Skip to main content

Vertenza energia5

Page 1

Federazione

CGIL-CISL-UIL

SINDACATI

F.L.M.-Chimici, (Filcea,Federenergia,Uilpem)

Elettrici

Ricercatori

Nucleari

BOLLETTINO COORDINAMENTO REGIONALE SETTORE ENERGIA I aprile 1977 a

DALL' ATTIVO NAZIONALE DEI DELEGATI

NUOVO IMPULSO A SOSTEGNO

DELLA VERTENZA ENERGIA

DECISA UNA GIORNATA DI LOTTA

L'assemblea nazionale dei delegati promossa dalla Federazione CGIL-CISL-UIL sui problemi dell'energia e tenutasi a Milano, oggi 5 aprile presso il teatro Lirico, conferma in tutti i suoi aspetti il documento nazionale della Federazione CGIL-CISL-UIL del 25 ottobre 1976 ed indica nelle proposte di politica energetica in esso contenuti, quale parte essenziale della strategia del movimento sindacale per uscire dalla crisi, per un nuovo sviluppo economico del paese.

L'assemblea decide di andare ad una giornata di lotta, con una manifestazione, che dovrà tenersi in una località del Mezzogiorno entro il mese di aprile e dà mandato alla segreteria nazionale della Fondazione ed al coordinamento nazionale energia di definirne le modalità.

L'assemblea non può non rilevare l'inadeguatezza delle proposte finora formulate dalla commissione conoscitiva dell'industria rispetto alle scelte di carattere nucleare, di diversificazione produttiva ed in generale di politica energetica.

Bisogna riprendere il confronto con le forze politiche, la commissione parlamentare dell'industria ed il governo per andare rapidamente al dibattito parlamen-

tare al fine di definire un piano energetico che avvii una politica di accordi di politica estera, per il superamento dello stato di subordinazione tecnologica, per un decisivo ruolo dell'Enel, del Cnen, dell'Eni e delle PP.SS. quali strumenti di una programmazione industriale decisa dal Parlamento.

Queste iniziative politiche e di lotta devono puntare al superamento dell'immobilismo e degli arretramenti che caratterizzano oggi il governo e devono impedire così l'avanzare di una linea padronale che ripropone la vecchia logica di sviluppo.

In questo quadro devono svilupparsi in modo coerente ed articolato le vertenze di gruppo e di azienda, il confronto a livello territoriale, in particolare con le Regioni.

Da qui la necessità di realizzare in modo permanente i coordinamenti intercategoriali a livello regionale. In merito alle discusse questioni dei fabbisogni finanziari e delle localizzazioni, l'assemblea

1) respinge la proposta di una liberalizzazione delle tariffe elettriche quale mezzo di finanziamento del piano di produzione di energia elettrica e sottoli-

a
- , M
.
a
vertenza energ
MOZIONE CONCLUSIVA DELL'ATTIVO NAZIONALE DEI DELEGATI SUL PIANO ENERGETICO

nea la necessità di un controllo sull'adeguamento del sovraprezzo termico;

2) ritiene necessario fare chiarezza con le popolazioni sui rischi reali — e sui mezzi per superarli — connessi alla scelta nucleare, che riguardano la localizzazione della centrale, il ciclo del combustibile, la programmazione socio-economica del territorio cui devono rispondere con tutti gli strumenti necessari, a partire dalla ricerca sulla sicurezza, il Governo, l'Enel, il Cnen e le Regioni, evitando ogni scarico di responsabilità e ogni strumentalizzazione interessata di chi non vuole arri-

vare ad una diversificazione delle fonti di energia e perpetuare così l'attuale dipendenza dal petrolio;

3) afferma l'esigenza di far fronte ai fabbisogni energetici indispensabili per la ripresa economica del paese sia attraverso un rapido avvio del piano energetico — nella quale devono trovare giusta ed adeguata considerazione tanto la scelta nucleare quanto le altre fonti energetiche prima fra tutte quella idraulica nel quadro dell'uso plurimo delle acque — sia attraverso un programma aggiuntivo di centrali tradizionali.

