Bollettino di Informazione interno per la Sezione Sindacale Aziendale FIOM-CGIL della G. T. &E.
A cura del Centro Stampa Provinciale di Milano
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Bollettino di Informazione interno per la Sezione Sindacale Aziendale FIOM-CGIL della G. T. &E.
A cura del Centro Stampa Provinciale di Milano
Si è conclusa giorni fa la seconda sessione di incontri fra i sindacati e la Confindustria e Intersind per il rinnovo del contratto nazionale. Le discussioni non sono state facili per l'atteggiamento degli imprenditori. Si è comunque completato l'esame esplorativo del ii imo punto delle rivendicazioni comuni: i diritti di trattazione. Su questi primi contatti e dalle risposte avute si possono già trarre alcuni giudizi. Giudizi aie sono nettamente negativi e suonano ancor più a IlFridanna per la Confindustria e l'Intersind, che con le loro risposte aumentano già le loro gravi e grandi responsabilità di questa vertenza. Il primo dato negativo è l'aver dato risposta negativa a tutte le argomentazioni portate. La contrattazione integrativa cioè la possibilità alle organizzazioni sindacali di « contrattare », tutti gli aspetti normativi e salariali inerenti al rapporto di lavoro, togliendo così l'arma della discriminazione alle varie direzioni, è il « pilastro » delle richieste normative della piattaforma rivendicativa. L'impor`. -anza di tale richiesta è così giustificata, che la risposta negativa su tutti gli altri punti. Oggi la parte 'ivendicativa-normativa contenuta nella piattaforma unitaria è d'una importanza vitaie per il miglioramento e la tutela dei diritti acquisiti dai lavoratori. Infatti, la contrattazione integrativa e con essa l'acquisizione di tutte le altre rivendicazioni normative, sono ìo strumento necessario per tutelare l'integrità degli aumenti salariali acquisiti e che acquisiremo. Senza di essi noi ci vedremmo togliere giorno per giorno gii aumenti salariali acquisiti. Ci toglierebbero con la sinistra ciò che ci viene concesso con ia destra. E come ciò, molti
si chiederanno? Semplice. Aume itando i ritmi di lavoro, ulteriore taglio dei tempi di cottimo nei passaggi di categoria ecc.
Ecco perchè oggi rende neces « contrattare » ogni singolo rapporto di lavoro, cottimo, qualifiche, premio di produzione, organico et u. Questa è pure la dimostrazione di quanto mai i E pi's'ci riyenctcativ: posti siano indissolubili uno dell'altro, tutti della stessa importanza, d'uguale priorità e quanto oggi la piattaforma rivendicativa posta unitariamente, corrispon-. da realmente alle esigenze oggettive di tutte le M39stranze: operai, impiegati e tecnici. La risposta negativa dimostra invece ancor più la volontà da parte del padronato italiano pubbhbo e privato di voler essere l'unico, incontrastato giudice e arbitro del proprio operato verso la classe operaia. E' la chiara di mostrazione di voler tenere sempre la classe operaia schiava e succube delle proorie decisioni e della propria linea politica, il cui fallimento è dimostrato dalla realtà dei fatti. Non si vuole concepire da parte della Confindustria e l'intersind, cosa veramente sia la democrazia e che il rapporto di lavoro è uno scambio di merce e quindi, l'esigenza ed il diritto di contrattare da ambo le parti l'apporto ed il reale valore della « merce « posta in cambio. Come ai vecchi tempi fascisti, si vuole introdurre nelle fabbriche la concezione vecchia fascista dove c'è solo posto per chi lavora in fretta, sempre più in fretta, vertiginosamente in fretta, ma naturalmente in silenzio. Non si vuole considerare la fabbrica territorio facente parte della repubblica e quindi soggetta alle sue leggi. Pur-
troppo, su queste posizioni, ed è questo un secondo giudizio negativo, sono ailineate di pari passo Confindustria e Intersind cioè privati e statali.:Ciò aumenta la negatività del giudizio e chiama cantino di noi ad una seria e cosciente valutazione di questa posizone.
L'Intersind, cioe tè aziende statali, assolve .cosi sempre più la posizione di reggicorda della Confindustria e quei che è più condannabile e negativo e che dà nuovo vigore e slancio alla « troupe » di Costa, di perseverare in questa posizione reazionaria d'intransigneza, « fregandosi » altamente delle reali esigenze della classe operaia. Perseverando nella difesa della politica dei redditi (blocco dei salari) da' pdrte governativa, sarà un valido contributo alla linea della Confindustria e un incitamento a resistere negando quei miglioramenti che le reali condizioni di vita impongono. E ciò suona a maggior condanna per un go-? verno che si dice preoccupato di rafforzare la democrazia e progressista. Di fronte a queste posizioni quale deve essere il nostro atteggiamento? Atteggiamento fermo, deciso e vigilante. Stiamo dimostrando un'elevata maturazione politica sindacale, ciò probabilmente derivata dalla sempre più cosciente convinzione della giustezza degli obbiettivi per cui lottiamo. L opinione pubblica è con i metallurgici. Abbiamo dato a diamo tutt'ora la possibilità alla Confidustria e all'intersind di dimostrare la @ero reale volontà. Vogliamo, per non dare nessuna scappatoia, che essi ci rispondano su tutti i cinque punti rivendicativi.
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Lo sciopero dei 12 maggio per i lavoratori della no. z.'ara fabbrica è stata la conferma -del grado di crescen- : za che le maestranze vanno acquiséndo man mano che si entra nel vivo della lotta.
