Federazione Lavoratori Metalmeccanici
ZONA LAMBRATE
DOCUMENTI DELLA CONFERENZA
ORGANIZZATIVA FLM DELLA ZONA LAMBRATE
6 - 7 giugno 1978
Documento politico
La Conferenza Organizzativa della F.L.M. della Zona Lambrate approva la re— lazione introduttiva della Segreteria di zona con i contributi e gli arric— chimenti emersi dal dibattito.
La Conferenza riconferma sia l'analisi sulle caratteristiche della crisi (3.. conomica che' ha caratteristiche strutturali e dimensioni internazionali con conseguenti effetti disgregatori del tessuto sociale, sia l'analisi sulle cause della crisi che assieme al nuove ecOlibrio del commercio internazio— nale trova la sua ragione interna nella mancanza di modifiche strutturali della nostra economia; in questo senso rifiutiamo quelle interpretazioni che assegnano unanotevtle responsabilità della crisi alle politiche che il sin.hdatato ha portato avanti negli ultimi dieci anni.
Siamo oonsapevoli invece di aver contribuito con le nostre azioni di pere—, quazione e di lotta a diminuire le ingiustizie sociali e aver messo allo scoperto le distorsioni del nostro sviluppo economico. Le conseguenze della crisi sono state pagate dagli strati più deboli: Mez— zogiorno, donne, giovani, campagna, ma oggi tendono a toccare anche i cosid— detti "garantiti", gli occupati del Nord.
La situazione politica è stata caratterizzata dal duro attacco che il terro— rismo ha portato al Paese; la Conferenza organizzativa conferma la netta ea decisa condanna al terrorismo politico delle B.R. e chiama l'insieme della organizzazione ad un impegno militante e di massa consapevoli che il primo obbiettivo del terrorismo è la sconfitta della forza dei lavoratori. ta migliore risposta al terrorismo consiste infatti nella rimessa in moto
di tutti i meccanismi di partecipazione democratica a partire dalla piena
valorizzazione delle assemblee elettive e del recupero di un terreno di con— fronto politico tra classe operaia occupata, studenti all'interno della scuo la, disoccupati e strati emarginati.
Contemporaneamente alla lotta al terrorismo, il movimento sindacale deve man— tenere fermo il suo impegno per modoficare ed incidere sugli sviluppi della
crisi. Nonostante il manifestarsi di tenui segni di ripresa, rimane intattil la gravità di fondo della situazione. L'occupazione è in continua disoesa,
la frenata dell'inflazione, di per sè positiva, continua però a produrre Una caduta recessiva dell'economia. Inpumsta situazione è urgente fare diventare gli obbiettivi rivendicativi dell'EUR una piattaforma di lotta tanfi
to più se consideriamo la diversificazione tra obbiettivi del movimento sindacale ed i contenuti del programma di governo, nel quale tra l'altro, a fronte di una minuziosa puntualizzazione di una politica di contenimento stà il genericismo degli orientamenti della programmazione economica.
'La Conferenza, nel ribadire il giudizio negativo sulle proposte programmaI tiohe del governo, si impegna a promuovere una discussione di massa al fine di pervenire, nell'insieme del movimento sindacale, a puntuali momenti di mobilitazione settoriale ed intercategoriale che colleghino la fabbrica con il territorio. Anche gli ultimi provvedimenti governativi fiscali e di aumento delle tariffe assieme all'erogazione di fondi alle aziende confer mano il nostro giudizio negativo che si deve concretizzare in una mobilitazione in rapporto alle richieste delle confederazioni di un incontro con il governo, fermo restando il nostro giudizio negativo all'intervento governa.. t tivo, che va respinto, sulla non incidenza della contingenza sugli scatti di anzianità . t:
Quest'ultimo aspetto ci pone anche l'esigenza che il sindacato elabori una proposta complessiva sulla struttura del salario da sottoporre al dibattito d: di tutti i lavoratori, in molo che nei prossimi rinnovi contrattuali si incominci ad affrontare questo problema avendo tutte le categorie un comune e: punto di riferimento. A-
La scadenza dei prossimi rinnovi contrattuali deve essere riconfermata nei suoi tempi naturali senza slittamenti, è quindi urgente accellerare i tempi della loro preparazione, consapevoli che sarà una scadenza importante che affronterà temi di grosse vertenze politiche ed economiche: allargamento D ed adeguamento della 1A partedei contratti - struttura del salario - ora- ti rio di lavoro - organizzazione del lavoro. d:
La Conferenza ribadisce l'esigenza di affrontare l'adeguatezza delle attua- d: li strutture del sindacato rispetto agli obbiettivi che ci siamo dati ed in lE questo senso è favorevole al potenziamento dei compiti del sindacato regionale le cui carenze sano state scontate negativamente anche nella nostra z(2-. na in tempi recenti. mE
Nello stesso tempo ribadiamo l'esigenza che la struttura della categorie de... t: ve mantenersi anche nel nuovo sindacato territoriale come momento indispen- lE cabile di collegamento tra fabbrica e sindacato.
