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Coordinamento MIAL1

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Coordinamento MIAL

Resoconto della assemblea dei C. d. F. del Gruppo MIAL

Una scelta da fare

Giovedì 11 Ottobre a Firenze si è tenuta l'assemblea lei C.d.F. (li tut ti gli stabilimenti MIAL in Italia ( Milano, Lomagna, Sabaudia ) . Oggetto dell'incontro è stato il tentativo di cominciare ad avviare insieme una politica di Coordinamento Sindacale che rafforzando l'unità.dei lavoratori, sviluppi ed accresca il potere contrattuale degli operai e degli impiegati della MIAL .

I presupposti per raggiungere questo oh iettivo ci sono : stanno nei problemi comuni che tutti i lavoratori della MIAL hanno di fronte e che devono trovare una positiva quanto rapida soluzione .

Innanzi tutto i PROBLEMI OCCUPAZIONALI : Alla Mial troppo spesso il posto di lavoro è stato in pericolo per centinaia di operaie . Troppo spes so l'ineipienza e l'imApacità dell'azienda in materia di programmazione e di scelte di mercato si è riversata sui lavoratori traducendosi sempre in secchi tagli dei livelli occupazionali . Dal '69 ad oggi circa 200 posti di lavoro in meno ! questa politica aziendale dove finire al più presto .Tutti i C.d.F. hanno ribadito che la prima scelta concreta di coordinamento a livello di gruppo è assumere e rilanciare l'iniziativa sindacale attorno al problema della GARANZIA del POSTO Di LAVORO , atti-averso una politica di investimenti qualificanti che nel contempoampli l'occupazione a Sabaudia, in una zona di sottosviluppo ; in armonia con le scelte più generali assunte già da tempo dalla F.L.M.

azione UNITARIA

VDRMI ~TI

In secondo luogo il problema dell'ORARIO DI LAVORO : tuttii lavoratori della MIAL in questo momento sono impegnati, su diversi fronti, in una bat taglia sull'orario di lavoro che impedisca alla Direzione di intensificare lo sfruttamento attraverso il prolungamento della settimana lavorativa o l'aumento della turnazione

a MILANO la direzione ha chiesto l'introduzione del 2° turno per circa 100 lavoratrici i 1, 21

a SABAUDIA i lavoratori sono già in lotta per l'abolizione del recupero delle pause al Sabato ! e per l'applicazione dell'accordo di Lomagna sulla discilplina dei turni .

Tutto il gruppo quindi deve impegnarsi in una politica sindacale che respin ga il disegno padronale volto ad un a maggiore utilizzazione degli impianti fatta totalmente a scapito delle condizioni di vita dei lavoratori della MIAL, e riproporre nel contempo l'obiettivo di un consolidamento effettivo delle 40 ore settimanali e di una progressiva riduzione delle turnazioni e soprattutto del turno di notte .

In terzo luogo l'INQUADRAMENTO UNICO : è una scadenza troppo importante per l'insieme del movimento per non andarci uniti , seguendo criteri ed obiettivi simili . Ugni divisione su questo problema la pagherebbero esclu sivamente i lavoratori in termini di debolezza del nostro potere contrattuale . A novembre, secondo il CCNL l'azienda deve applicare l'inquadramen to unico , facciamo di questa data un momento di lotta nella quale si ribadiscono i criteri secondo i quali gli operai e gli impiegati vogliono si realizzi la classificazione unica .

un reale intreccio operai impiegati che punti ad un sostanziale svuota mento ed abolizione delle categorie basse ( 5°,4°op.,4°imp. )

la garanzia di una mobilità verticale in tempi certi che faccia in modo che l'acquisizione del 3° livello sia un punto minimo garantito per una reale crescita professionale dei lavorar,ori

una struttura del salario che attraverso meccanismi di PEREQUAZIONE realizzi effettivamente una parità economica dei lavoratori inseriti in una singola fascia .

Su queste questioni, tra le quali va citata anche una politica di coor dinamento sulle richieste salariali ( premio prod. 14° )volta al superamen to delle differenze tra i vari stabilimenti, il coordinamento si può fare. anzi si deve fare per sconfiggere la logica del padrone che specula sulla divisione dei lavoratori per mantenere il proprio potere ed i propri privi legi in fabbrica .

Questa scelta però dobbiamo farla insieme con tutti i lavoratori , non può essere calata dall'alto, una scelta di vertice, ma deve crescere e svilupparsi contemporaneamente all'elevamento del livello di coscienza politico sindacale di tutti i lavoratori della MIAL .

Questo è l'impegno che i C.D.F. si sono assunti a Firenze e che intendono portare avanti, cominciando a discuterne dentro i reparti, nelle assemblee di fabbrica mettendo in chiaro tutti i problemi aperti ed irrisolti affrontandb i quali però si può arrivare al più presto ad un Coordinamento di gruppo che porti avanti una politica sindacale omogenea in tutti gli stabi limenti MIAL .

