SETTORE ELETTROMECCANICO
Bollettino delle aziende del settore dell' elettrotermomeccanich pesante
Per una nuova politica di settore che ne garantisca lo sviluppo e l'occupazione
I problemi dell'elettromeccanica pesante , gli obiettivi che il sindacato si propone di realizzare, sono da tempo oggetto di discussione e di dibattito tra i lavoratori del settore .
Le novità di questa azione sindacale e le difficoltà che ne conseguono per sensibilizzare i lavoratori, impongono di precisare ancora una volta quali siano i termini del problema.
(.;'UALE E' LA SITUAZIONE DEL SETTORE ?
Occorre brevemente premettere che il settore di cui ci occupiamo è di
importanza fondamentale per lo sviluppo industriale di qualsiasi paese .
L'approvvigionamento di energia elettrica e , in futuro di quella nucleare sono infatti alla base di una industria competitiva e solida .
La produzione di energia richiede naturalmente che le aziende produttrici di beni strumentali ( turbine, caldaie, trasformatori ecc;;;) abbiano una solida struttura produttiva e una capacità finanziaria non indifferente per far fronte alla ricerca e alla progettazione dei nuovi modelli richiesti dal mercato . GIOVEDI 4 MARZO 1971 dalle ore 9 alle ore 12
Gia da tempo i paesi industrializzati hanno provveduto a potenziare e sviluppare questo settore concentrando e coordinando le varie produzioni .
Con ciò non vogliamo dire che le concentrazioni rappresentino la soluzione migliore in assoluto, o che esse servano per inseguire gli altri paesi europei, m a diciamo che esse rappresentano una risposta alla situazione di incertezza, di instabilità che caratterizza le nostre aziende .
Dopo questa breve premessa vediamo nei particolari le condizioni delle nostre. industrie :
Partecipazioni Statali :
Le aziende a pp. ss. sono 5 . Quattro di esse, fanno capo alla Finmeccanica ( Asgen, Breda C. M. , Alce,Ocrep ) e una ( Breda Termo ) alla EFIM.
I dipendenti di queste aziende costituiscono il 30% circa dei dipendenti di tutto il settore .
La storia di questo gruppo di aziende putroppo è ricca solo di gestioni passive, di investimenti insufficienti e di scarse capacità imprenditoriali .
Negli ultimi anni sono state tentate delle ristrutturazioni in queste aziende .
Gli esiti sono stati sempre negativi non solo sul piano tecnico , ma soprattutto su quello occupazionale e dellk dequalificazioni.
i lavoratori dell'A sgen e della Breda ne sanno qualcosa .
Aziende Private :
Queste costituiscono la maggioranza delle aziende del settore, ma oltre ad essere di varie dimensioni sono scoordinate tra di loro a parte qualche eccezzione .
Le situazioni produttive e finanziarie non sempre sono felici, e comunque estremamente insicure sono le prospettive .
Alcuni esempi : la Pellizzari ha chiuso per fallimento, la C. G. E. sta per.chiudere un reparto e si prevedono difficoltà per altri reparti, alla Riva C. un reparto è rimasto senza lavoro, la TEL di Legnano cerca un acquirente a causa di difficoltà finanziarie, la Tosi e
la Marelli sono tuttora prese di mira dalla Westinghouse .
Licenze e Brevetti.
La subordinazione alla ricerca e alla progettazione dei maggiori gruppi esteri è piuttosto pesante .
Quasi il 90% dei prodotti del settore viene costruito su licenza estera, soprattutto americana .
Il costo delle licenze si aggira sui 10 miliardi annui . Ma al costo finanziario bisogna aggiungere altri costi difficilmente misurabili come ad es. i vincoli commerciali che gli stranieri ci imponono .
L' ENEL
L'ENEL in questa vertenza ha un ruolo determinante .
La maggior parte dei beni prodotti nel settore è infatti destinata all'ENEL che perciò rappresenta il cliente più importante e in alcuni casi il cliente esclusivo .
Questa situazione ha permesso all'ENELdi imporre le proprie condizioni alle aziende elettromeccaniche.
Ma quale è in particolare la politica seuita dall'ENEL ?