INTRODUZIONE DI SERGIO GARAVINI

L'assemblea ha lo scopo di realizzare una spinta e una sollecitazione per correggere e attuare, con le necessarie modifiche, il programma energetico, che è di fondamentale importanza per il Paese. Per il sindacato il programma energetico non va isolato, ma è parte dei programmi settoriali che sono necessari per uscire dalla crisi con un allargamento della base produttiva e occupazionale e che devono costituire la base per l'attuazione della legge sul Mezzogiorno, della costituzione e funzionamento del fondo di riconversione e per il riassetto e riorganizzazione delle partecipazioni statali:

Rivendichiamo così una politica industriale particolarmente rivolta allo sviluppo della grande industria, che si possa realizzare nei programmi settoriali, e per la quale è in atto un confronto ed anche uno scontro con il Governo, che va collocato nel quadro determinato dal decreto sulla fiscalizzazione e dall'accordo per cancellare gli articoli 3 e 4 della contingenza, con la modifica del metodo di calcolo delle tariffe e dei prezzi dei trasporti urbani, dei giornali, dell'elettricità.

Il decreto costituiva il tentativo estremo di rilanciare l'attacco al movimento sindacale sui due punti fondamentali costituiti dalla contrattazione e dalla contingenza.

Questo attacco voleva colpire il sindacato su punti decisivi di conquista e di potere contrattuale, costringendo ií movimento a una lotta difensiva, non consentendo lo sviluppo pieno dell'iniziativa sui problemi di fondo dell'occupazione e dello sviluppo.

Bisognava respingere questo attacco con la più grande forza dei lavoratori, dispiegata nello sciopero del 18 marzo, e nella sostanza questo è il senso del-

l'intesa con il Governo. L'intesa è netta sulla contrattazione aziendale, di cui sono eliminati i condizionamenti, e lo è anche sulla contingenza.

Il prezzo pagato è certo non lieve, ma è pagato una volta tanto nella misura di un punto e mezzo di contingenza, al di là del quale è confermato in tutte le sue parti l'accordo interconfederale del 1975.

E con ciò siamo alla conclusione del difficile discorso sul costo del lavoro, conclusione a cui è formalmente impegnato il Governo e che va reso effettivo con una vigilanza attiva di tutto il movimento sindacale. Sull'accordo va condotta la più ampia discussione, con la maggiore articolazione che sappia comprendere tutte le istanze critiche che sono presenti. Ma vi è anche un'agitazione contro l'accordo che va al limite della rottura nel sindacato e che perciò è inaccettabile.

In verità il risultato della lotta, della resistenza e della necessaria manovra del movimento sindacale, in contrapposizione ad una enorme pressione politica internazionale e interna, è che, con questa conclusione del discorso sul costo del lavoro, il movimento sindacale può porre con tutta la sua forza i problemi di fondo dell'occupazione, dello sviluppo, in connessione con un forte rilancio della contrattazione aziendale, centrata non solo sulla prima parte dei contratti, ma sul controllo e la contrattazione delle condizioni di lavoro, dell'ambiente, delle qualifiche, degli organici aziendali. Qui si collocano in tutto il loro peso le vertenze aperte con i grandi gruppi.

Su questo piano di iniziativa si ripropone con forza la questione del programma energetico. Va confermata, in proposito, la validità in tutte le sue parti del documento sull'energia presentato dalla Federazione

GLI INVESTIMENTI 50NO CONGELALI E LA PRODUZIONE E CROLLAIA
2
LA DISOCCUPAZIONE CRESCE

CGIL-CISL-UIL al Governo, al Parlamento e alle forze politiche, e ne vanno sottolineati i punti di maggiore evidenza.

Rifornimento petrolifero. L'iniziativa politica in direzione degli accordi di sviluppo è carente e dispersa, anche se si manifestano grandi possibilità. Deve essere un'iniziativa di fondamentale peso nel quadro della politica estera del nostro Paese. E' da respingere l'ipotesi di disimpegnare le multinazionali presenti in Italia dal finanziamento dell'importazione di greggio, mentre va sviluppata l'iniziativa politica del Governo e l'impegno dell'ENI operando sulla linea degli accordi di sviluppo.

