F.L.M.-Chimici, tilcea, Federe nergia, Uilpem)
Elettrici
Ricercatori
Nucleari i
BOLLETTINO COORDINAMENTO REGIONALE SETTORE ENERGIA Febbraio 1975
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F.L.M.-Chimici, tilcea, Federe nergia, Uilpem)
Elettrici
Ricercatori
Nucleari i
BOLLETTINO COORDINAMENTO REGIONALE SETTORE ENERGIA Febbraio 1975
Dopo dure lotte,sono stati raggiun= ti alcuni importanti obiettivi, ma la lotta continua.
E' questa la situazione in cui il movimento si trova dopo gli accordi con il governo e con il padronato sulla modifica delle tariffe elet= triche, il salario garantito, la contingenza,la parte economica del= la vertenza degli elettrici. Rimangono però irrisolti i problemi relativi agli investimenti e all'oc cupazione, che sono i termini che garantiscono il permanere delle stesse conquiste di natura economi= ca, e che sono strettamente legati alla soluzione della "vertenza ener gia", con particolare riferimento ai processi di ristrutturazione in corso nel settore elettromeccanico e la costruzione di nuove centrali. In tal senso il movimento ha espres so una forte iniziativa di lotta, che è culminata con gli scioperi de gli elettromeccanici del IO e 31 gennaio.
Le iniziative successive, sia a li= vello di incontro ministeriale, sia il confronto con i partiti politici della Lombardia, sia il permanere della mobilitazione degli elettrici a fronte della loro vertenza, per la parte energetica, degli elettro= meccanici, dei petrolieri, dei ri= cercatori, dimostrano la esigenza di mantenere un'ampia mobilitazione per conseguire gli obiettivi che più avanti riportiamo nel bolletti= no.
Per il movimento sindacale assumere la questione energetica come punto centrale, per andare ad un serrato confronto, in termini di obiettivi e di lotte, con l'attuale Governo, vuol dire dare maggiore credibili= tà alla stessa strategia del movimento, ma soprattutto vuol dire com battere nel concreto la linea reces siva che sta avanzando e con cui il padronato cerca di uscire dalla cri si.
La disponibilità di energia è deter minante per lo sviluppo di settori CON11710A I.
Impegni della vertenza settore energia
Martedì 25 Febbraio ore 16 : Roma , presso il COU riunione della Federazione CGIL-CISL-UIL con le categorie e aziende su " vertenza energia " .
Mercoledì 26 Febbraio ore 10,30: Roma, Ministero Industria, incontro su " vertenza energia "
Giovedì Ar FEbbraio ore 17 : Incontro alla Regione Lombarda assieme Industrie su " concentra zione E.Marelli, TIBB, IEL .
produttivi fondamentali, dei consu= mi sociali e per l'avvio a soluzio= ne di questioni prioritarie quali il Mezzogiorno e l'agricoltura. Gli stessi risultati sugli investi= menti, strappati nel corso di dure lotte, risulterebbero completamente vanificati se come movimento non riuscissimo a strappare nell'imme= diato e in prospettiva, concreti ri sultati in materia energetica. Una nuova politica energetica imper niata sulla lotta contro il monopo= lio del cartello petrolifero, sulla trasformazione dell'ENEL e della sua politica, sul rilancio della ri cerca, sulla trasformazione, il coordinamento e lo sviluppo del set tore elettromeccanico, è determinan te per la industrializzazione del Sud e per lo svincolo dalla forte dipendenza dall'estero, sia per l'approvvigionamento di materie pri me, sia per le tecnologie necessa= rie alla fabbricazione dí beni stru mentali per la produzione di ener= gia elettrica.
Scelte che, per loro natura,richie= dono notevoli investimenti sia per la ricerca tecnologica che per la installazione di nuove centrali. La "vertenza energia" deve essere affrontata costruendo il più ampio fronte di lotta. La pubblicazione
L'unità dí azione e negli obiettivi di così differenti categorie, costi tuisce un grosso successo in tal sen so.
intercategoriale a livello lombardo di questo bollettino è la dimostra= zione di una volontà, nella regione lombarda, a trovare una sua matura= zione. La natura stessa degli obiet tivi che il movimento si è posto,in veste gli interessi generali della intera popolazione e in termini pro duttivi, larghe masse di operai e tecnici.