Comunicato dei Consigli di Fabbrica MIAL

D2po una serie di laboriose operazioni il processo di vendita della MIAL Italiandúna società americana è andato in porto . La nuova proprieta ria èla società americana ( Ohio ) R.T.W. specializzata nei settori elettronico e spaziale .

Questa operazione era in atto già da tempo, subito dopo il fallimento delle trattative con la ITT , un'altra azienda americana di proporzioni gigantesche che in Italia già possiede la FACE -STANDARD ( telecomunicazioni) Nonostante le insistenti richieste di informazioni e chiarimenti la direzione , con un giochetto puerile, aveva sempre negato di essere in trattati ve con altre società, illustrando dei programmi aziendali a lungo tePtaine di risanamento dell'azienda dopo la crisi del 71 . Anzi l'azienda aveva fat to trapelare tra i lavoratori l'idea che i C.d.F. , perso dietro a preoccupazioni infondate e fantasiose si dimenticava dei problemi concreti dei lavoratori.

LA REALTA' PERO' ANCORA UNA VOLTA SI E' INCARICATA DI SMENTIRE LE TESI DEL PADRONE E DI DIMOSTRARE QUANTO FONDATE FOSSERO LE PREOCCUPAZIONI DEI LAVORATORI E DEL CONSIGLIO DI FABBRICA .

I Consigli di Fabbrica nell'esprimere una dua condanna neiconfronti del la direzione, che acora una volta ha scelto il metodo attuso e codino della menzogna e del sotterfugio nel suo rapporto con i lavoratori, ribadisce il suo giudizio negativo sulla vendita della MIAL ad una società americana per due motivi essenziali .

1 Innanzitutto perchè nella esperienza fatta in questi ultimi anni dietro queste operazioni commerciali e finanziarie si nasconde sempre il peri colo della RISTRUTTURAZIONE che ha significato per migliaia di lavoratori la perdita del posto di lavoro e il peggioramento delle loro condizioni di vita . La questione dei doppi turni alla MIAL di Milano ( Via Fortezza ) non fa che convalidare queste preoccupazioni e ribadire la necessità di una quanto mai pronta mobilitazione attorno a questi proble mi .

2) Secondariamente perchè questa vendita conferma ancora una volta la ten denza alla penetrazione del capitale americano in Italia, legato al raf forzamento delle grandi società multinazionali, che con la loro politi caimperialistica e sopraffatrice già tanti danni hanno portato ai lavo ratori e ai popoli di tutto il mondo .

LA MIAL E' STATA VENDUTA

Un volantino della MIAL di Milano

APPLICARE ENTRO IL 1' NOVEMBRE L' INQUADRAMENTO UNICO

Al 1° Novembre entra in vigore per le aziende superiori ai 200 dipendenti l'inquadramento unico .

E' una data che i padroni cercano di dimenticare, sperando così di rimandare l'applicazione del contrattonon solo sulla classificazione e sull'incasellamento categoriale, ma anche sulla mensilizzazione del salario .

La tattica del padrone è molto furba: a livello nazionale, al tavolo delle trattative sulle_ declaratorie, tirano per le lunghe, non vogliono arrivare ad accordi e a soluzione certe, a livello di fabbrica sostengono che non essendoci le declaratorie, non essendoci ancora il contratto, non si può applicare l'inquadramento unico .

Il giochetto è chiaro e deve essere smascherato e battuto agli occhi di tutti i lavoratori.

Gli strumenti per fare l'accordo esistono, sono chiari :

Il numero delle categorie ;

I criteri della mobilità ;

La nuova struttura salariale per raggiungere i nuovi minimi .

Erano contenuti nell'ipotesi di accordo firmata da entrambe le parti alla fine della vertenza contrattuale .

Alla Termokimik di Cologno è stato già fatto l'accordo sull'inquadramento unico . Su questi contenuti

Numero e struttura delle categorie ; Mobilità ; Struttura del salario attraverso i meccanismi di PEREQUAZIONE .

Ciò significa che su queste basi gli accordi si possono fare. SI DEVONO FARE .

In tutte le fabbriche, sopra i 200 dipendenti, i Consigli di Fabbrica aprano le vertenza sull'inquadramento unico, costringano i padroni ad applicare entro le date previste dal contratto l'inquadramento unico ; anche illa MIAL bisogna subito cominciare L'iniziativa gndacale su questo proble ma .

I piani di dilazione, del tirar per le lunghe, che i padroni vogliono attuare devono essere sconfitti dalla mobilitaziabe e dall'unità di tutti i lavoratori .

F.L.M.
Sesto .Giovanni 11.10.73 IL CONSIGLIO DI FABBRICA MIAL
- LEGA DI VILLA S.GIOVANNI

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