Ancora una volta gli ULTRAS della Confindustria non hanno smentito la loro ipocrisia nel tentativo di creare divisioni e discredito fra il movimento operaio e portare avanti la loro ottusità nei sottovalutare 'a maturità che va sempre acquisendo il fronte dei lavoratori.
La convocazione delle parti, infatti, contrariamente alla prassi sindacale è avvenuta in modo misterioso; t in cesti casi; sht registrato un ferhomeng di confusione, perchè i lavoratori avevano appreso tramite gli. scagnozzi che i padroni se ne servono in tutte le azien, de, che la convocazione era avvenuta, per cui in base all'intesa del 6 maggio, fra le Confederazioni e la controparte, gli scioperi venivano sospesi. Era chiaro dunque l'obbiettivo della Confindustria, ritardando la comunicazione ai Sindacati, avrebbero fatto rientrare gli scioperi non su direttive Miei sindacati, ma su espii , cito ordine padronale, creando così un isolamento'fra lavoratori e Sindacati. Queste tentativo, conferma ari' , cora una volta, grado di arretratezza mentale e il modo sleale con cui il padronato italiano vuole condurre ia lotta per la risoluzione dei vari contrai di lavoro; per cui si rende necessario in questo mo to non concedere nessuna tregua alla controparte, in quanto è in corso uno scontro di classe a livello sindacale estremamente acuto. La categoria dei meteimeccanici, che in questo particolare momento, rappresenta la punta avanzata delle lotte operaie, dovrà contestare sempre di più ia riorganizzazione capitalistica, impedendone lo scarico dei costi su di essa.
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mozwee ..dmonse somousli Convinti della necessità di avere questa globale risposta su tutti i 5 punti rivendicativi per le ragioni addotte, condanniamo qualsiasi presa di posizione che tenda a fare di questa necessità la possibilità di un prolungamento estenuante delle trattative o di coloro che inconsciamente vogliono dimostrarsi « i primi della classe ». I metallurgici si debbono unire sempre più, essere vigili.. e pronti a riprendere, con più vigore e slancio la lotta, se le trattative sfoceranno in una soluzione negativa. La Confindustria e l'Intersind sappiamo che le lotte fatte non ci hanno indebolito anzi, hanno dimostrato con i risultati ottenuti, che l'unità raggiunta è veramente la garanzia di successo e l'elemento indispensabile per lottare la loro intransigenza, e sappiamo pure che i metallurgici vigili riprenderanno con più vigore e decisione la lotta per piegare e battere l'ostinata intransigenza del padronato privato e statale.
Se ciò si renderà necessario è bene che ciò sia chiaro, il prezzo aumenterà e la Confindustria e l'Intersind saranno additate da metallurgici, dalla classe operaia, da tutta l'opinione pubblica come la sola ed unica responsabile della situazione in atto.
Questa lotta però proprio sulla base della spinta che le punte determinano, tende ad allargarsi, a investire tutto il movimento operaio. Perciò Confindustria e Governo tentano ora chiaramente la carta di un accor- , do generale capace d'imbrigliare le .aspirazioni delle masse. Probabilmente, malgrado le .roboanti dichiarazioni sulla impossibilità di concedere aumenti salarialie anche certe rivendicazioni normative (ved dichiara-. zioni di Moro a Foggia e di Costa all'assemblea degli industriali), la Confindustria e il Governo qu he carta (certamente modesta) a questo proposito ssono e la vorranno giocare. Ma qual'è la contropartita?. Una tregua di anni, che consenta di completare 8111g Io di riorganizzazione e rendere quindi ,ancora più f i! padronato.
Ecco il punto: la traduzione della politica dei redditi non in documenti e accordi solenni, ma nei fatti, attraverso le singole contrattazioni di categoria e di settore. Ed ecco quindi la soluzione che il movimento rivendicativo dei lavoratori deve respingere: quella di dare tutte le garanzie necessarie ai padroni in cambio di qualche spicciolo. No la conclusione delle lotte, al di là dei risultati immediati che sarà possibile strappare, deve vedere la classe operaia sempre in piedi, sempre in condizioni cii proseguire la sua battaglia portandola a livelli sempre più alti. Per-far questo è però necessario che si concludano bene le lotte in corso. Qulsiasi concessione alle manovre della Confindustria e Intersind che vada al di là di giuste esigenze tattiche che servono a condurre le trattative e mantenere la unità nell'azione tra i sindacati, può diventare estremamente pericolosa. Per cui le parole d'ordine di tutto movimento in lotta devono essere: « Rompiamo il blocco contrattuale » - « Sconfiggere la politica dei redditi • - Pta con il f-n...r•nr-r,
Agli ordini di Costa
ile
rsa e getta una luce davvero sinistra sugli avveenti. Si rifletta sui precedenti.. Da mesi i metalLirgici ed altre categorie scioperavano per i contratti e manifestavano per le strade. Manifestazioni in piazza Duomo, piazza Castello, davanti alla sede dell'Intersind, manifestazioni imponenti di protesta e verbali nei castelli. Eppure nessuna di queste manifestazioni è stata turbata da incidenti. Non si sono avuti scontri con la polizia, nè volati sassi, nè sono stati infranti vetri. Cioè ci siamo trovati di fronte ad una grande lotta caratterizzata da elevatissimi livelli di unità e combattività, ma responsabilmente dirette e controllate dai sindacati. Ciò che evidentemente ha fatto perdere le staffe a Costa e a Moro che nel suo discorso di Foggia si era perfettamente allineato con le posizioni d'intransigenza della Confindustria, è stato » il constatare che la loro cocciuta intransigenza non riusciva in alcun modo a frenare la lotta, ma trovava adeguata risposta in movimenti estesi e vigorosi ». Così negli ultimi giorni, senza che le manifestazioni operaie vi offrissero pretesto, abbiamo assistito ad una spiegamento di forze di polizia e di carabinieri di volta in volta sempre più ampio davan-
ti alle fabbriche. nelle strade e nelle piazze delle manifestazioni in tenuta da » guerra ». Appariva chiara che ci si preparava » all'incidente », che sarebbe stato tanto più facile provocare dalla tensione crescente nell'animo dei lavoratori in lotta da ben sei mesi. Così si giungeva » al culmine » con una giornata intiera di cariche della polizia e carabinieri ai lavoratori dell'Alfa Romeo, FACE, Siemens.
