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Consiglio FLM25

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consiglio s fabbrica na

Metalmeccanici milano piazza Umanitaria, 5

Con questo numero 'riprendiamo in forma periodica la pubblicazione del bollettino FLM per i Delegati d'impresa delle Aziende Artigiane al fine di garantire una voce di informazione particolare sui problemi che interessano i lavoratori di questo settore.

SOMMARIO

CORSO DI FORMAZIONE SINDACALE

TESSERAMENTO AL SINDACATO

CONTRATTO AZIENDE

ORAFO-ARGENTIERE

LEGGI - DECRETI

AZIENDE ARTIGIANE

DIFENDIAMO LA SALUTE

ANNO V - MARZO 1977

agenzia di informazione sindacale

della FLM milanese

NON VOGLIAMO PIU' ESSERE DELEGATI DI " SERIE B "

Nel mese di dicembre del 1976 si è tenuto il primo corso di formazione sindacale FLM per i delegati delle aziende artigiane metalmeccaniche.

Le relazioni e il dibattito hanno affrontato ampiamente i temi posti all'ordine del giorno del programma che erano: la formazione delle strutture sindacali di fabbrica attraverso le vicende storiche del sindacato, le strutture del sindacato unitario, il contratto di lavoro e i diritti dei lavoratori, gli strumenti per una reale iniziativa sindacale nell'artigianato.

In particolare è stato molto fruttuoso il lavoro di gruppo che ha confermato come in una struttura di lavoro di piccolo gruppo sia possibile dare la parola e ascoltare tutte le persone presenti e cogliere così la ricchezza di esperienze e di aspettative.

DENTRO IL MOVIMENTO SINDACALE A PIENO TITOLO

Il primo dato emerso dal gruppo di delegati presenti è che essi sentono il proprio ruolo in pieno all'interno del movimento sindacale, a pari titolo dei delegati dell'industria e delle grosse aziende.

Questo è un dato estremamente utile che ci permette di fare le seguenti considerazioni.

L'artigianato e più in generale la piccola azienda, da una parte costituiscono l'ossatura del nostro sistema economico, sia in termini quantitativi che qualitativi; dall'altra il loro rapporto con gli altri settori produttivi ci permette di individuare in esse la sede di ouel 'fenomeno oggi nartico!armente evidente che è il decentramento produttivo.

E' questo un dato politicamente rilevante, che ci deve far superare una concezione spesso puramente sloganistica del decentramento, per passare a un rea'e terreno di iniziativa integrata.

pur riconoscendo ancora per una certa fase una re'ativa specif'cità dell'intervento sindacale nel settore_artigiano, bisogna in tempi definiti prevedere delle strutture oroanizzative e degli obiettivi politicorivendicativi unitari al movimento più generale dei lavoratori.

UNA FORMAZIONE NON SUPERFICIALE

Il secondo dato è quello della qualità della domanda dei delegati artigiani.

Essa è innanzitutto rivolta alla necessità del superamento delle differenze esistenti rispetto all'industria. in tema di salario, parte normativa e diritti sindacali. L'obiettivo della perequazione e delruguaplianza è quindi centrale nelle ipotesi rivendicative. Così come è fondamentale l'altro aspetto, e cioè

quello del ruolo e degli strumenti di iniziativa. La politicizzazione e l'attenzione dei delegati artigiani alle tematiche attuali, politiche, ed economiche, ci fa supporre una formazione specifica che non sia quindi solo basata sull'acquisizione di strumenti pratici e tecnici, ma che affronti le tematiche più generali, in merito al ruolo del sindacato in questo momento di crisi, al rapporto tra base e dirigenti, alla democrazia sindacale.

