giugno 1975
l'a fonder G LornaLno a cura C
F Tom olt. Paclerno UN IMPORTANTE CONIMIISTh DOPO
COME AMENMANNO LE PENSICNI IN RASI ALL'AGGANCIO AI SALARI Le battaglia da anni cendotta del sindacato e da tutti i lavoratori per l'aggancio delle pensioni ella dinamica salariale si è conclusa - per ora nel settore UPS e per i dipendenti pubblici positivamente e con un risultato corplessivo di grande rilisvo. Le pensioni infatti da fatto puramente assistenziale (come è per tutti i paesi capitalistici) si sono trasformate in una "proie zione nel tempo della retribuzio ne, realizzando con questo un ul teriore, decisivo avanzamento della riforma del 1969". L'accordo raggiunto il 4 Aprile scorso e che ora dovrà essere tramutato in legge dallo Stato necessita di essere esteso a tut te le altre categorie di lavoratori. Ire parte più significativa dell'intesa sta, come abbiamo det to, nel meccanismo di aggancio alla dinamica salariale. Per quanto riguarda le pensioni al minimo (i dati che pubblichia mo si riferiscono solo a quelle INPS), l'accordo prevede che, dal Io Gennaio 1976, esse siano annuali mente ed automaticamente rivaluta te, in modo da essere ogni anno
ANNI DI
L OTTA
pari al 27,75% della retribuzione media degli operai dell'industria. Per questo, il minimo di pensione verro ricavato aggiungendo a quel lo di L. 42.950, stabilito nel 1974, gli aumenti percentuali che si verificheranno annualmente nei salari minimi contrattuali. In ba se a questi dati, si prevede il seguente andamento dei minimi per i prodsimi anni: - Anno 1976 L. 63.850 - Anno 1977 L. 71.750
- Anno 1978. L. 80.600 I pensionati al minimo sono attuai mente oltre 4.000.000 e mezzo. I nuovi minimi di pensione verranno, per il 1976, anche per i lavorato ri autonomi (circa 2.800.000 pensionati). In fase allo stesso accordo, innovazioni sono state 8,2 portate anche per quanto riguarda le pensioni superiori al minimo. t.,ueste, infatti, beneficeranno di un duplice aumento automatico ed annuale, costituito da una quota eguale per tutti i pensionati (rapportata al costo della vita) e da una quota in percentuale su ogni singola pensione (riferita alla dinamica salariale netta, senza cioè gli aumenti dipendenti dal rincaro del costo iella vita).