Consiglio di Fabbrica
Norme per il funzionamento delle Leghe
PERCHE' QUESTO NUMERO SPECIALE
Questa edizione speciale del Bollettino Consiglio di fabbrica è stata decisa dal DIRETTIVO F.L.M. di zona per pubblicizzare le sue decisioni in merito alle norme per il funzionamento delle leghe territoriali di categoria, come potenziamento della struttura organizzativa della F.L.M. nella zona.
Il documento conclusivo del Direttivo approvato AlL'UNANIMITA' (riportato su questo numero), rappresenta la sintesi unitaria di un'ampia discussione che ha visto coinvolti tutti i delegai della zona attraverso gli attivi di lega.
In questo numero inoltre è pubblicata la composizione del direttivo di zona e le sue commissioni di lavoro, oltre che i componenti dell'esecutivo.
Portare a conoscenza di tutti la struttura organizzativa della zona, sia gli organismi dirigenti che le strutture organizzative ed operative, ha il grosso significato di rafforzare il modo d'essere dell'organizzazione di tenere sempre vivo il rapporto fra questa, i consigli di fabbrica ed i lavoratori.
Questo grande processo di rilancio della F.L.M. ai vari livelli (C.D.F. - LEGHE • ZONE - PROVINCIA - REGIONE) non rappresenta un fatto organizzativo fine a se stesso, ma una forte volontà politica di attrezzarsi per sviluppare più concretamente le scelte sindacali più in generale fatte all'EUR e la stessa battaglia contrattuale, dando anche un contributo all'avanzamento del processo unitario.
Dopo questo sforzo di sintesi unitaria tutti i delegati sono impegnati attivamente a partecipare alla vita sindacale delle leghe CONCRETIZZANDO NEI FATTI le norme per il documento assunte dal Direttivo come contributo alla linea più complessiva espressa nella piattaforma deh I 'EU R.
SOMMARIO:
Introduzione: perchè questo numero speciale
Struttura organizzativa zona Solari
Norme per il funzionamento delle leghe
Documento approvato all'attivo generale di zona del 6-7 giugno '78
Documento sulla struttura unitariaIV conferenza prov. FLM
Cartina zona Solari
STRUTTURA ORGANIZZATIVA ZONA SOLARI SUDDIVISA PER LEGHE
Numero
LEGA MI-CITTA'
Totale ISCRITTI
N. 5628
ANIBI - Ansaldo ,CAPORUSSO
ZANINELLO
BERTANI - Borletti MAESTRONI CASTRIA
BEGOTTI - C.G.E. ZECCHI BASSANI
BERTELLI - Borletti RIVA
CAGNO - RIVA C. COLETTI
COLETTI - Idrovat
CAPORUSSO - Ansaldo
DAMIANO - F.M.C.
DALMAZI - Borletti
FASCIOTTI - RIVA C.
FUGAZZA - Bizerba
FORELLO - C.G.E.
GELATI - SISMA
MANSI - Loro P.
MARZORATI - RIVA C.
MAESTRONI - Borletti
MENAPACE - Ansaldo
MUTTI - FMC
MATTIOLI - Ansaldo
NESCI - Ansaldo
PREITE - Ansaldo
POZZONI - Borletti
RIVA - Riva C.
RAFFO - Centro D.
SALA - C.G.E.
STELL - Borletti
STELLA - C.G.E.
TOME' - Loro P.
TOSI - Rimoldi
VAILATI - F.M.C.
VESTRUCCI - Rimoldi
ZAIA - Borletti
ZECCHI - C.G.E.
ZOPPETTI - C.G.E.
LEGA BARONA
rotale iscritti 1230
CAMINITI - Cogeco
ZANINELLO
LIUZZI - Volpi LUISI
PALMISANO - Volpi
PIRAN - CEI
PIROSO - Cogeco
RINALDO - Volpi
SELLA - FITRE
LEGA TREZZANO
Totale ISCRITTI
N. 1010
ANDROSIGLIO - CEM
MAMBRI
ATTOLLINO - Bremas CASTRIA
LUCINI - Fiad
PELLINI - Saccab
LEGA ABBIATEGRASSO
Totale ISCRITTI
N. 1023
LEGA CORSICO
Totale ISCRITTI
N. 2245
CAVALLOTTI - FRM MASSARA
CECCATO - BCS
CUCCHI - CMA
MASSARA - BCS
MILANI - FRM
MOMBELLI - Siltal
BERTAZZI - Rank-Xeros BERTAZZI
CODENA - Bomisa MANNINO
CREPALDI - Recrosio
DOVERI - Sella
FEDERICO - Loro P.
