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Proposta socialista1

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A proposito delle incertezze

A proposito delle incertezze denunciate dai comunisti della A.T.M. nei confronti dei vertici dell'Azienda e della Giunta Comunale, poiché si fa riferimento a generiche componenti politiche della Giunta senza indicare quali, dobbiamo pensare che la denuncia riguardi o il P.S.I. o lo stesso P.C.I. Senza voler fare alcun processo alle intenzioni, ci sembra che il volantino, così come è stato congegnato, si presti a equivoche interpretazioni. Ne consegue un dovere da parte nostra, a replicare per dissipare ogni possibile distorsione o interpretazione di comodo. Restiamo evidentemente a disposizione dei comunisti A.T.M. per ogni chiarimento.

Se i compagni comunisti dell'A.T.M. intendevano con esso forzare la mano ai loro dirigenti pubblici dovevano dirlo esplicitamente o, in alternativa, dovevano almeno cniamare in causa l'intera maggioranza, e non auspicare che « ogni componente politica della Giunta si esprima con chiarezza ». In. fatti, poiché il volantino è una espressione del P.CI. .aziendale è abbastanza naturale pensare, per chi legge, che il destinatario del messaggio sia un diverso partito, e nel caso specifico il P.S.I.

Ma se così è perché non dirlo apertamente, visto che è stata scelta la via della denuncia pubblica? Perché scegliere la via curiale del « dico senza fare nomi ma in modo che qualcuno intenda. Hanno forse creduto, i compagni comunisti, di non turbare così la solidarietà di maggioranza? Se è per questo stiano tranquilli: non sono i puri formalismi che possono danneggiare una collaborazione che risponde a una precisa scelta politica; chiamino pure il P.S.I. col proprio •nome se tengono necessario chiamarlo in causa.

Dobbiamo anche rilevare, con molta

pro •costa socialista

franchezza, clic non siamo disposti a tollerare alcuna forma di arroganza, una arroganza che ci sembra di cogliere fra le righe del volantino comunista. Il compagno Martelli, capogruppo del partito a Palazzo Marino, qualche tempo fa ha avuto modo di osservare in occasione di un dibattito in Consiglio Comunale sul rimpasto di Giunta reso pubblico dal P.C.I. prima che dal Sindaco, che quei metodi non potevano essere tollerati in quanto espressione di una arroganza che il P.S.I. a Milano aveva deciso di respingere, nel momento in cui aveva chiuso la collaborazione con la D.C. e scelto la Giunta di sinistra. Noi la pensiamo allo stesso Modo.

Che dire poi del metodo di denunciare « incertezze presenti al vertice dell'Azienda e del Comune »? Come se esistessero responsabilità politico-amministrative individuali e la Giunta non fosse invece unitariamente responsabile della conduzione politica del Comune! Come se fosse corretto accusare pubblicamente di immobilismo un assessore, per esempio quello ai Trasporti, senza coinvolgere contemporaneamente l'intera maggioranza!

Noi riteniamo, come del resto ritengono i compagni comunisti, che la Giunta che regge il governo della città abbia fatto tutto quanto era possibile fare nella situazione attuale. Non bisogna mai dimenticare che il contesto economico-finanziario in cui operano i nostri amministratori è il peggiore fra quelli che si potevano immaginare al momento della assunzione di responsabilità. Ciò comporta un logorio quotidiano alla ricerca di finanziamenti e in definitiva, una politica del giorno per giorno. In questa situazione, lo ripetiamo, la Giunta ha operato con il massimo della efficienza possibile.

Quanto al « funzionigramma », siamo certi che la Giunta risolverà ben presto il problema prendendo una decisione che riteniamo sarà positiva.

Ma attenzione, non facciamone un mito di questo « funzionigramma ».