Ristrutturazione petrolifera. Manca una linea in questo campo, per cui il sindacato pone la condizione della difesa dell'occupazione e chiede una articolazione su scala nazionale di programmi produttivi con l'utilizzazione adeguata degli impianti esistenti. Invece prevale una ristrutturazione selvaggia, tanto che si è avuto la chiusura di raffinerie importanti proprio nel Mezzogiorno in Puglia e Sicilia.

Ricerca petrolifera all'interno e all'estero. Il suo sviluppo è molto reclamizzato ma non viene adeguatamente dimostrato. Il sindacato propone l'urgenza di un confronto organico su questo punto con l'ENI.

FONTI ALTERNATIVE DI ENERGIA

Idroelettrica. Tutti ne riconoscono oggi, troppo tardi, la necessità e si parla, comprendendo le centrali di pompainio, di possibilità produttive da quindicimila a ventimila MW. Bisogna fare un progresso in due direzioni: progetti concreti di centrali di grandi dimensioni e proliferazione di piccole centrali nel quadro di un uso plurimo e programmato delle acque.

Geotermia. La mancanza di accordo fra ENEL ed ENI ha finora bloccato l'estensione della ricerca e l'utilizzazione della geotermia. Ora si è espressa la volontà di realizzare questo accordo: ma bisogna che ne sia verificata la validità e l'efficacia, che sono da dimostrare con grande urgenza.

Energia solare. Vi sono soltanto a livello del Governo enunciazioni generiche e promesse. Sono invece indispensabili programmi chiari in tre direzioni di ricerca e di produzione: che componenti produttivi (pannelli) si intendono adottare, a quali moduli di centrali si intende fare riferimento; per quali destinazioni verrà prodotta energia solare.

Programma « aggiuntivo » termoelettrico. Il ritardo del programma nucleare fa rischiare un limite di disponibilità di energia nei prossimi anni, anche per ca-

renza di altri programmi alternativi. E vi è il pericolo di una conseguente massiccia utilizzazione di turbogas, cioè dell'energia a più caro prezzo. Necessita quindi avviare un programma di centrali termiche.

Su queste basi deve, nel programma energetico, essere fornito un programma di lavoro all'industria italiana, anche come base di ricerca e innovazione tecnologica, che aiuti la presenza e competitività sul mercato mondiale.

Su questi punti si devono sviluppare i confronti e le vertenze specifiche con l'ENEL e le imprese elettromeccaniche, pubbliche e private, e con l'ENEL specificatamente ha grande valore la vertenza sulla distribuzione e sul decentramento dell'Ente, dato il rilievo che hanno questi problemi.

Il problema nucleare. Il movimento sindacale conferma la propria scelta per la produzione elettronucleare che è essenziale parte del sistema energetico, dati i fabbisogni enormi di energia a cui occorre fare fronte. Sulla scelta è giusta e necessaria la più ampia discussione, nella quale il sindacato sottolinea le due condizioni per realizzare le centrali elettronucleari: esame del problema della sicurezza, con discussione pubblica e con il conseguente impegno di ricerca sui punti più difficili e particolarmente sulla sicurezza e sul trattamento dei materiali residui. Pertanto la costruzione delle centrali va condotta con la più grande cautela, e il CNEN e l'ENEL vanno responsabilizzati al massimo nel quadro di adeguati controlli democratici, per la soluzione dei problemi fondamentali della sicurezza. Vi è qui un ruolo del sindacato, non esclusivo, ma della massima importanza.

Inquadramento della installazione delle centrali nucleari in programmi territoriali che comprendano la soluzione dei problemi ambientali e igienici, dei problemi dei servizi, dei problemi occupazionali.

Nel rispetto di queste condizioni vanno affrontati i problemi delle scelte delle filiere per un programma ragionevole di costruzione di 10-12 centrali. Il sindacato ripropone la scelta di una filiera ad acqua leggera e della filiera ad acqua pesante. Per la filiera ad acqua leggera si ripropone l'esigenza di una preselezione: è accettabile, se posta con la massima sollecitudine rispetto alla scelta della tecnologia e se si concentra in unico centro l'impegno per la progettazione, a cui collaborino gruppi pubblici e privati. Non può essere ridotta la partecipazione dell'industria italiana al programma nucleare alla sola produzione di singole componenti della centrale, come fa prevalentemente l'industria privata, ma bisogna sviluppare le capacità progettuali e produttive complessivamente e in questo senso va sviluppato l'impegno dell'industria pubblica.