FRANCIONE - Vanguard
GEBBIA Iberna
GRASSANI - Fima
MANNINO - Iberna
MARIN - Invitea
MICCOLIS - Bomisa
MORABITO - Oelmi
LEGA ROZZANO
Totale ISCRITTI
N. 884
LEGA BINASCO
Totale ISCRITTI
N. 1914
FERIA - Fiat
FIOCCO - MSA
GRILLI - Cogene
MARAI - ISMA
PERISINOTTO - Fiat
SANTO - Knipping
SANTI - Mandressi
PERISINOTTO D'URSO
ANELLI - Grunding
BOTTARO - Socimi
CINOUINA - Grunding
CIPOLLA - Mamoli
D'URSO - Grunding
EVARDI - Socimi
FUSI - Cimbali
GARRO' - Elnagh
PAGANINI - !talora
ROSSI - Mamoli
NIAMBRI CASTRIA
CAMUSSO CASTRIA
BURRESI LUISI
BURRESI LUISI
Comm. Organizzaz.
Cnstria - Camusso - Bassani
Sottocommissione Amministr.
Fasciotti - Cozzi
Tesseramento
Zoppetti - Zecchi - Priete
Strutt. Base
SALA - Morabito; PELLINI - Piran; FIOCCO - Gelati
Responsabili servizio d'ordine
Castria - Camusso - Bassani
Commissioni di lavoro
Comm. Sindacale
Bassani - Zaninello - Borresi - Luisi
Sottocommissione Giovani - Donne
D'Urso - Riva - Raffo
CUZ
Castria - Camusso - Bassani
COMMISSIONE
CULTURA - FORM. - 150 - STAMPA
Mambri - Luisi - Bassani
Formazione
Mutti Forello - Anibi Santi - Sella - Garrò - Stella
150 Ore
Liuzzi Rossi - Marzorati VestrucciDamiano Anelli
Stampa
Pozzoni Piroso - Grazzani Atollino
N.B. - Vi sono ancora numerosi compagni del Direttivo che non hanno ancora scelto la Commissione in cui operare. E' necessario per tutti FARE UNA SCELTA al più presto.
NORME PER IL FUNZIONAMENTO DELLE
DEFINIZIONE
Le leghe sono lo strumento di articolazione territoriale del sindacato di zona. Esse devono rispondere alle esigenze organizzative della zona e sviluppare ,un concreto impegno sui problemi sindacali nell'ambito delle decisioni assunte all'interno degli organismi direttivi di zona, provinciali, nazionali.
, Alle leghe spetta il compito di essere stimolo e proposizione di impegno per i suddetti organismi.
LA ZONA FLM « SOLARI-GIAMBELLINO » SI ARTICOLA
NELLE SEGUENTI LEGHE:
LEGA CITTA' — comprende tutte le fabbriche situate nei 'confini della zona 5-17 (decentramento amministrativo), la Borletti, il C.D.I., e la SISMA.
LEGA BARONA — comprende tutte le fabbriche della zona 15-16 del decentramento amministrativo e la CO.
LEGA CORSICO — comprende tutte le fabbriche situate nei confini dei comuni di Corsico, Cesano Boscone, Buccinasco ed Assago.
LEGA BINASCO — comprende tutte le fabbriche situate nei confini dei comuni di Binasco, Casarile, Lacchiarella, Zibido S. Giacomo Noviglio, Vernate, Calvignasco, Bubbiano e Motta Visconti.
LEGA ROZZANO — comprende tutte le fabbriche situate nei confini del comune di Rozzano e relative frazioni (Ouinto Stampi e Basiglio).
LEGA TREZZANO — comprende tutte le fabbriche situate nei confini dei comuni di Trezzano, Gaggiano, Rosate, Gudo, Visconti, Zelo, Surrigone.
LEGA ABBIATEGRASSO — comprende tutte le fabbriche situate nei confini dei comuni di Abbiategrasso, Cisliano, Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Ozzero, Morimondo, Besate, Robecco sul Naviglio.
