il nostro giornale
Sulla spinta derivata dalle lotte di autunno è nata la necessità di un maggiore sviluppo della democrazia di base, cioè di una maggior partecipazione dei lavoratori alle decisioni che li interessano, cercheremo di spiegare più avanti i motivi che hanno determinato questa nuova situazione. Quello che ci interessa spiegare subito è come questo giornale intenda affrontare questa esigenza.
Con il giornale vogliamo prima di tutto sviluppare un dibattito più ampio di quello che ci è consentito dai volantini o dalle assemblee. Intendiamo perciò affrontare tutti quei problemi che possono interessarci direttamente partendo da quelli che troviamo quotidianamente all'interno della fabbrica, per arrivare a quelli di carattere generale nazionali ed internazionali (molti di noi pensano che questi ultimi non ci riguardano ma sbagliano, un esempio per tutti, la guerra, in Indocina, la quale richiede una quantità enorme di materie prime facendone aumentare il prezzo sul mercato e riducendo di conseguenza il potere d'acquisto dei nostri salari).
Con questo giornale ci proponiamo di affrontare i nostri problemi cercando di capire quali sono le loro vere origini e quali potrebbero essere le loro reali soluzioni.
Per questi motivi gli articoli avranno un taglio politico (non legato a questo o a quel partito, essendo quelli che scrivono di diverse tendenze). Assumere un atteggiamento "neutrale" di fronte ai nostri problemi cosi come chiedono i nostri avversari di classe (i padroni) significa accettare la loro politica che ci viene imposta in ogni momento dentro e fuori della fabbrica.
Sarebbe però un errore se gli argomenti proposti dal giornale passassero sopra le nostre teste senza conseguenze apprezzabili poichè in tal caso sarebbe inutile spreco di tempo e di energie. 11 giornale è un mezzo che deve servire a noi tutti per aiutarci a discutere dei nostri problemi affinchè possano essere capiti e risolti nel nostro interesse, per aumentare la partecipazione critica e costruttiva di tutti alle lotte, nelle assemblee, in quelle istanze di base come la commissione interna, il consiglio dei delegati, I gruppi di stu-
dio e in tutti quegli organismi che ci sapremo dare, e che saranno daterminanti per lo sviluppo della lotta di classe fino alla eliminazione definitiva dello sfruttamento.
L'uscita di questo giornale, abbiamo detto corrisponde ad una reale esigenza democratica, che si è andata sempre più sviluppando come conseguenza della presa di coscienza delle contraddizioni che esistono nel nostro sistema.
Viviamo in una società capitalista, una società in cui poche persone, i capitalisti, dominano sfruttando la maggior parte della popolazione, cioè noi che lavoriamo e produciamo.
Come conseguenza di ciò, esiste tutta una serie di problemi sociali che non solo non vengono risolti, ma che tendono ad aumentare.
Un esempio: tutti ci siamo resi conto che nel nostro periodo la scienza e la tecnica hanno avuto un enorme sviluppo con risultati che venti anni fa non si sarebbero neppure immaginati. Succede però che mentre gli astronauti e con loro tutti i giornali di "opinione pubblica:', vanno sulla luna, sulla terra i nuovi macchinari sono studiati per sfruttarci al limite delle nostre possibilità con ritmi e metodi di lavoro che di umano non hanno più nulla.
E' evidente che ciò succede perchè noi che dobbiamo usare queste macchine, non abbiamo nessun potere di decidere e abbiamo come unica alternativa o di subire passivamente la "logica" dello sfruttamento, o di reagire con l'unica arma in nostro possesso: la lotta che riusciamo a portare avanti uniti.
Fino a prima dell'ultimo contratto le nostre lotte avevano come solo obiettivo la soluzione di quei problemi che servivano a migliora re le nostre condizioni materiali più immediate. E' solo con l'ultimo contratto che abbiamo affrontato il problema cercando di trovare delle soluzioni definitive e abbiamo compreso che la soluzione si presentava in termini di potere dei lavoratori.
Ma avere capito il nostro problema anche se è un notevole passo avanti, non vuol dire averlo risolto, infatti, per affrontare il problema del potere non basta essere uniti e decisi a lottare, ma bisogna conoscere quali sono i nostri interessi per sapere su quali obiet-
tiví lottare.