Uno schema di organizzazione di per sè, non risolve niente; ciò che conta è la metodologia di applicazione e, soprattutto, l'effettiva volontà di mettere in moto un meccanismo di reale

rinnovamento senza gattopardismi che modificano soltanto la facciata senza toccare in alcun modo una struttura consolidata e da tempo superata.

E' questo il senso del tempo che si è preso la Giunta prima di decidere.

C'è poi la questione delle vertenze sindacali in atto, e in particolare l'inquadramento tabellare. Ebbene, nella seduta del 18 gennaio, su proposta di un commissario comunista e di uno socialista la Commissione Amministratrice ha preso la decisione di riprendere le trattative con le O. Sindacali.

Ogni incertezza a livello di A.T.M. è stata quindi superata, ammesso che prima ne esistessero.

La Giunta nell'incontro del 20 ha concordato con Commissione e Sindacati modalità e contenuti della ripresa delle trattative.

Per concludere desideriamo dire che noi socialisti della A.T.M. non siamo mai stati teneri coi rappresentanti politici al vertice dell'A.T.M. e della Amministrazione Comunale, fossero essi socialisti o non socialisti. Nel senso che non abbiamo mai esitato ad assumere posizioni critiche nei loro confronti e su specifici problemi; e se sarà necessario non esiteremo in futuro.

Tutto ciò andava detto, e i compagni comunisti dell'A.T.M., i quali possono contare sulla nostra leale collaborazione, devono prenderne atto.

Il momento politico attuale richiede, da parte del P.S.I. la massima unità sulla linea tracciata all'ultimo Comitato Centrale. Il Coordinamento N.A.S. dell'A.T.M. considera pericolose quelle iniziative che, sia pure involontariamente, possono danneggiare l'intero lavoro di riorganizzazione a cui si è impegnata la nuova Segreteria nazionale e che sta già dando ottimi risultati.

I tranvieri socialisti ritengono inoltre che ogni sforzo vada fatto per salvaguardare l'immagine esterna del Partito, e che al nuovo gruppo dirigente debba essere assicurata la massima collaborazione da parte di tutti i militanti.

Gennaio 1977 5
cura
A
del coordinamento N.A.S.- A.T.M.

Tesseramento N.A.S. 1977

Il 19 gennaio in Federazione si è svolta l'assemblea del Coordinamento NA.

S. - A.T.M., convocata dei responsabili delle sezioni competenti del Partito per illustrare le nonne del tesseramento 1977.

Nel corso dell'assemblea è stata inoltre approvata la proposta di nominare, nell'ambito della segreteria esistente, un responsabile e un vice-responsabile.

Questa proposta è stata motivata della necessità di avere un maggior coordinamento dell'attività dei N.A.S. in vista del prossimo Congresso Provinciale e, soprattutto, del tesseramento secondo le nuove norme.

Segretario responsabile è stato nominato il compagno Antonio Tonali e vice responsabile il compagno Lupi.

Pubblichiamo di seguito, le nonne del tesseramento dei NA.S. 1977 illustrate nel corso dell'assemblea.

« I•n seguito alle nuove nonne introdotte dal 40° Congresso del Partito, la Federazione Milanese ha disposto che i compagni dei NAS. si attengano alle seguenti modalità per il tesseramento dei compagni nei luoghi di lavoro.

In ogni luogo di lavoro è obbligatoria l'iscrizione al N.A.S, o la costituzione del NA.S. con un numero minimo di 5 iscritti (art. 11 st.)

L'iscrizione al N.A.S. si attua contemporaneamente alla iscrizione alla Sezione del Comune o della zona (quartiere) di domicilio.

Qualora il compagno sia già iscritto ad una sezione teritoriale deve iscriversi, separatamente, al N.A.S. del luogo di lavoro.