LE STRUTTURE DI DIREZIONE DELLE LEGHE FLM SONO:
L'attivo generale di tutti i delegati delle fabbriche della lega.
Il Consiglio di lega.
La Segreteria di lega.
I funzionari a tempo pieno della F.L.M. di zona membri delle strutture di lega.
ATTIVO GENERALE DEI DELEGATI DI LEGA
CONSIGLIO DI LEGA
Il Consiglio di Lega è la struttura di direzione dell'iniziativa sindacale di lega, sulla base delle linee elaborate e decise dal Consiglio Direttivo di zona.
Attua un costante collegamento tra i C.d.F. e le R.S.A. presenti nella lega con il Consiglio Direttivo di zona, opera un costante sviluppo del processo unitario e di classe. Per questo deve essere una struttura al massimo rappresentativa che deve esaltare il confronto di unità politicosindacale fra le piccole e medie aziende, ed essere quindi in grado di portare tutta la s.ua capacità di analisi e di proposte ad ogni livello.
Criteri di elezione
A) I C.d.F. e le R.S.A. delle fabbriche della lega designeranno al proprio interno i membri del Consiglio di Lega nelle seguenti misure:
1 membro fino a 80 iscritti F.L.M.
2 membri fino a 200 iscritti F.L.M.
3 membri fino a 1000 iscritti F.L.M.
1 membro ogni altri 500 iscritti oltre i primi 1000. Quanto sopra vale anche per le fabbriche di successiva sindacalizzazione
B) I componenti del Consiglio di Lega sono designati sono unitariamente dopo ampio dibattito dal C.d.F. di ogni fabbricà della lega comprese quelle artigiane.
L'attivo di lega è il massimo livello di verifica delle decisioni per questioni di particolare rilevanza politica relative alla lega. Esso è composto da tutti i delegati dei C.d.F. della lega.
CONVOCAZIONE DELL'ATTIVO DI LEGA
La convocazione dell'attivo di lega sarà fatta ordinariamente dalla segreteria di lega su indicazione del Consiglio di Lega, oppure dalla F.L.M. di zona e/o da una singola componente F.L.M.
La convocazione inoltre potrà essere richiesta dal 20% dei Delegati dell'attivo di Lega facendo presente tale richiesta alle Segreterie di Lega.
I C.d.F. e le R.S.A. comunicano il proprio od i propri designati alla Commissione Elettorale della lega, che formulerà la proposta definitiva del Consiglio di Lega, con la possibilità di integrare i suddetti membri fino alla misura del 15% degli stessi. Tale integrazione deve tenere conto di criteri politici e deve essere formulata possibilmente all'unanimità e comunque deve raccogliere il consenso di tutte le componenti F.L.M.
C) L'adeguamento del numero dei membri del consiglio di lega avverrà ogni anno in funzione della variazione degli iscritti.
D) Il Consiglio di lega dura in carica 2 anni in stretto collegamento con il rinnovo degli organismi dirigenti di zona.
6 E) Le decisioni del Consiglio di lega dovranno essere
assunte dopo un'ampia discussione tesa ad una sintesi unitaria; in caso di divergenze non componibili, le decisioni saranno assunte a maggioranza assoluta dei presenti (500/o + 1).
Perché le riunioni del Consiglio di lega siano decisionali devono essere presenti almeno la metà dei componenti dello stesso.
F) I componenti del Consiglio di lega possono essere sostituiti per:
revoca da parte del C.d.F. o R.S.A. che l'hanno eletto dimissioni dello stesso non rielezione del C.d.F. incompatibilità
3 assenze consecutive non giustificate.
Alla sostituzione provvederà immediatamente il rispettivo C.d.F.; la ratifica avverrà in occasione della prima riunione dell'attivo dei delegati di lega successiva alle dimissioni.
SEGRETERIA DI LEGA:
La segreteria di lega è una struttura esecutiva della lega; essa realizza sia le decisioni degli organismi dirigenti della F.L.M. di zona e provinciale, sia quella del Consiglio di lega e dell'attivo generale dei delegati di lega. La segreteria viene eletta con voto palese dal Consiglio di lega, su proposta della commissione elettorale della lega stessa. La segreteria di lega sarà composta da nove delegati (massimo) fino a 5 delegati (minimo) a seconda delle dimensioni della lega stessa. (Si riafferma per le segreterie di lega il criterio della rotazione dei suoi membri; tale rotazione avverrà dopo ampio dibattito all'interno del Consiglio di lega).