Le responsabilità politiche dell'accaduto sono chiaramente individuabili: sotto gli avvenimenti e l'azione della polizia sono poste due firme, quelle di Costa e Moro.
La situazione tesa di ieri e anche di oggi deriva dall'atteggiamento della Confindustria che esaspera tutte le vertenze in corso rifiutando qualsiasi sbocco positivo. Ciò non ci meraviglia, perchè è nel costume del padronato privato italiano e del capitalismo stesso, l'agire in questo modo; ma ciò che più è condannabile e l'atteggiamento del governo italiano, che si dice progressista e democratico e che con il suo atteggiamento invece dà forza e nuovo vigore alle tesi della Confindustria dicendo » no » a tutte le rivendicazioni sindacali.
Alle interpellanze poste da vari deputati sul comportamento della polizia nelle vertenze contrattuali, il governo italiano ha dato un'ulteriore dimostrazione di assoggetamento alla linea politica dettata da Costa. Si giustifica l'atteggiamento delle forze dell'ordine, anzi s'arriva ad elogiarne addirittura l'operato.
E' giustificato, secondo l'on. Taviani, » caricare » gli operai in lotta rei solo di difendere i propri diritti nel nome della Costituzione e delle leggi, come così pure si giustifica che la polizia assista inerte all'assassinio del giovane studente Paolo Rossi da parte di giovani fascisti. I lavoratori milanesi hanno già dato una grande decisa risposta effettuando mezz'ora di sciopero di protesta contro l'atteggiamento e le responsabilità gravi che la polizia ed i carabinieri si sono assunti e con essi chi li paga e li comanda.
I metallurgici milanesi saranno sempre vigili e si batteranno ora con più vigore e chiederanno: Immediato disarmo della polizia e carabinieri. Estraneità della polizia e carabinieri dalle vertenze sindacali.
Via la polizia e carabinieri dalle fabbriche. Scioglimento immediato di reparti o battaglioni di polizia appositamente addestrati.
0••• tosim ~mem anima •••••••• a.m•
le lavoratori
a gi a-,
Discorso di Mestre del 23-3-1966 SARAGAT
L— — *IMMO 11.1•1•
Come dell'acqua, dell'aria e del pane l'umanità ha bisogno della pace. La pace è l'indispensabile strumento per il progresso economico, civile di tutta la umanità. Nelle lotte per la « pace » si ritrova e si esalta uno dei motivi che, malgrado la differenza di regimi economici e sociali e quindi anche di posizioni e di obbiettivi specifici del movimento sindacale, rendono necessario ed indispensabile la solidarietà, la unità internazionale dei lavoratori. Oggi la tragedia conseguente alla aggressione imperialista nel Vietnam ed il o grado », i sistemi ed i mezzi con cui viene portata avanti questa « sporca guerra » ed i pericoli permanenti di estensione del conflitto fino a coinvolre l'intera umanità rende urgente, pressante più che mai l'intervento delle grandi masse dei lavoratori di tutti i paesi. L'orrore e la commozione suscitate dalle stragi e dalle barbarie a cui l'imperialismo ricorre nell'irrealizzabile tentativo di piegare la resistenza, l'anelito di libertà di tutto un popolo, la coscienza dei pericoli che ne derivano sono già grandi ed estesi ed alimentano già il grande moto di solidarietà che avanza in tutti i paesi. Dai metallurgici tedeschi che chiedono la fine della « sporca guerra » nel Vietnam, ai portuali della costa del Pacifico, agli studenti americani che si rifiutano di partecipare agli esami di fine anno, trasformati dalle autorità americane in o esami di leva », ai lavoratori organizzati nelle centrali autonome dei paesi africani, ai fracesi aderenti alla CGT o alla cristiana CFDT, alle grandi masse di lavoratori che hanno risposto all'appello della CGIL. Oltre e ciò le grandi manifestazioni avvenute contemporaneamente in Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, America, ecc. con gente di ogni classe sociale, tutti uniti a difesadella Pace. Ed in ultimo, sull'onda di questo grande movimento, il contributo dato dal Papa, per il pronto ripristino della pace nel Vietnam.
Purtroppo l'aggravarsi della situazione nel Vietnam, con un sempre maggior intensificazione di scontri. bombardamenti, ecc. minaccia sempre più grave per l'estensione della guerra deve trovare nelle fabbriche e specialmente nella nostra fabbrica, dove sono occupate in numero rilevante maestranze giovani; la più severa denuncia e condanna. Sconfiggere l'attacco imperialista nel Vietnam, per allontanare dal mondo lo spet tro di una guerra di stermino, significa dare un grande contributo a battere la politica neocolonialista di sfruttamento esistente nei paesi di recente liberazione. H neocolonialsmo è uno dei modi in cui si esprime la volontà di dominio mondiale dei grandi gruppi finanziari, la formula aggiornata con cui l'imperialismo intende soggiogare tanta parte dell'umanità ed in primo luogo la classe operaia.
