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Voce lavoratoreSIT3

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La voce del lavoratore

CONTRATTO '72

La consultazione sulla ipotesi di piattaforma contrattuale sta per concludersi. I lavoratori in ogni azienda sia essa piccola, media, grande, hanno discusso le proposte del Nazionale e come alla Sit Siemens sono giunti a un documento ccnclusivo.

La consultazione proseguirà nei prossimi giorni con:

i Direttivi di Zona

i Direttivi Provinciali

e la Conferenza Nazionale dei Delegati di Fabbrica, entro la fine di settembre per giungere sulla base dei dati usciti dalla consultazione alla piattaforma conclusiva.

In questa piattaforma che stiamo costruendo è sempre più necessario avere chiari quali saranno i termini dello scontro che dovremo sostenere nei confronti del Padronato.

SITUAZIONE POLITICA ED ECONOMICA

La situazione economica italiana appare molto grave. INF

Negli ultimi mesi si sono verificati ulteriori fenomeni di calo degli investimenti e accanto a ciò la stessa domanda interna ha registrato una certa caduta. Inoltre la situazione italiana risente ed è parte integrante di un fenomeno recessivo che.iha-dimensioni internazionali, anchi% presenta degli aspetti specifici che derivano dal tradizionale ' squilibrio Nord - Sud del nos Paese e della presenza ci di sett che producono consumi che non !sonoki0 comperati (vedi

li settore televisivo, ecc.).

Dal '70 sino ad oggi il padronato ha portato avanti la politica della crisi di ristrutturazione delle proprie fabbriche per affrontare meglio la concorrenza internazionale. Questa « crisi di ristrutturazione » ha essenzialmente questi aspetti: — Un rinnovamento del macchinario (con relativa riduzione del personale) nelleAltdp..giphe ,a grandp. concentramerird di capi:

tale: -FIAT, PIRELLI, !Rl, MON-

1EDISON ecc. Questo ha significato per molti lavoratori: licenziamento, cassa integrazione, orario ridotto, aumento dei ritmi e dei carichi di lavoro.

Eliminazione di tutta una serie di industrie non competitive sul mercato incapaci di adeguare i loro livelli di produzione a quelli fissati dalle grandi industrie.

La chiusura di q...:este fabbriche o dei reparti che non producevano abbastanza ha significato per i lavoratori la perdite del posto di lavoro.

vestono perchè non gli conviene; perchè il saggio dei profitti è calato rispetto al passato. Parche la politica governativa non dà loro garanzia di quiete e di sostegno (Cefis qui è stato chiarissimo: ha richiesto soldi allo stato (miliardi) per risanare la Mantedison, azienda privata).

La classe operaia e la gente che lavora in generale non vuole pagare il prezzo della recessione politica ed economica che si è verificata nel monoo. E mentre i lavoratori tentano di dare una risposta ai problemi posti dalla crisi, il padronato elabora delle contropiattnforme - In cui si chiede al sindacati e 'ai ievoratori garanzie di laboriosità= e collaborazione ».

In questa logica si era già mesla Conffiídustria durante i nuosi incontri con le Confederazioni Sindacali.

in *sto difficile 1) -nto il padrongo ir risposto co Scio pero d41 investimenti. M arche i padroni investono di meno? E parche i consumatori consumano Il _parare delle organizzazioni die' imano'? Alla prima questiontriTacaii a riguardo è che certahanno tentato di rispondere in questi giorni sia Carli che Cefis e Petrilli.

mente pesa in generale sul, paese, e quindi sulle industrie, anche il clima "bio e di incertezza dovute. alla s# ione inttrrnaiionale

La loro risposta è stata. in soldoni, if) Seguente: I padroni non in- - e in'particolaraatve i vari daverni

SIT SIEMENS
I I VI 1\ii l \II \ i «i\sli.1 Il) 1)1 I \ HIMP
il s.1 e
Se il caoltffisbegliancl4 rami secchi » è giusta he prezzo della ristrutturazione sia pagato dai lavorato*"
CONTINUA IN 10

che si sono succeduti, anzichè sviluppare una politica anticongiunturale, utilizzando gli strumenti a disposizione (moneta, investimenti nel settore pubblico e politica creditizia) hanno adottato una politica che peggiora la congiuntura (esempio decretone). Nè si può sperare in un miglioramento dato che la politica del « nuovo » governo è basata su programmi di « pace sociale » e di cooperazione delle forze produttive e di repressione di « ogni » tipo di violenza (e sappiamo Cosa questo significa per noi, data « l'imparzialità » dimostrata dai responsabili nell'uso delle forze di polizia).

