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TRATTATIVE FEDDRMECCANICA
Incontri 19-20 Febbraio
TRATTATIVE' INTERSIND Incontri 17-18 e 28 febbraio
Prima intesa Intersind
TRATTATIVE CONFAPI
Incontro 27 febbraio
A N .N O IV - MARZO 1975 agenzia di
informazione sindacale
DECENTRAMENTO —APPALTO
Caratteristica costante dell'attuale fase di industrializzazione è la necessità di realizzare ottimali rendimenti, determina_ ti attraverso l'interazione fra le piccole, medie e grandi aziende, a ciascuna delle quali competono, nel processo produttivo, funzioni ben precise.
I progressi costanti della tecnica, la spe_ cializzazione e la diversificazinne della domanda, in funzione della nostra caratte ristica di paese trasformatore, rendono sempre più evidente la necessità del de_ centramento produttivo, sia sotto il pro_ filo economico che sotto il profili, della gestione delle aziende.
Infatti il decentramento da un lato per_ mette a talune aziende di dedicarsi sem pre più alla attività creativa, riducendo progressivamente le proprie necessità di ordine esecutivo, e allo stesso tempo con sente ad altre aziende ulteriori possibi_ lità di esistenza e sviluppo.
La stessa politica degli investimenti può essere realizzata con criteri di maggiore economicità in quanto lo sviluppo delle aziende fornitrici può essere realizzato mediante investimenti addizionali, laddo_ ve invece nella generalità dei casi, le aziende clienti sarebbero costrette ad in vestire completamente ex novo.
In più il decentramente produttivo eserc ta un'utile funzione calmieratrice in fa si di alta congiuntura, in quanto le aziende committenti, ove non potessero
avvalersi di terzi fornitori, dovrebbero effettuare, con rapidità ed a costi ele_ vari, investimenti giustificati solo dal_ l'euforia economica del momento, che ri schierebbero di rimanere inutilizzati una volta esaurita la spinta congiunturale. Lo stesso discorso, ovviamente, può esse re riferito all'occupazione di lavoratori che, se determinata da situazioni contin genti, potrebbe essere soggetta a fluttua zioni tali da creare problemi sociali. Accanto ai vantaggi che derivano in termi ni di investimento, il decentramento eser cita poi anche azione utile sotto il pro_ filo dei costi di produzione, particolar mente importante per un paese come il no stro che non può prescindere dall'esporta zione.
Sotto un profilo più generale, poi, si può osservare che il decentramento, favorendo la divisione dei compiti fra le varie aziende secondo i criteri della dimensio ne ottimale, permette a ciascuna di dedi_ carsi a quella produzione per la quale la sua dimensione è più adatta.
Ciò è particolarmente vero nell'Italia settentrionale, il cui grado di produtti_ vità è in larga misura dovuto alla presen_ za di economie "esterne"come quella sopra indicata; alla presenza cioè, di condizio_ ni esterne a ciascuna singola azienda, le quali, proprio per l'esistenza di un fatto re di specializzazione, permettono lo svi_ luppo produttivo dell'intera attività in dustriale.
Al contrario, proprio la mancanza di decen
Redazione:piazza Umanitaria n.5 tel. 54.68.020/1/3/4, Milano.
Direttore responsabile: Walter Galbusera —
Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971.
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tramento produttivo rende difficile il de_ collo industriale del mezzogiorno; oggi, infatti, la situazione è caratterizzata dalla presenza di grandi complessi indu_ striali in notevole proporzione autosuffi_ cienti.
Favorire in questo caso il decentramento significherebbe fornire nuove occasioni di investimenti, lo sviluppo dei quali oggi è ostacolato proprio dalla difficoltà di valutare con sufficiente approssimazione la possibilità di successo di eventuali iniziative.
In sintesi si può concludere che il decen tramento:
1) permette una migliore utilizzazione gli investimenti;
2) favorisce la specializzazione delle aziende;
3) esercita un effetto stabilizzatore sull'occupazione; esercita un effetto moltiplicatore sul progresso tecnico dell'industria, tra_ sferendo sui fornitori il risultato del le ricerche effettuate dai clienti;
riduce i costi di distribuzione dei pro dotti e i rischi commerciali connessi; incoraggia, nelle arre depresse o a de bole sviluppo economico, la creazione di un tessuto di piccole e medie azien de; queste a loro volta facilitano la installazione dei grandi complessi, sti molano l'attività degli imprenditori e favoriscono la diffusione fra i lavora tori di una mentalità industriale; perciò, contribuisce allo sviluppo in_ distriale delle singole regioni e so_ prattutto, allo sviluppo delle zone de_ presse;
infine, è ragione di esistenza per nu merose piccole e medie aziende.
Analogamente, lo stesso criterio di spe_ cializzazione rende necessario il ricorso all'appalto, per il quale, oltre ai moti_ vi sopra specificati resta ancora da osser vare che tale contratto configuta generai_ mente prestazioni di beni eservizi che non rientrano neppure indirettamente nell'atti vità fondamentale di ciascuna azienda. 3
Questa, ove non potesse continuare ad avva lersene, si troverebbe nella necessità di agire con criteri antieconomici, dovendo accollarsi ulteriori specializzazioni e quindi appesantendo la struttura organizza tiva della produzione.
Inoltre, sia per l'appalto che per l'in dotto, non si può che riconfermare il fon damentale comportamento economico che con siste nel soddisfare le esigenze di approv vigionamento nella maniera più vantaggiosa sia sotto il profilo quantitativo, sia sot to quello qualitativo che di costo.