La conferenza ritiene che, per evitare vuoti di direzione è indispensabile zz andare all'adeguamento delle strutture sindacali in tempi politici. N(
La Conferenza ha posto una particolare attenzione alla crisi dei Consigli d( mE di Fabbrica per cui impegna tutta la zana a proseguire l'analisi di questo m( problema tenendo presente alcuni degli aspetti fondamentali: sc
applicazione delle decisioni della IV Cohferenza F.L.M. in particolare bE per quanto riguarda: statuti dei Consigli di Fabbrica, metodi di elezio- d: ne dei delegati, rotazione negli esecutivi, durata del Consigli di Fabbr. c( rapporto del delegato con il gruppo omogeneo in collegamento con l'inter_ dt vento sull'organizzazione del lavoro lE
-) capacità di gestione degli accordi 0(
1) Lifficoltà di rapportarsi con l'esterno della dabbrica: CUZ, territorio, d: sindacato pl,,vinciale, mancata unità sindacale rE
e) divaricazione tra obbiettivi del sindacato e risultati
f) riflessione sui contenuti della contrattazione aziendale
Questo sforzo di comprensione di un fenomeno preoccupante che rischia di mi vare l'essenza stessa del sindacato deve essere prioritario in questo perio do fino a settembre.
La Conferenza impegna tutta le F.L.M. di zona, a partire dalla segreteria, a completare il programma di rtstrutturazione delle strutture di zona ed a completare gli organici dei C.D.F. incompleti ed a rinnovare i d.D.F. scaduti ed a coprire il più possibile quelle fabbriche senza il rappresentante sindacale.
Il programma di zona deve portare all'assegnazione di responsabilità specifiche ad ogni componente della segreteria di zona nell'ambito di una organizzazione simile a quella stabilita a livello provinciale che è impostata su tre grossi filoni: organizzazione - cultura - sindacale. Ad ognuno di questi comparti faranno capo alcune commissioni (es. la commissione amministrativa farà capo ai responsabili dell'organizzazione e così via) Inoltre verranno individuati i settori principali che sono presenti in zona e si indicheranno i responsabili di tali settori. L'insieme della politica dei settori sarà gestita da tutta la segreteria di zona in collegamento con le decisioni più generali della F.L.M.
Appena completata l'elezione dei delegati del consiglio di fabbrica, si andrà a verificare e a rieleggere tutti i componenti dei consigli di lega, successivamente si eleggeranno le nuove segreterie di lega tenendo conto delle disponibilità concrete d'impegno dei compagni.
La Segreteria di zona deve realizzare proposte di programma di lavoro per tutte le commissioni non ancora funzionanti e sottoporle al dibattito del direttivo, inoltre deve sentirsi impegnata a convocare più frequentemente il direttivo in quanto la complessità della situazione richiede il massimo di allargamento del dibattito e la massima rapidità di coinvolgimento dei lavoratori nella elaborazione e nell'attuazioni delle scelte sindavali.
