VERTENZA ENERGIA
Federazione Regionale Lombarda Cgil-Cisl-Uil I ottobre 1977
Comunicato della Federazione
Regionale Lombarda Cgil - Cisl Uil in merito alle decisioni parlamentari sull' energia
La Federazione Regionale CGIL-CISL-UIL della Lombardia ha esaminato l'esito del dibattito parlamentare sulla politica energetica e ha valutato le decisioni che in ordine ad esso sono state assunte .
Vi è innanzitutto da rilevare l'insoddisfazione per un livello di dib.± tito che si è svolto in termini riduttivi rispetto agli stessi registratisi in altri paesi europei soprattutto per i grandi e gravi problemi che la politica dell'energia complessivamente pone oggi al nostro paese .
Tuttavia in questo quadro la mozione conclusiva coglie formalmente nei vari suoi aspetti i temi generali e specifici.che compongono la politica energetica col rischio però che risulti complessivamente inefficace se rimanesse carente di tutta quella strumentazione necessaria per rendere operanti quelle indicazioni che sono: alla base di una reale programmazione settoriale( impegni legislativi mezzi finanziari, tempi di realizzazio ne , ruolo e responsabilità attuative degli enti e delle imprese del settore ) . In sostanza le sole decisioni operative riguardano il numero del le centrali nucleari da costruire lasciando però indeterminati problemi di grande rilevanza quali l'assetto produttivo dell'insieme dell'industria elettromeccanica pesante come conseguire una maggiore autonomia tecnologica, il ruolo degli operatori del settore, la modalità di committenza (come del resto dimostra l'interpellanza già presentata a questo ultimo riguardo ad un solo giorno dall'approvazione della mozione )
In particolare vanno rilevate le conseguenze che ne derivano alla industria a partecipazione statale, che, secondo le stesse indicazioni previste per il loro più complessivo riassetto, dovrebbero rappresentare l'elemento trainante delle politiche del settore, mentre in realtà le
decisioni assunte tendono a facilitare l'inserimento della FIAT nel settore con una operazione semplicemente finanziaria, senza che ciò determini un potenziamento dello stesso apparato manifatturiero .
In conclusione riteniamo che la battaglia sostenuta dal sindacato in questi anni sui problemi dell'energia resti tuttora aperta e,in tal senso, oggettivamente la mozione parlamentare, pur nei limiti rilevati, rappresen ta un ulteriore contributo, per le affermazioni che contiene , verso il raggiungimento degli obiettivi posti nella nostra piattaforma presentata alla Commissione Industria e al Governo il 25 Ottobre 1976 .
E' proprio rispetto alla nostra proposta che dobbiamo rilevare le mag giori carenze delle decisioni parlamentari in quanto :
è mancata la possibilità di realizzare un confronto anche negoziale sui punti della nostra proposta
permane grave la situazione nei settori produttivi a causa della mancanza di decisioni operative con pesanti riflessi sugli stessi livelli occupazionali .
In questo quadro la Federazione Regionale CGIL-CISL-UIL della Lombardia considera indispensabile continuare a rafforzare la azione del movimento nei confronti del Governo, degli Enti Nazionali e del padronato al fine di dar seguito,con atti concreti, alle stesse indicazioni contenute nel la mozione parlamentare che accolgono le nostre richieste ; a questo fine il confronto deve essere ripreso anche con l'insieme dei partiti democrati ci .
In tal senso è necessario che la stessa Federazione Nazionale CGIL-CISL e UIL riconvochi con urgenza il coordinamento energia unitamente alle strut ture sindacali per individuare il nuovo livello di iniziativa necessario per dare efficacia alla vertenza dell'energia .
Una valutazione particolare deve essere rivolta alla politica tariffaria„ per la quale le decisioni Parlamentari prevedono indirizzi non condivisibili dal sindacato.
E' questa una materia che è stata regolata da precisi accordi fra sinda cato e governo che non possono essere superati e snaturati da decisioni unilaterali .
Ribadiamo con forza la necessità che in ogni caso per le tariffe elettriche sia mantenuto il sistema progressivo e sia salvaguardata la fascia protetta dellOtatenze domestiche.
