Situazione economica DI CHI LA COLPA?
tè situazione economica del Paese tè giunta ormai ad un punto tale ;che non pub non suscitare un vivo allarme tra tutti i lavoratori.E' evidente a tutti che gli squilibri storici del nostro Paese sono andati aggravandosi sempre di più : dal problema del Mezzogiorno a quello più generale delle case,da 'quello della sottoccupazione a quello di una drammatica crescita della disoccupazione, strettamente congiunti con i fenomeni della recessione e dell'inflazione.
La cecità e la sordità nei confren ti degli appelli e delle lotte con dotte dal movimento operaio per incrementare i consumi sociali e e per una programmazione dell'intervento pubblico nel settore dell'economia, sono alla base di gran parte dei mali di cui oggi subiamo le conseguenze.
Il fatto che oggi ci dibattiamo nella carenza di case, scuole,osspedali, è drammaticamente significativo delle medesime responsabilità di quelle forze politiche ed economiche che così tenacemente hanno contrastato la riforma della macchina dello Stato e del suo decentramento democratico.
Questo ha fatto in modo che l'eco nomia restasse in balia degli spe culatori il cui interesse principale non è la ricchezza ed il benessere del Paese, ma il proprio egoistico tornaconto.
Lo stesso massiccio intervento pub blico si è risolto non a favore della collettività , ma a vantaggio di poche e potenti clientele.
L'intervento del capitale stranie-
ro nella nostra economia è sfuggito anch'esà o ad ogni intervento programmato che lo ponesse in sintonia con le esigenze del nostro sviluppo e della salvaguardia dei nostri livelli occupazionali.
Questa crisi non ci è dunque piovuta dal cieloall'imnrnvviso,su:le spalle, ma :3 la conseguenza. di gravissimi errori politici che 7,overni sempre più labili ed incerti rianno determinato e. di cui la crisi petrolifera e il terremoto :no,netario sono state le cause.deto1-1nti ma non certo determinanti.
`In questo quadro, perdono di ogni credibilità i reiterati appelli al buon senso, alla moderazione al la cautela ed all'esigenza di nuovi sacrifici che vengono rivolti alla classe operaia da certi cocco drilli della politica nessionale co me se per i lavoratori vivere,ogni giorno, non fosse un sempre più un . duro sacrificio, mentre.per lor si gnori, crisi o non crisi, la vita è sempre una pacchia.
Ci rendiamo conto che non oggi auspicabile uno scontro frontale nel Paese ma è comunque urgente necessario tracciare subito una pro spettiva alternativa per la riusci ta e la ricostruzione delle nostre capacità produttive.
Senza di questa, ci sarà lo scontro nel Paese e sarà durissimo ma allo ra la responsabilità non sarà nos tra poichè di pazienza e di moderazioni nei confronti di certi mi nistri che sarebbe ora di mettessero a coltivar patate, ne abbiamo dimostrato già troppo in questi trent'anni.
Quadro riassuntivo della situazione economica della provincia di nlano. - Dalla relazione dell'assessore provinciale al lavoro "Nuccio Abbondanza" nella seduta del 1° ottobre 1975.
-Prezzi
Solo per l'alimentazione ogni ope raio spende.* circa il 42: del pro prio salario :entre solo il prezzo dei generi ali.:ientri subito un incremento del 17 , 5^1 con una lieve flessione rispetto al 73/74; in cui si registrato un incre2ento :tedio del 255 Il reddito operaio nel frattempo subito un incremento medio del 205,.
Investimenti
ainno subito un culo Lledio del
Esportazioni
Sono aumentati del 17,15.
Produzione
E' diminuita del 12,25.
Cassa Integrazione.
Si registrato in un anno un incremento percentuale del 7755: di fronte a una media nazionale del 125.pisoccupati. Sono a tutt'oiigi circa 34.000. L'occupazione complessiva ha subi to nell'arco di un anno e :rezzo un calo di circa 25.000 addetti mentre la disoccupazione giovanile ha raggiunto limiti draminatici.
Terziario
Si 79 :avuto un incremento di addet ti nel settore indice che :volti disoccupati cercano di arrangiarsi alla meno peggio, rifugiandosi in questo settore.
