n.15
FI Metalmeccanici milano piazza Umanitaria, 5
Metalmeccanici chimici e alimentaristi scioperano il 12 novembre
Tre delle maggiori categorie dell'industria, rmtalmeccanici, chimici e aii• mentaristi, hanno deciso di .scioperare insieme il 12 novembre, contemporaneamente allo sciopero regionale della Campania. Nel comunicato congiunto si sottolinea che. al centro della giornata di lotta saranno, oltre alle richieste di modifica dei provvedimenti di austerità, obiettivi di investimento in particolare nel Mezzogiorno.
Comunicato Segreteria Naz.FLM 11 ottobre 1976
Documento Comitato Esecutivo FLM
Nazionale - 14 ottobre 1976
- Documento della FLM Nazionale 19 ottobre 1976
Documento conclusivo Direttivo
Federazione Naz. CGIL - CISL-UIL 20 ottobre 1976
Ordine del giorno C.d.E.s:Philips
Monza al Convegno sulla salute 25 ottobre 1976
ANNO IV - OTTOBRE 1976
agenzia di informazione sindacale
della FLM milanese
Comunicato Segreteria nazionale E L M.
11 OTTOBRE 1976
Di fronte alla gravità della situazione determinata dalle misure adottate o preannunciate dal Governo in materia di prezzi, tariffe e fisco, la Segreteria nazionale della F.L.M. ritiene necessaria un'immediata risposta di massa con i lavoratori e la mobilitazione dell'insieme del movimento sindacale.
In particolare la F.L.M. impegna la categoria a convocare assemblee con fermate in tutti i posti di lavoro e a definire con le altre strutture del sindacato iniziative di lotta a livello territoriale, provinciale e regionale.
La Segretetia F.L.M. proporrà all'Esecutivo nazionale convocata per il 14 p.v. un'azione di lotta generale della categoria, come momento unificante delle iniziative già in corso e in collegamento all'iniziativa del movimento che dovrà essere decisa dal direttivo della Federazione CGIL-CISL-UIL, la cui effettuazione deve essere anticipata.
L'obiettivo di questa mobilitazione é una profonda modifica della linea di politica economica del governo che con i provvedimenti adottati e preannunciati non solo porta un pesante attacco alle condizioni di vita deilavoratori ma innesca un meccanismo recessivo con drammatici riflessi sull'occupazione e in particolare a danno del mezzogiorno. La linea del governo, riproponendo nella sostanza la politica dei due tempi, ripercorre le strade tradizionali e fallimentari già sperimentate in passato.
La F.L.M., ribadendo le posizioni adottate dal direttivo del 17/18 settembre, considera in particolare indispensabile garantire:
una rigorosa difesa del meccanismo della scala mobile con i necessari chiarimenti sulle misure di blocco già adottate;
la modifica delle decisioni assunte in materia di prezzi e in partic&lare quello della benzina;
la garanzia, in tema di tariffe, di una rigorosa selettività a difesa delle fasce di reddito basse e colle::ata a precise misure di riforma e di riorganizzazione dei servizi;
l'attuazione di misure fiscali capaci di colpire rapidamente l'evasione, le aree di rendita, i redditi più alti, e l'adozione di misure effettive di equo canone, che devono comportare una sensibile riduzione degli attuali affitti medi.
Questi obiettiVi'deynno essere contestuali ad una politica di rilancio degli investimenti e 'di riconversione finalizzata all'espansione della base produttiva e dell'occupazione nel Mezzogiorno, con una politica Unitaria e coerente dell'intervento pubblico attraverso il fondo di riconversione, l'applicazione della legge per il Mezzogiorno, la costituzione di un fondo per l'occupazione giovanile.
Redazione:piazza Umanitaria n.5 tel.
54.68.020/1/3/4, Milano.
Direttore responsabile: Walter Galbusera.Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971.
Spedizione' in abbonamento postale - Gruppo 3P
Documento Comitato Esecut. FLM Naz.
Roma, 14(ottobre 1976
Il Comitato Esecutivo della F.L.M. approva la relazione presentata dal compagno Liorese a nome della Segreteria ed il giudizio già espresso dalla F.L.M. sui provvedimenti governativi. Certi contenuti essenziali delle proposte o dei provvedimenti adottati dal Governo in materia di riconversione, di prezzi e di tariffe sono inaccettabili dal sindacato in quanto manifestano un'orientamento generale di politica economica del tutto diverso da quelli sostenuti dal movimento sindacale unitario.
Alcune delle misure adottate e proposte, infatti, mentre si rivelano del tutto inefficaci al fine del contenimento del tasso di inflazione o del deficit della bilancia commerciale, come quello degli aumenti indiscriminati della benzina, sono palesemente inique ed accentuano le sperequazioni e le palesi ingiustizie del sistema fiscale vigente. Così come vanno modificate alcune importanti norme del decreto legge inerenti al blocco della contingenza.
