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Consiglio di fabbrica FLM18

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DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL CONSIGLIO GENERALE FLM 20 - 21- 22 dicembre 1976
etalmeccanici milano piazza Umanitaria, 5 FI M
ANNO IV - dicembre 1976 agenzia di informazione sindacale della FLM milanese
consiglio n.19 fabbrica
SOMMARIO

DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL CONSIGLIO GENERALE FLM

20 - 21 - 22 DICEMBRE 1976

Il Consiglio Generale della F.L.M. riunito il 20-21-22 Dicembre 1976 approva la relazione di Mattina e assume le seguenti valutazioni e proposte .

LA SITUAZIONE ECONOMICA E SOCIALE E I LIMITI DELLA AZIONE DEL GOVERNO

La situazione economica e sociale si presenta caratterizzata per il 1977 da gravi cenni di recessione senza che sia stato ridotto il ritmo dell'inflazione . La gravità di questa situazione fa risaltare la piena responsabilità della linea di politica economica adottata dal Governo; essa è ispirata da un lato da inaccettabili scelte deflazionistiche e dal l'assenza di una linea di politica industriale , come dimostrano , al di là delle pressioni del padronato per liquidare ogni misura di programmazione in questa materia, le proposte per la riconversione tuttora gravemente inadeguate, l'avvio dell'applicazione della 183 , il fondo per l'occupazione giovanile e l'assenza di indicazioni sulla spesa pubblica per investimenti e sulla politica per le partecipazioni statali . Dall'altro lato , da una precisa responsabilità nei confronti degli aumenti dei prezzi di materie essenziali per l'industria e per l'agricoltura che agiscono pesantemente sul processo inflazionistico .

LOTTA ALL' INFLAZIONE E ALLA RECESSIONE

Per tutto il movimento sindacale restano così attuali e necessari i terreni di lotta contro l'inflazione e contro la recessione . Occorre reagire con forza al tentativo di ricondurre la questione dell'inflazione al problema del costo del lavoro . L'accettazione di questa impostazione , oltre a non assumere la complessità del fenomeno, pone su una posizione difensiva l'insieme del movimento sindacale e di fatto lo espone come principale responsa bile delle tensioni inflazionistiche . In realtà una concreta lotta all'inflazione deve far perno non su misure indiscriminate che portano alla recessione

A questo fine è necessario prevedere: -

razionamento dei prodotti petroliferi e della carne

Un programma di risparmiò complessivo di alcuni beni di importazione, come i consumi energetici e la carne . I primi devono essere sottoposti ad un razionamento, evitando il ricorso a illimitati rincari di prezzi . Per la carne occorre adottare drastiche misure di controllo e condizionamento da parte dello stato delle strutture di importazione e, nell'immediato, forme di razionamento della sua distribuzione e un impegno più massiccio dell'ALMA e degli enti locali ad aumentare l'importazione di carne congelata. Inoltre, un contenimento drastico dell'importazione dei beni di lusso attraverso aggrav i fiscali può consentire un ulteriore contributo alla riduzione della pressione inflazionistica .

riduzione del deficit della pubblica amministrazione

L'adozione di misure e programmi attendibili per la riduzione dei deficit dello stato e degli enti locali, veicoli non secondari di inflazione . Ciò deve avvenire, come già indi rato dalla Federazione CGIL-CISL-UIL con un consistente contenimento delle spese adottando misure di riforma strutturale della pubblica amministrazione, eliminando gli enti inutili a-1e posizioni di rendita che si annidano nello Stato e negli Enti Locali .

Redazione: piazza Umanitaria n. 5 - tel. 54.68.020/1/3/4, Milano.

Direttore responsabile: Walter Galbusera.

Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971

Spedizione in abbonamento postale - Gruppo 30

nuovi

sui redditi medio - alti, lotta alle evasioni

Il reperimento delle risorse, inoltre, deve accompagnarsi al riequilibrio della struttura fiscale italiana che deve ruotare intorno ad una imponente lotta all'evaíione fiscale della Iva , della. imposizione diretta degli oneri sociali anche attraverso un controllo di base. All'introduzione di un'imposta addizionale e temporanea sui redditi personali medi e alti, sia dei lavoratori dipendenti che dei lavoratori autonomi, all'aumento delle ritenute sugli interessi bancari , alla fissazione per alcune categorie di lavoratori autonomi ( a partire da quelli iscritti agli albi professionali ) , di un minimo presunto di imponibile corrispondente alla media dell'imposta pagata dai lavoratori dipendenti , all'avvio di una imposizione ordinaria sul patrimonio , restituendo agli Enti Locali una capacità di accertamento di imposizione e revisionando rapidamente 11 sistema catastale .

La F.L.M. ritiene inaccettabile la posizione dilatoria del governo rispetto alle urgenze che pongono le esigenze di spesa pubblica nel 77 , alle misure da adottare per farvi fronte e all'eventuale e ulteriore prelievo fiscale .

Il movimento sindacale deve ritenere provvisoriamente conclusa la fase del prelievo straordinario ; ogni ulteriore determinazione di misure fiscali va subordinata alla acquisizione, nel confronto col governo, di una valutazione concreta sugli effetti delle misure prese e della lotta alle evasioni .

Così potranno essere effettuate delle previsioni attendibili sulle entrate tributarie com plessive del 1977 a fronte di una valutazione rigorosa del fabbisogno dello Stato, compresi il necessario finanziamento degli Enti Locali e la garanzia di funizonamento delle struttu re sanitarie .

A partire da tale valutazione e solo in questo quadro, che deve necessariamente comprende re l'éliminazione dei gravi sprechi che persistono nella pubblica amministrazione e particolarmente nel settore della previdenza e dell'astistenza, potranno essere ,Osaminati ulteriori interventi di prelievo, i quali peraltro non dovranno riguardare in ogni caso il ricorso massiccio allo aumento dell'Iva, soprattutto perchè rappresenterebbe un pericoloso canale di alimentazione della inflazione .

politica della casa ed equo canone

L'introduzione di una normativa sull'equo canone che non divenga nei fatti un ulteriore veicolo inflazionistico. L'ipotesi che si prefigura va infatti in questa direzione specie per l'effetto moltiplicatore dei coefficienti, per i criteri di indicizzazione degli aumenti dei canoni, oltre che per l'assenza del fondo per il sostegno dei redditi bassi del programmaci sviluppo dell'ei ilizia abitativa e sociale . Ciò comporta una mobilitazione di massa e la F.L.M. propone che la conferenza dei delegati del 7 e 8 Gennaio prossimo decida la convocazione urgente di una manifestazione nazionale sull'equo canone e la politica della casa anche per un giudizio più puntuale sui contenuti e per l'adozione del le necessarie iniziative e folrme di lotta .

controllo dei prezzi dei prodotti alimentari e industriali

L'avvio di una più impegnata politica di controllo della formazione dei principali prezzi alimentari e industriali , anche limitatamente a un certo periodo da tempo e che deve accompagnarsi contestualmente a una mòdifica del canali distributivi .

3. DIFESA E SVILUPPO DELL' OCCUPAZIONE

Sul terreno dila lotta alla recessione, un ruolo prioritario assume la difesa della occupazione e delle condizioni per un suo sriluppo .

Questo impegno va perseguito :

politica creditizia selettiva per un'efficace controllo dei. processi di riconversione

Contraendo il costo del danaro e canalizzando le risorse pubbliche disponibili non nelle tradizionali direzieni del sostegno indiscriminato delle aziende, proprie del credito ag2

criteri di politica fiscale, imposta addizionale temporanea

volato , ma definendo blocchi di spesa pubblica sia per investimenti industriali e agricoli , sia per investimenti sociali che nei fatti prefigurano primi elementi di politica indus'triale dello stato .

In questa logica va riaffermata la validità di una politica economica di orientamento e controllo dei processi di riconversione: in una assenza i processi di accumulazione e la loro des tinazione produttiva restano affidati alle scelte aziendali e dei gruppi finanzia ri , aggravando squilibri e sprechi.

