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Consiglio FLM19

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consiglio fabbrica H

n.20

etalmeccanici milano piazza Umanitaria, 5

SOMMARIO

TESTO DELL'INTESA TRA FEDER.NAZ..

CGIL-CISL-UIL E LA CONFINDUSTRIA

DICHIARAZIONE DELLA FEDER. NAZ.UNIT.

DICHIARAZIONE DELLA CONFINDUSTRIA

DOCUMENTO COMITATO ESECUTIVO F.L.M.

PROVINCIALE 21 GENNAIO 1977

VERSO LA IV CONFERENZA PROVINCIALE F.L.M.

UFFICIO VERTENZE

ANNO V - gennaio 1977

di informazione sindacale

agenzia
della FLM milanese

Assemblea Nazionale CGIL-CISL-UIL

Il documento approvato dai delegati

Questo tl testo del documento approvato dall'assemblea dei duemila delegati sindacali (15 sono stati t voti contrari e 77 gli astenuti) che si è conclusa ieri all'EUR:

L'assemblea nazionale dei quadri della Federazione CGIL-CISL-UIL, tenutasi a Roma il 7-8 gennaio 1977, approva la relazione della segreteria presentata da Giorgio Benvenuto con i contributi venuti dalla discussione, e fa proprie le iniziative che vi sono proposte.

L'assemblea sottolinea l'importanza del dibattito che ha collegato lavoratori e strutture sindacali nella sua preparazione. Sulla base delle linee assunte, questo dibattito dovrà essere intensificato ed esteso per realizzare la costante e consapevole partecipazione dei lavoratori all'iniziativa sindacale, rafforzando così quel metodo e quella realtà di democrazia e di partecipazione che sono propri del movimento sindacale italiano.

L'assemblea riconferma la piena assunzione di responsabilità del sindacato di fronte alla crisi ed il ruolo di sostegno del sistema democratico da parte del movimento sindacale. Al Paese il sindacato. presenta la forza ed il valore delle sue scelte di fondo: l'unità fra occupati e disoccupati, tra Nord e Sud; lo sviluppo e gli investimenti, insieme alla lotta all'inflazione, come via per superare la crisi; una politica di austerità coerente e una linea di sviluppo. E' parte essenziale di questo ruolo del sindacato la difesa intransigente della sua autonomia e forza contrattuale, il netto rifiuto di qualsiasi misura che limiti questa autonomia e in particolare di qualsiasi intervento,legislativo che modifichi gli accordi sindacali liberamente pattuiti. Stanno in questo quadro con piena coerenza la posi-

zione sulla contingenza — nella riconferma in tutte le loro parti degli accordi confederali e nelle disponibilità dichiarate dalla relazione in tema di contingenze anomale e di incidenza sulla quiescenza — cosi come le posizioni e condizioni presentate alle controparti padronali per il negoziato in corso.

L'assemblea ribadisce la critica del sindacato alla politica dei governo e rivendica un cambiamento di fondo delle scelte di politica economica, per associare alla lotta all'inflazione un'azione efficace contro la recessione, per lo sviluppo, l'occupazione, con particolare riguardo all'occupazione femminile giovanile 'che nella crisi sono più duramente colpite, agli investiment. e al Mezzogiorno.

Lo sviluppo dell'azione sindacale su questi obiettivi nelle prossime settimane è dunque essenziale per la uscita dalla crisi e nello stesso tempo è la condizione per la difesa delle conquiste sindacali fondamentali e per lo sviluppo del potere contrattuale nelle aziende e nella società ed è fondamento per dei lavoratori.

Assume, quindi, impor:anza decisiva incentrare il rapporto con il governo su temi specifici quali il Mezzogiorno, la riconversione industriale e le Partecipazioni statali, la agricoltura e la ricostruzione del Friuli e intensificare il confronto in sede parlamentare. In , questo contesto assumono inoltre grande valore politico le vertenze promosse con i grandi gruppi pubblici d privati, e più in generale l'impegno di tutte le organizzazioni di categoria e territoriali per una nuova estensione della contrattazione in azienda, secondo le ecelte per l'azione aziendale, ivi compresi i limiti nelle richieste salariali• indicati dalla relazione.

Redazione: piazza Umanitaria n. 5 - tel. 54.68.020/1/3/4, Milano.

Direttore responsabile: Walter Galbusera.

Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971

Spedizione in abbonamento postale - Gruppo 3°

L'assemblea dà mandato agli organi della Federazione di promuovere e coordinare nelle prossime settimane le più ampie ed efficaci iniziative di' lotta dei lavoratori su questi obiettiva, che richiamino alle loro responsabilita da un lato il governo e, dall'altro, il padronato italiano.

In questo quadro' di mobilitazione e di lotta, l'assemblea sollecita tutto il movimentò sindacale e i lavoratori al sostegno delle azioni in corso nel Paese per il lavoro e per la difesa dell'occupazione nelle aziende in crisi.