Il Comitato Esecutivo della F.L.M. ritiene indispensabile promuóvere un movimento ampio e continuo, tale da poter concorrere ad una radicale modifica di alcuni dei provvedimenti e dei disegni di legge predisposti dal Governo e alla affermazione degli obiettivi fondamentali avanzati dal sindacato in materia di riconversione produttiva, di svilupp9 del Mezzogiorno, di occupazione giovanile e settoriale.
Il Comitato Esecutivo della F.L.M., concordando con il comunicato della Segreteria nazionale del 12 ottobre, ribadisce la necessità che venga definito, entro i prossimi giorni, un programma di azioni interca)tegoriali a sostegno degli obiettivi indicati dall'insieme del movimento sindacale per la modifica dei provvedimenti e delle proposte governative in materia di riconversione industriale, di prezzi, di tariffe e di politica fiscale. Questo programma di azione deve consentire oltre ad un momento di sciopero nazionale. intercategoriale, anche la programmazione di lottt.settoriali e territoriali fatte anche entro la prossima settimana per un minimo complessivo di 8 ore di sciopero. Le modalità di lotta articolatak vanno decise dall'assemblea dei delegati da convocare a livello provinciale o regionale.
Il Comitato Esecutivo impegna la Segreteria nazionale ad adottare nell'ambito di questo orientamento le decisioni di lotta nazionali che in ogni caso impegneranno i lavoratori metalffleccanici.
Roma 19/10/7G
In relazione alle conclusioni dell'esecutivo della F.L.M. del 14 scorso,vengono indicati i seguenti obiettivi come concreti elementi di una piattaforma di confronto con il Governo e con il Parlamento e di dibattito tra i lavoratori,elaborati da una commissione dell'esecutivo.
CONTINGENZA
La F.L.M. resta convinta che una politica di aumento delle risorse dello Stato deve essere effettuato utilizzando soprattutto la leva fiscale,comunque ribadisce l'opposizione a qualunque modifica del meccanismo della scala mobile come ad ogni forma,sia pure temporanea,di blocco totale di essa.
In merito alla definizione del "Tettn",la proposta della Federazione CGIL - CISLUIL é stata assunta dal Governo in sede di formulazione del decreto legge,ha introdotto elementi che contrastano con l'impostazione data dal Sindacato.
Pertanto vanno approntate le seguenti modifiche:
I) Il livello dei 6 milioni e degli 8 milioni netti annui va definitoescludendo, oltre agli assegni familiari e gli oneri previdenziali e sociali,già previsti dal decreto legge,le ritenute fiscali (IRPEF),le indennità date a titolo di trasferte o rimborso spese e il salario indiretto (indennità di anzianità,ecc) mentre deve essere comprensivo delle prestazioni straordinarie;
Introduzione di un adeguamento automatismo ogni 6 mesi dell'ammontare minimo soggetto al provvedimento,in relazione all'aumento dell'indice di calcolo della scala mobile;
La precisazione che,anche nei casi in cui l'erogazione degli aumenti di conti., genza 6 bloccata e sostituita dalle obbligazioni,tali aumenti debbono cont.nuare ad incidere su tutti gli istituti oontrattuali previsti.
DITA'
La proposta deg Governo di prestito forzoso non puó essere limitato ai lavoratori dipendenti né collegato alla scala mobile;pertanto vanno apportate le seguenti modifiche:
I) Per tutti i lavoratori dipendenti che beneficiano di un trattamento di scala mobile diverso e migliorativo di quello regolamentato dall'accordo interconfederale del 75 e dalla disciplina per il pubblico impiego,l'accantonamento dovrà essere commisurato ai trattamenti in atto:
Tutti gli aumenti derivanti da automatismi retributivi dei lavoratori dipendent' che percepiscono oltre i 12 milioni devono essere accantw.ati analogamente a quelli per la contingenza
Il prestito forzoso va applicato anche sulle quote d'indennità di anzianità superiori al milione annuo maturato da lavoratori dipendenti per il 76 - 77 -78;
A tutti i percettori di reddito da lavoro non dipendente (Imprenditori, commercianti, professionisti, artigiani; ecc.) che líperano complessivamente gli 8 milioni e i 6 mi/ioni va effettua to un prelievo analogo alla cifra che si preleva ai lavoratori di pendenti aventi''redditi equivalenti. tale prelievo deve essere eL 4
fettuato con scadenza semestrale mediante il ritiro di obbligazio ni del fondo presso gli ordini professionali le C.C.I.A.
