L'intesa punto per punto
Questi i punti principali dell'accordo Governo-Sindacati:
OAbolizione degli articoli 3 e 4 del decreto sul costo del lavoro: per l'articolo 3 (esclusione dalla fiscalizzazione delle aziende che concedessero aumenti salariali); i sindacati riconfermano la linea di contenimento delle richieste di aumenti, espressa nella dichiarazione unilaterale allegata agli accordi con la Confindustria. In cambio del ritiro dell'art. 4, (sterilizzazione degli aumenti Iva) i sindacati accettano la revisione del calcolo nella scala mobile di giornali, trasporti e tariffe elettriche. Ciò consente la duzione di 1,49 punti di contingenza, che viene così effettuata:
A) GIORNALI: si considera il prezzo medio tra minimo e massimo dell'abbonamento ai maggiori quotidiani .per 6 numeri, con un'incidenza dello 0,89 per cento;
TRASPORTI URBANI:
si considera il prezzo dell'abbonamento mensile più economico in ciascuna città, con una incidenza dello 0,44 per cento;
ENEL: per l'energia elettrica vengono considerate solo le tariffe, con esclusione del sovrapprezzo termico, con un incidenza dello 0,16 per cento.
(;"; Piscia: il Governo si impegna, qualora nel '78 si rendessero necessarie ulteriori manovre per il reperimento di fondi, ad intervenire attraverso l'imposizione diretta e non più con l'imposizione indiretta.
O ti:
Impegni del Governo nel campo degli investimen-
A) Intervento, con decreto, per opere di intervento straor-
dinario riferite aì già stanziati 1.681 miliardi, per un totale di 2 milioni di giornate lavorative, con una spesa integrativa per nuovi interventi di 700-800 miliardi per altri 6 milioni di nuove giornate lavorative.
13) Intervento per l'attuazione dei due progetti speciali già approvati per la zootecnia, agricoltura e forestazione e per il piano idrico.
C) Attuazione in tempi brevi -di un insediamento Fiat nel Mezzogiorno per la produzione di autocarri, con un'occupazione iniziale di 2 mila unità e finale di 4000, localizzato forse nella Val di Sangro; attuazione in tempi brevi dell'officina ferroviaria di Noia e della Sangro Chimica, che verrebbe spostata nell' area di Brindisi, e infine una serie di iniziative della Finanziaria meridionale.
Giovani: il Governo si é impegnato a intervenire subito dopo l'approvazione del Senato per trasformare il provvedimento in decreto legge concordando le eventuali modifiche.
Prezzi: il Governo si è impegnato ad incontrarsi entro due settimane con i sindacati.
OTetto scala mobile: il Governo ridiscuterà entro giugno il plafond dei prelievi in Buoni del Tesoro, riesaminando i livelli di 6 e 8 milioni del prelievo sulla contingenza in rapporto all' aumento del costo della vita.
C) Scale mobili anomale: il Governo discuterà con i sindacati sulla destinazione dei fondi conseguenti all'abolizione delle scale mobili anomale per bancari, assicurativi, ecc. (a pagina 10 pubblichiamo il testo rielaborato e integrato della legge di conversione di questo specifico decreto).
CGIL CISL UIL approvato all' unanimità 30 - 3 -'77
ROMA — Ecco il testo del documento approvato dal Direttivo unitario all'unanimità:
Il Comitato Direttivo della Federazione CGIL-CISL-UIL approva la conclusione della trattativa con il governo in tema di costo del lavoro, che comporta la cancellazione degli artt. 3 e 4 del decreto legge e la modifica del metodo di calcolo per la contingenza delle tariffe dei trasporti urbani e dell'energia elettrica e dei prezzi dei quotidiani. Al prezzo così pagato, che è in sostanza pari a un punto e mezzo della contingenza, corrisponde la •riaffermazione della contrattazione aziendale, sulla base delle scelte qualitative e quantitative compiute dall'assemblea dei quadri di Roma del gennaio scorso, la riconferma in tutte le sue parti della validità degli accordi interconfederali della contingenza e l'impegno
politico del governo a considerare così concluSo il discorso sul costo' del lavoro. La pressione politica esercitata, su scala internazionale e interna, perchè il movimento sindacale facesse delle concessioni sostanziali su queste conquiste essenziali del movimento, è stata dunque sorretta dai lavoratori e dal sindacato con grande senso di responsabilità ma con grande forza e fermezza.
