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Puntello7

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gennaio 1973

L PUNTELO Giornale unitario del consiglio di fabbrica - Ponteggi - Dalmine

CONQUISTARE IL CONTRATTO E BATTERE LA REAZIONE Non è difficile cogliere la volontà dello schieramento padronale di drammatizzare la scadenza dei contratti e di creare un clima di esasperazione nell'opinione pubblica. Il padronato vuole creare la convinzione che i miglioramenti nella condizione salariale e normativa dei lavoratori sono l'unico fattore che pesa sul processo produttivo, sulla fabbrica e che quindi, alla maggiore o minore moderazione sindacale sarebbero affidate le possibilità di ripresa e la caduta ulteriore dell'economia del paese. Il grande padronato ha compreso la lezione del 1968-69. Allora fu sconfitto dall'unità e dalla forza operaia e lavoratrice, dall'isolamento in cui finì per trovarsi di fronte alla pubblica opinione. Oggi esso tenta di assicurarsi una condizione rovesciata rispetto ad allora, .cercando di portare isolato allo scontro il movimento operaio. La lotta operaia del 1968-69 è nilta da condizioni di lavoro intollerabili, e la vittoria di tre anni fa fu la premessa possibile per avviare uno sviluppo economico alternativo con livelli salariali e orari di lavoro di tipo europeo, diriti sindacali, forti investimenti per dare lavoro al sud e ammodernare gli impianti. Un padronato ottuso, una classe dirigente abituata a vivere alla giornata (tanto sfruttiamo i lavoratori essi dicono!) Hanno detto no a ciò, non solo; sono arrivate le bombe di piazza Fontana e la violenza fascista. il governo di centro-destra Andreotti-

Malagaodi e con esso le ristrutturazioni Pirelli. Montedison, Zanussi e tante altre. Anche oggi contratti 1972, il grande padronato cerca di isolare e battere i lavoratori: ne è prova l'intransigenza sui punti del contratto metalmeccanico ed edile, l'attacco al contrato stesso sostenendone l'incompatibilità con il buon andamento aziendale, chiedendo soldi al governo e montando attraverso giornali e partiti di destra e moderati una campagna contro i contratti. L'attacco del grande padronato ai lavoratori si estende nel settore dei servizi e del commercio: aumento dei prezzi e carenze di servizi sociali costituiscono una delle pinze di una tenaglia che vorrebbe chiudersi sui lavoratori. Ma la confindustria non si accontenta di questo: ciò che si vuole infatti da parte padronale è un governo forte, naturalmente verso i lavoratori. Regolamentazione del diritto di sciopero, piena libertà al padronato privato di operare licenziamenti, nessun investimento tecnologico nè alcun investimento al Sud (la vertenza con IRI, ENI, EFIM, EGAM Parla chiaro), banche stracolme di denaro che viene prestato con un interesse da usurai della pegaior specie a meno che non si tratti della grande industria, dei grandi speculatori, i quali usano poi auesti soldi per costruire abitazioni di lusso, chiudere fabbriche e aorìre supermercati (dove si vende 'merce imoortata dal MEC dei soliti tre mafiosi).

Per investimenti sociali (case popolari, scuole, trasporti) e produttivi (nuovi impianti, nuovi posti di lavoro nel sud, nuovi stabilimenti nei settori poco sviluppati) di soldi non c'è ne sono: questa è la sostanza del governo Andreotto. Per vincere dunque la battaglia dei contratti è necessario mantenere ed estendere nella fabbrica l'unità tra operai e impiegati, tra medie e piccole fabbriche, ma non è sufficiente: dobbiamo convincere la maggior parte della gente, le organizzazioni e i partiti democràtici e popolari che la nostra lotta è giusta e va appoggiata: i contratti, l'occupazione e gli investimenti, le riforme e misure contro il carovita in aumento. Molte di queste questioni si decideranno in sede politica e non solo al tavolo delle trattative e se riusciremo ad isolare il grande padronato di fronte all'opinione pubblica, ai partiti democratici, ai lavoratori tutti, avremo conseguito una grande vittoria. un delegato Quel soldino buttato là distrattamente nella mano dello strillone, è un proiettile consegnato al giornale della borghesia che lo scaglierà poi, al momento opportuno, contro la massa operaia. Se gli operai si persuadessero di questa elementarissima verità imparerebbero a boicottare la stampa borghese con quella stessa compattezza e disciplina con cui la borghesia boicotta i giornali degli operai. A. GRAMSCI


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