La Conferenza impegna la segreteria di zona a realizzare quanto detto prima dei contratti in modo da arrivare a dopo le ferie a rinnovare il direttivo di zona e mettere subito in grado di lavorare tutte le commissioni di lavoro. La Conferenza ritiene con queste decisioni di superare una buona parte delle difficoltà che abbiamo incontrato nell'ultimo anno nella realizzazione del programma che ci eravamo dati.
Nell'immediato la Conferenza esprime l'esigenza di una campagna di riunioni dei Ce.D. F. per preparare la giornata di mobilitazione del 28/6 dei metalmeccanici milanesi. E' questo un momento importante di lotta sua per il momento nel quale si colloca (manifestazioni dei chimici e dei tessili) sia soprattutto per i contenuti. E' importante, in ogni C.D.F., iniziare un di battito sulla realtà della zona, sull'esigenza di dare strumenti concreti di lotta alle vertenze territoriali per il rispetto della prima parte dei contratti, sui temi della disoccupazione giovanile, del decentramento pro, duttivo , ormai diventato un fenomeno con caratteristiche strutturali, del lavoro a domicilio e sull'ambiente di lavoro.
Occorre cioè da oggi percorrere nel concreto una strada di lotta in grado di indicare nel merito i contenuti dei prossimi rinnovi contrattuali nel rapporto con i nodi fondamentali del nostro intervento nel territorio.
la Conferenza impegna la segreteria di zona ad assumere quelle iniziative neoessarie per preparare nel migliore dei modi la giornata di lotta dal punto di vista del coinvolgimento dei lavoratori, dei giovani, dei cittadini in generale per riproporre anche la grave crisi produttiva della zona sintetizzata nelle sue fabbriche (Nuova Innocenti - Nuova Paema - DrbpsaSiemens Elettra)al centro da anni della lotta per la salvaguardia dell'occupazione e del carattere industriale di Lambrate.
Sintesi della relazione svolta dalla compagna Benuzzi a nome della Segrete- E ria della Zona Lambrate.
Per brevità riportiamo solamente alcune delle parti già riprese sinteticamente dal documento politico che necessitano di una maggiore riflessione.
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La Conferenza vuole essere un momento di RIFLESSIONE sia politica che organiv pativa. L'analisi della crisi, la disoccupazione di massa, la crescita del lavoro precario ed irregolare, il terrorismo, sono tutti elementi da tempo presenti nelle nostre analisi e che determinano le nostre scelte sindacali. Rispetto a_queste analisi invece, il programma del governo appare non solo Inadeguato, ma spesso contrastante con la linea dell'ED% rl governo infatti ripropone, attraverso la politica dei redditi ed il conte aÃmento dei salari, il vecchio modello di accumulazione capitalistica che vede l'occupazione come conseguenza dell'accumulazione ed una linea economipa estremamente debole con l'alternanza di deflazione ed inflazione e provVedimenti tampone. Per arrivare poi ai recenti provvedimenti fiscali e tariffari che boi respingiamo con forza e sui quali dobbiamo aprire la discusrione per arrivare a dare risposte di lotta.
giamo ormai al secaddo anno di stagnazione e la posizione del governo trova iena rispondenza alle posizioni espresse dalla Confindustria come "strategia" per uscire dalla crisi. L'associazione padronale lega infatti lo sviluppo occupazionale alle richieste di mercato (e pertanto ne prevede un calo), gonfia il terziario ed il decentramento come scelta per aumentare i poirti di lavoro precari dove non esiste tutela sindacale ed in fabbrica lega 4 11 salario alla presenza, rintroduce i cottimi ed incentiva la produttività attaccando così pesantemente tutte le conquiste degli ultimi anni per il sa-
la
c:
.arco garantito. e, LI nootrt, obbietttVo resta la realizzazione della piena occupazione da realiz' A' zarsi con l'intreccio della politica con le scelte economiche. In questo sente e so va il documento dell'EUR che articola la nostra proposta di sviluppo in settori : trasporti - edilizia agroalimentare - energia - PP.SS. - chimica
O' chiaro ohe questa strategia, per costituire una risposta anche alla po- e, litioa del governo, deve darsi gambe ed articolarsi per non restare solo una 13: anunoiazionee E
In questa articolazione si collocano LE VERTENZE TERRITORIALI Già a livello provinciale metalmeccanico sono aperte formalmente (con l'invio della let,
teca) le vertenze territoriali su: 1" parte del contratto per le piccole e medie aziende - decentramento e lavoro a domicilio (in rapporto stretto con gli organici) - occupazione giovanile - mobilità (modifica della legge 675 per il passaggio da azienda ad azienda delle fabbriche in crisi).
