MOBILITAZIONE E IMPEGNO DI LOTTA PER UNA DIVERSA POLITICA ECONOMICA
Da una approfondita analisi fatta dalla F.L.M. Milanese sulla crisieco nomica e la ristrutturazione che col pisce l'occupazione nella nostra Pro vincia, risulta ormai evidente cheiL Padronato usa la Cassa integrazione determinando sia un impoverimento che un inaccettabile restringimento delle basi produttive del Paese e tenta di strumentalizzare la crisi economica anche per sconfiggere la classe lavoratrice e cercare di annullare le conquiste sindacali dal 1969 in poi.
Basti pensare al solo dato degli ol tre 130mila metalmeccanici (oltre un terzo degli addetti della Provin cia di Milano), direttamente o indi rettamente interessati alla Cassa integrazione e che tale dato va eden dendonsi rapidamente a quasi tuttii settori dell'automobilistica, alla telefonia, dal settore radio TV all'ascensoristica, dagli elettrodomestici alla siderurgia, dall'elettro meccanica pesante all'elettronica. Il taglip programmato degli investi menti, l'aumento strumentale dei li
stini, le manovre della SIP nel set tore telefonico, il sabotaggio dei programmi di costruzione delle centrali per la produzione di energia, uniti alla generale strategia reces siva del Governo, indicano una linea che va battuta senza nulla concedere alla rassegnazione e ai tempore£ giamenti.
In tal senso il Sindacato, i Consiglio di fabbrica ed i lavoratori non possono più essere impegnati esclusi vamente, come tentano di fare l'Asso lombarda e le direzioni aziendali, a discutere la quantità di pruduzione da ridurre, l'entità dei giorni, di sospensione e l'eventuale anticipo di ferie; bisogna invece imporre con la lotta decisa e coordinata l'esecuzio ne di piani e programmi di sviluppo alternativi che salvaguardino l'occu pazione complessiva e i livelli di vi ta per affermare una concreta prospet tiva di riconversione industriale che individui i settori prPritari e trai nanti, prima fra tutti l'edilizia in quanto settore strategico per centinaia di migliaia di occupati.
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N.2 Marzo 1975
BOLLETTINO COORDINAMENTO AZIENDE SETTORE ASCENSORI
'Ciò è indispensabile perchè è in que sti mesi, in questo periodo che si de cide la prospettiva economica e produttiva degli anni a venire, la capa cità del movimento dei lavoratori di passare dalla difesa all'attacco sui nodi concreti dello sviluppo del Pae se.
Nel settore degli ascensori va vista e sostenuta la lotta che i lavoratori della Stigler Otis hanno intrapre so di fronte alla messa in Cassa integrazione per tutti i lavoratori ex operai della fabbrica di ICernusco S/N.; tenuto conto che tutti i lavora tori del gruppo sono in lotta dal me se di Ottobre 1974 per acquisire la piattaforma rivendicativa interna, contenente i punti qualificanti della strategia sindacale del momento, quali il salario sociale,,l'istituzio ne di uno spaccio in fabbrica, il ri conoscimento dello SMAL (medicina pre ven-tiva del lavoro), diritto allo studio, rinnovo del premio di produ zione per l'anno 1974.
La cosciente partecipazione alle for me di lotta decise dal Consiglio di Fabbrica della Stigler Otis e dal co ordinamento del complesso ha permesso di rigettare la Cassa Integrazbne, portando tutti i lavoratori in fabbri ca nei giorni di sospensione della pro duzione, e tale rimane l'impegno affinchè non si avranno garanzie dei li velli occupazionali per tutto il com plesso.
La lotta per la salvaguardia e lo svi luppo dell'occupazione nel settore ascensori va portata avanti in stretto legame con l'insieme del mondo del la
vorg4d in particolare con i vari sottosettori collegati con l'edilizia co me: siderurgia (tondino,ecc.), rubinetteria, idrosanitari, carpenteria metallica, cemento, serramenti, arre damenti, ecc.
Solo una visione globale consente una efficace ed effettiva difesa dei li velli di occupazione e delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori.
