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Consiglio FLM25

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consiglio n.25 fabbrica li

Metalmeccanici milano piazza Umanitaria, 5

ATTI DELLA IV CONFERENZA

PROV. FLM

Teatro Lirico

4 - 5 marzo 1977

SOMMARIO

Lo svolgimento dei lavori

Mozione politica conclusiva

Documento sulle strutture unitarie ANNO

agenzia di informazione sindacale

della FLM milanese

V -
1977
MARZO

FLM - TEATRO LIRICO

Lo svolgimento dei lavori

Preceduta da un dibattito che ha coinvolto, in centinaia di assemblee di fabbrica per il rinnovo dei consigli di fabbrica, oltre 200.000 lavoratori e, nelle 16 conferenze di zona, circa 8000 delegati, si è svolta il 4 e 5 marzo scorsi al Teatro Lirico la 4' Conferenza Provinciale dei delegati FLM.

Erano presenti 700 delegati alla conferenza e oltre 1000 invitati.

L'assise è stata aperta dal compagno Walter Galbusera; subito dopo si è proceduto alla nomina della Segreteria di presidenza, risultata così composta dai compagni: Benaglia, Botticelli, Giuliani, Moreschi, Salvi, Tiboni, Zecchi.

Alla relazione introduttiva svolta a nome della segreteria da Lorenzo Cantù, Segretario provinciale FLM, è seguito il dibattito in cui sono intervenuti nell'ordine:

Passerini (Uff. formazione FLM), Marras (delegato Alfa R.), Nigro (delegato Alfa R.), Gentile (delegato Philips), D'Errico (delegato Sampas), De Carlini (segretario Camera del Lavoro di Milano), Moioli (delegato Alfa R.), M. Teresa Franco (sindacato Statali), Traini (FLM Lambrate), Marabese (segretario prov. FLM), Rossi (delegato Pirelli) a nome della FULC, Cavagna (Breda Fucine), Bottaní (delegato Argon), Moretti (delegato Fargas), Cozzi (delegato De Nora), Galli (delegato F. Tosi) Di Stefano (delegato M. Marelli), Cifani (delegato Breda Siderurg.), Alberti (delegato Laben), Alberta, (delegato Settimo Mil.), Prina (delegato Philips), Sabatini (Segretario naz. FLM).

Le 'conclusioni sono state svolte da Lorenzo Cantù.

Non sono potuti intervenire altri 31 delegati.

Sono pervenuti 2 interventi scritti: Sit-Siemens e Lega Segrate.

E' stata poi votata a grande maggioranza, con 1 contrario e 5 astenuti, la delegazione alla conferenza nazionale del 7-8-9 Marzo.

Successivamente si è passati poi alla discussione attorno al documento della Segreteria Provinciale sulle strutture unitarie (C. di F., Zone, provinciale); sono intervenuti:

Mengoli (delegato Univac), Croce (delegato Breda Siderurg.), Petecca (delegato Borletti), Boccalini (delegato Alfa R.), Francione (delegato Vanguard), Villa (delegato Stigler Otis), Sostaro (delegato Alfa R.).

Il documento è stato approvato a grande maggioranza, 4 contrari e 16 astenuti.

Sulla mozione politica conclusiva presentata dal compagno Luceti a nome della Commissione cui era stata affidata la stesura (Andreoni, Arnaboldi, Bisogni, Crippa, Domines, Fanzaga, Ferrè, Galbusera, Lareno, Lucetti, Marras, Migliavacca, Mattei, Passerini, Pedroni, Traini), sono intervenuti:

Filisetti (FLM Milano), Zanotti (delegato Elnagh), Pirraglia (FLM Romana), Di Stefano (delegato M. Marelli), D'Urso (delegato Grundig),Strazzabosco (delegato Breda Siderurg.), Cifani (delegato Breda Side-

rurg.), Tiboni (segretario prov. FLM), Petecca (delegato Borletti).

Sulla base delle risposte della commissione e dí alcune modifiche accolte, si è proceduto alla votazione che ha visto approvata la mozione politica conclusiva a grande maggioranza, 37 contrari e 18 astenuti.

Si è passati poi alla discussione e votazione sugli ordini del giorno.

E' stato approvato, all'unanimità, tranne 1 astenuto, un o.d.g. di protesta per la condanna inflitta a Fabrizio Panzieri.

Erano stati presentati altri ordini del giorno riguardanti: l'aborto, l'affare Lockheed, il dissenso (due), l'unificazione del Vietnam, il ruolo dei Paesi socialisti.

Una mozione d'ordine che chiedeva di non mettere in votazione nessun o.d.g. non è stata accettata in quanto limitativa del diritto di ognuno a presentare mozioni per porle in discussione.

Invece sulla proposta di Fanzaga di far assumere all'Esecutivo provinciale FLM i temi sollevati dagli o.d.g., per farne oggetto di approfondimento e discussione in riunioni specifiche, sono stati chiamati a pronunciarsi i presentatori degli o.d.g. stessi. Si è sviluppato un dibattito in cui sono intervenuti: Gaibusera, Crippa, Boccalini, Valletta, Consalvo, Ariazzi, Luceti, Marabese, Riva, Tiboni, Di Meo, Soave. Dopodichè, dato che tutti i presentatori avevano r tirato i loro o.d.g., è stata messa ai voti ed approva, la proposta di Fanzaga. Quindi è stato deciso di cc.nvocare entro marzo una riunione del Comitato esecutivo FLM milanese che esaminerà ed affronterà i problemi internazionali, questo anche aria luce di precedenti decisioni in tal senso della Segreteria Provinciale e del Consiglio Generale.

Incontro con la delegazione degli studenti

Preceduto da una riunione tenutasi il 3-3-1977, cui avevano partecipato rappresentanti delle forze politiche giovanili Dr (PDUP-AO), FGCI, FGSI, FGRI, LC, MLS, CL, ACLI e studerfti di varie facoltà, si è svolto venerdì sera 4 marzo 1977 presso la sede della FLM provinciale l'incontro tra una delegazione di circa 100 studenti milanesi e i delegati della 4* Conferenza provinciale.

L'iniziativa ha rappresentato un primo momento di confronto tra il movimento sindacale e il movimento degli studenti.

