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Uniti si vince1

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Bollettino del Consiglio di Fabbrica della Ercole Marelli - Febbraio '71

SUPERARE L' ATTUALE PIANO -

PER UN EFFETTIVO RILANCIO DEL SETTORE Prosegue alla E. Marelli la lotta per garantire l'orario minimo di lavoro e i livelli dì occupazione. Tale battaglia, che sinora è stata condotta con la sospensione di ogni prestazione straordinaria, ha trovato in questi giorni una ulteriore convalida della propria giustezza, per la difficile e preoccupante situazione che si è venuta a determinare nelle piccole costruzioni dove diversi lavoratori sono stati trasferiti in altri reparti o posti in attesa lavoro. E' innzortante inoltre ricordare che a tale situazione si è giunti dopo che, nell'ultima trattativa, la direzione mentre chiedeva lavoro straordinario per alcuni reparti dichiarava di non poter dare alcuna garanzia per l'orario minimo per tutti. Tale atteggiamento dimostra ancora una volta che da parte della Direzione non si vuol cambiare la

I 40.000

logica con la quale da sempre alla E. Marelli si sono affrontati i problemi della ristrutturazione. Ad esempio basta ricordare quanto avvenuto nel 1965, quando, mentre gruppi di lavoratori effettuavano un elevato numero di ore straordinarie contemporaneamente i livelli di occupazione complessivi venivano ridotti di 800 unità. Ad aggravare ulteriormente la situazione contribuiva il fatto che circa 3000 lavoratori venivano messi in cassa integrazioni guadangi con la perdita netta di un terzo del salario. Il fatto che la riduzione di organico ed orario di lavoro non abbia, in quel periodo, intaccato gli utili Cficiali ma abbia fatto segnare agli stessi un seppur lieve rialzo, dimostra che, in periodi di recessione economica, il padronato per salvaguardare il proprio profitto tende a stringere sempre più la già stretta vite dello sfruttamen-

to che va dalla dequalificaziohe, al contenimento dei salari, agii ambienti di lavoro malsani, al taglio dei tempi dei cottimi, al contenimento degli investimenti tecnologici. Ma contro questo tentativo delle Direzioni di far pagare ancora una volta ai lavoratori le ristrutturazioni delle fabbriche non sono in lotta solo i lavoratori della E. Marelli. E' tutto il settore dell'Elettromeccanica pesante pubblica e privata che è investito da un processo di concentrazione e ristrutturazione. Per queste ragioni la lotta dei lavoratori della E. Marelli è la stessa lotta dei lavoratori delle Cotruzioni Elettromeccaniche (ex Breda elettromeccanica), della Breda Termomeccanica, della Franco Tosi, dell'ASGEN e di altre decine di piccole e grandi aziende del nostro Paese.

dipendenti delle aziende del settore elettromeccanica pesante

MAR TEDI' 9 FEBBR AIO SCIOPERANO PER 2 ORE per imporre un nuovo piano che dia delle reali garanzie di rilancio e di sviluppo del

settore . •


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