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singer unita Bollettino del Coordinamento dei C.d.F. Singer - n. 3

luglio 1975

L'impegno del C.d.F. e dei lavoratori di Monza per superare con giustezza la grave crisi Ci sembra che le vicende susseguitesi in quest'ultimo anno alla Singer di Monza in ordine ai livelli occupazionali, e all'integrità dell'orario di lavoro, richiedano alcune considerazioni; e ciò non tanto per rifare una cronaca di fatti ormai noti, quanto per verificare la validità della linea politica cheil C.d.F. ha indicato ai lavoratori per il superamento della crisi in azienda e per respingere qualsiasi attacco all'integrità del salario e dell'orario di lavoro. Già in altra parte di questo giornale vengono evidenziati, soprattutto per lo Stabilimento di Leini, gli obiettivi della multinazionale Singer e non è quindi il caso di ripetere come la Singer li persegua. Più importante è invece ribadire perché tutti í lavoratori ne acquistino sempre più coscienza, che essi consistono o in vistose ristrutturazioni aziendali (con il solo scopo di una maggiore produttività), o in pericolosissime rinunce (solo per tagliare i cosiddetti « rami secchi a) o nell'individuazione di canali commerciali alternativi a quelli tradizionali (puramente per avere un minor costo di commercializzazione). Come si osserva risulta completamente assente dalle motivazioni così semplicemente elencate ogni riferimento alla realtà umana, individuale e sociale, che invece è a noi ben presente e pone una grossa problematica in tutti i settori della Singer. Siamo cioè ancora nel campo delle « grandi manovre a che il Gruppo multinazionale intende attuare sulla testa, e quindi senza la partecipazione, dei lavoratori. Il C.d.F. di Monza è deciso, e lo afferma ancora, per quanto gli compete, a non subire questa impostazione dei problemi e a non fare passare la linea prospettata. E ciò è un primo punto fermo. Il C.d.F riconosce certamente l'esistenza di una situazione economica _v enerale non favorevole e la presenza in fabbrica di alcuni complessi problemi di natura tecnica. Da ciò quindi deriva la sua posizione: che non è di rifiuto di ogni ristrutturazione in modo acritico e preconcetto, ma è di rifiuto di ogni ristrutturazione che non tenga conto, in misura sostanziale,

Le flultinì-zionai i

di quella realtà umana di cui si diceva e che non assicuri ai lavoratori la necessaria partecipazione, ad ogni livello, alla elaborazione ed alle scelte delle soluzioni produttive e tecnologiche. Abbiamo così sostenuto la nostra battaglia a politica contro la Cassa Integrazione degli ultimi mesi del 1974, indicandone ai lavoratori tutti i pericoFi. Abbiamo poi provocato, con una lotta, breve ma efficace, una sostanziale riduzione della Cassa Integrazione per 150 lavoratori nei primi mesi del 1975, conquistando inoltre garanzie totali circa gli orari di lavoro fino alle ferie e impegnando la Direzione ad una ulteriore trattativa entro il 15 luglio p.v. Siamo riusciti a incidere, con gli accordi aziendali del febbraio e marzo 1975, in modo positivo sulle garanzie e modalità da seguire circa i trasferimenti necessari all'interno della fabbrica e sul rientro del lavoro esterno. Siamo infine decisi a far rispettare gli impegni assunti dall'Azienda sul mantenimento del numero di occupati. coprrunirA mi te


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