Al fallimento della politica neocolonialista sono interessati tanto i lavoratori dei paesi colpiti quanto la classe operaia ed i lavoratori dei paesi capitalisti altamente industrializzati. E' stato detto in altri tempi che un popolo non è libero finchè opprime altri popoli. E questa una delle grandi verità della storia, valida anche oggi. Poco importa se i modi e gli strumenti della ag-
gressione si trasformano e si adattano ai tempi. Del resto proprio l'aggressione al Vietnam è lì ad indicare che quando i mezzi di penetrazione e di soggezione economica e politica falliscono, intervengono ed in misura sin qui sconosciuta i mezzi più brutali dello intervento militare. Questa realtà è per noi giovani un'esperienza da tener viva e sempre presente. E' un severo monito ad adoperarci oggi, più di ieri, con tutti i mezzi, le energie a nostra disposizione contro « la logica » dell'imperialismo e del capitalismo espressione diretta dei grossi gruppi finanziari. Diciamo basta a queste storture della società, basta alla guerra nel Vietnam, libertà per tutti i popoli oppressi dal regime imperialista e fascista.
Il contributo della classe operaia è determinante in special modo quello dei giovani, che con le loro opere e azioni debbono costruire pezzo su pezzo la società del ,‹ domani ».
Una società libera, democratica, dove non esiste lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, dove ognuno nei propri limiti, dia il proprio contributo all'avanzamento del progresso economico e sociale della nazione. Per arrivare a ciò, nel condannare duramente gli aggressori del Vietnam ed i pericoli derivanti da tale aggressione, i dobbiamo unirci in un'unica grande voce po1te, BASTA con la o sporca guerra ». Per questo ce tamente anche le maestranze della G.T.E. daranno il loro valido contributo. Le iniziative sono molteplici, ma è necessario dato la gravità della situazione, che vengano prese immediatamente. Formazione di un comitato per la pace nel mondo, raccolta di firme per la cessazione della guerra nel Vietnam, petizione per una pronta presa di po,:zione dell'Italia per un'azione decisa in difesa della pace, pubblici dibattiti, ecc. Queste possono essere le prime iniziative da prendere a cui altre se ne possono aggiungere. Ma è necessario che ognuno di noi uomo o donna, giovane o anziano, dia il suo più valido contributo.
Nella « Pace » l'avvenire sereno e tranquillo « nella guerra » morte e distruzione. Per questo oggi la nostra oltre ad essere una azione di solidarietà con tutti i popoli in genere a difesa della propria libertà è una lotta per il trionfo per l'unico mezzo di un vero progre economico e sociale che qualifichi veramente l'ere umano come tale, la PACE che è la garanzia per noi oggi e per le generazioni future, di una vita sereigikp tranquilla dove trionfa la virtù, l'intelligenza dell'un.).
E' un giovane operaio che vi parla. A nome della Commissione giovanile FIOM-GT e E e della SSA-FI OM-GT e E di tutti gli iscritti e simpatizzanti della
FIOM vi porgo il plauso per la vostra sempre più decisa, compatta, cosciente partecipazione alla lotta, che ci vede impegnati alla conquista del comune contratto nazionale di lavoro. Non è formalità, ne retorica, ma è un giusto riconoscimento al primo grande passo che voi impiegati e tecnici avete fatto. E' noto a tutti noi quanto siate strumentalizzati ed adoperati dalla nostra direzione come strumento di constrasto con la classe operaia, alfine di spostare su falsi binari gli obbiettivi per cui lottiamo.
La nostra direzione operando con pieno arbitrio su fattori essenziali del rapporto di lavoro (retribuzione, carriera, aumento di merito, inquadramento professionale, ecc.) rende la vostra categoria paurosa, impedendone ogni tentativo di ribellione e la partecipazione alle lotte contrattuali. Ma vi siete mai chiesti il perchè di questo? Senz'altro, oltre a fattori esterni che hanno la loro notevole importanza, la mancanza di discussione sui problemi reali esistenti nella vostra categoria, l'apatia a questa discussione e quindi l'immediata presa di cosienza di questi problemi, la mancanza finora alle lotte sindacali e la mancanza completa d'attività degli impiegati e tecnici nel sinduéto, non solo ha reso possibile questa presa di pipzione della nostra direzione, ma ha dato adito ad essa di prendere decisioni unilaterali che tendono sempre più a sminuire il valore dell'impiegato e del tecnico, facendolo divenire sempre più uno « strumento » per la propria politica. La piattaforma rivendicativa contempla la « Contrattazione integrativa ». Cosa significa cio? Vuol dire porre fine a quella politica discriminatoria finora portata avanti dalla direzione. Vuol dire « contrattare » per tutti equamente il salario, gli aumenti di merito, la carriera, ecc.
