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Marzo 1975
MOBILITAZIONE E IMPEGNO DI LOTTA PER UNA DIVERSA POLITICA ECONOMICA Da una approfondita analisi fatta dalla F.L.M. Milanese sulla crisieco nomica e la ristrutturazione che col pisce l'occupazione nella nostra Pro vincia, risulta ormai evidente cheiL Padronato usa la Cassa integrazione determinando sia un impoverimento che un inaccettabile restringimento delle basi produttive del Paese e tenta di strumentalizzare la crisi economica anche per sconfiggere la classe lavoratrice e cercare di annullare le conquiste sindacali dal 1969 in poi. Basti pensare al solo dato degli ol tre 130mila metalmeccanici (oltre un terzo degli addetti della Provin cia di Milano), direttamente o indi rettamente interessati alla Cassa integrazione e che tale dato va eden dendonsi rapidamente a quasi tuttii settori dell'automobilistica, alla telefonia, dal settore radio TV all'ascensoristica, dagli elettrodomestici alla siderurgia, dall'elettro meccanica pesante all'elettronica. Il taglip programmato degli investi menti, l'aumento strumentale dei li
stini, le manovre della SIP nel set tore telefonico, il sabotaggio dei programmi di costruzione delle centrali per la produzione di energia, uniti alla generale strategia reces siva del Governo, indicano una linea che va battuta senza nulla concedere alla rassegnazione e ai tempore£ giamenti. In tal senso il Sindacato, i Consiglio di fabbrica ed i lavoratori non possono più essere impegnati esclusi vamente, come tentano di fare l'Asso lombarda e le direzioni aziendali, a discutere la quantità di pruduzione da ridurre, l'entità dei giorni, di sospensione e l'eventuale anticipo di ferie; bisogna invece imporre con la lotta decisa e coordinata l'esecuzio ne di piani e programmi di sviluppo alternativi che salvaguardino l'occu pazione complessiva e i livelli di vi ta per affermare una concreta prospet tiva di riconversione industriale che individui i settori prPritari e trai nanti, prima fra tutti l'edilizia in quanto settore strategico per centinaia di migliaia di occupati.