Nel dibattito sono intervenuti studenti di:

Facoltà di Agraria, Medicina, Scienze politiche, Statale, Politecnico, Veterinaria e rappresentanti di DP 2 (PDUP-AO), FGCI, FGSI, MLS e degli Studenti Serali.

IV CONFERENZA
PROVINCIALE

MOZIONE POLITICA CONCLUSIVA

Approvata a grande maggioranza ( 37 contrari, 18 astenuti )

'La IV Conferenza dei delegati della FLM di Milano, tenutasi il 4-5 marzo presso il Teatro Lirico, approva la relaz one introduttiva del compagno Lorenzo Cantù svolta a nome della Segreteria provinciale.

Sulla base delle Conferenze di zona, e del contributo fornito dal dibattito, la Conferenza esprime le seguenti valutazioni:

L'ulteriore fase di recessione e di degradazione del tessuto economico e sociale in atto è il riflesso dell'inefficienza e delle scelte politiche del governo di fronte ai gravi problemi economici e produttivi del Paese ed all'uso che di ciò ne fa il padronato, rafforzando oggi l'attacco all'occupazione, attraverso la cassa integrazione, i licenziamenti e la chiusura di fabbriche. Questo in una logica che trova espressione anche nei recenti decreti governativi, che vanno respinti; questi ultimi vedono governo e padronato uniti nel respingere la riapertura immediata degli investimenti atti a fornire processi di ristrutturazione, riconversione e diversificazione in quei settori che qualificano la ripresa produttiva e rispondono alla domanda sociale espressa dal paese, salvaguardando e svilupPando l'occupaz'one.

Anzichè l'assunzione degli obiettivi del movimento sindacale, il governo ripropone un quadro d'intervento che comporta l'ulteriore aggravamento della situazione generale ed attacca, con i recenti decreti, lo stesso potere con'rattJale del sindacato.

L'opposizione del governo e del padronato alle istanze di rinnovamento avanzate dal movimento sindacale aggrava in modo particolare le condizioni economiche e produttive del Mezzogiorno ed incide profondamente anche nei tradizionali centri produttivi, come la provincia di Milano che vede negli ultimi due anni una perdita di 50.000 posti di lavoro nel settore industriale.

Da questo punto di vista assume un grande rilievo la scadenza dello sciopero generale proclamato per I'11 marzo dalla Federazione Milanese CGIL-CISL-UIL, che deve costituire una grande manifestazione di massa; questa giornata di lotta, unitamente alle lotte in corso per le vertenze dei grandi gruppi e alle centinaia di vertenze di fabbrica, deve segnare il punto di svolta per un passaggio da una fase difensiva ad una fase offensiva del movimento sindacale, per realizzare una reale modifica della politica economica.

L'INIZIATIVA NEI CONFRONTI DEL PADRONATO E DEL GOVERNO

Con l'accordo Confindustria-Sindacati del 26 gennaio, deve ritenersi definitivamente chiuso il capitolo sul costo del lavoro e occorre passare decisamente al conseguimento di validi risultati sul terreno della politica economica. Ciò implica:

per quanto riguarda i decreti governativi, la eliminazione dei punti che costituiscono attacco alla scala mobile e alla contrattazione articolata (sterilizzazione della scala mobile, tassazione degli aumenti salariali); la modifica radicale delle norme che riguardano la fiscalizzazione degli oneri sociali, finanz'ata attraverso il ricorso alla imposizione indiretta con conseguente aumento dell'inflazione. Così come ribadito dal Direttivo Nazionale FLM, si riconferma l'intangibilità del meccanismo della scala mobile in tutte le sue parti (scatti, paniere ecc.).

per quanto riguarda la contrattazione a livello di grandi gruppi e a livello aziendale, la gestione in Positivo dell'accordo con la Confindustria, riproponendo con forza la centralità del controllo sulle cond zioni di lavoro, sugli organici, sull'orario e sugli investimenti, in base alle posizioni ripetutamente espresse dalla FLM. Si tratta nel contempo di affrontare in termini propositivi le auestioni della struttura del salario (scatti, indennità di anzianità, oneri sociali), aprendo il dibattito necessario in termini di consultazione di massa.

E' necessario in questa fase realizzare un intreccio reale fra le lotte az'endali e vertenze di gruppo e di settore, finalizzandole agli obiettivi di politica economica del sindacato: occupazione, Mezzogiorno, riconversione industriale, piano agro-alimentare, fisco, servizi sociali. Da questo punto di vista, nell'ambito di questa stag'one di lotta, si tratta di superare.urgentemente i ritardi nella definizione degli obiettivi e nella aggregazione delle singole vertenze aziendali di gruppo, del ruolo delle Partecipazioni Statali ed il loro apporto per lo sviluppo dei settori trainanti e prioritari, tenuto conto che proprio a Milano la presenza delle PP.SS. assume un grande rilievo anche in rapporto alle aziende multinazionali, in merito alle quali il livello dell'elaborazione sindacale non è ancora suffi3 ciente.

IV CONFERENZA PROVINCIALE
- TEATRO LIRICO
FLM

IV CONFERENZA PROVINCIALE FLM - TEATRO LIRICO

Per il superamento di questi ritardi, la IV Conferenza impegna la FLM milanese a dotarsi al più presto delle strutture organizzative necessarie a livello centrale e nelle zone. Su questi obiettivi deve svilupparsi un'azione di lotta che risponda alle caratteristiche della continuità, della organicità e della generaliziazione; a tal fine si chiede che nella riunione della Federazione Nazionale CGIL-CISL-UIL dell'8 marzo venga deciso lo sciopero generale nazionale, nel quadro di una serie di iniziative articolate per settore (Mezzogiorno, vertenze grandi gruppi, partecipazioni -statali). Si tratta di sviluppare un grande movimento di lotta su tutti questi temi, che recuperi pienamente il ruolo e l'iniziativa autonoma del sindacato, il suo rapporto negoziale, dando in questo modo sostanza al confronto con le forze politiche.

