FIM-CISL FIOM-CGIL UILM-UIL SINDACATI METALMECCANICI ZONA DESIO
DOCUMENTO APPROVATO DAL COMITATO DIRETTIVO DI ZONA Premessa Le grandi lotte condotte dai lavoratori con il sindacato nel corso degli anni 69-70 per modificare le loro condizioni di vita e di lavoro, nella fabbrica e nella società, sono state un punto di svolta nella vita economica, sociale e politica del Paese. In un momento di difficoltà come quello che stiamo Attraversando, occorre ribadire con forza il valore ed il significalo storico di questo grande movimento democratico, metterne in rilievo i motivi permanenti e irrreversibili e sottolineare gli obiettivi ulteriori che esso pone alle organizzazioni sindacali ed alle forze politiche e sociali. Essi sono: elevare le condizioni economiche dei lavoratori, una più equa distribuzione del reddito nazionale ed una radicale modifica dell'organizzazione del lavoro; modificare il meccanismo di sviluppo economico da realizzarsi con una forte espansione dei consumi e quindi del mercato interno, lo sviluppo degli investimenti, l'allargamento della base industriale e della occupazione, attraverso l'integrale applicazione dell'orario di lavoro contrattuale e la modifica dei meccanismi di incentivazione; un corso nuovo di politica economica rivolta a ristrutturare i consumi e la spesa pubblica privile-. giando il soddisfacimentò dei bisogni sociali attraverso la politica delle riforme (casa, trasporti, sanità, tributaria, prezzi, ecc.) mettendo nello stesso tempo in movimento masse di capitali immobilizzati dalla rendita o conglobati nei residui passivi,
diretto ad eliminare gli squilibri territoriali e settoriali che sono alla base della disoccupazione e della distorsione dello sviluppo economico, attraverso l'intervento nel Mezzogiorno e la riforma dell'agricoltura. La situazione attuale Il 1972 si è aperto con una crisi di governo che, apparentemente motivata dal disimpegno del partito repubblicano dalla coalizione di centro sinistra, nelle vicissitudini che ad essa hanno fatto seguito, fino alla sua conclusione — le elezioni anticipate —, si è dimostrata avere radici molto più profonde che toccano i rappor*;" di classe nel nostro Paese. Questa crisi riguarda perciò direttamente le sorti dei lavoratori, l'occupazione, i rapporti di potere nella fabbrica e nella società. Ciò che è politicamente in gioco è la partita aperta tra la classe operaia e padronato con il rinnovo contrattuale del 1969. La situazione attuale è frutto della logica capitalista nel difendere gli interessi di pochi — i padroni — e della linea novernativa complice ed asservita alle scelte politiche del grande capitale. Qual'è stata la risposta in concreto dei padroni e del governo la conosciamo. Da parte padronale l'attacco è partito dall'aumento immediato e generalizzato dei prezzi dei prodotti industriali allo scopo di riassorbire gli aumenti salariali. A questa reazione generale, volta ad impedire un mutamento del meccanismo di sviluppo economico, è stato affiancato prima l'attacco in grande stile contro