Bollettino a cura dei Consigli di Fabbrica della Lesa
TUTTA LA VERITÀ' Le contrattazioni di mercato esistenti nel settore Radio-TV-giradischi è già stato ampiamente dimostrato come sia strumentalizzata dagli industriali del settore per creare uno stato di crisi al fine di perseguire precisi obiettivi in due sensi. « Anzitutto per esercitare una pressione sul Governo per l'adozione della TV a colori, per ottenere finanziamenti e facilitazioni fiscali, in secondo luogo per realizzare processi di ristrutturazione e riorganizzazione del lavoro a spese dei lavoratori.» Questo è l'indirizzo generale deciso dall'ANIE e nel caso della LESA, non è certo comuffabile dalle dichiarazioni e documenti dell'Azienda. Da questi la sola cosa che viene in luce è la ristrettezza di vedute da parte dirigenziale e l'incapacità di recepire la realtà nuova sancita dalle lotte operaie dell'autunno 1969. Dopo l'autunno sindacale, un minimo di realismo da parte dei nostri padroni doveva fare considerare cosa significa la presenza di un Sindacato deciso ad avere un ruolo di grande importanza nella fabbrica e nel Paese, la crescita della coscienza collettiva dei lavoratori decisi a difendere le loro conquiste e non più disponibili di pagare sempre in prima persona le conseguenze dello sviluppo produttivo, per lo meno doveva fare meditare i rischi di una ristrutturazione che vuole cacciare indietro il movimento e le conquiste sindacali. Così è stata montata la crisi, si riduce l'orario, si fanno gli appelli sullo spirito di sacrificio delle Maestranze e per garantirsi una relativa tranquillità si invoca l'applicazione della Legge speciale per la integrazione salariale, si fanno pressioni sui Comuni per sostenere le richieste di finanziamento. Contemporaneamente alla riduzione di orario, la presenza dei tempisti si fa più assidua, da parte dei capi si esercitano le più diverse forme di pressioni per aumentare la produzione. Di fatto la riduzione di orario ha portato una decur-
tazione del salario ma in proporzione non una diminuzione della produzione, bensì un aumento. Se il discorso della crisi di mercato è molto strumentalizzato da parte degli industriali del settore, per la LESA è addirittura falso! Il nostro presidente Meoni in un'intervista all'inizio dell'anno affermava che la LESA aveva ordinazioni per 4 mesi e mezzo. Se il mercato registra una diminuzione di vendita di alcuni prodotti come il giradisco, le stesse pubblicazioni della Confindustria dimostrano un incremento dei registratori e mangianastri. A magazzeno non risultano grandi scorte di giacenza. Allo stabilimento di Saronno la produzione dei potenziometri prosegue su ordinazione e non viene neppure immagazzinata. Con il paravento della crisi, la riduzione di orario, la irregolarità della corresponsione dei salari e stiCONTINUA IN ULTIMA
DALL' INTERNO
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