consiglio fabbrica
etalmeccanici milano piazza Umanitaria, 5
Trattétive Federmeccanicà 20-21 gennaio
Trattative Intersind 22-23-28 gennaio
Trattative Confapi 26 gennaio
Documento conclusivo del Comitato Direttivo della Federazione CGIL-CISL-UIL
ANNO IV - Gennaio 127.6
N° 13
DICHIARAZIONE DELLA DELEGAZIONE PADRONALE
Nella prima sessione di trattative e nella sintesi che riassume la vostra posizione avete individuato nell'esigenza di elaborare un nuovo sistema di relazioni industriali, consono alla realtà, odierna, uno dei momenti qualificanti del rinnovo contrattuale.
La realtà di oggi esige certamente chiarezza, ma esige anche l'accettazione coerente e responsabile delle regole di comportamento che le parti sociali, ciascuna nella propria autonomia di giudizio, intendono darsi.
'A nostro avviso, se realmente si vogliono orientare le relazioni industriali in modo nuovo e coerente con tale esigenza, è necessario individuare regole procedurali che con sentano di superare la logica dei rapporti di forza nel rispetto delle compatibilità operative ed economiche dell'impresa.
La stipulazione di nuove norme, come voi ci chiedete, M-quindi essere valutata positivamente solo nel caso che consenta di realizzare quest'ultimo obiettivo. Norme che, viceversa, siano occasione di nuovi conflitti o che, in qualche misura, snaturino l'autonomia delle parti, ci allontanerebbero dallo scopo che noi e voi ci proponiamo.
L'esperienza recente ci ha insegnato che spesso norme collettive stipulate nella intenzione di ridurre la conflittualità, hanno consentito di per se stesse nuove occasioni di scontro.
E' accaduto per la contrattazione articolata, che è stata motivo in questi anni di tensioni esasperate. Vi è l'esempio ancora più recente delle norme in materia di cassa integrazione, la cui applicazione viene spesso rifiutata.
Per evitare questa situazione è necessario che le parti ritrovino, ciascuna nella pro pria autonomia, momenti di consenso su alcune finalità che, acme anche voi avete sottolineato possono essere individuate nell'allargamento delle capacità produttive nella garanzia dell'occupazione e nello sviluppo.
In questo quadro la conoscenza dei problemi collegati alla realizzazione di tali obiet tivi rappresenta un mezzo utili per il recupero del consenso sociale.
La conoscenza presuppone un'attività di informazione compatibile con l'autonomia dell'impresa che non produca rallentamenti ed ost3,coli alla elasticità della gestione aziendale e che non leda i legittimi interessi di ciascuna azienda alla garanzia del segreto sulle iniziative industriali e sul loro sviluppo.
Tale attività di informazione, pertanto, potrà trovare la naturale sede al livello re gionale 6 a livello di settore; nelle quali sedi potranno essere fornite informazioni che permettano di individuare in modo globale,- e per le aziende nel loro complesso, i trends di sviluppo dell'industria meccanica, le sua potenzialità produttive e le conseguenze che ne derivano riguardo all'impiego dei lavoratori.
Accanto a questi si pongono i problemi connessi con la mobilità del lavoro che abbia no riflessi sull'occupazione.
Redazione:piazza Umanitaria n.5 tel. 54.68.020/1/3/4, Milano.
Direttore responsabile: Walter GalbuseraAc!Itorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971. bedizions in abbonamento postale - Gruppo 39
Anche in questo caso riteniamo che l'informazione sia la premessa più idonea per con— sentire la soluzione dei contrasti che eventuali esigenze di contrazione degli organici possono determinare nei rapporti di lavoro, nella comune consapevolezza di come, da un lato, la presenza di personale eSuberante, compromettendo la stabilità dell'impresa sia di danno alla collettività e dall'altro, l'allontamento di lavoratori dal processo pro— duttivo preoccupi sotto il profilo sociale.
L'informazione Mille potenzialità di sviluppo dell'attività industriale, a livello re gioltale e di settore permett& di individuare le possibilità concrete ed attuali di reim— piego della manodopera ed evita quindi il vuoto di prospettive da voi paventato, utiliz— zando gli opportuni ammortizzatori sociali che si realizzano anche attraverso iniziative di formazione professionale e di riqualificazione, mediante le quali si favorisce il reinserimento produttivo dei lavoratori.
Ravvisiamo infatti nell'impiego equilibrato della forma—lavoro e nella sua elasticità di utilizzazione le condizioni indispensabili per la ripresa e lo sviluppo. Il sistema fondato sull'impresa è vivo e vitale quando quest'ultima riesce ad adeguarsi tempestiva— mente alle opportunità produttive.
L'eccesso di garantismo derivato da una distorta applicazione delle norme di legge e dei contratti collettivi ha avuto effetti contrari all'incremento dell'occupazione.
Lo stato di rigidità nell'utilizzazione della forza—lavoro impedisce di cogliere nume rose occasioni industriali che invece non sfuggono a sistemi più elastici del nostro.
La consapevolezza di dover comunque continuare a garantire il lavoro al personale as— sunto per fronteggiare l'improvviso aumento di domanda rappresenta un freno alla dinami— cità delle aziende, indette a continuare ad operare al di sotto delle loro potenzialità produttive.
Questa realtà, se da un lato ostacola la volontà di rinnovamento e di sviluppo delle aziende, dall'altro rappresenta un freno obiettivo all'incremento dell'occupazione kloba le.
In queste linee va individuata la funzione che noi intendiamo attribuire alle inizia— tive di formazione sopra delineate.
COMUNICATO STAMPA F.L.M.
Nella trattativa ché si è svolta martedì 20 e mercoledì 21 gennaio, non sono emersi elementi di sostanziale novità nella posizione dellaVFdermeccanica.
Il confronto si è sviluppato in particolare sulla prima parte della piattaforma riven— dicativa. La Federmeccanica ha proposto che sui temi degli investimenti , dell'occupazio— .ne e della ristrutturazione il confronto si svolga a livello regionale e settoriale, so— prattutto per consentire la soluzione dei contrasti che sorgessero per "eventuali esigen ze di contrattazione degli organici," e per "individuare le possibilità concrete ed attua li di reimpiego della manodopera".
In tale modo la Federmeccanica intende non solo delititare il confronto a livello re— gionale, ma soprattutto negare la possibilità di una contrattazione su tutta la prima parte della piattaforma a livéllo aziendale e comprensoriale.
La delegazione della F.L.M., affermando che la regione e il settore rappresentano del le sedi utili di confronto sull'insieme dei problemi aperti dal sindacato, ha ribadito».
che esse non possono ritenersi esclusive e che sono necessari per un Proficuo esame su questi temi il livello aziendale e quello comprensoriale. -
Sulla possibilità di addivenire a confronti in materia di investimenti, di occupazio— ne e di trasformazioni tecnologiche nelle azipnde di maggior dimensione, la Federmecca— nica ha opposto in modo particolare un rifiuto #adiòalè».—.