Da ciò appare evidente quanto siano false e provocatorie le voci che tendano a far apparire questo rinnovo di contratto come il contratto degli operai. Oltre alla piattaforma rivendicativa comune, le singole richieste per gli impiegati e tecnici portate qui a fianco sono le più chiara smentita a queste falsità. Ed è per gaesto che voi impiegati e tecnici, giovani ed anziani dovete essere sempre al nostro fianco per la diW dei diritti già acquisiti e per la conquista di nuoiritti che diano alla vostra categoria un nuovo e moderno rapporto di lavoro. Pochi, circa il 6%, erano i ci e gl'impiegati che avevano iniziato la lotta fianc a fianco con gli operai. Con l'aiuto deciso e comaritto degli operai la vostra partecipazione si è fatta via via sempre più numerosa fino a raggiungere 1'85 90%. Questo primo positivo passo deve essere l'ini-
Estensione della CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA con particolare riferimento agli orari di lavoro, alle qualifiche ed agli organici aziendali, alla formazione professionale e alle iniziative di carattere sociale, culturale e tecnico-scientifico, al controllo sindacale preventivo delle modifiche tecnico-organizzative della produzione (come ad esempio il fenomeno dei trasferimenti », del « cumulo delle mansioni » e dei « ritmi di lavoro »), al consolidamento dei premi di produzione.
Affermazione dei DIRITTI SINDACALI all'interno delle Aziende.
Introduzione di una UNICA CLASSIFICAZIONE DELLE PRESTAZIONI LAVORATIVE, fondata sulla valorizzazione
zio per un nuovo rapporto fra impiegati e direzione. Un rapporto basato sulla coscienza che gl'impiegati ed i tecnici hanno acquisito in questa fase di lotta e che ora tramutano in un'unica decisa volontà di dire alla direzione « basta » con la discriminazione, vogliamo « contrattare » ogni singolo organico del nostre rapporto di lavoro. Per questo è necessario che discutiate, dibattete fra di voi i vostri singoli problemi reali esistenti nell'azienda, sostenendo la vostra piattaforma rivendicativa contrattuale. Questo sarà un'ulteriore dimostrazione di una nuova coscienza e questa spinta in avanti non deve essere fermata. Ma è necessario comprende che la capacità ed il contributo che ognuno darà si qualifica e vale di più se confluisce in uno strumento collettivo che lo valorizzi e lo porti a livelli più avanzati. Questo strumento è il « sindacato ». Il sindacato è il momento d'incontro dei lavoratori che ricchi di una propria esperienza comprendano la necessità di trovare collettivamente le soluzioni più giuste da darsi ai molteplici problemi esistenti. Non basta però avere la tessera, bisogna assumere delle responsabilità nella sua direzione, perchè è così che si impara a dirigere. Saper dirigere — insieme con gli altri — è il grado più alto di coscienza d sè e coilettiva. L'ottusa intransigenza con cui la Confindustria e l'Intersind dicevano no ad ogni forma di trattativa è stata sconfitta dalla cosciente lotta che unitariamente operai, impiegati, tecnici hanno condotto. La prima vittoria è stata l'aver costretto la Confindustria e l'Intersind a stabilire le date di trattative prive di ogni pregiudiziale non inerente alla piattaforma rivendicativa. Questo positivo risultato è dato oltre che dalla coscente e decisa lotta degli operai anche dalla partecipazione a questa lotta di elevate percentuali di impiegati e tecnici. E' per questa esperienza, e per far si che le trattative abbiano esito positivo, soddisfando le reali esigenze ché il proc-iresso e la vita impone, che gl'impiegati ed i tecnici della GTE s'organizzino, entrino negli organismi aziendali, sindacali, portando il loro valido contributo. L'unità raggiunta fra onerai, tecnici, impiegati deve andare avanti, consolidarsi sempre più, pronti a stroncare con la lotta sul nascere qualsiasi provocazione e qualsiasi tentativo venga in atto dalla Confindustria e l'Intersind per sviare su falsi binari le trattative in corso. L'unità fra operai, impiegati e tecnici e la nuova coscienza che la categoria impiegatizia ha acquisito, sono la reale certezza per porre fine alla discriminazione e per stabilire un nuovo rapporto di lavoro che salvaguardi la dinnità, la libertà, e l'incolumità di tutta le maestranze della G.T.E.
delle capacità professionali di ogni lavoratore (esperienzaabilità - cultura - diplomi e lauree), sul diritto alla CARRIERA e sul superamento delle differenze NORMATIVE OPERALIMPIPGATI.
Riduzione dell'ORARIO DI LAVORO in relazione alle caratteristiche tecnologiche settoriali.
O Modifiche alle TABELLE RETRIBUTIVE adeguandole al costo della vita, alle esigenze civili dei lavoratori e, per i tecnici e gli impiegati in modo specifico, LA DETERMINAZIONE DEI CRITERI GENERALI PER L'ASSEGNAZIONE DEGLI AUMENTI DI MERITO e le relative procedure di applicazione e contestazione (eliminazione di ogni elemento anti-sciopero » e anti-sindacale »; contrattazione, a livello aziendale, delle condizioni idonee a favorire l'AGGIORNAMENTO tecnico-scientilico degli impiegati.
