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IL TRILLO
Bollettino della Sezione Sindacale Aziendale della AUTELCO gennaio 1969
Una nuova coscenza di lotta degli impiegati 111, Una delle caratteristiche tipithe nelle lotte sindacali in generale, ed in particolare nella nostra ditta, è il diffuso assenteismo, per non dire ostilità, della categoria impiegatizia nei confronti dello sciopero. Però, una volta raggiunti gli obbiettivi della lotta e conseguiti i miglioramenti in seguito a grandi lotte e sacrifici degli operai a beneficiarne è tutto il personale, impiegati compresi. Ora da cosa deriva questo atteggiamento, che io non esito a definire qualunquistico che è così diffuso tra gli impiegati di questa azienda? Tutti ci rendiamo conto della particolarità della conizione di impiegato che tende porre l'individuo non come categoria ma come persone di fronte al superiore sotto la cui diretta supervisione lavora. Da ciò deriva timore provocato dal senso d'isolamento in conseguenza della mancanza di solidarietà con i colleghi rivali (a dispetto di manifestazioni di amicizia come biglietti di auguri, collette, ecc. Vi è poi la suggestione ispirata a bella posta, di essere qualcosa di diverso dalla massa, di essere un'elite al di sopra degli operai. Vi è infine l'aspirazione a far carriera o almeno ad acquisire benefici, che non possono essere soddisfatti che compiacendo i superiori per essere benvoluti. Queste sono le cause che provocano l'assenteismo e la mancanza di collaborazione degli impiegati. Per definirle in breve, mancanza di spirito di classe
picamente piccolo-borghese. Come si può ovviare a questo stato di cose? Chiaramente, cercando di creare in loro lo spirito di classe e ciò si può ottenere evidenziando i loro veri interessi che coincidono con quelli della classe operaia e non con quelli dei padroni. Infatti l'impiegato e operaio hanno in comune la condizione di dipendente da un padrone che ha interesse a sfruttare per il suo prifitto. Il padrone, con l'intento di dividere il fronte dei suoi dipendenti diversifica il trattamento sia formale che sostanziale degli impiegati nei confronti di altri impiegati; di operai nei confronti di altri operai; cosicchè sembra che ognuna di queste categorie abbia un interesse diverso dalle altre. Vi sono invece solo due interessi contra-
stanti: quello del padrone e quello dei lavoratori Da ciò appare evidente che non si ottiene nulla contando sulla bontà d'animo della direzione, la quale spia con ansia ogni segno di divisione e quindi di debolezza tra i suoi avversari. Concludo con la speranza mia e degli operai, che gli impiegati sapranno svegliarsi e fare come i loro colleghi di altre grosse fabbriche che autonomamente, guidati dalle organizzazioni sindacali, in questi giorni, hanno e stanno dando soluzione a tanti problemi che da tempo erano sul tappeto e solo l'unità e la lotta della categoria ha r ealizzato. Le lotte che ci attendono, siano le lotte della grande unione contro lo strapotere dei padroni contro lo sfruttamento e per una vera democrazia nella fabbrica!!!
Mercoledì 5 febbraio
Sciopero generale di 24 ore Vogliamo una vera riforma pensionistica ti-
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