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Consiglio di fabbricaFLM56

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cons' bbrica

informazione
piazza Umanitaria n. 5 - tel. 54.68.020/1/3/4, Milano. Direttore responsabile: Walter Galbusera. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971. Spedizione in abbonamento postale - Gruppp
trasformare i %fondali di calcio in una tribuna internazionale contro il fascismo agenzia di
sindacale della FLM milanese REDAZIONE:

PREMESSA

La F.L.M. di Milano ritiene opportuno ricordare a tutti i lavoratori milanesi la situazione di dittatura esistente in Argentina utilizzando l'occasione dei campionati di calcio che si stanno svolgendo in quel paese nel mese di giugno.

Destiniamo questo numero di Consiglio di Fabbrica per ricordare a tutti i lavoratori che mentre seguiranno le fasi del campionato la realtà che vedranno rappresentata sul piccolo schermo è ben diversa da quella drammatica e dolorosa della Argentina di oggi.

Il nostro impegno internazionalista non si ferma in questo momento; anzi si rinsalda per riproporre a tutto il mondo democratico e proletario l'esigenza di iniziativa e di lotta internazionale.

DOSSIER ARGENTINA

Le partite della fase finale si giocheranno a Rosario, Cordoba, Mendoza, Mar della Plata, Buenos Ayres. Sono le città più industrializzate, dove si trovano le grandi fabbriche del capitale finanziario transnazionale, sono le città dei lavoratori presi nella morsa dell'aumento dei prezzi e dei congelamenti dei salari, del divieto di sciopero, degli arresti, dei massacri degli oppositori, siricbcalisti, giovani. Sono le città dove gli enormi pannelli pubblicitari delle marche

La cartina indica le cinque città nelle quali si disputeranno le partite della fase finale dei "mondiali" di calcio 1978 in Argentina. Le distanze dalla capitale Buenos Aires sono le seguenti: Rosario km. 312, Cordoba km. 713, Mendoza km. 1.100 e Mar del Plata km. 407. Fra Rosario e Cordoba ci sono km. 401, fra Rosario e Mendoza km. 203 e fra Rosario e Mar del Plata km. 719. Fra Cordoba e Mendoza ci sono km. 712 e fra Cordoba e Mar del Plata km. 1.200. Infine, fra Mendoza e Mar del Plata la distanza è di km. 1.506. Il riquadro in basso a destra indica il simbolo ufficiale dei "mondiali" '78.

che sponsorizzano i campionati (Bevete Cynar, viaggiate Fiat, scrivete Olivetti, ecc...) nascondono le baracche. Nella periferia di Buenos Ayres, la capitale argentina, c'è un profondo avvallamento, una specie di cratere, intorno al quale i poveri vivono nelle baracche. In questo cratere vengono gettati i rifiuti che di tanto in tanto si bruciano. Quando l'aria spira verso le baracche la gente soffoca, fugge, i bambini talvolta muoiono. La pubblicità cercherà di nascondere anche questo, ma forse non sarà necessario perché esperti di pubbliche relazioni e "di

tempo libero" si stanno scervellando da mesi per inventare passatempi, visite obbligate, incontri, pranzi e feste per i settemila e più giornalisti che assisteranno ai mondiali. E se ci sarà qualche curioso, ci penserà la polizia a fermarlo, faccia contro il muro, mani alzate, armi puntate sulla schiena e la curiosità passa...

Tutto quello che l'Argentina vuol far conoscere attraverso l'efficienza dell'organizzazione, l'ospitalità e i mass media, che invieranno le immagini in tutto il mondo, è il ritratto di un paese tranquillo, ordi-

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nato, ricco, senza conflitti sociali, un paese, insomma, dove si può investire.

Dietro questa facciata che dovrebbe ristabilire il prestigio dei militari della Giunta dittatoriale c'è lo stato d'assedio, c'è la tortura più scientifica e raffinata, quindi più efferata, dell'America Latina, ci sono gli 8.000 assassinii politici noti, i 10.000 prigionieri politici, i 20.000 scomparsi. Il 37% delle vittime sono operai; il 27% sono parenti, amici, difensori dei detenuti, studenti; il 18% sono membri di organizzazioni rivoluzionarie, il 9% sono sindacalisti. Poi ci sono gli intellettuali, le suore, i preti... Ci sono gli squadroni della morte, istituiti dal go-. verno con un decreto della Dittatura Militare del 1971, decreto-legge 19.373, che massacrano, sequestrano, infiltrano tutte le organizzazioni politiche, sindacali e di classe; c'è la miseria, c'è il lavoro nero degli operai dei zuccherifici, c'è tutta quella distruzione di patrimonio umano e sociale che va sotto il nome di imperialismo.

