Una nuova coscenza di lotta degli impiegati
111, Una delle caratteristiche tipithe nelle lotte sindacali in generale, ed in particolare nella nostra ditta, è il diffuso assenteismo, per non dire ostilità, della categoria impiegatizia nei confronti dello sciopero. Però, una volta raggiunti gli obbiettivi della lotta e conseguiti i miglioramenti in seguito a grandi lotte e sacrifici degli operai a beneficiarne è tutto il personale, impiegati compresi.
Ora da cosa deriva questo atteggiamento, che io non esito a definire qualunquistico che è così diffuso tra gli impiegati di questa azienda? Tutti ci rendiamo conto della particolarità della conizione di impiegato che tende porre l'individuo non come categoria ma come persone di fronte al superiore sotto la cui diretta supervisione lavora. Da ciò deriva timore provocato dal senso d'isolamento in conseguenza della mancanza di solidarietà con i colleghi rivali (a dispetto di manifestazioni di amicizia come biglietti di auguri, collette, ecc.
Vi è poi la suggestione ispirata a bella posta, di essere qualcosa di diverso dalla massa, di essere un'elite al di sopra degli operai.
Vi è infine l'aspirazione a far carriera o almeno ad acquisire benefici, che non possono essere soddisfatti che compiacendo i superiori per essere benvoluti.
Queste sono le cause che provocano l'assenteismo e la mancanza di collaborazione degli impiegati. Per definirle in breve, mancanza di spirito di classe ti-
picamente piccolo-borghese. Come si può ovviare a questo stato di cose? Chiaramente, cercando di creare in loro lo spirito di classe e ciò si può ottenere evidenziando i loro veri interessi che coincidono con quelli della classe operaia e non con quelli dei padroni.
Infatti l'impiegato e operaio hanno in comune la condizione di dipendente da un padrone che ha interesse a sfruttare per il suo prifitto. Il padrone, con l'intento di dividere il fronte dei suoi dipendenti diversifica il trattamento sia formale che sostanziale degli impiegati nei confronti di altri impiegati; di operai nei confronti di altri operai; cosicchè sembra che ognuna di queste categorie abbia un interesse diverso dalle altre. Vi sono invece solo due interessi contra-
stanti: quello del padrone e quello dei lavoratori Da ciò appare evidente che non si ottiene nulla contando sulla bontà d'animo della direzione, la quale spia con ansia ogni segno di divisione e quindi di debolezza tra i suoi avversari.
Concludo con la speranza mia e degli operai, che gli impiegati sapranno svegliarsi e fare come i loro colleghi di altre grosse fabbriche che autonomamente, guidati dalle organizzazioni sindacali, in questi giorni, hanno e stanno dando soluzione a tanti problemi che da tempo erano sul tappeto e solo l'unità e la lotta della categoria ha r ealizzato.
Le lotte che ci attendono, siano le lotte della grande unione contro lo strapotere dei padroni contro lo sfruttamento e per una vera democrazia nella fabbrica!!!
Mercoledì 5 febbraio
FIIIIL CGIL 4111 1911? Il& 3111 , v IL TRILLO Bollettino della Sezione Sindacale Aziendale della AUTELCO gennaio 1969
Vogliamo una vera riforma pensionistica •
Sciopero generale di 24 ore
Il " nuovo„ caporeparto
Da alcuni mesi è arrivato nella nostra Ditta un nuovo capo reparto. Questo soggetto si è impiantato cercando di creare un nuovo ambiente di lavoro con alcune sue riforme, nei confronti dei compagni lavoratori, cercando forse (non vorrei essere maligno) di farsi notare dai suoi superiori nella speranza di crearsi una rapida carriera: dico « rapida » perchè ormai è sulla mezza età, poverino.
Citerò alcune sue innovazioni.
Permessi. — Operaio: « Senta per favore vorrei un permesso di un paio d'ore per andare dal medico perchè non stò bene ». Capo: « Dò ur? ma disi l'è matt, dò ur per andà dal dutur. Vedem un pù: una mes'ura andà una mes'ura turnà e la ved che un'ura de permess a l'è a sé ».