Queste scelte di fondo sono particolarmente valide per avere un contributo di lavoro, di ricerca, di produzione del nostro paese nel contesto di complessi rapporti internazionali in cui possiamo realizzare collaborazioni di grande peso e sul piano europeo e con altri paesi detentori di tecnologie nucleari come in Canadà. In questo quadro va intensificato l'impegno nei reattori veloci nelle necessarie collaborazioni internazionali a cui siamo interessati.

Sul problema energetico il sindacato intende portare a fondo il confronto con il Governo, il Parlamento e le forze politiche, e parallelamente le vertenze con le

grandi imprese pubbliche e private, con un'articolazione del movimento pienamente coerente. Nello stesso tempo l'impegno sulla vertenza energia si collega al problema politico generale del superamento dell'immobilismo del governo, della richiesta di un nuovo programma politico che raccolga l'istanza di fondo del sindacato per allargare la base produttiva e l'occupazione.

Avrà in questo senso grande significato la grande assemblea dei delegati che si terrà entro aprile secondo le decisioni del Direttivo della Federazione CGIL-CISL-UIL.

INTERVENTO DI ROBERTO ROMEI

La manifestazione si inquadra nella volontà del movimento sindacale di sostenere in ogni modo le proprie indicazioni per un superamento della attuale fase di crisi e di incertezze nelle scelte caratterizzanti.

Va quindi rilevato come proprio in questi giorni si sia chiusa una fase particolare del confronto fra Governo e sindacati, fase caratterizzata da una discussione sul costo del lavoro, ma allo stesso tempo in un tentativo di ingabbiare il movimento; da adesso si apre quindi un nuovo periodo in cui vanno operate le scelte economiche non più rinviabili sia sul piano territoriale che in quello settoriale.

Si pone con forza l'urgenza di impegnarsi in interventi immediati nel Mezzogiorno, chiarendo che questo serve a collegare il Sud con il Nord su basi nuove e reali e non su slogan. E si deve allo stesso tempo tener presente che questo è l'unico modo per imporre un nuovo modello di sviluppo che garantisca progresso e giustizia, e scongiura i deterioramenti del quadro sociale, dopo quello economico e politico; deterioramenti possibili e difficilmente scongiurabili ove non si ponga mano a precisi programmi di investimento e di occupazione, partendo dalle regioni meridionali come aspetto geografico e dei giovani e dei disoccupati come ceti sociali. In questo senso auspichiamo e rivendichiamo un immediato avvio della legge sui Mezzogiorno, che pure in presenza di difetti, può diventare strumento idoneo di ripresa.

E' necessario richiamare come la legge sul fondo di riconversione subisca ritardi e incorra in pericoli

di non avviamento in tempi utili o di non prevedere in strumentazioni valide.

L'azione sindacale sostiene lo sviluppo di particolari settori (trasporti, elettronica, energia ecc.) non come fuga in avanti, ma come essenza inderogabile di qualsiasi ripresa.

Per l'energia in particolare va ribadito quello che è patrimonio comune della Federazione CGIL-CISL-UIL, rimarcando come si imponga il varo del piano energetico nelle dimensioni prudenti, ma precise nelle scelte e negli impegni da mantenere.

Chiaro e deciso è il richiamo a forze politiche e al Governo per l'assolvimento del loro ruolo in questo settore (la discussione parlamentare va fatta senza indugio) mentre non bisogna dimenticare che in materia energetica occorrono indirizzi unitari e impegno degli enti preposti.

Il movimento sindacale ha fatto e fa la sua parte e compie le proprie scelte; non può permettere che si accumulino altri ritardi.

In linea con tutto questo si sta già attrezzando, anche a livello periferico, per portare in tutti i luoghi di lavoro e del convivere civile le proprie istanze e le proprie scelte; a breve è previsto un momento di azione e di lotta a sostegno di questi obiettivi, mentre i coordinamenti regionali devono organizzare al meglio la presenza e lo stimolo per i problemi locali, sempre in stretto collegamento con la strategia generale.

