno intese serie sulle questioni essenziali e nodali del Paese, se assicureranno una concreta ed effettiva solidarietà tra le forze democratiche per realizzarle, se, dunque, potranno servire a produrre. risultati. Ma credo sia giusto, da parte nostra, sottolineare oggi la questione delle garanzie, che il governo dovrà offrire, di una corretta e tempestiva applicazione di queste intese. Garanzie che vanno date, certo, da tutte e a tutte le forze contraenti, ma soprattutto al Paese. Altrimenti è pura illusione pensare di chiedere sacrifici e austerità e ottenere risposte positive e risultati apprezzabili.
L'Italia ha ancora una grossa riserva di energie e di potenzialità. Ma non vi è patrimonio che non possa andare soggetto a sperpero. Troppo di questo patrimonio politico e morale è già stato sperperato.
Se questi sono t caratteri oggettivi dedi* -~gione, qualche riflessione at idloone a proposito dell'azione nostra per superare i ritardi e per definire le indicazioni su vari piani della nostra attività.Crede intanto che siano del tutto cadute, se mai vi. nono state, le illusioni di quanti potevano pensare che una svolta politica del Paese potesse ridursi a un graduale e tranquillo iter, sulla base di un altrettanto tranquillo dibattito politico limitato ai vertici, senza una partecipazione dei cittadini di ogni parte politica.
IAMO TUTTI consapevoli cne tale svolta sarà tutt'altro che facile e indolore: i gruppi più conservatori della società italiana, e alcuni anche nella DC, hanno già dato la impressione di intendere la « difesa del quadro politico » come scontro frontale, con il PCI soprattutto. E questo dovrebbe pur dire qualcosa a quanti, alla nostra sinistra, muovono non una critica, ma attacchi furiosi e dissennati contro di noi. Siamo di fronte all'alternativa: o si creano le condizioni della svolta o sarà difficile evitare il riflusso moderato o qualcosa di peggio.
La chiarezza delle nostre scelte e la capacità di farne sempre di più motivo di discussione, di adesione e di partecipazione di massa, ci permetteranno di affrontare la battaglia sui due classici fronti, di destra e di sinistra, con una presenza attiva, con• tinua, con una costante azione di orientamento sulla nostra linea. La difesa intransigente della democrazia -- che, non lo si dimentichi, non ci è stata regalata dalla DC, ma è stata conquistata combattendo dure lotte — noi intendiamo portarla avanti con estrema fermezza.
COME POSSONO AVVENIRE CERTE DISGRAZIE
Questo è il mnao della matta battaglia di oggi- <belati sono i onopiti che il Partito deve essere in grado di et. fronti", consapevole della necessità di un impegno totale di tutte le sue forze.
Luigi Longa
OgDOYE Ri.5.5Z/C0
OCC(2/20/Y0 i'1/.50/FE Ue-6étfri ED i7 r/cl9c/
11////59 -£9,4g2/,02CI9Lcoz,900 2E/17/7,4 of/ SéQuéS7",e/- /955/9 5 il7 / // _ /9660,972- .1-g9,90-N/- ,e/P//NE
• VACCl/
..,,71,9Acusoc7AfL/0~ 72jR cg7y7e) WL 7:6/02/Tae/0
C15/142/0/51/5M- 5/,9- - -
Dopo la caduta dell'intonaco in Raffaello Sanzio un fatto analogo e più grave si è verificato ne reparto Tachigrafo. Oltre all'intonaco sono caduti dei pezzi di mattone forato, componenti il pavimento del piano superiore.
L'intervente del comitato antifortunistico oltre ad evitare il tentativo di nascondere il fatto costatava come da parte di alcuni capi reparto e capi settori operano in modo superficiale per quanto riguarda la sicurezza e l'incolumità del personale a loro sottoposto. A fronte di un carico consentito di Kg.300 al m2 su quel pavimento venivano posti carichi di oltre 1.400 Kg. (2cassoni colmi di materiale) su uno spazio di cm2 70.
BISOGNA SCONFIGGERE IL TEPPISMO E L A VIOLENZA
I COMUNISTI SONO PER UNA DECISA AZIONE POLITICA CONTRO
OGNI FORMA E MANIFESTAZIONE DI VIOLENZA SENZA RICORRERE
ALL'ANTICOSTITUZIONALE FERMO DI POLIZIA.
Si impone in questo momento fare delle riflessioni ed una analisi attenta e precisa sulla delinquenza e sul teppismo.