Allora l'operaio a questo puntò reagisce. « Ma sa ci può essere ritardo dei mezzi urbani, che ci siano altre persone in sala di attesa, ed io non faccio in tempo ad essere in orario.. ». A questo punto lui borbotta alcune frasi e sotto l'insistenza dell'operaio concede il permesso. Non parliamo poi dei permessi di conguaglio, per cui ha sempre da dire e a volte lo nega. Poi i continui richiami ai lavoratori perchè parlano, oppure canticchiano o mandano via poco cottimo, oppure inducendo l'individuo a continue osservazioni sul suo comportamento di vestire camminare o perchè porta questo o perchè porta l'altro. In fin dei conti lei piccolo cali moro chi si crede di essere? Non crede di essere un grande rompi Sappiamo. Lei che nella conversazione parla con quel tono nostalgico cosa spera con tutto questo di diventare un dirigente?!
Cerchi di abbuffarsi meno a cena e vedrà che di notte farà sonni tranquilli senza incubi. Cerchi invece una maggior collaborazione e comprensione nei lavoratori che sono quelli che le permettono di ritirare lo stipendio a fine mese e queste cose tengo
farle presenti a tutti quelli che lavorano di concetto, perchè la mente occorre, ma se manca il braccio ,non so, quegli schizzi a chi li potete vendere, forse al strascée.
Questa è una massima da tener sempre ben presente miei cari Mister!!!
PER I COTTIMISTI Occhio al taglio dei cottimi
Quando l'operaio o l'operaia vengono assunti i nostri beneamati dirigenti fanno loro i rituali discorsetti che iniziano pressappoco così: « Qui si lavora a cottimo con grande possibilità di guadagno: il 70 l'80 il 90 e anche il l00(A. », perchè a loro ragione i tempi sono molto larghi. Quindi l'operaio comincia il proprio lavoro ed impiega tutta la buona volontà per guadagnare Poi avviene la sorpresa! Se ad una lavorazione si è arrivati ad una percentuale superiore alla media allora arriva il lacchè che provvede al taglio.
Ora noi vorremmo avvisare i compagni lavoratori a tener presente che la direzione viola il contratto nazionale di lavoro il quale parla chiaro.
Quando un cottimo è stato stabilito non si può più toccare se non avvengono apportate modifiche alla lavorazione.
Allora come ci si può difendere da questi soprusi? Semplice. Basta avvisare un membro di Commissione Interna che provvederà con la massima tempestività a far sì che sia rispettato il contratto di lavoro, tutelando i lavoratori.
E' bene rilevare, che il personale della mensa è insufficiente.
E' soggetto a un lavoro m sacrante e non sempre riesce Tor soddisfare le esigenze dei commensal i.
LA MANGIATOIA
Panche lunghe e levigate sono i bei mondi del Rai...
Tutte nere è un bel via vai
C'è la frutta e segatura sono anni che ormai dura. Le bistecche con il fumo sono pecche proverbiali Le colonne gli assetati ed il pesce congelato puzzolente e malandato fa venire la diar... a chi è poco allenato.
Cara e Linda Mangiatoia forse tu non sai che gioia tu non sei per chi arriva all'una e trentasei e ti trova un gatto stanco a dormire sotto un banco...
X 57 Scriveteci ! a « il trillo» presso la S.S.A. FIOM - CGIL dell'Autelco Via Mercantini, 15 20158 Milano
CONFERENZA NAZIONALE
DEI METALMECCANICI SULLA "DEMOCRAZIA „
Come rappresentante della SSA ho partecipato alla Conferenza Nazionale Metalmeccanici che si è svolta a Sesto S. Giovanni dal giorno 13 al 15 dicembre u. s. sul tema « Democrazia e partecipazione di base nel sindacato ».