In questo quadro va ripresa con forza l'inziativa, anche con il confronto con le forze politiche per ottenere sostanziali modifiche del disegno di legge sulla riconversione, in ordine ai criteri e agli obiettivi di una effettiva programmazione settoriale al Governo della mobilità del lavoro a livello regionale e comprenstriale , escludendo o!Ini forma di licenziamento, alla garanzia che i nuovi impianti indusztriali vengano dislocati nel Mezzogiorno .

investimenti nel mezzogiorno

Assicurando per il Mezzogiorno un flusso di investimenti che per quantità e settori escluda il rischio che nel corso del 1977 vi sia una radicale caduta dell'occupazione , Auesto obiettivo è concretamente realizzabile dando rapido avvio ai programma immediati relativi ai progetti già individuati e indicati dalla Federazione CGIL-CISL-UIL in agricoltura e per opere pubbliche e rilanciando gli investimenti industriali già contrattati a partire da quelli definiti con le PP.SS.

fondo per l' occupaíione giovanile

Definendo consis tenza1 caratteristiche e modalità di indirizzo del fondo per l'occupazio ne giovanile, attraverso una ripresa.del confronto con il Governo e l'avvio di prime sperimentazioni con le regioni, occorre riaffermare la sua puntualizzazione prevalente nel Sud in attività industriali che consentano anche nuovi rapporti tra scuola e lavoro e•in servizi socialmente utili , praticando un iniziativa in fabbrica e nei confronti della Regione che associ nella lotta anche disoccupati e che definisca anche misure per incrementare sepcificatamente l'occupazione ela quantificazione delle donne

controllo della qualità dell' occupazione

Assumendo la lotta per l'occupazione come un obiivo non generico ma che va praticato a partire dalla fabbrica, intervenendo anche stila qualità dell'occupazione .

Soprattutto con le vertenze di fabbrica vanno infatti adottate tutte le rivendicazioni necessarie per promuovere un aumento dell'occupazione femminile.

E' a questo livello che è necessarie accentuate l'impegno per fare dell'occupazione un obiettivo e un vincolo per l'espansione e lo sviluppo del sistema industriale .

CONTRIBUTO DEL SINDACATO ALL' EVOLUZIONE DEL QUADRO POLITICO

Questi obiettivi di lotta contro l'inflazione e la reessione mettono in risalto l'insufficienza e l'inadeguatezza sul piano politico del Governo , non spetta al sindacato pronunciarsi sulle formule di governo, ma rientra nella sua responsabilità esprimere giudizi puntuali sui contenuti e sui riflessi della politica governativa, contribuendo pei• questa via all'evoluzione del quadro politico .

Ciò è possibile da un lato adottando obiettivi di lotta autonomi che, con la mobilitazione dei lavoratori renda non diplomatico ma concreto e produttivo il confronto con le istituzioni,pubbliche , le assebblee elettive e i partiti e dall'altro affrontando con obiettività i concreti rapporti con la classe operaia e gli altri strati sociali, soprattutto con quelli più emarginati e con quelli appartenenti ai ceti medi, nella prospettiva di una società più egualitaria e più democratica.

APERTURA GENERALIZZATA DELLE VERTENZE NELLE FABBRICHE

Per l'insieme di queste motivazioni e per questi obiettivi più volte riconfermati dagli

organismi dirigenti della categoria , il consiglio generale della F.L.M. decide l'apertu . ra generalizzata delle vertenze su tutta l'area dell'industria metalmeccanica a cominciaredai grandi gruppi e dai principali settori .