Primi momenti operativi a sostegno di questa vertenza, sono il confron to pubblico a livello di Regione Lombardia, che deve vedere la mas= siccia presenza del Sindacato con tutte le sue strutture e la conti= nuazione, in termini di serrato con fronto dopo l'incontro del 12 feb= braio, della trattativa con il Mini stro dell'Industria. Iniziative che dovranno essere sostenute da preci= si momenti di lotta che dovranno es sere assunti dalla Federazione Na= zíonale CGIL - CISL - UIL. La riu= scita, anche parziale di questa bat taglia, contribuirà non solo a limi tare gli effetti dí una crisi aven= te caratteri strutturali ed interna zionali, ma costituirà un terreno proficuo per lo sviluppo del proces so unitario, che non passa solo at= traverso il superamento di difficol tà di natura ideologica, ma anche di natura sociale.
Riportiamo il testo integrale del documento presentato al Ministro della Industria on. Donat Cattin, nell'incontro avvenuto il 12 febbraio, da parte della Federazione Nazionale CGIL -CISL - UIL e delle Federazioni FLMFIDAE - FLAEI - UILSP e Sindacati Ricerca sul "Piano dell'Energia Elettrica".Questa piattaforma generale sulla vertenza energia è stato definito in una riunione convocata dalla Federazione Nazionale CGIL - CISL - UIL con tutte le categorie interessate e con la partecipazione dei rappresentanti dei Consigli di Fabbrica e d'azienda, tenutosi a Roma presso il COU 1'11 febbraio 1975.
Le Organizzazioni Sindacali richiedono un piano nazionale dell'energia elettrica che :
risolva nel breve, medio e lungo periodo il problema del fabbisogno di energia elettrica nel Paese, mediante una congrua integrazione del programma termico convenzionale, il migliore utilizzo delle risorse idriche e geotermiche, il decisivo sviluppo dell'energia nuclasare ; promuova lo sviluppo del settore dell'elettromeccanica pesante, delle pro duzioni intermedie e indotte e del combustibile nucleare, sia sotto il profilo occupazione che dell'autonomia tecnologica, con particolare riferimento al Mezzogiorno; la realizzazione di questo obiettivo implica un rapporto stretto, finora inadeguato, tra le attività dell'ENEL , del CNEN, delle Imprese manifatturiere edell'ENI , a tutti i livelli, fin dalla fase di ricerca e sviluppo ;
definisca programmi di ricerca e procedure efficaci - imperniati sul ruo lo di controllo del CNEN - per la sicurezza degli impianti nucleari ;
definisca la ristrutturazione e il decentramento dell'ENEL , con precisi contenuti di autonomia periferica .
- Realizzi un rigido controllo dell'autoproduzione :
mediante l'utilizzo coordinato da parte dell'ENEL degli attuali impianti di autoproduzione ;
mediante il blocco sostanziale degli attuali livelli assoluti di autoproduzione , con la sola accezione degli impianti che utilizzino energia come cascame di altre produzioni .
Si riafferma l'esigenza di un ruolo non subalterno del settore elettromeccanico e nucleare nel contesto delle necessarie collaborazioni internazionali, tra le quali devono assumere progressivamente un ruolo privilegiato le intese europee .
Va inoltre assicurata la continuità e la diversificazione dell'approv3
vigionamento delle fonti di energia , nell'ambito di una politica di indipendenza nazionale .
Garanzia
Impegno per trattative locali tra ENEL e Sindacati per una maggiore utilizzazione degli impianti ( organizzazione del lavoro, organici, ecc .. ) ;
- Rigido controllo da parte governativa sulla situazione effettiva degli stoccaggi e dei rifornimenti , con libero accesso dei Sindacati alle informazioni relative ; in particolare occorre : stabilire un piano di raffinazione nazionale commisurandolo al fab bisogno reale e non alle esigenze aziendali ; rivedere il meccanismo dei prezzi dei prodotti petroliferi oggi stabilito senza rapporto ai costi reali ; ampliare il ruolo dell'ENI nel settore per garantire la gran parte dei fabbisogni energetici .
Potenziamento delle reti di trasporto e distribuzione elettrica, soprattutto nel Mezzogiorno ;
Riorganizzazione della distribuzione in media e bassa tensione, con la massima autonomia a livello regionale ; Impegno per un rapido e corretto superamento degli ostacoli che si frappongono all'utilizzo degli impianti già pronti e in avanzata fase di costruzione .