Quando guarderemo negli schermi televisivi le partite di calcio cerchiamo di non dimenticare che dietro ad ogni stadio ci sono i non protagonisti, quelli che non possono accusare, quelli a cui impediscono di fare accuse e quelli che non potranno più farne, quelli che ieri, oggi e domani nel mirino di qualche gorilla e che alle "catene" della FIAT, della Peugeot, della Massey Fergusson, della Ford, nei reparti della Montedison di Cordoba, Mendoza, Buenos Ayres, ecc... producono la ricchezza del paese, la stessa che i feroci generali dissipano nel tentativo di camuffare la loro dittatura da democrazia e buon governo.

Questa drammatica oppressione non vogliamo solo denunciarla, insieme ad altri intendiamo ricordare una volontà di lotta portata avanti dalle organizzazioni sindacali e operaie; la nostra azione deve essere tesa ad appoggiare tutte le iniziative che a favore della Argentina nascono nelle fabbriche, nelle scuole e nei quartieri. Ma è soprattutto at-

traverso un intervento diretto sulle aziende italiane che hanno interessi e fabbriche in Argentina che noi possiamo e dobbiamo dimostrare concretamente la nostra solidarietà militante.

Contro la dittatura in Argentina, a sostegno dei diritti di libertà e di democrazia dei popoli oppressi, usiamo i campionati mondiali di calcio per determinare un più forte impegno internazionale come lavoratori milanesi.

IL PAESE

L'Argentina è un paese dell'America Latina che confina con il Cile, la Bolivia, il Paraguay, il Brasile e l'Uruguay. Per superficie è inferiore solo all'URSS; misura 2.777.000 chilometri quadrati, a cui si aggiungono le isole dell'Antartide, 1.230.520 chilometri quadrati. La popolazione supera i 20 milioni di abitanti. L'economia è prevalentemente agricola e insieme all'allevamento forma la base economica

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Fosse comuni dove sono sepolti i prigionieri politici a Buenos Aires.

del paese. Il 95% delle terre fertili è in mano a 100 famiglie di latifondisti. La famosa Pampa Humeda, intorno a Buenos Ayres, che è la zona di maggior produzione, è in mano a 4 famiglie. Agricoltura e allevamento servono il mercato di esportazione; in cambio l'Argentina importa valuta estera, prevalentemente dollari statunitensi. Lo sviluppo industriale è recente ed è rappresentato da una industria militare - nelle mani dei militari, controllata dai militari e per uso militare - e da una industria dipendente dal grande.capitale straniero. La terra è lavorata dai peones, prevalentemente braccianti. Nell'industria lavorano circa 7 milioni di lavoratori. I dati non sono precisi perché esiste anche il lavoro nero svolto da boliviani, per esempio, come stagionali negli zuccherifici.

L'Argentina, come tutti i paesi del Terzo Mondo, è terra di rapina. Il capitale finanziario viene manipolato dal Fondo Monetario Internazionale o FIM. In Argentina producono e prosperano le maggiori imprese multinazionali: ITT, General Motors, Gulf Oil Company, Fiat, Olivetti, Montedison Peugeot, Massey Fergusson, Renault, Crysler, Ford, ecc... La siderurgia è invece in mano ai militari.

L'Argentina ha ottenuto l'indipendenza nazionale nel 1810, nel 1853 si è data una Costituzione, che dovrebbe sancire un sistema democratico parlamentare, nell'800 il partito preponderante era quello dei conservatori, latifondisti; i sostenitori dell'industrializzazione del paese favorirono prima i monopoli inglesi e poi quelli statunitensi. Al principio del secolo si costituirono i movimenti di sinistra, formati prevalentemente dagli anarchici, emigrati dalla Germania e dalla Spagna.

L'emigrazione diede un forte contributo alle prime organizzazioni sindacali e operaie. Gli emigranti lavoravano soprattutto negli allevamenti di pecore, nelle concerie, nei macelli, nei grandi frigoriferi di carne destinata all'esportazione.