La linea assunta dall'assemblea sarà presentata dalla Federazione CGIL-CISL-UIL ai partiti, per l'esame delle esigenze di cambiamento delle scelte di politica economica che la situazione impone.

L'assemblea sottolinea che è oggi più che mai necessario portare avanti l'unità sindacale; consolidare il cemento unitario costituito dallo stretto e costante rapporto di partecipazione fra lavoratori e strutture sindacali, tra organi dirigenti della Federazione e le organizzazioni di categoria e territoriali il cui ruolo di direzione e movimento è fondamentale; estendere e rafforzare alla base dell'unità la rete dei delegati, dei Consigli di azienda e dei Consigli di zona. In questo spirito sarà convocata prossimamente una riunione del Direttivo della Federazione sul tema dell'unità, dopo il quale l'assemblea dà mandato agli organi della Federazione di convocare una nuova assemblea nazionale dei eir.dri e deì delegati, ber verificare 'andamento e i risultati delle iniziative sulle indicazioni che sono state espresse, da tenersi in una data compresa nei prossimi tre Medi e comunoue prima della effettuazione dei congressi confederali.

7-8 GENNAIO 1977

Il testo dell'intesa con la Confindustria

La Federazione sindacale unitaria e la Confindustria di fronte ai problemi della crisi economica in atto, nell'intento di accrescere la competitività del sistema produttivo sul piano interno ed internazionale;

allo scopo di contribuire: Ii alla lotta contro l'inflazione ed alla difesa della

INDENNITA' E SCATTI DI ANZIANITA'

Le parti si impegnano a definire al più presto, in conformita.con l'obiettivo di restringere l'area degli automatismi che incidono sulla dinamica del costo del lavoro, le modalità di revisione dell'indennità e degli scatti di anzianità, nella prospettiva di un superamento della vigente normativa di legge e contrattuale.

Indennità di anzianità — Le parti concordano sull'opportunità di sostituire il testo del vigente art. 2121 c.c, con il seguente:

«L'indennità di cui all'art.

2118 deve calcolarsi computando le provvigioni, i premi di produzione, le partecipazioni agli utili o ai prodotti ed ogni altro compenso di carattere continuativo, con esclusione di quanto corrisposto a titolo di rimborso spese.

L'indennità di cui all'ari.

2120 deve calcolarsi computando le provvigioni, i premi di produzione, le partecipazioni agli utili o ai prodotti ed ogni altro compenso di carattere continuativo, con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese e, a partire dal 1° febbraio 1977, di quanto è dovuto come aumenti di indennità di contingenza o di emolumenti di analoga natura, scattati posteriormente al 31-1-1977.

Se il prestatore di lavoro è retribuito in tutto o in parte con provvigioni, con premi di produzione o con partecipazioni, le indennità suddette sono determinate sulla media degli emolumenti degli ultimi tre anni di servizio o del minor tempo di servizio prestato.

Fa parte della retribuzione anche l'equivalente del vitto e dell'alloggio dovuto al prestatore di lavoro».

A tal fine le parti si impegnano a promuovere nelle sedi competenti un'azione per la modifica legislativa di cui sopra nonchè delle pattuizioni collettive in materia.

Nota — L'esclusione degli importi di contingenza scattati posteriormente al 31 gennaio 1977 si estende anche ai titolari di redditi superiori ai 6 ed agli 8 milioni di lire annue, per i quali è in atto una temporanea, parziale o totale, corresponsione in Buoni poliennali del Tesoro, degli scatti di contingenza, secondo quanto disposto dalla legge 10 dicembre 1976 n. 797.

moneta mediante il contenimento della dinamica del costo globale del lavoro e l'aumento della produttività; 2) alla creazione di condizioni per nuovi investimenti e per lo sviluppo dell'occupazione specie nel Mezzogiorno; dandosi atto che il contenuto del rapporto di lavoro è e deve restare materia di competenza esclusiva delle parti

A miglior chiarimento le parti precisano che per il computo dell'indennità di anzianità. ai sensi di quanto concordato, deve essere presa a base la retribuzione in corso al 31 gennaio 1977 maggiorata degli eventuali successivi incrementi ret ributivi con esclusione ovviamente degli scatti di contingenza e della loro incidenza anche sulla 13' mensilità e sulle eventuali altre mensilità aggiuntive o frazioni di esse.

EFFETTI ANOMALI DELLA SCALA MOBILE

Al fine di realizzare la eliminazione degli automatismi derivanti dalle variazioni della scala mobile sui premi di produzione o compensi salariali equivalenti o emolumenti aggiuntivi aventi analoghe cacatteristiche, in sede di categoria verranno definite le nuove normative dei premi o compensi stessi che decorreranno dal 1° febbraio 1977.