Compiti della segreteria di lega:
Procedere alla convocazione del Consiglio di lega; Redigere l'ordine del giorno, presiedere le riunioni, redigere la mozione conclusiva delle decisioni assunte nel Consiglio di lega e, o nell'attivo generale dei delegati della lega;
Garantire la permanenza in lega tutte le sere della settimana, anche con altri membri del Consiglio di lega;
Coordinare e rendere operative le decisioni del Congialio di lesa verso il quale risponde politicamente. La segreteria di lega potrà convocare l'Attivo di lega, con decisione unitaria.
I membri delle segreterie di lega possono intervenire alle riunioni del direttivo di zona come invitati permanenti con il solo diritto di parola.
COMMISSIONE ELETTORALE DI LEGA
L'attivo generale dei delegati di lega elegge, con una maggioranza di 4 5 dei presenti su proposta della commissione elettorale di zona, una commissione elettorale per la lega. La commissione elettorale di lega deve garantire la corretta e completa applicazione delle norme elettorali stabilite in questo documento.
COMMISSIONE DI LEGA
L'attività della lega deve tendere a strutturarsi in commissioni di lavoro in corrispondenza con l'e analoghe strutture di zona e provinciali, oltre a ulteriori gruppi di lavoro a seconda delle necessità della lega stessa. •
Ogni commissione deve nominare un coordinatore il quale parteciperà alle riunioni delle analoghe commissioni di zona.
SEDI
Per permettere lo deve dotarsi di una gnandosi laddove è i ntercategorial i.
BILANCIO
svolgimento delle attività, ogni lega propria sede F.L.M. adeguata, impepossibile a costituire sedi unitarie
La segreteria di lega, su mandato del Consiglio. di lega e dell'attivo dei delegati, presenta e concorda con la commissione ammniistrativa di zona una proposta di spesa.
La proposta dev'essere approvata dal direttivo di zona nell'ambito del bilancio generale di zona.
Le leghe potranno promuovere iniziative di autofinanziamento.
DI ZONA L'11.7-78
II Direttivo di zona della F.L.M. SOLARI-GIAMBELLINO riunitoi 1'11.7.1978 per dare concreta attuazione alle decisioni assunte dalla IV Conferenza Provinciale F.L.M. del 4-5.3.1977 e dell'attivo generale di zona del 6-7.6.1978, dopo un'ampia discussione approva all'unanimità le « norme per il funzionamento delle leghe » proposto dall'apposita commissione.
Il comitato direttivo impegna l'esecutivo di zona e la commissione elettorale permanente ad attuare le norme per il funzionamento delle leghe, entro settembre con la convocazione di apposite riunioni dei Consigli di Fabbrica ed Attivi di lega.
In particolare il Direttivo decide che in via prioritaria saranno costituiti i Consigli di lega nelle leghe di: MILANO CITTA' - CORSICO - BINASCO.
Per le restanti leghe sarà nominata una Segreteria di lega provvisoria su proposta della Commissione elettorale di lega e ratificata dall'attivo della stessa.
Tale Segreteria provvisoria assume, nella fase di attuazione, tutti i compiti attribuiti alle segreterie di lega nelle « norme per il funzionamento delle leghe ».
Inoltre il Direttivo dà mandato all'esecutivo della Commissione Stampa e propaganda di redigere un numero speciale del Bollettino «Consiglio di fabbrica» per portare all'insieme dei lavoratori le risultanze del dibattito e le decisioni assunte.
Il Direttivo impegna l'esecutivo a riconvocarlo entro i primi giorni di settembre provvedendo anche alla convocazione delle Commissioni anche in relazione al dibattito 7 sui rinnovi contrattuali.
STRALCIO DEL DOCUMENTO SULLE STRUTTURE UNITARIE
PREMESSA GENERALE
La FLM milanese definisce le proprie strutture democratiche dai consigli di fabbrica al Consiglio Generale provinciale e in via sperìmentaie stabilisce la procedura di elezione, elaborate tenendo conto delle proposte del Consiglio Generale di Modena — 21-23 marzo 1972 — e del documento della Federazione CGIL-CISL-UIL milanese; fermo restando che i Congressi dell'Unità Sindacale si terranno sulla base delle decisioni di Modena con le eventuali modificazioni apportate dalla FLM e dall'insieme del movimento sindacale.