L'organizzazione padronale è giunta infatti sino a teorizzare la irrilevanza di una distinzione tra le piccole e medie aziende (per le quali il sindacato propone di limita re il confronto alle sedi territoriali e settoriali) e le aziende maggiori. Questa posi zione, che contrasta in modo flagrante con l'esperienza contrattuale acquisita in decine di aziende, con lo spirito del recente accordo interconfederale in materia di riduzione di orario di lavoro e con la protlamata volontà della Federmeccanica di salvaguardare la agibilità delle imprese minori, configura un sostanziale rigetto della prima parte della piattaforma della F.L.M. La gravità di questo comportamento della controparte è comprova ta dal'rinvio nel tempo del prosieguo della trattativa, fissato per il 3 e 4 febbraio 76, anche se esso è stato invocato per una riflessione sulle proposte dettagliate avanzate dal sindacato per altro ben note da mesi.
La F.L.M. ha quindi deciso di indire per la prima settimana di febbraio e ore di scio— pero per effettuare grandi manifestazioni interregionali in collegamento con le iniziati— ve di lotta già proposte dai chimici e da altre categorie dell'industria.
Per'il periodo successivo sono proclamate quattro ore settimanali Ji sciopero articola to .
La F.L.M. chiama tutte le strutture dell'organizzazione a convocare assemblee di fabbri ca e attivi di quadri sindacali a livello zonale e provinciale per esaminare l'andamento della 'trattativa e lo sviluppo delle iniziative di lotta.
Subito dopo l'incontro del 3 febbraio con la Federmeccanica si riunirà il Comitato Di— rettivo'della F.L.M. per un esame complessivo delle posizioni delle controparti (Federmec canica, Intersind, Confapi), e per l'assunzione di ulteriori decisioni.
Roma, 21 gennaio 1976
TRATTATIVE INTERSIND - 22-23 gennaio
Dichiarazione della Delegazione Intersind resa in apertura dell'incontro con la FLM del 22.1.1976
La crisi che attraversiamo è certamente conseguenza di un complesso accavallarsi di fattori economici interni ed internazionali, ma è dovuta anche al clima di sfiducia esistente fra le forze sociali e alla crisi di credibilità che imprenditori e Direzioni aziendali vivono nei confron ti della possibilità di realizzare i propri obiettivi gestionali. La crisi, in altre parole, è anche psicologica e dipende in certa misu ra dalla impossibilità di gestire imprese che, avendo necessità di una forte elasticità di adattamento al modificarsi delle condizioni di pro duzione e di mercato, si scontrano quotidianamente contro sempre nuove rigidità interne ai fattori di produzione.
Siccome negoziando un contratto di lavoro, discutiamo le condizioni di disponibilità del fattore lavoro, questa è la occasione per parlare del la sua rigidità di utilizzazione.
Certo il discorso è diffic,le perchè per lunghi anni la richiesta di flessibilità nelle condizioni di impiego del fattore lavoro ha coinciso con una sottovalutazione degli interessi dei lavoratori. L'acquisizione da parte del sindacato di un solido potere contrattuale ha messo in luce questa verità ed ha posto le premesse per un rovesciamento dei termini del problema: da alcuni anni le contrattazioni ai livelli nazio nali ed aziendali hanno consentito al sindacato di stabilire successivi e più favoreli equilibri di potere all'interno dell'azienda. Ora siamo giunti ad un punto in cui una non attenta considerazione delle recipro che esigenze e condizioni operative potrebbe mettere in causa la polsi bilità stessa di sviluppo delle attività industriali, almenoi nel quadro attuale. Quadro che, accanto ad alcuni svantaggi, presenta un conto po sitivo in termini di potenzialità dinamiche che non devono essere soffocate.
Voi ci dite che le richieste della parte cosiddetta politica della piat taforma tengono conto dei conflitti di interessi derivanti dalla situa zione economica e delle sue minacce sulla occupazione e sulle condizio ni di lavoro. Ci dite, inoltre, che le vostre proposte tentano di proporre un nuovo terreno di confronto perchè attraverso una conoscenza tempestiva delle situazioni e prospettive aziendali si eliminino quegli equivoci, quelle distorsioni e quelle paure che provocano i conflitti sociali.
Noi comprendiamo la prima delle vostre preoccupazioni anche se pensiamo che un contratto di lavoro - che ha una sua prospettiva di lungo periodb sia pure attraverso le successive scadenze - non può introdurre elementi innovativi esclusivamente condizionati da situazioni econo miche che normalmente sono, e ci auguriamo siano, di breve periodo. Teniamo conto di questo problema come teniamo conto del seconda: inteà diamo - e ve lo abbiamo già dichiarato nel primo incontro - attuare una politica di relazioni industriali che tenda a far leva più sul consenso
dei lavoratori che sul potere gerarchico. E siccome il consenso dei la voratori si raggiunge attraverso l'incontro con i rappresentanti sinda cali, noi ci dichiariamo disposti a fornire a questi una serie articolata di tempestive e preventive informazioni sui fondamentali fatti aziendali e sulle implicazioni che questi hanno sia in termini generali che sulle condizioni dei lavoratori.
Così facendo - e ripeto una cosa detta al primo incontro - mentre noi riconosciamo il ruolo del sindacato chiediamo la comprensione e il rispetto dei diritti-doveri dell'azienda.
La risposta alle vostre richieste, che ora vi presentiamo, ha carattere complessivo: riguarda gli investimenti, le modifiche dell'assetto produttivo e tecnico-organizzativo (nelle quali comprendiamo l'eventua le scorporo di parti dei cicli produttivi per tenere conto delle respon sabilità interne alle nostre aziende sui problemi che voi chiamate di decentramento), la mobilità all'interno degli stabilimenti> avente carat tere collettivo e non meramente temporaneo, e gli eventuali movimenti di personale nell'ambito di complessi aziendali su più stabilimenti.
Si tratta di una serie di procedure per le quali abbiamo cercato di pre cisare i tempi e le modalità. Gran parte di queste materie richiedono rapidità e movimento e capacità di decisione. Per questo abbiamo scel to formule che non implichino obbligo di accordo. Dopo gli incontri, ed entro i termini previsti, le parti - tutte e due nell'ambito della loro autonomia - devono essere libere di assumere le decisioni che ritengono opportune e di assumerne, naturalmente, le relative conseguenze.
Siccome il contratto collettivo di lavoro è stipulato da aziende, abbiamo compreso nelle procedure quanto attiene ai livelli aziendali„ gli altri livelli dovendo essere esaminati in altra sede e facendo riferimento a prassi largamente seguite.
Sempre perchè il contratto di lavoro serve a disciplinare alcuni rapporti interni alle imprese rappresentate, non abbiamo preso in conside razione impegni che riguardano la vita di terze imprese la cui autonomia non può essere intaccata dal fatto che con esse intratteniamo rapporti commerciali di varia natura. Questo problema è meglio precisato in termini tecnici nella introduzione che precede le formulazioni proposte.