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provinciale settore ascensori
I delegati delle fabbriche del setto re ascensori riuniti a Sesto S. Giovanni per il primo Convegno Provincia le del settore ascensori in preparazione del Convegno Nazionale con la partecipazione del segretario Provin ciale F.L.M. Fausto Gavazzeni, ricon fermano la necessità di dare conti •nuità all'approfondimento dei proble mi e alla elaborazione delle proposte da sottoporre agli organismi sin dacali ai vari livelli in merito alle seguenti questioni:
Organizzazione del lavoro all'interno e all'esterno della fabbrica con particolare riguardo agli appai ti, ai "padroncini" e ai falsi "con cessionari", al lavoro precario, alla dispersione dei lavoratorieeterni e all'antinfortunistica, anche in ri ferimento alla sicurezza dell'utente;
Condizioni economiche e normative raggiunte, con particolarleriferimen-
to ai lavoratori esterni e ai proble mi sociali a livello di territorio;
Apetti organizzativi per un sempre maggiore collegamento e unità del set tore, realizzando l'autofinanziamento delle attività di coordinamento at traverso i Cpnsigli di Fabbrica.
se provincie tramite la F.L.M. Nazionale.
Di fronte all'utilizzo antioperaio ed antipopolare della crisi economica, i delegati, nel denunciare le respon sabilità dei governi e della specula zione edilizia, rimarcano la gravità della crisi della costruzione di abi tazioni ed in particolare della costruzione di case per i lavoratori e i pensionati; crisi che rischia di coinvolgere tutta l'economia del Pae se e lo stesso settore aecensori con tutti i pericoli relativi alla sicurezza del posto di lavoro e deilive/ li occupazionali.
Per questo i delegati esigono dal Go verno un impegno preciso per una nuo va politica economica, capace di modificare le scelte produttive a favo re dei servizi e dei consumi sociali, riaffermando che non esistono concre te e durature possibilità di soluzio ni politiche reali per governi che non siano capaci e non abbiamo la vo lontà politica di rispondere alle ri chieste dei sindacati dei lavoratori.
Sesto S. Giovanni, 18 ottobke 1974
A tale fine i delegato hanno deciso di darsi un Comitato di coordinamento a livello provinciale che, agendo nel l'ambito delle strutture della inte ra categoria dei metalmeccanici, dia continuità al collegamento tramite la F.L.M. Provinciale tra le aziende del la provincia, anche attraverso il bol lettino del settore cui sono chiamati a collaborare tutti i Consigli di Fab brica, e al collegamento tra le &i-v -ex - 3
Mozione
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Dopo illprimo Convegnb Provinciale del settore, tenutosi a Sesto S. Giovanni, nel quale si è valutato gli aspetti ed i problemi, certamente complessi, ei siamo consapevolmente accorti del la Loro natura e di conseguenza dell'impegno che richiedono a tutti i la voratori del settore.
Dal Convegno è uscito il Coordinamen to di settore il quale avrà il compi to, certamente non facile, di portare avanti l'onerosa e complessa atti vità del nostro settore, fra l'altro tremendamente frazionato e nemmeno co nosciuto completamente.
E' venuto quindi il tempo di passare in concreto alle fasi operative, ma prima è bene ampliare i sottofondi sconosciuti.
I ritagli di giornale che pubblichia mo a parte,mettono in risalto uno dei gravi problemi presenti, quello degli infortuni e malattie professiona li. L'accusa è netta ed è rivolta al sistema produttivo e speculativo in forme accentuate nel nostro Paese che possiamo definire "produttore coscien te" di tali mali che subiscono i lavo raro ri.
Nel nostro settore, quanti saranno i colpiti da questa scelta brutale e improduttiva (altro che l'assenteismo dei lavoratori) e quali le cause portanti di questa aberrante forma speculativa (che arrivano a colpire anche gli utenti del servizio che noi forniamo loro)?
Le cause degliinfortuni sempre più collegate non solo alle insufficien ti ed alle loro inosservanze, ma an che nella scarsa e inesistente opera di educazione antinfortunistica da parte delle aziende.
Vi sono casi di forme strumentali e paternalistiche le quali tentano di ovviare per questa via all'insufficienza di strumenti aseguati e corri spondenti alle necessità per la salvaguardia dei lavoratori, alla mancanza di attrezzature e indumenti pro
tettivi.
Ma questa è la parte che notiamo più facilmente perchè viene prima alla su perficie della condizione dei lavoratori, mentre quella che ci sfugge è lr parte più subdold0 sta nel modo di fare "lavorare".