LE STRUTTURE DI ZONA Premessa
A livello di zone, fermo restando quanto detto in premessa sui criteri di elezione da adottare al momento della realizzazione dell'unità organica e i criteri congressuali e di elezione dei CUZ stabiliti dalla Federazione milanese CGiL-CISL-UIL, la FLM milanese in via sperimentale e transitoria decide di procedere nel modo seguente alla elezione degli organismi dirigenti, uniche sedi di formazione delle decisioni nelle zone.
Gli organismi dirigenti di zona
La FLM provinciale si articola in zone territoriali.
Tali zone costituiscono un momento di decentramento politico e organizzativo del sindacato provinciale e, in quanto tali, contribuiscono alla elaborazione e alla attuazione della sua linea politica.
Organismi dirigenti delle strutture di categoria sono: l'Assemblea Generale dei delegati, il Direttivo, il Comitato Esecutivo o la Segreteria.
L'Assemblea Generale dei delegati della zona è il massimo organismo di verifica, per questioni di particolare rilevanza politica.
Nelle zone si procede alla definizione di leghe territoriali, possibilmente dotate di una sede per lo svolgimento del lavoro sindacale, e dirette da un consiglio di lega eletto, sulla base dei criteri stabiliti per il direttivo di zona, dai consigli di fabbrica e dall'assemblea dei delegati (delle piccole aziende) adottando le quantità per consentire la massima rappresentatività delle varie unità produttive.
Il Consiglio eleggerà una segreteria per il coordinamento delle attività.
Spetta al Direttivo di zona definire le leghe ed i criteri definitivi di elezione degli organi.
Criteri di elezione dei direttivi di zona
I comitati direttivi di zona sono composti da un
numero di membri pari a 1 ogni 150 iscritti FLM per i primi 9.000 iscritti in zona alla FLM, 1 ogni 200 per gli ulteriori iscritti oltre i 9.000.
Tali membri del direttivo di zona saranno designati dai consigli di fabbrica e dalle assemblee generali (attivi) dei delegati di lega (esclusi i delegati che votano in fabbrica).
Il 70% di tali componenti il Direttivo di zona sarà così designato:
dai consigli di fabbrica in misura di 1 membro ogni 250 iscritti o frazioni superiori a 100, in tutte le fabbriche con oltre 600 iscritti FLM e fino a 3.000 iscritti; oltre, 1 membro ogni 400 Iscritti ulteriori; dalle singole assemblee generali dei delegati di lega (esclusi i delegati delle fabbriche con oltre 600 iscritti alla FLM) in misura proporzionale agli iscritti dì ciascuna lega.
Hanno diritto di voto attivo e passivo i delegati..
La Conimissione Elettorale completa le designaziohi dei consigli di fabbrica e delle assemblee di lega, nella misura del 30% dei membri del Direttivo di zona. In tale ambito i componenti la segreteria di zona a tempo pieno hanno diritto ad essere candidati; la commissione elettorale, terrà inoltre conto, nel formulare la proposta, di criteri politici.
La proposta di completamento deve essere formulata possibilmente alla unanimità e comunque deve raccogliere il consenso delle componenti della FLM.
Tale commissione elettorale viene proposta all'atsemblea generale dei delegati di zona, dal direttivo uscente, ed essere approvata dallo stesso con una maggioranza qualificata di 4/5.
Essa deve garantire inoltre la corretta e completa applicazione delle norme elettorali stabilite.
La lista così composta viene sottoposta al dibattito all'approvazione a maggioranza dei 4/5 dell'Assemblea Generale dei delegati.
Il Direttivo di zona nomina commissioni unitarie almeno per i seguenti settori di attività: organizzazione tesseramento, amministrazione, donne, formazione 150 ore, stampa.
E' compito del Direttivo di zona la verifica puntuale dell'attività svolta dalla commissione e dalla segreteria, dello stile collegiale del lavoro, organizzando anche l'applicazione del criterio di rotazione nelle necessarie distribuzioni degli incarichi, che non debbono subire una gestione individualistica.