dica il ruolo dell'impresa pubblica, raggiungendo finalmente una reale sicurezza sociale. Per quanto ri-
guarda l'agitazione dei medici. puntualizziamo quanto
segue:
1) Esso non è un fatto occasionale. riveste piuttosto fra i due litiganti il lavoratore paga caratteristiche croniche, per la mancanza di una normativa nei rapporti tra i medici ed Enti erogali contrasto delineatosi tra medici e le mutue ha tori d'assistenza; messo in luce, gravando soprattutto sui lavoratori
2) Non possiamo condividere la forma scelta dai meche sono costretti a pagarsi il medico dopo aver sbor- dici per l'agitazione: sato per tanti anni quattrini, le gravissime deficienze
3) Riteniamo necessario un nuovo rapporto che s'indel sistema assistenziale italiano. Diversi possono es- serisca in una nuova visione dell'assistenza, sere gli apprezzamenti sulle rivendicazioni dei medi-
4) Non condividiamo il corporativismo medioevale ci e sulle forme scelte per portare avanti le richieste che caratterizza la professione medica, così come ma ciò che soprattutto è risultato evidente che il siste- viene presentata dall'Ordine dei Medici; ma attuale è assolutamente sorpassato; infatti non ga-
5) II movimento operaio può condividere le rivendicarantisce i lavoratori, determina insoddisfazioni tra i zioni dei medici, qualora s'inquadrino in una tramedici, crea situazioni di reddito paradossale per un sformazione dell'assistenza tale per cui i! primo largo numero di questi, e permette un profitto eccezio- beneficiario sia l'assistito. nate alle industrie farmaceutiche.
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I Quanto sia oggi più che mai necessaria una « bat-
L'Italia necessita di una nuova strutturazione della I assistenza, che deve trasformarsi in Sicurezza Sociataglia » per trasformare la RAI-TV in un autentico serle per tutti i cittadini. I lavoratori, cioè i più immediavizio pubblico è dimostrato dalla realtà odierna. Da mente toccati dalla situazione attuale, devono essere mesi i metallurgici si trovano in lotta per il rinnovo elementi d'avanguardia nella rivendicazione di questo del contratto di lavoro, ma sembra che ciò nor,..L nia A nuovo regime, che possa creare le premesse di una
I ancora stato avvertito dai dirigenti della RAI-TVMPon 1 reale assistenza e prevenzione delle malattie, sia couna parola è stata detta sulle lotte dei metallurgici muni che da lavoro. Rivendichiamo che le attuali strut- A e sugli interventi brutali della polizia, che si sono riture sanitarie rientrino in un unico grande Ente Na-
1 petuti, sia pure in maniera più o meno massiccia e zìonaie articolato in quattro settori: brutale, in diverse città. Ancora una volta, e ciò non Economico finanziario;
1 ci meraviglia molto, la RAI-TV si è « accecata » per non Assistente e profilattico;
1 dar fastidio alla Confindustria e all'Intersind: ha abOspedaliero; dicato alla sua funzione di strumento d'informazione, Farmaceutico.
I pur sapendo (chè certo, non può ignorarlo) che tra Questo Ente in un regime di Sicurezza Sociale de-
l il suo pubblico ci sono migliaia e migliaia di operai, ve garantire: impiegati, impiegati, tecnici che in prma persona vivono gli av Assistenza medica a tutti i cittadini;
1 venimenti di cui la RAI-TV tace. Nemmeno il fatto che Assistenza economica nei casi di malattia e d'in-
1 la lotta sia unitaria, condotta da tutte le organizzazioni i ' ortunio;
i sindacali, ha vinto la reticenza dei responsabili della 1 Sistema economico nei casi di malattia e din- I RAI-TV: essi, evidentemente, sanno che debbono rifortunio; ispondere del loro operato « in alto » e non dinnanzi ai I
3) Sistema ospedaliero adeguato allo sviluppo della I sindacati e dal pubblico. La tradizione e l'attuale strut- 1 collettività nazionale; tura dell'ente radiotelevisivo li porta a conclqiere
5) Assistenza farmaceutica gratuita a tutti. così. Così viene buttata a mare ogni riforma, pA,vi- I Per organizzare un tale sistema di Sicurezza So tare di rendere i notiziari più aderenti alla realtà del cime l'Ente deve possedere caratteristiche statutarie Paese; dinnanzi a una questione che interessa Ladil9n- I particolari. A tale fine si rendono necessarie trasfor- dizione operaia sono taciuti e quindi sembra nd111Psia mazioni di fondo nell'atuale struttura mutualistica e possibile far altro che dire « ascoltare e tacere ». Queinterventi pubblici. In particolare: sta è ancor oggi la RAI-TV per chi nei giorni scorsi, Unificare tutti gli Enti mutualistici. i per qualche spiraglio di verità apertosi, lo avesse di- i Rendere pubblica l'industria farmaceutica. Si pen- i menticato, si ricreda. Questo stato di fatto oltre ad si che l'INAM soltanto spende 227 miliardi annui avere la nostra condanna, deve mutare. per i medicinali, si pensi ancora che alcuni prodotti Dov'è la democrazia di cui moltissimi ministri e di largo consumo, per esempio gli antibiotici, nelle Ionorevoli si riempiono molto spesso la « bocca ». Noi i confezioni in vendita contengono in materia un valore L. diamo il nostro contributo alla RAI-TV ed esigiamo 1 al prezzo 30-40, mentre vengono messi in vendita
i di L. 820.
i che essa sia un autentico servizio pubblico e non di parte. Ciò, evidentemente, pare non «calzi a pennello»
i con le direttive governative e del padronato italiano, i ed i loro patrimoni, togliendoli così a quella forma
L'unico grande Ente deputato alla Sicurezza Sociale deve inglobare tutti gli ospedali esistenti
) che fanno della RAI-TV un loro mezzo discriminato di a di sfruttamento politico che il sottogoverno appli-
1 propaganda, falsificano e modificano la reale situazio- I ca continuamente. ne politico-sindacale esistente oggi in Italia. A queSulla base di questi interventi, schematici qui e-
i sto, che è un fatto reale e significativo del « marciu- I spressi, è possibile avviare uno sviluppo adeguato
i me »delle strutture con cui s'intende portare avanti per l'assistenza sanitaria. nel progresso la società italiana, dobbiamo opporre
I lavoratori pertanto devono entrare come soggetti
1 sità della RAI-TV.