TRASPORTI E RIFORMA SANITARIA

Per quanto riguarda il problema dei trasporti e della riforma sanitaria, la Conferenza: chiede alla Federazione Regionale CGIL-CISL-UIL, in base alle prime posizioni critiche ed alle proposte di modifica emerse dalle zone, di rinviare la risposta alla Regione, al fine di consentire che vi sia un'ampia consultazione sull'ipotesi d'intesa, che consenta di esprimere un giudizio complessivo e finale attraverso la completa conoscenza dei contenuti; fa propria la posizione della Federazione Nazionale Unitaria sula necessità della immediata attuazione della riforma sanitaria e sulla opposizione al'a introduzione del pagamento parziale delle medicine da parte dei mutuati, che devono invece essere contenute nel prontuario, così come proposto da CGIL-CISL-UIL.

FAR AVANZARE IL PROCESSO DI UNITA'

Per reggere e vincere questa importante fase di lotta è necessario un effettivo rilancio del processo di unità sindacale. Solo un sindacato più forte e p ù unito può avere la capacità di incidere realmente nella società e può difendere fino in fondo l'interesse delle masse popolari e del Paese. Con questa consapevo'ezza non si tratta di ribadire impegni rituali o stabilire date riso'utive: occorre invece assumere decisioni politiche certe che portino all'effettivo superamento del patto federativo, recuperando pienamente il rapporto tra organismi dirigenti e strutture di base attraverso l'attuazione della più ampia forma di democrazia e di partecipazione.

La nostra Conferenza Provinciale, la Conferenza Nazionale e gli ormai prossimi congressi confederali devono rappresentare un reale punto di riferimento e di confronto al fine di realizzare quell'effettivo avanzamento del processo di unità che i lavoratori e il Paese attendono. Su questa strada la FLM di Milano intende dare il proprio contributo, ribadendo l'importanza di tutto il suo patrimonio unitario ed intende arricchire con l'attuazione delle proposte contenute

nel documento della FLM Nazionale in preparazione della IV Conferenza dei delegati e di quelle recentemente elaborate e portate dalla Segreteria milanese a questa conferenza. Questo importante contributo si deve collocare in uno sforzo più ampio che deve vedere l'insieme della Federazione Provinciale CGILCISL-UIL impegnata con il contributo di tutte le categorie ad una verifica dei consigli intercategoriali di Zona al fine di realizzare una reale saldatura con le categorie e di far procedere il processo generale di unità.

I PERICOLI DI DISGREGAZIONE SOCIALE E I RAPPORTI CON GLI ALTRI MOVIMENTI DI MASSA

La crisi tende a favorire la disgregazione del tessuto sociale del Paese e l'aggravarsi dei fenomeni di emarginazione degli strati sociali più deboli ed indifesi. Deve essere chiaro che i problemi aperti dai processi di disgregazione sociale vanno affrontati rimuovendo le cause di ordine economico e sociale che li producono e non attraverso provvedimenti repressivi o di ordine pubblico.

Dei rnovrrienti di massa emergenti (giovani, studenti, donne, disoccupati, ecc.) bisogna saper cogliere anche le esigenze e le proposte di nuove forme di socialità, la nuova attenzione ai problemi della persona e dei rapporti interpersonali, per la ricomposizicne di quegli elementi che la società capitalistica frzntuma e separa.

Aprendo un franco dibattito con queste nuove forZf il movimento sindacale deve considerare l'opportui'tà di un nuovo tipo di rapporto che, salvaguardan',:o l'Eu'onomia politica e organizzativa dei vari movimenti, individui una strategia capace di ricomporre ed unificare i vari strati sociali popolari all'interno della lotta convergente per l'occupazione, per Io sviluppo civile e sociale, per l'affermarsi di nuovi va!ori e modelli di vita.

Per quanto riguarda gli obiettivi e le foi -me specifiche di iniziativa, in particolare verso il movimento degli studenti, si fanno proprie le posizioni assunte dalla FLM Nazionale e dalla Federazione milanese CGIL-CISLUIL e contenute nella stessa relazione introduttiva. La IV Conferenza impegna quindi il sindacato a dar vita a sezioni di lavoro permanenti, atte a dar continuità e organicità ai rapporti con i movimenti degli studenti, delle donne, dei giovani e dei disoccupati

SUL SINDACATO DI POLIZIA

La IV 'Conferenza ritiene indifferibile la realizzazione formale del sindacato di P.S. che d'altra parte rappresenta già una realtà organizzata e di massa, con cui il movimento sindacale intende confrontarsi e dar vita ad iniziative comuni, e a cui il lavoratori attribuiscono un ruolo determinante nella lotta contro la strategia della tensione e per il rafforzamento delle istituzioni democratiche.

4

Documento sulle strutture unitarie

(

A grande maggioranza, 4 contrari, 16 astenuti )

PREMESSA GENERALE

La FLM milanese definisce le proprie strutture democratiche dai consigli di fabbrica al Consiglio Generale provinciale e in via sperimentale stabilisce la procedura di elezione, elaborate tenendo conto delle proposte del Consiglio Generale di Modena — 21-23 marzo 1972 — e del documento della Federazione CGIL-CISLUIL milanese; fermo restando che i Congressi dell'Unità Sindacale si terranno sulla base delle decisioni di Modena con le eventuali modificazioni apportate dalla FLM e dall'insieme del movimento sindacale.

LE STRUTTURE DI ZONA Premessa

A livello di zone, fermo restando quanto detto in Premessa sui criteri di elezione da adottare al momento della realizzazione dell'unità organica e i criteri congressuali e di elezione dei CUZ stabiliti dalla Federazione milanese CGIL-CISL-UIL, la FLM milanese in via sperimentale e transitoria decide di procedere nel modo seguente alla elezione degli organismi dirigenti, uniche sedi di formazione delle decisioni nelle zone.

Gli organismi dirigenti di zona

La FLM provinciale si articola in zone territoriali.

Tali zone costituiscono un momento di decentramento politico e organizzativo del sindacato provinciale e, in quanto tali, contribuiscono alla elaborazione e alla attuazione della sua linea politica.

Organismi dirigenti delle strutture di categoria sono: l'Assemblea Generale dei delegati, il Direttivo, il Comitato Esecutivo o la Segreteria.

L'Assemblea Generale dei delegati della zona è il massimo organismo di verifica, per questioni di particolare rilevanza politica.

