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Voce lavoratore1

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SIT SIEMENS

La voce del lavoratore SCI> 11()1.1.[Tri \ 4) t \FI +Mio D11, t;0 \sIGH0 DI I, XIMIDCA - FIM - FIOM - LILM

IL CONSIGLIO DI FABBRICA DELLA SIT - SIEMENS SI ESPRIME A FAVORE DELLA RIPRESA DELLE LOTTE GENERALI E DI FABBRICA ( DOCUMENTO ELABORATO ED APPROVATO DAL C. D. F. ) Il capitalismo sta entrando oggi in una grave crisi internazionale (crisi monetaria-dollaro crisi politica Vietnam). Il sistema economico capitalisticó ha infatti lo scopo principale di rendere massimo il profitto; questo comporta, nelle fasi di espansione, anche di rendere massima la produzione. Ma questa è una contraddizione fondamentale del sistema capitalistico, perchè ad un certo punto non è più possibile vendere tutta quello che si produce conservando massimo, il tasso di profitto. Perciò le grandi aziende dopo una fase di espansione diminuiscono la produzione e nello stesso tempo si uniscono fra loro per controllare i mercati e diminuire la concorrenza (vedi le fusioni dei grossi monopoli: FIAT-CITROEN, PIRELLI-DUNLOP, AEG-ZANUSSI, PHILIPS-IGNIS, FIAT-IRI per formare la AERITALIA ecc.). Queste concentrazioni mettono in crisi le piccole aziende e settori secondari che non hanno la possibilità di ristrutturarsi per mancanza dí capitali (se la FIAT fa meno macchine o le fa fare all'estero, BORLETTI va in crisi perchè vende meno contachilometri). Queste crisi non avvengono sempre in modo violento, perchè il capitale monopolistico cerca di scaricare allo Stato i settori che non danno i massimi livelli di profitto. Comunque sia il metodo, sono i lavoratori, che direttamente o attraverso le mediazioni dello Stato pagano le spese delle concentrazioni capitalistiche eì delle ristrutturazioni produttive. Queste crisi sono una tendenza generale del ca-

pitalismo e come capita oggi comportano un sempre costante aumento dei prezzi e un continuo attacco alla occupazione. All'interno di questa crisi la classe operaia deve, attraverso la lotta, porsi degli obbiettivi d difesa del proprio salario, di difesa della maggior parte della popolazione facendo pagare gli squilibri esistenti nella nostra società a chi ne è la causa, a chi ha i mezzi per pagarli: i padroni. La situazione italiana vede il governo completamente impotente di fronte alla crisi internazionale (che nasce negli Stati Uniti). Crisi internazionale aggravata da una situazione interna che vede ancora la vendita speculativa al primo posto (vedi caro affitti), la contrazione degli investimenti da parte del padronato privato e di un mancato impegno nella politica di sviluppo da parte del Governo. (Riforme, residui passivi, non investimenti, ecc.). Per il governo è necessario difendere gli interessi U.S.A. perchè sono anche gli interessi del capitalismo monopolistico italiano. Naturalmente questo non avviene in tutta tranquillità ma provoca delle contraddizioni nella borghesia, che possono essere usate dalla classe operaia e dalle sue organizzazioni politiche e sindacali per trovare le alleanze necessarie per imporre un radicale rinnovamento della nostra società. D'altra parte la crisi può essere controllata dal grande capitale solo se è possibile contemporaneamente il controllo della classe operaia, il blocco delle sue iniziative di lotta ed il suo iso-

lamento dai suoi possibili alleati. In questo senso si pone il problema dello spostamento a destra dell'asse politico, del « blocco d'ordine », della politica antisindacale•e antioperaia, le proposte social democratiche di Repubblica Presidenziale, leggi antisciopero, esercito di mestiere e le spinte conservatrici. per la guerra di religione con referendum antidivorzista. In questo senso si pongono i rigurgiti fascisti e squadristici e i tentativi di introdurre la CISNAIL nelle fabbriche. La risposta che i lavoratori devono dare in questo momento ha due aspetti: all'interno della fabbrica fuori dalla fabbrica. All'interno della fabbrica par la difesa dei salari, per fare rispettare e diminuire l'orario di lavoro abolendo gli straordinari per un rilancio dell'occupazione, contestando l'attuale sistema capitalistico con la lotta ai ritmi e al cottimo. Fuori dalla fabbrica con la ripresa della lotta per le riforme in modo articolato e su obbiettivi più precisi e immediati; con il rilancio della unità antifascistà e per lo sviluppo delle libertà democratiche. Le indicazioni unitarie di lotta che vengono date dai metalmeccanici ci trovano concordi: lo sciopero generale deve estere una prima azione di mobilitazione. Questa Mobilitazione deve dare -indicazioni per una rioresa delle lotte aenerali ed articolate sugli obiettivi che abbiamo. Indicato, dentro e fuori la fabbrica. E' a questa ripresa della lotta 5111fftt: NIT A IN 2


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Voce lavoratore1 by fondazioneisec - Issuu