Infine, non possiamo non farvi notare che le nostre due associazioni imprenditori« li - Federmeccanica ed Assistal - inqua_ drano numerosissime (anzi la quasi tota lità) imprese appaltatrici e numerosissi_ me imprese che lavorano su commessa.
Risulta pertanto che quanto ci vcene ri_ chiesto porterebbe alla chiusura di molte nostre associate; il che è del tutto con trario ai nostri fini istituzionali, e pertanto non è proponibile.
Il dibattito che si è sviluppato nelle precedenti tornate di.trattativa e che ha permesso di esaminare tutti gli aspetti della prima parte della piattaforma, ha messo in evidenza la vostra preoccupazio_ ne in ordine ai problemi occupazionali, ai quali le vostre richieste sono finaliz zate.
EI una preoccupazione che condividiamo pienamente, poichè siamo consapevoli delle conseguenze umane, economiche, politiche e sociali che la mancanza di lavoro pro_ voca negli individui e nelle loro famiglie.
E se da un lato ci sono ben presenti i travagli e le laceraiioni che lo stato di disoccupazione ingenera nel tessuto socia le, d'altro canto constatiamo con quale difficoltà nell'attuale momento le forze sociali riescano ad individuare e realiz zare idonee soluzioni.
L'urgenza di trovare strumenti validi ad affrontare tale situazione nasce anche dal la considerazione che, in mancanza di pro_ spettive concrete, il Paese tende a regre dire a condizioni di sottosviluppo, e quindi a veder rinviata nel tempo l'indi_ spensabile soluzione dei molti problemi strutturali che oggi lo condizionano.
Il consenso che abbiamo registrato su fa_ le ob iettivo stimola ulteriormente l'in dustria metalmeccanica ad assumere un ruo lo attivo, per la parte che le compete, a tutela dell'occupazione.
Per quanto l'impresa non sia per sua natu ra istituzionalmente destinata ad occupar si in modo preminente di tale problema, ma debba in primo luogo creare le risorse indispensabili per lo sviluppo — che è il presupposto dell'area occupazionale — l'industria metameccanica prosegue nell'in dirizzo sempre perseguito che — è doveroso ammetterlo — le ha permesso di assorbire, fra il 1969 e il 1973, ben l'85% di tutta la nuova occupazione dell'industria mani_ fatturiera.
La proposta che l'industria metalmeccani_ ca è disposta a realizzare non può forma_ re oggetto di normativa contrattuale, poi_ chè come è noto il contratto collettivo regola essenzialmente il rapporto di lavo_ ro fra imprenditore e lavoratore, ma deve trovare estrinsecazione in uno strumento " a latere " che impegni le rispettive Organizzazioni Sindacali. Naturalmente una politica attiva a tute la dell'occupazione è strettamente legata al grado di efficienza e redditività che l'industria stessa è in grado di esprime_ re, e quindi non può essere -attuata man 4
tenendo artificiosamente in vita situa zioni aziendali che operano in condizione di obsolescenza o di insufficiente pro_ duttività.
Pertanto un ruolo attivo per l'occupazio ne non può essere finalizzato alla tutela dei singoli posti di lavoro, ma deve ten dere al mantenimento e all'incremento dei livelli globali di occupazione.
A loro volta efficienza e produttività sono possibili solo mantenendo l'autono mia gestionale dell'impresa, che deve po ter operare con criteri economici, cioè in condizioni di piena adattabilità alle situazioni di mercato, e quindi con l'in_ dispensabile elasticità nell'impiego dei fattori produttivi.
L'analisi sin qui svolta dimostra la ne cessità di individuare una sede di incon tro che, in coerenza con le premesse espo ste, permetta di realizzare in concreto la tendenza che abbiamo manifestato.
L' esperienza induce a ritenere che sede dell'incontro non possono essere le sin gole aziende sia per la dimensione obiet_ tiva del problema, sia perchè non possono trovare soluzione a livello aziendale problemi la cui origine e soluzione va ricercata altrove.
Inoltre l'esigenza di una gestione econo_ mica e competitiva dell'azienda non può essere compromessa o limitata dall'esame di temi che, non rientrando nelle sue di_ sponibilità, comporterebbero un ulterio_ re aumento di conflittualità.
Una politica attiva dell'occupazione de ve invece essere svolta in un ambito più vasto, che permetta un'analisi globale del problema, e che si individua nella dimensione regionale.
E' in questo ambito che è possibile acqui sire tutti quegli elementi di informazio_ ne che permettano di conoscere, nella lo ro globalità, le tendenze industriali ri— _ ferite alla potenzialità del settore me_ talmeccanico ed ai riflessi che questIul_ tima esercita nei confronti dell'occupa zione stessa.
Tale attività informativa realizza pro_ spettive di conoscenza in ordine a quel_ le situazioni che interagiscono sulla po litica occupazionale.
L'informazione potrà pertanto riguardare globalmente:
- le previsioni complessive di nuovo in vestimento produttivo e della nuova oc_ cupazione che ne deriva;
- le tendenze previsionali d'occupazione del settore metalmeccanico; la previsione di occupazione indotta dalle nuovo iniziative industriali;
- l'andamento complessivo del lavoro a domicilio;
l'andamento del fenomeno delle ricon versioni industriali, al fine di segna_ lare il dato quantitativo della manodo_ pera eccedente ; le necessità del settore metalmeccanico in ordine alla formazione professionale e alla riqualificazione dei lavoratori; l'andamento della cassa integrazione;
- l'andaffiento del fenomeno delle assenze dal lavoro.
Con l'informazione sugli argomenti sopra indicati le competenti organizzazioni sin dacali dei datori di lavoro e dei lavorato ri realizzano un momenti di incontro che, riportando i problemi nella loro giusta collocazione, consenta di eliminare o ri_ durre occasioni di conflittualità che possono derivare da non complete valuta_ zioni di fatto.