Si rileva la necessità di dar corso immediato alla costruzione di una serie aggiuntiva di gruppi termoelettrici tradizionali, oltre quelli già in costruzione nel quadro della legge 880, al fine di garantire il soddisfacimento del fabbisogno negli anni 1978-81, tenuto conto che - visto il ritardo con cui sono state ordinate, ed i tempi reali di messa in esercizio commerciale - le nuove centrali nucleari entreranno in funzione oltre il periodo indicato •
A tale scopo è necessario che il Governo promuova nelle opportune sedi di confronto il superamento tempestivo delle ragioni di ritardo ( soddisfa cendo le giuste esigenze delle popolazioni interessate ) che derivano anche dal mancato o scarso impegno, da parte dello ENEL e del Governo, degli stru menti democratici disponibili .
La tutela dell'ambiente deve essere preoccupazione primaria non solo dei responsabili degli Enti Locali, ma dell'ENEL stesso , L'Ente elettrico dovrà pertanto essere sempre più impegnato a migliorare la qualità del combustibile e a utilizzare nel modo più completo e rapido la più avanzata ecnologia antinquinamento .
Dovranno essere precisati e discussi i programmi per l'impiego del metano, delle ligniti nazionali e del carbone estero, ed avviati concretamente i necessari lavori di modifica degli impianti .
Uno degli aspetti fondamentali del programma è la definizione preliminare della carta nazionale dei siti idonei, da realizzarsi congiuntamente con tutte le Regioni interessate . A tale scopo l'ENEL e il CNEN y nell'ambito
dei rispettivi ruoli - dovranno indicare e sottoporre alla discussione le caratteristiche taniche , di sicurezza e ambientali richieste per le aree idoneee alla installazione di impianti di produzione , onde mettere in gra do le Regioni di effettuare le scelte più coerenti con la programmazione d dell'assetto del territorio, il rispetto di un equilibrato sviluppo economico e sociale delle aree interessate, nonchè la sicurezza e la protezione delle popolazioni e deilavoratori addetti.
Le Organizzazioni Sindacali riconfermano la loro posizione circa la necessità che il CIPE discuta con le Regioni e con l'ENEL la quota di nuova potenza installata per ciascuna Regione .
Il Governo deve impegnare l'ENEL e confrontarsi con le Regioni per realiz zare l'utilizzazione plurima delle acque .
Occorre inoltre approntare lo studio di un sistema organico - sviluppando in particolare nuove tecnologie - per l'utilizzo integrato delle varie forme energetiche trasformabili in elettricità, al fine di ridurre gli spre chi e di valorizzare le fonti nazionali . In questo contesto va sviluppata ed incentivata la costruzione di centrali multiacopo .
Le Organizzazioni Sindacali rivendicano fermamente la presentazione urgen te da parte del Governo di un piano per le Centrali Nucleari , impegnativo, ben definito nelle scelte e nei tempi di attuazione, esplicito nei riguardi dei vantaggi e svantaggi offerti dalle diverse alternative esaminate . Le Organizzazioni Sindacali ritengono indispensabile tale piano, per superare la pratica attuale delle afferm.M_oni puramente propagantistiche .
Il piano dovrà contenere gli dementi necessari a fornire un quadro programmatico certo e a definire atrumenti e procedure indispensabili per attuare concretamente gli obiettivi generali menzionati precedentemente, in ordine ai seguenti punti :
numero e potenza delle centrali da ordinare globalmente e annualmente nei prossimi sei anni ; analisi dettagliata deimelativi tempi di attuazione; scelta delle filiere di reattori e strategia del combustibile ;
fonti e modalità di finanziamento del piano
analisi dei tipi di contratti possibili, con relative scelte motivate, nel quadro del necessario superamento dell'attuale tipo di contratto " chiavi in mano " che sostanzialmente escluse ENEL , CNEN ed Imprese nazionali dalla gestione e dal controllo reale del progetto .