Nelle zone si procede alla definizione di leghe territoriali, possibilmente dotate di una sede per lo svolgimento del lavoro sindacale, e dirette da un consiglio di lega eletto, sulla base dei criteri stabiliti per il direttivo di zona, dai consigli di fabbrica e dall'assemblea dei delegati (delle piccole aziende) adottando le quantità per consentire la massima rappresentatività delle varie unità produttive.

Il Consiglio eleggerà una segreteria per il coordinamento delle attività.

Spetta al Direttivo di zona definire le leghe ed i criteri definitivi di elezione degli organi.

Criteri di elezione dei direttivi di zona

l comitati direttivi di zona sono composti da un

numero di membri pari a 1 ogni 150 iscritti FLM per i primi 9.000 iscritti in zona alla FLM, 1 ogni 200 per gli ulteriori iscritti oltre i 9.000.

Tali membri del direttivo di zona saranno designati dai consigli di fabbrica e dalle assemblee generali (attivi) dei delegati di lega (esclusi i delegati che votano in fabbrica).

If 70% di tali componenti il Direttivo di zona sarà così designato: dai consigli di falì;,--L:a in misura di 1 membro ogni 250 iscritti o frazioni superiori a 100, in tutte le fabbriche con oltre 600 iscritti FLM e fino a 3.000 iscritti; oltre, 1 membro ogni 400 iscritti ulteriori; dalle singole assemblee generali dei delegati di lega (esclusi i delegati delle fabbriche con oltre 600 iscritti alla FLM) in misura proporzionale agli iscritti di ciascuna lega.

Hanno diritto di voto attivo e passivo i delegati..

La Commissione Elettorale completa le designaziohi dei consigli di fabbrica e delle assemblee di lega, nella misura del 30% dei membri del Direttivo di zona. In tale ambito i componenti la segreteria di zona a tempo pieno hanno diritto ad essere candidati; la commissione elettorale, terrà inoltre conto, nel formulare la proposta, di criteri politici.

La proposta di completamento deve essere formulata possibilmente alla unanimità e comunque deve raccogliere il consenso delle componenti della FLM.

Tale commissione elettorale viene proposta all'aSsemblea generale dei delegati di zona, dal direttivo uscente, ed essere approvata dallo stesso con una maggioranza qualificata di 4/5

Essa deve garantire inoltre la corretta e completa applicazione delle norme elettorali stabilite.

La lista così composta viene sottoposta al dibattito all'approvazione a maggioranza dei 4/5 dell'Assemblea Generale dei delegati.

Il Direttivo di zona nomina commissioni unitarie almeno per i seguenti settori di attività: organizzazione tesseramento, amministrazione, donne, formazione 150 ore, stampa.

E' compito del Direttivo di zona la verifica puntuale dell'attività svolta dalla commissione e dalla segreteria, dello stile collegiale del lavoro, organizzando anche l'applicazione del criterio di rotazione nelle necessarie distribuzioni degli incarichi, che non debbono subire una gestione individualistica.

Segreteria di zona

La Segreteria di zona, che ha il compito di coordinare l'insieme dell'attività sindacale, è composta dai dirigenti sindacali a pieno tempo operanti in zona da un numero almeno pari di lavoratori in produzione; essa viene ratificata dal comitato direttivo di 5 zona.

IV CONFERENZA PROVINCIALE
FLM - TEATRO LIRICO

IV CONFERENZA PROVINCIALE FLM - TEATRO LIRICO

La partecipazione ai CUZ

La FLM milanese è pienamente impegnata al potenziamento dei consigli unitari di zona particolarmente nella presente fase congressuale e della loro rielezione e nel sostegno alla loro azione sul territorio. I direttivi di zona e di lega e i C.d.f. della FLM sono chiamati a promuovere la partecipazione dei delegati al lavoro del CUZ, delle sue commissioni, ed a organizzare la mobilitazione sugli obiettivi di lotta.

SINDACATO PROVINCIALE

Il sindacato provinciale ha il compito di attuare, nella Provincia, la linea stabilita dai Congressi, dalle conferenze nazionali, dagli organismi direttivi nazionali e provinciali della categoria. In particolare risponde della conduzione generale della politica rivendicativa, della crescita politica e organizzativa dei militanti sindacali e delle strutture, del coordinamento delle varie attività.

Organismi del sindacato provinciale sono: Consiglio Generale Comitato Direttivo la Segreteria.

Il Cohsiglio Generale è il massimo organo deliberante, decide su questioni' di grande importanza per l'organizzazione ed è formato nella fase di transizione verso l'unità organica, dai direttivi delle tre organizzazioni (FIM-CISL n. FIOM-CGIL n. UILM-UIL n. ,) integrati da 102 membri espressi dai consigli di fabbrica e dalle zone.

Il Comitato direttivo è composto da 105 membri designati dai singoli direttivi di zona, in proporzione al numero degli iscritti alla FLM, da altri 40 membri proposti dalla commissione elettorale, oltre ai componenti della segreteria provinciale. La lista così composta viene ratificata dall'assemblea generale dei direttivi di zona.

Segreteria provinciale FLM

Nella fase di transizione verso l'unità organica, la segreteria della FLM è composta dall'insieme delle singole segreterie (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL).

Presidenza, Comitato elettorale

All'inizio dei lavori delle assemblee elettive (C.d.f., di lega, di zona e provinciali) si elegge: una presidenza cui compete dirigere il dibattito, verificare la rispondenza dei lavori alle norme stabilite dal regolamento ed ai princìpi che la informano, redigere il verbale dei lavori; una commissione elettorale che deve procedere, con un dibattito aperto a tutti i partecipanti e recependo tutte le proposte dell'assemblea, alla predisposizione della lista elettorale e allo svolgimento delle operazioni di voto, di scrutinio e alla proclamazione degli eletti; la commissione verifica dei poteri, qualora si renda necessaria.

Per tutte le elezioni delle commissioni sopra indicate è necessaria una maggioranza qualificata di almeno i 4/5.

Criteri elettorali

Ciascun delegato ha facoltà di presentare candidati

alla commissione elettorale. Questa redige l'elenco delle designazioni — per leghe, zona, provinciale — raccoglie tutte le candidature presentate, le vaglia, lavora in stretto contatto con l'assemblea per formulare una lista di candidati che ne interpreti nel modo più largo la volontà.