I la nostra forza e volontà di vero progresso democratiattivi nella rivendicazione della linea rapidamente tracco. Raccogliamo firme, petizioni, inviamo ordini del ciata. Rivendicando una nuova struttura dell'assistengiorno, telegrammi di denuncia e condanna alla fazioza, si rivendica un aumento del salario reale, si riveni
questi ultimi mesi due fatti importanti e positivi sono maturati nella fabbrica. Fatti che per la loro positività aprono certamente nuove prospettive per tutte le maestranze. Il primo di questi tatti è l'unità sempre più salda e concreta che va mutuando fra le organizzazioni sindacali di fabbrica. Noi della FIOM ci siamo sempre adoperati affinchè questa unità d'azione e comune volontà di progresso, che aveva portato le organizzazioni sindacali alla compilazione di una piattaforma unitaria, atto la cui importanza è data dalla realtà dei tatti e come il padronato :`diano ,privato e pubblico, abbia incassato il colpo, quest'unità — dicevamo — entrasse anche nella nostra fabbrica. Così per la formazione di questa unità che non tosse solo formale ma fattiva, chiedevamo il vostro voto nelle ultime votazioni di CI. II largo consenso avuto dalla FIOM ed il vostro sempre più valido contributo, ha permesso che il discorso dell'unità prendesse via via de e raggiungesse quella omogeneità che oggi è sicura garanzia per il progresso, l'avanzamento e la conquista di nuovi rapporti di lavoro per tutte le stranze. Non per questo oggi il lavoro e Io storzo compiuto può considerarsi ultimato. E' stato compiuto u nprimo importante passo. Occorre andare avanti. Il discorso dell'unità, affinchè questa non sia solo un fatto strumentale determinato oggettivamente dalla realtà odierna, deve svilupparsi sempre più fra tutti i lavoratori operai, impiegati, tecnici, per concretizzarsi in un'unica grande volontà, di difesa a tutela dei diritti normativi e salariali già conquistati e di volonttà di conquista di nuovi e moderni rapporti di lavoro. Unità d'azione sempre più fattiva, perchè solo con l'unità nella lotta e solo con la lotta i lavoratori, conquistano quei miglioramenti nominativi e salariali, che il progresso impone alla società e che essa non sa dare, se non costretta dalla lotta della classe operaia. E' una delle tante « contraddizioni » del capitalismo, che solo se sarà dato alla classe operaia più potere, potranno essere mutate nell'interesse di tutti gli strati sociali.
Tutti i contrasti, i pregiudizi, le ideologie politiche devono essere superate, solo la volontà di ricerca di nuove vie e niinvi meni oer mioliorare le condizioni
di vita e di lavoro ci deve guidare. Con più si svilupperà questo discorso fra i lavoratori e con più tutti insieme ci adopereremo, questo impegno non rimarrà tale e strumentale, ma avrà quel seguito fattivo che è la certezza di conquista di nuovi e più moderni rapporti di vita e lavoro. E' innegabile che questo discorso e questo è una prova reale, di quanto esso sia necessaria ha dato un primo risultato, che è il secondo fatto positivo maturato nella nostra azienda.
Oggi, con noi, impegnati nella lotta per !a risoluzione della vertenza contrattuale, troviamo anche impiegati e tecnici, in percentuali che oscillano dall'80 al 90 per cento. Ciò senza dubbio è un fatto positivo, e di ciò ne parliamo in un altro articolo, ma quello che è necessario sottolineare ora è i: contributo che l'unità fattiva degli operai ha dato a far sì che gli impiegati e tecnici si ponessero -alcuni interrogativi che sviluppati e discussi hanno permesso loro di prendere via via coscienza della giustezza della lotta in corse, delle loro stesse condizioni di vita e lavoro e della necessità che uscissero da quella campana di vetro fatta di discriminazioni, con cui la nostra direzione tiene assoggetata e strumentalizzata !a classe impiegatizia. E' compito nostro aprire un serio dibattito unitario e concreto con gli impiegati ed i tecnici, rinsaldare sempre più i legami, coscienti che oggi ci troviamo tutti su uno stesso piano. Ciò ci sarà più facile e certamente porterà più concreti risultati che da ambo le parti si lasceranno cadere pregiudizi ed attriti. differenziazioni di classe che non hanno diritto d'esistere. Solo così avremo un leale incontro e dibattito sui problemi reali esistenti nell'azienda ed insieme troveremo certamente i mezzi per arrivare a porre a questi problemi soluzioni concrete.
Se veramente ognuno di noi crede in ouesta unità e nella sua validità come unico ed indispensabile strumento reale per il progresso e l'avanzamento di tutta la classe, operaia, ognuno di noi — privo di strumentalismo — deve dare il suo più valido contributo affinché gli organismi sindacali aziendali rinsaldino sempre più l'unità d'azione formando un organismo omogeneo, compatto per la tutela e difesa dei diritti tutte le maestranze
aie Gilardi, capo dell'ufficio meccanografico, il airone 2-E-1966 si presentava con baldanza all'entrata. fabbrica alla guida della propria automobile.