4

CONCLUSIONI DI BENVENUTO

Il sindacato deve fare una riflessione in merito all'accordo con il Governo sul costo del lavoro.

Vi sono stati limiti di metodo e di merito nel risultato ottenuto; questo non ci deve far trascurare e mettere in ombra l'obiettivo raggiunto che consente di poter eliminare ogni condizionamento alla contrattazione aziendale ed inoltre mette un freno al tentativo di reperire risorse con l'IVA.

Occorre convincersi che questo risultato nel quale abbiamo pagato il prezzo di modificare il calcolo di alcuni beni del paniere per la contingenza è soprattutto carente perchè non abbiamo avuto risposta sul problema dell'occupazione ed oltre a tutto il sindacato ha manifestato contraddizioni che vanno risolte con una consultazione democratica più partecipata.

Oggi il problema per noi più rilevante è il quadro politico. Ciò che noi chiediamo è incompatibile con le politiche di questo Governo che vive giorno per giorno.

Non si tratta di chiedere un nuovo Governo polche è un compito che spetta alle forze politiche ma di dover chiedere con forza un programma politico.

La lotta sugli investimenti sarà dura per costringere il governo ad uscire da certe ambiguità. Si deve fare mantenere nel paese un largo consenso sulle cose da fare.

In questa logica la battaglia per l'energia è importante perchè si salda alle vertenze aziendali, affronta problemi come la nostra dipendenza da vincoli internazionali, consente di realizzare un fronte di lotta che unisce lavoratori occupati, disoccupati, e Mezzogiorno.

La nostra posizione se prima è stata difensiva specie sulla contrattazione aziendale e siamo passati, ora sarà offensiva e più dura: occorre chiedere una svolta a! governo ed un impegno alle forze politiche.

or_i_fértmnO,

DA " L' UNITA' „ DEL 6 - 4 - 1977

Convegno della Federazione CGIL-CISL-UIL al Lirico di Milano

Le richieste dei sindacati per il piano dell'energia

Necessarie « opportune correzioni » e « dimensioni più prudenti » per le centrali nucleari - Gli interventi di Garavini, Romei e Benvenuto - In preparazione una giornata nazionale di lotta

MILANO — Il sindacato chiede che si stringano i tempi dell'indagine conoscitiva condotta dalla Commissione industria della Cainera, sui problemi enerectici e che il piano razionale venga varato senza indugio. sia pure con le opportune correzioni e in dimensioni più prudenti rispetto a quelle :araoniche della primitiva stesura. ciò almeno per quanto si ritenne alla costruzione delle centrali nucleari che il sindacato chiede non oebbano superare nei complesso le 1012, rispetto aire 20 preventivate. Questo in sintesi il succo cle: convegno che si è svolto ieri al Lirico di Milano, promosso dalla Federazione nazionale CGIL. CISL, UIL. sul piano energetico. Il sindacato, inoltre. si propone di giungere al più presto ad una giornata di lotta per la energia, irnpegnandesi a portare in tuta i luoz.ii di lavoro le proprie istanze e le proprie scelte.

Le proposte della Federazione sindacale. riiussunte nella relazione di Senno Garavisegretario nazionale, non si diaco-;tano dai riocumento steso a,cuni mesi or sono. Esse puntano ad un preciso e serio impegno dei go ,ferno sul fronte delle osiddette fonti integrative i energia solare r geotermica). ad un non complezo abbandono della fonte idroelettrica. ad un'iniziativa politica del governo

che regoli, con accordi a vasto raggio, le questioni del rifornimento petrolifero e ad una ristrutturazione della produzione petrolifera nazionale (questo, anzi, è considerato un problema prioritario).

« Negli anni scorsi — ha detto Garavini — si è certamente esagerato sui "buchi" energetici dell'immediato futuro per Imporre affrettate decisioni nucleari. Oggi è il sindacato a denunciare il tempo perduto e a sottolineare questi rischi ». Tant'è che lo stesso sindacato chiede ora un programma aggiuntivo al piano energetico per la costruzione di un certo numero di centrali termiche tradizionali, in grado di supplire al bisogno energetico del Paese fino al funzionamento delle centrali nucleari preventivate e cht entreranno in esercizio non prima di otto o dieci anni.