A livello di consiglio di fabbrica, di lega (per le designazioni al Comitato direttivo di zona) e di zona (per le designazioni al Comitato direttivo provinciale) l'impegno politico delle commissioni elettorali è quello di realizzare la predisposizione di una lista unica in grado di recepire l'espressione di tutte le forze e di tutte le posizioni presenti a livello delle rispettive istanze: c.d.f., assemblea di lega, assemblea di zona. La lista deve avere un numero di candidati superiore al numero dei dirigenti e delegati da eleggere del 50%.

La lista dei candidati così formulata prima di essere sottoposta a voto segreto, deve essere approvata da una maggioranza di almeno i 4/5 dei delegati.

Nel caso in cui la lista dei candidati non fosse sufficiente ad esprimere tutte le candidature presenti e quindi a raccogliere il consenso sopra previsto dei 4/5 si provvederà all'allargamento della lista stessa sino al 70% degli eleggibili.

Qualora l'operazione di cui sopra non consentisse il superamento del dissenso all'interno dell'istanza in questione, si cercherà attraverso un confronto tra la istanza interessata e la segreteria FLM di superare le divergenze presenti.

Il permanere, dopo tale confronto, di dissensi che non consentissero la presentazione di una lista unica e quantificabile in misura superiore al 10% dei delegati, porterà il comitato elettorale a valutare le possibilità di utilizzare diverse soluzioni elettorali.

L'intento di queste procedure deve essere finalizzato al raggiungimento, in tempi brevi, della realizzazione in tutte le zone delle strutture unitarie a tutti i livelli. Le preferenze da esprimere per le elezioni dei delegati e dei membri degli organismi dirigenti del sindacato sono da un minimo obbligatorio del 30% fino ad un massimo del 40% rispetto al numero degli eleggibili.

Sono eletti, fino a concorrenza dei seggi, i candidati che hanno riportato nell'ordine il maggior numero di preferenze individuali.

La votazione deve avvenire con ogni garanzia di segretezza. Ogni delegato ha un voto; non sono ammessi cumuli di deleghe.

Se vi è unanime consenso, sono ammesse forme diverse di votazione.

Sostituzioni

Tutti gli organismi sí rinnovano almeno ogni due anni.

Si decade dagli organismi direttivi per: dimissioni, incompatibilità, cambiamento di categoria, di zona o di provincia per i rispettivi organismi, per tre assenze ingiustificate continuative.

I membri decaduti vengono sostituiti su designazione degli organismi di provenienza (nel caso di elezioni su lista aperta dai primi non eletti, in caso di elezione su lista bloccata attraverso nuove designazioni degli stessi organismi). Tali sostituzioni non 6 possono superare il 20% dei componenti nell'arco di

IV CONFERENZA PROVINCIALE FLM - TEATRO LIRICO

validità degli organismi.

Le nuove designazioni saranno ratificate nel corso della prima riunione dell'organismo dirigente in oggetto.

Per i consigli di fabbrica vale l'apposito regolamento.

SEDI UNITARIE

L'attività della FLM si svolgerà entro sedi unitarie, sia a livello di zona che provinciale.

Sedi unitarie di zona sono già fLinzionanti a: Lambrate, Romana, Solari-Gíambellino, Rho, Bovisa, Sesto San Giovanni, San Siro, Cusano, Centro Direzionale, Desio, Gorgonzola, Vimercate.

E' intendimento della FLM procedere rapidamente alla costituzione delle sedi unitarie mancanti (MonzaLegnano - Sempione - Lodi).

A tale scopo si prenderanno contatti con la Federazione CGIL-CISL-UIL e con le altre categorie per costituire sedi unitarie che — utilizzando le attuali sedi in modo da consentire la presenza di tutte le strutture sindacali della zona nella stessa sede, o ricercando sedi in affitto presso gli enti locali o privati oppure acquistando stabili adeguati — permettano una attività unitaria del movimento sindacale della zona.

Nel caso in cui tali soluzioni intercategoriali non fossero realizzabili entro sei mesi, si procederà alla realizzazione della sede FLM.

La gestione di questi obiettivi sarà seguita dai gruppi dirigenti di zona in accordo con le segreterie provinciali.

In seguito alla constatata impossibilità — logistica ed economica — di utilizzare la attuale sede di P.za Umanitaria come sede FLM comprensiva di tutti gli uffici, i servizi e la segreteria, nel corso dei prossimi sei mesi si verificherà con la Federazione CGIL-CISLUIL e con le categorie la possibilità di concordare una unica sede unitaria di tutto il movimento sindacale milanese.

In assenza di tali presupposti la FLM costituirà la propria sede provinciale come unica sede sindacale provinciale dei metalmeccanici milanesi, superando così le sedi di organizzazione.

TESSERAMENTO

Le modalità del tesseramento derivano dalla applicazione a livello provinciale delle decisioni assunte dalla Conferenza Nazionale FLM e dalle intese intercorse con la Federazione CGIL-CISL-UIL.

L'iscrizione alla FLM rappresenta l'atto politico attraverso il quale si ha pieno titolo a partecipare all'insieme dell'attività sindacale; essa ha pertanto anche il significato di una adesione alla Federazione CGILCISL-UIL di cui la FLM è parte.

Per consentire a tutti gli iscritti la massima partecipazione alla vita delle organizzazioni sindacali confederali, saranno individuati gli strumenti necessari.

A tal fine si prende atto che gli iscritti delle singole organizzazioni alle rispettive confederazioni sono i seguenti:

FIOM-CGIL: '112.997

FIM-CISL: 53.534

UILM-UIL: 11.755

E' prevista la possibilità di effettuare la scelta con-

federale per i membri dei C.d.F., dei direttivi e per i delegati alle assemblee congressuali.

Coerentemente con l'impostazione unitaria è impegno della FLM adoperarsi politicamente affinchè non intervengano passaggi da un'organizzazione ad un'altra.

I casi individuali assolutamente eccezionali saranno oggetto di previa comunicazione tra le organizzazioni interessate a livello provinciale.

FORMAZIONE SINDACALE

La crescita politica delle strutture sindacali si realizza particolarmente nei momenti specifici di formazione; pertanto va ribadito l'impegno primario dell'organizzazione nella formazione dei quadri — ad ogni livello — e soprattutto dei delegati e delle nuove strutture di base, in collegamento quindi con tutto il processo di rinnovamento dell'organizzazione, di avvicendamento e ricami; io dei gruppi dirigenti ad ogni livello.