LO STUDIO DELLA COLLOCAZIONE DELL'AZIENDA ARTIGIANA

Un terzo elemento importante scaturito dal corso è quello di aver individuato un terreno di analisi e di lavoro su cui impegnare i delegati. Oltre all'individuazione di strumenti e interventi specifici (il Coordinamento provinciale, un bollettino di informazione, il convegno provinciale di primavera, il rapporto da formalizzare negli organismi dirigenti unitari ecc.), un contributo di grande interesse può essere svolto sul piano di una sistemazione analitica del concetto di piccola azienda. E' un lavoro di ricerca, non separato dall'elaborazione più generale del movimento, insieme teorica e pratica. L'obiettivo è quello di » collo7are » l'unità produttiva artigiana nell'insieme della produzione, ricomponendo il tessuto parcellizzato, individuando aspetti importanti come il credito, l'approvvigionamento, il mercato, il capitale investito, cogliendo sia gli elementi di subalternità alle grandi imprese sia soprattutto gli elementi di autonomia delle piccole d mensioni produttive. E' questo tra l'altro un lavoro che può unificare i delegati e i lavoratori di piccole, medie e grandi imprese e lo strumento politico-sindacale per questa unificazione è stato indiv«duato nella lega sindacale territoriale, organismo omogeneo ottimale per questo tipo di intervento.

Infine un aspetto importante è stato quello della giovanissima età dei partecipanti. Questo significa che il sindacato ha una sua presa sui giovani, ma significa soprattutto che va arricchita l'elaborazione e sviluppata una particolare attenzione ai temi più complessivi della condizione giovanile, in rapporto al lavoro, al problema della militanza politica e sindacale. alla sfera delle problematiche cosiddette » private » e “ personali », così profondamente presenti nei giovani delegati.

E' forse su quest'ultimo terreno che cnme sindnato dobbiamo superare al più presto diffidenze e ritardi, orientando l'analisi, la riflessione e l'iniziativa in un settore per noi nuovo e meno tradizionale di altri.

CORSO DI FORMAZIONE SINDACALE PER DELEGATI DI AZIENDE ARTIGIANE
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Diamo più forza al sindacato per un suo decisivo ruolo nelle battaglie di rinnovamento

Ci rivolgiamo ai lavoratori dipendenti di imprese artigiane ricordando che l'anno concluso è stato denso di avvenimenti importanti per il settore, le conquiste di importanti accordi a livello nazionale come il contratto meccanici, orafi argentieri. e le premesse per il t" contratto degli odontotecnici indicano come il sindacato si sia mosso su una linea di perequazione a! contratto dell'industria, togliendo l'etichetta di lavoratori inquadrati nella ' serie inferiore ».

Vi è ancora molto da fare per adeguare il settore con strumenti di intervento, pensiamo alla garanzia del salario che non viene riconosciuto ai lavoratori dipendenti da imprese artigiane, anche se l'ipotesi di accordo esiste dal luglio scorso, al divieto di licenziamenti sia collettivi che individuali, e comunque a procedure che permettano al sindacato di intervenire a! fine di tutelare il lavoratore colpito. Son problemi questi che sono all'attenzione del sindacato ma per poterli raggiungere occorre una presa di coscienza dei lavoratori sia di lotta che dí organizzazione. Oggi siamo impegnati alla gestione e alla piena attuazione delle conquiste contrattuali, il Movimento Sindacale è duramente impegnato ad affrontare i reali

problemi posti dalla crisi economica che colpisce principalmente i lavoratori e in particolare quelli occupati in piccole imprese, che, in mancanza di un reale potere contrattuale, subiscono più degli altri la politica del ricattò attuata dal padrone e dal potere economico, che è quella di far pagare la crisi alle masse popolari mediante più lavoro e meno salario.

Siamo di fronte in questi giorni e lo sarà dì più nel futuro ad un attacco al sindacato, l'intendimento del padronato, anche quello artigiano, è di emargìnare il sindacato, tentando di bloccarne la crescita organizzativa e la presenza nei luoghi di lavoro, per ripristinare i vecchi equilibri, alti profitti e relegare la classe operaia ad un ruolo subalterno al sistema.