Previsioni normative che, viceversa, ri_ conducessero l'individuazione dei problemi a livello di azienda, riconducendo l'autore mia decisionale o che comunque agissero
in senso contrario agli orientamenti tec_ nologici della attuale fase di industria lizzazione ( specializzazione, elasticità, flessibilità, economicità, competitività) avrebbero effetti contrari ali.' obiettivo che le parti si propongono.
Inoltre la dimensione regionale è di per sè assorbente di talune artificiose di_ stinzioniodifferenziazioni di attivitàeconomiche ( appalto, decentramento, in dotto), che rientrano nell'attività indu_ striale complessivamente intesa.
Lo stesso fenomeno della mobilità, che as_ sume una dimensione socialeìsoltanto nelle ipotesi di mobilità interaziendale, trova nel livello regionale la sua più idonea collocazione, mentre le altre forme di mo bilità hanno una già adeguata tutela nelle norme vigenti.
Le indicazioni fornite comportano un impe_ gno responsabile delle organizzazioni sin_ dacali sia dei datori di la.voro che dei lavoratori , anche in relazione ai terni ni complessivi di attuazione che potranno essere definiti solo dopo l'assenso su ta_ le impostazione, riconosciuta in tal modo come esauriente e risolutiva dei problemi indicati nella prima parte della piatta forma.
Si puù tuttavia ritenere che tale impegno possa costituire un banco di prova di quel modello di relazioni industriali concor demente auspicato.
Nell'incontro del 19 e 20 febbraio
la Federmeccanica ha ancora una volta espresso posizioni di immobilismo rispet_ to alle questioni degli investimenti e del_ l'occupazione e ha rifiutato di confrontar si concretamente sui temi del decentra mento e appalti dichiarando anzi la neces sità di una loro estensione.Passando poi ad esaminare per la prima voi ta il problema dell'orario di lavoro, la Federmeccanica ha fornito risposte negati
ve sul 6x6 al Sud e la definizione di un calendario annuo di lavoro e ha dato rispo ste assai imprecise sulla mezz'ora per i turnisti, le 39 ore per le lavorazioni a caldo e la regolamentazione dello straor dinario.
La F.L.M. da
parte sua ha respinto decisa mente ogni ipotesi di scaglionamento degli oneri salariali ed un loro collegamento
5 - alla presenza in fabbrica.
La F.L.M. nel giudicare l'atteggiamento della controparte grave e dilatorio ha de_ ciso 10 ore di sciopero dal 23 febbraio al 6 marzo di cui 7 articolate gestite dai consigli di fabbrica e 3 per manifestazio_ ni in tutte le province il 26 febbraio. Il prossimo incontro avrà luogo il 3 e 4 marzo e in quella occasione la Federmecca_
nica si è impegnata a presentare testi scritti sull'orario, l'ambiente, l'inqua_ dramento unico, la mobilità professionale ed il salario.
Roma, 20 febbraio 1976
Con un capitale di 613 miliardi, sottoscritto per il 50 per cento dall'IMI e per il rimanente 50 per cento dall'IRI, dall'ENI e dall'EFIM, nel 1971 fu costituita la GEPI (Società gestioni e partecipazioni industriali). Alla GEPI fu assegnato il compito di intervenire nelle aziende industriali in difficoltà, assumendo partecipazioni, avviandone la ristrutturazione in collaborazione con partners privati. Una volta ristabilito l'equilibrio gestionale delle aziende, la GEPI dovrebbe provvedere alla loro cessione. Le aziende attualmente affidate alla GEPI sono un centinaio.
Il 30 gennaio scorso il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge che rifinanzia la GEPI e l'autorizza a spendere 10 miliardi per assumere e mettere in cassa integrazione guadagni (per sei
A guadagnarci di più in questi anni, nella altalena dei tassi di interesse, sono state le banche. I margini, deducibili dalla differenza tra tassi d'interesse passivi (sul denaro 'depositato dai risparmiatori) e tassi d'interesse attivi (sul denaro dato a prestito), sono infatti costantemente cresciuti. Né la tendenza alla divaricazione decresce con gli ultimissimi « aggiustamenti ». Se poi, oltre all'aumento percentuale del margine, si tiene conto anche dell'enorme aumento del volume assoluto del denaro trattato, si comprende perché quello creditizio sia in Italia l'unico settore che ha continuato a prosperare a dispetto della crisi e della recessione. Se è indiscutibile che le banche hanno comunque guackagnato, e molto, gli svantaggi non hanno petò toccato allo stesso modo i risparmiatori e gli utenti del denaro. E' stato infatti calcolato che, rispetto all'inflazione, il tasso di interesse del denaro preso a prestito dalle imprese è stato per lunghi periodi nullo o addirittura negativo. Chi ci ha rimesso sono stati quindi soprattutto i risparmiatori.
mesi) i lavoratori licenziati da società poste in liquidazione. La GEPI sarà autorizzata volta per volta dal CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ad intervenire in situazioni particolarmente difficili. I nuovi interventi della GEPI dovrebbero riguardare cirva 10 mila lavoratori delle seguenti aziende: Leyland Innocenti di Milano, Angus di Napoli, Torrington di Genova. Singer di Torino, Smalteria e metallurgica veneta di Bassano del Grappa e Selpa di Cagliari.
Per i nuovi interventi la GEPI, il 12 febbraio scorso, ha costituito la IPO (Iniziative promozione occupazione). La IPO dovrebbe dar vita a Società che, dopo l'intervento-tampone della GEPI, assumeranno la gestione della fabbrica da riconvertire.