La formazione perciò, per la rilevante importanza che assume nella attività dell'organizzazione deve vedere impegnata la FLM in tutte le sue istanze.

L'attività di formazione deve essere collegata alle esperienze ed al dibattito del movimento sindacale come momento dialettico, di riflessione, di studio, di ricerca, di scambio di opinioni, di verifica delle impostazioni ed anche di confronto con ambienti culturali e politici.

Se è un impegno dell'organizzazione quello di sviluppare tale attività, deve esservi un impegno personale dei dirigenti ad ogni livello, non solo di approfondire la propria preparazione ed aggiornamento, ma anche di partecipare ad iniziative collettive di studio e di ricerca.

Per attuare tali scelte, la FLM milanese decide: di realizzare un centro per la formazione sindacale con sede propria, che consenta di orbitare per attività formativa ogni anno almeno il 20% dei delegati e dei membri dei direttivi di zona e dell'apparato, e di fornire oli strumenti culturali ad un gruppo ampio di quadri della formazione; di costituire un « centro culturale e di ricerca » entro il 1977 che in rapporto con le varie realtà del movimento sindacale ed esperienze culturali vicine al movimento sindacale, allarghi gli spazi autonomi di dibattito e di ricerca culturale ed ideale;

c) di produrre materiale nronrio per la formazione.

Per l'insieme di tali attività dovrà essere previsto nel bilancio annuo della FLM uno stanziamento attorno al 4%.

Fermo restando che le esigenze fondamentali della formazione vengono svolte dalla FLM provinciale, ulteriori esigenze possono essere collocate nell'ambito dell'attività di formazione programmate dalla FLM nazionale e dalla Federazione CGIL-CISL-UIL.

Le esigenze di formazione specifiche per i gruppi dirigenti provinciali e nazionali e dei dirigenti a pieno tempo possono essere assunte attraverso iniziative delle singole organizzazioni informando preventivamente la segreteria FLM.

Esigenze di formazione e approfondimento culturale e politico su argomenti specifici particolarmente 7 sentiti da una singola organizzazione,troveranno spa-

IV CONFERENZA PROVINCIALE FLM - TEATRO LIRICO

zio adeguato nell'attività di formazione unitaria e saranno aperti ad esponenti di tutte le componenti.

STAMPA E INFORMAZIONE

Il movimento dei metalmeccanici milanesi si vale dei seguenti organismi di stampa e di informazione: Il Lavoratore Metallurgico - mensile per tutti i lavoratori metalmeccanici.

Il Consiglio di Fabbrica - bollettino quindicinale di informazione per delegati, articolato per settori (sindacale e vertenze legali, documentazione, organizzazione, formazione; artigiani ecc.).

Dibattito Sindacale - rivista di ricerca, teorica e culturale.

I giornali murali - organi di propaganda su questioni specifiche.

La Rassegna Stampa settimanale - per l'apparato FLM centrale e di zona.

Sugli obiettivi indicati e la struttura di ogni singola pubblicazione saranno stesi documenti specifici allegati al presente testo.

La responsabilità dell'ufficio stampa e della redazione delle note stampa da diramare quotidianamente è collegiale; della stampa è responsabile la segreteria, a settembre la segreteria provvederà alla verifica dei risultati dell'attività di stampa, rendendone partecipe l'esecutivo in una apposita riunione.

COORDINAMENTO ATTIVITA' CULTURALI

Va accolta l'esigenza che le diverse attività culturali della FLM — pur nell'ovvio collegamento con le altre attività del sindacato — trovino un coordinamento ed una integrazione.

DEMOCRAZIA SINDACALE

Nel sindacato deve realizzarsi il massimo di democrazia e di partecipazione.

Pertanto:

va garantita la più libera circolazione di tutte le idee e posizioni presenti nell'organizzazione, attraverso l'utilizzo di tutti gli strumenti di informazione e di formazione di cui dispone l'organizzazione; tutti gli organismi dirigenti vanno eletti democraticamente. Con voto segreto o con voto palese sulla base delle apposite norme stabilite nel presente documento per i vari organismi dirigenti; gli organismi dirigenti debbono svolgere la loro attività in modo collegiale; gli organismi dirigenti esecutivi decadono dalla carica in qualunque momento, in seguito a motivato voto di sfiducia dell'organismo che li ha eletti.

Il Sindacato è un'organizzazione di classe e-di lotta, ed in esso la massima unità interna è premessa per un'efficace azione.

Pertanto:

fermo restando che fino all'unità organica permangono le singole componenti confederali. nella FLM non sono ammesse correnti di partito né ogni altra forma di corrente istituzionalizzata; maggioranza e minoranza possono formarsi, di volta in volta, sui singoli problemi, all'interno degli organismi unitari;

l'applicazione delle decisioni assunte a maggioran-

za impegna tutta l'organizzazione e i singoli militanti.

Al fine di evitare i ricorrenti pericoli di burocratizzazione e di accentramento autoritario della direzione politica, la FLM individua modalità e orientamenti specifici per attuare il rinnovamento dei gruppi dirigenti, lo scambio e l'accrescimento delle esperienze, la rotazione nelle responsabilità anche attraverso l'utilizzazione dell'aspettativa sindacale.

Gli organismi deliberanti debbono realizzare forme efficaci di controllo anche nella fase esecutiva delle decisioni.

I dirigenti a pieno tempo, in quanto tali, debbono esercitare il loro ruolo nell'ambito delle decisioni degli organismi deliberanti, evitando forme di accentramento del potere decisionale.

A tal fine:

gli organismi deliberanti debbono essere direttamente impegnati, nominando di volta in volta apposite commissioni, nell'elaborazione di ordini del giorno e documenti; il dibattito negli organismi deliberanti deve essere preceduto dalla messa a disposizione di adeguati elementi di conoscenza e di analisi critica.

AUTONOMIA SINDACALE

La FLM è, in quanto parte integrante del movimento sindacale, espressione autonoma del movimento di emancipazione dei lavoratori.