L'esigenza del rafforzamento del sindacato mediante la campagna del tesseramento è la premessa indispensabile per il lavoro che ci attende nei prossimi mesi, perciò tutte le strutture della FLM: zone, leghe, devono sentirsi responsabili al fine di creare iniz'ative atte alla sensibilizzazione dei lavoratori e farli progredire per il rafforzamento e l'avanzata della FLM.

LE MODALITA' DEL TESSERAMENTO 1977

La Segreteria F.L.M. ha deciso di procedere con rapidità alle operazioni di riconferma di tutti gli iscritti e di dar corso alla distribuzione delle apposite deleghe in tutte le aziende, va ribadito che il tesseramento da fare è solo quello di adesione alla F.L.M.

QUOTE MENSILI CIRCA 0,60% SULLA

IL PADRONE CI .VUOLE DIVISI E RASSEGNATI TESSERAMENTO 1977
PAGA BASE FORFETIZZATO IN CIFRE e LIVELLI QUOTE MENSILI QUOTE ANNUALI i 7" L. 1.000 L. 12.000 60 1.100 13.000 5° 1.200 14.400 4" 1.300 15.600 3" 1.450 17.400 a 2" 8. 1.550 18.600 1.650 19.800 1.900 22.800 3 o e i-a o o ili a 3 a 3

FAC-SIMILE DI DELEGA PER I LAVORATORI NON ISCRITTI DIPENDENTI DA IMPRESE ARTIGIANE

PERI LAVORATORI NON ISCRITTI DIPENDENTI DA IMPRESE ARTIGIANE

ALLA DIAMONE

IS ehottoscrtne

•••••••••••••••

In relzu w,ne a quanto previsto dal CCNL 24 9 1977 chiedo a codesta Dirett4ne di trattarla., mensilmente dalle mie competenze nette una somma pari a circa 0,GO's. dei minimo tabellare contrattuale mensile di cade• porte Votieitisto corno da tabella delle 00 SS) quali mia quoto d'ai• isodazione a4sdecala annua. L'importo relativo dovrà misera vergato par tlo collo alle Organizzazioni Sindacali

F.L.M. (Finì • F lom • Uilm)

*O c.c. unitario N. 200.016 dalla Banca Nazionale del Lavoro • Milano.

La presente dilaga 'ha validità permanente con verifica annuale salvo 'onore che parò intervenite In qualsiasi momento dandone comunicazione scritta all'azienda. In caso di risoluzione o sospensione del rapporto di lavoro. l'azienda 4 autorizzata a trattenere In un'unica aolu• Pone dalle mie competenze li saldo delle quote mensili corrispondenti all'anno In corso.

PER I LAVORATORI NON ISCRITTI • DIPENDENTI DA IMPRESE ARTIGIANE

AI IMNOACAT1

Sottoscrivo la dilaga 197T e chiedo l'attestato unitario dl categoria della F.L.M.

Signor

Indirizzo

Codice palmi* .... _ Comune

Umano

Azienda

Oste - firme

I lavoratori già iscritti nel 1976 alle Orgazilicrazioni Sindacali FIM4ìtSl• FIOM al Intendono aderontl alla rispettive CoModersztoasi dl oppartonoore anche in usanza di una apocifka rIcontienees Don Il cos. **guanto rilascio della teasere Confe/erele edere che dona lessere tarla dl categoria.

F L M

II Contratto Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle imprese artigiane metalmeccaniche e della installazione di impianti
in
Umanitaria
Milano
è disponibile presso la FLM provinciale
Pazza
5
di Lavoro
Contratto Nazionale

Il Contratto per i dipendenti delle aziende artigiane orafo - argentiere

Il 28 ottobre 1976 è stata firmata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro orafo-argentiero e affini, per i dipendenti di aziende artigiane del settore.

Abbiamo espresso, come del resto hanno confermato i favoratori delle aziende collegate al sindacato, un giudizio altamente positivo in quanto, in molti istituti, abbiamo parificato i vari trattamenti con quelli previsti nel settore industriale, obiettivo che la categoria si è assunta nella assemblea di Milano in occasione della elaborazione della piattaforma.