Queste formulazioni, al di là della forma d sincero impegno da parte nostra per creare seguito e proficuo. Il tútto ha lo scopobile una difesa effettiva dell'occupazione.
rappresentane un di un dialogo più di rendere possi
La mobilità garantita nelle sue prospettive professionali, e la salvaguardia dell'occupazione sono la stessa cosa. Non si può, ad esempio, come è accaduto in taluni casi, fare dell'opposizione rigida alla mobilità all'interno delle unità produttive, un modo per dilatare artificialmente gli organici. Per questa via i problemi si aggravano: un incremento degli organici che non sia fisiologico porta, a breve termi ne dell'occupazione fittizia, ed a lungo termine problemi non più risolvibili.
Per concludere, le formulazioni che vi presentiamo vanno considerate unitariamente come un sistema di procedure che permette di tenere aper to - nella distinzione dei ruoli e delle responsabilità - un dialogo continuo fra imprenditori e sindacati sui temi dello sviluppo industria le e, quando le sfavorevoli congiunture lo impongono, sulle ipotesi di riconversione e ristrutturazione.
Per non perdere mesi nelle preliminari questioni di principio abbiamo preferito definire subito le nostre disponibilità in materia e precisa rle in modo che non fossero equivoche: al loro interno c'è ampio spazio per esercitare confronti chiarificatori, al di là di esse, secondo noi, esiste solo la confusione dei ruoli e la deresponsabiliitazione. Cioè una via che non possiaMo praticare.
Considerazioni generali in ordine a talune richieste contenute nella prima parte della piattaforma rivendicativa presentata dalla F.L.M.
In relazione a talune richieste contenute nella prima parte della piat taforma rivendicativa presentata dalla F.L.M. e tenuto conto dei chiarimenti forniti dai rappresentanti dei lavoratori nel corso della sessione di trattative svoltasi nei giorni 13 e 14 gennaio u.s. si svolgo no le seguenti considerazioni, che servono a chiarire certi aspetti re lativi ad alcune delle formulazioni allegate.
Modifiche all'assetto produttivo e modifiche di carattere tecnico-organizzativo.
Le aziende sono disponibili a fornire alle O.S.L., a fronte della loro richiesta di "contrattazione preventiva", un'informativa in ordine a quegli aspetti che, pur senza concretare nuovi insediamenti industriali ovvero ampliamenti o consistenti modifiche di quelli esistenti, compor tano modifiche di minore entità all'assetto produttivo e modifiche di carattere tecnico-organizzativo nell'ambito degli Stabilimenti, ivi com presi eventuali scorpori di attività proprie del ciclo produttivo esistente.
Con quest'ultima dizione si è inteso accogliere, in quanto possibile, anche l'istanza "a conoscere e discutere preventivamentelle eventuali decisioni azièndali", avanzata dalla F.L.M. in tema di"decentramento". Non si è ritenuto di poter utilizzare tale termine, sembrando esso ricomprendere altri e diversi aspetti dell'attività tecnico-organizzati va aziendale sui quali non appare possibile manifestare alcuna disponi bilità del senso richiesto dalle O.S.L. Occorre infatti tener presente che le richieste sul "decentramento", così come formulate dai rappresentanti dei lavoratori, non possono essere accolte perchè incomplatibili, nell'attuale quadro istituzionale, con la necessaria flessibilità dell'azione gestionale.
Attività indotte - Lavoro a domicilio
9" La richiesta contenuta nella piattaforma rivendicativa in materia di
attività indotte distingue quattro diverse modalità di attuazione (a2 palto, commessa, consulenza, lavoro a domicilio).
Ora, poichè taluni termini usati nel testo non corrispondono a figure tipiizate dal legislatore nel codice civile o nelle leggi speciali, sembra preliminarmente necessario puntualizzare la portata sotto il profilo giuridico, per evitare incertezze di interpretazione e, quin di, di valutazione.
A nostro avviso, le "modalità" indicate sono sucettibili di rivesti re le forme dei seguenti contratti: di appalto, disciplinato dagli artt. 1655 segg. cod. civ.; di somministrazione, disciplinato dagli artt. 1559 segg. cod.civ.; di compravendita, disciplinato dagli artt. 1470 segg. cod. civ.; d'opera intellettuale, disciplinato dagli artt. 2229 segg. cod.civ.; di lavoro subordinato a domicilio, disciplinato dalla legge 18 dicembre 1974, n. 877.
Ciò premesso, al fine di consentire una più efficace tutela dei lavo ratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti dalla legge in materia di prestazioni di lavoro, le Aziende sono disponibi li ad inserire nei contratti intercorrenti con altre imprese - e quin di nei contratti di appalto e di somministrazione (l'inserimento non è ovviamente ipotizzabile nei contratti di compravendita) - una clan sola che preveda per tali imprese l'osservanza delle norme di legge (assicurative, previdenziali e antinfortunistiche) e dei rispettivi contratti di lavoro.
Non è invece possibile accedere alla richiesta tendente a far grava re sull'Azienda committente• un obbligo di garanzia nei confronti dei lavoratori dipendenti dall'azienda destinataria della commesse, in ordine agli aspetti di cui sopra nonchè alla stabilità dei livelli di occupazione.
Per quanto riguarda specificamente il lavoro a domicilio non risulta che le Aziende a partecipazione statale utilizzino tale tipo di pre stazione: qualora si ravvisasse la necessità di avvalersi di tale par ticolare collaborazione che le Aziende stesse sono comunque disponibi li ad informarne le R.S.A.
Appalti interni
Non si ritiene di poter aderire alle richieste avanzate dalla F.L.M. nella piattaforma rivendicativa, sotto il titolo "appalti".
In proposito si rileva che, oltre la disciplina Bissata dal codice civile (art. 1655 e segg.)„ la Legge n. 1369/1960 ed infine il C.C.N.L. 4.5.73 hanno abbondamentente revisionato e limitato la materia.
Le aziende a partecipazione statale,, mentre non ravvisano la sussisten za di fondati motivi per altre limitazioni, ritengono comunque che modifiche quali quelle richieste dalla F.L.M. - che in pratica, ove accettate, comporterebbero l'eliminazione di ogni forma di lavoro in appalto all'interno delle unità produttive, - non possono in ogni ca -8-so ipotizzarsi nei confronti di una sola categoria industriale, che >3.
verrebbe ingiustificatamente discriminata, ma devono semmai essere previste a tratto generale; fermo restando che orientamenti di questo tipo - quali si stanno manifestando in sede legislativa - rischiano di irrigidire la gestione aziendale in modo tale da alterarne profon damente le condizioni di produttività.
FORMULAZIONE N. I
Investimenti
Le Aziende esporranno annualmente, in apposite incontro, alle O.S.L. provinciali ed alle R.S.A. , i programmi di investimento che comportino nuovi insediamenti industriali • 1• ampliamento d consistenti modifiche di quelli esistenti, ed i relativi aggiornamenti .
L'informativa delle Direzioni aziendali riguarderà, in particolare, le implicazioni di tali investimenti sull'occupazione, le condizioni di lavoro e le condizioni ambientali ed ecoìegiche .
Detto incontro avverrà, normalmente nel primo quadrimestre dell'anno, a meno che l'Azienda non reputi necessaria una anticipazione .
