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Metalmeccanici milano
piazza Umanitaria, 5
CONVEGNO
PROVINCIALE FLM SU «LAVORO MANUALE
E LAVORO
INTELLETTUALE»14 NOVEMBRE
Proposte sugli scatti
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Metalmeccanici milano
piazza Umanitaria, 5
CONVEGNO
PROVINCIALE FLM SU «LAVORO MANUALE
E LAVORO
INTELLETTUALE»14 NOVEMBRE
Proposte sugli scatti
I delegati partecipanti al convegno milanese della FLM su «lavoro manuale e lavoro intellettuale» riaffermano, sulla base della relazione introduttiva del compagno Sergio Soave e dei contributi venuti dal dibattito, il principio dell'unitarietà degli orientamenti sindacali e organizzativi della FLM rispetto ai lavoratori ex impiegati, ex operai, pur riconoscendo specificità e articolazioni che la realtà storica della nostra categoria presenta e che devono trovare risposte più adeguate nella scadenza contrattuale e più in generale. Da questo punto di vista le riunioni di zona preparatorie ed il convegno di oggi devono costituire solo un inizio di una scelta di lavoro permanente della organizzazione su questi temi.
È evidente che la materia non ha un rilievo solo provinciale, ma deve trovare un suo momento di confronto e di sintesi a livello nazionale. Il convegno milanese propone che venga realizzata una iniziativa in tal senso.
Il nostro convegno, rispetto al problema degli scatti, ha evidenziato, oltre alle proposte contenute nella ipotesi di piattaforma, altre posizioni:
— la volontà espressa dalla segreteria FLM milanese di ricercare una soluzione nuova e di sintesi che superi le diverse contraddizioni presenti nelle proposte formulate nella bozza.
Le linee orientative che guidano questa nuova proposta, oltre alla necessità di costituire il massimo consenso e l'unità di lotta di tutti i lavoratori, sono fondamentalmente:
a) la necessità di arrivare in tempi ad un unico sistema di scatti per operai e impiegati che, in mate-
ria di salario, ridia più peso alle contrattazioni nazionale ed aziendale rispetto ai meccanismi automatici legati all'anzianità;
b) che l'operazione sopra espressa non comporti, rispetto al regime attuale degli scatti impiegatizi, minor vantaggi in termini salariali e questo non solo per i tempi ravvicinati, cioè i tre anni del prossimo contratto. Per questo occorre definire, nell'arco prevedibile di 3 contratti, i tempi necessari per le trasformazioni da operare.
Le ragioni politico-sindacali che hanno portato a definire queste due linee fondamentali sono legate: — da un lato all'esigenza di una valorizzazione dell'inquadramento unico, di rafforzare il rapporto fra la politica salariale e professionalità collegando a questo il rilancio dell'iniziativa e della battaglia sulla trasformazione dell'organizzazione del lavoro della fabbrica alla politica economica più in generale; -- dall'altro si deve recuperare e sviluppare il controllo del salario di fatto; per questa ragione si attribuisce estrema importanza ad operazioni sugli scatti che non comportino svantaggi in valore salariale, svantaggi che si trasferirebbero facilmente da salario garantito per tutti, legato all'anzianità, a sa. lario usato in modo indiscriminato dalla controparte, cioè aumenti di merito individuale.
Occorre invece combattere questa politica padronale, utilizzando in modo articolato, a partire de questo contratto, quote di salario derivanti dalla trasformazione dell'attuale regime degli scatti per destinarle ad altre voci salariali che devono essere definite già in questo contratto e nella contrattazie ne aziendale.
L'ipotesi affronta insieme tre questioni: la deindicizzazione degli scatti, la riparametrazione, la costituzione di un 4° elemento per gli impiegati. Per la riparametrazione, tenuto conto anche dell'esigenza di sfondare il blocco operaio al 5° livello per una aliquota consistente (50%) degli operai specializzati, si propone di stabilire una categoria di intreccio, il 6° livello, che si riempia oltre che del
50% degli attuali operai di 5", di impiegati di 58 e d tutti quelli da 5"S con un parametro 168 di 15-1e punti superiore a quello di 5°.
Inoltre, si propone uno sdoppiamento del 7° in nuc vi 7° e 7S con parametri rispettivamente 193 e 220
Il raggiungimento del parametro 220 è giustificata dall'esigenza di ristabilire un reale rapporto
100/200 tra il livello di ingresso, che nella ipotesi contrattuale è spostato al 2° con parametro 112, e il più elevato livello della scala.