Il Comitato Direttivo prende inoltre atto che il governo ha garantito il riesame dei livelli di sei e otto milioni del prelievo con Buoni del Tesoro sulla contingenza, in rapporto all'aumento del costo della vita, in riferimento an, che all'impegno assunto in proposito in sede parlamentare.
Il Comitato Direttivo della Federazione CGIL-CISL-UIL, d'altra parte, prende atto che sugli altri fondamen-
Redazione: piazza Umanitaria n. 5 - tel. 54.68.020/1/3/4, Milano.
Direttore responsabile: Walter Galbusera.
Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971
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tali aspetti del confronto col governo, attinenti agli orientamenti della sua politica economica e più particolarmente agli obiettivi dell'investimento pubblico nel Mezzogiorno, di una misura straordinaria per l'occupazione giovanile e di controlli effettivi dei prezzi, permane un profondo dissenso. Esso afferma quindi che di fronte al rifiuto del governo di assumere atti tali da modificare profondamente gli orientamenti oggi prevalenti in sede di governo, si impone una ripresa dell'iniziativa sindacale sui temi che sono stati al centro dello sciopero del 18 marzo e sugli obiettivi contenuti nelle grandi vertenze industriali. In particolare la Federazione ha sollecitato l'adozione di misure di controllo sui prezzi, almeno per quanto riguarda i listini delle grandi aziende; il governo ha assunto in proposito un impegno generale che va verificato nei
tempi, che devono essere immediati. nella concretezza. Inoltre la Federa rione ha sollecitato l'allargamento e la concreta disponibilità dei fondi per iì Mezzogiorno e per l'occupazione giovanile — nel 1977 — con una modAtitia immediata delle misure previste per i giovani: la verifica della disponibilità dichiarata :n proposito dal governo e un dato decisivo per il sindacato. Queste misure vanno assunte nel quadro dell'avvio di una politica di Programmi settoriali e regionali, che costituiscano il supporto dell'applica rione della legge sugli interventi stiaOrdinari nel Mezzogiorno e del Fondo per ?a riconversione industriale, e van no collegate all'avvio del riassetto delle aziende a partecipazione statale. Per questi programmi va realizzato l'impegno dei grandi gruppi pubblici e pri-
vati. A questo fine la Federazione impegna tutta la forza del movimento sindacale nei confronti specifici con 1 governo e nelle vertenze con i grandi gruppi. nel quadro dell'azione per Applicare la prima parte dei contratti.
Il dissenso sostanziale col governo sii questi temi fondamentali della politica economica, anche per la carenza di una proposta globale di risanamento e di sviluppo incentrato sulla difesa dell'occupazione e la crescita economica del Mezzogiorno, impone alla Federazione una piu ampia e unitaria mobilitazione, con iniziative adeguate gia dai prossimi giorni. A questo fine ,ara convocata un'assemblea nazionaie lei delegati e dei quadri entro aprile rivolta a esaminare i problemi di una azione piu efficace e coordinata per l'occupazione e il Mezzogiorno e dell'unità sindacale oggi più che mai at tuale, nella quale cosi si realizzi la ne-
cessarla verifica complessiva sull'iniziativa del sindacato e le sue prospettive.
il Comitato Direttivo della Federazione impegna tutto il movimento sindacale a .sostenere, per una sollecita conclusione. la trattativa col governo per dare attuazione agli accordi gia realizzati sul pubblico impiego e per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. sottolineando che va superato il non ammissibile atteggiamento dilatorio e negativo del governo su questi problemi che riguardano tre milioni di lavoratori.
L Comitato Direttivo della Federazione rivendica la pronta attuazione della riforma della Polizia sulla base della smilitarizzazione e della sindacalizzazione della stessa Polizia e considera questo obiettivo comune di tutti i lavoratori italiani.