Le Commissioni alle quali hanno partecipato dirigenti sindacali e operai provenienti dai diversi ari industriali d'Italia hanno dAtrisso tre questioni: 1) La democrazia in fabbrica. 2) I lavoratori e le scelte contrattuali, i tecnici e i rapporti col movimento studentesco. 3) La democrazia nel sindacato; la formazione delle decisioni ed il ruolo delle correnti sindacali.
lin aspetto di fondo del dibattito è stato il richiamo continuo ad esperienze concrete anche nuove accumulate in questi mesi di lotte in situazioni nelle quàli il
L' officina
ssee
11 problema che dovrebbe interessare tutti i lavoratori è Senza dubbio quello della salute pubblica. A questo proposito richiamo l'attenzione di tutti i lavoratori nell'osservare che vi sono reparti dove questo problema non viene affrontato sufficientemente. Uno di questi è l'officina. In officina si respira aria malsana per la scarsa ventilazione. Il caldo d'estate rende il lavoro faticoso anche se leggero. Il rumore poi, assordante delle trance e macchine automatiche è un altro fatta; re negativo per la salute che però potrebbe essere evitato o comunque alleviato se si provvedesse ad isolare le macchine più rumorose. La prova di questi fattori nocivi è data dal verificarsi negli ultimi tempi di collassi ed altre malattie inerenti col ritmo di la-
sindacato ha dovutO Spessò affrontare spinte e presenze « nuove » come la richiesta di partecipazione dei lavoratori (e non di delega permanente) la presenza del movimento studentesco, le accuse al sindacato stesso di essere sottoposto ad un lento processo di burocratizzazione.
Per quanto riguarda il rapporto tra operai e movimento studentesco (una fra le questioni sulla quale una commissione era impegnata) il dibattito ha sottolineato l'esigenza della costruzione di un rapporto positivo; anche se sono mancate alcune differenziazioni tra chi intravvedeva addirittura nel movimento studentesco una specie di « corpo spirituale » e chi poneva limite a questo rapporto.
Molto vivaci, nelle altre commissioni specie in quella sulla democrazia nel sindacato e le cor,
voro e l'ambiente malsano. Qualifiche ed aumenti.
Il criterio con cui sono assegnate non tiene conto del rendimento e preparazione professionale ma piuttosto della disciplina ed attaccamento al lavoro. Per il passaggio di categoria occorrono lunghi tirocini e specie per i giovani prima di arrivare ad una specializzazione passano gli anni ostacolando così il propria avvenire e dando luogo a disagi economici e sociali.
Il rapporto tra operai e capi non si svolge sempre nel clima della cordialità e reciproca comprensione ma in alcune circostanze è autoritario imponendo a volte ritmi ingiusti che non devono essere tollerati. Per precisare meglio faccio presente che da oltre due anni si svolge lavoro straordinario e i comandati devono avere motivi validi per smettere dopo le normali ore lavorative; cosa non prevista dall'attuale contratto di lavoro. Queste prese di
tenti, la presenià polemicà dei giovani nei contronti dei « Senatori di fabbrica » che spesso si pongono come niuraglia al processo di rinnovamento del sindacato.
Quasi unanime il rIconoscimento della importanza dell'assemblea sindacale come dato permanente e della sezione sindacale aziendale come strumento autonomo anche dal punto di vista finanziario, posto nelle condizioni anche di andare al tavolo delle trattative « faccia a faccia » (per usare l'espressione di un giovane della REX) con i padroni, senza « delegare »' ad altri simili funzioni. Questo senza togliere i necessari momenti di delega, è il caso del rinnovo contrattuale nel quale c'è però una possibile presenza delle organizzazioni di fabbrica ,al momento dell'elaborazione delle rivendicazioni!
posizione sono il frutto dello scarso interesse generale dei lavoratori nel far rispettare i propri diritti favorendo così gli interessi della classe padronale Si nota quindi una grande lacuna per i problemi sindacali; cosa che dovrebbe essere tenuta in maggior considerazione nell'interesse di tutti ed ognuno. Mi auguro quindi da parte di ognuno un maggior senso di responsabilità ed una maggior collaborazione per rendere questa società più libera e democratica.
BASTA CON L'ASSASSINIO DEI LAVORATORI !
I sindacati
CGIL - CISL - UIL
chiedono il disarmo della polizia.
L'assassinio di due lavoratori avvenuto ad Avola (Siracusa) nei giorni scorsi mette in evidenza un metodo « coloniale » di affrontare i problemi.
Causa di tutto sta nel fatto che gli agrari hanno costretto i lavoratori ad uno scicpeio per ottenere il rinno,io e miglioramento d21 contratto di lavoro. Lo sciopero era in corso da 12 giorni.
