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Nuova scintilla1

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LA NUOVA SCINTILLA

LA CONFERENZA DI PRODUZIONE STRUMENTO

DI MOBILITAZIONE E D'AZIONE CONTRO LA CRISI

Ogni qualvolta che ci si è trovati di fronte a particolari difficoltà è riemersa la proposta di indire una conferenza di produzione.

Per i specifici momenti, quali il ricorso alla cassa integrazione, che evidentemente esigevano risposte in tempi stretti ed azioni immediate non si è mai concretizzata nessuna iniziativa in tal senso.

Conosciamo le posizioni, le riserve, i dubbi esistenti in altre componenti politiche e sindacali in merito a questo tipo di iniziativa ma ciò non ci scoraggia a porla in termini di esigenza di mobilitazione in quanto riteniamo la conferenza di produzione un valido strumento a disposizione del mo vimento operaio onde contribuire a superare la stessa crisi in permanente e preoccupante decorso.

Siamo consapevoli che una conferenza non è una cosa sex plice, che non può essere una tribuna propagandistica, che deve avere un taglio completamente diverso rispetto al passato, che deve avere come premessa il metodo della ricerca e del confronto, che deve essere concepita come un punto di partenza e non di arrivo.

La nostra volontà e il nostro impegno per una siffatta conferenza parte da alcune domande e da una ipotesi di risposta. Potrà la Borletti uscire dalla crisi che attanaglia il Paese nelle stesse e identiche condizioni di oggi?

Potrà ancora la produzione per il settore auto mantenere gli attuali organici? Il bagaglio tecnologico dell'azienda pormet

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Cellula Borletti
BOLLETTINO DEI LAVORATORI BORLETTI

te una diversificazione?-

La nostra ipotesi di risposta è strettamente connessa alle linee di scelta e di tendenza che la BorIetti si darà nei prossimi anni. Ma queste scelte saranno soltanto frutto degli interessi privati degli azionisti o saranno anche quelle più generali del Paese e dei lavoratori?

A nostro giudizio sono questi i motivi una conferenza che si basi su un movimento to confronto.

che sollecitano di ampio e aper-

Sosteniamo inoltre questo carattere proprio per la complessità della materia che comunque ci dovrebbe far evitare in questa fase di avvio una V.d.sione puramente tecnici etica o peggio ancora una ricerca di perfezionismo impo-sLibile ed esasperante.

Come pure ci opporremo a quanti per esasperato spi rito di parte ci verranno a dire che questi non sono problemi dei lavoratori, oppure a coloro che di fron te alla complessità della materia penseranno che è meglio non fare niente.

Giovani operai in corteo a Milano Muoviamo pure i primi passi adagio, ma muoviamoli, senza smanie o prete,<:,e di proposte perfette ed organiche, avendo coscienza di dover andare avanti degli anni per ottenere sei resultati, coinvolgendo sercpre più i lavorrYtori che consci del loro ruolo potranno meglio contribuire al superamento di questo lungo e ancora oscuro periodo di crisi.

Con queste sintetiche osservazioni proponiamo pubblicamente a tutte le forze politiche e sindacali di mettersi al lavoro per giungere al più presto ad una conferenze di produzione aziendale.

A tutti i lavoratori indichiamo questo strumento perchè partecipino alla sua costruzione e l'utilizzo come momento di mobilitazione e d'azione contro tutti i ritardi, contro il tirare avanti senza precise prospettive che di fatto sono il peggior nemico del movimento operaio.

itiRSTIM UNA LAVOZ AL KRID1 P(R USCIRE LLA CRISI UNiT4 PARTECIPAONE DEI AVORAIOR

I PARTITI IN FABBRICA

E' aperto oggi nel movimento operaio,un approfondito xomento di riflessione sul ruolo che i partiti politici devono avere nella fabbrica.

Dopo la grossa e poderosa avanzata delle sinistre nelle ultime due tornate elettorali emerge l'esigenza di organizzare la partecipazione attiva dei lavoratori alla vita sociale e politica, questo è un principio irrinunciabile se vogliamo porre le basi per uns società più giusta e più aperta ai problemi dei lavoratori.

Per cui un ruolo nuovo e più organico devono assumere oggi i partiti che operano all'interno dei gruppi industriali, non si può più accettare che essi siano considerati come satelliti che ruotano intorno alla fabbrica, ma devono essere visti come momento di confronto, di iniziativa politica per sviliwppare ed allargare quel tessuto di partecipazione così indispensabile per una avanzata democratica nel nostro Paese.

Questo spazio, questo ruolo nuovo che devono oggi assumere i partiti non deve essere visto come romento di interfe renza per quanto riguarda le scelte autonome che il sindacato ed il consiglio di fabbrica formulano sui problemi di carattere rivendicativo e di linea strategica.

Certo sosteniamo che ci deve essere un momento di confronto fra i partiti ed il sindacato, questo può ser vire ad una maggior intesa, a nomenti di chiarificazione e di incontro, tutto ciò non nuoce al sindacato ma serve tuttalpiù a incoraggiare a stimolare e migliorare la politica delle Confederazioni.