FORMULAZIONE N. 2
Modifiche all'assetto produttivo e modifiche di carattere tecnico - organizzativi
Fuori dell'ipotesi di cui alla formulazione n. 1 , nel caso di modifiche all'assetto produt tivo e di modifiche di carattere tecnici - organizzativo nell'ambito degli Stabilimenti esistenti - intendensosi in esse compreso anche l'eventuale scorporo di attività proprie nel ciclo produttivo esistente - che siano surettibili di riflessi sia dal punto di vista occupazionale che sulle condizioni di lavoro, l'Azienda informerà tempestivamente le O.S.L. provinciali e le R.S.A. , le quali potranno richiedere, entro cinque gionri, un incontro in ordine ai ,riflessi anzidetti . Tale procedura dovrà comunque essere conlcusa entro i dieci giorni successivi alla richiesta stessa .
FORMULAZIONE N. 3
Attività indette
Allo scopo di consentire una più efficace tutela dei lavoratori per quanto concerne il ri spetto degli obblighi previsti dalle legge in materia di prestazione di lavoro, le aziende inseriranno nei contratti di applato e somministrazione che verranno stipulati con le imprese rientranti nell'ambito delle attività indote una clausola che preveda l'osservanza da parte di tali imprese delle norme di legge ( assicurative, previdenziali e antinfortuni stiche k e dei rispettivi contratti di lavoro .
FORMULAZIONE N, 4
Contrazioni temporanee dell'orario di lavoro
Fermo quanto previsto in materia dalla legge 20. Maggio 1975 n. 164 , nei limiti e nei termini della stessa fissati , nel caso si rendesse necessario contrarre l'orario in vigore si darà luogo, a richiesta, all'esame congiunto previsto dalla normativa sopra richiamata
Tale e same tuttavia - nei casi di contrazioni di orario determinate da situazioni tempo ,ranee di mercato, da crisi economiche settoriali o locali , da ristrutturazioni, riorganiz zazioni • conversioni aziendali - sarà effettui• tenendo anche presenti i prevedibili effetti dei programmi produttivi e di investimento sull'occupazione , fermo quanto previsto dalla formulazione n. l , e tutte le possibili misure di salvaguardia e promozione della stess a.
FORMULAZIONE N. 5
Mobilità orizzontale nell'ambito dello stesse Stabilimento
Nel caso di spostamenti di personale aventi carattere collettivo e non meramente temporaneo, l'azienda fornirà tempestiva comuni azione alle O.S.L. provinciali e alle R.S.A. , le quali potranno richiedere, entro tre giorni, un incontro alle scopo di ese'ire un esame congiunto in ordine alla salvaguardia dei livelli professionali e retributivi dei lavoratori interessati , secondo le vigenti normative in materia, l'esame dovrà comunque concludersi entro i cinque giorni successivi .
FORMULAZIONE N. 6
Riqualificazione professionale e movimenti di personale nell'ambito di complessi aziendali
L addove, nell'ambito di complessi aziendali ( aziende ••n più stabilimenti dislocati nel territorio nazionale ) ,si pongano problemi di riconversione produttiva e ristruttura zione, cbe comportino riqualificazione professionale o movimenti di personale fra i diversi stabilimenti, avrà luogo, a livello nazionale e provinciale a seconda delle fattispecie , un esame congiunto in ordine ai problemi predetti inteso a garantire le condizioni professionali e retributive dei lavoratori interessati, secondo le vigenti normative in materia .
Su richiesta dell'azienda, la relativa convocazione sarà effettuata dalla competente Associazione datoriale .
COMUNICATO F.M. NAZIONALE
Le trattative del 22-23 Gennaio con l'Intersind hanno consentito l'approfondimento nel merito della prima parte della piattaforma pur lasciando aperti nodi importanti ancora da risolvere . Sugli investimenti la controparte si è dichiarata disponibile al confronto a llello aziendale ma permane un dissenso in merito ai tempi e alle modalità di verifica e di informazione . Sulle modifiche produttive, tecniche e organizzative e sulla mobilità la disponibilità della controparte va ulteriormente approfondita per assicurare che per esse la contrattazione riguardi tutti gli aspetti della condizione di lavoro .
L'Intersind si è dichiarata dispohibile a rivedere le formule già avanzate sul lavoro a domicilio, contrattazione , orario di lavoro . Mentre un atteggiamento di chiusura è stato cipresso dalla controparte sulla questione relativa agli applati . Una posizione sostanziale elusiva è stata espressa anche per quanto riguarda il decentramento e l'indotto . Nel riconfermare le 8 ore di sciopero sino al 7 Febbraio, la delegazione del la F.L.M. ha deciso di utilizzarle per assicurare il massimo collegamento a livello territoriale con le altre categorie industriali in lotta che dovranno sfociare nelle manifestazioni che si dovranno effettuare il 6 Febbraio prossimo . Gli incontri riprenderanno 41 28 Gennaio . tO
TRATTATIVE INTERSIND - 28 GENNAIO
Comunicato F.L.M.
L'incentro tra la F.L.M. e L'Intersind per il rinnovo del contratto di lavoro ha avuto un carattere interlecuterie . La discussione nel merito ha registrate il permanere di una marcata differenza di posizioni sul decentramento produttivo e sugli appalti ?
Al Carmine della giornata l'Intersind ha chieste un aggiornamento, convenuto Per il 5 Febbraio prossimo, per dare una risposta conclusiva in merito alle questioni discus se .
Per quanto riguarda gli applti è stato concordato che in sede tecnica si effettuerà un approfondimento prima del prossimo incontro .
La F.L.M. ritiene che il 5 Febbraio 1/Intersind debba dimostrare completamente di perse guire una pApettiva di trattativa serrata per non rendere inconcludente il sue proseguimento . Nello stesso - tempo la F.L.M. riafferma la propria volontà, a partire dal prossime incontro , di entrare nel merito anche dqi altri punti della piattaforma . La delegazione della F.L.M. riconferma inoltre il programma di letta di 8 ore entro la prima settimana di febbraio già deciso al termine della passata sessione di trattativa. La F.LLI. ribadisce infine che occorre effettuare assemblee in Fabbrica anche in riferimento allo sciopero del 6 Febbraio che sarà effettuato sulla base dile decisioni assunte dalle Federazioni nazionali del settore industria .
TRATTATIVE CONFAPI 26-27 GENNAIO 1976
PREMESSA
Nel corso dell'incontro del 26 e 27 gennaio, la Confapi ha presentato due documenti, in un primo documento si affrontano problemi di carattere generale sulla condizione della piccola industria.
Di. secondo documento entra, anche se in termini negativi, nel merito della piattaforma contrattuale.
Per ragioni di spazio pubblichiamo solo il secondo documento. Chi vuole il primo documento deve farne richiesta all'ufficio sindacale della FLM provinciale piazza Umanitaria 5,
CONSIDERAZIONI DELLA CONFAPI IN MERITO ALLA PIATTAFORMA CONTRATTUALE
La delegazione ANIMeM anche alla luce dei chiarimenti intervenuti nell'incontro del 12 gennaio u.s. intende formulare alcune valutazioni che ritiene essenziali sul complesso delle richieste contenute nella piattaforma F.L.M.
Autonomia contrattuale
Va osservato, pur con spirito non polemico, che la contrattualistica nella sua evoluzio ne ha tenuto quasi esclusivamente conto delle caratteristiche delle grandi industrie, alla cui dinamica si sono uniformati via via istituti e discipline.