Nella prima fase di queste trat tative per il rinnovo del contratto abbiamo delineato dei punti di incontro sugli aspetti cosidetti poli tici della piattaforma: per parte nostra abbiamo preso atto del nuovo equilibrio dei rapporti di forza al l'interno della fabbrica e del ruolo più consistente che i sindacati hanno assunto nella definizione del le scelte di politica economica.
Ne abbiamo dedotto, in contradditorio con voi, alcune procedure che costituiscono il quadro all'interno del quale il dialogo fra Dire zioni aziendali e rappresentanze dei lavoratori può divenire più efficace ed aperto e perciò meno conflittuale.
Non si annullano i conflitti che derivano da divergenze oggettive di interessi, ma si possono atte nuare quelli che possono derivare da incomprensioni e non conoscenza dei termini dei problemi in esame.
Noi ci auguriamo che queste pro cedure possano facilitare, per le Parti di reciproca competenza, una gestio-e non artificialmente irrigi dita della risorsa lavoro.
In questa prima fase, abbiamo dun ue cercato di utilizzare ili Spazi di manovra che avevamo, per venire incontro alle richieste formulate nella piattaforma.. Più diffi_ cile ci appare ora la discussione sulla parte normativo-salariale,pro Prio perchè le condizioni oggettive riducono al minimo le possibilità di movimento.
Anzitutto il costo: sappiamo che i sindacati non intendono negoziare sulla base di un costo globale predefinito da ripartire successivamente fra le varie voci. Il riferimento che faremo al costo globa le della piattaforma non si iscrive dunque in una linea negoziale che voi non accettereste.
Ma ci corre comunque l'obbligo di dire che secondo le nostre valutazioni il cbsto globale della piat taforma nell'ipotesi che essa fosse immediatamente e totalmente applica ta sarebbe di oltre 450 miliardi pa ri a circa il 20-21% del costo del lavoro delle aziende rappresentate. A questo onere ipotetico si aggiungerebbe per il solo anno in corso altri 200 e più miliardi di incrementi di costo del lavoro a seguito del funzionamento dei ;vari automatismi salariali e contrattuali.
Orbene la situazione economica delle nostre aziende è estremamente pesante: praticamente quasi tutti i bilanci sono in rosso e questa volta non si può proprio accusare di ciò le presunte inefficienze manageriali. La sottoutilizzazione degli impianti, la tendenza all'aumen to che si manifesta in tutti gli ele menti di costo e il parziale e molto spesso mancato recupero in termini di prezzi per la debolezza del mercato hanno fortemente eroso le risorse economiche e finanziarie • dell'impresa e ridotto a minimi assoluti la possibilità di autofinanziamento.
Le aziende si battono per la sopravvivenza di se stesse e per la difesa dell'occupazione al limite • delle loro energie ed ipotecando il futuro.
In questo quadro, a seguito del l'assunzione di un nuovo onere di 650 miliardi, si richiederebbe un maggior fatturato di quasi 2.000 miliardi per ristabilire le già drammatiche situazioni di partenza.
Il mercato non ci offre, a breve termine, prospettive di ripresa di queste dimensioni, né fa apparire probabile un margine di manovra in termini di prezzi:d'altra parte non crediamo sia nell'interesse di nessuna delle parti scontare ulteriori pressioni inflazionistiche.
Non pensiamo sia conveniente, anche se potrebbe apparire comodo, chiedere la pace sociale offrendo in contropartita l'inflazione:oltre tutto nell'attuale tessuto sociale e politico italiano questo risulterebbe subito un espediente e per di più effimero.
Perciò noi crediamo di doverci accostare con molta prudenza ai temi salariali ed a quelli normativi in quanto portatori, a loro volta, di nuovi costi.
Certo, sappiamo che un contratto non si può chiudere "in bianco" e conosciamo d'altronde attraverso quale tormentato processo di consul tazioni sia stata definita la vostra piattaforma rivendicativa.
Siamo stretti tra due serie dif ficoltà oggettive: perciò vi chiedia mo di discutere insieme come è possibile da una parte scaglionare nel tempo questi oneri, dall'altra parte di concentrare per quanto possibile, nel minor numero possibile di voci, le più significative, anche in termini psicologici, le disponibilità che riusciremo a definere; infine di esaminare come sia possibile collegare questo incremento sa_
lariale all'effettiva prestazione lavorativa.
Nelle fabbriche vi è stata, anche a causa della sottoutilizzazione degli impianti, una flessione la vorativa: tenendo presenti le prospettive della ripresa noi dovremmo poter predisporre e mettere in opera strumenti capaci di promuovere e accompagnare gli sviluppi produttivi_e di inserirli in un quadrò di incremento della produttività.
Noi non insisteremo mai abbasta!2 za su queste esigenze: il sistema economico italiano è e resta comunque dipendente dai mercati internazionali per le materie prime, le fonti energetiche e addirittura per molti prodotti alimentari: per acquí starli dobbiamo comunque esportare e per esportare dobbiamo avere livel li di produttività aziendali comparabili a quelli internazionali. Altrimenti sarà il sistema economico nel suo complesso a "pagare la differenza".
Noi direzioni aziendali per la parte che ci riguarda cerchiamo e cercheremo di essere coerenti con queste esigenze di produttività, ma dobbiamo auspicare che altrettanto impegno venga dai lavoratori dipendenti e da chi li rappresenta.
Mentre ci apprestiamo a dibatte re, con queste difficoltà, le condi zioni retributive e normative del rinnovando contratto, noi ci auguriamo che sia possibile farlo tenen do presente le condizioni di operatività aziendale
così come l'aveva ricordata il documento approvato dal Consiglio Intersind in apertura trattative.