Qui possiamo affermare che tutti gli addetti all'impiantistica in genere ne soffrono e subiscono degli uguali mali, ma dalla nostra analisi se ne ricava che i più vulnerabili sono i lavoratori adibiti nel settore ascen soristico.
Infatti nelle piccole aziende o in quelle definite dei "piccoli padronci ni" o "concessionari" oppure "fiducia ri" i loro dipendenti ne sono le vittime.
Questi rischi vengono loro "pagati" tramite una continua spinta incontrol lata con la falsa sollecitazione di forti guadagni, giocando altresì man tenuta "ignoranza" dei loro diritti in tale materia.
Facendo ad essi credere che nel siste ma consumistico capitalistico possono trovare risposte reali alle lore "esi genze", sacrificando l'oggi ed il do mani, con retribuzioni che, per la na tura di essere "nere" (cioè senza pagare i dovuti contributi), danno l'il lusione di paghe altamente remunerati ve. In concreto è una rapina immedia ta e futura peropesti lavoratori che vengono spinti così ad accettare une' sfruttamento elevato che colpisce an che la loro dignità e li espone a ri schi.
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PROSPETTIVE, COMPITI E PROBLEMI DEL SETTORE e z. z: L. s z t Q s v e p e N c r
In questa nostra analisi non puù esservi indulgenza verso le grandi adon de le quali affrontano l'aspetto "sel vaggio" del mercato, con razionalità, vista la loro rete organizzativa; rí corrono ai vecchi mezzi del sistemache sono quelli del taglio dei tempi e nel caso con l'aggiunta di più impianti oppure nel ridurre i tempi di cura a tali impianti con conseguenzeA, E
comprensibili che vanno nell'accentua zione degli infortuni e del disservi zio a danno dell'utenza. La presenza attiva delle Organizzazioni sindacali in questi ultimi ca si ne riducono le conseguenze, che alla fin fine sono di netta ristrut turazione capitalistica. Qui sta il vero problema e la rispo sta non può essere che una; tenuto conto di una costante che è la"polverizzazione" degli addetti ai cirt ca 300.000 (diconsi trecentomila)im Pianti di ascensori attualmente installati in Italia e funzionanti, in cui gli addetti sono insufficienti per una vera manutenzione, è necessario sapere chi sono attraverso una L ricerca permanente e convinta del La Problema che ci è di fronte.
t- Non possiamo lasciarli alla mercè di ogni ricatto, la nostra azione deve tendere sostanzialmente nell'avvici
31 namento, alla sensibilizzazione, al la sindaod_izzazione.
Senza questa convinzione, che al fon do è d'attacco, non vi sarà mai solu zione, è un passaggio obbligato: noi te Più coscienti e organizzati possiamo e dobbiamo aiutare questi "vaganti 3i lavoratori" nell'uscire allo scoper 3 to anche se talune volte le leggi vi genti non li proteggono sufficiente mente. Non bisogna però scordare Ll che dall'abbinata\legge e azione sin ti dacale, cioè gestione cosciente, si a Possono tratte valide soluzioni. a A riguardo la legge 300 del 20/5/70, Più conosduta come "STATUTO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI" può esserci L utile in questa nostra opera di moralizzazione.
Certo non è di facile attuazione e Sri dobbiamo rendercene conto; la parti al ta è impegnativa e lunga, ma l'obiet à, tivo è stimolante, le capacità non ci mancano, lo spirito di sacrificio è diari valore, bisogna lavorare du ramente e sodo.
Da qui dobbiamo trarre la convinzio ne che ne ricaveremo più potere con trattuale, ovviamente non fine a se stesso, ma con l'obiettivo di una
Maggiore crescita democratica dei la voratori.
Investendo complessivamente anche l'utenza che difficilmente, sprovve duta comlè di adeguate informazioni, può fare risalire le cause dei disservizi e maggiore spesa alle motiva zioni che qui noi siamo andati ad analizzare.