Le intese dovranno essere raggiunte entro il 10 febbraio P x• In caso contrario, saranno promossi incontri con l'intervento delle Confederazioni.

FESTIVITA'

Le parti concordano, in riferimento alla proposta di legge contenente disposizioni in materia di giorni festivi, attualmente all'esame del Parlamento, che le aziende potranno disporre per l'anno '77 che siano lavorate, senza riposi compensativi, le cinque. festività religiose soppresse e le due festività nazionali spostate alla domenica, con il seguente regime retributivo:

per le due festività nazionali, il lavoratore beneficerà del trattamento previsto per le festività che coincidono con la domenica;

per le cinque festività religiose soppresse, il lavoratore percepirà, _oltre alla normale retribuzione contrattualmente dovuta, la retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate, senza la maggiorazione per il lavoro festivo.

Le parti si impegnano ad incontrarsi entro l'ultimo trimestre del 1977 per riesaminare, fermo restando il regime re-

sociali e la sua definizione deve avvenire mediante l'accordo tra queste;

convinte: a) di aver realizzato un progresso nello sviluppo delle relazioni industriali; b) della necessità di interventi di politica economica atti ad accrescere la competitività dei nostri prodotti; hanno convenuto quanto segue:

tributivo convenuto e tenuto conto della situazione comparativa nell'ambito dei paesi della Cee, la disciplina sopra pattuita relativamente agli anni 1978 e seguenti.

Nota a verbale — La disciplina pattuita per le festività in questione comporta un esame in sede settoriale dei regimi eventualmente fissati per i lavoratori addetti a turni avvicendati, senza che da ciò abbiano a conseguire procedimenti per riduzioni di personaie.

DISTRIBUZIONE DELLE FERIE

Le parti: riconosciuti l'importanza sociale del problema ed i-riflessi sull'economia nazionale sulla produttività delle imprese;

preso atto dell'esistenza di difficoltà alla definizione di soluzioni generali;

I riconoscono l'opportunità di iniziative in comune per rimuovere i condizionamenti esterni. A tal fine le parti promuoveranno incontri a livello territoriale'.

n convengono sull'opportunità che l'utilizzo delle ferie — fermo restando le modalità di godimento previste dai contratti e/o da accordi aziendali — possa venire distribuito nel corso dell'anno.

Nei casi in cui l'azienda abbia necessità, per una più razionale ed economica utilizzazione degli impianti, di procedere alla distribuzione delle ferie, verranno definite a livello aziendale, tra la direzione e le rappresentanze dei lavoratori, le soluzioni più idonee che prevedano modalità di utilizzo delle ferie stesse.

LAVORO A TURNI

Si riconosce che il ricorso al lavoro a turni è importante al fine dell'economicità degli investimenti, dell'utilizzo degli impianti, del sostegno e dell'incrementò dell'occupazione.

In questa prospettiva si con-

corda sulla possibilità della

introduzione di turni di lavoro — nel rispetto degli accordi collettivi ed aziendali vigenti — a condizione che contemporaneamente nell'unità produttiva non si faccia ricorso alla Cassa integrazione per addetti alle stesse lavorazioni e che esista una disponibilità di manodopera locale.

Le parti altresì convengono sull'opportunità di lavorare in turni nelle attività di manutenzione allo scopo di ridurre i tempi tecnici di fermata degli impianti.

Le parti concordano sulla particolare importanza della introduzione del lavoro a turni nelle aree del Mezzogiorno ai fini di un più equilibrato sviluppo industriale e dell'occupazione.

Nota a verbale — L'introduzione di nuovi turni di lavoro può ovviamente essere realizzata con utilizzazione di manodopera già in forza.

LAVORO STRAORDINARIO

Le parti concordano sulla necessità di• una punttiale applicazione delle norme di legge e contrattuali che regolano il lavoro straordinario e supplementare e si impegnano ad adoperarsi attivamente tramite le rispettive strutture per rimuovere eventuali ostacoli o comportamenti contrastanti con la piena osservanza delle norme suddette.

In presenza di esigenze produttive che possano essere pregiudicate dalla semplice applicazione delle norme suddette in ragione dell'esistenza di strozzature tecniche e di occupazione, potranno essere concordate tra le parti' delle deroghe per il periodo strettamente necessario al superamento di tali esigenze.

MOBILITA' INTERNA .

La mobilità dei lavoratori nell'ambito dello stabilimento costituisce esigenza fondamentale per la funzionalità dei processi produttivi.

L'indicata mobilità deve', - t& venire ,nel - rispetto delle ' ranzie previste in materiaPari. l3 dello Statuto dei la-

3

SERE TESTO TU' INTESA

rktcrri e dalle norme dei ratti collettivi e degli acaziendali vigenti.

Le parti assumono l'impegno di intervenire, tramite le rispettive strutture, per rimuovere comportamenti contrastanti con gli impegni di cui ai commi precedenti.

