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Giornale Autelco1

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TELCO DEL 'AU

giornalino unitario - lug lio 1970

il nostro giornale

SOMMARIO Il nostro giornale Il.reparto del momento Firmato l'accordo per le trance Perché lottiamo per le riforme I nuovi organismi di de mocrazia Ruolo dei tecnici alla Autelco La pagina della realtà

Sulla spinta derivata dalle lotte di autunno è nata la necessità di un maggiore sviluppo della democrazia di base, cioè di una maggior partecipazione dei lavoratori alle decisioni che li interessano, cercheremo di spiegare più avanti i motivi che hanno determinato questa nuova situazione. Quello che ci interessa spiegare subito è come questo giornale intenda affrontare questa esigenza. Con il giornale vogliamo prima di tutto sviluppare un dibattito più ampio di quello che ci è consentito dai volantini o dalle assemblee. Intendiamo perciò affrontare tutti quei problemi che possono interessarci direttamente partendo da quelli che troviamo quotidianamente all'interno della fabbrica, per arrivare a quelli di carattere generale nazionali ed internazionali (molti di noi pensano che questi ultimi non ci riguardano ma sbagliano, un esempio per tutti, la guerra, in Indocina, la quale richiede una quantità enorme di materie prime facendone aumentare il prezzo sul mercato e riducendo di conseguenza il potere d'acquisto dei nostri salari). Con questo giornale ci proponiamo di affrontare i nostri problemi cercando di capire quali sono le loro vere origini e quali potrebbero essere le loro reali soluzioni. Per questi motivi gli articoli avranno un taglio politico (non legato a questo o a quel partito, essendo quelli che scrivono di diverse tendenze). Assumere un atteggiamento "neutrale" di fronte ai nostri problemi cosi come chiedono i nostri avversari di classe (i padroni) significa accettare la loro politica che ci viene imposta in ogni momento dentro e fuori della fabbrica. Sarebbe però un errore se gli argomenti proposti dal giornale passassero sopra le nostre teste senza conseguenze apprezzabili poichè in tal caso sarebbe inutile spreco di tempo e di energie. 11 giornale mezzo che deve servire è un a noi tutti per aiutarci a discutere dei nostri problemi affinchè possano essere capiti e risolti nel nostro interesse, per aumentare la partecipazione critica e costruttiva di tutti alle lotte, nelle assemblee, in quelle istanze di base come la commissione interna, il consiglio dei delegati, I gruppi di stu-

dio e in tutti quegli organismi che ci sapremo dare, e che saranno daterminanti per lo sviluppo della lotta di classe fino alla eliminazione definitiva dello sfruttamento. L'uscita di questo giornale, abbiamo detto corrisponde ad una reale esigenza democratica, che si è andata sempre più sviluppando come conseguenza della presa di coscienza delle contraddizioni che esistono nel nostro sistema. Viviamo in una società capitalista, una società in cui poche persone, i capitalisti, dominano sfruttando la maggior parte della popolazione, cioè noi che lavoriamo e produciamo. Come conseguenza di ciò, esiste tutta una serie di problemi sociali che non solo non vengono risolti, ma che tendono ad aumentare. Un esempio: tutti ci siamo resi conto che nel nostro periodo la scienza e la tecnica hanno avuto un enorme sviluppo con risultati che venti anni fa non si sarebbero neppure immaginati. Succede però che mentre gli astronauti e con loro tutti i giornali di "opinione pubblica:', vanno sulla luna, sulla terra i nuovi macchinari sono studiati per sfruttarci al limite delle nostre possibilità con ritmi e metodi di lavoro che di umano non hanno più nulla. succede E' evidente che ciò perchè noi che dobbiamo usare queste macchine, non abbiamo nessun potere di decidere e abbiamo come unica alternativa o di subire passivamente la "logica" dello sfruttamento, o di reagire con l'unica arma in nostro possesso: la lotta che riusciamo a portare avanti uniti. Fino a prima dell'ultimo contratto le nostre lotte avevano come solo obiettivo la soluzione di quei problemi che servivano a migliora re le nostre condizioni materiali più immediate. E' solo con l'ultimo contratto che abbiamo affrontato il problema cercando di trovare delle soluzioni definitive e abbiamo compreso che la soluzione si presentava in termini di potere dei lavoratori. Ma avere capito il nostro problema anche se è un notevole passo avanti, non vuol dire averlo risolto, infatti, per affrontare il problema del potere non basta essere uniti e decisi a lottare, ma bisogna conoscere quali sono i nostri interessi per sapere su quali obiet-


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