"Le scelte impegnative che oggi le aziende devono compiere per ridare pieno significato alla loro funzione riguardano investimenti per innovazioni relative ai prodotti, alle tecnologie e all'organizza zione, e richiedono l'acquisizione
dei capitali necessari; ma è richie sto anche, e soprattutto, un apporto di lavoro che sia programmabile in termini quantitativi e qualitativi, entro limiti certi e concordati,sui
quali sia possibile aprire un confronto che non sia preclusivo del necessario risanamento della produt tività aziendale."
Le Aziende esporranno, di norma nel primo quadrimestre dì ciascun anno, alle O.S.L. provinciali ed alle R.S.A., nel corso di un apposito incontro, le prospettive produttive e, in questo quadro, i programmi di investimento che comportino nuovi insediamenti industriali,,, l'ampliamento o consistenti modifiche di quelli esistenti, nonché i relativi aggiornamenti.
L'informativa delle Direzioni aziendali riguarderà in particolare le implicazioni di tali investimenti sull'occupazione, le condizioni di lavoro e le condizioni ambientali ed ecologiche.
Fuori dell'ipotesi di cui alla normativa sugli investimenti, nel caso di innovazioni di carattere tecnico-organizzativo e di modifiche all'assetto Produttivd degli stabilimenti i gendendosi in tali modifiche compreso ,ars; che l'eventuale scorporo di attività proprie del ciclo produttivo esistente, nonché la fattispecie di cui al paragrafo B) del punto seguente — aventi riflessi sia sullkicoupasions che sulle condizioni di lavoro, ne sarà date dall'Azienda tempestiva comunicazione, alle O.S.L. pr4ldfielOteps0^54icui pgrà fisr,
seguito, entro cinque giorni, a 'richiesta di una delle parti, un incontro in ordine ai riflessi anzidetti. Tale procedura dovrà comunque essere conclusa entro i dieci giorni suecessivi alla richiesta stessa.
A) In occasione dell'incontro di cui alla normativa sugli investimenti le Aziende esporranno anche le' linee generali concernenti la politica dell'indotto.
In Nelle ipotesi di scorporo di attività proprie del ciclo produttivo esistente che diano luogo a casi di decentramento produttivo a terzi verrà seguita la procedura prevista in materia di innovazioni di carattere tecnicoorganizzativo.
Per quanto riguarda la tutela del lavoro a domicilio, fermo restando il disposto della Legge 18 dicembre 1973, n. 877, le Aziende daranno comunicazione alle R.S.A. di eventuali casi di ricorso a tale particolare tipo di prestazione.
Per quanto concerne i lavori in appalto svolti all'interno degli stabilimenti, si conviene di far luogo alla costituzione di una COmmissicine tecnica a livello nazionale con il compito di effettuare una ricognizione delle situazioni che ad essa saranno sottoposte, el **M ~sentire alle parti un esame com-
pleto e approfondito di tali situazioni e di valutare l'adozione di idonee misure.
Allo scopo di consentire una più efficace tutela dei. lavoratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti dalla legge in materia di prestazione di lavoro, le Aziende inseriranno nei contratti di appalto e in quelli di fornitura ad esecuzione continuativa che verranno stipulati• con le imprese rientranti nell'ambito delle attività indotte e operanti nel territorio nazionale una clausola che preveda l'osservanza, da parte di tali imprese, delle norme di legge (assicurative, previdenziali ed antinfortunistiche) e dei rispettivi contratti di lavoro.
Fermo quanto previsto in materia dalla Legge 20 maggio 1975, n. 164 — nei limiti e nei termini dalla stessa fissati — nel caso si rendesse necessario contrarre l'orario in vigore si darà luogo, a richiesta, all'esame congiunto previsto dalla normativa sopra richiamata.
Tale esame tuttavia, nei casi di contrazioni di orario determinate da:
situazioni temporanee di mercato; crisi economiche settoriali o locali; ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali;
sarà effettuato tenendo anche presenti i prevedibili effetti dei programmi produttivi e di investimento sull'occupazione — fermo quanto previsto dalla normativa sugli investimenti — nonché tutte le possibili misure di salvaguardia e promozione della stessa. Formeranno, altresì, oggetto di esame le modalità di distribuzione della riduzione d'orario, i criteri di eventuali rotazioni, nonché le possibili iniziative di riqualificazione, nella salvaguardia delle condizioni professionali e retributive dei lavoratori interessati, secondo le specifiche normative al riguardo.
Ferme le vigenti normative in materia di salvaguardia dei livelli professionali e retributivi dei lavoratori interessati, nel caso di spostamenti di personale aventi carattere collettivo e non meramente temporaneo, la Azienda fornirà preventiva comunicazione alle O.S.L. provinciali ed alle R.S.A., le quali potranno richiedere, entro tre giorni, un incontro allo scopo di esperire al riguardo un esame congiunto. L'esame dovrà concludersi entro i cinque giorni successivi.
Laddove, nell'ambito di complessi aziendali (Aziende con più stabilimenti dislocati nel territorio nazionale), si ponganc problemi di riconversione produttiva e ristrutturazione, che comportino riqualificazione professionale o movimenti di personale fra i diversi stabilimenti, la Direzione aziendale ne darà comunicazione, per il tràmite della competente Associazione datoriale, alle O.S.L. che potranno richiedere l'effettuazione di un esame congiunto — a livello nazionale o provinciale, a seconda delle fattispecie — in ordine ai problemi predetti inteso a garantire le condizioni professionali e retributive dei lavoratori interessati, secondo le vigenti normative in materia.