_L'attacco delle multinazionali
gioca ai birilli dei potenti,32 -ite il termine, ma non vi serabra in questi ultimi tempi di assistere ad una partita in grande stile, da parte di quelle imprese o società ' •capitale straniero, che operano nel nostro paese?Partita che iniziata parecchi anni fà con l'ausilio di arbitri molto permissivi e garanti, nei confronti di chi vole va far fr2ttare i suoi capitali ,sul le spalle dei lavoratori Italiani ma che oggi dopo aver sfruttato risorse e vite umane con bassi salari e poca spesa, stanno riespatriando a catena,, riportandosi via tutto quello che noi abbiamo prodotto, lasciando sul lastrico migliaia di. lavoratori.
D'accordo c'è in atto .'ina forte cr..1 del mondo del la/oro e questo nessuno lo nasconde anc he se non so
Elezioni dà nuovi delegati
Il C.d.F. ai é ormai ridotto ai minimi termini per quanto riguarda il numero dei suoi componenti. E' urgente procedere alla nomina di nuovi delegati di reparto.
Poiché queste nomine si svolgono nel pieno di una lotta sindacale, é opportuno che ognuno,al momento di esprimere la propria fiducia a un compagno di lavoro,lo faccia nella piena consapevolezza della importanza e della serietà che questo atto comporta.
In particolare s'invita a non gio care come al solito a scaricabari lo votando per il primo che si di chiara disponibile all'impegno.
Tutti DEVONO ESSERE disponibili e tutti DEVONO DARE IL PROPRIO IMPEGNO.
no chiare le cause, ma di fronte al continua minaccia di chiusura di grandi complessi industriali come:
Leiland Innocenti
L'Harris 2;loda
La Torrigton
- La Singer
La Ducati e così via, non passa un giorno za una nuova minaccia di liciuidazie ne. Il bello che non si sa riai con precisione, con chi trattare e lottare per far valere i propri di ritti di lavoratori, perché in qu; ste fabbriche non esiste mai un pa drone ben definito. Gli stessi arbitri, sono tutt'ora in campo ma del tutto incapaci di dirigere la partita che va a Pesare sempre pi'.1 sulle spalle di chi sempre deve da re e pagare in tutto.
E' da sciocchi parlare poi di inef ficienza o di inidoneità di membri del consiglio di fabbrica che da queste elezioni vengono espressi.
JOTATE dunque con SERIETA' valutan do bene lepersone a cui delegate la vostra FIDUCIA ed in particolare la stima di cui godono tra i compagni,la loro onestà ed il loro sincero impegno sindacale.
Provocatoria gazzarra
Durante la manifestazione del 6 febbraio in piazza Duomo,i gruppi estremistici di LOTTA CONTINUA , AUTONOMIA OPERAIA, LOTTA CUpiUNISTA ed altri,si sono, come a Na poli,distinti per la loro provocatoria presenza in seno al movi mento operaio,dando luogo ad una indecente gazzarra durante il co inizio di Storti. Che non si é trattato di improvvisazione per quanto Storti potrebbe aver detto durante il suo comizio e tale da suscitare una reazione della piazza,lo dimostra il fatto che a Storti non gli à i é lasciato nemmeno aprir bocca e il fatto che questi patentati pro vocatori sono scesi premeditatamente in piazza muniti di rubusti
manganelli camuffati grossolanabiente da aste per bandiere e con le tasche piene di agrumi. Sono volate delle legnate e diver si operai insanguinati hanno dovuto essere ricoverati al Pronto So2 corso.
Questo fatto non onora di certo il rosso di quelle bandiere sotto cui questi teppisti si nascondono. La F.L.M. ha vivamente deplorato l'accaduto ed invita tutti gli operai ad isolare questi provocato ri non permettendo loro nessun spa zio e nessuna manovra all'interno delle organizzazioni sindacali di cui essi in più occasioni si sono dimostrati forrci nPrniri.
PICCOLA CRONACA
Guidetti Alberto
Guidetti Alberto ha rassegnato le dimissioni e dal 10 gennaio non più con noi. Lo abbiamo visto di sfuggita mentre veniva a ritirare la liquidazione e ci ha pregato di far pervenire a tutti i compagni della Vanoni ed in particolare del reparto 06 i suoi saluti. Ci ha comunicato di aver trovato un nuovo posto di lavoro come inserviente in Ospedale. Gli auguriamo di cuore Buona fortuna.
Bergonti Emilia
Dopo una breve parentesi lavorati va le condizioni di salute della compagna Bergonti della Sala prove sono improvvisamente newiorate.
Ricoverata in Ospedale ha dovuto subire un ennesimo e delicato intervento chirurgico che ha compor tato un trapianto osseo.
Da informazioni in nostro possesso sembra che l'intervento sia riusci to anche se il suo calvario chirur gico non è ancora terminato.