DOCUMENTO DELLA FLM SUL RAPPORTO SINDACATO - MOVIMENTO DEGLI STUDENTI
La IV conferenza dei delegati della FLM sottolinea l'importanza del dibattito realizzato tra i delegati della FLM, le delegazioni degli studenti provenienti da gran parte de'le facoltà e delle università del paese sula base della proposta scaturita dal direttivo della FLM.
La conferenza ritiene particolarmente positivo che da gran parte delle università sia stato possibile, attraverso le assemblee e il dibattito, superare quelle contrapposizioni che rischiavano di paralizzare il confronto tra movimento sindacale e movimento degli studenti ed in tale quadro considera chiusa la fase de'le polemiche sugli scontri.
Questo confronto è solo agli inizi: esso va consolidato per assicurare un rapporto tra il movimento degli studenti e movimento sindacale, partendo dada consapevolezza della reciproca autonomia, rappresentatività, democraticità.
Proseguire il confronto democratico nelle zone e nelle fabbriche
In questo contesto l'assemb:ea della FLM da mandato agli organismi della federazione di continuare il confronto iniziato con spirito unitario con l'intero movimento degli studenti, sviluppandolo a livello provincia:e e investendo tutte le strutture della organizzazione: direttivi, consigli di fabbrica, consigli di zona assemblee di fabbrica.
Nello stesso tempo la FLM chiede che vengano aperte le scuole ed in particolare l'università al confronto con i lavoratori, i delegati e i dirigenti del movimento sindacale; proponendo che sia lasciato al movimento degli studenti di organizzarlo nelle scuole nelle università e al movimento sindacale di organizzarlo nelle sedi sindacali e nei luoghi di lavoro, assicurando la garanzia necessaria per un confronto democratico che isoli i tentativi di prevaricazione e di sopraffazione. Il confronto con gli studenti deve superare i formalismi, le solidarietà generiche e le visioni schematiche della classe operaia e del movimento degli studenti, per ricercare convergenze sui contenuti e non sugli schieramenti, cioè su concreti programmi di ricerca, di lavoro e di lotta.
Per rendere possibili questi lavori comuni, devono essere costituiti rapidamente, in ogni realtà, i consigli di zona, aperti al contributo di rappresentanze unitarie degli studenti, dei disoccupati e del movimento de'le donne, aula partecipazione, cioè, di strati popolari non organizzati direttamente dal sindacato, e per farne strumenti di lotte sociali e di vertenza sul territorio dalla casa alla scuola, ai servizi sociali, all'ambiente dentro e fuori la fabbrica.
In questa ottica i consigli di zona possono, inoltre, diventare le sedi per coinvolgere le strutture di analisi e di ricerca delle università e per acquisire una conoscenza finalizzata ad obiettivi sociali di cambiamento.
L'esperienza dei « seminari » universitari delle 150 ore hanno dimostrato, anche se con difficoltà e limiti, come concretamente si possa realizzare questo rapporto tra le strutture universitarie, docenti, studenti, lavoratori e sindacato.
Il problema di una organizzazione unitaria degli studenti
Tutto ciò ripropone, infine, l'esigenza di una riconsiderazione da parte degli studenti, della questione relativa ad una loro organizzazione unitaria. La FLM rispetta fino in fondo l'autonomia degli studenti e non intende pertanto esportare nessun modello nelle scuole e nelle università. Decidano quindi gli studenti, le loro specifiche forme di organizzazione, salvaguardando il diritto alla presenza e alla agibilità politica a tutte le forze democratiche realmente presenti nella scuola.
