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Consiglio di fabbrica FLM1

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consiglio fabbrica

SOMMARIO

DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL COMITATO DIRETTIVO

F. L. M. NAZIONALE

DEL 7 - 8 GENNAIO 1976

Gennaio 1976

agenzia di informazione sindacale

della FLM milanese

Redazione:piazza Umanitaria n.5 tel. 54.68.020/1/3/4, Milano.

Direttore responsabile: Walter Galbusera - Milano, Via Salvini 6 - tel. 706.989

Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971.

Spedizione in abbonamento postale - Gruppo 3P

etalmeccanici milano piazza Umanitaria, 5

Il Comitato Direttivo della FLM Nazionale nell'approvare la relazione e le conclusioni della Segreteria sulla base del dibattito ha approvato il seguente documento:

La crisi di Governo coincide con una fase di duro scontro sociale per la difesa dell'occupazione per il rinnovo dei contratti, per nuovi indirizzi di politica economica. Mentre non spetta al sindacato privilegiare una formula politica, esso non può considerarsi estraneo o neutrale rispetto allo svolgimento della crisi e alla sua soluzione sul piano dei contenuti, dei programmi e delle soluzioni che devono essere date ai gravi problemi sociali.

Su questi punti anzi il sindacato deve esercitare tutto il peso e l'autorità che gli deriva dalla rappresentanza unitaria di milioni di lavoratori; su questo terreno il sindacato deve far valere attivamente la sua autonomia promuovendo un ampio e concreto confronto con tutte le forze politiche democratiche che contribuisca a conseguire una soluzione rapida della crisi sulla base di un programma di emergenza che punti ad una soluzione adeguata dei problemi occupazionali aperti, nel quadro di una linea organica conforme all'urgenza dei problemi economici e sociali e alle attese del mondo del lavoro.

Questo programma, non può che fondarsi sulla modifica sostanziale dei provvedimenti proposti dal Governo Moro-La Malfa al Parlamento e dagli indirizzi di politica economica che ispirano questi Provvedimenti, in profondo contrasto con la strategia di sviluppo della occupazione e di riconversione produttiva avanzata in questi mesi dal movimento sindacale unitario.

Questi disegni di legge si fondano infatti: sulla separazione fra le misure di ristrutturazione industriale e la adozione di una politica di sviluppo anche immediato della occupazione nelle Regioni Meridionali; sulla separazione fra misure di sostegno all'industria e una politica di sviluppo e di trasformazione dell'agricoltura; sulla riproposizione di una politica di ristrutturazione tradizionale, finanziata dalla collettività, al di fuori di qualsiasi priorità setteriale e territoriale, e in termini di massima discrezionalità, affidando alle singole imprese e in particolare alle maggiori imprese tutte le scelte in materia di investimento e quindi di occupazione; sulla rinuncia deliberata a presentare un programma di investimenti nei grandi settori di intervento delle PP.SS. orientato allo sviluppo del Mezzogiorno, riproponendo anche nell'industria di stato la stessa procedura sostanzialmente discrezionale, dato il parere consultivo espresso caso per caso dal Comitato Parlamentare, adottata per il finanziamento dei piani di ristrutturazione decisi dai grandi gruppi di potere delle PP.SS.;

sulla creazione di una forma di salario assistenziale, che oltre a rappresentare in molti casi un vero e proprio incentivo al licenziamento e alla diffusione del lavoro a domicilio e di altre attività

DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL COMITATO DIRETTIVO F.L.M. NAZIONALE DEL 7/8 GENNAIO 1976

precarie, si contrappone alle scelte compiute dal movimento sindacale con le piattaforme contrattuali sul controllo degli investimenti e il controllo della mobilità del lavoro da una occupazione all'altra e cancella di fatto le intese di raggiunte a livello interconfederale nella primavera del 1975 e le garanzie che esse contengono per la continuità della occupazione e per il potere di intervento del sindacato

Un simile indirizzo si contrappone, come hanno ammesso autorevoli esponenti del Governo, ad una strategia di riconversione produttiva orientata in base a priorità settoriali e territoriali definite in sede politica e ad ogni forma di controllo collettivo sulla mobilità del lavoro che garantisca la continuità dell'occupazione dei lavoratori.

