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FLM2

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SOMMARIO

AZIENDE METALMECCANICHE MILANESI

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igcoriaìignérill occupati. in occupaziona

Tot. 38,65%

Documentazione

SEDE PROVINCIALE F.L.M.

RISOLUZIONE CONSIGLIO GENERALE

F.L.M. - Milano

SETTIMANA DI LOTTA

NOTA FEDERAZIONE CGIL-CISL-UIL

STRALCIO DAL DOCUMENTO DELLA FEDERAZIONE CGIL-CISL-UIL

PROVINCIALE

- POSIZIONE F.L.M. NAZIONALE SU LOTTA CONTRO FASCISMO

MILANO : 115.000 METALMECCANICI

COLPITI DALLA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI

N. 10 MARZO 1975

e informazione peri delegati, Consigli di Fabbrica, Lega e Zona

Sede Provinciale F. L M.

E' entrata in funzione la sede provinciale unitaria della F.L.M. che come è noto è presso l'UmanitariaP.za Umanitaria 5 -con i seguenti numeri telefonici : Centralino : 5468020/1/3

Presso tale sede funzioneranno con un rapporto diretto con tutte le zone gli uffici; coordinamento organiz zativo, sindacale,stampa,amministrazione unitaria,formazione,15010re. L'ufficio vertenze e legale ha pure sede inP.za Umanitaria n. 3 -tel. 5465445 . L'ufficio vertenze funzio nerà tutti i giorni mentre l'ufficio legale porrà a disposizione dei lavo ratori gli avvocati nelle giornate di Lunedì e mercoledì dalle ore 16 alle ore - 18 e sabato dalle ore 9 alle ore 12.

Pertanto le zone F.L.M. ed i consigli di fabbrica dovranno rivolgersi d'ora in poi esclusivamente a questa sede .

RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO GENERALE DELLA F. L. M. DI MILANO

( Approvato all'unanimità nella riunione del 12 Marzo 1975 )

Il Consiglio Gern'ale Provinciale della F.L.M. chiama i metalmeccanici milanesi ad una svolta nella lotta contro la crisi e contro l'uso antipopolare che di essa si fa da parte del padronato .

L'inasprimento della situazione occupazionale ha tra le sue cause principali la linea di politica economica sin qui seguita, la volontà politica di costruire attraverso la crisi una vera e propria recessone, la stretta creditizia prolungata, le grandi manovre speculative in atto nel settore delle partecipazioni statali .

In questa situazione il movimento sindacale deve individuare e battere le responsabilità a livello politico, non solo incalzando il governo e costringendolo ad una positiva conclusione di tutti i punti della vertenza generale, ma instaurando direttamente con le forze politiche un confron to chiaro che metta in luce senza incertezze le convergenze ed i dissensi, non soltanto sul piano delle intenzioni e delle dichiarazioni formali ben sì principalmente su quello dei comportameti e delle scelte concrete.

Per quanto riguarda l'azione del padronato pubblico e privato, il consiglio generale provinciale ravvisa nelle crescenti richieste di Cassa Integrazione, anche al di là dei casi più clamorosi di strumentalizzazione quale la telefonia, un tentativo evidente di colpire il potere sindacale e di diffondere sfiducia e raaegnazione tra i lavoratori.

Il padronato è disposto infatti anche a sacrificare margini immediati di profitto, pur di rifiutare ogni proposta di indirizzo produttivo alterna tivo pur di non p'mettere il condizionamento delle scelte di sviluppo dal sindacato e dalle rivendicazioni delle masse popolari .

Di qui la necessità della svolta di lotta sottolineata dalla segreteria provinciale della F.L.M. nel comunicato del 7 Marzo . Bisogna contrapporre alle richieste di riduzione d'orario ( cassa integrazione) un movimento de viso di lotta in grado di togliere al padronato ogni illusione intorno ad una disponibilità sindacale e cogestire la crisi sulla linea da esso tracciata .

Ciò significa in pratica il rifiuto di contrattare la cassa integrazione particolarmente in tutte le situazione in cui -tale richiesta appare strumentale e là dove il sindacato ha elaborato rivendicazioni precise in ordine alla riconversione e al rilancio produttivo .

Nelle situazioni colpite da una pesante e controllabile crisi di domanda la cassa integrazione va egualmente respinta in assenza di rigide garanzie su :

Piani concordati di ricenversione produttiva ;

Discussione sui listini prezzo ;

c) Mantenimento dei livelli occupazionali;

D) Controllo effettivo sui trasferimenti e sugli organici ;

PIEno rispetto dS_ programmi già concordati di realizzazione di nuovi posti di lavoro nel Mezzogiorno .