Con questo giornale affrontiamo direttamente questi problemi ed altri che verranno posti dalla nostra maggior presa di coscienza di classe, di una classe, il proletariato, col suo lavoro produttivo ha permesso lo sviluppo della società capitalista, e che è destinata a svolgere in un futuro non lontano, un ruolo storico primario per la realizzazione di una società migliore.
IL REPARTO DEL MOMENTO
li reparto trance composto da 9 uomini e 18 donne è di prima lavorazioneìè di vitale importanza per la ditta in quanto si trasforma il materiale grezzo in pezzi lavorati, cominciando così un ciclo di lavorazione che include altri reparti.
La posizione del reparto è infelice, le macchine sono troppo vicine fra di loro creando inconvenienti nel processo di lavorazione, gravi disagi ai lavoratori e un rumore di una intensità assordante (il rumore eccessivo e continuo comporta delle malattie come sordità, alterazione psichica, arteriosclerosi e se consultate un medico vi farà una lista molto più ampia).
In questo ambiente ci restiamo 9 ore al giorno é il rumore non è il solo problema, l'aria rimane stagnante perchè non c'è ricambio e oltre all'accumulo di gas nocivi, d'estate la temperatura sale a oltre 50 gradi e non si può resistere, a ciò va aggiunto che bere è un grosso problema per tutti noi dell'officina, infatti, quando abbiamo sete, o si deve aspettare il carrello, oppure si deve andare al gabinetto che è sempre in uno stato pietoso, essendoci un unico lavabo per un centinaio di lavoratori, mentre quelli che stabiliscono che noi dobbiamo lavorare in queste condizioni possono andare al BAR e probabilmente lavorano in stanze con aria condizionata. Negli ultimi anni si sono avuti dei miglioramenti di produzione con un notevole aumento di qualità e quantità del prodotto e del numero delle macchine, tutto ciò sulla pelle dei lavoratori.
Il continuo aumento dello sfruttamento (intensificazione dei ritmi, bassi salari, qualifiche inferiori alle mansioni assegnate) aggiunto alle condizioni di lavoro sempre più insopportabili, contribuirono ad aprirci gli occhi e alle nostre prime proteste sul rumore eccessivo, la direzione mandò i suoi esperti. Costoro fecero delle prove durante le quali nessun dirigente fu in grado di resistere anche per un breve periodo
vicino alla macchina, ciò nonostante ci dissero di lavorare anche con quel rumore superiore al massimo di sicurezza promettendo provvedimenti.
Dopo un po' di giorni sparirono tutti e tutto rimase come prima.
Ciò che era awenutò, se in parte ci aveva scoraggiata ci aveva anche insegnato qualcosa, e cioè che non era con le proteste formali o con i compatimenti che si poteva convincere la direzione a risolvere i nostri problemi. Infatti ciò che può convincere la direzione non è certo la solidarietà o la comprensione che nominh ma i soldi e tutti quei privilegi che derivano dalle loro posizioni. Così se i dirigenti possono dimostrare ai padroni che le cose vanno avanti bene i profitti sono alti, anche loro ne godono i benefici con grossi aumenti, bustarelle (che non vengono tassate), e altri vantaggi come viaggi per il mondo, grandi feste, così come si può vedere ogni giorno nel telegiornale.
Ed è sul tasto dei profitti che abbiamo cominciato a premere con lo sciopero dell'estate scorsa per protestare contro il caldo insopportabile. La direzione, solerte come sempre in questi casi, si è data da fai-e installando "prowisoriamente dei ventilatori che risultarono dannosi non solo per- chi ci lavorava sotto ma persino per quelli che passavano vicini accaldati. Ciò accadeva l'estate scorsa, ora siamo alle porte delrestate e siamo ancora nelle stesse condizioni. In questi giorni il reparto è in agitazione per le qualifiche, vogliamo la giusta qualificazione del reparto, dai caposquadro_agli operatori alle tranciatrici e tranciatori.
Anche in questo caso si è passata alla-. zione dopo, ripetúte richieste alla direzione, che tergiversando, tra una risposta e l'altra faceva passare anni senza nessun risultato.
Stanchi di aspettare chiedemmo una risposta immediata, la quale fu subito data per iscritto dal direttore di produzione, con parole di disapprovazione sul metodo con cui facevamo le nostre richieste concludendo con un no secco.