Non ci sembra che determinati atteggiamenti di chiusura e di timore che più volte sono stati espresi da esponenti sin datali e politici auto questo confronto anche perchè a volte determinate posizioni sono pretestuose e per vari aspetti anche incomprensibili, la nostra posizione è estremamente chiara, i partiti devono darsi una loro conformazione ben precisa e devono eviltippare una loro politica specifica, il sindacato deve sostanzialmente mantenere la propria autonomia sostenere gli obiettivi e le decisioni che nel suo interno ne scaturiscono, questi sono due momenti distinti dell'articolazione democratica che si deve sviluppare nei luogi di lavoro.

Un altro aspetto da cosiderare è quello dell'incontro e del confronto che ci deve essere fra i partiti di diversa collocazione politica, tra il G.I.P. (Gruppo di intervento politico D.C.) i N.A.S. (Nuclei aziedali socialisti) ed i comunisti, questa è una premessa indispensabile se si vuole realmente dare ai partiti un ruolo nuovo ed una collocazione che gli permetta di fare quel salto di qualità così indispensabile per le sorti della nostra democrazia.

Nonostante gli sforzi fatti in questi ultimi tempi alla Borletti siamo ancora in notevole ritardo per quanto riguarda l'incontro ed il confronto che ci deve essere fra i partiti.

jitardo che bisogna superare, scavalcando gli steccati e le difficoltà che sinora si frappongono ad avere dei contatti ed un confronto politico che esamini anche questo aspetto; per trovare e ricercare punti unitari e di contatto che permetta ai partiti di uscire da quel ghet to che fino ad oggi ne sono stati reclusi.

Indispensabile e neccessario per attuare tutto ciò è soprattutto la partecipazione attiva e combattiva dei lavoratori, pre ressa neccessaria per cambiare in profondità le cose che non vanno.

Il compagno Luis Corvolan, segretario del PC cileno, è stato scarcera to ed espulso dal Cile. Esprimiamo la nostra gioia, condivisa da tutti quanti in Italia e nel MOhdo, hanno lottato e agito perchè almeno a que sto risultato si giungese;dobbiamo però continuare a lottare per la salvezza e la libertà di tutti i deiaocratici cileni.

SULLA DONNA LA MORSA DELLA CRISI

Oggi il processo di emancipazione e liberazione della donna attraversa una fase delicata, ciò che è cambiato e cresciuto nella coscienza femminile e che si riflette nella serpre più forte domanda di partecipazione, si scontra con la crisi di un vecchio modello di sviluppo.

Ecco quindi i dati preoccup&nti sull'occupazione e il p,esó dell'inflazione che si traduce in più acute preoccupazioni e in sacrifici sempre più pesanti per le masse femminili.

E' convinzio ne di noi comunisti che molto del l'avvenire del Pie se dipende dalledonne, che si bat tono in questo mo mento in prima fi la perchè si realizzi nel nostro Paese il risanamento politico economico e morale.

Non bastano enunciazioni di principio; ma occorre anche una assunzione di impegni, per assicurare al movimento di emancipazione uno sbocco politico che corrisponde alle esigenze della donna, su una linea di sacrifici equamen te ripartiti, ma finalizzati anche all' obbiettivo di una nuova qualità della vita.

In una situazione come la nostra caratterizzata da un lato dalle gravi difficoltà dell'economia e dall'altra da una crescente richiesta di lavoro da parte delle donne e del le ragazze, che sono costrette in ultima analisi ad accettare di fare le casalinghe o di svolgere lavori dequalificati e mal retribuiti.

gI FhEtitn-Occuperri
LE DONNE moti NEVotio ESSERE EsruLs D nt. "Duz NE.

Questo è un tema di grande rilievo che viene affronta— to con forza dai comunisti nell'ambito - del dibattito che coninvolge oggi il parlamento gli enti locali e le don— ne, la occupazione femminile e giovanile, il preavviamen to al lavoro per i giovani e le donne, la riconversione in— dustriale sono problemi del quale occorre dar^ una ripida ed efficace soluzione.

La difesa e lo sviluppo dell'occupazione femminile non può essere rimandata ad un futuro lontano nè affida ta a meccanismi spontanei; è problema urgente di oggi, quan do la "torta dell'occupazione" si fa più ristretta, emer gono tesi e pratiche che colpiscono in primo luogo la donna in tutti i settori.

Proprio in r,uesti giorni abbiamo letto una notizia ri— guardante l'assunzione di una giovane impiegata presso una ditta immobiliare, alla giovane donna è stato chiesto il certificato di sterilità.Farebbe bene l'onorevole Tina Anselmi ad occuparsi ed intervenire subito su questi gravi fatti e non faxe proposte denigratorie per quanto riguarda il lavoro femminile.

E' convinzione di molti considerare il lavoro della donna "complementare" cosa che non è assolutamente vera, perchè chi afferma questo vuol dire che non conosce la real tà del lavoro femminile, nella fabbrica e fuori; ve diamo la Borletti, se non ci fosse quel 60% di manodopera femminile " vedi catena di montaggio" il signor Borletti da dove trarrebbe i suoi profitti? dal lavoro maschile forse?

Ed è da questa consapevolezza che noi sosteniamo che la donna nel mondo del lavoro a un ruolo primario ed a questo ruolo va dato un giusto riconoscimento.

La complessità e la vastità della questione femminile non si. racchiude in queste poche cose, il dibttito in corso deve andare avanti, deve approfondire ulteriormente gli aspet ti specifici della questione portando a conoscenza di tutti quella che realmente è la condizione della donna nella nostra società.

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