ASSENZE DAL LAVORO

Le parti riconoscono la necessità che i controlli sanitari previsti dall'art. 5 della legge n. 300 debbono essere effettuati tempestivamente e concordano di intervenire nei confronti dell'Ente incaricato del servizio onde assolvere a tale necessità.

C) per rendere possibile il controllo sanitario anche

nei casi in cui il paziente sia autorizzato ad uscire dal medico curante, dovranno essere stabilite fasce orarie durante le quali il paziente medesimo dovrà restare nel proprio domicilio;

O ti di promuovere verso un'iniziava il settore previdenziale per colmare le insufficienze del servizio di controllo medico; ciò al fine di osservare i tempi per il con-

trollo previsti dalla normativa in vigore;

O di promuovere opportune iniziative delle autorità competenti, atte a rimuovere le situazioni che oggettivamente favoriscono le assenze;

rA" di rimuovere le eventuali cause interne ambientali che influiscano sulle essenze, secondo le procedure previste in materia dai contratti collettivi,

Dichiarazione della Federazione CGIL - CISL - UIL

Questa la dichiarazione unilaterale rilasciata dal sindacata a commento dell'accordo.

« L'attuale crisi economica ha dimensioni internazionali che sono aggravate dalle condizioni specifiche dell'ecor mia italiana.

Da un lato, il deficit della bilancia dei pagamenti è il risultato di insolute subordinazioni nella divisione internazionale del lavoro, della politica industriale praticata in questi anni e del permanere di debolezze strutturali nel nostro apparato produttivo, specie reit' agricoltura. Dall'altro, la grande accumulazione di capitali realizzata in Italia negli anni passati ed in consistente quantità esportati all'estero o impiegati in attività speculative è stata sottratta da un impiego per un generale ammodernamento e progresso tecnologico, nè per una evoluzione dei settori industriali e delle Produzioni che hanno più alto contenuto di lavoro, di ricerca e di innovazione tecnologica e che per tali caratteristiche sono più fortemente competitivi sul mercato internazionale, nè per superare l'arretratezza dell'agricoltura. In tale contesto la snesa pubblica si è dispersa in canali prevalentemente improduttivi. Ne è derivata una debolezza strutturale dell'economia italiana, d'ella quale il prezzo più alto è stato pagato nel Mezzogiorno, sia in termini di aggravamento dei fenomeni di disgregazione sociale, sia in termini di degra. dazione del tessuto produt. tivo.

« I dati drammatici che la crisi presenta — dall'inflazione alla disoccupazione — vanno affrontati con uha politica economica rivolta dall'immediato ad aggredire le cause di fondo, della crisi stessa. Di qui la necessità di una "olitica industriale di riconver-

sione produttiva che abbia al suo fondamento programmi settoriali, di una politica di sviluppo agricolo, di un coordinamento della spesa pubblica verso scopi produttivi e di investimento, avendo al centro le esigenze del Mezzogiorno. E' su questo terreno in primo luogo che può essere sviluppata la competitività della produzione nazionale a cominciare da concrete iniziative per migliorare la collocazione dell economia italiana nella divisione internazionale del lavoro e per un riequilibrio nella distribuzione dell'occupazione nell'ambito del territorio nazionale.

« In questo contesto — prosegue la nota — si rende sempre più necessaria una politica di contenimento, anche attraverso il razionamento di alcuni prodotti importati come quelli energetici e alimentari, che sono di per sé canali inflazionistici. Inoltre va avviata una pol'itica industriale orientata da scelte settoriali che Accrescano il livello tecnologico e i livelli occupazionali attraverso una modifica del progetto di legge per il fondo di riconversione e il suo coordinamento con l'applicazione della legge 183 'per assicurare al Mezzogiorno concrete possibilità di allargamento della base produttiva. Coerenti a questa impostazione devono essere la finalizzazione e la pratica applicazione del fondo per l'occupazione giovanile.

« E' contestualmente a questi obiettivi che vanno realizzate, da un lato, una riduzione consistente del costo del denaro qualificato attraverso una politica selezionata del credito, dall'altro. una selezione della spesa pubblica finalizzata a ridurre sprechi e Parassitismi e a concentrarsi nella realizzazione di interventi produttivi e per servizi sociali. Le crescenti esigenze di finan-

ziamento dello Stato e di una politica economica per migliorare la competitività del sistema produttivo e il suo ampliamento esigono l'adozione di una politica fiscale rigorosamente concentrata sulla lotta massiccia alle evasioni fiscali e sull'adozione di misure per accrescere l'imposizione diretta, progressiva e sulle fasce di reddito medioalte, escludendo in ogni caso il ricorso all'aumento generalizzato e indiscriminato delle imposte dirette. E ciò deve valere soprattutto nel riferin trita a una possibile e cont :nuca fiscalizzazione degli meri sociali, che itt ogni caso non può neanche essere sostenuta da un ulteriore prelievo fiscale sulla scala mobile.