Questi istituti e queste discipline sono stati calati nelle imprese di piccola e media dimensione acriticamente comportando perciò stesso una evidente forzatura.
Se anche è intervenuta dal 1966 una contrattazione per le piccole e medie industrie, di una autonomia non formale non se ne trova traccia nella pattuizione conseguente.
La situazione di grave crisi, da tempo in atto ha indubbiamente contribuito a mettere»
in evidenza l'assurdo del permanere di una regolamentazione contrattuale che non corrispon de alla realtà per la quale dovrebbe essere utilizzata.
da ciò lo stato di profonda insoddisfazione che oggi è presente nell'imprenditoria mino re la quale sollecita una revizione del comportamento finora posto in essere dalla contro— parte.
Nel dibattito politico sindacàle svoltosi nel corso del 1975 , si era andata delineando una vasta area di comprensione per questa aspettativa che sembrava maturata una volontà sindacale che , concordando sul giudizio negativo Sulle passate esperienze, si muovesse , in senso favorevole alla differenziazione . non, LIANTIMEM per parte propria ribadisce che per autonomia puo che intendere la capacità di rap presentare e di sprimere nel merito della contrattazione gli interessi delle aziende rap— presentate ed i problemi di tutte le piccole e medie industrie ; Ora di fonte alla unicità della piattaforma per tutte le parti ( grande industria pubblica e privata, piccola e media industria ) , appare coerente e rispondente alle attese della categoria prioritariamente verificare se esiste una disponibilità concreta a definire conte nuti diversi e specifici per situazioni e condizioni oggettivamente diverse
LIANTMEMM , nel sottolineare l'importanza che a tale vinifica annette, per parte propria riafferma che la differenziazione non è nella logica della ricerca strumentale di sconti cm salariali che l'imprenditoria minore non ha mai rkiesto nè d'altronde potrebbe sopportare oneri maggiori , ma corrispondenti alla scelta irreversibile di esercitare, senza delega ad alcuno, il diritto ad acquisire soluzioni consone alla propria particolare realtà .
Occupazione investimenti
Il nodo centrale della piattaforma — per concorde sensibilità delle parti — è costituito dal problema dell'occupazione, divenuto sempre più pressante per il numero consistente di lavoratori che sono oggi minacciati nel pesto di lavoro, cui si aggiunge quello nen meno rilevante dei sospesi in Cassa integrazione guadagni e dei giovani in attesa di un primo impiego .
Di fronte ad una situazione tanto grave gli imprenditori non si seno limitati ad espri mere la loro viva preoccupazione per un fenomeno che è sintomatico, di un deterioramento complessivo del sistema economico e produttivo, ma si sono fatti portatore di una serie di proposte al Governo, ai Partiti Politici, agli Enti locali, ai Sindacati tese al rilancio degli investimenti, alla correzione degli squilibri provocati da uno sviluppo disarticolato al supennanto delle strozzature di vario ordine incidenti sul sistema produttivo
Sul piano generale è da constatarsi una soddisfacente tenuta delle industrie di minore dimensione, mentre i dati diffusi anche in questi giorni confermano che nei grandi comples si, nonostante le attenzioni che a questi soltanto tutti riservano, la curva discendente dell'occupazione non ha ancora raggiunto il punto più basso .
E' una prova effettiva che gli imprenditori piccoli e medi sono tuttora animati da una volontà don rinunciataria nè riduttiva e che, pur in assenza pressocchè totale di vali— de iniziative esterne di sostegno alle loro attività, mani ngono uno sforzo ed un Impegno coraggioso, rifuggendo dal riversare sui lavoratori le difficoltà oggettive del momento .
Se dunque sociale è il problema dell'occupazione, la risposta, per quanto riguarda la imprenditoria minore, appare già nei fatti .
Tuttavia è bene chiarire che le conseguenze negative sul piano occupazionale che l'at— tuale situazione genera e potrebbe generare anche in futuro, se ripresa economica non ci sarà, nen possono essere addossate esclusivamente alla singola azienda .
La lotta che le Organizzazioni Sindacali ed i lavoratori conducono di mdifesa rigida del singolo posto di lavoro, senza tener conto della validità o meno dell'impresa, pur se comprensibile in presenza della
drammaticità di talune vicende, non può, di per sé, risolvere il pro blema.
Anzi va avvertito che il :piano aziendalistico oggi privilegiato dal l'azione sindacale per la sua immediatezza, aggrava situazioni che risultano già compromesse.
Di fatto queste, nonostante la pressione sindacale, o permangono im mutate e evolvono in senso negativo.
Né un giudizio positivo può darsi alla politica del ricorso al capi tale pubblico quando, come ormai normalmente avviene esso è speso per consentire la sopravvivenza ad aziende che invece hanno perso inequi vocabilmente, nella logica di mercato, ogni ragione di tale sopravvi venza.
Se si vuole tentare di risolvere il problema dell'occupazione il pia no sul quale l'imprenditoria minore ritiene sia possibile addivenire al confrohto ed alla definizione organica di iniziative ed obiettivi, non può essere che quello della programmazione intersettoriale centra le o regionale, l'una coordinata con l'altra.
Ad avviso dell'ANIMeM, sta ai livelli menzionati il punto ove tutte le componenti attive della società ciivile debbono e possono trovare la necessaria convergenza, assumendo le relative responsabilità per i rispettivi comportamenti.
Per quanto concerne gli investimenti si ribadisce che l'investimento stesso quando sia di capitale privato trova nel rischio il suo elemento qualificante e condizionante.
Si indica pertanto la disponibilità per una sorta di commissione o istituto, a livello regionale, al quale partecipino tutte le forze produttive e naturalmente tutte le organizzazioni (sindacati-industrie-enti pubblici) interessate nel quale si dibatta l'assetto pro duttivo del territorio.
Mobilità modifiche ed innovazioni tecnologiche, decentramento e indotto, appalti, ecc.
Sempre nella prima parte della piattaforma, che è stata definita politica", appare la richiesta di attribuire agli organismi sinda cali di fabbrica e alle Organizzazioni sindacali territoriali il di ritto di informativa, di contrattazione e di verifica su fondamenta li aspetti dell'impresa, elencati nel testo rivendicativo.
L'esperienza delle relazioni industriali di questi anni ha evidenzia to largamente la propensione delle strutture sindacali interne ed esterne ad assumere atteggiamenti polemici e conflittuali più che disponibilità alla collaborazione o, perlomeno, alla comprensione delle iniziative poste in essere dall'imprenditore.
Da questa esperienza, come non attendersi una preminenza del momen to conflittuale, connaturale alla "contrattazione" come si è venuta realizzando dal 1969 in avanti, rispetto a quello della "conoscenza" e della "verifica" finora senza precedenti apprezzabili?
LIANIMeM a mezzo delle proprie sezioni territoriali nel corso del triennio di vigenza del contratto scaduto non ha tralasciato di richiamare pressantemente l'attenzione del sindacato sulle conseguenze che la conflittualità alla lunga produce.