Le organizzazioni Sindacali intendono aprire un confronto con il Governo e le altre controparti sul contenuto del piano in ordine ai seguenti vincoli
a) sviluppo delle capacità progettuali, tecnologiche e manifatturiere - nel quadro di una gestione attiva delle licenze e di una efficace collaborazione con altri Paesi europei - al fine di realizzare il massimo di indipendenza nazionale e il minimo peso sulla bilancia commerciale, a tale fine, partendo da una analisi della esperienza di realizzazione di Caorso dovranno essere precisati , con i relativi tempi di attuazione, gli obiettivi di progressiva responsabilizzazione della industria italia na ;
adeguamento del piano quinquennale del CNEN per rafforzare le interconnessioni con le scelte generali del piano sulle centrali nucleari , stabilendo un giusto equilibrio tra i vari programmi di ricerca afferenti, in particolare , ai reattori provati " e q quelli in via di sviluppo; quindi urgente presentazione del piano CNEN al Parlamento ; drastica riduzione dello spazio oggi lasciato alle società di architettura industriale, di ingegneria e di progettazione straniere, in particolare statunitensi , che assorbono da quasi totalità del lavoro più qualificato, comportano pesanti costi aggiuntivi e impediscono l'acquisi zione delle conoscenze necessarie per lo sviluppo autonomo del settore; attuazione concreta della delibera del CIPE relativa aioompiti dell'ENI nel campo del combustibile nucleare e completamento, con investimenti in particolare nel Mezzogiorno e con accordi intereuropei , delle strut ture di progettazione, ricerca e manifaìtura relative a tutte le fasi del ciclo del combustibile; nello stesso tempo, rifiuto degli accordi a lungo termine ENEL - Società licenzianti per l'acquisto delle ricari che di elementi di combustibile nucleare e in alternativa coordinamento costruttivo tra ENI , ENEL e CNEN per realizzare il massimo di indi pendenza nazionale ;
collaborazione CNEN - Industria - ENEL per avviare programmi e potenzia re strutture esistenti verso obiettivi selezionali di sviluppo e ricer ca , per la qualificazione progettuale e manifatturiera nazionale , in ordine ai più qualificanti componenti , per la sicurezza nucleare e le scorie radioattive ; attivo e corente impegno delle strutture di ricer ca del CNEN e dei CEntri di ricerca e progettazione dell'ENEL interni ed esterni ( CISE , CESI , ISMES ) , del Centro di Ispra e delle Industrie attualmente gravemente sottoutilizzati o in uno stato di diffusa stagnazione ;
aggiornamento e miglioramento della prassi ( in attesa di una revisione legislativa ) relativa alle procedure tencihe destinate a verificare la sicurezza del progetto, olla costruzione e dell'esercizio delle centrali elettronucleari ( D.P.R. 185 del 1964 ) , in ordine ai seguenti punti : trasformazione e potenziamento delle strutture e del ruolo degli organi tecnici di controllo della Stato ( CNEN , Istituto Superiore della Sanità ) , da quelli del passato , essenzialmente di copertura, a quelli necessari per garantire effettivamente la sicurezza degli impianti, la protezione dei lavoratori addetti e delle popolazioni; disponi bilità pubblica della documentazione necessaria per una corretta informa zione sulla sicurezza e sugli inquinamenti; snellimento delle procedure, intervento tempestivo ed efficace di Regioni e Comuni ;
reale coordinamento politico - governativo di tutti gli enti ed impese che operano nel settore elettrico, elettromeccanico enucleare ;
istituzione di momenti di controllo permanente dell'attività dello ENEL, del CNEN e delle grandi imprese che operano nel settore nucleare e la massima pubblicità del processo decisionale, al fine di permettere alle Organizzazioni Slndaali e al Parlamento , nell'ambito dei rispettivi ruoli, una verifica dell'attuazione dei programmi e degli indirizzi di gestione delle aziende .
Per il settore dell'elettromeccanica strumentale, le Organizzazioni Sinda cali rivendicano :
che la scelta nucleare avvenga nell'ambito della verifica delle ristrutturazioni produttive, finanziarie e commercaili ina tto , sotto il profi lo della salvaguardia dello sviluppo occupazionale e tecnologico, delle singole imprese ;
che si definiscano puntuali strumenti per lo sviluppo della progettazione e attività manifatturiera su singoli cimponenti , incanalando i finan ziamenti verso programmi specifici ;
che si definisca, all'interno di una verifica delle capacità produttive esistenti e delle produzioni indotte e intermedie più qualificate, vincolando l'ENEL e le imprese a rfornirsi sul cercato interno; tale scopo è necessario individuare le imprese che possono costruire i materiali e i componenti che la normativa tecnica colloca nelle classi superiori e promuovere gli investimenti necessari preferibilmente nel Mezzogiorno oltrechè la specializzazione produttiva delle piccole emedie imprese ;
che si giunga infine ad una modifica sostanziale della gestione degli accordi europei esistenti, sotto il profilo dell'apporto nazionale manifatturiero e tecnologico, oltrechè finanziario e commerciale . rle
INCONTRO SINDACATI - MINISTRO INDUSTRIA SU PROBELMI CENTRALI ELETTRICHE
Presso il Ministero dell'Industria si è svolto ieri il preannunciato confronto fra le organizzazioni sindacali e il ministro Donat - Cattin sui Problemi della costruzione delle centrali elettriche .