BENZINA
Ti governo.ha finalizzato l'aumento, all'incremento delle disponi finanziarie dello Stato rinunciando così ad avviare un con Lenimento dell'importazione su questo terreno rispetto alla bilan cia dei pagamenti e ponendo una forte carica alla ripresa dell'in flazione. Per superare questi limiti, le ipotesi sono sostanz-talmente due:
I) qantenimento del prezzo di 400 Lire al litro ner 60 Litri a/ mese per le auto fino ai 15 CV. Dei lavoratori dipendenti e fissa zione di un prezzo maggiorato per il mercato libero in un contesto di contenimento forzoso e programmato dei consumi energetici' (autotrazione, illuminazione, riscaldamento);
2) 'Iantenimento del prezzo unico di 500 Lire al litro con rimborm, so fiscale di Lire 60.000 annue per i lavoratori dipendenti chepercepiscono un reddito al di sotto dei 6 milioni netti.
VEDICI
MEDICINALI
Orposizione al ripristini del pagamento si a pure in forme parziali dei medicinali da parte dei mutuati. Occorre, invece una revisione delle liste di medicinali assicurate dalle mutue priviirgiando la fornitura di quelle specialistiche e un'effettiva politica di controllo e condizionamento delle aziende farmaceutiche.
CARVE
Forme di razionamento possono essere introdotte contestualmente:
I) alla determinazione da parte del CIP del rrezzo dei vari tipi di carne anche in funzione dell'orientamento dei consumi:
all'impegno dall'4IVA nel controllo delle importazioni e delle distribuzione degli acquidti all'estero;
all'avvio in tempi accelerati di un programma di incremento de gli allevamenti da realizzare nel Mezzogiorno utilizzando occupa: zione giovanile e favorendole forme cooperative.
TARIFFE
Viconfermiamo la nostra opzione per la selettivitd dei provvedimenti; la progressivitl dell'imposizione e l'eliminazione di ogni privilegio categoriale: in questa logica:
I) 'Tariffe Elettriche: Adeguamento del sovrapprezzo termico per il 1977? mantenendo le attuali condizioni tariffarie per i contrat ti fino a 3 KW di potenza e a 450 KW di consumo trimestrale; aumen ti per utenze sureriori debbono essere contestuali alla definizione e avvio di un piano energetico corrispondente alle indicazioni del 11 Federazione CGIL-CISL-UIL. 11 contenimento dei consumi di eletZ tricitl va ricercato anche attraverso drastiche forme di razionamento ( anticipazione dell'ora legale, riduzione dell'illuminazio ne pubblica, di quella pubblicitaria); _
2) TARIFFA TRASeORTI URBANI E INTERURBANI: VARIAZIONI DELLE TARIFFE
Urbane devono limitarsi alle tariffe ordinarie, salvaguardando quindi gli abbonamenti e le fasce orarie a destinazione sociale; contestualmente entro po-' chi mesi deve essere avviata una politica di programmazione delle riabilita a partire dalle chiusere dei centri storici dell'estenzione dei percorsi preferenziali dia potenziamento del parcoautobus, per le tariffe ferroviarie, salvaguardare gli abbonamenti dei lavoratori e studenti pendolari, forte: progressività tra I° e 2°classe, addebito alle amministrazioni competenti di eventuali tariffe preferenziali;
3) TARII,bh TEELFONICHE:
Confermare l'attuale normativa per le basse utenze e verificare 3a necessità di una lievitazione delle tariffe per le fasce di consumo più elevato in relazione ad un piano delle PP.SS di riconversione del settore delle telecomunicazionied elettronico, anche per accrescere le capacità di esnortazione delle aziende nonchè alle possibilità di finanziamento di questo attraverso il ricorso al mercato finanziario.
FISCO
Le misure su contingenza, prezzi e tariffe, decise dal Governo rappreserotaro pesante condizionamento dell'espenzione proddttiva senza un freno all'inflazione , pertanto accanto alle modifiche proposte, occorre, un impegno più specifico sul terreno fiscale.
I) LOTTA ALLE EVASIONI FISCALI: DA REALZIZZARE CON PROCEDURE DI URGENZA
e mezzi eccezionali (indagine per campione, riduzione dei tempi del contenzioso, potenziamento dei servizzi rispettivi, pubblicizzazione degli eva sori, aggravamento delle sanzioni monetarie e delle penalizzazionil> il modo da recuperare nel coreo del 77 una consistente fetta dell'evasione ( attualmente colcolata su circa 6000 miliardi ) chiamando alla collaborazione gli enti locali;
ACCELLERAZIONE DEI TEMPI DI AVVIO DEUR ANAGRAFE TRIBUTARIA:
modificando i criteri di scelta dei contribuenti da scedare, con orlorità nei confronti di quelli che percepiscono altri redditi e sono sogetti al pagamento dell'iva.
INTRODDZIONE DI UNA IMPOSTA PATRIMONIALE
contestulmente al ripristino delle acapcità di accertamento e delle riscossiOne e dell'agniornamento del catasto, nell'ambito del programma per l'occupazione giovanile.