L'elevamento della riparametrazione dà la possibilità di agire su masse salariali più consistenti, in modo che ne venga riservata una parte all'indennizzo della deindicizzazione, preservando dagli assorbimenti quote più alte di quelle previste.
Si propone poi che, contemporaneamente al maturare in 10 anni di 5 scatti al nuovo regime, si costituisca un nuovo 4° elemento per gli impiegati, non assorbibile, che si vada riempiendo contempora-
- Si assume l'ipotesi di trasformare l'attuale rapporto tra salario legato all'anzianità (scatti) e salario contrattato.
— La trasformazione, se non vuole essere un fatto Punitivo nei confronti degli impiegati e categorie speciali, deve avvenire gradualmente ed essere accompagnata da una reale azione più incisiva rispetto al salario contrattato.
— Questo richiede la esplicitazione delle modalità con le quali il passaggio dal salario legato alla anzianità a quello contrattato si realizza nei prossimi rinnovi contrattuali.
— Inoltre, dati gli effetti rilevanti sulla retribuzione impiegatizia che la trasformazione comporta con rischi di accentuare ulteriormente la pratica degli aumenti di merito e del conseguente mancato controllo sindacale del salario di fatto per sempre più consistenti fasce di lavoratori, vanno decise le linee di intervento salariale a livello articolato.
Si formula la proposta di dedicare la parte prevalente dell'intervento sul salario a livello di fabbrica nella costruzione dei terzi elementi con l'obiettivo esplicito di riportare sotto controllo sindacale le retribuzioni di fatto delle categorie impiegatizie. In questo senso si decide di intervenire rispetto ai parametri che potranno anche superare il rapporto 100+200.
— Concretamente si propone di realizzare per operai e impiegati un unico regime di scatti biennali al 5% su paga base rivalutabili in caso di passaggio di categoria (per paga base si intende: minimi contrattuali, conglobamento 103 punti, 34 punti di contingénza, aumento uguale per tutti e riparametrarione).
— Gli scatti così stabiliti saranno rivalutati ad ogni rinnovo contrattuale in relazione alla variazione della paga base.
— Va inoltre avviata una discussione sul rapporto tra salario sociale (uguale per tutti) e salario professionale anche in relazione ai criteri di eventuali ulteriori operazioni di conglobamento di contingenza nella paga base da realizzare nei prossimi
neamente al maturare di ogni nuovo scatto di un importo pari allo scatto rivalutato il 1° gennaio 1979 per ogni categoria.
In pratica, la immediata deindicizzazione viene indennizzata in modo anticipato e concentrato in 10 anni, anziché diluita in 24 anni, attraverso il 4° elemento e la riparametrazione.
Per quel che concerne gli scatti maturati, si ribadisce che essi devono essere salvaguardati per il futuro; in questo senso può essere discussa e avviata una operazione di trasferimento graduale in paga base che li ponga al riparo da ogni futura ipotesi di assorbimento.
rinnovi contrattuali.
- II passaggio dal vecchio al nuovo regime si propone che avvenga nel giro di 8-10 anni e nel seguente modo:
a) graduale riduzione dei numero massimo dì scatti alle seguenti date e misure: da 12 a 10 dal 1°/6/1980 da 10 a 8 dal 1°/6/1982 da 8 a 5 dal 1°/6/1985.
La riduzione del numero degli scatti deve essere compensata da benefici contrattuali in aggiunta all'aumento uguale per tutti calcolato nel seguente modo:
es.: in 40 anni di vita lavorativa il 12° scatto si matura dopo 24 anni di anzianità e si gode di conseguenza per 16 anni (40-24). Si calcolano ì benefici che lo stesso comporta per il periodo in questione e si divide Io stesso sui 40 anni calcolando la cifra mensile di beneficio contrattuale di cui al punto precedente.
Per i lavoratori che hanno un numero di scatti superiore ai livello stabiliti e per quanti hanno in corso di maturazione lo scatto che li porta a superare detto limite vanno individuate clausole di salvaguardia individuali.
b) Deindicizzazione graduale da realizzarsi con le seguenti modalità:
dal 1°/6/1980 introduzione del nuovo regime deindicizzato con 5 scatti ai 5% su paga base per lavoratori nuovi assunti, senza scatti di anzianità o con uno scatto biennale.
Per gli altri lavoratori, l'introduzione del nuovo regime deve coincidere con ii passaggio di categoria (dal 4° al 5° o dal 5° al 6° livello). In caso di passaggio di categoria vanno riconosciuti gli scatti maturati precedentemente (il numero) e calcolati secondo il nuovo regime (senza assorbimento) nella nuova categoria.