Da questo trae forza la destra del nostro paese e in generale traggono forza i padroni. Questo autorizza Almirante a fare i suoi canaglieschi discorsi. Questo permette agli incerti, sia essi collocabili nello schieramento sindacale, siano essi collocabili tra le forze politiche, la ricerca di soluzioni di attesa e spesso l'approdo a soluzioni moderate. Assistiamo al contrattacco quotidiano e costante delle forze conservatrici: contro la democrazia, contro le conquiste realizzate nel corso di questi anni, contro le organizzazioni del movimento popolare, sindacali e non. Assistiamo alla repressione quotidiana, puntigliosa e pesapte operata nelle fabbriche e fuori dalle fabbriche.

Leggiamo sui giornali, sentiamo alla radio e alla televisione, giorno dopo giorno, farsi più aggressivo l'impegno a costruire una opinione generale sfavorevole ai lavoratori, alle lotte del prossimo autunno.

LA PIATTAFORMA

DEI PADRONI

L'elemento già richiamato in questa strategia è quello di portare ai contratti i lavoratori su una posizione difensiva. E' questo il senso della cosiddetta piattaforma

della Federmeccanica che comunque non c'è dubbio sarà il fulcro attorno al quale ruoterà tutta la prima parte del nostro scontro contrattuale.

I PADRONI CHIEDONO: la regolamentazione dei consigli di fabbrica; la regolamentazione del diritto di sciopero; la limitazione della contrattazione articolata; l'adozione di una serie di misure contro l'assenteismo. Attorno a questi punti è in atto da tempo tra l'altro una campagna di stampa ben orchestrata. I mezzi non mancano certo ai padroni. Il discorso apparentemente risale tutto al bisogno psicologico che hanno le nostre controparti di « certezza », nei loro rapporti con i lavoratori e di « prevedibilità » per permettere la programmazione deila produzione e la previsione dei costi. Dicono i padroni: questi consigli, visto che ci sono, regoliamoli, diamogli una struttura, un regolamento. E siccome operano nelle nostre fabbriche, contrattiamo le prerogative, le caratteristiche, gli ambiti, ecc. Ingabbiamoli. E questo sciopero, sempre sciopero in questo paese: ma molte cose si possono risolvere in altri modi, lo sciopero non è l'unico mezzo. Studiamo delle procedure, delle regole, concretizziamo questo benedetto articolo 40 della Costituzione. Facciamo come in Germania o in Inghilterra. E poi regolare lo sciopero è anche negli interessi dei lavoratori: infatti non fanno forse danno ai lavoratori gli scioperi dei medici, degli infermieri, dei maestri, dei farmacisti, dei postini? E allora? Basta con la conflittualità permanere. La versione populista del discorso del padronato è questa ed è molto pericolosa. E' molto pericolosa perchè in assenza di una nostra tempestiva iniziativa di contro-informazione, di

La logica padronale

denuncia, questi discorsi si allargano e acquistano consensi. La logica interna alla piattaforma dei padroni è un'altra. Come dice il documento dell'esecutivo unitario dei metalmeccanici, la volontà è quella di « colpire i soggetti e gli strumenti della strategia sindacale », ed è questa volontà che dobbiamo denunciare ai lavoratori e all'opinione pubblica.

La volontà è in sostanza quella di colpire la classe operaia, di renderla divisa e disorganizzata, di avvolgerla in mille procedure: per scioperare, per trattare, per riunire gli organismi sindacali, in modo da rendere impossibili le lotte articolate e di conseguenza garantirsi dalle conquiste non solo salariali, ma anche normative, di spazio, di agibilità, di potere.