Segreteria di zona
La Segreteria di zona, che ha il compito di coordinare l'insieme dell'attività sindacale, è composta dai dirigenti sindacali a pieno tempo operanti in zona da un numero almeno pari di lavoratori in produzione; essa viene ratificata dal comitato direttivo di zona.
La partecipazione ai CUZ
La FLM milanese è pienamente impegnata al potenziamento dei consigli unitari di zona particolarmente nella presente fase congressuale e della loro rielezione e nel sostegno alla loro azione sul territorio. I direttivi di zona e di lega e i C.d.f. della FLM sono chiamati a promuovere la partecipazione dei delegati al lavoro del CUZ, delle sue commissioni, ed a organizzare la mobilitazione sugli obiettivi di lotta.
SINDACATO PROVINCIALE
Il sindacato provinciale ha il compito di attuare, nella Provincia, la linea stabilita dai Congressi, dalle conferenze nazionali, dagli organismi direttivi nazionali e provinciali della categoria. In particolare risponde della conduzione generale della politica rivendicativa, della crescita politica e organizzativa dei militanti sindacali e delle strutture, del coordinamento delle varie attività.
Organismi del sindacato provinciale sono: Consiglio Generale Comitato Direttivo la Segreteria.
Il COnsiglio Generale è il massimo organo deliberante, decide su questioni' di grande importanza per l'organizzazione ed è formato nella fase di transizione verso l'unità organica, dai direttivi delle tre organizzazioni (FIM-CISL n. FIOM-CGIL n. UILM-UIL n. ) integrati da 102 membri espressi dai consigli di fabbrica e dalle zone.
Il Comitato direttivo è composto da 105 membri designati dai singoli direttivi di zona, in proporzione al numero degli iscritti alla FLM, da altri 40 membri proposti dalla commissione elettorale, oltre ai componenti della segreteria provinciale. La lista così composta viene ratificata dall'assemblea generale dei direttivi di zona.
Segreteria previnciale FLM
Nella fase di transizione verso l'unità organica, la segreteria della FLM è composta dall'insieme delle singole segreterie (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL).
Presidenza, Comitato elettorale
All'inizio dei lavori delle assemblee elettive (C.d.f., di lega, di zona e provinciali) si elegge: una presidenza cui compete dirigere il dibattito, verificare la rispondenza dei lavori alle norme stabilite dal regolamento ed ai princìpi che la informano, redigere il verbale dei lavori; una commissione elettorale che deve procedere, con un dibattito aperto a tutti i partecipanti e recependo tutte le proposte dell'assemblea, alla predisposizione della lista elettorale e allo svolgimento delle operazioni di voto, di scrutinio e alla proclamazione degli eletti; la commissione verifica dei poteri, qualora si renda necessaria.
Per tutte le elezioni delle commissioni sopra indicate è necessaria una maggioranza qualificata di almeno i 4/5.
Criteri elettorali
Ciascun delegato ha facoltà di presentare candidati alla commissione elettorale. Questa redige l'elenco delle designazioni — per leghe, zona, provinciale — raccoglie tutte le candidature presentate, le vaglia, la- 9
vora in stretto contatto con l'assemblea per formulare una lista di candidati che ne interpreti nel modo più largo la volontà.
A livello di consiglio di fabbrica, di lega (per le designazioni al Comitato direttivo di zona) e di zona (per le designazioni al Comitato direttivo provinciale) l'impegno politico delle commissioni elettorali è quello di realizzare la predisposizione di una lista unica in grado di recepire l'espressione di tutte le forze e di tutte le posizioni presenti a livello delle rispettive istanze: c.d.f., assemblea di lega, assemblea di zona. La lista deve avere un numero di candidati superiore al numero dei dirigenti e delegati da eleggere del 50%.
La lista dei candidati così formulata prima di essere sottoposta a voto segreto, deve essere approvata da una maggioranza di almeno i 4/5 dei delegati.
Nel caso in cui la lista dei candidati non fosse sufficiente ad esprimere tutte le candidature presenti e quindi a raccogliere il consenso sopra previsto dei 4/5 si provvederà all'allargamento della lista stessa sino al 70% degli eleggibili.
Qualora l'operazione di cui sopra non consentisse il superamento del dissenso all'interno dell'istanza in questione, si cercherà attraverso un confronto tra la istanza interessata e la segreteria FLM di superare le divergenze presenti.