FINALIZZAZIONE DEI PRELIEVI
l'insieme delle misure va finalizzato con criteri e scelte finora non puntualizzate da parte del Governo, va quindi precisato e rivendicato quanto segue:
UTTILIZZO DEL PRESTITO FORZOSO
Il prestito forzoso.non può essere genericamente destinato al credito a favore delle piccole e medie aziende ma va sottoposto ad un controllo democratico del Parlarrento e del Sindacato per assicurare che esso sia finalizzato a:
) iniziative delle piccole e medie aziende. phe garantiscano incrementi oc,oupazionali, anche in relazione all'uccupazione giovanile;
2) investimenti delle piccole e medie aziende precisando che il 5% del 6 fondo -deve essere utilizzato nell'area meridionale con priorità per quelli
e più alta intensità di occupazione e per favorire all'ulteriore espansione nel settore dell'indotto delle grandi aziende esistenti al sud;
3) Progetti di investimenti nell'agricuoltura, per i quali va destinata una parte del fondo, in settore che riducono il deficit della bilancia commerciale.
B) FONDO DI RICONVERSIONE
Il Governo ha accolto solo fromalmente alcune richieste della Federazione CGIL CISL UIL pertanto occorre acquisire:
I) l'individuazione dei settori interessati alla definizione di programmifinalizzati di sviluppo e di riconversione che il comitato interministeriale deve definire in tempi certiessi devono riguardare quelli agro-indústriale, elettronico meccanica strumentalechi dica fine a tale da consentire una effettiva applicazione della Legge in collegamento all'applicazione della I°parte dei contrarti dell'industria e dei braccianti;
la puntuRliZzazione dei vincoli che devonò caratterizzare l'investimento del fondo a livello settoriale
A) la salvaguardia dell'occupazione complesiva a livello di settore considerando inaccettabild la predeterrdnazionè di una riduzione dei livelli occupazionali aziendali del 20% previsto dalla prowsta del Governo.
Q) II vincolo del 40% dei fondi per il SUD deVe valere a livello dei singoli settori
C)'il livello di autonomia tecnologia rispetto all'estero e di sostituzione delle importazioni;
D) la consistenza-della sicurezza ambientale ed ecologica degli impianti;
Là!espicitazione che non verranno finanziate attività sostitutive di nuove unità produttive al Nord e che saranno adottate misure di coordinamento e di controllo dei finanziamenti del fondo e di quelli previsti dalla 183 per assicurare reali prospettive di investimenti industriali nel Mezzogiorno; Il corrdinemnto a livello settoriale tra le forme di credito e il finanziamento della ricerca appkicatae l'utilizzo della ricerca pubblica i piani di formazione profeslionale ed eventuali agevolazieni nelle forniture di materie prime di base e tecnologicamente avanzate;
Il finanziamento dei fondi di gestione dei PP.SS. solo in presenza di programmi di investimenti corrispondenti alle priorità fissate dal fondo di ricnoversione e dalla 183;
La definizione di una normativa sulla mobilità che deve essere assicurata da strutture Regionali pubbliche e deve garantire la collocazione dei lavoratori nell'arbito di zone o comprensori, in alternativa all'utilizzo della CGIL le modalità e le condizioni di tale mobilità devono essere affidate alla trattativa sindacale.
Tra le misure da adottare per rendere possibile la mobilità da azienda ad azienda può essere assunto l'obbligo di gestire le indennità di liquidazione cln un fondo.nazionale che asìicuri una continuità dell'Istituto e dei benefici.
MEZZOGIORNO
Oltre ad uno stretto courdinamnnto di gestione del fondo di riconversione e gestione della 183 occorre;
I) realizzare in tempi accellerati i progetti speciali (carne, irrigazione,
forestazione, risanamento dei centri storici,) impegando il Governo e le Regioni
individuazione di alcune priorità agro-industriali (ortofrutta) da avviare con prograrri integrati di investimenti;
assunzione da parte dèl CIPE delgi impegni contrattuali assunti in termini di investimenti industriali'da parte delle PP.SS. e delle aziende private verificando i suddetti impegni nell'ambito dei mutamenti intervenuti nei singoli settori;
definire il volume degli investimenti per settore e per zond che verranno effettuati dagli enti pubblici e statali, dalle Regioni dalle PP.SS. e dai privati nel 1977 assumendo che la consistenza complessiva delle risorse spese nel Mezzogiorno nel 1977 sia superiore a quella impiegata per il sostegno delle aziende nel Nord.
OCCUPAZIONE GIOVANTLE
Si conferma la impostazione FLM che consente di mobilitare un numero considerevole di giovani lavoratori sia nell'ambito dell'industria realizzando forme anche originali di rapporti scuola-lavoro sia nell'ambito dei servizi socialmente utili.