CARATTERISTICHE DEL NOSTRO IMPEGNO

Da questo quadro strategico emerge chiaramente che siamo di fronte ad uno scontro di grossa portata politica rispetto al quale massimo deve essere il nostro impegno. Abbiamo l'impegno di rafforzare i consigli di fabbrica che i padroni vogliono snaturare e limitare; abbiamo l'impegno di impedire che nei fatti passino proibizioni o censure rispetto al libero esercizio di sciopero ed alla libera scelta dei nostri obiettivi di contattazione articolata; abbiamo l'impegno della necessità di sensibilizzare e di interessare vasti strati di opinione pubblica alla nostra piattaforma contrattuale, agli obiettivi sociali e di riforma ed alla più vasta tematica della politica economica, del rafforzamento della democrazia contro i tentativi di involuzione e di svolta a destra; abbiamo l'impegno infine di lavorare per realizzare l'unità sindacale, oggi più di ieri, essendo oggi più pesante di ieri il ricatto delle forze anti-unitarie.

Se si vogliono fer;Tiare 1 licenziamenti.... debbono ridurmi le aiutarmi a competasse per.... rare nuove macchine.... che faranno aupiù moderne ed mentare la produetticenti.... zione.... con meno lavoratori occupati!

I NOSTRI FIGLI IN COLONIA

Esperienze ed impressioni della vita in colonia a Busana e a Riccione

Anche quest'anno molti figli dei lavoratori dipendenti della Sit-Siemens hanno trascorso un periodo di vacanza in colonia, chi al mare e chi in montagna.

Queste le impressioni raccolte da alcuni delegati che li hanno accompagnati e poi sono tornati in colonia a trovarli.

Vivere insieme non è facile e la vita di colonia non è senza problemi e la più semplice da organizzare; però se l'ambiente e il modo di viverci viene impostato in un certo modo diventa piacevole e interessante. Tuttavia si può dire che i bambini riescono molto più facilmente a superare le difficoltà che si possono creare in una vita collettiva, mentre da parte dei genitori a volte c'è la tendenza a preoccuparsi in modo eccessivo di quello che potrebbe capitare ai fi gli lontani.

RICCIONE

La colonia è a due chilometri dal centro di Riccione ed è sul mare. Appena siamo entrati in colonia ci siamo trovati di fronte ad una grande sala dove i bambini stavano pranzando e ogni gruppo era seguito dalla propria assistente.

Ero ancora sulla porta e mi sono sentita chiamare da varie parti, erano i bambini che avevo conosciuto durante il viaggio di andata. Mi sembrava impossibiel che con poche ore trascorse con loro sul pulmann potessero ricordarsi di me, eppure erano lì e mi ricordavano momenti che io avevo già quasi dimenticato. Mi premeva di sapere come si erano ambientati quei bambini che il primo giorno piangevano e volevano tornare a casa, andai sulla spiaggia a cercarli, stavano giuocando ed erano i più spensierati. Una camminata per la colonia con gli altri che erano con me e, poichè conoscevano già il posto, insieme abbiamo visitato le camerate, l'infermeria, i saIoni dove i bambini giu,ocano quando piove, le docce, la cucina, la sala da orango, ecc. ecc. In seauito, iI primo colloquio con la direttrice per sapere come erano trascorsi i primi giorni, cosa era successo e come intendevano continuare a

rendere piacevole e interessante la vita di questi bambini in questo ambiente. L'economa ci ha informati sulla qualità e la quantità di cibo col quale si nutrino.

Infine mi sono soffermata nell'atrio ad osservare i disegni e le figure di pongo costruite dai bambini.

Al mattino li sveglia la musica col saluto della direttrice .e, dopo colazione di corsa sulla spiaggia a giuocare (del resto è la sola preoccupazione che hanno), più tardi mentre tutti allegri si preparano a fare il bagno qualcuno (un po' pigro) si avvicina timidamente alla direttrice chiedendole di non fargli fare il bagno perchè è raffreddato.

Spesso è una scusa, però gene-

ralmente la volontà di questi birm bi non viene mai contraddetta. La corsa in mare alza un polverone, in acqua si sentono i padroni di un oceano anche solo occupando un centinaio di metri.