Il permanere, dopo tale confronto, di dissensi che non consentissero la presentazione di una lista unica e, quantificabile in misura superiore al 10% dei delegati, porterà il comitato elettorale a valutare le possibilità di utilizzare diverse soluzioni elettorali.
L'intento di queste procedure deve essere finalizzato al raggiungimento, in tempi brevi, della realizzazione in tutte le zone delle strutture unitarie a tutti i livelli. Le preferenze da esprimere per le elezioni dei delegati e dei membri degli organismi dirigenti del' sindacato sono da un minimo obbligatorio del 30% fino ad un massimo del 40% rispetto al numero degli eleggibili.
Sono eletti, fino a concorrenza dei seggi, i candidati che hanno riportato nell'ordine il maggior numero di preferenze individuali.
La votazione deve avvenire con ogni garanzia di segretezza. Ogni delegato ha un voto; non sono ammessi cumuli di deleghe.
Se vi è unanime consenso, sono ammesse forme diverse di votazione.
Sostituzioni
Tutti gli organismi si rinnovano almeno ogni due anni.
Si decade dagli organismi direttivi per: dimissioni, incompatibilità, cambiamento di categoria, di zona o di provincia per i rispettivi organismi, per tre assenze ingiustificate continuative.
I membri decaduti vengono sostituiti su designazione degli organismi di provenienza (nel caso di elezioni su lista aperta dai primi non eletti, in caso di elezione su lista bloccata attraverso nuove designazioni degli stessi organismi). Tali sostituzioni non possono superare il 2O% dei componenti nell'arco di validità degli organismi.
Le nuove designazioni saranno ratificate nel corso della prima riunione dell'organismo dirigente in oggetto.
Per i consigli di fabbrica vale l'apposito regolamento.
DOCUMENTO APPROVATO DALL'ATTIVO GENERALE DI
ZONA DEL 6-7 GIUGNO 1978
Approvata; 1 voto contrario; 3 astenuti
La conferenza dei delegati, sentita la relazione, il contributo degli interventi e le conclusioni cella Segreteria Provinciale, approva il seguente documento politico.
La situazione economica e politica del paese è caratterizzata da un grave attacco alla democrazia e alle sue istituzioni repubblicane.
Ancora ieri è stato assassinato un agente della polizia carceraria, ai familiari del quale va la nostra solidarietà.
Questa situazione ha trovato, ed ancor di più deve trovare il movimento sindacale impegnato nella difesa della democrazia, come terreno stesso sul quale far maturare e far avanzare la lotta per la trasformazione democratica della società, affrontando alla radice i problemi del risanamento economico sociale ed istituzionale; condizione primaria per costruire una società in cui la violenza ed il terrorismo non trovino lo spazio e la ragione di esistere.
Questa situazione trova ulteriore alimento nell'accentuarsi dei gravi squilibri economici e sociali che si manifestano con maggiore evidenza nella caduta dell'occupazione e nel permanere del processo inflazionistico.
Vanno viste con preoccupazione e sono da respingere le ipotesi di soluzioni legislative tese a regolamentare l'esercizio del diritto di sciopero. Ciò è tanto più grave nel momento in cui si sta avviando nel movimento sindacale una discussione rivolta a definire autonomi modelli di comportamento che evitino la contrapposizione tra i lavoratori dei servizi pubblici e gli utenti degli stessi. Vanno comunque denunciati i ritardi cronici e le responsabilità .politiche che presiedono al grave stato di disservizio presente in larghissima parte dei servizi pubblici. In questa
situazione si fa più urgente l'esigenza della ripresa della iniziativa sindacale su temi precisi rivolta a conquistare concreti risultati sul terreno della programmazione, del rilancio degli investimenti e della occupazione in particolare nel Mezzogiorno, dando avvio alla lotta per la conquista degli obiettivi definiti nella piattaforma dell'Eur, partendo dalla riserva che la Federazione CGIL-CISL-UIL e la stessa FLM hanno espresso sul programma di Governo.
Gli ultimi provvedimenti attuati e preannunciati in materia di prelievo fiscale e, aumento delle tariffe e tagli della spesa pubblica richiedono che nel confronto richiesto si ottengano conc-ete garanzie di difesa delle fascie sociali di finalizzazione, qualificata dei prelievi fiscali in assenza delle quali si rende necessario passare al sostegno di tali obiettivi con adeguate iniziative di mobilitazione dei lavoratori.