Chiusa l'argomentazione è tempo di indicazioni operativa che, a nostro avviso, potrebbero essere le seguen ti:
ricerca sistematica di queste"aziende" "padroncini" "concesssio nari" "fiduciari" ecc., loro sedi, strutturazioni, dipendenti, loro raggio d'azione territoriale; provinciale, regionale,nazionale
ricerca di contatti con i dipen denti di queste realtà raccoglier done tutte le relative notizie quali:indirizzi, indicazioni,stru mentivo attrezzi e indumenti pro tettivi. Tutto ciò ber/creare una rete organizzativa atta agli interventi e infine alla sindaaiiz zazione.
dai dati raccolti passare, quan do vi sono insolvenze e non osservanze delle pur timide leggi,' alla denuncia e ove possibile al l'azione sindadte. Questo deve valere anche quando si viene a nttare l'insufficienza di inter venti sugli impianti (non dimen ticando mai che il lavoratore manutentore in ispecie è respon sabile di fronte alla legge, per l'aspetto penale, avendo esso il patentino che lo abilita a tale compito
raccolta dei dati relativi agli infortuni, loro casuali, su qua le tipo di impianto è avvenuto il fatto, i carichi di lavoro, ecc.
Su questa falsariga si sono mossi i compagni lavoratori della Stigler
S'Otis di Roma, con ottimi risultati.
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Anche il tribunale ha detto:
PAGARE LA PICCOLA TRASFERTA
ART. 27 (Diaria)
Facendo il punto circa l'applicazio ne dell'art. 27 del Contratto Nazio nale di Lavoro (piccole trasferte) risulta chiaro cheIlstrada da perse guire è quella della lotta._ Dopo il riconoscimento avvenuto dal la Sabiem di Bologna, dalla SAIR Fal coni, anche la Magistratura si è pro nunciata in prima istanza condannando la Schindler a risarcire quei lavoratori che hanno fatto ricorso ed a corrispondere loro la piccola tra sferta.
Dal canto loro i lavoratori della Stigler Otis sono impegnati in una battaglia che si protrae dal mese di ottobre 1974, attuando azioni che co involgono tutti i lavoratori del com plesso; ed è in questo senso che il coordinamento del settore Rovinciale in una sua riunione ha ritenuto di pronunciarsi collegamento e i Consigli ti.
e impegnarsi in stretto fra tutti i lavoratori di Fabbrica interessa
COMPONENTI DEL COMITATO DI COORDINAMENTO PROVINCIALE SETTORE ASCENSORI-
Il 1° Convegno del settore ascensori ha eletto il Comitato di coordinamen to composto dai seguenti rappresentanti delle aziende del settore:
AKRON:
PALAZZO DOMENICO
BASSETTI: FRACASCIA
CAIMI:
DARIN:
FALCONI SAIR:
FIAM:
LAMAESTRA DOMENICO
ELLI PIERANGELO
PAL MITESSA COSTANTINO, MARIANI MARIO
FORSID: BARTOLOTTA MARIO
SABIEM:
SCHINDLER: TIENGO ROMEO, TOSINI ADELCHI
STIGLER OTIS: DISOTEO GIANFRANCO, DEOLA
IV.2
OGGETTO verbale di riun.lone
2,.„4 atA21.,
L'anno 1975 addì 3 del mese di amo nella sede dell'UPlicio 'Provincia— le del lavoro e della M.O.di Napoli,rappresentato dal Dr.Mario Fu:Az° sono presenti:
I rappresentanti del Coordinamento asceneorieti Campania la F.L.M. provinciale.
A seguito della estosizione dei tragici eventi accaduti ultimamente presso talune aziende esercenti *m attività di istallaziont e manutenzione aeoensorio e alle vive premure rivolte allo scrivente d le_ l P.L.M.e dal t coordinamento asoensoristi Campanial quest'Ufficio, delle denunce avanzate dai lavoratori ascensoristi in merito all'asserito manca— to rispetto delle norme contrattuali vigenti nonchè statuto lavoratori, provvederà con la massima sollecitudine a convocare le ditte operant4not settore.
I rappresentanti dei lavoratori prendendoatto di tale disponibilità al fine di regolarizzare l'andamento del settore in parola chiedonoche quest'Ufficio inizialmente convochi le seguenti ditte inadempienti alle norme contrattuali e previdenziali,nonchérADMIA.
Panno presente inoltre che è stato fissato un incontro presso gli Uffici del Genio Civile unitamente all'Ispettorato del lavoro e l'ENPI per il giorno 6.3.1975 per i provvedimenti di loro competenza,giusto quanm to evidenziato nella nota inviata a tali Enti in data gennaio 1975.