EQUO CANONE
Di fronte alle scadenze rappresntate dalle imminenti decisioni governative in materia che comportano un immediato e cospicuo aumento dei profitti e di fronte alle eterogenee proposte avanzate dalle forze politiche e da una molteplicità di ambienti economici e sociali (tutte da verificare rispetto alla salvaguardia del salario) E' necessario che la Federazione unitaria riproponga con forza al dibattito interno al movimento e al cotfronto esterno anche a livello parlamnetare la sua preposta già elaborata garantendo parametri oggettivi e generali
Con la fissazione di un canone di affitto legato ai reali costi di costruzione dell'edilizia pubblica colpisce la rendita e risponde alla richiesta della corte costituzionale per il superamento del doppio regime dei fitti è comunque necessaria una normativa transitoria che preveda un collogamento anche al reddito percepito soprattutto per gli strati popolari a basa> reddito (pensicnati, famiglie numerose, ecc.)
Nello stesso tempo ve...perseguita per il patrimonio di edilizia pubblica e parapubblica (IACP ENTI MUTUALISTICI) la revisone degli enti dirittoin relazione ai patrimoni ed ai redditi bassi o megio l'utilizzo degli alloggi, ovviamente l'introduzione dell'equo canone va collocato nel contesto dell'attivazione di un piano complessivo di potenziamento di intervento pubblico e della riforma definitiva del regime dei suoli.
VOI AVETE PERSO COMMISSIONECONTA- qiEwArPER.E. PERCHÉ RAPPR EJS ENTo voc,i_ i o DINA PER L' ABOL. IZ i o- NON AVETE DICHIARANE DELLA POVER TAR. TO GUERRA AU_A "A SERIA, E ALLORA COME. MAI NOI SIAMO ANCORA PO VERIdella Federazione Naz. CGIL-CISL-UIL
CRISI ECONOMICA, RIDUZIONE DEI CONSUMI, ESPANSIONE DEGLI INVESTIMENTI E DELLA OCCUPAZIONE
Il sindacato è pienamente cdnsapevole della gravità della situazione economica, che ha denunciato da tempo, anche quando vi erano irresponsabili ottimismi nell'area governativa comeda parte di esponenti del padronato. Il sindacato è pienamente consapevole che una politica di austerita è indispensabile per uscire dalla crisi e che tale politica deve costituire la base dell'azione contro l'inflazione e le sue cause strutturali, che sono una minaccia pesantissima sulla società italiana. Tale consapevolezza è stata espressa chiaramente e con proposte conseguenti nel Direttivo del luglio scorso. Il sindacato denuncia — nello stesso tempo — che il carattere indiscriminato della stretta creditizia e la parzialità dell'inasprimento fiscale che il governo va imponendo sono tali che, se manterranno l'attuale carattere, sfoceranno in una ulteriore restrizione degli investimenti e dell'occupazione, senza modificare, ma anzi aggravando le storture e contraddizioni del sistema che da più di un decennio hanno bloccato lo sviluppo economico.
Pertanto l'indispensabile politica di austerità va realizzata — con modifiche degli attuali orientamenti — per una finalità ed una condizione, delle quali è fondamentale l'importanza. La finalità deve essere quella di un contenimento dei consumi a cui corrisponda una espansione reale degli investimenti e dell'occupazione, in primo luogo nel Mezzogiorno. La condizione deve essere che le misure di austerità pesino su tutta la popolazione e su tutti gli strati sociali, in misura proporzionale al •reddito.
La Federazione CGIL-CISL-UIL chiama i -lavoratori all'azione, rivendicando dal governo fatti concreti su questi due punti nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, con l'immediatezza che impone la gravità della situazione.
Poichè l'austerità deve portare allo sviluppo, misure come gli adeguamenti delle tariffe pubbliche vanno condizionate a programmi di risanamento e di sviluppo di questi servizi, e a misure di inasprimento fiscale devono corrispondere iniziative concrete per l'espansione degli investimenti e dell'occupazione. Proprio perchè la lotta all'inflazione sia efficace, alle misure di austerità devono corrispondere scelte di politica economica rivolte a superare il sottosviluppo del Mezzogiorno, i bassi livelli di occupazione, l'inefficienza come il carattere assistenziale dell'amministrazione pubblica, cioè
quei vuoti di produttività che sono causa permanente di inflazione e che pesano sulla efficienza e la competitività dell'apparato produttivo. E' l'operatore pubblico che deve dare un quadro certo per lo sviluppo, particolarmente attraverso le partecipazioni statali e con blocchi consistenti — con carattere di continuità — di domanda pubblica.
UNA POLITICA ECONOMICA PER LO SVILUPPO
Il Comitato direttivo sottolinea la necessità di modificare le misure di stretta creditizia nei loro aspetti più drastici e propone i seguenti punti essenziali delle scelte di politica economica per lo sviluppo:
per il Mezzogiorno: agricoltura, risanamento delle città, investimenti industriali.