« A - Modalità di iscrizioni contemporaneamente (N.A.S. e Sezione) »

A 1 - Rinnovo

Il responsabile del N.A.S. compila, in unica copia, il modulo di rinnovo, in tutte le sue parti, chiedendo al compagno di scegliere la Sezione territoriale cui vuole appartenere, nell'ambito delle Sezioni del comune, o delle zone (quartieri) del proprio domicilio, cioè la sezione più vicina al suo domicilio. (Nell'apposito spazio del modulo inserisce il nome della sezione prescelta e il nome del NA.S.).

Tessera del N.A.S.

Il responsabile del N,A.S. compila la Tessera NA.S. in tutte le sue parti (salvo che nello spazio riservato al numero della tessera di Partito). Avendo particolare cura per i dati relativi all'indirizzo dell'azienda, alle funzioni sindacali e di azienda.

Consegna al compagno iscritto la prima parte della tessera. Stacca seguendo la foratura la seconda parte

che trattiene, come ricevuta. Dopo aver trascritto i dati sull'elenco degli iscritti al NA.S., restituirà la seconda parte della tessera all'Ufficio luoghi di lavoro della Federazione.

Quota iscrizione

Viene riscossa dal responsabile del NA.S. in unica soluzione (L. 5.000) la quota varrà cioè per la •tessera di Partito e per il teseramento 'del N.A.S. La quota verrà integralmente versata in Federazione unitamente ai moduli di rinnovo.

A 2 - Nuova iscrizione

Il responsabile del 'N.AS. appone in calce alla domanda di iscrizione compilata dal compagno che chiede l'iscrizione al Partito una dichiarazione di accettazione del C.D. del N.A.S. che avrà previamente deliberato.

Il compagno richiedente presenterà la domanda così compilata alla sezione teritoriale ove è domiciliato.

La Sezione territoriale delibererà a termini dell'art. 5 st.

Tesserino NAS.

Il responsabile del N.A.S. consegna il tesserino per la compilazione (vedi sopra) al compagno che richiede la nuova iscrizione non appena questo sarà in possesso della tessera di Partito.

B - Modalità di iscrizione separata al NAS.

Quando un compagno abbia provveduto separatamente e personalmente ad iscriversi alla sezione territoriale del proprio domicilio il responsabile del N.A.S. provevderà ad iscriverlo separatamente al NA.S.

Compilerà il tesserino del N.A:S. seguendo le indicazioni nei (A. 1) e riporterà sul tesserino sezione e numero della tessera già in possesso del compagno ».

Bilancio preventivo 1977

Nel mese di dicembre dell'anno appena trascorso è stato presentato il Bilancio Preventivo 1977 della nostra Azienda.

La stampa citadina ha dato ampio risalto, come al solito, a questo fatto aziendale, ma, per ragioni di spazio o per altre ragioni del resto comprensibili quasi tutti i 'giornali non hanno illustrato con la necessaria completezza i dati di Bilancio.

Noi riteniamo di fare cosa utile presentare di seguito il « conto esercizio » del Preventivo 1977 e spiegare

sinteticamente le ragioni delle variazioni, così come sono state presentate dalla Comrnissione Amministratrice, rispetto al Preventivo 1976.

Cercheremo poi di commentare brevemente — con l'aiuto dei compagni amministratori Contestabile e Radaelli e di alcuni compagni sindacalisti — le linee programmatiche della Commissione Amministratice enunciate nella relazione che accompagna il Bilancio.

Vediamo da principio le principali variazioni in più dei Costi trascurando gli interessi passivi e gli ammortamenti sul valore dei quali ha influito un accordo con l'Amministrazione Comunale che, comunque, non rappresentano costi di esercizio dell'Azienda per l'anno in corso.

Oneri del personale + L. 31.610.870.000

Questa differenza in più trova ragione principalmente nella contingenza che tra punti conglobabili al 1-1-1977 e punti erogabili nel corso del prossimo esercizio assorbe un incremento di costi di L. 22 miliardi e 600 milioni, nel contratto nazionale del 23-7-1976 per L. 4.200.000.000, nella maggiore forza (340 unità) per L. 3.400.000.000 che riguarda l'assorbimento delle linee ex S.A.S. e di alcuni reparti della Società RETAM (manutenzione equipaggiamenti elettrici).

