PER UN NUOVO GOVERNO REDA ZIONE AMMINIS1 RAZIONE Bastioni Vigentina, 38 (presso
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Anno V • N. 12 25 GIUGNO 1955
PERIODICO QUINDICINALE DEI LAVORATORI DELL'A.T.M. - MILANO
Al Presidente della Repubblica Italiana. La Segreteria delle C. I. interprete dei sentimenti dei 12.000 dipendenti dell'ATM di Milano auspica che a presiedere il nuovo Governo venga designato un uomo che tenga conto delle aspirazioni della classe lavoratrice. F.to: Ferrari - Bocchiola Tarlarini - Castelnuovo Ardemagni.
Per sbloccare l'immobilismo dell'ATM nei confronti delle rivendicazioni dei lavoratori
TUTTE I_E CAT[GORI[ IN A Gli. A LIONE elude la trattativa sulle questioni di fondo - I lavoratori non possono attendere Da mesi oltre - L'A.T.M. è responsabile degli eventuali disagi che potrebbero derivare per la cittadinanza.
decisiou dalie C. i. I Segretari delle Commissioni Interne hanno deciso di riunire in un documento tutte le maggiori e più urgenti rivendicazioni per divulgarle fra i lavoratori. Contemporaneamente saranno indette grandi assemblee nei più importanti depositi per far decidere ai lavoratori stessi le forme di lotta per la realizzazione delle rivendicazioni presentate. Saranno inoltre inviate delegazioni dal Presidente On. Marazza e dal Sindaco Prof. Ferrari per illustrar loro il malcontento dei tranvieri ed invitarli ad intervenire presso la Direzione dell'Azienda. Verrà inoltre indetta una prima grande manifestazione a scopo dimostrativo per i primi giorni del mese di luglio nel caso che tutti i tentativi pacifici non abbiano portato a nesrisultato. sun concreto
una più ampia Molto si parla da parte del dirigenti aziendali. sulla neees.l.i, di collaborazione da parte delle Commissioni Interne, e quindi del personale, nei riguardi della nuova politica che da oltre due anni la Direzione sta attuando, politica che tutti i lavoratori conoscono per esperienza diretta. Troppo lungo sarebbe entrare nel merito. E' solo necessario chiarire' una cosa: che da parte aziendale si pretenderebbe che le Commissioni Interne fossero sempre disposte ad accettare i punti di vista direzionali senza mai obiettare nulla: sempre pronte a dare senza mai nulla chiedere. E' superfluo sottolineare che le Commissioni Interne sono elette dai lavoratori con il compito specifico di far rispettare gli accordi, di esaminare con la Direzione i loro desiderata circa gli schemi di regolamenti interni, di formulare proposte per il miglior andamento dei servizi aziendali, ecc. E tutto questo in uno spirito di collaborazione e di reciproca comprensione fra il personale e la Direzione. E' quindi chiaro che le Commissioni
Intere sono nel rispetto di queste norme, mentre non lo è la Direzione che pretenderebbe la collaborazione del personale, senza però avere un minimo di comprensione in merito ai problemi che attualmente interessano i lavoratori. Le richieste più importanti avanzate che attendono una soluzione, e delle quali si parla più diffusamente in altri articoli del giornale, sono: Tabelle di in -quadramento con l'istituzione delle nuove qualifiche di bigliettario scelto, di guidatore scelto, di collettore agli incassi, di operaio provetto, di segretario capo, di capo movimento, ecc.; il ripristino della Commissione Assunzioni; il regolamento per la Consulta Di-
1,i2.1•Iinare, il regolamento delle promozioni; la regolamentazione dei cottimi; la regolamentazione degli orari e dei turni del servizio automobilistico; il rispetto dell'Accordo Orari e la revisione immediata delle percorrenze estive e il miglioramento di alcuni istituti per gli impiegati. A queste giuste richieste la Direzione, sempre pronta a chiedere la collaborazione del personale ma mai disposta a ricambiarla ha sinora contrapposto il ',uo vedremo, esamineremo, fiaremq, senza però concretizzare la sua posizione in merito. Solo ultimamente lo ha fatto, ma per rispondere con un secco no per quanto riguarda la Commissione Assunzioni e per la regolamentazione degli orari automobilistici. E' quindi chiaro ormai che per realizzare le richieste avanzate non rimane ormai che una sola via: quella della agitazione, della lotta unitaria di tutti i lavoratori dell'ATM.