Da più di un anno inoltre è aperta la vertenza per l'ambiente senza che questa abbia portato a dei risultati soddisfacenti. Si tratta quindi di forzare per una soluzione positiva.
Appare immediatemente chiaro che l'apertura di queste vertenze non può ri-e manere formale, ma che deve tradursi in dibattito e mobilitazione. In que-$ sto senso lo sciopero del 28 dei metalmeccanici rappresenta una prima risposta e manifestazione di volontà dei lavoratori di arrivare al rinnovo dei contratti AVENMO GESTITO I DIRITTI CHE IL CONTRATTO PREVEDE per poter-. li andare ad ampliare.
L'articolazione della strategia dell'EUR , oltre che a livello provinciale coinvolge anche la zona. Dobbiamo definire una piattaforma di zona che intrecci i problemi déllioccupazione e del lavoro a domicilio per trovare sbocchi sul territorio in stretto rapporto con il C.U.Z. Per articolare una piattaforma di zona, appare subito evidente che necess14tano tutte le informazioni possibili, invitiamo pertanto i delegati a restituire i questionari da tempo distribuiti su OCCUPAZIONE GIOVANILE e SITUA.
ZIONE DELLA FABBRICA per consentirei di concretizzare una ipotesi credibile. Cogliamo l'occasione, riferendoci alla necessità di un più stretto rapporto con il C.U.Z., per analizzare anche il nostro contributo all'attività del e C.U.Z. in senso autocritico e per porre al dibattito quelle che sono le nostre esigenze rispetto alla nuova suddivisione territoriale del C.U.Z.: non si deve realizzare una zona CUZ che si basi solo su criteri di riprodurzioni del Decentramento Comunale, bensì che tenga conto:
- dei criteri di sviluppo - dei bacini di traffico - del rapporto tra operai ed impiegati - della necessità di non separare la città dalla provincia.
La Conferenza di zona, oltre ad un nostro momento di riflessione, rappreseti _ ta un contributo per la Conferenza Regionale e per la successiva nazionale. Occorre pertanto partire con la nostra analisi sia dalle cose fatte che da quelle non fatte per ricercare e superare le difficoltà che hanno limitato, la nostra attività . Prendiamo come punto di riferimento per il confronto sia la nostra conferenza dello scorso anno che la IV conferenza provinciale P.T.M. e auella Nazionale dalle quali erano usciti alcuni criteri ci ed organizzativi sulla suddivizione delle zone in legne e sul rapporto con i giovani e gli studenti.
Abbiamo la necessità di impostare un programma di lavoro che parta da oggi e si concretizzi a settembre attuando un metodo di lavoro nuovo e non conservatore; per questo dobbiamo avviare una seria riflessione sulle nostre strutture, che si sono rivelate inadeguate per lo scontro in atto con le controparti e le difficoltà e che dobbiamo cambiare per superare nodi che, prima che organizzativi, sono politici« importante anche sapere come è cambiata la zona dall'ultima Conferenza di zona del febbraio 1977. E' chiaro che si risente della crisi generale:
Per la mancanza di investimenti si sono determinate alcune gravi situazia-,
ni come l'Innocenti, la Faema, la Dropsa, la Gorla Siama, la Tagliabue, la 'Ideai Standard.
Inoltre vi sono alcune tendenze alla trasformazione della zona, che era nata come insediamento operaio, con l'aumento degli impiegati e delle situazioni commerciali a discapito di aliene produttive. Questo anche per l'aumento del decentramento produttivo.