E' positivo il fatto che in questa colonia ci sia molto spazio, sia all'interno che all'esterno e permette ai bambini di scorazzare in lungo e in largo senza cartelli di limitazione. Lo spazio è una cosa fondamentale e indispensabile se si vuole che la capacità di inventare, di imitare, di fantasticare, a volte superando i limiti dell'immaginazione, di questi bimbi abbia la possibilità di svilupparsi in senso positivo.

Al contrario, in un luogo piccolo, si rischierebbe di assistere a

fenomeni di giuoco aggressivo con la sopraffazione inconsapevole di uno sull'altro (qui sono arrivato prima io, oppure questo posto è mio ecc. ecc.), fenomeni del tutto negativi in quanto distruggono la sicurezza a chi la possiede e non ne danno ai bimbi di carattere debole o timido.

Tutti noi sappiamo che la personalità di un individuo si costruisce, si modella e si afferma sapendo vivere in mezzo agli altri, consapevoli dei diritti e dei doveri che essa comporta, guai se pensassimo o se si sottovalutasse questo processo di crescita presente in così tenere e fragile età.

lo credo che il personale di questa coldnia ne sia consapevole, da chi pulisce la cucina alla direttrice. Ho avuto modo di constatare che in queste persone c'era una consapevolezza sulla responsabilità e l'impegno che devono sostenere accettando di lavorare in questo ambiente.

Le assistenti di gruppo (che i nostri figli chiamano « signorina prima e poi con confidenza le danno del « tu «) sono sempre alla ricerca di nuovi giuochi e stimoli per far loro esprimere nuove idee, altre volte devono solo ascoltarli stupite e imparare, con le loro trovate dette con immensa ingenuità e freschezza.

Una favola, dei films. un teatrino preparato dalle assistenti con pupazzi, i canti sulla scalinata del cortile, una passeggiata per le strade di Riccione o la musica che attraversa tutta la colonia per poi raggiungere il mare, in uno di questi momenti si concludono giorni intensi e pieni di sole. Sembrava che dovessero starci per una eternità e sono già di ritorno ricordandosi del bagnino grasso e quello magro, del cane giocherellone, della signora della cucina che distribuiva la merenda, della direttrice quando fischiava per farli entrare in mare, dei bambini con i quali hanno trascorso ore ed ore di giuochi insieme.

Scenderanno dal pulmann e qualcuno dirà che è stato bello, ma che non tornerà più. Poi a Natale comincerà a chiedere quando si partirà per la colonia.

Questi sano soltanto dei frammenti di questa vita e le impressioni sono positive anche se riteniamo che problemi e osservazioni ne rimangono, indubbiamente risolvibili con l'impegno d'ambo le

parti come è sempre stato. Però c'è un problema molto importante, più di quanto ogni genitore possa credere ed è la negatività della visita in colonia, non è certo piacevole per quei bambini che non possono vedere i genitori, per ovvie ragioni starsene sali o senza l'amico che è col padre, sono momenti duri e che non passano inosservati ai bambini, ve lo posso garantire.

SIITT/MAMACW1

La mia impressione sulla colonia montana di Busana è stata senz'altro positiva. Prima di tutto per la posizione geografica della colonia a 900 m di altitudine nell'Appennino Reggiano circondata da castagneti secolari; poi per la quantità di personale impiegato e la pulizia esigtente all'interno della colonia.

Ho potuto più avanti notare ed avere conferma della preparazione e delle premure del personale verso i bimbi, in particolare l'assistenza sanitaria spinta fino all'eccesso era un pallino fisso della' direttrice (i casi di malattie infettive e di altri malanni sono stati sempre portdti dall'esterno). Una cosa in particolare mi ha colpito durante il viaggio di andata alla colonia ed erano i diversi atteggiamenti dei bimbi verso quello che li aspettava. C'erano quelli che erano già stati a Busana gli anni precedenti ed erano allegri, frementi di arrivare, entusiasti della vita che li aspettava in colonia. Gli altri, che avevano avuto precedenti esperienze di colo.-iie evidentemente negative, si chiedevano se in questa co/odia li avrebbero percossi, come era il vitto, se sarebbero stati liberi di giocare. Il terzo aspetto riguardava i bambini che si allontanavano per la prima volta dai genitori e che evidentemente soffrivano.