Deve essere impegnata a fondo l'iniziativa per lo sviluppo del Mezzogiorn^ in primo luogo. attraverso una adeguata realizzazione della legge per gli interventi straordinari. E' fondamentale l'effettiva realizzazione dei progetti 'speciali, tra i quali in primo luogo quelli rivolti all'agricoltura e al risanamento urbano, e va corrélata l'attuazione dei progetti speciali per insediamenti industriali con la realizzazione degli investimenti così resi possibili. Deve essere pertanto verificata la realizzazione degli investimenti nel Mezzogiorno a cui sono impegnati da accordi sindacali e da pronunciamenti del CIPE le Partecipazioni statali e i grandi gruppi industriali privati; tale verifica deve essere finalizzata ad ottenere la effettiva ed immediata realizzazione di quella parte di questi investimenti che hanno subito vitale importanza nelle regioni meridionali, e a stabilire i tempi e le prospettive per l'insieme dei processi di industr:ializzazione del Mezzogiorno che dipendono da quegli.' impegni.
riconversione industriale: occorrono i piani di settore (agricolo-alimentare, energia, elettronica e telecomunicazioni, trasporti).
Il decreto legge sulla riconversione industriale va modificato in punti fondamentali secondo le indicazioni contenute nella relazione. Va sottolineata l'importanza che il governo promuova immediatamente con il contributo del Parlamento e in adeguato confronto con i sindacati, piani settoriali
che costituiscono lo strumento essenziale della politica industriale e per l'agricoltura, e il canale nel quale collocare i finanziamenti previsti. Questi piani devono garantire la priorità al Mezzogiorno, assicurando nel Mezzogiorno, ìn un bilancio nazio-. nale dell'occupazione, una espansione adeguata dei posti di lavoro. Fondamentale è che la ricerca, che riceve notevoli finanziamenti, abbia una finalizzazione adeguata a tali programmi. Le Partecipazioni statali devono operare sulla base di queste scelte, che a loro volta debbono costituire termini .di orientamento per l'insieme delle attività produttive e, quindi, anche per le aziende « private ». Va sottolineato che per lo sviluppo degli investimenti è fondamentale l'attivazione del medio credito, attualmente bloccato nell'ambito della stretta creditizia decisa dal governo.
Fra i programmi va immediatamente avviata la discussione per una realizzazione, che inizi nelle prossime settimane, dei programmi agricolo-alimentare per l'energia, per l'elettronica e le telecomunicazioni, per i trasporti.
In questo quadro si collocano le iniziative del sindacato per le vertenze nei grandi gruppi industriali — FIAT„ Montedison, ENI, IRI — e per un più generale confronto sui problemi delle Partecipazioni statali, l'azione per l'attuazione dei contratti di lavoro a partire dai diritti di controllo sugli investimenti e sulla occupazione e che giunga ad investire le vaste aree di occupazione precaria.
per lo sviluppo agricolo.
Devono essere predisposte dal governo misure immediate per lo sviluppo agricolo, in primo luogo nei comparti essenziali della zootecnica, dell'ortofrutta, della forestazione, per la irrigazione.
equo canone.
Deve essere portato a conclusione il confronto con il governo per la definizione dell'equo canone dei fitti, per un nuovo regime dei suoli urbani e per lo sviluppo dell'edilizia secondo le esigenze sociali, come problemi di fondo per le condizioni di vita dellé famiglie dei lavoratori e nello stesso tempo per l'occupazione e per gli investimenti del Paese.
occupazione giovanile.
Deve essere concretato un piano straordinario per l'occupazione giovanile nelle attività produttive e nei servizi, che non abbia carattere. assistenziale e non costituisca un doppio mercato: sdel'lavoro, ma che faciliti, in connessione con i prOCesS1,:di fortnazione professionale, l'avvio ad un lavorò utile e produttivo di giovani disoccupati, e fra questi i diplomati e i laureati, in primo luogo nel Mezzogiorno.
RENDERE EFFICIENTE PER TUTTI IL
SISTEMA FISCALE - RESPINGERE L'ATTACCO ALLA SCALA MOBILE
li .Comitato direttivo sottolinea la necessità di un prelievo adeguato della mano pubblica sul reddito
nazionale per attenuare il pauroso deficit dei bilanci pubblici e per fornire i mezzi necessari alla espansione degli investimenti. Deve essere ribadito che lo strumento essenziale per tale prelievo non può essere che il fisco, con equità nella sua utilizzazione. L'attuale inefficienza del sistema fiscale, che si traduce in una gravissima ingiustizia a danno dei lavoratori e in un limite insopportabile delle entrate fiscali complessive, è un fatto davanti al quale non bisogna arrendersi. La prima politica concreta che il sindacato ha diritto di pretendere dal governo è quella rivolta a promuovere l'efficienza del sistema fiscale, senza la quale nessuna misura di prelievo corrisponde a criteri di equità e può essere sufficiente. In questo ambito si colloca la ipotesi di misure di imposta straordinaria sul patrimonio. Il Comitato direttivo respinge con la più grande fermezza l'attacco politico alla Scala mobile che viene portato in questo periodo dal padronato e da fonti governative. E' un tentativo inammissibile di speculazione quello che, attraverso la messa in discussione della Scala mobile, punta sulle ipotesi della svalutazione per garantire !a competitività della produzione. Pertanto, il sistema della contingenza e della Scala mobile, perfezionato con gli accordi sottoscritti all'inizio del 1975, costituisce una difesa indispensabile delle retribuzioni più basse ed una fondamentale conquista perequativa per tutti i lavoratori.