Sulla base di tali valutazioni,la Federazione Regionale CGIL-CISL-UIL impegna i consigli di fabbrica a valutare e a dibattere i risultati emersi In preparazione del Coordinamento Regionale Energia che verrà convocato entro la fine del mese . In tale occasione saranno valutati gli impegni assunti dal Parlamento le conseguenze.di tali decisioni sugli assetti produttivi ed occupazionali il loro collegamento con le vertenze aperte e le iniziative del sindacato volte a garantire comunque processi di autono mia tecnologica di diversificazioni delle fonti , dei risparmi di consumi di energia , del diverso ruolo che Enel ed ENI devono assumere e dei problemi della sicurezza della difesa ambientale .
Milano, 10 Ottobre 1977
Parte generale della mozione sull'energia votata alla Camera
La Camera, udite le comunicazioni dél ministro dell'Industria sui problemi dell'energia e considerato che la crisi energetica ha introdotto un mutamento permanente nel,quadro dei dati che definiscono le scelte di fondo, della politica economica e che l'energia è un bene strategico per Io svi• luppo sociale ed economico del Paese, impegna il Governo a porre in essere una manovra globale di politica energetica capace di modificare nel medio termine, con nuovi indirizzi del settore, l'attuale struttura del sistema energetico nazionale.
Tale manovra dovrà consentire la-stabilità dell'approvvigionamento delle tonti primarie di energia per assicurare lo sviluppo economico, sodale, civile del Paese rafforzando la struttura industriale della Italia e puntando all'aumento dell'occupazione, al riequilibrio settoriale e territoriale, ad una diversa qualità della vita. Questo obiettivo richiede un insieme coordinato di azioni tendenti a:
n Diversificare le fonti primarie di approvvigionamento e per ciascuna, tendere alia massima diversificazione geografica, al fine di rendere meno vulnerabile il nostro sistema energetico.
Ei Correggere la struttura del sistema nazionale della produzione energetica, puntando ad una riduzione percentuale della componente petrolio ed aumentando l'apporto e lo sfruttamento delle fonti alternative con particolare riferimento alle fonti interne attraverso:
un recupero dell'utilizzo delle fonti idro-elettriche sia con un migliore utilizzo degli impianti sia con una utilizzazione di nuovi e trascurati anche se minori salti idrici nel quadro dell'uso plurimo delle acque; •
una più organica azione nel campo della geotermia, utilizzando tutte le competenze dell'Eni e dell'Enel estendendo lo sfruttamento da parte delle Regioni delle acque calde all'uso non elettrico;
una incentivazione dell'uso esteso dell'energia solare per basse temperature nel campo degli usi civili. agrieo:o - alimentare e -3ell'industr a del freddo;
la sperimenta/ione di tutte k torme di produzione integrata di energia e calore;
l'aumento della quota detenuta dal carbone, impiegandolo in particolare nelle centrali Enel e provvedendo a intese a lungo termine con i Paesi produttori e ad un piano per l' adeguamento delle infrastrutture interne con riferimento anche ai problemi di inquinamento;
la promozione e l'intervento delle iniziative a livello dei poteri locali, come rifiuti solidi urbani, e delle Regioni nel campo dello sfruttamento di risorse di rilievo essenzialmente locali, valorizzando od estendendo le esperienze già in atto.
J Risparmiare ed evitare gli sprechi dell'energia incentivando anche finanziariamente tutte le operazioni a ciò finalizzate; in particolare:
in campo industriale orientare i provvedimenti relativi alla riconversone industriale ad una struttura produttiva a basso consumo di energia; nel campo degli usi civili, domestici e dei trasporti attraverso provvedimenti del settore edilizio e dei servizi basati su un più efficiente e razionale uso delle risorse e una politica della domanda che privilegi i beni sociali rispetto ai beni di consumo individuali.
~ Razionalizzare la struttura dell'approvvigionamento, della lavorazione e della distribuzione impegnando l'Eni in un ruolo prioritario e orientare i consumi in modo da tenere conto delle reali possibilità italiane in un quadro programmatico globale e con scelte che diminuiscano la dipendenza energetica.
M Sviluppare le risorse inJ' terne: incrementando le ricerche e le prospezioni delle varie fonti (uirocarburi, carbone, uranio) impegnando lo Eni con intensi programmi di ricerca e sfruttamento. Potenziare l'impegno pubblico nel la ricerca e sviluppo e dimostrazione per le altre fonti energetiche, in particolare per quella solare, prevedendone anche la immediata utilizzazione.
