Federazione
CGIL-CISL-UIL
SIN
L DACATI F.L.M.-Chimici,
(Filcea,Federenergia,Uilpem) M
Elettrici
Ricercatori
Nucleari
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Federazione
CGIL-CISL-UIL
SIN
L DACATI F.L.M.-Chimici,
(Filcea,Federenergia,Uilpem) M
Elettrici
Ricercatori
Nucleari
Nella riunione del Coordinamento Nazionale dell'energia svoltosi a Roma il 23 giugno u.s. é stato deciso di riprendere con forza la vertenza per l'energia che langue or mai da alcuni mesi sul tavolo del ministero dell'industria.
A tale riguardo sono state indette TUE-ORE DI ASSEMBLEE nel settore per fare il punto della situazione ed é stato inoltre deciso di effettuare una GIORNATA DI LOTTA NAZIO NALE da attuarsi entro il quindici luglio. p.v.
Le modalità della giornata di lotta e la sua data di attuazione sarà fissata nel la riunione della Segreteria della Federazione Nazionale CGIL-CISL-UIL del 27 giugno p.v., allo scopo di coordinare le diverse azioni di settore già programmate.
Un primo ciclo di riunioni tra le Orga nizzazioni Sindacali, il Ministro dell'In dustria Donat Cattin e l'Enel aveva porta to alla luce con chiarezza i nodi di fon do della "questione energetica", ed in particolar modo i problemi relativi ai settori della produzione dell'energia det trica e degli impianti per dar luogo a ta le produzione.
Tali questioni furono concordamente de mandate ad un comitato tecnico per il loro approfondimento.
In sostanza si trattava:
l') di esaminare i nodi che intralciano la piena attuazione dell'attuale programma di centrali termiche tradizionali (legge 880);
e) di valutare fabbisogni e tempi futuri di attuazione dei programmi Enel per giungere alla definizione di un piano costruttivo di impianti tradizionali "aggiuntivo" rispetto a quello della legge 880 in modo da evitare "buchi" di energia rispetto ai fabbisogni del paese;
3') di affrontare le questioni relative al programma nucleare, in modo particola re quelle legate alle ubicazioni, ai criteri di committenza, al finanziamento, ai tempi di attuazione del pro gramma.
Ancora una volta le reticenze e la latitanza dell'Enel, unitamente alla mancan za di un serio impegno del Ministero, hanno reso i lavori della commissione pressoché improduttivi. Contemporaneamente, maturavano in altra sede decisioni del tutto con trastanti con le esplicite richieste del movimento sindacale, quali l'invio di una delegazione italiana negli USA, ci pare so prattutto per rafforzare legami e dipenden ze del nostro paese in campo elettronuclea re.
Entrando nel merito di quanto) si é discusso, non ci pare innanzitutto il caso di ripetere la nota serie di addebiti che l'Enel muove agli Enti Locali, principali ostacoli alla realizzazione dei programmi dell'Ente Elettrico, troppo facilmente di mentico delle proprie specifiche responsa bilità, che equivalgono a veri e propri sa botaggi di qualsivoglia indicazione programmatica, di legge e non.
Ci pare piuttosto necessario riflettere su alcuni crit2ri con i quali é necessario guardare ai dati forniti dall'Enel.
Innanzitutto la necessità annua dei con suini ipotizzati dall'Enel, e ricavati da precedenti "serie storiche" piuttosto che dalle reali esigenze di sviluppo industria le del paese e del Mezzogiorno in particolare. Nonostante tale limite fondamentale,
fino al 1979 ltEnel da per certo un deficit di potenza che proprio in tale anno raggiungerebbe il massimo di 2700 MW.
Inoltre l'affidabilità di tali previsio ni é ancorata all'entrata in esercizio en tro termini del tutto irrealistici di 7 impianti nucleari tra il 1976 ed il 1982, 2 ed alla realizzazione di un programma "ad giuntivon. proposto dall'Enel, di cui fanno parte 2 delle suddette centrali nuèlea ri, impianti termici (oltre alla 880) per 300 MW e di pompaggio di altri 500, ed in fine 1000 MWE da impianti turbogas.