Siamo tutti con lei in questo brut to momento che sta attraversando e le auguriamo di vero cuore di ristabilirsi completamente lodandola per la grande forza d'animo che fin'ora ha dimostrato. Come consiglio di fabbrica abbiamo poi provveduto ad elargirle un contribbuto del fondo cassa di cui ringrazio sentitamente tutti i compagni di lavoro.
ANNA PRANDONI
E' ormai molto tempo che non vediamo la Sig.na Anna Prandoni segretaria del nostro direttore.
Sappiamo che è malata da molto tempo e ci scusiamo per non averla ricordata nel numero precedente. Desideriamo comunque esprimerle tutta la nostra solidarietà in questo brutto momento che sta attraversando. Ci auguriamo di poterla rivedere tra di noi al più presto.
CORAGGIO ANNA !
Luigi Boselli
Dal 26 gennaio non abbiano più con noi il dispensiere Luigi Boselli che per raggiunti limiti di età è andato in pensione.
Gli auguriamo tutti un buon riposo;
Thrtinetti Nerina
La compagna :farti netti Nerina, dopo lunga attesa e quando ormai ave va perso ogni speranza di poter ave re un figlio, ha portato feliceilen te a termine una insperata gravidanza mettendo alla luce un bel ma schietto. Sebbene il parto sia sta to un pb laborioso, madre e bambino sono in buona salute. Complimenti e auguri.
LOTTA PILY INTENSA
Dobbiamo notare con vivo rincres
cimento che molte persone considerano con una certa leggerezza le lotte sindacali.
ti riferiamo in particolare alla o sempre più diffusa abitudine di lasciarsi rilasciare permessi con recupero per poter effettuare dei "ponti" fino a mezzoggiorno durare te gli scioperi.
Ci rendiamo conto che ci sono dei motivi obbiettivi che facilitano un tale stato di cose:
- la distanza dal posto di lavoro;
-la stagione poco propizia alle manifestazioni di piazza;
- la crisi di governo;
re
i - la non necessaria chiarezza su l'andamento della contrattazio i ne per il rinnovo contrattuale;
- un pò di pigrizia e di menefrg ghismo;
la grande facilità con cui la Direzione concede questo tipo di permessi.
Se questo é vero,é altrettanto vero che lo sciopero non é una
occasione per far festa,ma é un duro sacrificio per.raggiungere degli obbiettivi ben precisi. Questi obbiettivi non si raggiun gono se si resta a casa a dormire un pochino di più o per poter sbrigare qualche faccenduola per sonale.
In un momento di grandi difficol tà come l'attuale é poi veramente gravissima colpa il non impegnarsi in prima persona senza de mandare ai soliti "illusi" od "e saltati" tutto il peso della lot ta.
Forse si ritiene che lottare significa semplicemente astaà ersi da lavorare?
E' gréssolanamente falso,né le ma nifestazioni di piazza si fanno per creare un pò di casino per le strade e mettere in mostra qualche striscione.
Le manifestazioni servono a far vi vere alla città i problemi dei la voratori 3 per dare una dimostrazione visiva della forza e della volontà di lotta.
Ci auguriamo che queste richiamo serva a molti per un attento esame autocritico della propria condotta di lotta;in caso contrario saremmo costretti,in accordo con la F.L.M. di zona,a programmare gli scioperi in modo tale da evi tare questo stato di cose e che poi nessuno si "secchi" se si tro va improvvisamente i cancelli sbar
7 rati dai picchetti.
IL MEZZOGIORNO
La questione dello sviluppo del Mezzogiorno è vecchia quanto l'uni tà d'Italia e nonostante tutto an cora irrisolta.
Dire però che il Sud è fermo a cen to anni fa è dire una grossa bugia
Il Sud, soprattutto in questi 25 anni si è mosso e si è sviluppato. I suoi problemi attuali derivano dal tipo di sviluppo che esso ha perseguito e il nuovo assetto sociale che questo sviluppo ha provocato.
Chi si recasse nel Sud per vedere ancora gli asinelli e le pecore per le strade, le donne eternamen te vestite di nero e segregate nel le case, resterebbe molto deluso.
per la stabilità del regime e potentissima arma in mano al P.C.I. (Siamo in pieno clima di guerra fredda).
Iermettere ai vecchi latifondisti un forte accumulo di capita le liquido, indispensabile base di: partenza per la nascita di ,1.11 sistema capitalistico.