Estremamente pericoloso lavorare con le percorrenze attuali
Non preoccupa la Direzione l'incolumità dei passeggeri e dei lavoratori Non si può nel 1955 far marciare i tram con le velocità del 1948 - Si è supplito alla mancanza di personale e alle aumentate esigenze di trasporto della cittadinanza accentrando lo sfruttamento dei lavoratori senza apportare alcun miglioramento al servizio. Gli orari estivi 1955 sono entrati in vigore. Purtroppo non si è riuscito ad ottenere la consegna delle tabelle di marcia unitamente ai fogli orari. La tabella di marcia avrebbe dovuto servire per effettuare un controllo più accurato degli orari per quanto riguarda i tempi di percorrenza assegnata quella assegnata dai capolinea ai cambi, i tempi di sosta ai capolinea fra una corsa e l'altra, ecc. Tutto questo per avere la sicurezza che l'accordo orari era rispettato non soltanto in modo formale ma nella sua sostanza. Vale a dire se le cifre segnate sui fogli orari corrispondevano a quelle delle tabelle di marcia. Era giusto pretendere le tabelle? I fatti si incaricheranno di dare la risposta. Il fatto più grave è risultato essere l'intensificazione del ritmo di lavoro. Così come nelle fabbriche il padrone eccellere il ritmo della catena di produzione, taglia i tempi del cottimo per sfruttare maggiormente il lavo-
ratore e aumentare i suoi profitti, nella nostra azienda si fa girare più velocemente le vetture per sfruttare maggiormente i tranvieri facendo pesare su di essi il pareggio di bilancio: si esonera il personale, non se ne assume e al restante si fa fare anche il lavoro di chi è stato mandato via. Uno dei sistemi usati è stato quello di diminuire i tempi di sosta al capolinea fra una corsa e l'altra. Queste riduzioni di percorrenze e di soste ai capolinea permettono di far compiere i medesimi giri alle vetture in un tempo più breve, consentendo il risparmio di personale. E ancora altre questioni vi sono come quella di dare dall'uscita dalla rimessa al capolirlea X minuti e darne uno in meno al rientro e ciò malgrado il fatto che al rientro la vettura perde più tempo dovendo seguire quella in servizio. Da questo il perchè la maggioranza delle vetture rientra con note-
voli ritardi sull'orario di cedola. Così come corse sussidiarie le vetture che effettuano su altre linee rientrano in deposito con ritardi di 7-11 minuti. Ma la questione di fondo la più importante, rimane quella della inadeguatezza delle percorrenze che sono ancora quelle del 1948. E che esse siano inadeguate lo dimostra lo esempio della linea 6. I rilievi effettuati per gli orari invernali hanno dimostrato l'inadeguatezza della percorrenza. Infatti si è concordato per gli orari invernali quanto segue: dalle ore 7 alle ore 9 aumentare la percorrenza da 61 minuti a 64 dalle ore 9 alle ore 17 aumentare la percorrenza da 58 minuti a 59 dalle ore 17 alle ore 20 aumentare la percorrenza da 61 minuti a 64. Orbene malgrado questo e nonostante che in Corso Sempione siano entrati in funzione altri due semafori, dopo che furono effet-
tuati i rilievi, le percorrenze sono state ulteriormente ridotte per gli orari estivi dando: dalle 7 alle 9, 58 minuti; dalle 9 alle 17, 54 minuti; dalle 17 alle 20, 58 minuti. Di conseguenza la Direzione consapevolmente costringe i guidatori a violare le norme regolamentari di guida e di viabilità per rispettare la tabella di marcia, norme senza le quali non vi può essere nè sicurezza del servizio, nè la salvaguardia dell'incolumità fisica e del personale e dei passeggeri. E' per queste ragioni che le Commissioni Interne richiedono che siano immediatamente aumentati le percorrenze estive di due minuti negli orari di punta e di 4 minuti negli orari non di punta e che siano assegnati i prescritti 3 minuti di sosta ad ogni capolinea. Solo così saranno salvaguardati i diritti dei lavoratori, che non vogliono essere considerati delle macchine, e dei cittadini, che hanno il diritto di avere un servizo più efficiente e sicuro. Per realizzare questi obiettivi i tranvieri si batteranno. MARIO FUSETTI
Monopolio
e
Municipalizzata Le forze che sostengono il monopolio, le forze che per concezione economica e politica sono nemici irriducibili della Municipalizzata, in questi ultimi tempi hanno scatenato una vasta campagna di calunnie contro la Municipalizzata dei trasporti. L'obbiettivo che i i, procuratori dell'Edison » vogliono raggiungere, è molto chiaro, è quello di determinare un senso di sfiducia verso la Municipalizzata, per giustificare con ciò la necessità di non concedere alla stessa i necessari finanziamenti per il suo rinnovamento. Il monopolio vive e prospera alla sola condizione che tutte le possibilità finanziarie siano indirizzate a soddisfare i suoi bisogni speculativi. Per il monopolio il Governo, la Provincia, il Comune devono limitarsi a raggranellare il danaro pubblico e destinare lo stesso al monopolio sotto forma di sussidi, di prestiti vantaggiosi, di finanziamenti senza rimborso, ecc. Il solo fatto di prospettare la possibilità che il danaro pubblico sia destinato a finanziare le opere necessarie per il miglioramento dei servizi gestiti dall'ATM fa perdere le staffe al monopolio e agli uomini del monopolio, i quali sono ben decisi, usando ogni forma di pressione, a non permettere il finanziamento della Municipalizzata. Il monopolio non intende tollerare che si instauri il principio che la Provincia e il Governo, destinano, come sarebbe loro preciso dovere e compito, il danaro pubblico a finanziare inziative di carattere pubblico. Ben 13 miliardi sono già stati stanziati. E' inutile sottolineare che i 13 miliardi sono finiti nelle mani del monopolio, che alle Municipalizzate nulla è stato concesso. Per l'assegnazione dei rimanenti 5 miliardi è aperta una vasta lotta per avere la precedenza. L'ATM, in base alla legge 1221 dell'agosto 1952, come tale non ha diritto ai benefici previsti dalla Legge, in quanto la stessa esclude le municipalizzate. La Legge, però, prevede, oltre che per i concessionari privati, anche per i Consorzi. L'ATM Milano che dal 1939 gestisce i servizi interurbani dell'ex Stel (Edison ), la quale li ha abbandonati in uno stato di estrema arretratezza, avrebbe tutti i diritti di godere dei benefici previsti dalla Legge per il rammogestisce drenamento. L'ATM di Milano infatti circa un terzo della intiera rete nazionale dei trasporti interurbani. Il Comune di Milano, (l'ATM), non può come tale avanzare richiesta di ottenere il contri-
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