Il fatto che è doveroso oggi questa riflessione è lampante a tutti i lavoratori ed alla stragrande mag— gioranza della opinione pubblica, gli elementi perico— losi di teppismo di delinquenza comune e politica, gli attentati fascisti, e le varie bande dei cosidetti autonomi creano all'interno del Paese un elemento di sfiducia verso le istituzioni democratiche e di con— seguenza mirano a colpire nelcuore la democrazia.
I fatti di Roma Bologna Milano Napoli indicano la gravità della situa— zione, non solo per gli atti di van— dalismo di cui questi gruppi ne hanno fat— to una loro battaglia po— litica, ma perchè si sono schierati aper tamente contro il movimento sindacale ed operaio contro il PCI contro la repubblica e contro le proprie istituzio ni.
E noi vediamo in questi momenti i gravi pericoli che l'estremismo potrebbe rappresentare con il suo tipo di manifestazioni nei confronti del movimento operaio; cer— to noi non facciamo di tutta un erba un fascio sappia— mo fare le dovute distinzioni ma occorre chiarezza in— dividuare subito gli elementi pericolosi emarginarli poi scoprire i collegamenti e le coperture.
Quei gruppi che si definiscono proletari, che sventolano il loro drappo rosso e che con parole d'ordini deliranti si muovono in modo provvocatorio
e fanno della loro presunta azione politica solo un momento di violenza di teppismo di lotta armata, credendo così di creare le basi per sconfiggere il capitalismo; niente di più sbagliato ed assurdo, essi agevolano così solamente le forze di destra e creano le condizion favorevoli per un tentativo aula i toritario nel nostro Paese.
La storia ci insegna che il pericolo autoritario non si presen ta mai nella stessa maniera e così fu anche nel 1921 quando il movimento fascista si Presentò come movimento rivoluzionario di trasformazione e non fu subito capito e sma scherato dalle forze di sinistra, di conseguenza prese piede nel Paese e acquistò un seguito di massa anche e attraverso la strumentalizzazione degli studenti di quell'epoca che convinti in buona fede dello spirito trasformatore del fascismo inizialmente lo appoggiarono.
Bisogna stare molto attenti e vigilare perchè tutto ciò non si ripeta e bisogna dire molto chiaramente che determinate coperture di Avanguardia Operaia, Il P..d;U.P. nei riguardi di determinate azioni violente non facilitano certo a smascherare i provvocatori, bisogna rendere chiaro a questi compagni del pericolo di coprire qualche cosa che noi sappiamo non corrisponde ai loro sentimentj, cioè il fatto che dentro a questi gruppi della cosidetta "sinistra Autonoma" si mascherano provvocatori e fascisti ben pagati che tentano di far degenerare il confronto democratico e colpire in modo pro fondo il movimento operaio cercando di disgregarlo e crea re delle lacerazioni e spaccature, con un movimento operaio debole è più facile colpire la democrazia.
Per questo noi comunisti chiamiamo tutti i lavoratori alla vigilanza democratica affinchè si possa sconfiggere questo nuovo rigurgito fascista e che venga da ogni repar to, dal C.d.F., dai partiti democratici della Borletti un giudizio e una presa di posizione chiara per ogni tipo di violenza di sopraffazione e di intolleranza politica.
NOTE SINCIACAL I
Dal 1 maggio le 37.000 lire entrano in paga e stipendio.
Dal 1 maggio 1977 entra in vigore la disposizione che impone alle aziende la regolarizzazione dell'E.D.R. (Elemento Distinto Retributivo).
Tale valore corrisponde a E. 37.000 mensili o £.213,87 orarie (37.000:173=213,87) sarà eliminato come elemen to distinto e sommato allo stipendio o paga base oraria e dovrà essere calcolato a tutti gli effetti su tutti gli elementi che compongono la retribu— zione.
Pertanto le nuove retribuzioni minime saranno:
Tale modifica dei minimi salariali, che apparentemente non modifica la sostanza complessiva del salario, comporte— rà invece i seguenti miglioramenti agli scatti bien— nali:
Tabella dei valori orari dei 4 scatti biennali degli operai in vigore dal 1/5/1977
Per gli impiegati ed equiparati indipendentemente dal livel lo di appartenenza, ogni scatto sarà maggiorato di £.1.850 (5% di 37.000).
A questo momento non ci risulta ché l'azienda intenda appli— care il 7,5% (mancato' incentivo aziendale) allo stesso E.D.R. tale posizione è chiaramente non condivisa e pertanto conte— stata.
Va comunque sottolineato che il pregio maggiore della cita— ta modifica salariale sta nel fatto che in caso di materni tà la retribuzione delle operaie e delle impiegate sarà inte gralmente pagata senza la decurazione del valore giornaliero (£. 1.711 per gli operai e £. 1.423 per gli impiegati) come avveniva sino al 30/4/1977.