Bloccare l'emigrazione creando un numeroso serbatoio di "manodopera di riserva" cui pótrà at tingere il Nord pet realizzare il suo "boom economico".
L'obbiettivo del primo punto è sta to esplicitamente ammesso dalla DC e la logica elementare che lo guidava era questa:
- Perchè un bracciante è comunist a?
- Perchè è povero e per questo odia i padroni ed è contro la pro prietà privata.
Per capire l'odierna realtà del Sud, i suoi problemi e i suoi tra vagli è necessario dare alcuni cen ni degli interventi economici più determinanti varati dal Governo è di come questi si sono inseriti nel Sud, mutandolo secondo una logica ben precisa.
L'intervento più determinante stata la Legge stralcio del 1950 più nota come Riforma Agraria. Essa provoca la definitiva sparizione del vecchio latifondo residuo di una struttura economica di tipo feudale.
Le aree espropriate e assegnate ai contadini sono circa 600.000 etta ri pari a 1/40 del territorio agri colo nazionale.
Gli scopi che s'intendevano raggill gere con questo intervento erano principalmente 3:
1) Bloccare le lotte dei braccian ti diventate troppo pericolose
Rimedio: diamo la terra ai bracciaa ti, li facciano diventare "padroni" e automaticamente li trasformiamo in anticomunisti.
Questa logica fa sì che gli espropri più massicci riguardarono le zone più "calde" e guidarono la spartizione delle terre badando non tanto a dare una dimensione economicamente redditizia ai nuovi pode ri creati, ma polverizzando la ter ra in piccolissimi lotti nel tenta tivo di accontentare più gente pos sibile e quindi mettere in campo quanto più "anticomunisti" fosse possibile.
Nello stesso tempo gli agrari espropriati ma che conservano i terreni migliori e più redditizi, con gli indennizi ricevuti si trovarono ad avere forti capitali liquidi.
Li usano per ristrutturare le proprie aziende sul modello delle aziende agricole capitalistiche del 8 Nord.,
LA POLITICA DEGLI INTERVENTI DOVER NATIVI.Per contro,il contadino che ha avu to in "dono" la terra, privo di ca pitali,non può nè migliorarla, nè attrezzarla e neppure seminarla. T crediti bancari sono lenti e dif ficilissimi da reperire., :;on resta che rivolgersi al vecchio "padrone".
Questi dì le semenza e gli attrezzi, , :aa impone lui i tipi di cultura e i terreni su cui effettuarli. Le condizioni di rimborso "in natura" sono pesantissime e inchiodano intere famiglie a un disumano sfruttamento fino al punto che
A MORTE IL SUD
molti contadini sono costretti-a rivendere la terra al vecchio proprietario. Questa legge ha delle grandi conseguenze sociali ed economiche. Essa impone al neo proprietario di risiedere nel "suo campo" e lo pone nella condizione di troncare ogni rapporto di vita collettiva e peggio, politico-sindacale sia con te .3ezioni dei- partiti che con le Camere del lavoro. ello stesso tempo mette in moto un ingente movimento di capitali necessario per attrezzare le campagne e rerddrle produttive.
`
,folti "furbi" approfittano della situazione per arricchirsi sfacciatamente 'e dare il iria nelle cit tà alle più vergognose speculazioni.adilizie.
LA POLITICA DEI POLI DI SVILUPPO
Nel 1957 il Governo vara una nuova legge. Impone delle imprese' pubbliche di stanziare il 40% dei propri investimenti nel mezzuciorno.
Comincia la famosa politica dei "poli di sviluppo".
La logica cne guida questo intervento è quella di creare delle strutture industriali pubbliche che dovranno servire da poli di attrazione per gli investimenti privati. Questa politica à stata un vero disastro ed à oggi all'ori gine di. molti guai dell'economia nazionale.
Immensi capitali vengono buttati in una impresa che non solo realiz za il suo obbiettivo ma impoverisce anche il Nord Sottraendogli gran parte dei capitali d'investimento necessari per mantenere effi, ciente la sua struttura:-
Il grossolano errore commesso stato quello di non ritenere 2. Sud come parte del sistema economico nazionale, ma come un paese a se stante da integrare in un sistema economico di tipo capitalistico come quello del- Nord ritenuto sta bile ed efficiente.
Tutto è andato bene finchè l'economia del Nord "tirava" ma quando questa è entrata in crisi i limiti di questa politica sono clamorosamente esphsi.