Ma tanto più ferma è la contrarietà dell'ANIMeM di fronte alla richie sta di "contrattare" materie quali sono quelle ora indicate dalla F.L.M., trattandosi ín effetti di una contrattazione che, incidendo direttamente sulle scelte delle piccole e medie aziende, comportereb be paralisi e renderebbe impossibile adeguarsi tempestivamente alle esigenze del mercato e all'interesse produttivo oltre che economico dell'azienda stessa.
Di fatto la capacità innovativa e di azione dell'imprenditore verreb be a trovare un limite nella volontà della controparte, la quale tut tavia ha già dichiarato per bocca di suoi autorevoli esponenti che non intenderebbe assumere corresponsabilità, lasciando l'imprenditore responsabile della gestione pur così vincolata.
Legittimare il diritto alla contrattazione preventiva delle modifiche e delle innovazioni tecnologiche organizzative e produttive implicherebbe far sorgere per la controparte un vero e proprio diritto di veto sugli atti della gestione aziendale, ed automaticamente sottrarre all'imprenditore la sua stessa funzione professionale.
Né d'altra parte è attendibile la motiviazione,che si è data, della ricerca di una maggiore democrazia nella fabbrica, perchè ben diffi cilmente si conseguono nuovi equilibri per una società più giusta vulnerando quel ruolo, che le norme su cui hi fonda il paese hanno assegnato in modo chiaro e preciso all'imprenditore.
Né si può nascondere che una impostazione, che mortificasse l'inizia tiva privata nell'aspetto essenziale della autonomi' delle scelte, non favorirebbe certo la ripresa degli investimenti, anzi si può fon datamente pensare che avrebbe conseguenze del tutto opposte e dramma tiche rispetto a quelle che si dice di voler raggiungere.
La delegazione ANIMeM ritiene che lo sbocco di questa parte della piattaforma, che chiama in causa principi irrinunciabili, passi neces sariamente per il riconoscimento non equivico del ruolo e delle prerogative che competono all'imprenditore.
Solo acquisito ciò potrebbe aprirsi una fase di approfondimento su alcuni punti che, ci si riserva di indicare.
La disponibilità delle imprese minori comunque non potrebbe esprimer si se non sii di un piano generale, a livello di grandi settori o sot tosettori, individuando perciò un metodo procedurale, che realizzi finalmente quella gestione centrale e coordinata, che già fin dalla sottoscrizione del precedente contratto si era concordi dovesse pren dere le mosse.
Salario - orario di lavoro - inquadramento professionale - diritti sindacali e allo studio - ecc.
Nella cosidetta parte "economica" della piattaforma si chiede che siano migliorate le condizioni salariali e normative dei lavorato- »
ri (aumenti uguali per tutti, riduzione dei tempi di lavoro, allar gamento dei diritti sindacali e del diritto allo studio, passaggi automatici di categoria, contenimento dello straordinario).
La qualificazione dell'onere che ne verrebbe ad incremento del costo del lavoro porta a risultati comunque estremamente rilevanti, anche se si dessero per buoni i dati di parte sindacale.
Ma al di là della battaglia sulle cifre, nella quale ogni parte potrebbe reperire argomenti per definire opinabili i calcoli dell'altra, rimane inconfutabile il fatto che oggi i costi di produzione per la industria metalmeccanica italiana in relazione alla scarsa produt tività ed al gravame degli oneri sociali, sono fra i più alti dei pae si industrializzati e che a causa di ciò vengono ogni giorno crescen ti le difficoltà di collocare sui mercati esteri e all'interno quanto si riesce a produrre.
La realtà è che, pur essendo il nostro un paese ricco soltanto di energie individuali, si continua a penalizzare con un complesso ab norme di oneri impropri le industrie che maggiormente ne impiegano quelle cioè che contribuiscono a risolvere problemi dell'occupazione: ogni giorno di più si avverte l'urgenza di una riforma che libeí'i il costo del lavoro di tutti quei gravami che lo rendono più caro di quello estero, pur in presenza di una consistente disoccupazione.
Già in una situazione inequivocabilmente pesante, la piccola e media industria ha dato prova di responsabilità accettando di sottoscrivere, non più di un anno fa, il nuovo meccanismo di contingenza, che garantisce il mantenimento del potere di acquisto del salario..
Assolta quindi dall'accordo interconfederale del febbraio /75 la fun zione di recupero dell'aumento del costo della vita, l'ANIMeM è dell'avviso che la richiesta di miglioramenti economici contenuti nella piattaforma, data l'attuale crisi, ripropongano l'alternativa: incre mento di efficienza e di produttività, o lievitazione dei prezzi.
L'aumento dei prezzi - quand'anche non annullasse il residuo di com petitività delle industrie italiane sui mercati esteri, il che appa re piuttosto dubbio - darebbe luogo ad una spirale inflazionistica sempre più difficilmente controllabile, che riproporrebbe aggravati gli stessi problemi che stanno alla base dell'attuale recessione e non risolverebbe certo in termini reali le aspettative dei lavorato, ri metalmeccanici.
Rimane la strada della ef£icienza e della produttività.
Richieste quali la riduzione dell'orario di lavoro, il contenimento drastico dello straordinario, l'ampliamento delle ore di permesso non sembrano però aperture in tale direzione ma bensì in direzione contraria.
L'ANIMeM ritiene che la portata sociale di questo rinnovo contrattua le debba necessariamente vedere coinvolti Governo e forze politiche, in quanto i limiti di compatibilità delle aspettative sindacali con il quadro generale non possono essere valutati esclusivamente nell'ambito contrattuale perchè essi investono tutta la società. >>
Per quanto compete in particolare la piccola e media industria, richiamandoci a quanto esposto all'inizio di questo documenti, ritenia mo che essa debba essere considerata come interlocutorè di specifica attenzione in questo momento di crisi occupazionale, in quanto la grande maggioranza dell'occupazione vi è concentrata ed ogni aggravio ilei costi del lavoro, ogni riduzione delle ore produttive colpi,sce qui più che altrove.
TRATTATIVA CONFAPI - 26-27 gennaio
Comunicato F.L.M.
Ha avuto luogo lunedì ventisei e martedì 27 gennaio il previsto incon tro tra la delegazione della F.L.M. e dell'ANIMeM CONFAPI per il rin novo del contratto nazionale per la industria metalmeccanica minore.
La delegazione dell'ANIMeM CONFAPI ha illustrato attraverso la presen tazione e l'illustrazione di due documenti la propria posizione in me rito all'ingieRie della piattaforma avanzata dal Sindacato.
Un primo documento riafferma considerazioni di ordine politico in me rito alla situazione economica e allo stato di crisi più generale del le industkie del settore. In particolare il documento ripropone vecchi argomenti della polemica padronale per addossare responsabilità della crisi stessa al perdurare dello stato di conflittualità sindacale nelle aziende.
Preoccupazioni di tale natura sono riemerse anche nella discussione che si è prodotta àul terreno degli investimenti e del controllo del l'uso della forza lavoro.
Un secondo documento oltre ad anticipare una posizione di completa chiusura in merito alla parte normativa, economica, ed ai diritti sindacali, avanza una ipotesi assurda di superamento di conquiste già realizzate nel jnrecedente contratto e consolidate nella pratica dei rapporti sindacali in atto.