Nel caso di riconversioni produttive e ristrutturazioni che comportino, nell'ambito della stessa provincia o regione, movimenti di personale tra Aziende a partecipazione statale diverse, rientranti nello stesso settore, tutti i problemi relativi formeranno invece oggetto di esame sindacale (a livello nazionale), tra le Organizzazioni stipulanti.
o
L'incontro con l'Intersind del 17-18 febbraio ha avuto come oggetto la prosecuzione del negoziato sulla prima parte della piattaforma relativa ai temi degli investimenti, occupazione, mobilità, e l'apertura della discussione sulla seconda parte relativa agli aspetti normativi e salariali.
Sul primo aspetto l'Intersind ha presentato nuove formulazioni in particolare in ordine ai temi dell'indotto, del decentramento, riduzione dell'orario di lavoro e degli appalti. La FLM dando•atto che le nuove proposte consentono un avanzamento del negoziato su questa parte della piattaforma, ha presentato le proprie osservazioni in direzione di un ulteriore sviluppo della trattativa che può consentire di pervenire in tempi rapidi a uno schema di accordo conclusivo.
L'Intersind si è riservata di fornire una risposta.
Sugli aspetti normativi che riguardano le condizioni di lavoro e salariali, l'Intersind ha invece prospettato una posizione generale che la FLM considera negativa e del tutto inaccettabile. Le Aziende a PP.SS. hanno di fatto proposto un ridimensionamento della piattaforma sui punti di carattere normativo, uno scaglionamento degli aumenti salariali, il loro collegamento alla presenza in fabbrica.
La delegazipne sindacale, rt<enftrrnando le deLìsieri; adottate in pro-p° , ito dagli crgeN dirigerlo della FLM, ha Escluse; che queste posifiori; posino essere assunte come base della trattativa. In panicobre 11 FLM esd•Jbe lo scaglionamento dell'aumento setlarìale o la pretesa di condiziornre tali Aurrithti ad altri elerrtnti, L'Intersind ha in ogni caso escluso che la sua posizione avesse un carattere pregiudiziale e si è entrati nel merito del punto relativo all'orario di lavoro. Su questo l'Intersind ha accettato la riconduzione dei 30 minuti d'intervallo retribuito per la mensa nell'ambito delle 8 ore, in conformità alle richieste della piattaforma, mentre ha espresso una posizione negativa sulla riduzione a 39 ore dell'orario settimanale per i lavoratori addetti a lavorazioni a caldo e sulla rivendicazione delle 36 ore in rapporto a un maggior utilizzo degli impianti.
La FLM, ribadendo la richiesta di un negoziato più serrato, ha sollecitato l'abbandono di posizioni che nella pratica diventano punitidiziali e impediscono una positiva e ravvicinata conclusione della vertenza. La FLM ha deciso l'effettuazione di 8 ore di sciopero per il periodo compreso tra il 22 febbraio e il 7 marzo e ha deciso di tenere in tutte le fabbriche assemblee per l'informazione puntuale dei lavoratori e per decidere le forme più efficaci di lotta, ~onte la loro articolazione. La trattativa riprenderà il 27 febbraio.
Roma, 18 febbraio 1976
FLM NAZIONALE
Investimenti
Le aziende esporranno, di norma annualmente, nel primo quadrimestre alle O.S.L. provinciali e alle R.S.A., nel corso di un apposito incontro, le prospettive produttive e, in questo quadro, i programmi di investimento che comportino nuovi insediamenti industriali - e i relativi criteri di localizzazione - o l'ampliamento o consistenti modifiche di quelli esistenti, nonchè i relativi aggiornamenti. Nel corso di tale incontro verranno esaminate tra le parti, in particolare, le prevedibili implicazioni degli investimenti suddetti sull'occupazione, le condizioni di lavoro e le condizioni ambientali ed ecologiche.
Innovazioni di carattere tecnico-organizzativo e modifiche all'assetto produttivo
FUori dell'ipotesi di cui alla normativa sugli investimenti, nel caso di innovazioni di carattere tecnico-organizzativo e di modifiche all'assetto produttivo degli stabilimenti - intendendosi in tali modifiche compreso anche l'eventuale scorporo di attività proprie del ciclo produttivo esistente, nonchè la fattispecie di cui al paragrafo b) del punto seguente - aventi riflessi sia sull'occupazione che sulle condi zioni di lavoro, ne sarà data dall'azienda preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali provinciali e alle R.S.A. cui potrà fare seguito, a richiesta di una delle parti, da avanzarsi entro cinque giorni, un incontro per un esame in ordine ai riflessi anzidetti. Tale esame - salvo diversi accordi che fossero direttamente raggiunti tra le parti - dovrà essere condotto nei dieci giorni successivi alla richiesta stessa; l'Azienda comunque non darà luogo all'attuazione delle modifiche suddette prima che sia trascorso il termine in parola.
Indotto - Decentramento - Lavoro a domicilio - Appalti
in occasione dell'incontro sulle prospettive produttive delle aziende saranno esposte anche le linee generali concernenti la politica dell'indotto, la sua articolazione per tipologie di prodotto, nonchè i prevedibili riflessi sull'occupazio ne complessiva.
nelle ipotesi di scorporo di attività proprie del ciclo produttivo esistente e negli altri casi di decentramento produttivo a terzi aventi carattere continuativo, verrà se guita la procedura prevista in materia di innovazioni di carattere tecnico-organizzati VO,
per quanto riguarda la tutela del lavoro a la legge 18 dicembre 1973, n. 877, le aziende tuali casi di ricorso a tale particolare tipo ne potrà seguire un esame tra le parti.
domicilio, fermo restando il disposto del daranno comunicazione alle R.S.A. di even di prestazione. Alla predetta comunicazio
l'interno degli stabilimenti con carattere di continuità - in particolare quelli attinenti al ciclo produttivo - e con esclusione delle attività di installazione e mon taggio in cantiere - ai oasi per i quali le esigenze tecniche- organizzative o gestio nali non rendono praticabili soluzioni dirette.