La scelta nucleare va fatta, ha ribadito Garavini, ma va fatta con i piedi per terra. Sui problemi della sicurezza bisogna trovare delle soluzioni insieme ai lavoratori ed all'opinione pubblica, mentre la localizzazione deve diventare un elemento della programmazione del terri-

torio, che comprenda la soluzione dei problemi ambientali e igienici, dei servizi, dell'occupazione.

Al dibattito hanno partecipato anche esponenti dei partiti democratici, fra Cui, per il PCI, Lodovico Maschiella, il quale ha sostenuto che se non sciogliamo il nodo della sicurezza, della scelta dei siti, della gestione del programma energetico, della riforma degli enti che vi devono so. vraintendere, della garanzia di partecipazione delle popolazioni, quindi se non conduciamo una battaglia politica e culturale che tenga conto della realtà del mondo di oggi e superi tabù e paure, la scelta nucleare non va avanti. Le centrali nucleari, cioè, si costruiscono solo con il consenso, non con le imposizioni.

Con l'intervento di Roberto Romei e le conclusioni di Giorgio Benvenuto, ambedue segretari nazionali della Federazione, il discorso si è spostato anche attorno a questioni più generali. « Da adesso si apre un nuovo periodo — ha detto Romei — in cui vanno operate scelte economiche non più rinviabili ». Pertanto « si pone con forza l'urgenza di Impegnarsi in

interventi immediati nel Mezzogiorno, chiarendo che questo serve a collegare il Sud con il Nord su basi nuove e reali e non su slogans ».

« Ci sono limiti di metodo e di merito nel recente accordo col governo sul costo del lavoro — ha detto a sua volta Benvenuto — ma questo non ci deve far mettere in ombra il risultato raggiunto. che consente di poter eliminare ogni condizionamento alla contrattazione aziendale e soprattutto mette un alt al tentativo di reperire risorse attraverso l'IVA

Questi temi erano contenuti anche nella relazione di Garavini: « Sull'accordo — aveva detto il segretario della Federazione CGIL, CISL. UIL — va condotta la più ampia discussione, con la maggiore articolazione che comprenda tutte le istanze critiche che sono presenti. Ma vi è anche un'agitazione contro l'accordo — qui il riferimento di Garavini ad iniziative scissionistiche come quella che si svolgerà oggi a Milano è stato esplicito — che va al limite della rottura nel sindacato e che in questo senso è inaccettabile».

!no belli

I COMMENTI DELLA STAMPA
6

I COMMENTI DELLA STAMPA DA

La scelta nucleare non si può eludere dice il sindacato

MILANO (g.tu.) — c La scelta nucleare è necessaria e non eludibile »; questo è l'atteggiamento delle nostre tre maggiori organizzazioni sindacali di fronte al tanto discusso problema delle centrali nucleari in Italia. La frase è stata pronunciata infatti da Sergio Garavini nel corso di un affollatissimo convegno al Teatro Lirico di Milano, al quale hanno partecipato un migliaio di delegati sindacali. Garavini che è coordinatore nazionale per i problemi dell'energia, ha quindi toccato altre sei questioni. 1. L'Italia deve affrontare in maniera più convincente il problema dello approvvigionamento petrolifero. Anzi, a questo proposito serve un'apposita politica, che per il momento non c'è ancora. Una possibile strada potrebbe essere quella degli c accordi di sviluppo » con i paesi arabi.

Una particolare attenzione dovrà essere prestata allo sviluppo delle fonti alternative (a quella nucleare) di energia, soprattutto per quanto riguarda: a) energia idroelettrica, la cui produzione va legata ad un razionale uso delle acque di cui può disporre il nostro paese, studiando fra l'altro la possibilità di realizzare piccole centrali locali automatiche: b) energia geotermica, per la quale bisogna realizzare un maggior coordinamento fra l'Eni e c) energia solare, a proposito della quale è bene che gli enti competenti facciano un po' di chiarezza in merito ai costi e alle possibili utilizzazioni.

Il sindacato si è opposto in passato al ricatto del "black-out".