Va dunque respinta ogni proposta di modifica della struttura della contingenza e della Scala mobile. In questo quadro il sindacato ha dichiarato e conferma la sua disponibilità a misure straordinarie di prelievo e di adeguamento delle tariffe pubbliche, alla condizione che tali misure siano associate ad iniziative verificabili e concrete per l'espansione degli investimenti e della occupazione, e che abbiano un carattere di equità sociale. Si impone quindi la adozione di modifiche di grande importanza sociale e politica nelle decisioni prese e negli orientamenti espressi in questo campo dal governo.
SOSTITUIRE il prelievo sulla Scala mobile con una imposta straordinaria sui redditi (e non solo sulle retribuzioni) superiori ad 8 milioni l'anno - AUMENTI DELLE TARIFFE
PUBBLICHE: solo se finalizzati a precisi programmi di sviluppo e tale da salvaguardare le fasce di consumi popolari
B E N Z I N A: doppio mercato e rimborsi
Il Comitato direttivo propone che il decreto legge del governo per il prelievo, sotto forma di prestito forzoso, sulle retribuzioni oltre i livelli di 6 e 8 io milioni annui venga modificato, per garantire ugua-
le prelievo su tutti i redditi e per superare ogni implicazione negativa sulla Scala mobile del decreto del governo nei termini seguenti: sostituire il prestito forzoso con una addizionale percentuale straordinaria per due anni delle aliquote fiscali, che sia uguale per tutti i redditi personali superiori ad 8 milioni l'anno, e che sia tale da realizzare per quanto riguarda i lavoratori dipendenti una entrata complessiva corrispondente a quella prevista con il prestito forzoso, a cui dovrà evidentemente aggiungersi l'entrata prelevata dagli altri redditi. Questa misura deve essere accompagnata dall'avvio concreto a soluzione del problema del cumulo, su una linea adeguatamente perequativa rispetto ai redditi familiari.
II Comitato direttivo conferma le indicazioni particolari contenute nella relazione in tema di tariffe e sottolinea la necessità che il governo decida sugli adeguamenti tariffari soltanto dopo un incontro politico con la rappresentanza della Federazione unitaria. L'orientamento da ribadire è che la politica tariffaria deve tener conto che vi sono servizi per i quali è indispensabile il contributo anche prevalente della collettività e che in ogni caso all'adeguamento delle tariffe bisogna procedere tenendo conto che vi sono limiti sociali invalicabili. Pertanto, il sindacato sottolinea che il criterio nella definizione delle tariffe deve essere quello della protezione di fasce di consumo popolare e, quindi, dei redditi più bassi, di corrispondenti programmi di risanamento e di sviluppo dei settori interessati alle tariffe ed in particolare del risanamento della gestione degli enti pubblici che forniscono i relativi servizi.
Il Comitato direttivo, per il prezzo della benzina, conferma le proposte della relazione per il doppio mercato e per il rimborso d'imposta, e chiede al governo una risposta contestuale alla discussione dei problemi tariffari.
Il Comitato direttivo si rende interprete delle preoccupazioni profonde della popolazione per la crescita generale dei prezzi a cominciare da quelli dei beni di prima necessità. In proposito si impone in ogni caso l'esigenza di rendere più adeguati gli strumenti di controllo e di intervento sui mercati dei beni alimentari, a cominciare dall'AIMA, in modo da stroncare alla radice i meccanismi speculativi. Per quanto riguarda specificatamente la carne, oltre all'impegno dell'AIMA del controllo delle importazioni, va affrontato a livello comunitario il problema dell'acquisto a prezzi internazionali nei Paesi extra europei. E' inoltre necessario agire a livello comunale, specie nelle grandi città, aprendo strutture annonarie (centri carne, mercati generali ortofrutticoli, ecc.) alla vendita al consumo; facendo svolgere una funzione di orientamento dei prezzi alle strutture tipo ente comunale di consumo; rendendo libero l'accesso dei produttori agricOli direttamente al consumo.
li Comitato direttivo rivendica dal governo che su questi problemi abbia luogo non una generica consultazione e tanto meno un avallo da parte del sindacato a misure di fatto già deliberate ma un vero e proprio confronto che consenta una effettiva partecipazione. Il Direttivo ha ancora preci-
sato le posizioni del sindacato anche perchè questo confronto possa realizzarsi subito su punti concreti e definiti.