In tale direzione, la stagione dei rinnovi contrattuali costituisce una essenziale occasione di raccordo tra la strategia definita all'EUR e gli aspetti specifici di ogni categoria.
Di qui l'esigenza dell'avvio di un dibattito che partendo dalle esperienze acquisite nella contrattazione articolata e da maturare da oggi al contratto, sia finalizzato al coinvolgimento ed alla massima partecipazione dell'insieme della FLM alla definizione degli obiettivi di fondo del prossimo contratto.
Significative in tal senso sono le vertenze aperte con: Confapi, Ass. Artigiani, AIL, ecc. su salute, occupazione, investimenti, mobilità, lavoro a domicilio, ecc.
Parimenti è necessario realizzare in tempi brevi e comunque prima del dibattito contrattuale, proposte unitarie sulla ristrutturazione del salario, superando le divergenze che permangono e che rischiano di non consentire in occasione dei contratti di affrontare il problema, coordinando come è assolutamente necessario le scelte delle varie categorie.
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Tali soluzioni legislative ledono l'autonomia contrattuale del sindacato e non si collocano in un progetto più generale e complessivo del quale siano esattamente definiti tutti i contorni. Pertanto si ritiene che siano da respingere iniziative legislative di questo tipo.
I compiti del sindacato sempre più complessi in questa fase richiedenono una sua capacità di adeguamento sia delle strutture che delle politiche per rispondere adeguatamente alle esigenze di programmazione territoriale e settoriale. Va in questo direzione la costituzione della FLM Regionale e dei cordinamenti settoriali e nazionali di seti() tore, con poteri decisionali, che potranno consentire un
D.C. investito dai suoi Piani di SettoreIla rre Jel )nur, JIL àocagli ie;ie in teta:orado ita inne lel n: le, :oie ze eio ie re neM , pi ri-
più puntuale confronto con le Regioni, anche in rapporto ai compiti di programmazione che a esse sono delegati.
Al superamento dei sindacati provinciali dovrà corrispondere una adeguata capacità di direzione e di organizzazione del movimento da parte delle "strutture regionali, garantendo che tale processo si attui evitando pericolose scollature tra zone territoriali o struttura regionale. Sin da ora è necessario rivedere i mezzi per il pieno funzionamento pratico della FLM Regionale garantendole sin dal prossimo rinnovo contrattuale, di svolgere appieno il proprio ruolo di direzione regionale.
In tale progetto il ruolo determinante dei delegati, dei C.d.F. e delle assemblee dei lavoratori, deve essere rilanciato superando i limiti che si sono manifestati e recuperando la loro funzione di elaborazione, di sintesi unitaria e la loro diretta e più ampia partecipazione su problemi dei territorio.
Dipenderà dalla nostra capacità di superare la permanente scissione tra fabbrica e società, la possibilità per il sindacato di essere concretamente soggetto di contrattazione e di trasformazione.
La conferenza assume l'impegno di realizzare rapidamente le decisioni della FLM Provinciale contenute sul n 48 del bollettino (consiglio di fabbrica) sul finanziamento delle strutture Provinciali, di zona e di lega come strumenti per sviluppare la partecipazione di tutti i lavoratori della zona alla elaborazione delle scelte del sindacato e la loro attuazione. La conferenza impegna tutti i delegati alla massima mobilitazione per la preparazione e la riuscita della giornata di lotta decisa dall'Esecutivo Provinciale per il 28 c.m. realizzando a tal fine riunioni specifiche dei C.d.F. assemblee di lega e di fabbrica. La giornata di lotta del 28 giugno indetta per sostenere le vertenze aperte con le associazioni imprenditoriali sulla prima parte dei contratti, per la definizione delle vertenze aperte (in particolare Nuova Innocenti e Breda Siderurgica), per l'occupazione giovanile, per la salute e sulla mobilità, si inserisce nel quadro più generale delle iniziative che la CGIL-CISL-UIL e della FLM Nazionale per una diversa politica economica da parte del Governo e per la rapida definizione dei piani di settore, premessa per dare positiva soluzione ai problemi occupazionali.
Tale sciopero risponde con ciò anche all'esigenza di garantire gli obiettivi che il sindacato si è dato nell'incona- tro richiesto al Governo dopo l'emissione dei decreti taa- riffari e fiscali.
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