Tali esigenze saranno esaminate a livello sindacale e, in tale quadro, saranno definite, ove necessario, le modalità di salvaguardia della occupazione dei lavoratori della ditta appaltatrice.
e) Allo scopo di consentire una più efficace tutela dei lavoratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti dalla legge in materia di prestazione di lavoro, le aziende inseriranno nei contratti di appalto e in quelli di fornitura ad esecuzio ne continuativa che verranno stipulati con le impresi rientranti nell'ambito delle at tività indotte e operanti nel territorio nazionale una clausola che preveda l'osservan za, da parte di tali imprese, delle norme di legge.(assicurative, previdenziali ed an tinfortunistiche) e dei rispettivi contratti di lavoro.
Fermo quanto previsto in materia dalla legge 20 maggio 1975 n. 164 - nei termini della stessa fissati - nel caso ai vigore si darà luogo, richiamata.
rendesse necessario contrarre a richiesta, all'esame congiunto previsto dalla normativa
limiti e nei l'orario in sopra
Tale esame tuttav; a, nei casi di contrazioni di orario determinato situazioni temporanee di mercato; crisi economiche settoriali o locali; ristrutturazioni„ riorganizzazioni, conversioni aziendali; sarà effettuato tenendo anche presenti i prevedibili effetti dei programmi produttivi e di investimento sull'occupazione - fermo quanto previsto dalla normativa sugli inve-: stimenti - nonchè Tutte le possibili misure di salvaguardia e,-promozione della stessa. Formeranno, altresì, oggetto di esame le modalità di distribuzione della riduzione d'orario, i criteri di eventuali rotazioni, nonchè le possibili iniziative di riqualificazione„ nella salvaguardia delle condizioni professionali e retributive dei lavoratori interessati, secondo le specifiche normative al riguardo.
da:
Ri ualificazione rofessionale e movimenti di •ersonale nell'ambito di com lessi aziendali.
Fermo quanto previsto al punto "investimenti" laddove, nell'ambito di complessi aziell dali (aziende con più stabilimenti dislocati nel territorio nazionale) si pongano problemi di riconversione produttiva o ristrutturazione, che comportino riqualificazione professionale o movimenti di personale fra i diversi stabilimenti, la Direzione azie2 dale ne darà comunicazione, per il tramite della competente associazione datoriale, alle 0.S.L. che potranno richiedere l'effettuazione di un esame congiunto - al livello nazio nale o provinciale, a seconda delle fattispecie - in ordine ai problemi predetti inteso a garantirne le condizioni professionali e retributive dei lavoratori interessati, secondo le vigenti normative in materia.
Nel caso di riconversioni produttive e ristrutturazioni che comportino nell'ambito della stessa provincia o regione, movimenti di personale tra aziende a partecipazione statale diverse, tutti i problemi relativi formeranno invece oggetto di esame sindacale tra le eganizzazioni stipulanti.
Mobilità orizzontale nell'ambito dello stesso stabilimento
> Ferme restando normative in materia di salvaguardia dei livelli professionali e retri- 3 b7
butivi dei lavoratori interessati, nel caso di spoAamenti di personale aventi caratte re collettivo e non meramente temporaneo, l'azienda fornirà preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali dei lavoratori provinciali ed alle R.S.A., le quali potran no richiedere, entro tre giorni, un incontro allo scopo di esperire al riguardo un esa me congiunto che dovrà essere effettuato entro i cinque giorni successivi .
L'intesa raggiunta sabato con l'Intersind sulla prima parte della piattaforma riven dicativa è considerata dalla Segreteria della F.M. di grande importanza sia per il merito della normativa definita che per il prosieguo del negoziato relativo al rinnovo contrattuale e sarà sottoposta alla discussione dei lavoratori nel contesto di una valutazione complessiva sull'andamento del rinnovo contrattuale, sia rispet to alla Federmeccanica sia rispetto all'Intersind. La positiva definizione di questa prima parte della piattaforma con l'Intersind deve rendere più serrato e concreto il negoziato sugli altri punti della piattaforma rivendicativa, che riprenderà 1111 e il 12 marzo, superando i limiti e i condiziona menti che nel corso delle passate riunioni ha dimostrato la controparte pubblica. L'esecutivo nazionale della F.M., dopo l'incontro con la F4owemeccanica previsto per il 3 e 4 marzo prossimi, deciderà le ulteriori modalità di lotta.
Roma, 28 febbraio 1976
Sono riprese oggi le trattative fra la F.L.M. e l'AN1MeM CONFAPI per il rinnovo del contratto nazionale per i dipendenti delle aziende metalmeccaniche minori.
L'odierna sessione non ha registrato sostanziali passi in avanti in quanto l'organizza zione padronale ha confermato la sua totale indisponibilità a recepire le rivendicazio ni riguardanti il diritto del sindacato ad intervenire sui processi di ristrutturazio ne e di mobilità della mano d'opera, come pure continua a negare la possibilità al sin dacato di un controllo effettivo dell'uso della forza lavoro.
Malgrado la disponibilità espressa dalla F.L.M. di prevedere per le aziende minori li— velli territoriali (ma non esclusivamente regionali) per il confronto a livello sinda— cale in merito alla politica degli investimenti e della occupazione, l'ANIMeM CONFAPI si è arroccata su posizioni di preconcetta chiusura ad ogni confronto di merito.