A proposito del costo del personale, che rappresenta circa il 63,5% sul totale dei costi e circa il 79% dei costi di puro esercizio, si può dedurre che

il livello retributivo del personale dipendente, in questi ultimi anni, è stato determinato più dalla scala mobile che dalle altre pattuizioni di categoria. Consumi di materiali e prestazioni di terzi

(L. 5.320.640.000 + L. 1.085.710.000) = + L. 6.406.350.000

L'incremento dei prezzi in generale, dei prodotti petroliferi in particolare e del parco veicoli, costituiscono la motivazione dei maggiori stanziamenti di spese richieste per il prossimo esercizio.

Così come in passato l'effetto inflattivo ha ridotto e annullato l'economia conseguita dalla realizzazione dell'agente unico, anche in questo momento la svalutazione monetaria annulla il valore di uno dei provvedimenti più importanti adottati dalla Commissione Amministratrice in carica, rapresentato dalla risoluzione del contratto di appalto della manutenzione degli equipaggiamenti elettrici (Società RETAM).

Vediamo ora le principali variazioni dei Ricavi, saltando, anche in questo caso, gli interessi e altri proventi finanziari.

Prodotti del traffico + L. 2.157.800.000

Il maggior introito esposto rappresenta il 5,27% in più rispetto all'esercizio precedente. Correlativamente passeggeri trasportati, che rappresentano i dati quantitativi della previsione economica in esame, presentano un in-

cremento del 10,41% rispetto all'esercizio 1976.

La differenza di incremento che si rileva fra introiti e passeggeri trasportati, è sostanzialmente rappresentata dal travaso dell'utenza dalla tariffa ordinaria a quella 'preferenziale, che dal punto di vista economico determina una riduzione dell'introito medio per passeggero •trasportato.

Le previsioni sono state formulate sulla base di una presunta, invarianza della rete di trasporto e di una staticità del sistema tariffario.

Sovvenzioni, sussidi e contributi di esercizio + L. 1.667.700.000

La voce che concorre maggiormente alla determinazione della cifra esposta è rappresentata dai contributi di esercizio per le autolinee interurbane che, sulla base della recente legge della Regione Lombardia del 6-9-1976, n. 43, sono stati previsti per il 1977 in Lire 3.138.000.000 <di cui 330 milioni per le ex-S.A.S. e 59 milioni per il Consorzio Pieve-Emanuele) contro L. 1.600.000.000 del 1976. Per quanto riguarda i contributi di esercizio da parte dei Comuni serviti dall'A.T.M., la previsione 1977 è di L. 500 milioni contro i 420.290.000 del 1976, con l'incremento, quindi, di L. 79.710.000. A proposito dei contributi comunali si segnala che i crediti accumulati per i servizi resi ai Comuni superano i 650 milioni, il cui recupero appare molto problematico.

Contributi dei Consorzi per copertura disavanzi + L. 1.031.500.000

. L'introito previsto si riferisce per L. 984.450.000 all'esercizio delle linee già in concessione della Società Autolinee Sestesi S.p.A., attualmente gestito dall'A.T.M. e per L. 47.050.000 all'esercizio della autolinea Milano-Opera-Pieve Emanuele per conto del « Consorzio per i Trasporti Pubblici - area sud MilanoOpera-Pieve Emanuele ».