Il sindacato unitario — per la sua natura di classe, antagonista del padronato — è pienamente autonomo da qualsiasi organizzazione o raggruppamento politico, dai quali si distingue per natura, finalità e metodo di azione; esso, storicamente impegnato nella lotta per lo sviluppo della democrazia e per la democratizzazione di tutte le strutture dello Stato, conquista costantemente la propria indipendenza da qualsiasi influenza esterna e riafferma la effettiva autonomia dai poteri dello Stato, dal governo, dai partiti, dalle istituzioni e dagli enti locali con i quali realizza un costante confronto democratico.

Le sedi del sindacato unitario, sia centrali che periferiche, non possono essere in comune con quelle di partiti o movimenti politici.

Le cariche direttive sindacali, provinciali, territoriali, nonchè quelle di dirigenti a pieno tempo nelle loro funzioni, non sono compatibili con:

le candidature e i mandati pubblici elettivi a tutti i livelli;

le candidature e le cariche di componenti di organismi direttivi di partiti o movimenti politici ai diversi livelli.

Tali candidature, mandati o cariche determinano l'automatica decadenza da quelle degli organismi dirigenti sindacali di cui sopra.

Le norme di incompatibilità di cui ai punti precedenti sono estese ai membri degli organi esecutivi e di coordinamento dei consigli di fabbrica.

L'ASSEMBLEA DI FABBRICA

L'assemblea di fabbrica è un momento di elaborazione, di discussione e di verifica dell'insieme dei problemi e delle decisioni del sindacato. In particolare l'assemblea di fabbrica definisce, approva le piatta8 forme rivendicative aziendali, indica le linee dell'azio-

IV CONFERENZA PROVINCIALE FLM - TEATRO LIRICO

ne sindacale e approva l'accordo definitivo.

In particolare per consentire il massimo di partecipazione ed un forte collegamento con i lavoratori, l'articolazione in assemblee di reparto, ufficio, gruppo omogeneo, deve avere la più ampia generalizzazione onde costituire il giusto raccordo con l'assemblea generale.

CONSIGLIO DI FABBRICA E DELEGATI

Poteri e compiti

Il Consiglio di fabbrica, struttura di base del sindacato nel luogo di lavoro, realizza la politica globale della FLM e della Federazione CGIL-CISL-UIL e ha poteri di iniziativa e di contrattazione dentro e fuori la fabbrica.

Imposta l'azione rivendicativa e la gestisce, dirige la politica sindacale nella fabbrica.

Ricerca la sintesi unificante dei problemi che riguardano tutti i lavoratori, risponde a quelli specifici di reparto o ufficio, li affronta decidendo e coordinando le azioni di mobilitazione dei lavoratori.

Promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita politica dei lavoratori e contribuisce efficacemente per la concreta partecipazione degli stessi alle scelte politiche ed alle decisioni dell'azione del sindacato sui problemi generali.

Il Consiglio di fabbrica deve inoltre garantire l'espletamento unitario (INCA-INAS-ITAL) delle attività del patronato, anche attraverso la nomina di appositi incaricati, sulla base di intese unitarie da raggiungere tra FLM-Patronato ed I consigli di fabbrica.

Definizione gruppi omogenei

Il Consiglio di fabbrica è composto unicamente dai delegati eletti dai vari gruppi omogenei dell'azienda.

L'unico criterio per individuare il gruppo omogeneo è quello del riferimento al processo produttivo e all'organizzazione del lavoro.

A questo livello va realizzata l'elezione del delegato o dei delegati quale espressione dei lavoratori del gruppo omogeneo, indipendentemente dalla categoria di appartenenza.

Spetta al Consiglio di fabbrica uscente, d'intesa con il sindacato, proporre sulla base delle esperienze maturate, la quantità e la composizione dei gruppi omogenei ed i delegati da eleggere.

L'unico punto di riferimento quindi per la suddivisione dei gruppi omogenei deve essere l'organizzazione del lavoro, con l'esclusione di criteri che tendano ad introdurre meccanismi garantistici, ín quanto la scelta della FLM è quella della rappresentatività unitaria di ogni delegato. Sulla base di queste considerazioni, si deve realizzare la corrispondenza di un delegato per ogni gruppo omogeneo. Nei casi in cui, sulla base dell'organizzazione del lavoro esistente, i gruppi omogenei siano di dimensione tale da prevedere l'elezione di più delegati, si procederà all'elezione stessa nel rispetto del rapporto orientativo « delegato-numero dei lavoratori » di cui sopra.

Al fine di andare ad una omogeneizzazione dei criteri per la definizione del numero dei delegati da eleggere in ogni singola azienda, in rapporto al numero dei dipendenti, si indica orientativamente ai Consigli di fabbrica le seguenti fasce:

per le aziende da 40 fino a 200 dipendenti:

1 delegato ogni 15-25 dipendenti; per le aziende fra 201-500 dipendenti:

1 delegato ogni 20-40 dipendenti; per le aziende fra 500-1000 dipendenti:

1 delegato ogni 30-50 dipendenti; per le aziende oltre 1000 dipendenti:

1 delegato ogni 45-70 dipendenti.

Il Consiglio di fabbrica nel definire il rapporto delegati-numero lavoratori deve tenere presente che detto rapporto deve essere poi applicato in tutti i gruppi omogenei in cui si suddivide l'azienda.

(Alcuni esempi: Se si è scelto il rapporto di 1 delegato ogni 50 dipendenti si elegge un solo delegato fra i 26 ed i 74 dipendenti, oltre 75 fino a 124 due delegati).

L'assemblea dei lavoratori discute e decide sulle proposte del consiC' di fabbrica uscente.

Elezione del Consiglio di fabbrica

Le elezioni sono organizzate e curate dal COmitato Elettorale designato dal Consiglio di fabbrica uscente, comunque rappresentativo delle forze reali sindacali presenti in fabbrica.

Hanno diritto al voto e sono eleggibili tutti i lavoratori appartenenti unicamente al gruppo omogeneo siano essi iscritti e non iscritti al sindacato.

Il lavoratore eletto ha il dovere, qualora non lo fosse, di iscriversi al sindacato.

L'elezione avviene su scheda bianca, sulla (male il lavoratore scriverà il nome o i nomi di sua preferenza.