I rappresentanti dei lavoratori dichiarano altresì che permane uno stato di agitazione a sostegno di un sollecito intervento da parte di tutti gli Enti preposti.
1).4.11i Bonavolontà;
2)..Liftima; 3)-Del Bb; 4)..Iman;
.1 /9 f (//4 ,to UFFICIO provincialfkL LAVORO E DELLA
OCCUPAZIONE
MASSIMA
DI __. Napoli
i • \
` •
5).-Bohindler; 6)amParavia; tisetti); OmOti«, 9)"4.dmia per i propri associati
Operaio schiacciato da
ascensore
'che e del cantieri Italiani.
an operaie M sta spe-
ne. ma la regola delle fabbriMentre rovina la gru di Ve. gnendo lentamente per sfibrosi, ari altro è avvelenato dalle embrioni di piombo, un una prema. altro perde il braccio sotto
Le statistiche parlano chili
neo e la realtà, vista da vicino,
ttlea carenze di personale che affligge l'ispettorato del lavoro. A questa speculazione c strutturale si deve aggiungere la piaga del subappalto, il racket delle braccia, condizioni che 'aggravano lo stato di precarietà ta cui si svolge l'opera degli edili italiani. Mentre 11 e nuovo modello di sviluppo» si allestisce all'insegna del rilancio della edilizia, t muratori pagano più duramente degli altri i profitti delle Imprese gestite men &remate. necessario proptesiperii, specie in un suonMnia come queste, specie mentre lo spettro della recessione e il crollo del, potere "equine dai salari sembrano dare motivazioni e obiettive» a ogni speculazione. Nel campo della salute • della siegrezza in fabbrica nessuno può Invocare Io stato .di ne~with per trasgredire gli MiNOW Williams Mamme
cicli bianchi non è l'eccezioMill lavora sane intimidiate
Stava iparando l'elevatore con
~le la salute e la vita di
Torino; un morto ogni seiUOMO* è la media dell'anne crita. di disgrazie dovute a fatalità. Su centomila addet-
è ancora più agghiacciante. In nessun peese del mondo ritiehieso: cremai quattreeenemise in Italia. Il settore odi; ifirlis è di gran lunga il Piii to vittime negli ultimi dieci ansi nella *Ma provincia di che le fatailte tel accanisca
in, corso. Non si tratta, come pretende la propaganda ipoti si registrano in Italia 10 48 della Francia. 1 45 della llereitnia, i 38 del Belgio e 1 dell'Olanda. E' possibile soltanto contro i lavoCatori
infortuni mortali; contro i Italiani? Né si, tratta, come
estese
drarnma dl grandi la propaganda. ,d1 quali-eff imputedi e ~orla rimi servirei degli mentine**. gtore protezione arti "zdati di lavoro. A psirte it fatto che (come ha premitelo l'Enpl) a la protezione Andati ai singolo equiviele e mia re rtiliff*titerhaal;le- r=i
deties d4 un lavoratore e nessi. Era »in patria e scrupol miltant
odifendere la propria vie quando emigra la 0111flaini- algaialaris
Ylia-Veiftii.4 'ammise da al.
splittli-,aimitinnat della era. <Iran partir dei 4011144eitti c incidene
*Ne sono e omicidi colpeete colpo., s la s er t =eabilità deve misere 'a Arsegli impresari mmia sesepoli che orgaaLuano gestiscono il canti.* ritagliando 1 propri profitti gni rischi cui espongono gli operai. La balenate., le penerei/e, le impalcature, gli impianti prot~l fatti a regola d'ente sono evidentemente costosi. bisogna smontarli -e chirenUrli ogni volta che s'in~ ire-un cantiere. E' forte la test estone di fare Inalo si riAmarmi°, contando calla 'ero-
Tragico infortunio sul lavoro, ieri in via Rosaroll: un operaio è morto schiacciato dall' ascensore che era intento a riparare. Sono passate da poco le 15: Salvatore Liccardi, 35 anni (via Francesco Rega), dipendente della ditta «Buonavolontà• (con sede alle Rampe Brancaccio) sta registrando i selettori delle porte dèll'ascenSore dello stabile di via Cesare Rosaroll, nel quale si trovano gli uffici distaccati del Comune, per il rilascio delle carte d'identità.
Insieme con lui è un colle'. Giacomo Luongo. 20 un compagno