La crisi economica e il ruolo della scuola di massa
Se è stato possibile negli anni '60 assumere la crescita di massa degli studenti come elemento progressista e di rottura della divisione del lavoro, della dequalificazione del lavoro produttivo e anche dei servizi, oggi la crisi economica fa saltare ogni prospettiva a medio e breve termine di nuova occupazione qualificata e di modifica dell'organizzazione attuale del modo di produrre e vivere. Cresce così — a volte
anche all'interno del movimento sindacale — il dubbio che la scuola di massa non sia difendibile e non possa avere il ruolo progressista che ha avuto negli ultimi anni. Riteniamo invece di dover riconfermare con forza che tutti i giovani, così come ogni lavoratore. debbano poter studiare e sviluppare il proprio bisogno di cultura, di conoscenza, di critica del patrimonio culturale della società in cui vivono. Siamo contrari ai vecchi e nuovi strumenti selettivi che tendono a rendere sempre più difficile l'accesso alla cultura e a riconfermare il merito di classe, ed a qualunque riproposizione del numero chiuso.
Anzi pensiamo che proprio dalla esperienza delle 150 ore — in cui stiamo faticosamente costruendo la possibilità permanente di formazione-studio — emerge quanto sia diffuso tra i lavoratori il bisogno di conoscere, di utilizzare tutte le strutture scolastiche formative, di rendere funzionali al controllo dell'organizzazione del lavoro e a tutti gli obiettivi umani e sociali che richiedono nuova cultura.
Ma perchè la scuola possa essere utilizzata in massa ed in modo egualitario è necessario un progetto nuovo di lavoro-studio, che consenta agli studenti di fare della scuola un reale centro di studio, di aggregazione, di elaborazione e di lotta.
Denunciamo quindi il disegno governativo nei confronti della scuola, che si è espresso in questi mesi con le due proposte di legge Malfatti sulla scuola secondaria e sull'università.
Si tratta di un disegno centrato sulla preoccupazione di scoraggiare la scolarità, di dividere i giovani in uscita dal sistema scolastico attraverso titoli gerarchizzati e finalizzati ad un modello tecnocratico ed economicistico della società. L'esempio più grave è nella proposta di istituti superiori, separati e diversi dall'università, che dovrebbero rilasciare dei diplomi intermedi tra la scuola secondaria e la laurea per abilitare alle professioni intermedie.
Il progetto governativo non è in grado neppure di garantire che l'elevamento dell'obbligo di un anno porti tutti i giovani allo stesso livello di formazione.
Omogeneamente a tale attacco alla trasformazione della scuola è il progetto governativo sulle 150 ore che quest'anno con motivazioni assurde, nega la possibilità a migliaia di lavoratori di poter frequentare i corsi di base, intervenendo pesantemente contro la nostra iniziativa, tesa a rendere la struttura conquistata più aderente alle esigenze di uno studio qualificato per i lavoratori, sia nella scuola dell'obbligo che in quella secondaria e nelle stesse università.
Battersi per una scuola aperta a tutti e non separata dalla società
E' nostra convinzione che la scuola può svolgere un ruolo progressista ed ugualitario solo se riusciamo a rompere la separazione di questa struttura rispetto alle tensioni, agli ideali, agli obiettivi che crescono nel contesto sociale, e se i lavoratori sapranno proporre un rapporto permanente, in prima persona, tra lavoro e studio, un controllo sui metodi e la gestione della scuola. sull'uso dei titoli di studio nella struttura produttiva. La prospettiva che vogliamo difendere è dunque una scuola aperta a tutti; ma soprattutto dove i contenuti e i metodi culturali siano sottoposti alla critica e al controllo dell'insieme degli studenti e dei lavoratori.
Per un impegno nuovo del corpo insegnante
Questa prospettiva richiede tra l'altro. un impegno radicalmente nuovo da parte del corpo insegnante, sia in termini di tempo (tempo pieno) che di disponibilità culturale e politica, a mettere al servizio delle masse studentesche la propria cultura e la propria professione.
In questo senso non possiamo condividere l'atteggiamento della maggioranza del corpo accademico che di fronte alla lotta degli studenti risponde con la latitanza e rinuncia a qualunque confronto coni problemi posti dalla lotta. A questi temi non si può rispondere chiudendo le università. Perciò chiediamo che l'ateneo di Roma venga immediatamente riaperto e restituito agli studenti e agli insegnanti che vogliono farne un centro di studio, di incontro, di aggregazione e di elaborazione per il futuro della scuola di massa.