Dun-,u2, se p eprio ci doveva esser un intervento, questo doveva essere fattq nei confronti degli agrari e invece, come al solito, la polizia ha ucciso due lavoratori.
Contro simile bruttura sono insorti tutti i lavoratori italiani per richiedere con forza che tali fatti non si ripetano più e che la polizia, quando presta servizio nelle manifestazioni, sia disarmata.
Ti oppi sono stati i « fucilati » sulle piazzo, 88 dal 1947, tutti lavoratori, eperai o contadini; tutti caduti nentre rivendicavano il diritto al -lavoro, il rispetto dei contratti, la dí'esa delle fabbriche dalla smobilitazione, tutti fatti che rientrano nei diritti sanciti dalla Costituzione come inalienabili e doverosi di adempimento da parte dei Governanti; non è dunque con le fucilate che si affrontano i diritti dei lavoratori o che si possano eludere i doveri dello Stato. Troppi sono gli esempi che ci vengono offerti, tutti i giorni, per considerare il fatto accaduto come una « disgrazia » o « casualità ». Quando spara sui lavoratori, anche in un piccolo paese, significa che c'è un tentativo di intimidire tutto il movimento operaio, ed è contro questa intimidazione che c'è stata la lotta.
Dobbiamo conservare intatta la nostra forza perchè i padroni non rinunceranno mai alle fucilate per difendere i propri privilegi. Gli stessi agrari, responsabili dei recenti gravi fatti, poche ore dopo aver firmato l'accordo stavano tramando per farlo saltare.
Le fucílate, i licenziamenti, le piccole e grandi rappresaglie di tutti i giorni nelle nostre fabbriche, sono tutti aspetti di un'unica politica.
Ed è contro questa politica che noi lottiamo a fianco dei braccianti, studenti e quanti vogliono che le cose cambino.
LA « TAGLIA » SULLA BUSTA PAGA
Dal 1° gennaio 1969: sfratti e aumento dei fitti. - Aumentate del 50' le spese degli affitti per operai e impiegati.
Dal 1° gennaio prossimo dovrebbe entrare in vigore la legge che dà ai padroni di casa il « diritto di sfratto ». La grave situazione che si creerà non ha bisogno di commenti.
Sono 22 milioni di abitazioni in affitto e già su una parte di queste pesa la richiesta di aumenti.
In questa situazione chi ne farà le spese saranno, come sempre, i lavoratori i quali si vedranno ulteriormente ridotto il proprio salario per trasferirlo nelle tasche dei padroni di casa.
In questa situazione ci siamo perchè il Governo ha sempre rifiutato le proposte per la istituzione di una regolamentazione degli affitti basata « sull'equo canone », lasciando in questo modo mano libera agli speculatori; è noto che il 50'4 dell'ammontare dell'affitto va a finire nelle tasche degli speculatori sulle aree, una vera rendita fondiaria. Per cui se si dovesse porre fine a questo commer-
cio sulle aree, gli affitti potrebbero essere ridotti della metà_ Un'altra fetta di affitto potrebbe essere ridotta operando il controllo sui prezzi dei prodotti per l'edilizia .(cemento. mattoni, ecc.) sui quali gravano dei profitti da monopolio.
La casa è un bene sociale, e perchè sia dato a tutti di avere u casa e di non essere « rapinai r pagarla, occorre porre mano a iniziative legislative sociali, nel senso più volte indicato dai sindacati.
Ma cosa fare subito? Una cosa è certa: coloro che traggono profitto da questa situazione sono i padroni ed è pertanto giusto che siano i padroni ad essere investiti dalla nostra azione, certo i padroni non possono fare le leggi, però ad essi possiamo rivendicare l'aumento delle paghe, magari per questa ragione specifica chiedere il pagamento di un « caro affitto ».
Questo vuol significare scaricare il Governo dalle sue responsabilità ma stimolarlo ad operare nel senso rivendicato dai lavoratori.
Tutti i lavoratori iscritti alla FIOM possono rivolgersi per informazioni e vertenze presso gli uffici dell'Unione Inquilini presso la Camera del Lavoro. Il servizio è gratuito.