"E Garantire 1' approvvigionamento dall'estero: ricorrendo a larghe intese di collaborazione-quadro e cooperazione industriale con i Paesi produttori di fonti primarie che consentano di bilanciare i costi di approvvigiona-
mento con operazioni di interscambio di prodotti industriali e di servizi. La politica di approvvigionamento dall'estero dovrà attuarsi sia mediante attività minerarie, sia rivolgendosi al mercato per acquisire le disponibilità. Tale azione va condotta portando avanti una politica di cooperazione con i Paesi produttori, con i Paesi in via di sviluppo e soprattutto puntando a creare una politica europea del set: tore energetico nel quadro della cooperazione internazionale, 1 • Attuare.una concreta verifica della sicurezza e della difesa ambientale con riferimento ai cicli di produzione, trasformazione e consumo di qualsiasi fonte energetica, garantendo nello stesso tempo la protezione della salute e la salvaguardia del patrimonio naturale.
Sul piano finanziario e feriffario occorrono puntuali interventi diretti a: modificare la 'politica dei prezzi operando una programmata liberalizzazione dei prezzi dei prodotti energetici e passando dai prOzzi amministrati a quella dei prezzi sorvegliati; per quanto riguarda le tariffe operare per riequilibrare il sistema costi-ricavi salvaguardando apposite fascie sociali che riguardano i consumi dei ceti Meno abbienti, l'agricoltura ed il Mezzogiorno; utilizzare lo strumento fiscale in modo da favorire gli indirizzi di politica energetica sopraindicati per disincen t ivare gli usi secondari rispetto ai prioritari.
Appunti per assemblee Sciopero del 20-12 -'77 per P. S.
Particolare momento in cui si svolge lo sciopero . Preoccupazioni per :
La crisi economica si aggrava sempre più
Non si vedono segni di cambiamento della politica governativa
Il padronato è impegnato nel disegno di ristrutturazione del sistema
Lo può fare con una quotidiana opera che tende a distruggere ogni credibilità alterna— tiva al sistema , mettendo in discussione le istituzioni democratiche, le libertà dei lavoratori e le loro proposte di riforma
All'interno di questo disegno va inquadrata l'attuale strategia della violenza e del— la criminalità .
Considerare il " climallin cui si svolgono le nostre lotte . — I risultati della criminalità " organizzata "
In aggiunta prosperano e vengono alla luce : evasioni fiscali ( SIR )
— fughe di capitali ( Sindona ) grandi corruzioni ( Barona )
— scandali
Difficile riscontrare in altro periodo storico recente simile crisi sociale
E' il risultato della crisi economica e del modo con cui le forze dominanti la gestis cono
75 76 77 primi 10 mesi Delitti denunciati 1.500 ogni 100.000 3.800 ogni 100.000 abitanti abitanti Rapine tentate e consuma te 3.400 4.306 Attentati 1.693di cui : 435 contro? sgole persone 300 contro sedi di partito 42 coltro sindacali Attentati con armi da fuoco 13 14 46 Agitazioni carcerarie 51 Evasioni carcerarie 395 522
L'ordine democratico viene così pericolosamente aggredito Anche l'iniziativa per un diverso ordine pubblico si trova a mu9versi su un terreno diverso da quello in cui era nato
La democratizzazione della P.S. era conseguente alle lotte fatte dai lavoratori che avevano conquistato più potere e con esso più diritti di libertà per l'intero Paese
Oggi il movimento dei lavoratori lotta per uscire dalla crisi economica e per respinge re gli attacchi alle libertà e alla democrazia
Quindi più che mai è indispensabile non lasciare da soli i piliziotti nel portare avanti una battaglia che è per l'ordine pubblico " democratico Pertanto una battaglia che è di tutti
COSA CHIEDE IL MOVIMENTO DEMOCRATICO DELLA P.S.
Una difesa dell'ordine democratico non con leggi speciali o con servizi di polizia più articolati ma con : giustizia e pace sociale
partecipazione democratica
sacrifici necessari ripartiti in modo eguale tra tutti
Da ciò la loro richiesta di partecipare alle scelte sui problemi di riforma della polizia
La riforma è nata dai poliziotti ; senza la loro mobilitazione non si sarebbe mai parlato della riforma P.S.