Questa scelta deve consentire al movimento di esprimere una efficace ed estesa iniziativa di massa con l'inizio di una lotta generalizzata sulla politica industriale e sulle alternative concrete che oggi si presentano in tutti i comparti produttivi in fatto di utilizzo delle risorse .

occupazione, Mezzogiorno, investimenti

La F.L.M. è impegnata a tutti i livelli nella definizione di precisi obiettivi per la salvaguardia e lo sviluppo della occupazione, in particolare verso il Mezzogiorno, per la definizione di investimenti rivolti al potenziamento di settori e comparti produttivi che, nella prospettiva di una rapporto qualitativamente rinnovato del nostro Paese con lo sviluppo di grandi arree di sottosviluppo , recuperi nel contempo nuove e stabili occasioni di sviluppo produttivo e occupazionale per l'insieme dell'industria italiana . E' necessario dunque intervenire con la massima decisione nel merito dei processi di ristrutturazione in atto , non solo per contrattare migliori condizioni per i lavoratori occupati , ma soprattutto per modificarne la logica, la qualità, i tempi e le implicazioni occupazionali, anche per ridurre le aree di lavoro precario e LL lavoro nero che tendo no ulteriormente ad allargarsi sotto la spinta delle scelte del padronato • articolazione

territoriale e settoriale

Particolare attenzione va dedicata alla costruzione di momenti di vertenzialità territoria le, anche nelle necessarie articolazioni settoriali, che affermino concreti spazi di intervento e di contrattazione con precisisi obiettivi sull'occupazione e la ristrutturazione, in tutta la vasta area delle piccole aziende, utilizzando al massimo gli stessi diritti di informazione e discussione acquisiti con la prima parte del recente contratto di lavoro, contro ogni interpretazione restrittiva avanzata dal padronato . A questo traguardo vanno finalizzati gli incontri che in alcune provincie si avviano con la Federmeccanica .

organizzazione del lavoro

In questo quadro, devono essere posti con particolare forza obiettivi di trasformazione dell'organizzazione del lavoro , attraverso precisi impegni di innovazione qualitativa per i nuovi insediamenti, e radicali innovazioni da introdurre nelle varie fasi dei proces si di lavorazione, in modo da affermare con la lotta deì lavoratori , partendo dalle con quiste e dalla esperienaa di contrattazione degli ultimi anni, una concezione della produttività e della efficienaa basata sulla più intransigente lotta agli elementi di nocività presenti dentro e fuori la fabbrica per la tutela della integrità fisica dei lavoratori e sulla massima valorizzazione della conoscenza e delle capacità professionali come processi produttivi e degli uffici . Infine , va ribadita la necessità di un controllo sugli orari di lavoro, impedendo un lo ro uso elastico e incontrollato , ma rendendolo funzionale all'obiettivo dell'occupazione. In questa direione, va rilanciato l'obiettivo di diversi regimi di lavoro nel Mezzogiorno per massimizzare l'occupazione e , in merito al controllo dell'orario annuo , il Consiglio Generale della F.L.M. ribadisce la posizione assunta dall'esecutivo nazionale , sulla deroga per il 1977 sulle festività . Con questi obiettivi è necessario, a partire dalle principali vertenze, anche attraverso iniziative specifiche, realizzare un collegamento efficace con le organizzazioni giovanili e con le' organizzazione dei disoccupati , in modo da realizzare la più ampia convergen za sugli obiettivi da conquistare per gli investimenti e l'occupazione .

6. CONTROLLO DELLA POLITICA OCCUPAZIONALE IN OGNI AREA COMPRENSORIALE

Su questa via è necessario giungere ad un efficace controllo della politica occupazionale

per ciascuna area comprensoriale in modo da ribaltare al positivo, verso precisi impegni di sviluppo settoriale e aziendale e con traguardi certi di occupazione, le disponibilità più volte dichiarate e qui ribadite sul tema di mobilità interaziendale e in tale prospettiva, di riconversione produttiva, aumento degli investimenti e sviluppo della occupazione in modo che anche le singole lotte in difesa dei posti di lavoro possano trovare soluzioni soddisfacenti e definitive .

7. LA CONTRATTAZIONE AZIENDALE E' MOMENTO IMPRESCINDIBILE DELLA STRATEGIA DEL SINDACATO

Il Consiglio Generale della F.L.M. ribadisce il valore strategico della contrattazione aziendale come strumento per gli indicati obiettivi del movimento . Vanno respinte le richieste di un suo blocco perchè rappresenterebbe un grave arretramento sia sulla tenuta sui più nuovi contenuti delle conquiste contrattuali di questi ultimi anni , sia sul la qualità e il ruolo degli strumenti unitari di rappresentanza dei lavoratori .