« In questo quadro — dice ancora la nota — il movimento sindacale si è posto consapevolmente lo stesso problema -lel costo del lavoro e della nroduttività. Insieme alla dife.,a delle conquiste sindacali fondamentali, il sindacato ha messo al centro delle vertenze contrattuali come delle azioni per difendere i posti di lavoro minacciati dalla crisi la rivendicazione di una concreta politica di sviluppo e dunque di investimenti e di occupazione basata su un recupero ed una crescita generale dell'efr'...ienza nella produzione, nei servizi e nelle pubbliche amministrazioni.

« Prima della trattativa in corso e con il presente accordo, il contributo in questo senso del sindacato è stato ed "è di notevole peso, pienamente responsabile e conclusivo riguardo al costo del lavoro. Le disponibilità offerte dal sindacato sono di indiscutibile importanza. La possibilità di lavorare in sette festività nel 1977 costituisce condizione per au-

mentare sensibilmente la produttività per occupato.

« Inoltre la possibilità di nuovi turni,va intesa come una disponiilità che va raccordata anche ad impegni per investimenti aggiuntivi nel Mezzogiorno. La disindicizzazione relativamente alla scala mobile delle indennità di quiescenza elimina la crescita automatica con la contingenza di costi vivi delle aziende stesse, mentre ha importante peso economico il superamento delle scale mobili anomale. Vanno inoltre sottolineati i contributi richiesti ai lavoratori con i recenti provvedimenti fiscali del governo.

« Uno sforzo cosi impegnativo dei lavoratori e dei sindacato — aggiunge la nota — dev,1 essere accompagnato da un impegno degli imprenditori e del governo per affrontare la crisi dal lato dell', inflazione come da quello della ripresa economica e produttiva. Sono questi obiettivi che con chiarezza il movimento sindacale rulla sua autonomia propone come scelta di fondo dell'azione dei lavoratori.

« In questo contesto la Federazione Cgil-Cisl-Uil ribadisce la sua volontà di coordinare l'azione rivendicativa aziendale e di categoria per garantire la loro piena coerenza con gli obiettivi prioritari della lotta contro l'inflazione e della difesa della moneta, mediante il contenimento della dinamica del costo globale del lavoro e l' aumento della produttività, dello sviluppo dell' occupazione e di una politica graduale di riconversione produttiva.

« La difesa del potere di acquisto della busta paga attraverso la salvaguardia della scala mobile costituisce obiettivo prioritario del sindacato. Coerentemente la Federazione sindacale unitaria, mentre riconferma l'impegno al rispetto delle normative contrattuali in

atto e delle relative scadenze, ribadisce che nell'attuale fase di crisi economica non si propone con la contrattazione articolata richieste generalizzate di aumenti salariali.

« Gli obiettivi ai quali la Federazione Cgil Cisl - Uil intende rigorosamente ricondurre l'azione rivendicativa articolata, contrastando la stessa pratica degli aumenti unilaterali e discriminati delle retribuzioni,

consistono invece — conclude la nota — nell'applicazione integrale delle intese contrattuali sugli investimenti e le condizioni di lavoro, in modo da concorrere, attraverso il negoziato nelle aziende e nel terri-

Dichiarazione della Confindustria

Questo il testo della dichiarazione unilaterale diffusa dalla Confindustria a commento dell'accordo.

« Nell'incontro del 25-26 gennaio tra la Federazione unitaria Cgil, Cisl, Uil, e la Confindustria si è proceduto ad un riesame dell'ipotesi di soluzione dei punti oggetto di trattative pervenendo all'accordo allegato.

« Le parti sociali hanno concordato sul fatto che dall'accordo raggiunto emerge una chiara volontà di mutamento delle relazioni industriali, con riflessi positivi su un utilizzo più flessibile degli impianti produttivi e concreti effetti riduttivi del salario differito.

« Esperienze, ripetute mostrano che nell'attuale assetto di produzione il nostro sistema economico non riesce a conciliare un tasso di sviluppo accettabile con l'equilibrio della bilancia dei pagamenti e con il mantenimento dell'inflazione nei limiti prossimi a quelli della comunità interna- . zionale nella quale siamo collocati e intendiamo rimanere saldamente inseriti. Nel passato è accaduto che aumenti repentini della domanda sono stati ostacolati dalle limitazioni poste al pieno utilizzo della capacità produttiva disponibile, con conseguenti effetti sulla bilancia dei pagamenti dal lato delle importazioni. L'accordo raggiunto ri-

muove taluni ostacoli e crea il presupposto per una maggiore disponibilità di lavoro a livello di fabbrica.