Dopo una settimana di permanenza l'atteggiamento di questi bimbi era completamente cambiato, la vita di colonia a Busana li aveva trasformdti ed amalgamati, c'era solo la preoccupazione di divertirsi. Mi sembra chr., , il clima comunitario ed egualitario che c'è in colonia trovi nei bimbi una adesione profonda e naturale. Per questo io credo unico motivo di sofferenza che ci può essere in colonia per i nostri bambini è vedere che uno è trattato diversa-

mente dall'altro. Sono quindi contrario al fatto che i genitori mandino pacchi aí bimbi in colonia, e al limite anche che vadano a trovarli, perchè questo provoca in chi non riceve nè pacchi nè visite del dispiacere.

I bimbi in colonia sono divisi in squadre di 15-20 elementi a cui fa capo una maestra. Il gioco del pallone è l'attività principale dei maschi, negli spiazzi liberi in montagna e soprattutto nel campo comunale di Busana dove si svolgono partite all'ultimo sangue, con le maestre tifose accanite. Le passeggiate per i boschi, le escursioni al lago del Ventasso, le soste in punti del bosco battezzati con i nomi più caratteristici, sono state una miniera continua di- scoperte che andavano ad arricchire il bagaglio di conoscenze e ad ap-

Ceu VINvTo CRAMPO ALLA MANO- Neri peRlf A cAsA Lt1 --
B!/SANA

pagare la curiosità dei bimbi.

La passione di un ragazzo cremonese per i minerali aveva contagiato anche gli altri ed ogni pezzo di roccia era motivo di discussione.

La stessa curiosità è esplosa a proposito dei funghi. Ogni gita è stata una occasione per cercar funghi, chiedere spiegazioni su quello che era stato trovato, capire la funzione dei funghi nella vita del bosco. La vita del bosco poi offre altre mille occasioni per lo svago. Una cosa sola avrei visto volentieri davanti alla colonia: una rete per il gioco della pallavolo.

Credo sia importante in una colonia non creare abitudini fisse, bisogna che ci sia la capacità da parte del personale di creare sempre nuovi interessi. E parlando del personale della colonia non posso che confermare che ha una preparazione accurata ed adeguata alla importanza dei compiti e questo a tutiti i livelli, dalla direttrice all'economo alle maestre.

Queste poche righe di elogio che ho voluto scrivere sulla colonia di Busana, vogliono dare un quadro franco di come lassù si sono svolte le cose; vi assicuro che

se le cose fossero andate male, sarei stato altrettanto duro e preciso nel giudicarle e nell'esporle: non si giuoca con la salute dei nostri figli.

La conferma di tutto questo è nelle ,affermazioni dei bambini al loro rientro. Giusíto ieri, martedì 22 agosto, sono andato a vedere i bambini al ritorno del 2° turno di Riccione: sono bastate poche parole scambiate con alcuni di loro e l'espressione dei loro visi abbronzati, distesi e felici a convincermi ulteriormente della validità di quqnto ho scritto.

L'ANGOLO DEL PATRONATO

I titolari di pensione di invalidità a carico dell'Assicurazione generale obbligatoria per la invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, liquidate o da liquidare con decorrenza anteriore al 1° maggio 1968, i quali dalla data di decorrenza della pensione stessa abbiano continuato ininterrottamente a prestare opera retribuita alle dipendenze di terzi almeno fino alla data di entrata in vigore della legge 30 aprile 1969, N. 153, hanno facoltà di optare, entro 180 gg. dall'entrata in vigore del presente decreto (1° luglio 72), per la riliquidazione (aggancio alla retribuzione) della pensione in godimento secondo le norme di cui all'art. 11, primo e terzo comma ed agli articoli 14, 15, e 16 della legge sopracitata.

La riliquidazione di cui al primo comma ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della relativa domanda.

Per gli anni 1971-1972 i limiti di reddito misti o da pensione per avere diritto agli assegni familiari e alle magglorazionì sulle pen-

sioni sono elevati da lire 30.000 a lire 41.600 per un solo genitore o il coniuge e da lire 54.000 a lire 72.800 per due genitori. Di conseguenza chi, causa l'aumento delle pensioni del 1971 avesse perso il diritto agli assegni, può chiedere gli arretrati.