Vediamone le caratteristiche principali :
L'Enel fraziona le commesse fra le varie aziende produttrici impedendo alle stesse di realizzare situazioni produttive convenienti ;
Imporre alle aziende i propri progetti senza mai discuterli con gli uffici di ricerca delle aziende stesse, che scoordinate come sono non hanno le forze per opporsi ;
Infine, quando le commesse hanno caratteristiche nuove per il mercato italiano chiede le garanzie degli americani che vendono la licenza e impedisce di fatto un'autonomia sul piano tecnologico .
In poche parole l'ENEL che è un ente pubblico, statale, non ha fatto nulla ner creare delle strutture di ricerca e di progettazione che fossero indipendenti dall' estero.
L'Enel cioè , che ne ha gli strumenti non solo non promuove e non stimola la
ricerca presso le aziende, ma non utilizza neanche i propri centri di ricerca e progettazione e i suoi dipendenti si limitano a copiare i progetti americani .
L'Enel non si pone il problema della autonomia tecnologica, ma preferisce comprare sul sicuro facendosi garantire dai licenzianti americani i prodotti delle ditte italiane .
VOGLIAMO UN PIANO NAZIONALE
Se le cose continuano così, l'Enel ( che è l'unico o il più importante cliente delle industrie termo-elettromeccaniche ) e i padroni faranno pagare ai lavoratori e a tutto il Paese, la loro incapacità di non sapere guardare al di là del loro naso .
La loro regola è "vivere alla giornata", aspettando che la Westinghouse e la G eneral Eletric decidano quali impianti fare, quali prodotti realizzare . Noi non vogliamo che lentamente ma inesorabilmente l'occupazione nel settore diminuisca, che vengano smembrate le fabbriche, che aumenti la nostra dipendenza dai grandi monopoli esteri. Noi vogliamo, invece che il settore terrno-elettromeccanico si rafforzi e ci sono tutte le condizioni per rompere i legami di potere tra i monopoli esteri, l'Enel e le aziende a partecipazione statale e private.
L e nostre fabbriche sono piane di lavoratori altamente qualificati, l'Enel ha 4.300 persone addette alla ricerca ed alla progettazione che, per la massiccia presenza delle licenze e dei brevetti esteri, non sono valorizzate, il CNEN ha 3. 000 ricercatori che hanno realizzatO importanti risultati in campo nucleare ma l'Enel ed i padroni non li sfruttano .
L e condizioni per accrescere il ruolo dell'industria termo-elettromeccanica nel Paese, in modo che anche (livello europeo essa possa avere una certa importanza, ci sono e vanno realizzate. Come ? Noi riteniamo che l'unico modo per far cambiare l'indirizzo attuale sia quello di costringere tutte le controparti e cioè la Finmeccanica, La Confindustria, l'Enel e il CNEN a scoprire le loro carte, imponendo al Governo di elaborare un reciso piano generale per il settore termo -elettromeccanico.
NO , AI PIANI PARTICOLARI
P er raggiungere l'obiettivo del piano generale e nazionale non è sufficiente inviare una lettera al Governo ed aspettare che esso si decida a farlo . Anzi, il Governo si comporta in maniera contraria accettando di approvare i singoli piani che presentano la Finmeccanica, l'Enel le FF. SS. e il CNEN , ognuna per proprio conto.
Noi diciamo NO all'approvazione di piani parziali, in assenza di una generale.
E' per questo che abbiamo bloccato il piano di ristrutturazione delle aziende Finmeccanica, che abbiamo fatto rinviare la approvazione dei piani dell'Enel delle FF. SS. e del CNEN. euesto è già un successo , ma non dobbiamo fermarci. Noi dobbiamo costringere tutte le controparti a non fare investimenti, ristrutturazioni, riorganizzazioni senza che vi sia un preciso quadro di riferimento. Ed è in questo momento che occorre premere, perchè ora si decida la nostra sorte per i prossimi dieci anni . No alle concentrazioni ed alle specializzazioni al buio .