Fare proprio per la FLM tale obiettivo di trasformazione della scuola comporta anche la ripresa della riflessione e della iniziativa politica su tutte le tematiche della produzione del sapere. In particolare occorre che si riapra la riflessione sulle tematiche dei lavoratori-studenti, della scuola di base e della seria crisi dell'esperienza aperta con i decreti delegati.
Ma condizione di tale ripresa è lo sviluppo della stessa esperienza delle 150 ore, fuori dalle angustie e dalle separatezze con cui normalmente vengono considerate all'interno della stessa FLM.
PER L' OCCUPAZIONE
Dato di partenza per costruire una risposta specifica alla disoccupazione giovanile è il rifiuto di qualsiasi impostazione assistenziale, di posti di lavoro inventati per dare una manciata di soldi alle masse giovanili.
Fondamentale è allargare la base produttiva
Per costruire una partecipazione reale dei giovani al lavoro, non subordinata nè assistita, è necessario puntare all'allargamento dell'occupazione in tutti i settori dell'economia, a cominciare dall'industria e dall'agricoltura. Allargare e qualificare la base produttiva è questione vitale e irrinunciabile se non si vuole gestire l'occupazione giovanile restando subordinati all'esistente. e per inserire tale obiettivo nella lotta per uno sviluppo economico diverso, dove la spesa pubblica svolga una funzione produttiva e non di tampone clientelare alla disoccupazione.
Rispetto all'occupazione del settore produttivo il punto fermo — che ci differenzia nettamente da qualsiasi proposta tesa ad usare i giovani come forza lavoro precaria e flessibile — è che i giovani vanno inseriti nel lavoro alle stesse condizioni della forza lavoro occupata. Sia dal punto di vista salariale che normativo quindi sulla base dell intervento attivo che la classe operaia esercita con le sue lotte sulla domanda, sugli investimenti, sulle condizioni complessive di lavoro.
Il punto di riferimento, sia per il movimento sindacale che per i giovani disoccupati, è l'esercizio del diritto alla conoscenza conquistata da tutte le categorie dell'industria e dai braccianti nella prima parte del CCNL, gestito non come momento di semplice censimento delle possibilità occupazionali, ma come momento di lotta che forza la domanda occupazionale. nel suo sviluppo qualitativo e quantitativo.
Estendere il controllo effettivo sugli investimenti, sugli organici e sul lavoro nero e minorile
Su questa base va sviluppata una lotta di massa per il controllo degli investimenti, del lavoro nero e minorile, per il controllo degli organici per una reale modifica dell'organizzazione del lavoro; e va esaminata la possibilità di modalità di orario che consentano ai giovani di lavorare e di proseguire i processi formativi in cui sono impegnati.
Solo su tale lotta si costruisce un rapporto organico nè episodico nè paternalistico tra i giovani disoccupati e classe operaia, vale a dire un rapporto attivo dei giovani coi consigli di fabbrica, che associ realmente i disoccupati nella discussione ed elaborazione delle piattaforme nella gestione delle vertenze, e nella iniziativa territoriale per il controllo del lavoro nero e minorile.
L'inserimento dei giovani in programmi di servizi pubblici
Rispetto all'inserimento dei giovani in programmi di servizi, si tratta di partire dai bisogni reali della popolazione e quindi dalla domanda di servizi quale si
forma concretamente negli organismi democratici e di base. Per evitare un uso clientelare e dispersivo della spesa pubblica il controllo da parte degli utenti dei servizi va organizzato in ogni momento della gestione dei programmi (avvio, realizzazione, verifica dei risultati). Ed è sulla base di tale controllo e selezione di massa dell'uso della spesa pubblica che vanno individuati sbocchi lavorativi stabili.
Si tratta di costruire un rapporto unitario tra i giovani e i destinatari dei servizi, coinvolgendo i giovani in campagne sociali di massa — alfabetizzazione, controllo decentrato del fisco, catasto, assistenza agli emarginati, difesa della salute e dell'ambiente — per dare ai bisogni diffusi che emergono dalla popolazione risposte che prefigurano una qualità di vita diversa.