Per verificare l'incredibile leggerezza di tali affermazioni basta aver presente quanto segue:
- le sette centrali nucleari sono quella di Caorso (che dovrebbe entrare in fun zione nel 1976); altre 2 gìà ordinate, ed altre 2 solo "opzionate"; a queste ltEnel ha aggiunto altri 2 impianti che; (ancora non decisi) dovrebbero entrare in funzione nel 1982, quando l'Enel stessa ha poi dovuto riconoscere che "dal via" i tempi reali di realizzazione sono di 8 anni e 2 mesi: col che saremmo già al 1984.
A tutto ciò si aggiunga l'esplicita am missione fatta dall'Enel all'ultimo incon tro, relativa alla mancanza di quella "carta dei siti" che é senza dubbio il pri mo strumento per facilitare proprio quei rapporti con gli Enti Locali cui l'Enel addebita gli scandalosi ritardi di cui so Io sua la responsabilità.
(iestlultimo incontro é stato forse il meno inconcludente: ha permesso di smenti re le affermaioni dei precedenti, ed ha portato ad "ufficiose" affermazioni circa il"programma nucleare".
Questo, il cui costo é ormai valutato dall'Enel in 20.000 miliardi di lire (di cui la metà per sole infrastrutture indot te) dovrebbe prendere avvio entro il 1975 con l'ordinazione di 8 centrali, e verreb be completato con altre 12 nel 177/178.
Per i finanziamenti, l'unico dato certo é l'indicazione e l'intenzione della Enel di aumentare le tariffe elettriche
nel quinquennio 1975/1979 progressivamente nella misura del 10% annuo sia per por tare a pareggio il bilancio dell'Ente, dia per reperire una parte di soldi perla co struzione di nuovi impianti- che per il pro gramma nucleare dell'aumento poi del fondo di dotazione dell'Enel. Da mesi si parla senza decidere, mentre come ricordato all'inizio, si fa sempre più strada l'ipote si di nuovi pessanti prestiti internazionali.
A questo punto, un ulteriore incontro a tale livello avrebbe solo permesso, ancora una volta, di smentire le solite £ratuite previsioni "rosee", non certo le ultiMe due ricordate (tariffe e prestiti, con tut to ciò che stà dietro a questa parola), per cui il tavolo di discussione deve tor nare ad essere quello governativo dal qua le dovranno nascere, per la spinta che il movimento saprà dare, decisioni chiare e credibili.
In ogni caso riportiamo di seguito tre tabelle che rappresentano la sintesi dei dati di maggiore interesse forniti nel corso degli incontri.
T o i Ross a n o 1, 2 (p a rt (5) 00MW ) P io m bino 1 e 2 ( 600) Ross a no 3 e 4 (700 ) Br in dis i 4 (3 00 ) Fus ine 3 e 4 ( 600 (1) ) • I
(Alto Ges s o (37 5 ) Edo to 83(2 ) Alto Ges s o 5(12 ) Pie dilag o (1 000 : Ido lo ( 667) Pr es enzan o l (500 )•
Po r to To lie (64 0 ) Mon fa leo ne 2 (3 00 ) To rve l da lig a 1, 2 (1 2 80 )P. To l 1e 2, 3 (1802 ) Mo n fa lcc ne 3 (3 00 ) Se rm ide 1 (30 0)Ga rg a no 1, 2 (600 ) Por to To l te 4 «4 0 ) Se rm i de 2, 43, (9 00) Te ve z za no 1, 2 (600) Ge rg a no 3, 4 (600 )
to ta le de
0.d.g. sulle: TARIFFE ELETTRICHE
Approvato dall'Attivo Unitario degli Elettrici di Milano il giorno 24/6/1975.
L'Attivo Unitario degli Elettrici di Milano riunitosi per un esame gene rale dell'attuale situazione sindacale e politico-economica del nostro paese, ha analizzato in particolare l'urgente problema dell'aumento del le tariffe elettriche, accompagnato fra l'altro da rincari già conferii ti di altre tariffe e beni di prima necessità.