Le tappe della crescita del movimento :
Estate 1973 - Roma
Prima uscita pubblica " allo scoperto con conferenza stampa
Dicembre 1974
Assemblee pubbliche all'Hilton di Roma e all'Odeon di Milano
— Febbraio 1975 - Empoli
Prima assemblea nazionale con la Federazione Unitaria e definizione della linea per la riforma
1977 : Campagna di adesioni alla Federazione Unitaria :
11 Febbraio Convegno con i quadri sindacali a Roma per dar luogo di fatto alla promozione del sindacato di P.S. aderente a CGIL—CISL—UIL
2 Ottobre — Manifestazione al Palazzo dello Sport di Roma per il Sindacato Unita— rio e per le osservazioni sul progetto di Riforma
10 e 11 Dicembre — Assemblea Elettiva — Costituente degli organi dirigenti in preparazione del Congresso Costitutivo che avrà luogo a legge approvata .
I RISULTATI CONSEGUITI DAL MOVIMENTO
I Comitati di Base
118 Settembre 1976 il Ministro degli Interni Cossiga era costretto ad emanare unà circolare in cui autorizzava la costituzione di rappresentanze dibase
I comitati Provvisori per il Sindacato CGIL—CISL—UIL , sostitutuitisi ai coordina— menti del Movimento, gestirono la circolare Cossiga ; i Comitati di Base eletti democraticamente nei ,luoghi di lavoro nascono così come struttura di base della Federazione Unitaria
A Milano sono stati eletti 53 C.d.B. , con 283 delegati
Le Adesioni
Sui circa 80.000 dipendenti della P.S. a a livello nazionale , 1'80% degli stessi
ha sottoscritto l'adesione al programma della Federazione Unitaria
Nella nostra provincia .le adesioni sono 3.903 , pari al 78% del personale dipendente
E' un dato rilevante perchè Milano è il centro delle eversioni ( strategie prima tensione, poi terrore ora violenza )
Qui è oggettivamente difficile il rapporto tra addetti all'ordine pubblico e manifestan ti
La Riforma
Dalla Assemblea di Empoli del 1975 P.C.I. e P.S.I. hanno elaborato un progetto di Leg ge per la riforma
Successivamente, davanti all'incalzare del problema, hanno presentato progetti :
D.C. — P.I.L. — Democrazia Nazionale — Partito Radicale e Ministero degli Interni
E' stata costituita una Commissione Parlamentare presieduta dal Repubblicano Mannuni la quale ha esaminato i 7 progetti unificandoli
La commissione ha lavorato con celerità elaborando 41 articoli di riforma
Al progetto unico sono state portate modifiche sulla base delle osservazioni espresse dalla nostra manifestazione del 2 Ottobre a Roma
La commissione ristretta ha ricevuto diverse volte la nostra rappreeentanza, mentre non si è mai incontrata con i sindacati cosidetti " autonomi " 3 i quali contano pochis— sime aderenze tra i poliziotti
Ciò perchè il personale di P.S. sa che qualunque rivendicazione le è possibile solo a riforma approvata perchè attualmente sarebbe illegale, e chi ha gestito la proposta di riforma è stato il movimento con la Federazione Unitaria ma non gli " autonomi " ( sostenuti dal " Il Giornale di Montanelli " .
La Commissione ha già rielaborato il nuovo testo
Giudizi Politici di fondo
La Riforma è un fatto storico quindi positivo 3 soprattutto perchè :
tutta la polizia viene smilitarizzata e passata a ruolo civile il corpo viene unificato ( attualmente ogni categoria è grossomodo un corpo separato dall'altro
la P.S. sarà al servizio delle Istituzioni democratiche e dei Cittadini ( quindi non più a quello esclusivo del Ministero )
la polizia dovrà far rispettare la " legalità Costituzionale Repubblicana "
c) la specializzazione, le carriere e i ruoli saranno corrispondenti ad un servizio democratizzato, così pure l'arruolamento
Cosa Manca
— Chiare norme transitorie
Precisazioni sul futuro stato giuridico
Principi fondamentali per deterinare il futuro trattamento economico ( tale materia deve essere però di competenza della contrattualità del futuro sindacato )
Alcuni aspetti tenici organizzativi
Ma Soprattutto
IL SINDACATO
— Il testo della Commissione manca della parte riguardante il sindacato perchè è mancato l'accordo tra i partiti
P.C.I. — P.S.I. — P.R. e P.L.I. sono per il riconoscimento al poliziotto della li,bertà di aderire al sindacato che vogliono
Ciò anche perchè risponde ai principi costituzionali
La D.C. invece propone l'obbligo di inscrizione al sindacato autonomo . Scollegato per legge dal resto del movimento sindacale e quindi corporativo — con regole giuridiche che negano al sindacato potere contrattuale .