Il testo del

SALARIO

A partire dal 1-11-1976 i nuovi minimi di livello retributivo sono stati così stabiliti:

la cat. L. 179.513 cat. L. 187.568 cat. L. 198.608

4a cat. L. 214.025

Con questo accordo abbiamo completato i tradizionali rinnovi dei contratti nazionali nel settore artigiano. Rimane ancora da rinnovare il settore odontotecnico e cominceranno le trattative nei prossimi giorni.

Ora si tratta, come abbiamo più volte dettw nel passato, di operare per una rapida applicazione del nuovo contratto in tutti i suoi contenuti, sia salariali che normativi.

La F.L.M. è a disposizione delle zone e delle fabbriche per tutti i chiarimenti necessari.

Contratto

sarà corrisposta la somma di L. 30.000 (trentamila) a titolo di « una tantum ».

Norma transitoria ».

Per quelle aziende nelle quali è stata anticipata la decorrenza dell'aumento salariale, la erogazione di tale aumento non sarà assommato all'entrata in vigore del presente contratto all'aumento tabellare, ma deve considerarsi assorbibile.

Trattamento in caso di malattia e infortunio.

7° cat.

5° cat. L. 230.528 cat. L. 293.228 L. 326.040.

Tali minimi sono comprensivi: dell'aumento contrattuale di lire 25.000 uguale per tutti; di lire 10.000 come d'accordo interconfederale del 24-4-1975; della contingenza maturata al 30 4-1975 a norma dell'accordo interconfederale 24-4-1975.

A datare dal 1-2-1978 i minimi di livello retributivo saranno i seguenti: cat. L. 183.000

2a cat. L. 193.000

A partire dal 1-11-1976 le imprese artigiane dovranno garantire ai lavoratori dipendenti l'integrazione economica del trattamento erogato ai lavoratori, dagli istituti assicurativi preposti fino al 100% (cento per cento) del salario globale netto. Tale integrazione verrà corrisposta a partire dal 40 giorno compreso.

In caso di malattia di durata superiore a 11 giorni l'integrazione decorrerà dal primo giorno di malattia ».

4ft cat. cat. L. L. 206.000 219.000 cat. L. 243.000

6a cat. L. 307.000

7° cat. L. 336.000.

Per i minori di anni 18 si applicano le corrispondenti tabelle previste nel C.C.N.L. dei metalmeccanici artigiani del 24-9-1976 alle scadenze determinate con il presente accordo.

Per ferie, scatti di anzianità, trasferte, diritti sindacali, congedo matrimoniale si intendono applicate le norme previste nel contratto nazionale Artigiani metalmeccanici 1-6-1976.

Apprendisti:

Si conviene che per i trattamenti in caso di malattia ed infortunio, in caso dí gravidanza e puerperio, ferie e gratifica natalizia si intendono applicate le norme del contratto nazionale Artigiani metalmeccanici del 24-9-1976.

« Una tantum »:

A tutti i lavoratori in forza dal 28 ottobre 1976 5

Le integrazioni di cui sopra saranno corrisposte per la durata massima di 120 giorni ».

Trattamento in caso di gravidanza e puerperio.

In caso di gravidanza e puerperio si applicano le norme di legge. In tal caso alla lavoratrice assente nei 2 mesi prima del parto e nei 3 mesi ad esso successivi sarà corrisposta una integrazione del trattamento INAM fino a garantire il 100% della retribuzione globale netta, in caso di astensione a norma di legge oltre detti termini del periodo di assistenza obbligatoria si applicherà il trattamento complessivamente più favorevole tra quello previsto dal presente contratto e quello previsto dalla legge.

Diritto allo studio.

Per i lavoratori delle aziende artigiane che occupano almeno 6 dipendenti deve essere messo a disposizione un ammontare di ore retribuite conteggiate aziendalmente nel triennio e corrispondenti a 10 ore circa annue per ogni lavoratore avente diritto.