A parere dell'attivo, le considerazioni da cui bisogna partire per imm postare un dibattito che porti ad una corretta soluzione del problema, sono:
i dati oggettivi che dovrebbero giustificare un aumento delle entrate finanziarie dell'Enel sono ben più validi e di ben al tra entità delle quasi assenti motivazioni con le quali si so no aumentate ad esempio le tariffe telefoníche.In effetti siimo di fronte ad un forte aumento dei costi che non sembra afW fatto diminuire, ad un deficit crescente del bilandio dell'Enel. (ora di circa 500 miliardi annui) ed alla necessità di reperi re enormi finanziamenti per dare la necessaria energia al Pae se (circa 20.000 miliardi in IO anni).
La legge istitutiva approvata in Parlamento parla chiaramente di fornitura di energia elettrica al minimo costo e non a costi fittizi e, sinora, nessuno ne ha proposto il cambiamento o, per lo meno, l'avvio di un dibattito tra i lavoratori e nel Parlamen tó su tali questioni.
La situazione finanziaria, da cui è partito l'Enel con la nazio nalizzazione, è stata disastrosa in quanto l'Ente ha dovuto con trarre pesantissimi oneri passivi per poter pagare l'esproprio— degli impianti, oneri che sí fanno tutt'ora risentire nel bilan cio
L'iniquità del nostro sistema fiscale, se addossasse completa= mente alla comunità nel suo complesso gli oneri finanziari ag= giuntivi che si renderanno necessari, non farebbe altro che sca ricare il peso di maggiori costi sulle masse popolari che paghe rebbero i deficit provocati dai consumi delle ville al mare o delle industrie.
In seguito a queste considerazioni l'attivo degli elettrici ritiene che.alla base di ogni ristrutturazione tariffaria vi debbano essere queste condizioni:
Giustificazione dettagliata e controllata dai lavoratori e dal Parlamento di ogni maggiore entrata finanziaria richiesta e 'elle relative modalità, per non far passare, con il ricattoh del pericolo dell'Italia al buio, dei plani solo in parte giu* 3tifiati. In particolare il costo del combustibile deve esse re finalmente controllato e sottratto all'arbitrio ed alla cor ruzioRe dei petrolieri.
- Strumenti e garanzie perché i nuovi enormi investimen ti siano impiegati in modo produttivo per il:nostro Paese cioè per una acquisizione di autonomia della no
stra industria (potenziamento.della ricerca e della progettazione) e dell'occupazione.
Una maggiore economicità'di getione da parte dell'E nel, che proprio in questi tempi, va potenziando inve ce le proprie strutture burocratiche centrali, senza alcuna giustificazione e senza la discussione con le Organizzazioni dei lavoratori, e continua a sotto uti lízzare le costose strutture di progettazione e ricer ca di cui dispone.
Mantenimento delle attuali differenziazioni e *degli at tuali livelli tariffari nei riguardi delle utenze po= polari e di modeste attività produttive, che sono una necessità e non sono ulteriormente comprimibili,osser vando che, al contrario, sussistono scandalose situa-1 zioni di favore per le grosse industrie.
- Un congruo aumento del fondo di dotazione per un certo numero di anni, non nell'ottica di chi afferma che co= munque le aziende dei servizi vanno sempre sovvenziona te, ma per riparare all'errore fatto al momento della nazionalizzazione, adossando gli indenizzi completamen te alVEnel, il che ha contribuito ad impedire che vi fosse un corretto sviluppodegli investimenti ed ha portato alla attuale situazione di forti carenze.
Tutta questa materia deve essere discussa in Parlamen= to, dato i suoi riflessi economici e politici ed i pun ti oscuri che presenta e che vengono tenuti tali dal Mínistero dell'Industria e dalla connivente dirigenza Enel. Quindi netto rifiuto dei decreti CIPE o CIP.