IL RUOLO DEL MOVIMENTO SINDACALE — PERCHE' QUESTO SCIOPERO
La Federazione CGIL—CISL—UIL è per la libertà sindacale e si presenta con una propos ta di sindacato unitario per l'unità della P.S.
E' un fatto nuovo da difendere e valorizzare per trattoil movimento sindacale
Si intende elaborare uno statuto di unità organica per il Sindacato di P.S. che sarà un contributo per il processo complessivo di unità sindaca:r -
CHIEDERE
Utilizzare il tempo a disposizione perchè nel dibattito paz_ tentare siano ulterior— mente recepite le osservazioni sulla riforma
Sollecitare l'andata in Parlamento del progetto di riforma e la sua approvazione ,se cade il Governo a metà dell'iter parlamentare si deve ricominciare tutto d'accapo Conquistare la smilitarizzazione di tutto il corpo di P.S. s perchè se una parte di esso ( es. il Celere ) rimane militarizzato, succede che :
l) Il reparto non è controllabile e quindi disponibile ancora per repressioni di piaz za
2) La direzione del reparto sarà ancora sotto la responsabilità del personale civile, quindi si perpetuerà la disorganicità del servizio di ordine pubblico e conseguen te la sua scoordinata inefficenza .
Conquistare la libertà sindacale per andare immediatamente al Congresso Costitutivo del Sindacato
— Mancato accordo tra i partiti :
Era auspicabile un accordo certamente .
Il non accordo non è una sconfitta ma darà come sindacato spazio e ruolo per una battaglia di conquista del sindacato unitario
Cosa può succedere in parlamento :
— Non si sa perchè non c'è posizione omogenea all'interno dei partiti
— Niente illusioni contare sulla nostre forze
I poliziotti non possono e non devono scioperare perchè :
— l ) metterebbero in discussione il diritto di sciopero
2) Svalorizzerebbero il loro ruolo per l'ordine pubblico ( democratizzato ) 3 a favore di altri corpi difficilmente snilitarizzabili ( carabinieri ) .
Dobbiamo scioperare noi
SOTTOSCRIVERE — ORDINI DEL GIORNO CONTRIBUTI PER LA P.S.•-- PER UNA BATTAGLIA CHE E' DI TUTTI 4
ASSEMBUA ELETTIVA NAZIONALE DEL SINDACATO LAVORATORI POLIZIA.
- La Mozione finale.
L'app,.Iio al Paese.
L'assemblea elettiva nazionale del sindacato la voratori polizia aderenti alla Federazione unitaria, approva la relazione introduttiva al dibatti to. in particolare:
SOTTO L'ASPETTO SINDACALE:
- RIAFFERMA l'assoluta convinzione che l'unica, accettabi le soluzione del problema del sindacato di polizia vada ricercato nell'attuazione del principio costituzionale del la libertà sindacale nel pieno delle conquiste e della tra dizione del movimento dei lavoratori;
- SOTTOLINEA il valore di questa assemblea come inizio con creto ed irreversibile della costruzione del sindacato di polizia aderente alla Federazione unitaria;
OSSERVA come l'inserimento dei rappresentanti dei poliziotti, a tutti i livelli, nelle strutture del patto federativo, rappresenti il logico sviluppo della strada, Fino dall'inizio scelta dal movimento dei poliziotti, che si ri conoscono come parta integrante del mondo del lavoro;
SOTTOLINEA i l valore storico ed il contributo che questo sindacato di polizia, come primo sindacato unitario può avere sulla via di quel processo già realizzato nel patto federativo CGIL CISL UIL, di esaltazione unitaria delle i stanze ed aspirazioni di tutti i lavoratori per una socie tà migliore.
SOTTO
- RILEVA come il rispetto alla serietà e all'impegno con cui il Paese, i lavoratori ed i poliziotti hanno affrontato il problema della riforma della polizia, non c'è sta to un altrettanto valido impegno da parte del Governo e di quelle forze politiche che in esso rivestono le maggiori responsabilità.
Prese di posizione provocatorie (quali, ad esempio, la re cente proposta di parziale smilitarizzazione) e mutamenti insospettati di indirizzi, che erano già consolidati, non fanno altro che dilazionare nel tempo ogni soluzione, men tre la situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica si aggrava di giorno ín giorno.
Ritenuto che il problema della criminalità non sia solo un problema di polizia o di leggi repres ve, ma
12 dicembre 1977 DOCUMENTI
IL PROFILO POLITICO:
che le sue cause vadano spesso ricercate a monte degli an nosi ed irrisolti problemi della realtà sociale ed economica, invita le forze politiche ad attuare le riforme di struttura sulla strada, voluta dalla costituzione, di una società più giusta e più umana.