Occorre cioè che il tempo ed i contenuti del lavoro siano definiti dagli studenti e dalla scuola attraverso un rapporto capillare con il sindacato con le aggregazioni sociali locali, con i quartieri, con i comuni, inventando un'uscita dalla scuola sulla base dei bisogni popolari, verso occasioni di lavoro non sostitutivo, ma aggiuntivo.
E' chiaro che tale iniziativa ha nei consigli di zona il terreno di propulsione e di forza.
Comunicato congiunto IV Conferenza dei delegati
FLM e delegazione degli studenti presenti
Riteniamo importante l'incontro tra rappresentanti studenteschi e delegati alla conferenza nazionale della FLM.
Riteniamo inoltre che il confronto fra il movimento operaio e movimento nelle scuole e università si debba generalizzare nelle fabbriche e nelle scuole, negli atenei, ín assemblee aperte per le quali si ritiene vada lasciata al movimento degli studenti l'organizzazione del servizio d'ordine, se necessario, nelle scuole e nelle università e al movimento sindacale di organizzazione nelle sedi sindacali e nei luoghi di lavoro, tutto ciò in modo da garantire un confronto democratico.
Questo per realizzare un confronto di massa sui temi affrontati nel corso della conferenza:
Lotta per l'occupazione e per un lavoro stabile legate alle aspirazioni ed alle esigenze dei giovani contro tutte le forme di lavoro precario e lavoro nero, e quindi a favore della lotta per il ritiro dei seguenti provvedimenti: il piano di preavviamento al lavoro e la riforma Malfatti; e più in generale contro la politica di restringimento della base produttiva espressa dall'attuale governo e dai padroni, nella visione del comune obiettivo di cambiare gli attuali rapporti di Produzione e di potere.
La lotta per il lavoro legata alle esigenze espresse dai giovani e che rispecchi le richieste e i bisogni delle masse operaie e popolari.
Il confronto tra movimento degli studenti e movimento operaio non può e non deve avvenire solo a
livello di incontro tra delegazioni: esso deve estendersi nelle scuole, nelle fabbriche, nelle università in assemblee aperte. Riteniamo inoltre che il confronto fra studenti e operai sui temi di: quale occupazione, quale scuola, quale ricerca e perchè scienza, debba avvenire anche in istanze territoriali sviluppate ed aperte alla partecipazione dei disoccupati, degli emarginati e del movimento delle donne.
Gli studenti presenti alla conferenza si impegnano a portare nelle assemblee e a rimettere alla decisione di queste i modi e i contenuti dell'eventuale partecipazione del movimento degli studenti allo sciopero del 18 marzo indetto dalla federazione CGILCiSL - UIL.
La FLM considera come momento di prosecuzione del confronto avviato, partecipare alle assemblee aperte che verranno indette nel quadro di una giornata di lotta di tutti gli atenei il giorno della presentazione del progetto di legge Malfatti in parlamento.
Rispetto alla valutazione degli incidenti di sabato 5 a Roma e al problema della violenza in generale e di chi la esercita, sono emerse posizioni contrastanti.
Ci impegnamo a portare il dibattito e il confronto su questi temi nelle assemblee.
Rimane comunque ferma la condanna di ogni tentativo di impedire l'agibilità politica e di manifestazione del movimento degli studenti e del sindacato.
Rifiutiamo che a partire dalla gravissima condanna
3 a ii il Io a e o a 3aal e:e :e ie e ,
contro Panzieri si ricominci ad usare il reato di « concorso morale » per criminalizzare il dissenso.
Chiediamo l'immediata apertura e la conseguente piena agibilità nella università di Roma.
Su talune delle questioni affrontate da questo do-
cumento sono emerse, da parte di alcune delegazioni, delle divergenze che vengono rimesse al dibattito nelle scuole, nelle fabbriche, nelle università.
Il comunicato è stato approvato a stragrande maggioranza dalla commissione congiunta FLM e studenti.
FIRENZE 9 MARZO 1977