Questo modo di affrontare i problemi è del resto la via indicata dal le Organizzazioni Sindacali e la cui validità è stata confortata rec„entemente dall'esito delle elezioni amministrative che hanno ribaU dito la domanda crescente dei lavoratori nella gestione e nella so= luzione dei gravi problemi in cui si trova ed è stato lasciato il no stro Paese. Solo con la.partecipazione dei lavoratori e con il correr to utilizzo delle nostre istituzioni democratiche è possibile risolvere o ridurre la gravità di tutti i problemi piccoli o grandi che ab= biamo di fronte.
Milano, 24 Giugno 1975
RE: PREOCCUPAZIONI PER LE PROSSIME DECISIONI DEL GOVERNO
Si sono conclusi nei giorni scorsi gli incontri a livello tecnico tra il Ministe ro dell'Industria, l'Enel e le Organizzazioni dei Lavoratori, in ordine ai proble mi dell'energia elettrica e, più in parti colare, del piano elettronucleare. I risultati dei colloqui, anziché diradare, hanno aumentato le preoccupazioni delle or ganizzazioni sindacali sulle linee di poli tica energetica che l'attuale governo l'i appresterebbe a vatare. In seguito a ciò,
la Federazione CGIL-CISL-UIL ha chiesto al governo, con un telegramma al Ministro dell'Industria, un incontro urgente per discuter', prima di qualsiasi decisione del . CIPE, la sostanza delle decisioni che sem bra stiano maturando, sia a Roma, in sede di commissione Enel-Cnen-industrie manffat turiere-ministero dell'industria, sia negli. USA, in occasione dei colloqui tra /III presentanti del governo italiano e la commissione americana per l'energia atomica.
Tali decisioni, fondamentali per lo sari luppo del settore e, più in generale, per lo- sviluppo dell'ecenomia del paese, porteranno o a rafforzarne l'autoncmia od a .20§1
renderne ancora più pesante la subordina zione tecnologica, compromettendo la sua stessa autonomia politica.
Le organizzazioni sindacali dei lavoratori - riconfermando la piattaforma riven dicativa presentata al governo e che é al la base della vertenza sui problemi dell'energia elettrica - intendono garantire lo sviluppo dell'occupazione, la qualifica zione tecnologica dell'industria elettromeccanica pesante, in modo da assicurare anzitutto la padronanza della tecnologia relativa al ciclo del combustibile nuclea re nonché quella di tutte le conoscenze connesse con la sicurezza degli impianti e dei singoli componenti. Conseguentemen, te, le organizzazioni sindacali rivendicano che la soluzione del probleffia del finanziamento del programma elettrico del prossimo decennio non sia condizionata né
alla accettazione della politica petrolife ra americana, né all'acquisto negli USA della maggior parte dei componenti quali ficati della centrale.
Nei prossimi giorni la segreteria della Federazione, sulla base delle decisioni assunte all'assemblea dei delegati di Rimini, terrà la riunione del coordinamento di settore che procederà in quella se-de alla definizione delle ulteriori iniziative di lotta per gli obiettivi che il movimento si é dato e che riguardano: il decentramento e la ristrutturazione dell'Ehel e il suo ruolo: la funzione produttiva della ricerca nazionale; lo sviluppo dell'occupazione ,-nell'industria elettromeccanica pesante ed il controllo del processo di ristrutturazione, attraverso il controllo dell'organizzazione del lavoro e la contrattazione degli investimenti.
Si é riunito a Milano il Coordinamento delle aziende elettromeccaniche che fanno capo alla Finmeccanica assieme alle segreterie nazionale e provinciali interessate per un esame delle situazioni aziendali in relazione alle vertenze aperte (aziendali e di settore, PP.SS.) ed ai risultati degli incontri avutisi presso la Finan ziaria.
Il Coordinamento valuta fondamentale ri prendere con decisione la vertenza energia nei confronti del Governo rispetto al la definizione del piano per la costruzio ne di nuove centrali secondo gli obiettivi già definiti dalla Federazione CGILCISL-UIL.