I contitolari di pensione di riversibilità hanno diritto, escluso il pri-

mo titolare, alle quote di maggiorazione di pensione.

Per eventuali chiarimenti sul decreto legge N. 267 (aumenti delle pensioni), sul decreto del P.d.R. N. 1432 (riordinamento della prosecuzione volontaria) sulla legge N. 1204 (tutela delle lavoratrici madri e sulle vigenti disposizioni degli Istituti previdenziali, ci si può rivolgere al Patronato, sito nel locale adiacente il Consiglio di Fabbrica.

Solo NONCONTINIENTE • uniti EDORGANIZZATI SI E' FORTI
.... 15 Plik (11E L.£ k i VI,M110 O PeRktO. • •• VOGLUA v N AVMEVTO D i ST i Penli0 PASSi... / -.•• chit scioreRti Pnssi... '43 •• • Mq ettE • LEI VOGAR , L AURERRSI COME t..i t O • FIG-L101 43.yerro . e i• TtkOPPo, •

LA DIFESA DELLA SALUTE IN SIT-SIEMENS E' AFFIDATA SOLO ALLA "DEA FORTUNA "

Consuntivo di un anno di tentativi di funzionamento della Commissione Antiinfortunistica.

Nel mese di marzo corrente anno tre funzionari dell'Ispettorato del Lavoro chiesero un abboccamento » privato » con i Consigli di Fabbrica e le Commissioni Antiinfortunistiche per esaminare la nocività del lavoro alla Siemens SIT.

Furono subito accontentati e ricevettero un buon numero di informazioni; annunciarono che si sarebbero recati con la Direzione Aziendale a visitare la Fabbrica ma (in contrasto con l'art. 9 dello Statuto) si rifiutarono di effettuare tali visite con la partecipazione di rappresentanti dei lavoratori.

Le visite ebbero luogo ma nulla fu riferito in merito al Consiglio di Fabbrica; questi chiese per lettera informazioni a riguardo all'Ispettorato e questo a sua volta rispose con un'altra lettera, affermando che l'indagine era stata richiesta dalla Magistratura e che, per segreto istruttorio (sempre così comodo per i padroni), dovevano riferirne solo al Pretore che li aveva invitati.

Tralasciamo ora di commentare il comportamento poco ortodosso dell'Ispettorato del Lavoro e cominciamo invece a fare presente a questo punto due fatti fondamentali:

— che la Magistratura ha tutto il diritto di allarmarsi perchè di infrazioni alle norme antiinfortunistiche (con relativa applicazione di multe secondo le norme di legge) in Siemens SIT se ne verificano veramente troppe. Solo che la nostra Direzione Aziendale con una leggerezza veramente riprovevole paga le sue multe (anche con i nostri soldi) e a senza fare una piega » prosegue imperterrita su una strada sempre più pericolosa per chi lavora.

— che la visita dell'Ispettorato del Lavoro ha concluso ben poco se hanno continuato a verificarsi infortuni, incidenti ed infrazioni alle Norme, l'uno più grave del-

l'altro.

Vediamo in breve qualcuno dei casi più gravi: le visite antiinfortunistiche avevano riscontrato la presenza di due poveri minorati impiegati alI'SPS di Monte Rosa, in una posizione di lavoro che comportava una percentuale di ammoniaca superiore ai limiti massimi prescritti dalle Norme. Ebbene, anche dopo la visita dell'Ispettorato essi restavano ancora in quel disgraziatiosimo lavoro e solo da poco per interessamento della Commissione Antiinfortunistica sono stati finalmente destinati ad un impiego meno nocivo.

Si è evitato a per miracolo » un disastro su strada. Ad un autista, che di ritorno da Castelletto guidava un camioncino 1100 della Ditta destinato al trasporto di in

e manutenzioni particolarmente accurati. Non aggiungiamo altro: il fatto si commenta da sè!