Inoltre diminuisce il numero delle aziende: in un anno abbiamo riscontrato un calo di almeno 900 lavoratori a causa del trasferimento delle fabbriche in alture zane della provincia. Alcune hanno in progetto di trasferirsi come: Dropsa Tagliabue - Data Control - Rank Xerox.
Rispetto all'occupazione femminile, non avendo grosse realtà nelle quali i processi d'espulsione della manodopera femminile appaiono preoccupanti, possiamo dire che la percentuale d'occupazione femminile rispetto a auella maschile nella nostra zona è rimasta costante.
Su 140 aziende della nostra zona, ancora in 28 non esiste una rappresentanoza sindacale. Il nostro impegno è di arrivare ai contratto nazionale con tutte le realtà di fabbrica rappresentate.
Relativamente alla contrattazione aziendale, abbiamo concluso circa 70 accordi. Considerando che qualcuno lo abbiamo subito, è stata cioè l'azienda a convocarci per Cassa integrazione o riduzione del personale, abbiamo tuttavia coinvolto una grossa parte delle fabbriche della zona. Questo ha au-, mentato però la diversificazione tra le fabbriche sindacalizzate, dove ogni anno si apre una contrattazione sulle condizioni di lavoro ed il salario, e quelle non sindacalizzate, ancora coinvolte solo dalla contrattazione nazionale e dove esistono premi presenza ed incentivazioni.
Ricollegandoci alla strategia delle vertenze territoriali e di zona, appare subito evidente come queste ultime aziende, per recuperare una parità normativa e di potere di contrattazione,devono essere coinvolte nella contrattazione a livello di zona con la definizione di una piattaforma che abbia la capacità di perequare i trattamenti esistenti, la proposta che sottoponiamo al dibattito della conferenza per una diversa organizzazione del lavoro in zona, si articola in tre settori fondamentali come già avviene alla F.L.M. Provinciale : Organizzazione - Cultura - Sincale• Questo non l'attribuzione di compiti non con un criterioschematico, ma con un criterio di assunzione di responsabilità da parte dei componenti delle segreteria sia all'interno dei tre filoni (organizz.cultura-sindacale) che delle commissioni di lavoro e dei settori.
Attualmente, come segreteria possiamo riconoscere di avere avuto delle carenze politiche per avere gestito solo l'esistente e solo all'interno del-. le fabbriche. Non abbiamo saputo dare alle vertenze di fabbrica un riferimento nel territorio, questo per mancanza di riferimenti settoriali. Il rapporto con il direttivo, strutture dirigente della zona, è stato solo episodico (2 dicembre - sciopero di zona) ed ha avuto in modo prevalente la caratteristica organizzativa anzichè di confronto sui temi politici.
Relativamenteel rapporto con gli studenti, anche se abbiamo tenuto alcune nneemblee all'interno delle scuole* anche questo è stato vissuto come un rapporto episodico da affrontare nei momenti politici significativi. Occorre esere invece costanti nel confranto con gli studenti ed i giovani disoc-
cupati e coinvolgere le leghe in tutta l'attività sindacale che precede la definizione della piattaforma contrattuale. Anche nell'affrontare la questione femminile registriamo un forte ritardo anche culturale. Solo da poco infetti esiste e lavora un gruppo di delega. te all'interno della nostra zona. Occorre però che il sindacato, e quindi anche alla zona lambrate, i compagni inizino a riflettere seriamente su come anche a livello personale viene affrontata la Questione femminile. Per quanto riguarda il direttivo, poichè stiamo arrivando ad una percentuale di sottituzioni pari al 20%, dovremo andare ad una sua totale rielezione. Questo a settembre, dopo aver proceduto ad una verifica e rielezione del C.D.F. mancanti e comunque prima della consultazione contrattuale. Il direttivo, poco convocato dalla segreteria, ha tuttavia riscontrato poca par. teoipazione e questo ci pone il problema di una verifica anche del ruolo di stimolo che dovrebbe avere nei confronti della segreteria di zona.