L'apertura delle vertenze PP.SS. per la caratteristica di confronto sulle scel te politiche delle aziende pubbliche, in cui assieme ad altri settori si ritrovano la gran parte delle manifatturiere elettromeccaniche pur trovando il suo svi luppo di medio periodo costituisce il punto di riferimento a cui finalizzare l'iniziativa sindacale nelle fabbriche e nel settore.
Queste vertenze che hanno per oggetto le prospettive del settore e dello svilu2 po delle aziende pubbliche non può però esaurire le esigenzé di una puntuale sal vaguardia e sviluppo dell'occupazione, dell'orario di lavoro, della qualificazio ne delle fabbriche e dei lavoratori, dell'applicazione digli accordi 1974 che oggi sono minacciate dai processi di riArut turaZione in tutte le aziende Finmeccanica tendenti ad un ridimensionamento della base produttiva non in funzione di un definito piano complessive.
La Finmeccanica infatti mentre non garantisce un piano di sviluppo nei vari com Parti, trincerandosi dietro la mancanza di scelte politiche del governo sul problema energia, dall'altro non si impegna nella diversificazione produttiva mentre afferma la necessità di spostare le produzioni della caldareria convenzionale dall'Ansaldo e in parte dalla Breda alla Termosud, la ricnnversione dei lavoratori addetti a Genova e a Sesto in altro colaparto con la richiesta di.introduzione di9 turni alla Breda, preannuncia la Cassa In 3.>
tegrazione all'Italtrafo di Milano, disattende gli accordi nel comparto motori.
Per queste ragioni il coordinamento ri tiene urgente e necessario chiamare alla mobilitazione i lavoratori di tutte le fab briche del settore Finmeccanica per contrastare la linea Finmeccanica in quanto la lotta contro questo tipo di ristruttu razione costituisce un momento essenziale per la costruzione di adeguati rapporti di forza a sostegno della stessa vertenza energia e PP.SS.
Pertanto il Coordinamento assume le se guenti decisioni:
1) proseguire la vertenza con la Finmecca nica contestualmente su tutti i punti della piattaforma PP.SS.: rispetto degli impegni aziende Finmeccanica - Accordo TEDI del 1974 in tempi operativi (si tratta dell'ade guamento della. -capacità produttiva nelle turbine e alternatori - incremento occupazionale dell'Italtrafo di Napoli attraverso l'adeguamento produttivo nei trasformatori e nella trazione - realizzazione di un nuovo stabilimento nel Mezzogiorno per 500 addetti circa per la produzione di componenti nucleari - trasformazione del Cantiere di Taranto in officina di riparazione motori di dimensioni adeguate);
sviluppo occupazionale della Termosud (Finmeocanica) attraverso la qualifi cazione e la diversificazione produt tiva da realizzarsi mediante l'autonomia progettativa commerciale e amministrativa (nei confronti dell'Ansaldo e della Breda Termomeccanica); la diversificazione produttiva nel campo dei componenti dell'isola nucleare (strumentazione di misura e controllo, pompe, internals, ecc.) attraverso adeguati investimenti nel la ricerca e la collaborazione con il CNEN;
l'utilizzazione piena della capacità produttiva della Terni (Finsider) nel campo dei vessels e l'adeguamento nel campo dei grandi fucinati; controllo della ristrutturazione.
Effettuare 2 ore di sciopero con assem blea per discutere con i lavoratori questa scelta e i rapporti tra vertenze aziendali e vertenza PP.SS. di setto re il 19 giugno, anche per sostenere e caratterizzare la ripresa della verten za con la Finmeccanica.
Avviare un confronto con i lavoratori delle aziende private nell'ambito del coordinamento nazionale del settore e a livello territoriale nell'ambito degli scioperi proclamati per la vertenza PP. SS. che saranno effettuati entro giugno al fine di ricercare momenti comuni di obiettivi e di lotta.
Il Coordinamento elettromeccanica FLM (al completo) é riconvocato per il 23 giúgno alle ore 9 presso la F.L.M. nazionale in preparazione anche al Coordinamento energia convocato dalla Federazione.CGILCISL-UIL per le ore 17 dello stesso gior no al COU ( via Sicilia 66).