SOSTEGNO ALLE LOTTE DEL PUBBLICO IMPIEGO
Secondo l'orientamento complessivo del movimento sindacale, il Comitato •direttivo ribadisce esplicitamente il suo sostegno alle vertenze per i rinnovi contrattuali triennali, del pubblico impiego. (statali, regionali, scuola, università, ferrovieri, postelegrafonici, lavoratori del monopolio, enti locali ed ospedalieri) sulla linea della perequazione e della coerenza con la posizione strategica complessiva del movimento sindacale. Queste vertenze comprendono, nella loro stessa piattaforma, la sollecitazione di quella riforma della pubblica amministrazione che è strumento fondamentale per una nuova politica economica. In piena coerenza, dunque, il Direttivo impegna la forza del movimento sindacale per una rapida conclusione delle trattative in corso e per l'immediato completamento del quadro complessivo di questi negoziati, che interessano oltre 2 milioni di lavoratori.
IMPEGNI DI LOTTA
Per sostenere queste posizioni il Comitato direttivo dà mandato alla Segreteria di coordinare un programma base di lotte articolate che veda impegnati entro il 20 novembre tutti i lavoratori con scioperi regionali di 4 ore che devono svolgersi secondo intese da verificare con le strutture regionali. In particolare, gli scioperi regionali devono collegare alla piattaforma generale del movimento le piattaforme territoriali, affrontando coerentemente anche a livello regionale i problemi di fondo contenuti nella linea complessiva del movimento ed associando le rivendicazioni specifiche di carattere territoriale e regionale, anche verso le Regioni e gli Enti locali.
Nell'ambito della continuità di azione necessaria al movimento per le valutazioni conseguenti, il 9 novembre si riunirà nuovamente il Comitato direttivo della Federazione per una possibile intensificazione degli scioperi anche con il ricorso a momenti di unificazione. In questa prospettiva il Co- mitato direttivo sottolinea la necessità di canvas; care entro il 20 novembre in tutte le province kt, assemblee dei quadri provinciali, anche conte fase preparatoria di un'assemblea nazionale dei quadri la cui data — entro il 10 dicembre — sarà fissa,ta nella riunione prevista del Comitato direttivo dePa Federazione.
ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL C. d. F.
DELLA PHILIPS DI MONZA AL CONVEGNO SULLA SALUTE DELLA FLM DI MILANO 25 OTTOBRE 1976
Il Convegno sulla "'salute e l'intervento di medicina preventiva in fabbrica"della F.L.M. di Milano del giorno 25 ottobre 1976 approva e fa pi.;oprio il seguente ordine del giorno presentato da Consiglio di fabbrica della Philips di Monza:
Il Consiglio di fabbrica della Philips di Monza denuncia la grave situazione ambientale e sanitaria in cui versano i lavoratori a partire dal giorno di venerdì 8 ottobre.
A fronte del ripetersi di casi di dermatite diffusi e manifesti ad ogni ripresa del processo produttivo, a 18 giorni di distanza dall'insorgere dei primi fenomeni non sono ancora state appurate le cause e quindi di conseguenza l'entità del rischio a cui è sottoposto ciascun lavoratore. A tanto si è pervenuti per la mancata assunzione delle responsabilità da parte della direzione aziendale in ordine:
-.alla definizione dell'agibilità dei reparti colpiti (al momento 700 unità) che vengono collocati in cassa integrazione guadagni di giorno in giorno.
- alla collocazione necessaria in tema di fornitura dei dati tecnici (modifiche del processo tecnologico, elenco dei materiali tossici, ecc.)
Contemporaneamente si registra il ritardo ed il mancato coordinamento degli enti sanitari preposti alla individuazione e rimozione delle cause, mentre è tuttora precaria la stessa situazione relativa all'assistenza sanitaria richiesta per i lavoratori interessati (presenza quotidiana di un dermatologo e di un medico generico durante le fasi di lavorazione).
Al fine di rimuovere l'insieme di questa situazione che si aggrava sia sotto il profilo della tutela della salute dei lavoratori, sia sotto il profilo del ripristino della normalità produttiva e quindi: fare chiarezza circa l'entità dei rischi e l'agibilità dei reparti; promuovere il necessario coordinamento degli enti preposti (consiglio sanitario di zona, Ispettorato del lavoro, clinica del lavoro! CRIAL); e) assicurare l'assistenza sanitaria ai lavoratori' il Consiglio di fabbrica chiede l'intervento immediato delle autorità sanitarie regionali e provinciali, Assessore alla Sanità Rivolta e Carini, Presidente della Commissione sicurezza ambientale della Regione, Conti.