Nell'incidente poteva bruciare sia. l'autista che il fattorino che gli sedeva accanto (e può testimoniare del fatto) nonchè le persone sui mezzi investiti.

Un'operaia che con l'appalto di una Ditta esterna (altra illegali.. tà) da dieci anni opera nella mensa di Vighignolo, è rimasta folgorata circa una settimana fa da una violenta scarica elettrica dovuta ad una perdita di isolamento nel frigorifero di mensa. Soccorsa, prima dal cuoco e poi dal medico e dall'infermiera di Castelletto, è stata rianimata appena in tempo perchè aveva perso la conoscenza e la respirazione; in queto caso, come in altri, la Direzione Aziendale non ha creduto opportuno informare le Commissioni Antinfortunistiche.

A Castelletto circa due settimane fa 27 lamiere da 4 mm. e circa m. 2,5 x 1 di dimensioni, nonchè del peso di quasi un quintale cadauna, sono sfuggite ai supporti della gru a ponte e sono letteralmente « volate » in giro per tutto il magazzino. Non si riesce ancora a capire come, per fortuna, non si siano verificati degli infortuni mortali.

L'operaio che comandava il carro ponte si è salvato solo perchè, per caso, si trovava riparato da un blocco di lamiere.

fiammabili (era carico di ben 14 quintali di roba), sono improvvisamente venuti a mancare i freni. Tirando prontamente il freno a mano e scalando le marce, l'autista è riuscito con grande abilità a controllare il mezzo.

Raggiunto in seguito, a passo d'uomo, S. Siro, l'autista veniva pesantemente redarguito dal Capo. Reparto perchè si rifiutava di guidare un automezzo pericoloso per sè e per gli altri.

Facciamo note.re che i mezzi di trasporto per gli infiammabili debbono subire per norma controlli

STAI LA TUTA I POLII°141N01 E „.M£ Glk0 11 9 RITMO ètei ›igs‘o C 4 V N GIORNO DI Mi eaVir V A

e) Dobbiamo pure riferire che Un operaio del Reparto CTP ebbe a subire mesi fa in una centrale telefonica una grave e dolorosa distorsione al piede che rimase schiacciato tra il muro ed il pavimento di un montacarichi che la Commissione Antiinfortunistica di S. Siro denunciò alla Direzione del CTP come decisamente fuori norma.

L'operaio ha subito un delicato intervento chirurgico ai tendini presso l'Istituto Traumatologico dell'INAIL ed è rimasto complessivamente assente oltre tre mesi: ciononostante a tutt'ora l'ascensore è rimasto tale e quale, pronto a provocare altri incidenti anche se l'Ispettorato del Lavoro (che è responsabile delle macchine sui luoghi del lavoro) ne è stato informato anche nel corso della sua visita.

Questo stato di cose non è solo decisamente illegale ma tale da incriminare agli occhi di tutti, compresa la Magistratura, la Direzione Aziendale e ciò anche perchè si verifica che ogni incidente viene in pratica sempre preceduto da casi analoghi e meno gravi che dovrebbero mettere sull'avviso dei Dirigenti più sensibili a quanto prescrive la Legge ed il comune buon senso.

La « volata » di lamiere di 4 mm. di Castelletto era stata ad esempio preceduta da una analoga « volata » qualche mese prima, di lamiere da 1 mm. (degli autentici

rasoi); nella mensa di Vighignolo da un buon mese era stata denunciata la « scossa » che dava il frigorifero ed al CTP esterno, qualche mese prima del grave incidente, se ne era verificato uno eguale, per fortuna con conseguenze meno gravi.

Ma la nostra Direzione non si limita ad una trascuratezza che preoccupa sempre di più, agisce anche in modo altrettanto illegale sabotando sistematicamente l'operato delle Commissioni Antiinfortunistiche ed esercitando discriminazioni odiose su coloro che in queste Commissioni fanno coraggiosamente il loro dovere nell'interesse della pelle di tutti.

Così la Direzione Aziendale non informa ad esempio con i più speciosi pretesti o con ritardo, degli

infortuni, sottrae l'infortunato al controllo delle maestranze, non fornisce i dati delle analisi concordate e discrimina pesantemente nelle mansioni (in spregio all'articolo 15 dello Statuto) dei tecnici apprezzati.