Nel corso dell'incontro i rappresentanti del Ministero e dell'ENEL hanno fornito prime informazioni sullo stato di attuazione del piano di costruzione delle centrali convenzionali previste e non previste dalla legge 880 .
ni Il Ministro ha esposto le linee generali del piano nucleare con i rea lativi problemi connessi , ivi compresi' quelli finanziari . Il Ministro ha altresì annunciato l'intendimento di presentare un decreto legge per snellire le procedure per la realizzazione delle centrali elettriche .
I rappresentanti delle organizzazioni sindacali, preisate le posizio ni della Federazione unitaria CGIL-CISL-UIL sugli argomenti esaminati -han no chiesto che nei prossimi incontri, di cui il primo è fissato per il 20 Prossimo venturo, siano acquisite dertezze in ordine : alla realizzazione delle centrali convenzionali, in rapporto alle esigenze di copertura del fabbisogno energetico nazionale sino alla eAtrata in funzione delle centra li nucleari, alle scelte e ai vincoli per l'attuazione del piano nucleare, allo sviluppo e qualificazione dell'industria elettromeccanica nazionale in connessione con il potenziamento e con l'utilizzo della ricerca ; al proble ma, infine , della strutturazinne dell'ENEL .
adeguamento del piano quinquennale del CNEN per rafforzare le interconnessioni con le scelte generali del piano sulle centrali nucleari , stabilendo un giusto equilibrio tra i vari programmi di ricerca afferenti, in particolare, ai reattori " provati " e q quelli in via di sviluppo; quindi urgente presentazione del piano CNEN al Parlamento ; drastica riduzione dello spazio oggi lasciato alle società di architettura industriale, di ingegneria e di progettazione straniere, in particolare statunitensi , che assorbono da quasi totalità del lavoro più qualificato, comportano pesanti costi aggiuntivi e impediscono l'acquisi zione delle conoscenze necessarie per lo sviluppo autonomo del settore; attuazione concreta della delibera del CIPE relativa ai compiti dell'ENI nel campo del combustibile nucleare e completamento, con investimenti in particolare nel Mezzogiorno e con accordi intereuropei , delle strut ture di progettazione, ricerca e manifattura relative a tutte le fasi del ciclo del combustibile; nello stesso tempo, rifiuto degli accordi a lungo termine ENEL - Società licenzianti per l'acquisto delle ricari che di elementi di combustibile nucleare e in alternativa coordinamento costruttivo tra ENI , ENEL e CNEN per realizzare il massimo di indi pendenza nazionale ;
collaborazione CNEN - Industria - ENEL per avviare programmi e potenzia re strutture esistenti verso obiettivi selezionali di sviluppo e ricer ca , per la qualificazione progettuale e manifatturiera nazionale , in ordine ai più qualificanti componenti , per la sicurezza nucleare e le scorie radioattive ; attivo e corente impegno delle strutture di ricer ca del CNEN e dei CEntri di ricerca e progettazione dell'ENEL interni ed esterni ( CISE , CESI , ISMES ) , del Centro di Ispra e delle Industrie attualmente gravemente sottoutilizzati o in uno stato di diffusa stagnazione ;
una revisione verificare la delle centraseguenti punruolo degli Superiore copertura, a quelli necessari per garantire effettivamente la sicurezza degli impianti, la protezione bilità pubblica della zione sulla sicurezza intervento tempestivo
aggiornamento e miglioramento della prassi ( in attesa di legislativa ) relativa alle procedure tencihe destinate a sicurezza del progetto, chlla costruzione e dell'esercizio li elettronucleari ( D.P.R. 185 del 1964 ) in ordine ai ti : trasformazione e potenziamento delle strutture e del organi tecnici di controllo della Stato ( CNEN , Istituto della Sanità ) , da quelli del passato , essenzialmente di dei lavoratori addetti e delle popolazioni; disponi documentazione necessaria per una corretta informa e sugli inquinamenti; snellimento delle procedure, ed efficace di Regioni e Comuni ;
reale coordinamento politico - governativo di tutti gli enti ed imprese che operano nel settore elettrico, elettromeccanico enucleare ;
istituzione di momenti di controllo permanente dell'attività dello ENEL, del CNEN e delle grandi imprese che operano nel settore nucleare e la massima pubblicità del processo decisionale, al fine di permettere alle Organizzazioni Slndaali e al Parlamento , nell'ambito dei rispettivi ruoli, una verifica dell'attuazione dei programmi e degli indirizzi di gestione delle aziende .