Tutto questo ci ha fatto capire quale sia l'unico sistema per ottenere dei risultati, accompagnare le richieste di qualsiasi genere con la lotta. La lotta fa venire a patti la direzione perchè
colpisce nei suoi unici interessi, .solo con la lotta si possono ottenere dei risultati. Siamo stati abituati a cercare i miglioramenti in forma privata e ambigua recandoci dal capo reparto con la. menti per impietosirlo, sperando così di avere piccoli miglioramenti economici, e la direzione ha sempre sfruttato questo a suo vantaggio, isolando i compagni di lavoro più combettivi, co: compagni di lavoro più combattivi, coloro che con dignità sanno chiedere ciò che ci spetta di diritto, chiamando di sopra all'ufficio del personale i più deboli e facendo un certo discorsetto. Non facciamoci infinocchiare da piccoli aumenti che la direzione concede per tenerci buoni e per indebolire la nostra unità.
Le nostre richieste devono essere ben precise e riguardare tutti gli acidi, i rumori, l'aria che respiri, le azioni della direzione contro gli attivisti sindacali, contro la C.I. e altre repressioni che fa all'interno dell'azienda, questi sono tutti punti che richiedono soluzioni e non prese in giro.
Parliamo dei ritmi che dobbiamo sostenere per guadagnare alcune migliaia di lire di cottimo, per giunta alcune bolle di lavorazione portavano una norma di 3.500 pezzi all'ora che poi si trasformano in 5.600 per guadagnare il 60 per cento.in questa forma i lavoratori sono sottoposti a un continuo e sempre maggiore sfruttamento da parte padronale.
Nell'era atomica dove si parla dell'automazione, di macchine che fanno tutto da sole invece di essere le macchine a servire l'operaio, è l'operaio che serve la macchina e deve stare al ritmo del motore che di umano non ha niente, e quando si fa notare a un superiore che tale ritmo è eccessivo elude la domanda, fa un sorriso e se ne va.
Il cottimo sarà un problema da risolvere subito, contro questa forma di sfruttamento, bisognerà discutere per arrivare alla sua eliminazione, attraverso la lotta se sarà necessario come sem pre.
Un altro problema è dato dalle discriminazioni che esistono fra operai ed impiegati. Ad esempio non si capisce per quale ragione i signori impiegati possano recarsi al bar, mentre questo go è negato a noi operai; altra di'-
scriminazione la riduzione della paga in caso di malattia quasi come se noi operai non avessimo diritto a mangiare in tale periodo, tanto più che il lavoro dell'operaio è più dannosO. Non meno importante è il fattore ferie, queste vengono elargite in maggior numero agli impiegati, anche se il loro lavoro è meno pesante.
Sappiamo che la soluzione definitiva di tutti questi problemi ci sarà quando saremo noi a stabilire lo sviluppo delta società e non la logica padronale dello sfruttamento.
FIRMATO L'ACCORDO PER LE TRANCE
La lotta dei lavoratori delle trance ha portato ad un primo successo. Ecco i termini dell'accordo:
5 passaggi di categoria
aumento di L. 37 orarie per gli uomini (in parte come aumento di paga in parte come aumento di cottimo)
aumento di L. 30 orarie per le donne (in parte come aumento di paga in parte come aumento di cottimo)
aumento di L. 20 orarie sul cottimo per le altre donne del reparto che avevano già la categoria e che hanno fatto parecchie ore di sciopero in solidarietà con il resto del reparto.
aumento di L. 8.000 mensili per il capo reparto.
La trattativa con la direzione si è svolta tenendo uno stretto collegamento con i lavoratori interessati (alla fase finale della trattativa hanno partecipato anche i rappresentanti sindacali aziendali del reparto).
Prima della firma l'assemblea dei lavoratori delle trance ha accettato l'accordo ritenendolo soddisfacente dal punto di vista economico, (questo aumento corrisponde a circa il doppio del guadagno ottenuto con il passaggio di categoria ma con questo i lavoratori non ritengono chiusa la partita in quanto il loro obiettivo finale è il passaggio di categoria e non lasceranno passare occasione per ripresentare la loro richiesta alla direzione, ad accordo firmato, ha tentato di sminuire il valore della lotta concedendo i benefici ottenuti anche a lavoratori che non vi avevano partecipato. Cioè la direzione vuol dirci: "Se fate i bravi vi regolo qualcosa ma se fate i cattivi dovete lottare per ottenerlo".