Il direttivo della F.L.M. riconferma che l'asse centrale della strategia sindacale è nell'intreccio di obiettivi contrattuali e le lotte per la difesa e l'espansione dell'occupazione.

Qualsiasi rottura di questo intreccio indebolisce tutto il movimento. Partendo da questa consapevolezza il movimento dei lavoratori deve proporsi chiari obiettivi da portare immediatamente, utilizzando positivamente il dibattito che accompagnerà la crisi, al confronto con le forze politiche e da sostenere con la mobilitazione a tutti i livelli.

Il Direttivo della F.L.M. intende quindi portare alla discussione del Direttivo della Federazione Sindacale CGIL-CISL-UIL e al confronto con le forze politiche, la proposta di rivendicare nei confronti del Gover• no e delle controparti padronali la sospensione dei licenziamenti in atto. Tale iniziativa dovrebbe essere sostenuta da una esplicita presa di posizione in sede parlamentare o comunque pubblica di tutti i partiti dell'arco democratico.

L'esame complessivo, a livello di settore, delle diverse situazioni aziendali in cui vengono minacciati licenziamenti deve consentire di definire congiuntamente gli o biettivi di riconversione che dovranno essere realizzati nelle aree industriali in maggiore difficoltà e gli obbiettivi di politica industriale chedovranno consentire contemporaneamente la creazione di nuove occasioni di lavorm nel Mezzogiorno, sulla base di una programmazione settoriale e coerente.

Il Direttivo della F.L.M. si riconvocherà immediatamente dopo le risposte in sede governativa in merito alla sospensione dei licenziamenti per valutainetutte le implicazioni ed assumere le decisioni di lotta che consentano il raggiungimento dell'obiettivo . e che evitino lo svuotamento dei contenuti principali della piattaforma rivendicativa.

Il nuovo Governo dovrà costituirsi sulla base di una piattaforma di politica economica che corrisponda ad alcune esigenze prioritarie del movimento dei lavoratori:

1) un programma di emergenza per l'occupazione nel Mezzogiorno conforme alle indicazioni scaturite dal Convegno di Napoli e sanzionate dalla grande manifestazione del 12 dicembre;

2) l'apertura di un confronto concreto con il movimento sindacale e a tutti i livelli politici competenti sui programmi di investimento e di riconversione industriale a livello di grandi settori industriali, nell'agricoltura e nelle costruzioni.

Tale programma deve consentire una mobilitazione immediata delle ri-

sorse umane e materiali esistenti nel Mezzogiornot garantendo un primo avviamento al lavoro dei giovani disoccupa , le prime opere di urbanizzazione, di forestazione, di irrigazione, nei settori della scuola, del doposcuola e della educazione permanente, e consentendo così di creare le premesse per una occupazione stabile nellJt edilizia, nell'industria e nei servizi; La definizione di un nuovo ruolo delle PP.SS nel processo di rilancio e riconversione dell'economia in funzione dell'espansione dell/occupazione, subordinando a questi obiettivi il rifinanziamento dei fondi di dotazione e discutendo i programmi relativi a tutti i livelli interessati dal Parlamento, alle Regioni, al Sindacato; Avvio di una nuova politica tariffaria selettiva e di controllo sui prezzi fondamentali( carne, latte, pane, pasta, ecc.,) sia per salvaguardare i redditi bassi che per contenere i ritmi di inflazioni fin qui alimentati dalla stessa politica governativai A questo proposito il Comitato Direttivo della F.L.M. riconferma la decisione già assunta nell'ultima riunione del Comitato Direttivo stesso di giungere alla proclamazione di una autonoma iniziativa di lotta laddove non vi sia una decisione confederale su questa materia. immediati provvedimenti di politica fiscale diretti a colpire le zone più scandalose di evasione, con la utilizzazione massima del personale del Ministero delle Finanze per le denunce dei redditi alti e per il recupero dell/IVA,