Ha sempre sostenuto cioè che l'Italia non stava andando verso un "buco"

energetico capace di mettere al buio intere zone del paese. Oggi, invece, la situazione è cambiata, questo pericolo esiste ed è grave. Al punto che il sindacato chiede che si dia immediatamente il via ad un c programma aggiuntivo di centrali termoelettriche tradizionali (in attesa dell'entrata in funzione di quelle nucleari), scartando la soluzione delle centrali a turbogas.

Il sindacato, inoltre, è per un'immediata approvazione del programma nucleare. A questo proposito Garavini ha valuto aggiungere alcune osservazioni: a) il via al programma deve avvenire entro tempi brevissimi perché la realizzazione di questo tipo di centrali è molto lunga; b) in Italia, inoltre, probabilmente occorrerà ancora più tempo perché il sindacato chiederà che si faccia il massimo possibile in materia di sicurezza; c) le centrali nucleari andranno inserite nel territorio in maniera intelligente tenendo conto delle esigenze della popolazione e dei problemi socio-economici locali (questa richiesta coincide con le proposte che l'Istituto di Economia delle Fonti di energia sta preparando per un convegno che si farà fra qualche mese a Piacenza).

Programma nucleare: è realistico puntare su 10-12 centrali nucleari (e su questo sono ormai d'accordo tutti, Donat Cattin compreso).

Lo Stato deve puntare, per la reali7zazione delle centrali nucleari su una "monostruttura" locoli77-ata a Genova e controllata dalla Finmeccanica: secondo Garavini solo l'industria pubblica ha le conoscenze tecnologiche necessarie per realizzare le centrali nucleari.

" LA REPUBBLICA „

DEL 6 - 4 - '77

1311113 ii£3.011te

/ARO.1_02197.

L' OGGETTIVITA' DEL fu? " CORRIERE "

MILANO — n Teatro Lirico, tradizionale sede dei più importanti convegni sindacali, sarà oggi il centro della protesta di una parte della c base » contro l'accordo governosindacati sulla scala mobile. Un gruppo di consigli di fabbrica di aziende metalmeccaniche e chimiche milanesi ha organizzato una « assemblea cittadina » che ha come obiettivo le dimissioni di tutti i componenti li direttivo della Federazione nazionale CGILCISL-UIL e c il ripristino di un corretto rapporto democratico all'interno del sindacato». L'iniziativa, che secondo i suoi promotori ha trovato l'adesione di circa trecento consigli di fabbrica, è stata condannata dai sindacati provinciali e da diverse organizzazioni di categoria. Secondo la Federazione milanese CGILCISL-UIL l'assemblea dei diasenzienti c presenta 11 rischio di collocare il dibattito e i dissensi al di fuori delle sedi sindacali, mentre proprio nella nostra città il confronto di massa nell'organizzatone è stato sempre ampio e dem> eretico

Più decisa la condanna del sindacato metalmeccanici della CGIL, la FIOM, che definisce la riunione del Lirico antiunitaria, frazionistica e che rischia di portare profonde lacerazioni fra i lavoratori e nel processo di unità sin-

dacale ». Per 11 segretario della Camera del Lavoro, Saverio Nigretti, l'assemblea convocata per oggi e al di là delle migliori intenzioni dei promotori » assume agli occhi dell' opinione pubblica « un chiaro sapore scissionistico e in quanto tale si mette fuori delle linee e delle tradizioni del sindacato ».

Sono poi decine e decine gli ordini del giorno e i documenti votati dai consigli di fabbrica dl aziende della provincia di Milano in cui si stigmatizza il senso c antiunitario » dell'iniziativa.

Soltanto la FIM provinciale, il sindacato dei metalmeccanici CISL, ha ufficial mente dichiarato il suo appoggio al gruppo dei dissenzienti e ha diffuso un documento in cui ritenendo positivo l'appuntamento del Lirico critica l'atteggiamento assunto dalla CGIL e, in par- ticolare, dalla FIOM. I metalmeccanici della COIL hanno risposto a questa presa di posizione con una nuova nota nella quale si definisce la decisione- della PIM -CISL c unilaterale » e che lacera c il tessuto unitario della FLM e crea un precedente la- che favorisce la disartico zione del movimento e la costituzione di centri di direzione estranei e alternativi alle organizzazioni .aindacali Giuseppe. d'Adda

Il giornalista che ha presenziato al convegno sull' energia ha ritenuto di non dover spendere una parola in proposito, ma bensì di ...
7
C'è pericolo del black-out

DA " SOLE - 24 ORE 11 DEL 6 - 4 - '77

Sindacati critici verso i partiti

Sul piano enemetico-nucleare i sindacati sono fortemente critici nei confronti dei partiti e del Governo. Lo ha affermato ieri a Milano, Giorgio Benvenuto, segretario nazionale della Federazione Cgil, Cisl, Uil, il quale ha sottolineato la ,< delusione derivante dalla genericità degli impegni da parte dei poiitici ».