Milano, 13 giugno 1975
La conferenza nazionale dei delegati d'azienda e delle strutture sindacali riuniti a Rimini il 29, 30, 31 maggio approva la relazione svolta da Carniti e sottolinea il peso della crisi economica e sociale in atto aggravata com'è dagli attentati e crimini dello squadrismo fascista e dalla strategia della tensione.
La conferenza, mentre sottolinea l'uso politico della crisi da parte delle classi dominanti come strumento di attacco alla classe operaia e alle masse popolari per aumentare lo sfruttamento nei luoghi di lavoro e determinare un drastico ridimensionamento del loro tenore di vita, denuncia il tentativo di quelle forze politiche ed economiche che vogliono fare arretrare il sindacato in un ambito puramente contrattuale, in una logica insieme subordinata e corporativa, negandogli quel ruolo di interlocutore decisivo nelle grandi scelte di politica economica che ha conquistato in anni di lotta. Consapevole di quanto decisiva sia per lo stesso sviluppo della democrazia la propria capacità di assolvere pienamente questo ruolo, il sincicato riafferma che su questo piano è deciso ad impegnare fino in fondo tutta la >ua forza e capacità di mobilitazio-
ne dei lavoratori.
Sui problemi dello sviluppo e della difesa dell'occupazione, del Mezzogiorno e di una nuova politica economica, che debbono diventare sempre più una priorità assoluta, il movimento sindacale, nonostante vaste e generose iniziative di lotta a livello delle zone, provinciali, settoriali ed anche nazionali avverte la necessità di una unificazione intorno ad alcune scelte fondamentali, superando i limiti e le incertezze di direzione registrate in questi mesi.
La conferenza sottolinea perciò la necessità di una ferma risposta di lotta di tutto il movimento operaio capace, per incisività e continuità, di modificare le scelte economiche del padronato e del governo, e aprire i necessari tavoli di trattativa; un confronto preciso deve riaprirsi sui temi della spesa pubblica e della politica fiscale realizzando un collegamento con le lotte in corso per la riforma della pubblica amministrazione e delle strutture e dei modi dell'intervento pubblico.
La Federazione unitaria, insieme alle categorie ed alle strutture orizzontali, mentre fa proprie le lotte già decise per i prossimi giorni — come lo sciopero per l'elettronica e le tele-
comunicazioni, quello dei chimici, ecc. — deve assumere come prioritarie e centrali nel confronto con il padronato ed il governo alcune delle vertenze già aperte sui cui misurare la volontà politica delle controparti. Si tratta quindi di sviluppare nei mesi di giugno e luglio un movimento di lotte articolate che non potrà non estendersi anche alla stagione contrattuale e che rappresenta una condizione fondamentale per . fare del rinnovi contrattuali, un momento ulteriore crescita del movimento, di conquista di più ampi spazi di pota. re e di democrazia nella fabbrica.* nella società e non, invece, un mo, mento di ripiegamento puramente salariale e di difesa di interessi di categoria e della sola classe operaia occupata.