Nella relazione sul Bilancio la Commissione Amministratrice, dopo una serie di osservazioni, fra le quali quella della necessità di adeguare le tariffe in conseguenza del fenomeno inflazionistico che ha prodotto una macroscopica lievitazione dei costi, ha enunciato le sue linee di indirizzo per l'anno in corso, che di seguito pubblichiamo integralmente:

operare, là dove è necessario, una ristrutturazione interna a tutti i livelli per ottenere maggior efficienza produttiva e soddisfazione in chi lavora. Un contributo importante potrà essere dato dalla conferenza di produzione. L'approvato funzionigramma al vertice rientra anch'esso in questo obiettivo; operare i miglioramenti organizzativi necessari per razionalizzare, semplificare, ed evitare eventuali sprechi (politica delle scorte, ecc.); riesaminare la politica degli acquisti: per esempio potrebbe risultare più conveniente che fosse il Comune ad acquistare globalmente il combustibile necessario al movimento dei mezzi, considerato come energia motrice, in luo-

BILANCIO PREVENTIVO 1977 CONTO ESERCIZIO DARE Preventivo 1976 Preventivo 1977 Differenze AVERE Preventivo 1976 Preventivo 1977 Differenze Consumi di materiali 12.735.260.000 18.055.900.000 + 5.320.640.000 Prodotti del traffico 40.942.200.000 43.100.000.000 + 2.157.800.000 Oneri di personale 121.673.430.000 153.284.300.000 + 31.610.870.000 Sovvenzioni, sussidi e contributi d'esercizio 6.124.000.000 7.791.700.000 + 1.667.700.000 Spese per lavori, riparazioni e manutenzioni effettuate da terzi 10.672.790.000 11.758.500.000 + 1.085.710.000 Contributi dei consorzi per copertura disavanzi 1.031.500.000 + 1.031.500.000 Energia elettrica di trazione 1.447.800.000 1.361.700.000 86.100.000 Pubblicità e canoni diversi 442.500.000 520.500.000 + 78.000.000 Compensi a terzi per vendita documenti di viaggio 1.285.000.000 1.395.000.000 + 110.000.000 Altri ricavi e rimborsi per danni e penalità 949.360.000 1.198.700.000 + 249.340.000 Spese generali di esercizio 1.489.460.000 2.223.700.000 + 384.240.000 Interessi e altri proventi finanziari 4.520.000.000 5.879.500.000 + 1.359.500.000 Interessi passivi e altri oneri finanziari 32.106.100.000 39.469.900.000 + 7.363.800.000 Sopravvenienze attive per eliminazione immobilizzazioni 5.000.000 + 5.000.000 Oneri assicurativi e di liquidazione sinistri 1.488.200.000 1.717.600.000 + 229.400.000 Altre plusvalenze e sopravvenienze attive Imposte e tasse 459.720.000 548.800.000 + 89.080.000 Ammortamenti dell'esercizio 8.817.000.000 11.000.000.000 + 2.183.000.000 Accantonamenti in fondi di rinnovo linee interurbane 56.000.000 58.000.000 + 2.000.000 Sopravvenienze passive per eliminazione immobilizzazioni Altre minusvalenze e sopravvenienze passive 2.000.000 2.000.000 Spese maggiori e impreviste 250.000.000 250.000.000 TOTALE 192.842.760.000 241.135.400.000 + 48.292.640.000 TOTALE 52.978.060.000 59.526.900.000 + 6.548.840.000 Utile netto di esercizio Perdita netta di esercizio 139.864.700.000 181.608.500.000 + 41.743.800.000 TOTALE A PAREGGIO 192.842.760.000 241.135.400.000 + 48.292.640.000 TOTALE A PAREGGIO 192.842.760.000 241.135.400.000 + 48.292.640.000

go delle singole trattative svolte finora; commisurare gli investimenti alle effettive opere da eseguirsi sulla base dei piani concordati con l'Amministrazione Comunale; discutere, se è possibile, se ottenere delle garanzie fidejussorie regionali o comunali che, sempre sotto il doveroso controllo, consentano una liquidità maggiore di quella che è ora quasi inesistente e conseguire una riduzione dei pesanti oneri finanziari; poter fornire con modalità concordate con la Regione ed i Consorzi di nuova formazione il proprio knowhow tecnico a pagamento, know-how accumulato in anni di studi e di statistiche, contribuire alla formazione di personale specializzato, senza che questo voglia in alcun modo significare desiderio ed interesse ad allargare la propria sfera di azione; proporre, a seguito dell'indagine OD, la ristrutturazione della rete urbana ed il suo coordinamento con quella interurbana.