Questa politica sul piano sociale pone'la città in netto conflitto
'con la campagna e soprattutto accentua gli squilibri territoriali tra zone in espansione (attrezza- . te di strade, ferrovie, scuole, acquedotti, rete di'distribuzione commerciale) e zone stagnanti
dove manca tutto (perfino la luce elettrica).
Il conseguente aumento dei prezzi e del consu2ismo acuiscono i problemi sociali e le difficoltà di chi non ha nè terre nè posto di lavoro e nonostante tutto ha una famiglia da sfamare. I grossi co:n plessi industriali poi si trascinano dietro i sindacti e con esúi la politica e la presa di coscien za dell'iniqua ingiustizia sociale di cui si è vittima. Ciò rende ancora più insopportabile la propria situazione fino ad espropriarla.
L'entrata dell'Italia nel crea enormi sconvolgimenti alla già fra gile economia meridionale ed in pratica manda in fumo tutti gli obbiettivi previsti con la Riforma agraria.
Il piano dell'industrializzazione del Sud falli-ce. Il l‘krd più direttamente 9 contatto cori i grandi mercati europei è noltó avvantaggiato. Essa dovendo reggere la teIribile concorrenza di strutture industriali molto più forti deve potenziare e sfruttare al massimo le strutture esistenti elimilandg investimenti dispersivi e sicuramente improduttivi come quelli nel Sud.Nè gli imprenditori meridionali: avevano convenienza ad investire sul posto. Pur contando su abbondante manodopera non avevano alle lorg spalle una struttura commerciale e menageriale talmente soli da da poter reggere alla concorren za. Preferiscono investire nel Noirl e congelare i capitali nelle banche.
Il risultato fu che le poche indu strie private esistenti, sono costrette a chiudere i battenti,l'ar tigianato è completamente annien tato. I posti di lavoro create dal IO le imprese pubbliche non compensa-
IL PIANO ;:.ANSHOLTno quelli persi dall'industria pri vata e dall'artigianato.
L'attuazione del piano mansholtuan da in fumo anche l'altro obbietti— vo prioritario della Riforma agra— ria: il blocco dell'emigrazione. "uesto piano prevede, infatti, la drastica cessazione di aiuti econo mici alle imprese agricole non com petitive. Tradotto nel Sud signifi ca la liquidazione di migliaia a — ziende agricole.
Comincia la "fuga dai campi" ed es plode, inarrestabile, una massiccia emigrazione che travolge anche il Nord.
A conclusione di questa prima par— te possiamo pertanto dire che sul mancato o meglio contraddittorio sviluppo del Sud più che "l'inet— titudine" dei meridionali húnno pe • satc scelte politiche profondamente errate le quali hanno sconvolto il tessuto socio—economico del sud creando dei forti squilibri tra cit e campagna, tra zone sviluppate
e zone sottosviluppate.
Questo contrasto appare subito evi— dente al semplice tur4.sta. Si pas— sa da grossi superaffolla— ti, campagne ricche e floride, a campi deserti, città semiabbandona— te e in rovina.
Le zone sviluppate funzionano nel Sud da poli di attrazione per le zone depresse provocando massicci spostamenti dalla campagna in città "veste impossibilitate a far fron— te agli enormi problemi sociali che questo fenomeno comporta entrano in crisi determinando acuti contrasti oDlitici che portano alla paralisi di ogni attività amministrativa.
Vedremo più nel dettaglio questi probleni nei prossimi servizi re— standl que"a prima parte come sen, plice introduzione e ulildro di ri_ feri.nento per capire il senso e il significato di alcuni colloqui che ho avuto sul posto con operai, con tadini, studenti, djrigenti.Pcliti ci.
Europa CEE: quasi doppio in un anno il numero dei giovani disoccupati
I giovani in cerca di impiego sono già più di un "len del totale della forza lavoro disoccupata - Negli USA un disoccupato su due ha meno di 24 anni
IA disoccupazione giovanile nei Paesi europei della CEE è salita dal 1973 al 1974 da 769.348 a 1.145363 unità , quasi raddoppiando (fonte: ufficio statistico CEE). Per quanto riguarda l'Italia le cifre di questa tabella si riferiscono solo ai giovani fino al 19 anni (per gli altri Paesi fino ai 24) e comunque sono molto inferiori alla realtà . Un recente rapporto CENSIS fa infatti ascendere a quasi 800 mila il numero dei giovani disoccupati nel nostro Paese, ivi comprendendo giustamente la grande schiera del sottoccupati e i disoccupati a nascosti (ad esempio: i giovani diplomati che, non trovando lavoro, al iscrivono all'università sperando di trovare occupazione con la laurea).