Tale monte-ore viene costituito al fine di permet-

tere che ogni lavoratore possa frequentare corsi di studio presso istituti pubblici e legalmente riconosciuti.

A tale scopo ogni lavoratore può usufruire di un massimo di 150 ore (centocinquanta) retribuite ogni 3 anni, godibili anche in un solo anno fino all'esaurimento del monte-ore aziendale e semprechè il corso al quale il lavoratore intende partecipare si svolga per un numero di ore almeno doppie a quelle richieste come permesso retribuito.

I lavoratori dovranno fornire all'azienda un certificato di iscrizione al corso, e successivamente certificati di presenza con l'indicazione delle ore relative.

Possono usufruire dei permessi retribuiti nelle misure sopra indicate escludendo comunque criteri di contemporaneità (si intende con ciò che un solo lavoratore all'anno può usufruire del diritto). Un solo lavoratore per triennio nelle aziende da 6 a 10 dipendenti, aventi diritto.

Due lavoratori per triennio nelle aziende da 11 a 20 dipendenti aventi diritto.

Tre lavoratori per triennio nelle aziende da 21 dipendenti ed oltre aventi diritto.

Possono usufruire dei permessi retribuiti per la frequenza ai corsi scolastici enunciati tutti i lavoratori dipendenti con esclusione degli apprendisti soggetti all'obbligo di frequenza dei corsi professionali previsti dalla legge n. 25 - 19-1-1955.

Orario di lavoro settimanale.

La durata massima dell'orario di lavoro settimanale è di 40 ore, distribuite di norma su 5 giorni, sulla base di 8 ore giornaliere dal lunedì al venerdì.

Per le imprese artigiane che eseguono lavori di riparazione e riadattamento di oggetti usati, l'orario settimanale di 40 ore potrà essere distribuito su 6 giorni lavorativi.

Garanzia del salario.

Le parti si danno atto dell'avvio di una trattativa

a livello interconfederale in applicazione dell'intesa di cui all'art. 12 dell'accordo interconfederale 22-4-75 per l'istituzione di una Cassa Integrazione speciale a gestione autonoma per il settore artigiano che ha registrato prima intesa di massima.

Lavoro straordinario notturno e festivo.

E' considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti di cui all'orario di lavoro settimanale.

Il lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale.

Nessun lavoratore può rifiutarsi, salvo giustificato motivo di impedimento, di effettuare il lavoro straordinario, notturno e festivo.

E' consentito il lavoro straordinario nei limiti di 2 ore giornaliere e 10 settimanali.

Fermi restando i limiti di cui sopra viene fissato un limite massimo annuale di 280 ore per ciascun lavoratore.

Per lavoro straordinario, notturno e festivo sono corrisposte le seguenti maggiorazioni percentuali da calcolare sulla retribuzione di fatto:

Lavoro straordinario 25%

Lavoro notturno 25%

Lavoro festivo 45%

Lavoro straordinario festivo (oltre le 8 ore) 45% Lavoro straordinario notturno (oltre le ore 8) 55% Lavoro festivo con riposo compensativo 8% Nell'ipotesi di distribuzione dell'orario settimanale in 5 g'orni (Lunedì-Venerdì) è ammesso il lavoro straordinario nella giornata del sabato che potrà avere durata superiore alle 2 ore e sarà retribuito con la maggiorazione del 25% per le prime 4 ore. Nel caso la prestazione superi le prime 4 ore tutte le ore successive saranno retribuite con una maggiorazione del 50%.

Decorrenza e durata.

Il contratto decorre dal 1-11-1976 e avrà durata fino al 31-7-1979.

QUANDO CI SI ORGANIZZA, I RISULTATI SI VEDONO

E' in pieno svolgimento la contrattazione aziendale nel settore artigiano, alcuni significativi risultati sono già stati realizzati, infatti in ogni azienda dove per la prima volta i lavoratori si organizzano nel sindacato mediante assemblea si procede alla elencazione di alcuni problemi esistenti in azienda formando così la piattaforma rivendicativa.