Su queste linee, che vogliono rappresentare l'orientamento cui intende attenersi la Commissione Amministratrice e che ovviamente non possono costituire la soluzione per il drammatico problema in cui si dibatte l'A.T.M. — come tutte le aziende pubbliche di trasporto — e che è costituito da un « deficit » ormai intollerabile per essa e per le finanze locali, abbiamo voluto sentire l'opinione dei compagni che operano a livello di amministrazione e di sindacato.

Si parla ormai esplicitamente di adeguamento tariffario, ma sempre in termini generici; che cosa si può dire di più a questo •proposito? Il livello tariffario Io deve stabilire il Consiglio Comunale, questo è vero, ma l'A.T.M. dovrà fare delle proposte; quali potranno essere?

« Noi socialisti » offerma il compagno Contestabile, « abbiamo sempre sostenuto che il prezzo del biglietto deve servire come strumento per orientare la domanda e l'offerta, e non, o almeno solo secondariamente come soluzione del problema del finanziamento. Tuttavia è necessario considerare che il biglietto del tram è rimasto fermo per troppo tempo a Milano, e quindi un adeguamento sembra inevitabile. Si dovrà trattare, a nostro avviso, di un aumento delle tariffe con diverse incidenza e, contestualmente, di una ristrutturazione generale che agevoli a livello urbano l'utilizzo dei tesserini e, a livello interurbano, renda più ornogeneo e semplificato il sistema •tariffario attuale ». Contestabile continua osservando che « Sarebbe però vano ed illusorio cercare per la via degli aumenti tariffari il ripianamento del disavanzo; la soluzione di questo grave problema, che non riguarda tanto l'A.T.M. quanto il Comune di Milano, va ricercato a livello nazionale con la creazione di un fondo nazionale trasporti. A noi dell'A.M. spetta la ricerca e l'applicazione di una rigorosa politica aziendale di contenimento delle spese ».

Il compagno Radaelli osserva, con riferimento alle linee di indirizzo della Commissione Amministratrice, che il maggiore sforzo aziendale dovrà consistere nell'operare miglioramenti organizzativi finalizzati all'accrescimento della efficienza aziendale. « Pur non illudendoci sull'entità dei risparmi noi riteniamo infatti che sia possibile eliminare quelle sacche di inefficienza che inevitabilmente risiedono in tutte le strutture pubbliche. Sarà necessario accrescere la produttività globale e settoriale senza mortificare nessuno e con la collaborazione delle Organizzazioni Sindacali, pur nel rispetto dei diversi ruoli. Andranno quindi individuati i punti deboli della organizzazione aziendale puntando, per l'attuazione di una migliorata gestione, sul senso di responsabilità dei dipendenti e sulla loro professionalità. Occorrerà cioè uno sforzo collettivo di •tutto il personale aziendale che sarà tanto più proficuo quanto più riusciremo a rendere partecipi i singoli « tranvieri » della gestione aziendale, sensibilizzandoli sul loro ruolo di insostituibili protagonisti di un servizio pubblico ».

« Un altro aspetto molto importante » continua Radaelli, « è quello della cronica deficienza aziendale in fatto di finanziamenti. Non è certamente colpa del Comune di Milano, ma è chiaro che questa situazione di continua carenza di mezzi liquidi impedisce di fatto ogni possibilità di programmare le spese e gli investimenti e, nello stesso tempo, provoca un aumento continuo degli interessi passivi a favore dei fornitori per ritardati pagamenti ».

Le spese per appalti e lavori di terzi ammonteranno nel 1977 a quasi 12 miliardi, con un aumento rispetto al 1976 di oltre un miliardo.