' Assicurazioni, dichiarazioni generiche o garanzie che coprono un certo numero di mesi, non sono più in alcun modo o forma accettabili da parte dell'insieme dell'organizzazione sindacale .

Questa linea comporta ovviamente che nelle piccole aziende l'uso della cassa integrazione va contrastato attraverso iniziative che coinvolgono la lotta e la solidarietà delle fabbriche della zona . In particolare attraverso vertenze che colleghino grandi aziende e aziende minori fornitrici, per evitare pur in presenza di garanzie conquistate nell'azienda madre che il peso della crisi si scarichi sul settore dell' "indotto" . Vanno messe in atto quelle forme di azione che, di fronte ad un padronato deciso ad utilizzare la crisi , lo :colpiscano nei settori dove esso appare più espoto e condizionabile .

Queste indicazioni di lotta di fronte alle richieste di riduZinne di ora rio vanno ovviamente accompagnate da una forte iniziativa in tutti i settori dove si riscontra la normalità produttiva : è qui che occorre drasticamente impedire l'uso delle ore straordinarie, che occorre bloccare la riduzione del personale ottenibile attraverso la mancata sostituzione dei lavoratori pensionati o trasferiti .

Più in genere ò necessario imporre il rilancio produttivo secondo le indicazioni del sindacato in quei settori che già oggi sono individuabili come potenzialmente trainanti e sostitutivi delle aree in crisi :produzione di energia, telefonia, elettronica, edilizia, tna.porti collettivi. La settimana di lotta proclamata dalla Federazione Milanese CGIL-CISL-UIL a partire dall'8 aprile va quindi preparata ed intesa come momento di collegamento della lotta per l'occupazione con l'iniziativa intercategoriale per gli investimenti .

Su questa base ogni vertenza per l'occupazione deve diventare da oggi punto di riferimento per l'insieme della zona: la risposta non può essere lasciata a ciascuna fabbrica isolata, ogni posto di lavoro perduto o reso precario è problema di tutto il movimento

A fianco della necessaria svolta nella lotta per l'occupazione e dello impegno per la conclusione della vertenza generale anche per i punti concernenti gli operai agricoli e i pubblici dipendenti, i metalmeccanidi daanno il loro pieno appoggio all'iniziativa CGIL-CISL-UIL contro il siste ma fiscale aberrante e antipopolare che permette e programma l'evasione dei redditi dei padroni e dei professionisti attraverso la tassazione indiscriminata dei redditi da lavoro; in particolare la raccolta di firme per l'esenzione dal " cumulo " dei redditi inferiori a 7.500 .000 va realiz zata con fermate ed assemblee che ne sottolineino il carattere di lotta e dimostrino la volontà di respingere i temporeggiamenti e le proposte di blando e ritardato correttivo avanzato dal governo .

Milano, 12 Marzo 1975

SETTIMANA DI LOTTA

COMUNICATO FEDERAZIONE PROVINCIALE MILANESE CGIL-CISL-UIL

La gravità della situazione economica anche a Milano, denunciato dalla Federazione CGIL-CISL-UIL nel corso del economico, tende a pesare in modo sempre più forte sulla voratori e sulla occupazione . Si estende il ricorso ne e già avvengono nelle piccole aziende casi di Di fronte a tale situazione, che non presenta si di ulteriore deterioramento, numerose lotte sono investimenti, riconversione produttiva nella provincia per occupazione, e

come è già stato recente convegno condizione dei la cassa integrazio licenziamenti . segni di miglioramento ma sviluppate nella città e importanti vertenze sono in corso per l'energia, la telefonia,la chimica, l'edilizia, i trasporti condotte dai sindacati di categoria, dai Consigli Unitari di Zona e dalle fabbriche .

Si pone con ciò, per dare la massima efficacia e imprimere la necessaria univocità alle lotte, una esigenza di coordinamento e direzione da parte della Federazione provinciale CGIL-CISL-UIL che, di fronte alla gravità della situazione , e ai tenlativi di uso strumentale e massiccio della cassa integrazione, ha deciso di chiamare i lavoratori alla mobilitazione e alla lotta per affermare, anche nella nostra provincia, una positiva politica per l'occupazione e la ristrutturazione .

Per ciò la Federazione ha deciso di lanciare l'iniziativa di una settimana di lotta, che, impegnando fondamentalmente il settore industriale,avrà gli opportuni intrecci intercategoriali .