Criteri elettorali ,

Il gruppo omogeneo procede, su scheda bianca, all'elezione dei delegato. Questo per essere eletto dovrà aver ottenuto almeno il 50°/0 + 1 dei voti validi.

Nel caso che nessuno raggiunga il 50% + 1 dei voti si procederà al ballottaggio fra i due lavoratori che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

Nei casi di gruppi omogenei in cui, per ragioni oggettive di carattere tecnico e produttivo, si devono eleggere più delegati, ogni lavoratore potrà esprimere sulla scheda bianca, un numero massimo di preferenze nella misura dei 2/5 dei delegati da eleggere (in caso di frazione si arrotonda sempre per difetto), fermo restando il principio di un « quorum » minimo di voti, così determinato: 100

nr./delegati

x 2

Esempio

delegati da voti di quorum eleggere preferenza minimo

Nel caso che nessuno o qualcuno non ottenga il « quorum » previsto si procederà ad un'ulteriore votazione di ballottaggio fra i primi non eletti in numero doppio a quello dei delegati da eleggere, fermo restando che il numero delle preferenze da esprimere è quello soprafissato e risulteranno eletti i lavoratori 9 che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze.

2
3
4 1
5
1 26 %
1 17,5%
13,5%
2 11 %

IV CONFERENZA PROVINCIALE FLM - TEATRO LIRICO

e) Piccole aziende e artigianato

Criteri di elezione: nelle aziende artigiane e nelle piccole aziende sino a 15 dipendenti si procederà all'elezione del delegato di azienda; nelle piccole aziende superiori ai 15 dipendenti si procederà alla elezione di delegati del gruppo omogeneo.

Durata del mandato

La durata del mandato del Consiglio di fabbrica viene fissato in due anni, al termine del quale si procederà alla elezione di tutti i delegati.

Dimissioni del delegato

Qualora il delegato risolva il rapporto di lavoro, rassegni le dimissioni dal mandato oppure per sopravvenuti impedimenti a svolgere le sue funzioni richieda di essere sostituito; nel caso del delegato che per sua scelta cambi gruppo omogeneo, si dovrà procedere alla rielezione - entro trenta giorni: con nuove elezioni nel caso che sia l'unico delegato del gruppo omogeneo; nel caso di gruppo che prevede più delegati: con l'inserimento del primo dei non eletti, purchè abbia raggiunto il quorum necessario; se nessuno ha raggiunto il quorum si procede a nuove elezioni attraverso il ballottaggio dei primi non eletti, con i criteri indicati al punto c); qualora le sostituzioni siano pari o superiori al 500/o si procederà alla rielezione di tutti i delegati del gruppo.

Revoca del delegato

Il delegato del gruppo omogeneo può essere revocato in qualsiasi momento, dopo un dibattito nell'assemblea del gruppo che lo ha eletto e con una votazione palese che sancisca la revoca con una maggioranza pari ai 2/3 per gruppi omogenei con più delegati e, il 5 0 % + 1 nei casi di gruppi omogenei con 1 solo delegato, degli aventi diritto al voto.

La richiesta di assemblea per la revoca, avanzata al Consiglio di fabbrica, deve essere sottoscritta da una entità pari al quorum previsto per l'elezione.

Comitato Esecutivo

Nelle grandi e medie aziende, il Consiglio di fabbrica (dopo un dibattito politico su proposta unitaria formulata da una apposita commissione elettorale costituito con i criteri previsti dal capitolo « sindacato provinciale » del presente documento) eleggerà con voto palese, nel suo ambito, un comitato esecutivo con compiti operativi e funzionali, coordinando le attività ed iniziative decise dal Consiglio di fabbrica. Si riafferma il criterio della rotazione periodica, preceduta da una valutazione politica, ogni 6 mesi di 1/3 dei componenti l'esecutivo, in modo da realizzare una più ampia responsabilizzazione dei delegati.

I) Commissioni

Applicando la decisione della 3' Conferenza nazionale FLM, con cui viene superata ogni forma di cooptazione, nelle grandi e medie fabbriche, i consigli di fabbrica, daranno vita a commissioni di lavoro su temi specifici, a cui possono essere chiamati a far parte; lavoratori non delegati, ma disponibili a partecipare alla elaborazione ed alla vita stessa del sindacato nell'azienda.

m) Monte ore e distacchi

li monte ore a disposizione del Consiglio di fabbrica deve essere gestito collegialmente ed utilizzato da tutti i delegati in relazione alle esigenze e decisioni del consiglio di fabbrica e del sindacato in modo unitario.

Nelle grandi aziende ove, per il coordinamento dell'attività si ponga l'esigenza di una presenza permanente nella sede del consiglio di fabbrica, essa deve essere garantita attraverso la presenza a rotazione dei membri dell'esecutivo o di altri delegati, superando ogni forma di distacco permanente; le permanenze continuative di uno stesso delegato non devono comunque superare il mese consecutivo.

0.D.G., SU PANZIERI APPROVATO DALLA IV CONFERENZA FLM

La IV Conferenza Provinciale dei delegati della FLM di Milano esprime la sua vibrata protesta per l'inaccettabile condanna a 9 anni di carcere al compagno Fabrizio Panzieri, con una sentenza costruita sull'accettazione dei soli testi che indicano la colpevolezza.

La stessa formulazione della sentenza, costruita su una presunta colpevolezza morale, non può che determinare serie preoccupazioni sulla amministrazione della giustizia.

Si è voluto colpire in questo modo un militante della sinistra che, per i ritardi cronici della Magistratura, ha già scontato due anni di reclusione.

Questa sentenza non può che essere interpretata come un contributo a chi vùole ampliare la struttura repressiva delle leggi ripristinando nei fatti la teoria dagli opposti estremismi.

Non si può accettare il clima che si è voluto costruire intorno al processo attraverso lo sviluppo della virulenza fascista di cui la cittadinanza di Roma subisce le conseguenze in modo traumatico.

Noi confermiamo la solidarietà espressa dalla FLM al compagno Panzieri e chiediamo la pronta convocazione del processo di appello e la sua scarcerazione.

Redazione: piazza Umanitaria n. 5 - tel. 54.68.020/1/3/4, Milano.

Direttore responsabile: Walter Galbusera.

Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971

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