« Dal lato del costo del lavoro istituti anomali come quello dell'indennità di anzianità e l'entità raggiunta in Italia degli oneri sociali gravanti sulle imprese sono considerati cause permanenti di elevazione dei costi di lavoro rispetto a quelli dei nostri concorrenti. L'accordo raggiunto, oltre ad interrompere i legami esistenti tra la scala mobile e l'indennità di anzianità, ribadisce la volontà delle parti di definire le modalità di revisione dell'indennità di anzianità nella prospettiva di un suo superamento. Diviene urgente, per il ristabilimento di corrette condizioni competitive con il resto del mondo, la riduzione degli oneri sociali attraverso provvedimenti di politica economica che non amplino il disavanzo pubblico.

Le differenti valutazioni quantitative dell' accordo riguardano soprattutto il diverso modo di considerare la disponibilità ad una maggiore applicazione di lavoro agli impianti esistenti, ossia l'impatto dell'accordo sulla produttività degli impianti. I calcoli della Confindustria concernenti l'aumento per il 1977 del costo nominale del lavoro, cioè il numeratore del rapporto che rappresenta il costo del

lavoro per unità di prodotto, sono i seguenti:

27 scatti di contingenza (9 + 7 + 6 + 5) 13 %; trascinamento degli aumenti intercorsi nel 1976 . . . . 7 %; rinnovi e altri aspetti contrattuali 1 %; crescita media annua al netto della rivalutazione dei fondi di anzianità e dei possibili aumenti nelle contrattazioni aziendali in corso . . . . 21 %.

«Per quanto riguarda la produttività, ossia il denominatore del citato rapporto, la Confindustria, considerato che gli obiettivi governativi in materia di riequilibrio dei conti con l'estero conducono ad uno sviluppo zero del reddito reale 'del Paese, ritiene che non' esistano nel 1977 condizioni tali da incorporare, a parità di occupazione, la maggiore offerta unitaria di lavoro in un aumento di produttività. Per i motivi anzidetti nel 1977 la crescita del numeratore coinciderà di fatto con l'aumento del costo del lavoro per unità del prodotto (intorno cioè al 21 %), con una possibile crescita di circa l'I % per ogni 5 mila lire di aumento della remunerazione eventualmente disposta dalle contrattazioni aziendali in corso. Poichè questo costo si porrà su livelli notevolmente superiori a quelli dei nostri Paesi concorrenti,

torio, ad un incremento dell'occupazione nelle Regioni meridionali ed alla promozione di nuove occasioni di impiego anche con tin miglioramento graduale della qualità del lavoro»,

la Confindustria ritiene I' accordo insufficiente a superare la crisi inflazionistica e di bilancia dei pagamenti.

«

Ciò non deve indurre a sottovalutare i risultati raggiunti, ma impone che si dichiari che la nostra economia riacquisterà la capacità di espandersi senza soluzioni di continuità solo se verrà creata una struttura dei costi in linea con quella dei Paesi nostri concorrenti e se verranno ristabilite relazioni industriali che consentiranno l' avanzamento della dotazione produttiva del Paese. La delegazione della Confindustria ha condotto la trattativa nel convincimento che il superamento della crisi economida in atto è alla portata delle volontà. L'impegno posto ed i risultati raggiunti hanno inteso dare una risposta democratica ali opinione pubblica internazionale, nel cui scenario l'Italia è situata per la sua natura di primaria potenza economica e per l'alto livello della sua cultura, e alla opinione pubblica nazionale, che si attende dalle parti sociali una risposta concreta alle difficoltà del Paese, « Mentre ribadisce che il contenuto del rapporto di lavoro deve essere disciplinato da accordi fra le parti, la Con: findustria esprime la convinzione della necessità di interventi di politica economica atti ad accrescere la competiti. vita dei nostri prodottio.

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Documento Comitato Esecut. FLM Milano 24-1-77

L'Esecutive Provinciale della F.L.M. di Milano riunitb(il 24.1.'77 assume il do cumento elaborato dalla Segreteria Provin ciale e illustrate dalla relazione del r. compagne.Moreschi che trova al proprio in torna una redifinizione del ruolo della F.L.M. provinciale rispetto:

alla generalizzazione delle sedi unita_ rie prioritariamente in modo interca_ tegeriale, compresa la sere provincia_ le;

criteri elettorali unici per la forma_ ziene dei gruppi dirigenti a tutti i livelli;

ruolo delle strutture di base, di zona e loro funzionamento;

rilancio della partecipazione attraver so un miglioramento sostanziale delle attività di formazione, di stampa; isti tuzione di un centro culturale di dibat tite aperte ai vari contributi; individuazione di comportamenti che nel la pluralità della elaborazione garan_ tiscano la democrazia interna.

DI ZONA IN PREPA RAZIONE DELLA 4°CONFERENZA PROVINCIALE DELLA F.L.M.