A questo scopo è stato formato un gruppo di lavoro per l'elaborazione di un preciso programma convocando per il 25 Marzo prossimo unattivo gene4 rale dei delegati sindacali delle aziende di Milano e provincia .

Milano, 10 Marzo 1975

In queste settimane, la lotta, in difesa della occupazione e per una di versa politica economica ha visto importanti momenti unificanti a livel lo territoriale con gli scioperi delle zone :

RHO

MONZA

SESTO S.GIOVANNI SEMPIONE MEDA

MILANO — I lavoratori in sciopero gremiscono la plana centralo di Sesto S. Giovanni "rant* Il comizio di Pigro Boni.
alla

In merito alle iniziative di lot ta per un nuovo indirizzo della politica economica nel nostro Paese la segreteria della Federazione CGILCISL-UIL di Milano, unitamente alle categorie della industria, ha assunto queste prime decisioni :

La settimana di btta si effettue rà dal 7 all'il Aprile con un pre sidio di P.za del Duomo nella qua le ravranno luogo manifestazioni, dibattiti e altro per portare a conoscenza della città le nostre proposte per use-dire dalla crisi.

La settimana di lotta si articolerà per temi di politica economica rivendicativa .

Milano, 15 Marzo 1975

Martedì 25 / 3 alle ore 14 avrà luogo al Palalido un'assemblea generale di tutti i delegatindi tutte le categorie della città e della provincia per il lancio del l'iniziativa .

La settimana di lotta si concluderà con uno scioperogenerale la mattina di Venerdì 11 Aprile con una grande manifestazione in P.za del Duomo .

Pertanto tutte le categorie devo no adeguare i loro calendari di lavoro per garantire il massimo di partecipazione dei delegati, all'attivo del 25 Marzo, e alle altre iniziative indicate

n

MANIFESTAZIONE ZONA SEMPIONE

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MILANO — La obadlleatulem del I tori matalmecsanlel 'lavanti alla iode dalla Ragiono Lembardla.
Nota Federazione C.G.I.L. - C.I.S.L. - U.I.L. - Milano l

NO alla Cassa Integrazione Guadagni

" Motivo della lotta è il raggiungimento di un positivo accordo sulla contingenza per tutti i lavoratori e la richiesta pressante di investimenti e di salvaguardia dell'occupazione per tutti i lavoratori che rappresenta inoltre un momento di sostegno alla azione promossa dalla Federazione sul cumulo dei redditi .

E' necessario infatti che il Governo prenda urgenti decisioni a favore dello sviluppo delle risorse produttive e per contrastare attraverso nuovi e massicci investimenti la preoccupante e continua erosione dei livelli di occupazione .

COn questa azione di lotta la Federazione CGIL-CISL-UIL e i lavoratori dicono NO alla politica governativa " dei due tempi " e alla pretesa padronale di usare la cassa di integrazione come arma di ricatto . Bisogna contrapporre alle richieste di riduzione di orario un movimento deciso di lotta in grado di togliere al padronato ogni illusione intorno ad una dispo ribilità sindacale a cogestire la crisi . Ciò significa in pratica il rifiu to di contrattare la cassa integrazione particolarmente in cui tale richiea appare strumentale , là dove il sindacato ha elaborato rivendicazioni in ordine agli investimenti , alla riconversione e al rilancio produttivo, e in assenza di precise garanzie sulla salvaguardia dei livelli complessivi dell'occupazione . In questo senso ogni tentativo di strumentalizzare il ricorso alla cassa integrazione, per fini anomali, sarà respinto nel quadro della richiesta di una politica economica che, rilanciando l'occupazione, favorisca lo sviluppo e il progresso sociale .

(Dal documento della Federazione CGIL-CISL-UIL Provinciale di Milano per lo sciopero del 25 Marzo 1975 )

La FLM: contro l'eversione fascista mobilitazione unitaria e

di massa

ROMA, 17 marzo

Sul ripetersi di gravi atti di violenza fascista e sulle questioni della difesa della democrazia e dell'ordine pubblico la segreteria nazionale della FLM ha emesso un comunicato in cui si afferma che « avvenimenti di marca chiaramente fascista stanno allungando una trama eversiva anche a colpevoli complicità e connivenze delle stesse strutture dello Stato». Le ripetute denunce e le pressanti richieste delle forze democratiche — prosegue il comunicato — sollecitano un deciso intervento delle forze dell'ordine e della magistratura.