E' in questo contesto generale di politica economica nel quale si saldano interventi immediati per la difesa e l'espansione della occupazione a un processo di medio termine tendente alla modif a dei modelli di produzione e di consumo, che è possibile configurare un sione

a favore della organico piano di intervento pubblico industriale'e del Mezzogiornb. particolare la F.L.M. rivendica che qualsiasi

riconvermisura di finanziamento pubblico ai processi d1 ristrutturazione e riconversione industriale sia subordinata conformemente all'accordo interconf.della primavera 1975 e alla legge conseguente,alla salvaguardia e alla espansione dei livelli di occupazione.

5) Il Comitato Direttivo della F.L.M. ritiene che la crisi politica in atto non debba comportare alcuna sosta nella iniziativa del movimento sindacale, volta ad acquisire, primi risultati sulla sua strategia di sviluppo dell'occupazione, a sostegno delle lotte contrattuali e quindi a contribuire nei fatti ad una soluzione positiva della crisi. Esso propone pertanto:

l'apertura immediata della vertenza generale con le PP.SS. per la definizione di programmi di investimenti nel Mezzogiorno e la programmazione da parte della Federazione CGIL-CISL-UIL di una serie di azioni di lotta coordinate trE. le diverse categorie interessate; la programmazione di scioperi e manifestazioni nelle dionali, per il sostegno delle piattaforme regionali acquisire l'adozione immediata di un piano nazionale al lavoro dei giovani disoccupati;

la ripresa sulla base derazioni della lotta zi, per acquisire nei

RegioniAeridisviluppo-e per di avviamento

di tempi e obiettivi programmati dalle Confedei grandi settori dell'industria e dei servitempi più brevi l'avvio di una programmazione 4

In

settoriale, sia in termini di investimenti che di domanda collettiva (trasporti, elettronica, telefonia, elettromeccanica ed energia, industria collegata all'agricoltura, ecc.)

Il Direttivo della F.L.M. propone questi obiettivi insieme come terreno di confronto con tutte le forze politiche democratiche e come terreno di mobilitazione e di lotta per tutto il movimento. La crisi di Governo non deve paralizzare l'iniziativa del sindacato. Anzi questa dovrà esprimersi a tutti i livelli come iniziative di movimento e di lotta a livello di settori e di territorio.

Il movimento dei lavoratori deve esercitare tutta la sua pressione perchè la crisi sia risolta in tempi rapidi e con elaborazione di una positiva piattaforma di politica economica e sociale, sostenuta da un consenso adeguato di un ampio schiarimento di forze politiche in grado di garantirne la rigida e puntuale applicazione. In questo contesto la giornata di sciopero dei metalmeccanici del 15 gennaio che il Direttivo conferma deve rappresentare un momento di mobilitazione capace di collegare i temi del contratto alle piattaforme generali del sindacato. Il Direttivo della F.L.M. propone inoltre l'organizzazione di momenti di lotta intercategoriali e territoriali intorno alle fabbriche colpite dai licenziamenti ed in particolare nel Mezzogibr4g0 sulla base delle piattaforme elaborate a livello settoriale e territoriale.

Le ore di sciopero che verranno programmate con lo sviluppo della vertenza contrattuale dovranno essere utilizzate con questo criterio.

Il Direttivo della F.L.M. è consapevole della delicatezza del momento politico e del tentativo che possono operare forze moderate e di destra per sviare il dibattito politico dai problemi concreti sui quali si battono milioni di lavoratori, ponendo ancora una volta il ricatto di una anticipazione della consultazione elettorale.