rioolneiva alcune frasi poco onnortune all'indin:n:o degli operai in sciopero che sostavano fuori della abbrica. Non soddisfatto di questo, mentre alcuni operai spiegavano i motivi peri quali si trovavano da diverse iornpo in lotta, e del perchè anche gli impiegati hanno dovere di essere al loro fianco, con un gesto u mai provocatorio ed inaspettato il Gilardi balsuifa propria macchina estraendo dal « cassetti, laterale una macchina fotogratica, e scattava in provocatorio ed irresponsabile alcune foto agli iPerei presi:alti, quindi avviando i'automobile tentava ttaveigere gii operai stessi, l'immediata reazione operai, calmava i bollenti spiriti del sig. Giiardi, he nella manovra aveva « Parcheggiato » la propria uni sul piede di un carabiniere. R'tirato il rullino fotografico, dopo molti richiami. otiò necessari per io stato ipnotico in cui sembrava cadotra ai riusciva a fargli cambiare la zona di parcheg_,. olio,L'atto provocatorio di costui oltre ad essere con_ :i4nriato úa tutti deve essere un severo monito alla '-•nbietita Jirezicne sd a tutti coloro che consciamente inconsciamente si prestano al giuoco della stessa. Le maestranze operaie ed impiegate respingeranno e troncheranno sui nascere qualsiasi atto provocatorio venga messo in atto. Siamo consci dell'impotenza e della giustezza della lotta in corso. Siamo 'decisi ad andare avanti sempre più uniti e compatti fino alla nquista del contratto. Nulla potrà mai distoglierci egli obiettivi che ci siamo prefissi. Combattiamo nella' legalità ed in nome della Costituzione.
Da questi binari non usciremo. Questo è bene che nii;inostra direzione !o tenga sempre ben presente e lo tengano ancor più presente coloro che volessero imitare tali « dimostrazioni »i
venga programmato il Film. questi gaiantuomini sotto la sagace e miiitaresca regia della Generai Telephon Electric come « robot » stanno recitando la loro parte comica nei reparti della « moderna fabbrica » GT e E di Cassiria de Pecchi.
Inconsciamente tentano di screditare i responsabili sindacali aziendali, i più attivi e coloro che in prima fila difendono i diritti acquisiti con dure lotte ed enormi sacrifici in questi ultimi anni dalla classe operaia. Le trovate e le barzellette che vengono raccontate sulle organizzazioni sindacali e sui responsabili di fabbrica cadono nel ridicolo per l'inconsistenza e la falsità delle argomentazioni portate. Sono solo pro vocazioni e tentativi di dividere l'unità di lotta esistente che dimostrano quanto più Ursus ed i Leoni della GT e E, sono diventati m90-' I e privi di ogni dì' i oliamo solo dire due parole. La triste epoca ídbi,...,,,..i è stata sconfitta. La classe operaia è sempre vigile ed attenta. Al di fuori delle» sbarre » dell'azienda esiste una società dove, nei suoi limiti, esiste in democrazia e libertà. Ebbene, questa società saprà giudicare l'operate della troupe «Ursus ed i leoni della GT e E » ed assegnerà ad ognuno di essi il posto che il modo di agire di ognuno di essi, avrà acquisito. Per ore le maesAinze della GT e E hanno racchiuso questa troupe n fattoria « SPAZZA CAMPAGNA » di nuova costruzione, isolata dal mondo civile, avendo essi dato la giusta valutazione all'operato fin out svelto da detta troupe e restando sempre vigile per stroncare sul nascere qualsiasi provocazione o presa •di posizione atte a discriminare le maestranze operaie-impiegatizie unite in nuesto braccio di ferro con « gli uitras a della Confindustria. Ciò sia di monito e condanna a tutti coloro che consciamente o inconsciamente volessero agore garsi a dette troupe o diano adito a questa azione fanista e provocatoria.
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Operai, impiegati, tecnici iscritti o simpatizzanti della FIOM, ci rivolgiamo ancora una volta a voi, certi del ' ivostro aiuto. Gli organismi sindacali di fabbrica, dopo un approfondito 'esame della situazione finanziaria della S.S.A. sono giunti alla determinazioneAL lanciare una sonoscrizione per la « STAMPA-FIW •.
! Coscienti che già innumerevoli e duri sono i sacriifici che insieme sosteniamo in questa battagidwontrattuale, dovuti all'ostinata intransigenza deilMonjindustria, vi chiediamo d'unirvi a noi in questo nuo've grande sacrificio, onde dare i mezzi necessari per il sostenere l'unico meZzoid'informazione che gli organismi sindacali aziendali hanno, la stampa. Per com;battere ie falsità e distorsioni che il padronato, tramite gli innumerevoli mezzi che con • la grana » può avere o procuarsi, Radio, Televisione, giornali; mentre
:'Vogliamo richiamare l'attenzione li tutte ;e maestranze: operai, impiegati. tecnici, sulla « troupe » cinematografica allestita per la programmazione dei film « Ursus e di leoni della GT e E ». in attesa che
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noi abbiamo ia soia volontà di sacrificio d'ognuno di noi e la nostra collaborazione alla compilazione di volantini, giornaletti aziendali, manifesti ecc. Ma, è ben ìcomprensibile a tutti, che oltre a ciò è indispensabile! avere i mezzi finanziari per sostenere ie spese per : portare a termine questo lavoro. Il sindacato siamo tutti noi iscritti e simpatizzanti. è aiusto quindi che p ognuno di noi contribuisca ai suo finanziamento. Oggi occorrono nuovi e più moderni mezzi per battere il padronato ed è per questo che chiediamo il vostro con-' tributo certi della -vostra collaborazione v'invitiamo a i
dare il vostro contributo ai membri di Cl-FIOM eo agii'
attivisti sindacali FIOM-SSA.