Come la pensa il movimento sindacale a questo proposito?

Lo chiediamo al compagno Germano Mantegazza, segretario provinciale della U.I.L. Autoferrotranvieri.

« Il movimento sindacale è favorevole, in linea di principio, alla eliminazione degli appalti. E' evidente che le affermazioni di principio non bastano a risolvere il problema; ci si dovrà cioè muovere con un certo pragmatismo. Mentre sembra infatti logico che certi tipi di lavorazione o manutenzione vengano affidati a ditte esterne a causa della straordinarietà del lavoro e della specializzazione delle attrezzature o degli uomini da impiegare, in altri casi questa logica non si vede più. Quando si tratta di lavori o manutenzioni di ordinaria amministrazione, come per esempio le pulizie, la manutenzione binari, ecc..., lavori cioè che sono continuativi e non richiedono particolari attrezzature, non si vede perché debbano essere dati in appalto. Anche perché succede spesso che tali lavori siano eseguiti in maniera non del tutto soddisfacente, impiegando magari personale insufficiente come numero e come specializzazione.

Io credo che in futuro i lavoratori dovranno farsi sempre più carico di come vanno le cose in Azienda, e la Conferenza di produzione dovrà essere

un momento importante per consolidare queste tendenze.

Il modo di produrre un servizio o di organizzare un settore non dovranno più calare soltanto dall'alto ma dovranno essere confrontati con le proposte che il movimento dei lavoratori vorrà e saprà •fare ».

La Commissione Amministratrice parla di eliminare gli sprechi. Come si colloca il movimento sindacale di fronte a questo obiettivo?

Lo chiediamo questa volta al compagno Angelo Gallicchi, segretario provinciale degli Autoferrotranvieri C.G. I.L.

« Le cose non cambiano da sole nè si può pensare che gli sprechi, laddove esistono, si aliminano soltanto perché lo si dice in un dibattito o lo si scrive in un documento.

Diventa un obiettivo concreto e realistico in quanto risulti il prodotto di un'organizzazione e di un costume diversi e soprattutto di coscienza politica intendendo per politica la responsabilità degli interessi collettivi.

Lo strumento primario è il contratto, ove è stabilita con sufficiente chiarezza l'area di intervento del Sindacato: organizzazione del lavoro, turni, medicina preventiva, ambiente di lavoro, appalti e tutti gli aspetti strutturali della macchina aziendale.

Occorre credere in questo strumento utilizzarlo molto di più di quanto non sia stato fatto finora e occorre che la C.A. produca rapidamente scelte di politica aziendale concrete e visibili.

Un altro strumento che va aziendalmente attivato è la Conferenza di produzione come momento unitario di confronto e di partecipazione.

La sua convocazione e preparazione è in ritardo e ci auguriamo che la Commissione Amministratrice — che l'ha indetta — provveda celermente a mantenere l'impegno ».

Molto a proposito il compagno Gallicchi ha citato la Conferenza di Produzione, ne approfittiamo per chiedergli i1 punto di vista del Sindacato.

« Io intanto la chiamerei di organizzazione perché di questo mi sembra si tratti e cioè di un'occasione per una verifica ampia e concreta di come viene erogato e gestito il trasporto.

A questa verifica, anche in contraddittorio, dovranno partecipare i lavoratori e chi all'interno e all'esterno dell'Azienda rappresenta interessi legittimi: forze sindacali e politiche, organismi del territorio, i vari livelli dell'Amministrazione Comunale e aziendale.

La mole delle risorse finanziarie che il tipo e l'estensione del servizio richiedono dalla collettività legittimano una così vasta e attiva presenza che produrrà certamente idee, proposte e suggerimenti.

L'obiettivo, che il Sindacato ha fatto suo da tempo, è quello di razionalizzare la struttura aziendale, individuare le strettoie che ne impediscono un miglior funzionamento, per poter presentare un'Azienda sana e pulita al servizio della città ».

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