In particolare ritiene che il problema in esame vada affrontato non solo in termini di mera efficienza e miglioramento tecnico, ma sopratutto attraverso !a parteci pazione democratica di tutti i cittadini per l'isolamento di quelle forze reazionarie che, attraverso la strategia della tensione ed il terrorismo del canginate colore, ten tano la destabilizzazione delle istituzioni democratiche e repubblicane.
SOTTO L'ASPETTO TECNICO:
PRENDE atto dello sforzo realizzato dal cu.ritato rist,ret to della Commissione Interni della camera dei Deputati per giungere alle stesure dell'attuale progetto di riforma del la polizia;
RILEVA come adesso si è giunti attraverso il contributo fattivo degli stessi poliziotti e come ciò si realizzi, per la prima volta, un momento di partecipazione concreta della base;
- ASSICURA che, essendo uniéo ed imprescindibile obiettivo del movimento quello di giungere alla realizzazione di una polizia più democratica ed efficiente, continuerà a dare il suo contributo per il raggiungimento dí tali scopi nello interesse esclusivo dei cittadini e delle istituzioni repub blicanè;
RITIENE che non si possa giungere ad una effettiva ed efficace riforma di polizia prescindendo dal contributo di sacrificio e di esperienza dei poliziotti, espresso attra verso Io strumento sindacale;
- FA PRESENTE che molti punti dello stesso progetto di ri forma quali, ad esempio:
il collegamento con le autorità elettive locali;
il coordinamento centrale e periferico;
il perpetrarsi, ìn dispregio del principio di competenza e professionalità, di tendenze valorizzatri ci dei personale dell'amministrazione civile dell'interno;
la carenza di precisi criteri circa il tratta mento normativo e remunerativo del personale, con particolare riguardo ai problemi del l'inquadramento nella fase di transizione, debbano essere ulteriormente approfonditi e migliorati;
AUSPICA che, anche per quanto riguarda tutti i successivi provvedimenti legislativi, che possano incidere sulla operatività delle forze dell'ordine (quali ad esempio, la le2 ge n° 382/1977, riforma del codice di Procedura penale, ri
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forma carceraria, disciplina delle guardie particolari giu rate, ecc.) i pliziotti, attraverso i loro strumenti rappre setativi, siano messi nelle condizioni di dare il proprio contributo di esperienzea;
- CONDANNA ogni ulteriore tentativo di intimidazione e di repressione, tendente ad impedire o limita.re l'esercizio delle attività sindacali da parte dei poliziotti. Con ciò identifica nei comportamenti provocatori dei vertici burocratici e militari, atteggiamenti che comportano necessariamente, una responsabi Ità politica da parte dél ministro del!'Interno che, come titolare del Dicastero, risponde dell'attuazione della circolare da lui stesso emanata;
- INVITA, già da ora, tutte le strutture di base ad inizia re sulla scorta delle indicazioni e delle osservazioni sca turite dal dibattito sul progetto di legge, una discussione che porti alla individuazione dei punti che costituisco no la piattaforma rivendicativa del sindacato di polizia per la cui realizzazione, in una visione unitaria con tutti i problemi del mondo del lavoro, si attueranno momenti di partecipazione e di lotta.
Rivolge un appello all'op,inione pubblica e a tut te le forze politiche e sociali perchè sostengano la lotta dei poliziotti nell'interesse della collettività e della democrazia.
INVITO AL PAESE
L'assemblea nazionale elettiva del sindacato la voratori di polizia aderente alla Federazione unitaria te nuto conto della drammaticità della situazione sociale e dell'ordine pubblico
RIVOLGE UN APPELLO
all'opinione pubblica, alle forze politiche, sindacali, di partito, al mondo della cultura e dell'informazione ai lavoratori, agli studenti e a tutte le altre componen ti sociali, affinchè si comprenda come la battaglia che poliziotti stanno da tempo conducendo per riformare, in senso democratico ed in termini di maggiore efficienza nel la lotta al crimine ed al terrorismo, l'istituto di P.S., vuole anche contribuire alla rimozione delle ragioni sociali che stanno alla base della tensione oggi esistente nel Paese.
INSIEME SALVAGUARDIAMO LA SICUREZZA DEI CITTADINI E DELLE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE. 7