Il tutto perchè la Direzione Aziendale vuole fare i suoi comodi. Siamo .così arrivati ad un punto di pericolosità e di incoscienza oltre il quale può benissimo « scapparci un morto ». Finora abbiamo « avuto fortuna », ma perchè in avvenire sussista qualche cosa di più, cioè della « sicurezza » il Consiglio di Fabbrica ha deciso di fare un esposto circostanziato alla Magistratura. Se questa non è stata abbastanza informata dall'Ispettorato del Lavoro, ebbene ci penseranno i lavoratori.

Vietnam chiama

E' uscito IL VIETNAM CHIAMA a cura di Fim Fiom Ulim informazioni immagini poemi della lotta eroica del popolo vietnamita

una carta gigantq del Vietnam del sud per seguire la liberazione del paese

SOMMARIO

Perché questo libretto - presentazione

Com'è il Vietnam - i fiumi, le montagne, le foreste, la popo- lazione

La lotta per l'indipendenza - 1000 notizie storico-politiche dalla prima aggressione giapponese alla attuale guerra U.S.A.

Una nazione antica

La .conquista coloniale

La ricerca di forme nuove di lotta

L'indipendenza

La prima guerra di liberazione

La seconda guerra di liberazione

La guerra speciale

La guerra locale

Il 1968

Cambogia e Laos

La lotta sindacale

Poesia di lotta - la volontà di lotta del popolo vietnamita nei versi di Ho Ci Minh e di altri poeti che hanno combattuto Bibliografia essenziale

Ml RIHOTO DI (_RUORRRE FIMO ALLO rioeTe. - sok.° ?ce iz STARE IK VITS3
ACQUISTATE IL LIBRO I z Cz2 1.• r4

Un successo di tutti i lavoratori è stata la vittoria dei braccianti

I braccianti l'hanno spuntata.- Dopo dieci mesi di lotta e quattordici giornate di sciopero Nazionale con una serie imponente di manifestazioni e di agitazioni Provinciali con il grande sciopero che il 21 marzo ha visto scendere in lotta insieme i braccianti e gli operai dell'Industria, hanno raggiunto l'accordo con la Confagricoltura, l'organizzazione Padronale che si è dimostrata più intransigente nell'ultimo anno.

La vittoria contadina viene giudicata come un'importante conquista per l'intero mondo del lavoro, e un grosso successo non solo per i braccianti ma per l'intero movimento sindacale. E' uno stimolo per le lotte che tutti i lavoratori si apprestano a condurre per la difesa dell'occupazione, per le riforme, e per i rinnovi contrattuali.

<74,

Importante fra l'altro, che questa categoria abbia affermato nei ftti il diritto della contrattazione aziendale, mantenendo la pìù ampia libertà di azione nelle aziende. Il nuovo Patto di lavoro, che interessa 20.000 aziende e un milione e settecentomila braccianti, sancisce una serie di istituti importanti per i lavoratori.

E' necessaria però anche una fase di riflessione e di dibattito interno che dovrà portare la categoria a operare altre scelte in ordine alla strategia contrattuale, per imporre un nuovo indirizzo di politica agraria che faccia superare al settore il proprio attuale stato di arretratezza.

Il Giornale ha Io scopo SEDE UNITARIA

LA REDAZIONE

ARNABOLDI (Respons) di informare i lavoratori CERVATO

sui lavori del Consiglic COLCIAGO

Informiamo i lavoratori ORLANDI della SIT-SIEMENS che sui problemi di Fabbrica MOSCA dal 1.o Settembre 1972 e sulla situazione poli- CAZZANIGA nella zona S. Siro è sta- tica. 3ARBIERI ta costituita la sede uni- MAZZANTINI taria del Sindacato Me- Chiunque può collabora-

FIM-FIOM- re inviando notizie e do-

UILM - Via Carracci, 2Milano - Tel. 4982505. cumenti alla Redazione

del Giornale.

TELEFONARE S. SIRO talmeccanici
C.d.F. 2047
C.d.F. 2449 PATRONATO
CASTELLETTO C.d.F. 7-2300
3196

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