« L' uso sistematico delle bombe, le sempre più fre-. quenti spedizioni di picchiatori davanti alle scuole, contro le sedi sindacali e dei partiti democratici, le provocazioni nelle piazze contro i lavoratori e le loto lotte' dimostrano l'esistenza — sostiene la FLM — di ime precisa volontà delle ferie reasidnarie df utilizzare- Questa fase di crisi eoonomga e la tensione poetica per le- ireardiseatj. ees•

dente elettorali come un banco di prova per forzare soluzioni che vanno contro i bisogni sociali e le attese di democrazia delle masse popolari. I fatti di Savona e di Roma, le provocazioni di Milano e di Napoli — dove non sempre 1' intervento dei responsabili delle forze dell'ordine è apparso orientato in modo tale che fosse colpita con la necessaria fermezza l'evidente strategia fascista, che qui in particolare si è accanita contro i militanti dei sindacati, dei partiti democratici e le organizzazioni studentesche — costituiscono un ammonimento a non far degenerare la situazione sociale, a tutto vantaggio delle forze reazionarie .• e Una visione, coerentemente democratica di tali avvenimenti, — prosegue il documento — impone anzitutto il ritrito da parte.. della classe ' ,operaia ogni:atteggiamenchè accolga, fa':logica della violenza,' rtsentre~ede, _contemporabesue~, plb,tadi- • cale e itpetterlligeociasnone;.• dail'azinierrilitsstrpPi .4.1 Or-1

mazioni che intendono praticare tali metodi di violenza e che proprio per questo si autoescludono da una reale appartenenza alla sinistra democratica e alle forze che vi si ricollegano ». Al tempo stesso occorre, però, respingere con altrettanta fermezza il tentativo di chi, attraverso un rinnovato clima di violenza, cerca di accreditare presso l'opinione pubblica nazionale e internazionale un alibi per rilanciare pericoli per la democrazia nel nostro Paese cne provengono soltanto da forze reazionarie fasciste.

La segreteria nazionale della FLM « ritiene, perciò, che senza una chiara e netta caratterizzaaione antifascista, il dibattito sull'ordine pubblico che si svolge tra le forze di governo, coinvolgendone addirittura la sorte, rischia di far prevalere quelle opinioni che puntano su una drastica riduzione dei margini di libertà e di partecipazione democratica del nostro Paese. Una caratterizzazione antifascista e antiautoritaria delle stesse scelte del governo riguardo

all'ordine e alla democratizzazione delle forze di Pubblica sicurezza non può non essere affidata ad una vigar:mobilitazione di massa ».

« La segreteria nazionale della FLM — conclude il documento — fa quindi appello ai consigli di fabbrica e di zona e a tutte le strutture del sindacato perchè si realizzi il più costante impepo di vigilanza antifascista e perchè siano coinvolti tutti i lavoratori in iniziative significative e popolari, affinchè contro la persistente minaccia dell'eversione fascista si imponga la unitaria e democratica volontà dei lavoratori ».

MILANO: 115.000 metalmeccanici colpiti dalla crisi

Da una recente ricerca effettuata dall'Ufficio Studi della F.L.M. Milanese, riportiamo le seguenti considerazioni conclusive .

Le aziende attualmente interessate dalla Cassa Integrazione Guadagni am montano nella nostra provincia per il settore metalmeccanico a 163 .

Se a queste aggiungiamo poi le 18 aziende chiuse o in fallimento e le altre che comunque presentano motivi di difficoltà, arriviamo ad un totale di 260 .

I lavoratori direttamente colpiti dalla C.I.G. sono attualmente circa 64.000 , cioè il 22% del totale dei lavoratori metalmeccanici della provin cia . Se consideriamo invece il complesso dei lavoratori indirettamente in teressati alla C.I.G. ( quelli cioè che dipendono dalle aziende che vi han no fatto ricorso ) tale percentuale sale al 34%

Se infine prendiamo in considerazione il totale dei lavoratori direttamente o indirettamente interessati ad aziende in C.I.G. o chiuse, o che comunque presentano sintomi di crisi notiamo che essi ammontano a ben 114.000 , oltre il 38% , cioè del totale

N.B. - I dati si intendono aggiornati al 10 Marzo .

N. AZ. LAV.00CUPATI LAV.COLPITI Aziende colpite dalla C.I.G. 163 101.169 63.669 Aziendechiuse o in fallimento 18 1.670 1.670 Aziende con problemi occupazionali 78 11.054 8.190 (4) Tot.(1+2+3) 26o 113.893 73.533 Aziende collegate col sindacato 2.270 294.607 % Az. colpite (4) su az. collegate q 11,45% 38,65% . 24,95% N.B. - Situazione al 10.3.1975

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