La F.L.M. ribadisce al tempo stesso l'importanza decisiva in questa fase dello scontro, anche utilizzando la motivazione che si determinerà con l'apertura generalizzata delle vertenze, della salvaguardia della contingenza nella sua integrità contro i persi finti attacchi sia da parte pad-onale, sia da parte Governativa . Essa deve essere al centro della lotta del movimento sindacale perchè è lo strumento più egualitario esistente per i lavoratori e la condizione per non dividerli .

Inoltre il consiglio generale della F.L.M. è contrario alla definizione quantitativa generalizzata dei contenuti salariali che snaturerebbero la logica della contrattazione aziendale stessa .

Come ribadito anche in altre occasioni va comunque affrontato il problema dei premi in normale scadenza, ma va al tempo stesso ribadita con particolare forza la necessità , coerentemente con gli orientamenti approvati dal C.D. della Federaziozione CGIL-CISL-UIL del 9-10 Novembre scorso, di rivendicazioni secolido una logica perequativa, che affermino un pieno potere di controllo e contrattazione su- salario complessivo di fatto per impedì re che il padronato utilizzi questa fase di pro:onda crisi con manovre e decisioni unilaterali che hanno anche il preciso obiettivo di dividere i lavoratori e di logorare l'unità e la compattezza della classe operaia

scala mobile e indennità di quiescenza

Nell'ambito, infine di una difesa intransigente Iella scala mobile , fermo restando la disponibilità a rivedere le scale mob ili anormad rispetto agli accordi interconfederali del 197$, i cui importi risparmiati e la loro destinazione devono essere contrattati, la ipotesi formulata dal recente C.D. della Federazione CGIL-CISL-UIL di sospendere a parti re dal 1977 il collegamento tra l'incremento ,della contingenza e la dinamica dell'indennità di cide scenza , in presenza di precise garanzie del Governo di impedire ogni modifica della scala mobile, deve inquadrarsi in una precisa piattaforma di trasformazione per tutti i lavoratori di questo istituto, assieme a quello degli ':;atti, che va elaborata in una larga e articolata consultazione dei lavoratori che prenaa il via dall'assemblea dei delegati e dei quadri del 7-8 Gennaio p.v.

Questa piattafórma , deve basarsi su alcuni primi criteri : gli istituti devono collegarsi all'anzianità di lavoro e non più di azienda, va rivalutato il salario diretto rispetto a. quello indiretto e vanno definite dimensioni quantitative e i tempi di maturazione degli istituti.

una corretta politica di perequazione e di controllo sui salari di fatto
P v. G r n I I. g p a 124 C 011 Z: d, g v r Ir ri r c z v d I

UNITA' SINDACALE : l' impegno della FLM a superare i limiti e le difficoltà nel processo unitario

Per quel che riguarda il processo unitario, il dibattito ha evidenziato la necessità di costruire insieme a una proposta rivendicativa di cambiamento, una strategia organizzativa e dell'unità coerente con le esisgenze che oggi si presentano al sindacato .

Gli elementi emersi permettono di definire alcuni terreni di ricerca che richiedono ulteriori approfondimenti e nuove acquisizioni da parte dell'insieme della F.L.M. per portare nel dibattito congressuale dell'insieme del movimento sindacale una proposta della categoria sull'unità .

In particolare la F.L.M. ritiene decisivo il confronto su :

Il rapporto tra la crisi del processo unitario ed esaurimento della fase di vitalità del patto federativo CGIL-CISL-UIL ; conseguentemente vanno definiti modi e tempi per il superamento della logica federativa valorizzando e arricchendo le molteplici esperienze che a ogni livello del sindacato già oggi indicano strade consuete e possibili da percorrere .