Il piano generale lo vogliamo anche perchè le aziende a partecipazione statale ed anche quelle private, seguendo l'esempio delle imprese estere, in questi anni hanno effettuato ed effettueranno ancora concentrazioni aziendali accompagnate da specializzazioni di produzioni per singoli staíbilimenti . I lavoratori non sono contrari alle concentrazioni ed alle specializzazioni, ma vogliono vederci chiaro . Prima che esse avvengano e non dopo a cose fatte perchè è sempre presente il rischio che molti lavoratori rimangano disoccupati per effetto di questi processi di concentrazione e di specializzazione. Con il piano generale, le aziende non potranno più aprire e chiudere reparti a loro piacimento, nè concentrarsi e specializzarsi senza il preventivo consenso dei lavoratori.
COME REALIZZARE GLI OBIETTIVI DEL PIANO GENERALE.
P er controllare le mosse padronali, dell'Enel e del CNEN , i lavoratori del settore termo-elettromeccanico Devono allearsi ai lavoratori elettrici ed a quelli nucleari. Così si forma un vasto movimento contestativo che metta le rispettive controparti di fronte alle proprie responsabilità per realizzare, attraverso il piano generale, i seguenti obiettivi:
1) Utilizzazione e sviluppo di tutte le
capacità e risorse umane e materiali che operano nel campo elettro-rneccanico,elettrico e nucleare ;
Accrescere il ruolo della produzione termo-elettromeccanica, anche al fine di cambiare l'attuale tendenza alla diminuzione dell'occupazione ;
Promuovere l'autonomia della ricerca nel settore e quindi restringere l'influenza dei monopoli esteri.
L 'alleanza su questi obiettivi con i lavoratori elettrici e nucleari è già in atto ed essa si rafforzerà man mano che procede la nostra azione comune .
LETTERA INVIATA ALLA CONFINDUSTRIA
Spett. le Confindustria,
le scriventi 00. SS. , rifacendosi alle disposizioni previste dal contratto ( parte ccmune ) relative alle riorganizzazioni e ristrutturazioni, chiedono un incontro tra le parti interessate al fine di esaminare congiuntamente i problemi e le prospettive del settore termo-elettromeccanico. Questo settore, infatti , denuncia un progressivo declino a causa dell'insufficiente politica di investimenti effettuata negli anni passati dalle industrie private ed a partecipazione statale, dell'ottusa politica perseguita per l'energia, per i trasporti e per lricerca dagli enti pubblici e dallo Stato e della forte dipendenza dalle tecnologie e brevetti esteri. Ciò è dimostrato, per quanto attiene le imprese private, dalle attuali difficoltà strutturali e finanziarie di molte dilesse fino al caso limite della Pellizzari di Arzignano, dall'assunzione di una posizione di controllo in un'importante azienda da parte della FIAT, dalla espansione del gruppo italiano Brown. Boveri.
Per quanto riguarda le imprese a partecipazione statale, inoltre il loro stato è oggetto di viva preoccupazione per i lavoratori, nè d'altra parte risulta soddisfacente la proposta di ristrutturazione eleborata dalla Finmeccanica, dato il suo carattere parziale .
Questa situazione, infine, è aggravata dalla unilateralità delle decisioni di sviluppo elaborate dall'Enel e dalle Ferrovie dello Stato che si collocano in un quadro di tendenza delle produzioni e dell'occupazione nell'industria termoelettromeccanica contrastante drasticamente con quella che le 00. SS.ed i lavoratori individuano come più consone per dare al settore una adeguata consistenza , anche in relazione a quanto avviene a livello internazionale .
Le Scriventi Organizzazioni Sindacali, mentre hanno già investito le aziende a partecipazione statale del problema, ritengono necessario che anche con le aziende private del settore si giunga a definire impegni precisi al fine di coordinare e specializzare le attività che, non sacrificando gli insediamenti esistenti, garantiscano il rafforzamento delle unità produttive, il miglioramento delle prospettive di occupazione e una maggiore autonomia tecnologica delle imprese.
La posizione delle scriventi 00. SS. è più ampliamente specificata nell'allegato documento, già in possesso delle aziende a partecipazione statale.
In attesa di una convocazione, che si auspica sollecita per il peso dei problemi evocati, inviamo distinti saluti.
Le Segreterie Nazionali FIOM FIM UILM