Lo scioglimento delle camere non avrebbe oggi altro significato che un pesante attacco al movimento dei lavoratori con la paralisi per molti mesi delle vertenze contrattuali e di ogni attività governativa con il rifiuto di fatto delle proposte avanzate dal sindacato.

Il Direttivo della F.L.M. propone di impegnare unitariamente il movimento sindacale contro questo attacco da destra assumendo adeguate iniziative di mobilitazione e di lotta fino allo sciopero generale, questo si renderà necessario in rapporto all'evoluzione della crisi.

Lo svolgimento della crisi deve tener conto per i suoi tempi e per i suoi contenuti delle necessità di milioni di lavoratori: il sindacato deve battersi perchè da esso si esca con soluzioni economiche e socid2li più avanzate, adeguate alla gravità della crisi economica che travaglia il paese.

Il Comitato Direttivo della F.L.M. approva il comportamento della sua delegazione alla trattativa con la Federmeccanica e con l'Intersind. Esso riconferma la sua volontà di addivenire ad una trattativa di merito con la Federmeccanica ma ribadisce al tempo stesso il carattere irr rinunciabile degli obiettivi rivendicativi enunciati nella piattaforma contrattuale, a cominciare da quelli che riguardano gli investimenti, e i livelli di occupazione, il controllo sulla mobilità del lavoro e sul decentramento produttivo.

L'entità delle decisioni di sciopero che la delegazione della F.L.M. assumerà dopo il 20 gennaio dipenderà dal comportamento che la controparte adotterà sciogliendo la sua riserva sulla possibilità di affrontare nel merito le rivendicazioni contrattuali della F.L.M.. Lo scioglimento di tale riserva deve essere accompagnata da una esplicita dichiarazione di voler affrontare le questioni relative alla prima parte della piattaforma con l'obiettivo di assicurare l'occupazione.

Per quanto riguarda l'Intersind e l'Asap la delegazione della F.L.M. dovrà verificare se le prime disponibilità ad una trattativa senza pregiudiziali che hanno motivato la decisione del sindacato di limitare a 4 ore lo sciopero dei lavoratori delle aziende a PP.SS., si tradurranno in comportamenti coerenti e se consentiranno l'avvio senza indugi di un negoziato continuato e positivo.

In merito al settore delle piccole e medie aziende la Confapi-Animem ha confermato per il 12 gennaio l'apertura delle trattative. In relazione all'esito di tale incontro-nell'ambito della valutazione complessiva sull'insieme dei negoziati - la F.L.M. deciderà l'entità e le modalità di sciopero da attuarsi per il settore.

Dall'esito di questa verifica essa potrà trarre tutte le indicazioni per le decisioni di lotta da adottare.

Il Comitato Direttivo della F.L.M. è consapevole del fatto che la lotta politica in corso per definire i contenuti di un programma di Governo tenderà a inflenzare la condotta delle controparti nella trattativa contrattuale, data la coincidenza che esse non hanno mai nascosta, fra la loro opposizione alla rivendicazione dei sindacati e la loro pressione per acquisire dalle forze di Governo una politica finanziaria che lasciasse alle grandi aziende piena libertà in materia di ristrutturazione e di licenziamento. Ma la F.L.M. non intende subire nessuna tattica di indugi o di rinvio nello svolgimento del negoziato ed essa si sente impegnata a sostenere con le forme di lotta più adeguate la volontà dei lavoratori di giungere nei tempi più rapidi alla conclusione del contratto.

Le azioni di lotta decise nel corso della vertenza contrattuale dovranno quindi essere strettamente funzionalizzate alla massima informazione dei lavoratori, sullo stato della vertenza, sulla crisi politica, sulle proposte di politica economica,del sindacato ( assemblee di fabbriche e di zona) alla realizzazione di iniziative territoriali e provinciali sugli obiettivi di occupazione e di riforma del sindacato, al conseguimento di azioni comuni con le altre categorie per il rilancio delle vertenze di settore, per la difesa delle aziende più minacciate nei loro livelli di occupazione.

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