Le difficoltà generali agiscono con una certa forza anche allo interno della F.L.M. con la conseguente riproposizione di logiche di organizzazione o di componente, aumentando le difficoltà di direzione unitaria della categoria , ciò in relazione ai problemi di direzione nazionale così come oggi si realizza, e alla mancata definizione di una strategia dell'organizzazione del sindrato coerentemente definita rispetto agli obiettivi di strategia rivendicativa e ai lavoratori occupati e disoccupati che questi stessi obiettivi devono vedere impegnati nel dibattito , nell'organizzazione della lotta, nella verifica dei risultati acquisiti .

In questa situazione, la ricerca e le nuove acquisizioni non possono prescindere dalla riconferma della scelta dell'autonomia, della democrazia e della partecipazione, quindi dei consigli di fabbrica o deì consigli di zona, quali assi centrali su cui si possono definire le sintesi unitarie .

Questa rinnovata scelta richiede non solo coerenze di comportamento delle componenti interne alla F.L.M. ma anche una verifica più precisa sul rapporto che si deve instaurare tra la tensione e la ricerca della massima partecipazione dei lavoratori e della democrazia interna del sindacato e la sua autonomia reale nelle scelte rivendicative e di lotta .

APRIRE UN VASTO ED UNITARIO DIBATTITO PER I

CONGRESSI CONFEDERALI E DI CATEGORIA

L'insieme delle questioni aperte e le scadenze e i congressi confederali e di categoria vanno affrontati con un grande dibattito di massa e unitario che veda impegnato l'insiene della categoria senza rinvii e sottovalutazioni .

Nomina di una commissione che il consiglio generale decide di convocare per il 5 Gennaio rappresentativa della Federazione Nazionale, delle provincie e di alcuni C.d.F. che definisca un documento complessivo da discutere e da approvare definitivamente da parte' dell'esecutivo della F.L.M. entro la prima metà di Gennaio

Il documento diventa la proposta politica della F.L.M. per la convocazione della IV Confe renza nazionale dei delegati .

la 4' Conferenza Nazionale dei delegati FLM

La IV Conferenza Nazionale dei delegati viene convocata per i giorni 23-24-25-26 Febbraio a Roma . La sua realizzazione va preparata con conferenze di base dei delegati di grandi fabbrica, di lega e di zona e con le conferenze provinciali. La Conferenza ha come obiet tivo politico la definizione di un documento generale della F.L.M. che rappresenti il contributo unitario della Categoria ai congressi confederali e bategoriali .

La convocazione dei congressi rappresenta una grande occasione di dibattito e di rilancio dell'iniziativa unitaria nell'insieme del movimento sindacale . Occorre quindi realizzare modalità congressuali che contengano in sè anche atti politici coerenti con il progetto di unità che la F.L.M. vuoi contribuire a far avanzare. Per questo i precongressi di fab brica dovranno essere convocati sulla base del documento approvato dalla 4° Conferenza dei delegati , ricercando con le confederazio ni le intese opporture per la loro realizzazione e per la definizione del contributo unitario della Federazione CGIL-CISL-UIL .

10. CONSENSO, CONSAPEVOLEZZA, DIBATTITO DI TUTTI

I LAVORATORI PER USCIRE DALLA CRISI

Il Consiglio generale della F.L.M. ribadisce che una strategia alternativa per una uscita dalla crisi non pagata dalle masse popolari, ha bisogno, per essere credibile di poggiare sempre sul consenso, la consapevolezza, il dibattito , dell'insieme dei lavoratori . Talune decisioni del direttivo della Federazione CGIL-CISL-UIL , per il metodo usato oltre che per il merito hanno creato preoccupanti scollamenti, nel sindacato tra i lavoratori e gruppi dirigenti .

Il Consiglio General e della F.L.M. ritiene indispensabile riattivare un metodo di democrazia sindcale che riapra i canali di collegamento tra consigli di fabbrica, dirigenti intermedi e organismi di direzione del movimento a tutti i livelli, a tal fine le piattaforme rivendicative, attraverso le quali deve svilupparsi il confronto con il padronato e il governo, così come le eventuali conclusioni vanno sottoposte sempre al dibattito dell'insieme del movimento sindacai . Su tale direzione l'assemblea nazionale dei delegati, può rappresentare un primo significativo appuntamento .

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