In merito alla prima parte della piat-,aforma, la delegazione padrona le ha accolto l'invito della F.L.M. ad abbandonare le dispute di principio per affrontare un confronto di merito sui singoli punti.
Malgrado però le ulteriori precisazioni della delegazione sindacale in ardine-ai diversi livelli di confronto indicati per la piccola industria (territorio e settore), che rimane anche su altre sedi uno dei nodi più significativi del dissenso, ha ma.-ifestato, sull'in sierre dei punti che riguardano gli investimenti e le garanzie sull'u so della forza lavoro, una sostanziale posizione di chiusura, ferma l'esigenza di andare ad un maggiore chiarimento al proprio interno.
La stessa proposta formulata di un non meglio precisato livello regio nate di confronto sul tema degli investimenti senza ulteriore artico lazione e precisazione di contenuti non rappresenta una risposta adeguata e soddisfacente ai problemi ed alla disponibilità esposte dalla delegazione della F.L.M.
Valutato quindi in termini fortemente negativi l'esito di questa ses sione di trattativa, la F.L.M. rileva che, ancora una volta, la dele gazione dell'ANIMeM CONFAPI non ha colto l'occasione per svolgere un ruolo attivo ed autonomo nel quadro delle relazioni industriali in at to per i rinnovi contrattuali.
Le richieste di un aggiornamento per una riflessione sui chiarimenti dati dalla delegazione della F.L.M. può rappresentare, solo che lo si voglia, l'occasione per un profondo ripensamento del ruolo che la CONFAPI ANIMeM intende e può giocare in questa trattativa. La delegazione della F.L.M. ha deciso quindi l'intensificazione della lotta con la proclamazione di un nuovo pacchetto di 10 ore da effet tuarsi entro il 10 febbraio prossimo venturo.
IL DOCUMENTO CONCLUSIVO
13-1
- 1976
Il Comitato Direttivo della Federazione CGIL-CISL-UIL approva la relazione presentata da Piero Boni, con i contributi venuti nel dibattito, e sottolinea la gravità della situazione che sta di fronte ai lavoratori e al paese. Il movimento sindacale deve riuscire in questa situazione ad affermare, con l'azione dei lavoratori, l'assoluta necessità e l'urgenza di una forte ed adeguata iniziativa di p2 litica economica, come questione di fondo che si impone nella crisi politica in atto.
sono, nello stesso tempo, di difesà da offrire subito ai disoccupati, e della economia: industria, Mezzogior no, agricoltura, edilizia. Nell'immediato e nella prospettiva, il sindacato si oppone ad ogni ipotesi di uscita dalla crisi economica che restringa le basi produttive e di occupazione - dall'industria all'agricoltura - e riduca la ristrutturazione a puro ridimensionamento delle attività produttive. Pertanto il sindacato si oppone alla sostituzione del lavoro produttivo con l'assistenza pubblica allevarie e sempre più estese forme di disoccupazione, con varie forme di economia assistita e col dare all'impiego pubblico stesso un carattere di ricovero dalla disoccupazione.
E' la linea opposta, dell'allargamento delle basi produttive e dell'occupazione e della riconversione da attuare per questo fine, che va imposta e che costituisce l'obiettivo essenziale del movimento sindacale per l'uscita dalla crisi.
Su questa linea, la Federazione unitaria rivendica in primo. luogo che siano risolte le situazioni aziendali immediatamente più acute e sia scongiurata ogni minaccia di licenziamento, che venga sospesa ogni procedura di licenziamento, che si utilizzi la cassa in tegrazione, con il controllo e la contrattazione fra le parti, per superare le difficoltà di impiego nelle aziende. Nello stessa tempo, la Federazione rivendica che sia dato il via, prima di tutto nelle regioni meridionali, alle opere pubbliche che sono immediatamente realizzabili, per offrire lavoro ai disoccupati, e che si prepari, un vero e proprio piano concreto di avviamento al lavoro in tutte le forme possibili delle giovani generazioni che si presentanp,senza >>.,
I problemi da affrontare dei posti di lavoro e di lavoro di intervento sulle basi stesse
speranze sul mercato del lavoro'. Questi sono i più urgenti ed importanti impegni politici che il-sindacato rivendica con la più grande forza. Doi qui l'importanza ed il valore emblematico- della giornata di lotta delle fabbriche ove l'occupazione è più gravemente minacciata, come punto di riferimento della rivendicazione urgente e pressante di lavoro che sta al centro delle lotte déi lavoratori, e come spinta ad un esame per una soluzione complessiva dei problemi occupazionali più acuti nelle aziende, che comprenda la sopravvivenza delle aziende abbandonàte dalle multinazionali.
Per affrontare con una forte iniziativa i prOblemi dell'industria, del Mezzogiorno, dell'agricoltura, dell'eclilizia,la Federazio ne unitaria sottolinea l'esigenza dell'unità di direzione della poli ticaeconomica, di un apporto concreto delle Regioni, dell'avvio del riordino delle Partecipazioni statali a partire da un efficace controllo parlamentare, Proprio per questo, il movimento sindacale ha affrontato ed affronta 11.confronto sui provvedimenti per l'industria e.per il Mezzogiorno, già presentati alla Camera, sui provvedimenti per l'agricoltura, non ancora in Parlamento;e sui progetti relativi alla disciplina dei suoli urbani e all'edilizia, su una linea che con centra su punti/precisi e definiti le contestazioni e le richieste delle indispenshbili modifiche fondamentali di questi progetti di politica economica. Contestazioni e richieste di modifica che hanno tut te una unica ispirazione: l'allargamento dell'occupazione e delle basi produttive, contrapposta ad ogni ipotesi di restrizione dell'occupazione.
Su questi punti il Direttivo della Federazione sottolinea che l'impegno del movimento sindacale verrà portato fino in fondo, perchè sono modifiche che assumono rilevanza fondamentale nell'orientamento dei provvedimenti e che incidono su tutta la prospettiva dell'economia e dell'azione sindacale: essi sono già stati presentati al governo e-il Direttivo dà mandato alla segreteria perchè vengano riproposti e documentati alle forze politiche in rapporto alla soluzione del la crisi di governo.