-- Sulla base dei dati disponibili oggi si può ipotizzare che un 20+22% di impiegati sia senza scatti (assunti nel corso degli ultimi 23 mesi e passati di
categoria nello stesso periodo) e un ulteriore 22+23% con uno scatto secondo i dati della FLM di Milano.
Per questo, il nuovo regime si applicherebbe dal 1°/6/1980 a circa il 40+45% degli attuali impiegati occupati.
Se a questo si aggiunge la dinamica dovuta alle uscite e alle entrate di fabbrica, è seriamente ipotizzabile che nell'arco degli 8+10 anni previsti si
realizzi un passaggio di tutti gli impiegati al nuovo regime.
Va effettuato uno specifico esame per gli attuali lavoratori dei livelli 6° e 7° teso a verificare se la normale mobilità aziendale e pensionamento sono fattori sufficienti a introdurre in 8-10 anni in modo generalizzato il nuovo regime.
Per i lavoratori con oltre 50 anni di età resta in vigore l'attuale regime.
Si propone di mantenere l'attuale meccanismo degli scatti per gli impiegati, estendendo l'indicizzazione sui 5 scatti operai, ribadendo che l'egualitarismo si pratica verso l'alto e non limitando posizioni di miglior favore già acquisite. Questo perché si ritiene che l'attuale proposta di riforma degli scatti non costituisce un mutamento qualitativo del meccanismo, ma una operazione di riduzione operata sul salario dei lavoratori che risponde alla logica delle compatibilità proposta dal «piano Pandolfi». Ogni altra proposta sarebbe vissuta dai lavoratori impiegati e tecnici come punitiva e precluderebbe la strada alla possibilità di affrontare temi importanti come quello della trasformazione della professionalità impiegatizia da un fatto individuale ad un dato collettivo.
Si propone per gli impiegati un doppio regime.
Per i lavoratori già occupati: mantenimento di n° 12 scatti; indicizzazione su 6 punti massimo di contingenza annui.
Questo significa che:
a partire dalli/1/80 gli scatti saranno calcolati nella misura del 5% sui nuovi minimi contrattuali della paga base più la contingenza maturata al 31/12/79;
a partire dall'1/1/81 gli scatti saranno calcolati nella misura del 5% della nuova paga base più la contingenza maturata a tutto il 31/12/79 più un massimo di 6 punti annui.
Es.: se nel 1980 la contingenza scattasse di 20 punti l'indicizzazione e la rivalutazione si calcolerebbe su 6.
In caso di passaggio di categoria: assorbimento massimo del 50% degli scatti già maturati così come previsto dal contratto vigente; inizio della maturazione di nuovi 5 scatti col nuo-
vo regime ovvero, così come per gli' operai, non indicizzati (5% della nuova paga base non assorbibili in caso di ulteriore passaggio di categoria ma, naturalmente, rivalutati sul nuovo minimo). Per i nuovi assunti (dall'1/1/80):
il trattamento è uguale a quello proposto per gli operai: 5 scatti al 5% della nuova paga base.
Si propone: un nuovo regime, a partire dal 1980, di 5 scatti al 5% su paga base per impiegati ed operai da aggiungere agli scatti già maturati.
Nel nuovo regime la somma degli scatti maturati non dovrà subire alcun tipo di assorbimento in caso di passaggio di categoria.
L'intera operazione non dovrà comportare perdite per gli impiegati in forza. Il recupero è riferito alla perdita, molto rilevante, derivante dalla deindicizzazione degli scatti. Noi proponiamo l'istituzione di un «ad personam» pari almeno a 40 mila lire mensili da erogare in aggiunta al valore di ciascun scatto (e quindi per 5 scatti).
Permanenza, per il '79, del vecchio regime e quindi relativi ricalcoli, nonché la eventuale maturazione di uno scatto al vecchio regime. Nel passaggio dal vecchio al nuovo regime si conserva comunque la frazione di anzianità individuale decorsa dall'ultimo scatto maturato.
Per gli impiegati e le categorie speciali con età superiore ai 50 anni, viene mantenuta l'attuale normativa (diritto alla maturazione e rivalutazione di 12 scatti).
Direttore responsabile: Walter Galbusera - Direttori: Donato Di Meo, Renato Luceti, Piergiorgio TibaniAutorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971 - Spedizione in abbonamento postale - Gruppo 3. - Stampa: Coop. "Il Guado"Robecchetto con Induno (Mi) - Tel. 0331/881475.