In questo senso l'Esecutivo Provinciale dà mandato alla Segreteria di proseguire e concludere il lavoro sugli aspetti man canti, al fine di fornire al dibattito della 40 Conferenza Provinciale che si terrà il 4-5 marzo un contributo qualifi cato versa il progetto di unità.

Pertanto tutte le zone territoriali pro_ cederanno alla verifica • rielezione del le strutture di base scadute e in carica da almeno due anni.

Nell'attuazione delle conferenze di zona, da tenersi entro il 27 Febbraio. preparato rie della 4° conferenza provinciale della

F.L.M., si procederà alla rielezione degli organismi dirigenti di zona in presenza di un rinnovo generalizzato dei C.diF. oppure ad una verifica politica degli or ganismi laddove la rielezione dei C.diF. non ha avuto luogo in modo generalizzato. Il rinnovo dei C.diF. scaduti deve essere un impegno per tutte le zone.

Per ciò che attiene la trattativa in cor so tra la Federazione CGIL CISL UIL e Confindustria, l'Esecutivo della F.L.M. di Milano, mentre riconferma che è da re spingere ogni intendimento di intervento da parte del Governo, ritiene che debba svolgersi all'interno del mandato della a'.semblea dei quadri del 7-8 Gennaio.

I-I particolare il dibattito svoltosi al_ -'_'i. eterno dell'Esecutivo provinciale si è soffermato sui seguenti problemi: Indennità di anzianità e scatti: il non conteggio dall'1.2.77 degli incrementi di contingenza agli effetti delle inden nità dinne lavoro deve essere finaliz zato ad una ridefinizione degli istitu_ ti in tempi certi, entro il 1977.

La seconda Conferenza dei quadri e dei delegati della CGIL CISL UIL che si ter rà entro aprile dovrà definire per que_ sta materia una ipotesi di piattaforma da presentare Ala consultazione dei lavoratori.

Malattia e infortunio: i controlli sa nitari nen.possone che essere effettua ti all'interno delle spirito e della lettera dello statuto dei lavoratori. Festività, orarie, strerdinario e tur-; ni: debbono essere visti in relazione alla difesa e sviluppo dell'occupazio ne. La deroga al godimento delle festi

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REALIZZARE LE CONFERENZE TRATTATIVA TRA LA FEDERAZIONE NAZIONALE UNITARIA E LA CONFINDUSTRIA

vità per il 1977 va vista in relazione al rilancio della contrattazione azien dale sull'occupazione e sugli investi menti e che garantisca il godimento attraverso l'accorpamento dal 1978 in poi.

Per lo straordinario va ribadita l'eccezio nalità e la contrattazione confermando la norma contrattuale ed il documento della F.L.M. milanese sulla politica rivendica tiva. Per i turni la disponibilità ad un loro impiego deve essere collegata all'oc. cupazione da ,sviluppare soprattutto nel Mezzogiorno.

L'Esecutivo della F.L.M. di Milano richia ma l'esigenza che la trattativa in corso con'la Confindustria e con il Governo si concluda sulla base di quanto deciso dall'assemblea dei quadri del 7-8 Gennaio con precisi impegni da parte del padrona_ to e del governo, che diano garanzie sul terreno dell'occupazione, del contenimen to dell'inflazione, della lotta alla eva_ sione fiscale e per un equo canone.

LE GRAVI SITUAZIONI APERTE NELLA PROVINCIA

Per quanto riguarda i problemi sindacali al centro di vertenze o situazioni quali ficanti (SIT SIEMENS - telefonia; FALCK siderurgia; CREAS - componentistica; TLM mobilità; ITALTRAFO - energia; BREDA Si derurgica - IRI-EGAM) e per quanto riguar da le fabbriche in crisi la soluzione non può che trovarsi in una chiara e coeren_ te politica di settore che trova la sua applicazione all'interno di un miglioramen to sostanziale della legge di riconversio, ne industriale, che preveda politiche di piano settoriali a partire dal 1977 e im pedisca il finanziamento clientelare di impresa. Tale obbiettivo, nel cuì conte sto potrà essere realizzata una attiva politica della manodopera, dovrà essere perseguito con il massimo impegno attra_ verso un rigoroso confronto con il Gover no e le forze politiche nonchè con precisi impegni di lotta del movimento in caso di non disponibilità all'accoglimento del le modifiche richieste.

La difesa dell'occupazione, le vertenze aperte devono trovare un supporto di ini ziativa di zona e provinciale che le so_ stengano e permettano al movimento sinda cale di affermare risultati qualificanti anche in una fase difficile come quella attuale. Particolare rilievo assume il confronto con l'Assolombarda sull'ambien te di lavoro per una coerente applicazio ne del C.C.N.L. e contro l'interpretazio: ne riduttiva della stessa che trova ade sione di fatto nell'Intersind a Confapi in quanto queste ultime non convocano le parti.