Sono numerose le aziende con vertenze aperte alcune delle quali hanno già trovato soluzioni in sede sindacale, i contenuti degli accordi contengono oltre che una applicazione di tutte le norme contrattuali, i premi di produzione, le indennità di mancata mensa, i passaggi di categoria senza assorbimenti garantendo così ai lavoratori benefici economici in media dalle 15 alle 20.000 lire.

L'aspetto più significativo è senza dubbio la compatta reazione dei lavoratori di fronte ai licenziamenti effettuati in alcune aziende senza giustificato motivo; infatti là dove è accaduto (Porta, La Cler, ecc. ecc.) i provvedimenti sono stati ritirati e ripristinato il rapporto di lavoro.

Avremmo voluto pubblicare i contenuti dei singoli accordi ma la mancanza di spazio ci induce a rimandare al prossimo numero tale cronaca.

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Direttore responsabile: Walter Galbusera.

Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971

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Redazione: piazza Umanitaria n. 5 - tel. 54.68.020/1/3/4, Milano.

Dimostriamo che è possibile uno sviluppo non avvelenato !

I grandi industriali si oppongono alla introduzione della medicina preventiva

La FLM milanese ha aperto la vertenza con le controparti padronali sulla salute e l'ambiente di lavoro per l'applicazione del contratto di lavoro in materia e per l'ingresso dei servizi di Medicina del lavoro (SMAL) nelle fabbriche.

Da parte dell'Assolombarda sono venute risposte che hanno rigidamente e pregiudizialmente rifiutato la proposta di utilizzo degli SMAL

Questo significa rifiutare l'ingresso in fabbrica della medicina preventiva, riproponendo metodi decrepiti che si prefiggono solo apparentemente di tutelare la salute ma in pratica mirano a lasciare le cose come stanno. Non vogliono permettere cioè che i lavoratori mettano il naso nell'organizzazione del lavoro, nell'ambiente, nel funzionamento (egli impianti. Si capisce fin troppo chiaramente che secondo l'Assolombarda questi temi dovrebbero restare di esclusiva competenza padronale. Si sta vedendo di giungere quanto prima ad un incontro anche con le organizzazioni padronali artigiane che si spera abbiano atteggiamento alquanto diverso dall'Assolombarda.

La partita della salute si gioca prima di tutto sul lavoro

Nei momenti di crisi economica si verifica, oltre al peggioramento delle condizioni di vita anche quello delle condizioni di lavoro e ambientali di fabbrica. Ciò è dovuto sia all'azione padronale di recupero di margini di profitto attraverso l'intesificazione dello sfruttamento, sia alla paralisi degli investimenti e al mancato rinnovamento degli impianti. Altro fatto rilevante è poi il decentramento di quote sempre maggiori del processo produttivo in particolare delle più nocive e pericolose, in piccole e piccolissime aziende, molto spesso artigiane, dove è più difficile là difesa della salute, data l'assenza dell'organizzazione sindacale.

Si capisce percii. -, jome la lotta contro la nocività sia parte integrante della lotté, contro l'organizzazione capitalistica del lavoro e contro la crisi, per evitare pericolosi assestamenti dell'apparato produttivo su posizioni di precarietà e di debolezza.

E' per questo che vanno rilanciate le iniziative legate ai grandi temi - chiave della nostra strategia; il risanamento ambientale deve diventare obiettivo concreto anche nelle aziende artigiane.

Superata la concezione della inevitabilità della nocività, quasi fosse un prezzo obbligato da pagare al progresso, sconfitta l'ipotesi padronale della monetizzazione (la salute non si vende), vanno ripresi i temi della non-delega della tutela della salute e quello della soggettività operaia giacchè i lavoratori devono essere i protagonisti del miglioramento delle condizioni ambientali, seppure attraverso l'indispensabile collegamen10 to con i tecnici, coi medici e col territorio.

SALUTE E AMBIENTE DI LAVORO
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