Per il settore dell'elettromeccanica strumentale, le Organizzazioni Sinda cali rivendicano :
che la scelta nucleare avvenga nell'ambito della verifica delle ristrutturazioni produttive, finanziarie e commercaili ina tto , sotto il profi lo della salvaguardia dello sviluppo occupazionale e tecnologico, delle singole imprese ;
che si definiscano puntuali strumenti per lo sviluppo della progettazione e attività manifatturiera su singoli cimponenti , incanalando i finan ziamenti verso programmi specifici ;
che si definisca, all'interno di una verifica delle capacità produttive esistenti e delle produzioni indotte e intermedie più qualificate, vincolando l'ENEL e le imprese a rfornirsi sul ffiercato interno; tale scopo è necessario individuare le imprese che possono costruire i materiali e i componenti che la normativa tecnica colloca nelle classi superiori e promuovere gli investimenti necessari preferibilmente nel Mezzogiorno oltrechè la specializzazione produttiva delle piccole emedie imprese ;
che si giunga infine ad una modifica sostanziale della gestione degli accordi europei esistenti, sotto il profilo dell'apporto nazionale manifatturiero e tecnologico, oltrechè finanziario e commerciale .
INCONTRO SINDACATI - MINISTRO INDUSTRIA SU PROBELMI CENTRALI ELETTRICHE
Presso il Ministero dell'Industria si è svolto ieri il preannunciato confronto fra le organizzazioni sindacali e il ministro Donat - Cattin sui Problemi della costruzione delle centrali elettriche .
Nel corso dell'incontro i rappresentanti del Ministero e dell'ENEL hanno fornito prime informazioni sullo stato di attuazione del piano di costruzione delle centrali convenzionali previste e non previste dalla legge 880 .
Il Ministro ha esposto le linee generali del piano nucleare con i relativi problemi connessi , ivi compresi quelli finanziari . Il Ministro ha altresì annunciato l'intendimento di presentare un decreto legge per snellire le procedure per la realizzazione delle centrali elettriche .
I rappresentanti delle organizzazioni sindacali, preisate le posizio ni della Federazione unitaria CGIL-CISL-UIL sugli argomenti esaminati -han no chiesto che nei prossimi incontri, di cui il primo è fissato per il 20 Prossimo venturo, siano acquisite certezze in ordine : alla realizzazione delle centrali convenzionali, in rapporto alle esigenze di copertura del fabbisogno energetico nazionale sino alla e&trata in funzione delle centra li nucleari, alle scelte e ai vincoli per l'attuazione del piano nucleare, allo sviluppo e qualificazione dell'industria elettromeccanica nazionale in connessione con il potenziamento e con l'utilizzo della ricerca ; al proble ma, infine , della strutturazinne dell'ENEL .
Rappresentanti regionali della DC, PCI, PSI, con la presenza dell'assessore regionale all'Industria, si sono incontrati ieri a Milano con la segreteria della Federazione lombarda CGIL-CISLUIL e le categorie degli elettrici, meccanici, petrolieri ,per un esame dai problemi inerenti la realizzazione della politica energetica nel Paese, anche a seguito del primo incontro tra sindacati a governo ed in vista dell'imminente incontro fra governo e regioni.
Gli intervenuti hanno concordato di impegnare i poteri centrali per la soluzione delle seguenti questioni ritenute indilazionabili:
fonti, tempi, e modalità dei finanziamenti delle centrali convenzionali e nucleari; criteri di localizzazione da definirsi di intesa con le Ragioni;
••••••••11011111111111~1Minimumweem eme,
superamento della logica d'acquisto delle centrali. cosiddetta «a chiavi in ma. no» che consenta lo sviluppo della ricerca, della progettazione, nonchè delle capacità produttive del settore elettrorn~co nazionale.
Infine si è stabilito di promuovere un ampio confronto pubblico su iniziativa della Regione, da realizzarsi nel mese di marzo, con la partecipazione dalle forze politiche. *C0310M101111 • sociali. ,