La conferenza ribadisce la centrelitti dell'iniziativa di fabbrica sulle condizioni di lavoro (ritmi, organici, carichi, ambiente e organizzazione di lovoro) sulle quali, attraverso le ristrutturazioni e la crisi si svolge- un duro attacco padronale. La inkdadviv e la capacità del movimento sindaco.. le su questi problemi è inseparabile dall'azione più generale per gli' obiettivi di sviluppo economico e gode*: L'analisi della situazione economica
pone con chiarezza l'esigenza di una profonda riqualificazione e riconversione dell'apparatò produttivo del Paese. .A questo scopo è decisivo agire contemporanemente sul recupero e sulla riqualificazione di settori e aree arretrate (Mezzogiorno, agricoltura, edilizia), quanto sullo sviluppo nazionale dei settori inFlustriali a tecnologie avanzate. Intorno a queste vertenze va aperto un vasto confronto con i partiti politici, le regioni e gli enti locali. La conferenza dei delegati riconferma la scelta della lotta articolata come, Io strumento più idoneo per portare .avanti una strategia vasta e complessa come quella assunta sui problemi dell'occupazione, dello sviluppo e di una nuova politica economica. L'articolazione esige, però, una più elevata capacità di direzione complessiva, di coordinamento e. di selezione degli obiettivi prioritari, all'interno di un disegno strategico organico, della Federazione unitaria e di tutte le istanze del movimento. La conferenza dei delegati assume come momenti centi-ali di questa iniziativa articolata della Federazione: — la vertenza versò le aziende pubbliche (partecipazioni statali, Montedison, ENEL e GEPI) con la quale si intende aprire fin da oggi un confronto decisivo con il governo e gli enti di gestione sugli obiettivi e gli strumenti dell'intervento pubblico, sul ruolo che si vuole affidare alle partecipazioni statali per sollecitare un profondo processo di riconversione e rinnovamento dell'apparato produttivo dei Paese;
la vertenza auto-indotto-trasporti per conquistare una politica industriale alternativa capace di far fronte alla crisi strutturale dell'auto e di promuovere un graduale ammodernamento del sistema dei trasporti collettivi (terrestre, marittimo, portuale ed aereo), funzionale ad una politica di riequilibrio territoriale e al miglioramento dei servizi;
la vertenza per una nuova politica energetica;
la lotta per imporre un profondo rinnovamento dell'agricoltura, assumendo, con l'impegno di tutti i lavoratori delle campagne e dei settori connessi (chimico, alimentare, edile, ecc.), come terreno concreto dell'iniziativa, i rinnovi dei patti bràcciantili che stanno per scadere in 45 province e il mantenimento da parte del gover-
no degli impegni di investimento assunti nel luglio 1974; lo sviluppo dell'iniziativa per il rifinanziamento e l'attuazione immediata delle opere pubbliche per l'edilizia economica e popolare per garantire prospettive di sviluppo dell'occupazione in uno dei settori più colpiti dalla crisi, riconfermando il ruolo decisivo dell'edilizia per un'organica politica del territorio e di sviluppo industriale; le vertenze di Campania, Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia e Basilicata e quella per l'irrigazione come vertenze esemplari della capacità del sindacato di imporre un radicale rinnovamento nel Mezzogiorno.
La conferenza nel denunciare la gravità del fenomeno del decentramento e della dispersione produttiva, con la estensione conseguente del sottosalario del lavoro nero, afferma le esigenze parallele: 1) prima dell'estensione del controllo contrattuale sull'area delle piccole aziende della garanzia sul posto di lavoro per i dipendenti, dell'applicazione effettiva della legge sul lavoro a domicilio; 2) di norme che garantiscano il finanziamento delle aziende in funzione dello sviluppo dell'occupazione e della produzione, dell'avvio immediato' di una riforma del sistema contributivo che superi il carattere attuale dei contributi di tassa sull'occupazione sui settori che occupano più lavoratori con meno capitale investito. In questo contesto, la conferenza sottolinea l'importanza della difesa del vasto quadro di occupazione nel settore tessile e del l 'abbigl lamento, da cui dipende in misura decisiva l'occupazione femminile, già duramente colpita.
Per la gestione di queste vertenze la segreteria della Federazione costituisce dei comitati di coordinamento, dei quali fanno parte le categorie e le strutture regionali più interessate a ciascuna vertenza, insieme ai quali dirige lo sviluppo delle iniziative delle lotte in tutte le sue fasi. Per dare immediato seguito operativo alle decisioni politiche della conferenza e per definire il programma di lotte a sostegno delle vertenze, il 6 giugno si riunirà la segreteria della Federazione, insieme ai comitati di coordinamento delle vertenze partecipazioni statali; Montedison-GEPI, auto-indotto-trasporti, agricoltura-chimica - alimentaristi e delle vertenze territoriali nel Mezzogiorno.
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