LA CONTRATTAZIONE AZIENDALE

La difesa della contrattazione aziendale assume una rilevante importanza in questa situazione. Impegno della F.L.M. di Mi_ lano è quello di una effettiva sua gene_ ralizzazione, sulla base degli ultimi do cumenti del Consiglio Genrale della F.L.M. nazionale e milanese, in collegamento al la strategia generale ed in particolare sulle seguenti questioni:

difesa dell'occupazione anche attraverso il turn over

- contrattazione degli investimenti, de_ centramento ed organizzazione del lavo_ ro

tutela della salute e miglioramento dell'ambiente rinnovo coerente degli istituti azien dali e perequazione delle disparità sa lariali.

L'Esecutivo milanese della F.L.M. su tutte queste importanti questioni impegna le proprie strutture ad assumere tali deci_ sioni attuando le forme di lotta necessa rie.

7

4•

Conferenza 4 - 5 MARZO
Conferenza Provinciale
N E F, c N N c IIIFEALIZZARE ENTRO IL 27 FEBBRAIO TUTTE LE CONFERENZE DI ZONA F.L.M. IIIPROMUOVERE CON LE CONFERENZE F.L.M. UN'AMPIA PARTECIPAZIONE AL DIBATTITO SULLE SCELTE SINDACALI E SULL'UNITA' IIIRINNOVARE TUTTI I CONSIGLI DI FABBRICA SCADUTI O IN CARICA DA DUE ANNI PROCEDERE ALLA VERIFICA POLITICA O ALLA RIEIF7IONE DEGLI ORGANISMI DIRIGEN8 TI UNITARI DI ZONA E DI LEGA
Verso la
4•
FLM

Nazionale FLM

CON LA PARTECIPAZIONE DEI SEGRETARI NAZIO MALI DELLA FL(,BRUNO TRENTIN A SESTO S.(-7 E FRANCO BENTIVOGLI A MONZA,SI SONO G'A' SVOLTE VUE DELLE 16 CONFERENZE DI ZONA DELLA FLM,PREPARATE AIIRAVERSO UN AMPIO DIBATTITO IN CENTINAIA DI ASSEMBLEE DI FABBRICA E DI LEGA.

CONSIGLI DI FABBRICA RINNOVATI

Sesto S.Giovanni

SI E' ANCHE PROCEDUTO AL RINNOVO DEI CONSIGLI DI FABBRICA E DEGLI ORGANISMI DIRIGENTI DI ZONA. RIPORTIAMO QPI SOTTO I DATI RIEPILOGATIVI RELATIVI ALLE ELEZIONI DEI C.D.F.

3
Numero Fabbriche N. Dip. N. Del. eletti Riconfermati Di nuova elezione N. 13 Grandi fab bri che 26.430 457 244 213 N. 224 piccole e medie fabbriche di 5 leghe 14.850 752 486 266 Totale 41.280 1.209 730 479 Monza Numero fabbriche N. Dip. Num. Del. eletti Riconfemati Di nuova elezione N. 6 Grandi fabbriche 7.045 170 74 96 N. 72 Piccole e medie fabbriche delle 5 leghe 5.937 250 141 109 Totale 12 .982 420 215 205

ANDAMENTO VERTENZE INDIVIDUALI E

COLLETTIVE DAL 1 - 1 - 1976 AL 31 - 12 -1976

Carra

Cedro

Di Corato Michela

Martini Ernesto

Tognacca Pino

MESI INSTAURATE UFF. LEGALE RISOLrh SOMME RECUPERATE AI LAVORATORI GENNAIO 199 89 110 18.778.370 FEBBRAIO 170 64 106 17.044.370 MARZO 218 94 124 43.039.568 APRILE 202 81 121 17.305.135 MAGGIO 193 100 93 8.445.000 GIUGNO 139 58 81 14.958.000 LUGLIO 218 123 95 64.741.669 AGOSTO-SETTEM. 203 74 129 17.928.756 OTTOBRE 285 118 167 24.191.449 NOVEMBRE 229 74 155 14.570.670 DICEMBRE 225 148 77 9.377.750 TOTALI 2.281 1.023 1.258 250.381.196 .....RIEPILOGO VERTENZE IXSTAURATE UFF.LEGALE RISOLTE SOMME RECUPERATE AI LAVORATORI INDIV. 1.447 744 703 158.564.576 LICENZ.INDIV. 484 225 259 51.380.620 COLLETT. 89 16 73 40.436.000 PROVV. DISCIP/ 261 38 223 == TOTALI ' 2.281 1.023I 1.258 250.381.196 JIFFICIO VERTENZE F.L.M. - Milano - P.zza Umanitaria 3 - tel. 5465445Orario d'ufficio: da lunedì al venerdì 9 - 12 sabato 9 - 12
presso questo Ufficio i compagni: 14,30 - 18,30
Pietro
Operano
Andreoni
Betttnelli Franco
Vinicio
Leila

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