Relativamente alle leghe, esiste un nodo politico a causa del loro scarso funzionamento: l'assenza di un rapporto reale con il territorio e lo scarso coinvolgimento dei compagni della segreteria di lega nelle verten ze delle piccole fabbriche. Dobbiamo andare ad un rafforzamento delle segreterie di lega tenendo presente non solo il criterio dell'equilibrio tra le componenti, ma soprattutto l'impegno mostrato. E' inoltre unitariamente acquisito il criterio della rotazione dei funzionari nelle leghe.
Il documento F.L.M. Nazionale deve essere ampliato per quanto riguarda la parte dei Consigli di Fabbrica. Infatti in zona da una parte l'attività si basa sullo spontaneismo ed il volontarismo, mentre dall'altra la zona non è più un centro di dibattito e di aggregazione. Questo significa che i com. pegni si sentono più disponibili per un discorso organizzativo nei momenti cald,meno per un confronto continuo e serrato sulle questioni politiche. Infatti anche a livello di C.D.F. si ricontra un calo di tensione, il ritorno alla delega, la tendenza alla chiusura nella fabbrica. Ma non dobbiamo fermarci, nella nostra analisi sui C.D.F., solo all'effetto, occorre sapere individuare alcune cause che determinano questa tendenza di crisi di militanza: la difficoltà di fare rispettare gli accordi aziendali, il mancato sbocco a livello più complessivo delle vertenze aziendali, la mancanza del controllo sul salario reale e sull'inquadramento unico, ma soprattutto la crisi che ci pone su terreni mai praticati e l'arretramento dell'unità sindacale.
La nostra analisi autocritica, per non trasformarsi in autolesionime, necessita di proposte che siano in grado di costituire un sindacato che rispon da adeguatamente agli obbiettivi che ci siamo dati per realizzare un cambiamento politico e di struttura.
In auesto senso la F.L.M. assume l'ipotesi di strutturarsi anche come categoria ai vari livelli : zona - ragionale - nazionale , sapendo che il C.D.F è la struttura di base del sindacato e come tale va estesa a tutte le realtà .
Questo significa superamento della struttura provinciale Ãft tempi politici, la presenza a livello di tona territoriale della struttura di categoria e creazione di un rapporto continuo tra C.D.F. - Zona territoriale e regionale.
Nella nostra discussione all'interno della fabbrica, dobbiamo rendere i lar. voratori consapevoli della validità di questa nostra scelta organizzativa
politica. Infatti con la sola presenza confederale a livello regionale non era possibile reggere lo scontro in atto sulle tematiche anali: mobilità - controllo dei processi di riconversione e del programma economico della regione - trasporti - legge 37 sullo SMAL
La F.L.M. Regionale, che deve diventare anche un centro di formazione e di ricerca, deve impegnarsi DA SUBITO a coordinare i coordinamenti regionali e le vertenze aperte già da Milano e da Lecco sulla 1" parte del contrattodecentramento produttivo - mobilità -occupazione giovanile - intrecciando gbi obbiettivi rivendicativi della Lombardia con quelli delle altre vertenze aperte in Campania - Calabria - Sardegna. Questo anche per articolare la nostra risposta di lotta alla politica economica del governo.
Rispetto alla scelta del regionale, il contratto nazionale diventa la verifica della capacità di gestione e direzione politica della F.L.M. regionale•
La struttura nazionale F.L.M. coordinerà i settori nazionali produttivi: trasporti elettromeccanica pesante e di consumo - elettronica - telefonia. siderurgia e metallurgia - costruzione impianti e macchinario industriale. Occorre anche arrivare ad una definizione dei coordinamenti di gruppo con la loro, leggittimazione da parte dei C.D.F. La F.L.M. Nazionale inoltre, coordinerà , le politiche industriali, contrattuali ed economiche.
Con questa relazione abbiamo posto alcuni interrogativi al dibattito, con contributo delle commissioni di lavoro avremo un quadro più completò della situazione di zona. Pensiamo che sia ormai il tempo di passare alla discussione _politica, sapendo che le è vero che la struttura organizzattva va cambiata, occorre affrontare i riodi politici e che la condizione indiupensabile per ogni crescita sindacale è l'unità .