Tale atteggiamento al tavolo delle trattative contraddice lt velleità più volte con— clamate da questo settore imprenditoriale di ricercare un ruolo positivo nel processo di riconversione industriale che non può, secondo noi, prescindere da una più aperta visio ne delle relazioni industriali.
La posizione dell'ANIMeM CONFAPI riguardo poi alla parte normativa e salariale è stata ancor più negativa, rifiutandosi di entrare nel merito e riproponendo strumentali dif ficoltà del settore.
La delegazione dell'ANIMeM CONFAPI ha richiesto un rinvio a breve del confronto per il giorno 8 marzo prossimo venturo alle ore 10 per permettere un approfondimento al pro—.2, prio interno, 14
La delegazione della F.L.M. esprime sull'odierna sessione un giudizio fortemente nega— tivo e decide pertanto la proclamazione di un ulteriore pacchetti; di 6 ore di sciopero fino a venerdì 5 marzo da articolarsi a livello aziendale, Roma, 27
In data 24 febbraio 1976 presso la sede dell'Unione Artigiani si é tenuto il primo incontro, tra la F.L.M. e le rappresentanze delle Associazioni Artigiani della Lombardia presenti Liberi Artigiani - Generali - CasaCNA
In questa prima seduta é stata consegnata ed illustrata la:piattaforma rivendicativa per il rinnovo del Contratto Regionale dei dipendenti dei laboratori odontotecnici.
Il prossimo incontro é stato fissato per il giorno 24 marza"1976. Il rinnovò del contratto Regionale di lavoro degli Odontotecnici, che interessa circa 10.000 dipendenti in Lombardia (circa 3.000 sono occupati a Milano provincia) deve essere sostenuto dalla mobilitazione e dalla lotta di l tutti i lavoratori della categoria; solo con una maggiore sensibilizzazione partecipazione attiva dei lavoratori, sarà possibile ottener4e giuste rivendicazioni poste dalla F.L.M. in relazione all'adeguamento della parte economica e normativa con i contratti vigenti nel settore, metalmeccanico.
PIATTAFORMA RIVENDICATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI LAVORO DEI DI= PENDENTI LE IMPRESE ARTIGIANE ODONTOTECNICHE.
1) Diritti sindacali estensione della legge 604 (giusta causa) . estensione della legge 300 assemblea - 10 ore di assemblea annue retribuite riconoscimento di un rappresentante sindacale nei laboratori dai tre ai dieci dipendenti; 2 rappresentanti sindacali oltre i 10 dipendenti.
2) Orario di lavoro Conferma delle 40 ae settimanali, distribuite in cinque giorni lavorativi (dal 11..inedì al venerdì).
- Le ore lavorate oltre l'orario giornaliero e settimanale, vanno con- i siderate straordinarie e retribuite come tali.
Le ore lavorate nella giornata del sabato, dovranno essere :retribuite con una maggiorazione del 50% della retribuzione globale di fatto.
Il lavoro straordinario sarà contenuto nei limiti di 2 ore giornaliere e 6 settimanali; fermo restando i limiti di cui sopra, viene fissato un limite massimo complessivo di 150 ore annue.
3) Ferie
4 settimane corrispondenti a 160 ore sino a 12 anni di servizio 5 settimane, corrispondenti a 200 ore oltre i 12 anni di servizio.
4) Malattia, infortunio
Conservazione del posto sino alla guarigione clinica.
Trattamento economico
a) 6 mesi al 100% al netto della retribuzione globale di fatto per i dipendenti con 3 anni di anzianità;
b) 6 mesi al 100% ed i successivi 6 mesi al 50% per anzianità di servizio oltre i tre anni.
Apprendisti
- il trattamento a) e b) viene esteso anche agli apprendisti
5) Gravidanza e puerperio
Estentre per tutte le dipendenti donne il trattamento del 100% per il pèriodo di assenza obbligatoria prevista per legge
Congedo matrimoniale
15 giorni lavorativi per tutti i dipendenti
Trasferte
Le pre di viaggio fuori orario di lavoro saranno retribuite con l'80% della retribuzione globale di fatto.
Salario
Costituzione dei nuovi minimi retributivi per categoria ai valori indicati nella seguente tabella:
1° categoria L. 352.102 2° L. 295.000
3.3 L. 255.207
4° L. 218.735, 5° L. 200.031
6° L. 176.664
Detti valori sono costituiti da: vecchi minimi artigianato
12.000 accordo interconfederale contingenza al 31.1.76 dell'industria
Assorbimento
La differenza tra il minimo della tabella sopra riportata ed il minimo dell'attuale contratto odontotednici con le stesse voci, può essere assotbita sino a concorrenza sui superminimi, qualora non esistessero superminimi e gli stessi non raggiungessero tale differenza, la ditta dovrà corrispondere danaro fresco sino al raggiungimento dei nuovi minimi.
Aumento salariale
Aumento uguale per tutti di L. 30.000
Festività
Le festività cadenti nella giornata di sabato e domenica, in aggiunta alla normale retribuzione mensile, verranno corrisposte con 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile.
Diritto allo studio
Permessi retribuiti nella misura di 150 ore ne12.'arco di tre anni al fine di migliorare la propria cultura
113 Mobilità professionale passaggio dalla 6 alla 5 categoria dopo 12 mesi di servizio passaggio dalla 5 alla 4 categoria dopo 20 mesi di servizio passaggio dalla 4 alla 3 categoria dopo 20 mesi di permanenza nella 4 categoria
Delega per contributi sindacali
Quota servizi o contratto