Questo è il solito amo che la dilezione butta ma al quale solo pochi pesciolini abboccano. I lavoratori sanno che tutto ciò che hanno avuto hanno sempre dovuto conquistarselo (le eccezioni confermano la regola e l'amo).
Molti lavoratori hanno chiesto al reparto trance: perchè avete accettato questo accordo?
Come è stato detto prima, l'accordo è soddisfacente dal punto di vista economico, e non si può pretendere che un solo piccolo reparto, anche se il più combattivo e deciso, per sfondare la porta delle qualifiche per tutta l'azienda rischi di rompersi le ossa in un compito che non è solo il suo.
Però, nonostante questo, possiamo dire che la porta è stata socchiusa, ed è compito di tutti noi assieme il dare la spallata decisiva.
La C.I. ha presentato, in questi ultimi tempi, anche se in modo graduale, la richiesta di abolizione della 4.a categoria operai.
E' chiaro che questo problema ha ben altre prospettive di riuscita se è sostenuto da tutti i lavoratori della fabbrica.
Perchè richiediamo l'abolizione della 4.a categoria?
perchè molte fabbriche hanno già posto questo obiettivo ed alcune lo hanno già raggiunto.
perchè con l'attuale tipo di inquadramento l'azienda realizza un.grosso furto tenendo le paghe basse. perchè il contratto che prevede certi mestieri in 4.a categoria, è stato superato dal cambiamento del tipo di organiz2azione del lavoro. Infatti se una volta erano gli specializzati e i qualificati a produrre ed era secondario il ruolo di quelli inquadrati nella 4.a categoria. Viceversa, oggi, la maggioranza di quelli che producono sono inquadrati in 4.a categoria e quindi, per ristabilire la giustizia negli inquadramenti, questa va abolita.
PERCHE' LOTTIAMO PER LE RIFORME
Con l'autunno "caldo" si sono conclusi molti contratti nazionali. Le vittorie conseguite dalla massa lavoratrice sono state notevoli non solo sul piano economico ma anche sociale.
La conquista sociale non si è risolta col contratto ma è iniziata con un impegno ben preciso da parte di tutti i lavoratori in accordo con le organizzazioni sindacali.
Abbiamo potuto notare e constatare tutti i giorni come l'aumento fattoci sia irrisorio. Le grandi.mani dei padroni e del Governo si stanno appropriando dei nostri soldi in maniera cosi eccessiva che non è più possibile tacere.
In Italia occorrono nuove ed ur-
genti riforme economico-sociali. Bisogna ammettere e gridare forte che siamo stanchi di promesse, di quelle buffe elemosine che il Governo ci propina con grande sfoggio di paroloni e cifre enormi che non riusciamo a vedere applicate.
Questo, quindi, è il momento adatto per imporre al Governo dei padroni la nostra volontà.
Alle organizzazioni sindacali sono state mosse aspre critiche quella di voler far politica in un momento politico cosi delicato.
Ma anche il contratto è fare politica e noi vogliamo e pretendiamo di veder applicati quei diritti che ci spettano.
Si è reso necessario quindi redigere una piattaforma rivendicativa conrichieste ben precise come: casa, fisco, sanità, prezzi. Cosa chiediamo?
Una vera e propria riforma tributaria con elevazione del minimo imponibile per i redditi da lavoro dipendente dalle attuali L. 20.000 a L. 115.000 mensili.
La costruzione del Servizio Sanitario Nazionale che assicuri uguali trattamenti a tutta la popolazione.
La case dei lavoratori costano care, un terzo del salario viene assorbito dall'affitto. Questa assurda situazione è la conseguente diretta della logica speculativa con cui vengono costruite le case in Italia. E' contro tale logica che lottiamo.
Le conquiste salariali Vengono intaccate dagli aumenti dei prezzi che incidono più direttamente sul potere d'acquisto del salario. Perciò noi chiediamo una radicale riforma del sistema distributivo e un più efficace controllo dei prezzi da parte degli organi addetti, e applicando una contingenza uguale per tutti che rispetti il reale aumento dei prezzi.
Il Governo ha risposto alla nostra richiesta in maniera dilatoria ed elemosinante. A tale riguardo sono state indette, in tutte le fabbriche, delle assemblee per portare a migliore conoscenza le risposte governative, per discuterle e per dare a nostra volta una risposta adeguata. L'Autelco ha risposto no a quelle proposte confermando la continuazione della lotta in forma più incisiva.