« Come mai — si è chiesto Benvenuto — non si riesce a far decollare il piano nucleare? Nel raese c'è la necessità di sciogliere i " nodi " relativi a tale programma, di fare scelte precise, di uscire dalle ambiguità. Bisogna abbandonare l'iminohilismo nel quale siamo caduti; le forze politiche si devono misurare con le proposte dei sindacati. Non sappiamo che farcene dei generici consensi dei politici ».

Benvenuto — che parlava a Milano a chiusura dei lavori dell attivo nazionale dei delegati ind...to sui problemi del piano energetico nazionale — si riferiva esplicitamente agli interventi dei rappresentanti dei partiti politici che — su invito della presidenza dello attivo sindacale — avevano preso la parola per illustrare

le posizioni dei nspettivi « schieramenti ».

Il democristiano Aliverti, vice presidente della commissione Industria della Camera, aveva giudicato « molto responsabile • la posizione dei sindacati, riassunta in apertura dei lavori da Garavini, sulla quale si era dichiarato • quasi generalmente d'accordo ».

Luciano Selmi (Psdi) aveva detto di « condividere in pieno le scelte dei sindacati » e gettato 1' enfasi stilla tecnologia ad acqua pesante (Candu) che • ci garantirebbe — ha detto — una maggior autonomia tecnologica «.

Maschiella, per il Pci, aveva sottolineato il fatto che si « debbano sciogliere i nodi politici dei siti e della sicurezza coinvolgendo ad ogni livello le popolazioni interessate ».

Le parole di Benvenuto hanno in parte riecheggiato l'intervento di Gianni Bon, segretario nazionale Flm, che si era espresso in termini molto duri contro il documento che la commissione Industria sta «ridefinendo» in questi giorni. Bon aveva infatti affermato

che la « bozza Fortuna » va in una direzione esattamente opposta a quella del movimento sindacale, aggiungendo che il documento risponde in modo negativo alle istanze dei rappresentanti dei lavoratori e soprattutto « rischia di determinare non uno sviluppo autonomo del settore, bensì il perpetuarsi della subordinazione del Paese agli interessi delle multinazionali, con gravi conseguenze sul piano della qualificazione produttiva ed occupazionale, e con la emarginazione dell'industria pubblica in questo settore ».

Secondo Bon una scelta come quella proposta dal documento Fortuna — sul quale i partiti hanno raggiunto, in linea di massima, una posizione praticamente unitaria — « risulterebbe tra l'altro inspiegabile nel momento in cui nel settore energetico-nucleare si sono riaperte a•livello internazionale diverse e nuove pos- sibilità ».

Come accennato, I lavori erano stati aperti nella mattinata da me relazione Latro-

duttiva di Sergio Garavini, segretario nazionale della Federazione Cgil, Cisl, Uil, che aveva riconfermato a chiare lettere la « scelta nucleare con ponderatezza » attuata dal movimento sindacale.

'Nkaravini aveva sostenuto che bisogna • correggere e attuare » il piano energetico naziole. Il sindacalista ha poi riconfermato la posizione che il movimento ha da tempo maturato su questo problema (Pwr e Candu per quanto riguarda le tecnologie, gare aperte » di prequalificazione per aggiudicarsi le commesse, collaborazione tra industria pubblica e privata) affermando che « le ragioni che hanno motivato queste scelte sono tuttora valide e ulteriormente rafforzate dai significativi "fatti" successi negli ultimi tempi ».

Garavini ha chiesto un « so rio programma per la costruzione di centrali termiche tradizionali» per evitare il «blackout h.

Franco Vergnane

I COMMENTI DELLA STAMPA
8

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook