Noie la conferenza
E' in atto un vivace dibattito sulla conferenza di produzione sia a livello di Commissione Amministratrice e di Direzione, sia fra le forze sindacali e politiche dell'A.T.M.
Il problema, infatti, a volerlo affrontare in maniera seria e in modo che possa dare dei risultati positivi non è dei più facili.
Oltre che degli aspetti puramente aziendali, il dibattito risente anche della situazione politica cittadina, la quale condiziona il dibattito stesso. Non è un caso, infatti, che la D.C. — anche tramite il suo rappresentante in C.A. — sia alquanto tiepida nel portare il suo contributo alla discussione.
Sul fronte sindacale dobbiamo registrare qualche atteggiamento equivoco che, da un lato simula sufficienza e disinteresse, dall'altro minaccia velatamente di trasformare l'assise in un momento rivendicativo tradizionale.
Per quanto ci riguarda confermiamo il nostro preciso impegno affinché la
conferenza venga indetta al più presto e i nostri rappresentanti politici hanno avuto modo, e lo avranno in futuro, di affermare nelle sedi opportune questa determinazione.
Una determinazione.. che non è solo della Commissione Amministratrice ma della Giunta di Milano che la assunse al momento del suo insediamento. Detto questo, però, non riteniamo di aver assolto il nostro compito.
Il dibattito in atto, infatti, non verte soltanto sulla opportunità di fare o non fare la conferenza, ma riguarda altresì le modalità di organizzazione e gli obiettivi.
E' una discussione aperta che deve essere continuata nella maniera più spregiudicata e conclusa al più presto per fare in modo che sia possibile iniziare ed esaurire i lavori entro l'anno in corso.
Senza pretendere di « dire tutto » in una nota di giornale, vogliamo però esprimere il nostro punto di vista su alcune questioni.
Innanzitutto desideriamo subito dire ciò che la conferenza non deve essere: una passerella per personaggi in cerca di pubblicità ; un momento rivendicativo di tipo tradizionale.
Cerchiamo ora di dire, anche se è più difficile, che cosa dovrebbe essere, secondo noi, questo momento aziendale.
Noi pensiamo che per essere utile all'azienda, ai lavoratori e alla collettività milanese la conferenza debba trattare da un lato, e rivolgendosi prevalentemente alla città , l'organizzazione della rete e del servizio di pubblico trasporto; dall'altro, e rivolgendosi all'interno, la razionalizzazione del lavoro in fabbrica e in ufficio per rendere più efficiente ed economico il lavoro stesso e il servizio erogato.
Il discorso con la città può, a nostro avviso, essere costruito — insieme alla Amministrazione Comunale — anche prima e non contestualmente ai problemi di organizzazione interna. Ciò risponderebbe a motivazioni di carattere pratico e logico. Non ci sembra infatti utile all'economia dei lavori mettere in un unico calderone e chiamare
Maggio 1977 7 A cura
coordinamento
del
N.A.S. - A.T.M.
al dibattito le istanze più varie della città (partiti, sindacati, associazioni cittadine) e le istanze aziendali (C. A. - Direzione - Sindacati - Partiti politici) contestualmente e su temi disparati.
Ci sembra più logico e corretto (economicamente e politicamente) affrontare prima i problemi della rete e del servizio insieme alle forze della città (compresi, ovviamente, i sindacati aziendali) e poi, subito dopo, la conferenza aziendale organizzativa rivolta verso l'interno, per cui l'interesse di alcune istanze cittadine risulta assai trascurabile.
Si eviterebbe così un gigantismo necessariamente dispersivo e superficiale, a favore di dibattiti più specializzati.
Ci risulta infatti assai difficile capire che contributo potrebbe dare un Consiglio di Zona, solo per fare un esempio, circa le proposte di riorganizzazione di un certo reparto aziendale.
Ma non sono queste le sole ragioni che ci inducono a proporre l'attuazione dell'iniziativa in due momenti distinti.
L'elemento più importante e decisivo consiste nel fatto che soltanto dopo aver discusso sulla rete e sul servizio, cioè su ciò che l'Azienda deve erogare alla città , sarà possibile un proficuo dibattito sulla organizzazione che l'apparato aziendale deve approntare o, comunque, sulla verifica della coerenza di tale apparato coi fini da perseguire.
Un dibattito generico e generale su tutto e da parte di tutti non può che concludersi, a nostro avviso, in un coacervo di interventi senza possibilità di enucleare linee politiche e amministrative da portare avanti.
Noi riteniamo che se sarà possibile raggiungere un accordo su questa scelta fondamentale di divisione in due momenti distinti, sarà di conseguenza più facile procedere alla organizzazione dei lavori.
Vogliamo ora aggiungere alcune considerazioni sulle modalità di organizzazione della conferenza.
Per quanto riguarda la prima fase, e cioè l'apertura verso l'esterno dell'Azienda, noi riteniamo che da parte della C.A. e della Direzione (d'intesa con l'Amministrazione Comunale) debba essere proposto ai partiti politici, alle organizzazioni sindacali orizzontali, alle organizzazioni sindacali di categoria, ai Consigli di Zona e alle organizzazioni industriali e commerciali della città un piano generale di intervento sulla rete e sul servizio da dibattere pubblicamente nelle diverse sedi con conferenza finale in cui le diverse opinioni trovino possibilmente dei punti di incontro.
Non si dovrà trattare di una vera e propria proposta di nuova rete linea per linea, per non ingenerare problemi di competenza con il Consiglio Comunale, ma dovrà però trattarsi di proposte il più possibile concrete e comprensibili dalle istanze coinvolte nel dibattito.
Per quanto riguarda la seconda fase, e cioè quella rivolta ai problemi interni organizzativi di produzione del servizio, noi pensiamo che si debbano prima di tutto rifiutare due interpretazioni procedural che, nonostante la ro divergenza nella esecuzione, finirebbero poi col convergere nella scarsità di reali risultati positivi.
Si tratta da un lato di una organizzazione dei lavori rigidamente guidata dall'alto in cui si cerchi ri prevedere tutto, anche il risultato finale; dall'altro di una organizzazione in cui il dato assembleare sia assunto come elemento fondamentale di ogni istanza e livello. Sono, queste, due concezioni che darebbero scarsi risultati, se non, addirittura, risultati negativi.
A nostro avviso i due aspetti possono convivere in un tipo di organizzazione che prevede da un lato la chiarezza e precisione dei dati di partenza e delle proposte, dall'altro il libero dibattito fra i lavoratori intorno ai temi proposti e ad altri temi non proposti.
In concreto questo risultato potrebbe essere conseguito con la predisposizione e la divulgazione, da parte della C. A. e della Direzione, di un libro bianco sui più importanti problemi aziendali e sulle relative proposte di intervento. Un libro nel quale siano indicate, nell'insieme e per Servizio, lo stato dell'organizzazione, le eventuali carenze, le proposte.
Su questa base, le Organizzazioni Sindacali, « autonomamente », promuoveranno conferenze di Servizio o di settore coinvolgendo le forze politiche presenti in A.T.M., a livello di dipendenti.
Il punto di arrivo dovrebbe essere una conferenza finale in cui si cercherà di riassumere le linee scaturite dall'autonomo dibattito di base e in cui
C. A., Direzione, Sindacati e forze politiche cercheranno possibili convergenze su punti specifici.
Abbiamo dovuto essere schematici per ragioni di spazio, ma riteniamo --tti aver individuato una linea organizzativa sulla quale sarà possibile discutere utilmente.
Sappiamo benissimo che non sarà facile attuale questo disegno in modo tale da arrivare, alla fine, a dei risultati concreti, ma sappiamo, d'altro canto, che i tempi in cui viviamo non sono « tempi facili ». Sono tempi in cui ognuno deve dare il massimo di se stesso per contribuire allo sforzo collettivo di ricostruizone del paese.
Non c'è più spazio per i saccheggiatori e per gli ignavi; stare fermi non si può pena lo sgretolamento definitivo del sistema in cui operiamo senza che si profili all'orizzonte alcun altro sistema.
Anche noi, quindi, nella nostra specifica realtà dobbiamo muoverci in avanti e fare ogni tentativo per portare a termine, con utilità collettiva, la conferenza aziendale di organizzazione entro la fine dell'anno.
E' fuori dubbio che per raggiungere
un qualche obiettivo sarà determinante l'impegno che la Direzione da un lato e le Organizzazioni Sindacali dall'altro porteranno nei lavori.
Mentre siamo convinti che il Sindacato farà ogni sforzo per operare quel salto qualitativo che la situazione impone e per il quale i suoi rappresentanti sono preparati, auspichiamo che la Direzione, nel suo complesso, vinca ogni incertezza e si apra completamente ad un rinnovato rapporto con le forze del lavoro, dal quale non potrà che trarre giovamento.
Il Circolo Ricreativo
Con questo primo articolo intendiamo iniziare un'analisi sulle attività del Circolo Ricreativo Aziendale, sulla sua struttura, sul rapporto tra lavoratore e Circolo, e tra Circolo e strutture aziendali.
Che esista una situazione di disagio all'interno del Circolo e nei suoi rapporti con i lavoratori è un fatto che non possiamo e dobbiamo nasconderci; tuttavia di questo disagio, a volte dovuto a scarsa informazione o ad una malintesa concezione di ciò che rappresenta un Circolo Ricreativo, non possiamo farci portavoce senza aver sollevato alcuni temi che, ci auguriamo, stimoleranno il dibattito tra le forze politiche, sociali e sindacali presenti in Azienda, per giungere ad una verifica e ad una conseguente riforma delle strutture del Circolo e dei suoi rapporti con i lavoratori e con le strutture Aziendali.
Va anche detto che i problemi che esistono a livello di Circolo non sono altro che il sintomo di difficoltà che af fuggono a livello di società la partecipazione, l'organizzazione e la gestione del tempo libero dei lavoratori, per molto, troppo tempo considerato come un'emanazione a volte paternalistica, a volte assistenziale delle varie Aziende, senza che i lavoratori e le loro organizzazioni abbiano affrontato con la necessaria determinazione il problema di creare un collegamento tra i vari Circoli, gli Enti locali e le strutture del decentramento.
A questo punto ci sembra opportuno fornire ai lavoratori alcuni dati informativi sul Circolo Ricreativo perché riteniamo importante prima di impostare dibattiti, critiche o proposte migliorative, conoscere la materia di cui si parla.
Lo Statuto del 1958 stabilisce gli ornai responsabili della gestione del Circolo Ricreativo:
Il Consiglio di Amministrazione composto da 12 membri (di cui 4 designati dalla Direzione, 2 dalla Commissione
Amministratice, 6 rappresentanti dei lavoratori, di cui 3 CGIL, 2 CISL, I UIL) che determina i programmi per le attività delle varie sezioni, ne delibera la costituzione e lo scioglimento, redige e approva il bilancio preventivo e consuntivo di ciascun esercizio, autorizza gli stanziamenti del bilancio, assume e licenzia il personale.
Il Presidente convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione e il Comitato Esecutivo, sovraintende alla realizzazione dei programmi, delibera stanziamenti di bilancio di piccola entità . (Durante le sedute di Consiglio, a parità di voti, prevale il suo).
Il Comitato Esecutivo composto da 5 membri: Presidente più 4 Consiglieri (2 rappresentanti della Direzione, 2 dei lavoratori) delibera nell'ambito degli stanziamenti di bilancio, l'attuazione di tutte le spese importanti.
Il Consigliere Amministratore nominato dal Consiglio di Amministrazione tra i rappresentanti della Commissione Amministratrice e Direzione, vigila sull'ordinamento amministrativo e contabile del Circolo Ricreativo predisponendo i mandati di pagamento e le reversali di entrata; prende in consegna i beni mobili e immobili, ne cura il buon uso e la manutenzione.
Revisore dei Conti sono 3 dipendenti A.T.M., di cui 2 rappresentanti della Direzione e I dei lavoratori.
Per quanto riguarda le attività del Circolo Ricreativo possiamo riassumere le principali dicendo che per Statuto esso è diviso in 4 settori:
ricreativo (Redecesio, sala danze « Ragno d'Oro », ecc.)
turistico (gite, viaggi)
sportivo (con le sezioni: bocciofila, tennis, caccia, nautica, calcio, pesca, nuoto, sci, tiro)
culturale (manifestazioni varie, sezione filatelica, scuola danza, ecc.).
Il Circolo Ricreativo inoltre ha 25 spacci di vendita generi alimentari nei depositi A.T.M., più un superspaccio in piazzale Medaglie d'Oro.
Vi sono inoltre due sottosedi a Baggio e a Corsico.
Per quanto riguarda i fondi a disposizione, sappiamo che per Statuto proventi del Circolo Ricreativo sono: le quote di iscrizione alle singole Sezioni, le entrate delle manifestazioni e delle singole gestioni affidate al Circolo Ricreativo (sala danze, gestione spacci alimentari, ecc.), un contributo annuale dell'A.TM. (che però viene sempre pagato posticipato) e eventuali erogazioni da parte di terzi <la Cassa Soccorso).
Il personale che lavora al Circolo Ricreativo è composto da: 6 impiegati dipendenti del Circolo Ricreativo, più 11 dipendenti A.T.M. distaccati al Circolo Ricreativo (di cui 1 operaio, 1 dattilografo invalido e 9 facente funzioni lavori vari per concessione sanitaria), più tutti gli addetti agli spacci, a carico A.T.M.
A nostro parere per capire come funziona il Circolo Ricreativo ci sembra opportuno pubblicare il bilancio preventivo 1977 che spiega come vengono ripartiti i finanziamenti, quali sono le attività in attivo e quali quelle in passivo.
Nel prossimo numero contiamo di iniziare un dibattito con la collaborazione dei compagni inseriti nella struttura del Circolo Ricreativo.
Bilancio preventivo anno 1977
Sezioni Stanziamenti previsti per il 1977
Sezioni Sportive Sezioni Culturali
Sezioni Turismo
Gestione Campeggio
Notiziario (di futura pubb.) Spese Generali (6 dipendenti, luce, riscaldamento, stampa, ecc.)
Sottosede Corsico Accantonamento tasse Accantonam. svalut. cred.
Hanno inoltre partecipato ai lavori il compagno De Carlini segretario generale della C.d.L., il compagno Angelo Maggioni segretario della FIAI nazionale e del compagno Rusin segretario generale della FIST regionale.
Delegazioni della CISL con Ricca, Bulgaro e Rinaldi, della UIL con Villa di altre organizzazioni hanno portato il loro saluto.
Tutte queste rappresentanze al Congresso hanno contribuito ad arricchire, con i loro interventi, l'analisi dei problemi specifici del momento.
Un particolare contributo, ricco di esperienze per la loro responsabilità ricoperta è quello del compagno Dragone assessore al Bilancio del Comune di Milano e del compagno Korach Vice Sindaco e Assessore ai Trasporti.
Nella mozione conclusiva, dopo un ampio esame dei problemi a carattere nazionale che il movimento dei lavoratori si trova a dover affrontare, vengono indicati gli obiettivi da persegui' re ai diversi livelli. Tralasciamo per razioni di spazio il livello nazionale e pubblichiamo di seguito integralmente le proposte riferite ai livelli regionale provinciale.
Sale danze
Gestione convenzioni con ditte e negozi Gestione alimentari Assicurazione auto Interessi attivi Contributo Enti (45 A.T.M. 1.200.000 Cassa Soccorso) Sottosede Baggio Vendite salone (spaccio Medaglie d'Oro)
112.130.000
Congresso CGIL
112.130.000
A livello Regionale
Si afferma l'esigenza di una:
formazione dei piani regionali dei trasporti in riferimento agli assetti territoriali e quindi alla istituzione dei bacini di traffico, a gestione pubblica consortile;
costruzione di autoporti e interporti a gestione pubblica, per eliminare, anche in questa area, la intermediazione parassitaria che oggi determina la formazione dei prezzi;
ristrutturazione della rete della Nord che comprenda il cosidetto « quadrilatero delle merci », che saltando Milano, realizzi il collegamento internazionale con la Svizzera;
utilizzazione del sistema autostradale nel quadro del riordino territoriale che la Regione sta operando.
A livello Provinciale
Nei giorni 25-26 marzo c.a. nel salone Di Vittorio della C.d.L. si è svolto il X Congresso provinciale FIAI-CGIL.
I lavori dell'importante assise sono stati preceduti da assemblee precongressuali in tutti i luoghi di lavoro delle categorie aderenti alla FIAI provinciale.
Il Congresso ha visto la partecipazione di 231 dei 233 delegati eletti nelle sopracitate assemblee, di 60 invitati e con la presenza alle due giornate dei lavori del compagno Altiero Ferrari segretario generale della FIAI nazionale e del compagno Nigretti segretario della Camera del Lavoro.
L'obiettivo politico primario e fondamentale investe la gestione politica dei contratti che — oltre al tradizionale rapporto Sindacato-Azienda — deve dispiegarsi attraverso le conferenze di produzione per tutti i settori della FIAT.
Il sindacato in questa attività dovrà portare un contributo di proposte concrete in materia di viabilità , erogazione dei servizi, controllo sulla politica di ristrutturazione in atto nelle Aziende.
Ciò per difendere la condizione dei lavoratori, espandere i livelli di occupazione, tutelare gli interessi della collettività .
Gli obiettivi che questo X Congresso si pone risulteranno certamente ambiziosi se il processo verso l'unità sindacale organica non raggiungerà tappe
21.000.000 16.500.000 8.180.000 2.500.000 2.000.000 60.000.000 450.000 1.000.000 500.000 Utili previsti per il 1977 10.300.000 8.000.000 14.630.000 14.000.000 5.000.000 46.200.000 1.000.000 13.000.000
decisive e irreversibili in tempi certi, superando la fase, pur positiva dell'unità di azione, che è stata garantita dal Patto Federativo CGIL-CISL-UIL.
Il Congresso, a questo proposito, è consapevole che l'unità sindacale potrà realizzarsi solo con il contributo di tutte le forze storiche del movimento sindacale italiano, nell'unità e nella autonomia e sulla base della più aperta e garantita democrazia sindacale.
Tale azione e rilancio debbono muoversi dal dispiegarsi delle volontà e delle iniziative di base, da un funzionamento effettivo delle strutture unitarie dei Consigli d'Azienda e dei Consigli di Zona.
Il futuro dell'unità è infatti da costruirsi sul valore unificante delle esperienze di queste strutture che debbono essere sempre di più un autentico gruppo dirigente del Sindacato nel posto di lavoro e nella zona.
Provocazione
Il Consiglio Sindacale Unitario ha dichiarato Io stato di agitazione dei lavoratori A.T.M. come prima risposta alla provocatoria iniziativa della C.I.S. N.A.L. di indire le elezioni per il rinnovo delle Commissioni Interne.
Si tratta di un atto di sfida senza precedenti poiché ignora deliberatamente l'elezione del Consiglio Sindacale Unitario dell'A.T.M. avvenuta negli anni scorsi secondo quanto previsto dello Statuto dei lavoratori e dal Patto Federativo C.G.I.L - C.I.S.L. - U.I.L.
Questi provocatori intendono evidentemente inserirsi nel clima di crisi in cui versa il Paese cercando di utilizzare 1'A.T.M. di Milano come una delle basi per fomentare disordini.
Ma non devono illudersi. I radicati convincimenti democratici dei lavora. tori dell'A.T.M, costituiscono una garanzia sicura di fallimento dei loro propositi. Le gloriose battaglie per la libertà e la democrazia vivono ancora con forza nelle menti di tutti coloro che fascisti non sono, e saranno lo sprone a rigettare ogni tentativo di tornare indietro.