Quindi, nella gravità della situazione, il movimento sindacale prospetta una piattaforma politica come base di un programma di impegno immediato per il governo del paese, la cui necessità si impone nello stesso arco di tempo della legislazione in corso. Le baii della pittaforma per il programma di governo sono.;
:Ir.'lladozione, nei provvedimenti per la riconversione industriale, del le modifiche rivendicate dal sindacato, che assumono rilevanza fondamentale nell'orientamento dei provvedimenti, soprattutto nel senso: che la mobilità Aella manodopera deve basarsi non sui licenziamenti, ma sulla cOntrattazione del passaggio da un posto di lavoro all'altro, utilizzando la cassa integrazione sulla base dell'accordo interconfede rale del gennaio 1975, non adeguatamente recepito dalla legislazione in i corso; che i finanziamenti vanno sottoposti ad adeguato controllo
a -scelte di occupazione, settoriali e regionali, anche ;on un collegamento tra i provvedimenti sull'industria a- quelli del Mezzogiorno, per garantire il massimo di espansione industriale nel-
e regioni meridionali; che la riconversione va orientata da una proFsmmazioné certa della domanda pubblica nei settori capaci di riqualificare il tessuto produttivo come, ad esempio, l'energia, i traspor 18
ti, l'elettronica,• le telecomunicazioni, l'inforMatica, l'edilizia pubblica, i settori che connettono l'industria all'agricoltura, la sanità, la scuola;
l'attuazione, all'interno stesso dell'intervento straordinario del Mezzogiorno, delle misure di pronto intervento per l'occupazione nel le regioni meridionali, secondo le indicazioni emerse dal convegno di Napoli; nello stesso provvedimento per il Mezzogiorno va ulteriormente accentuato il ruolo delle Regioni, vanno riqualificati i proget ti speciali in programmi di sviluppo , intersettoriale e territoriale;va riformato complessivamente il sistema degli incentivi;, - l'assunzione di provvedimenti per l'agricoltura, su una linea di sviluppo agro-industriale, che realizzino un rilancio effettivo'kdepla produzione e una difesa e qualificazione'dell'occupazione, puntando in particolare sull'estensione effettiva e urgerte dell'irrigazione della forestazione, sul recupero economico delle terre incolte, sul sostegno effettivo alla zootecnia, •su una ristrutturazione delle aziende che implichi il superamento della mezzadria e delle colonia; la realizzazione contestuale della nuova disciplina urbanistica e delle misure per il rilancio dell'edilizia economica e popolare e per opere - pubbliche, che comprenda le, richieste di modifica e ititegrazio-. ne avanzate dal sindacato sui progetti. governativi e sulla politica del settore;
- il pieno utilizzo delle capacità di intervento delle Regioni e degli Enti locali, dei mezzi finanziari previsti nei provvedimenti anticon,giunturali che vanno resi immediatament - e disponibili dal Tesoro, non chè la mobilitazione dei residui passivi dello Stato e delle Regioni secondo progetti immediatamente esecutivi; il che presuppone l'avvio di atti concreti per la riforma delle pubbliche amministrazioni; la definizione di un nuovo ruolo delle PP.SS„ di rilancio e ricon+ versione dell'economia in funzione della espansione dell'occupazione, subordinando a questi obiettivi il finanziamento dei fondi di dotazio ne attraverso una discussione dei relativi programmi a tutti i livelli interessati, dal . Parlamento alla Regioni, al sindacatO-2 l'avvio di una nuova politica tariffaria selettiva e di controllo sui prezzi dei beni e dei servizi essenziali, sia per salvaguardare i redditi bassi che per contenere l'inflazi:one l'adozione di immediati provvedimenti di politica fiscale, particolarmente diretti a colpire le zone di. più scandalose evasioni, che so no indispensabili per fornire' i mezzi necessari alle misure di svilq2 po economico e di riforma.
Nel sottolineare la portata politica ed economica delle sue pro poste per un programma che affronti nell'immediato i nodi essenziali della crisi, la Federazione CGIL-CISL-UIL ripropone l'esigenza di una>. urgente ed adeguata soluzione delle vertenze contrattuali. Nell'indus":ria»deve essere riconosciuta, insieme alle rivendicazioni salariali normative, la parte delle piattaforme contrattuali relativa alla occupazione e agli investimenti,' che si collega organicamente ad una linea programmata di politica economica. Nel pubblico- impiego, la rea lizzazione dei contratti triennali, con l'adeguamento dei trattamenti retributivi e normativi, devéattuarsi su una linea' perequativa e di valorizzazione delle qualifiche del lavro, ir.. modo da 'costituire anche elemento per la "ri f ormadelle pubbliche amministrazioni,
In nome delle esigenze che impone la situazione, la Federazione CGIL-CISL-UIL fa appello a tutte le forze politiche democratiche, senza discriminazioni, per una rapida soluzione della crisi, affinchè,con il concorso di tutte le forze politiche, nei modi che esse autonomamen te definiranno, sia possibile la formulazione di un programma di emergenza di governo che nella sua realizzazione abbia il più ampio sostegno, non rifiutando alcun apporto.
La Federazione CGIL-CISL-UIL, davanti all'urgenza delle misure che sono necessarie e possibili in questo momento, si dichiara contro le elezioni anticipate, che potrebbero ritardare l'adozione di queste stesse misure, e che potrebbero portare, in un prolungato vuoto di po tere, a deteriorare ulteriormente la situazione già così grave. Per so stenere la proposta del sindacato, il Direttivo della Federazione richiama tutte le organizzazioni alla necessità di sviluppare l'iniziativa .e l'azione dei lavoratori, e sottolinea l'esigenza del massimo di impegno unitario, sulle vertenze contrattuali, nelle iniziative re gionali assunte particolarmente nel Mezzogiorno, sulle vertenze setto riali aperte. Tale impegno, tra l'altro, deve pienamente esprimersi nella giornata di lotta delle fabbriche più minacciate dai licenziamenti,che avrà luogo il 20 gennaio 1976; successivamente si terrà una assemblea nazionale dei consigli di queste aziende da tenere a Roma. Per esaminare gli orientamenti del Direttivo della Federazione e per assumere le necessarie iniziative, sono convocate urgenti riunioni re gionali di tutte le strutture.
ORDINE DEL GIORNO
Il Comitato direttivo della Federazione CGIL CISL UIL, riunito a Roma il 12-13 gennaio 1976, valutata l'urgenza assoluta di risolvere le vertenze aperte nel pubblico impiego, e il collegamento che esse hànno con.i problemi della ripresa economica e dello sviluppo ci vi le del paese, e constatato il successo della linea sindacale confederale -confermato dallo sciopero dell'8 gennaio che ha registrato la convinta partecipazione dei pubblici dipendenti- considerato inoltre che una pausa dell'azione confederale rischia di riaprire spazi al sin dacalismo corporativo ed autonomo, vanificando le prospettive di un reale avvio di riorganizzazione dell'apparato pubblico, impegna la segreteria della Federazione ad un'azione incalzante nei confronti del potere pubblico. Oltretutto la definizione delle vertenze per gli statali, parastatali, enti locali e università rientra nella sfera della normale amministrazione le cui soluzioni sono possibili, anche in presenza di crisi governativa, nelle rispettive sedi istituzionali, anche perchè sono state suffragate da chiare prese di posizioni politiche.
Qualora l'azione sindacale nei confronti del pubblico potere non producesse nei tempi brevi risultati concreti, il Comitato diretti vo dà mandato alla segreteria della Federazione di programmare lo sviluppo dell'azione sindacale, articolata anche a livello regionale,con opportune e incisive forme di lotta.
Il Comitato direttivo invita inoltre la segreteria della Federa zione unitaria ad intervenire presso le forze politiche democratiche, per concordare una linea di netto rifiuto, anche in sede parlamentare, di tutti i provvedimenti in corso di carattere settoriale, ivi compre si quelli approvati dal Consiglio dei ministri del 23 dicembre u.s., e riaffermare il rispetto dei tempi, dei modi e dei contenuti della contrattazione triennale.