Nel 1920 emerge il raggruppamento politico dei radicali, diretti da Irigoyen. I radicali rappresentano la parte migliore della borghesia, i professionisti, gli intellettuali; molti di essi provengono dall'Europa e tentano di innestare motivi di riformismo e di democrazia effettiva nella vita argentina: il governo dei radicali tenta per la priva volta di far partecipare il popolo alla vita

ARGENTINA: I DATI ESSENZIALI

Repubblica federale di tipo presidenziale. Secondo la Costituzione il Presidente della Repubblica esercita il potere esecutivo con I Ministri da lui nominati; il potere legislativo spetta al Congresso Nazionale composto da Senato e da Camera dei Deputati. A seguito del colpo di Stato del 1966 il Congresso è stato sciolto e il potere è stato assunto dai militari. divisione amministrativa: 22 province, la Capitale Federale e 1 Territorio Nazionale (Terra del Fuoco, Antartide e Isole del Sud-Atlantico). capitale: Buenos Aires.

superficie: kmq 2 776 889.

popolazione (1970): 23 364 430.

densità (ab./kmq): 8.

incremento demografico (1963-1969): 1,5%.

città principali: Buenos Aires (3 000 000, agglomerato urbano 8 350 000), Córdoba (846 000), Rosario (751 000), La Plata (406 000), Tucuman (290 000) , Santa Fe (260 000), Paranti (184 000), Bahía Bianca (150 000), Mar del Plata (140 000), Salta (120 000), Mendoza (115 000), Corrientes (104 000), Resistencia (94 000), Santiago del Estero (81 000).

produzione nazionale per settori: agricoltura 15%, industria 37%, altri settori 48%.

reddito pro capite (1969): 680 dollari USA.

prodotti agricoli: frumento (t 4,2 milioni), mais (t 9,4 milioni), orzo (t 580 000), segale (t 380 mila), avena (t 600 000), riso (t 410 000), miglio, sorgo (t 4 milioni), manioca, patate, batate; agrumi (t 1,5 milioni), uva (t 2,5 milioni), vino (h1 20 milioni), banane, canna da zucchero, cotone (t 300 000 di semi e t 140 000 di fibra), tabacco (t 71 000), tè, lino, arachidi, girasole. prodotti forestali: legname (mc 12 milioni), pasta di legno chimica (t 96 000), meccanica (t 23 mila), carta.

allevamento: bovini (51,4 milioni), ovini (47,8 milioni), suini (3,8 milioni), equini (3,7 milioni), caprini (5,3 milioni).

pesca: pesce sbarcato t 203 000.

prodotti minerari: petrolio [t 19,8 milioni), gas naturale (6012 milioni di mc), carbone (t 615 600), minerali di ferro (t 132 000), piombo, stagno, argento (kg 68 600), zinco, manganese, tungsteno, vanadio, sale.

energia elettrica: potenza installata 6 318 000 kW; produzione 19 879 milioni kWh.

industria: siderurgica e metallurgica (ghisa t 815 mila, acciaio t 1,8 milioni, piombo t 26300, stagno, zinco t 30 000); meccanica (167 000 autovetture e 52 600 veicoli industriali, trattori, materiale ferroviario, costruzioni navali e aeronautiche); chimica (acido solforico t 180 000, soda caustica, fertilizzanti azotati); tessile (t 75 840 filati di cotone; fibre artificiali e sintetiche); alimentari (zucchero t 974 000, birrifici, conserviera) ; tabacchificio (28 855 milioni di sigarette).

comunicazioni: ferrovie km 40 400, strade km 126 mila 650; 1 autoveicolo ogni 12 abitanti; marina mercantile (327 navi, stazza lorda t 1 milione 265 510).

commercio - prodotti importati: macchinari e veicoli 34%, manufatti 17%, prodotti chimici 17%; prodotti esportati: cereali 25%, carne 24%, fibre tessili 9%, foraggio 7%; turisti 600 000.

politica del paese, ma non va al di là delle libertà formali. Infatti, proprio durante il governo di Irigoyen ci sarà il grande massacro della Patagonia: più di 1.200 scioperanti vengono costretti a scavare una grande fossa e poi vengono fucilati sull'orlo della fossa stessa. Tra i morti moltissimi i sindacalisti e gli anarchici. Il massacro prenderà il nome di Patagonia Tragica.

Negli anni trenta se ne vanno i radicali e arrivano i militari, più o meno conservatori. L'economia argentina si rimette in sesto con la seconda guerra mondiale; il paese rimane neutrale e produce prodotti alimentare e fornisce materie prime ai paesi in guerra. Il benessere favorisce la crescita e il consolidamento delle organizzazioni di massa, favorite anche da alcune leggi promulgate da Peron, Ministro della Previdenza Sociale. Alla fine della II guerra mondiale il paese è quasi ricco e Peron si può permettere una politica distributiva diversa. Questa politica formerà le basi del giustizialismo e resterà il motivo fondamentale della popolarità di Peron e della sua carriera politica.

PERON JUAN DOMINGO

Peron è. un militare, esce dalla scuola militare e intraprende la sua carriera come militare. Svolge alcune missioni all'estero e viene anche in Italia nel 1938 per un corso di perfezionamento. Fiuta il fascismo e lo trova abbastanza di 5110, gradimento, anche perché ne intravede solo l'aspetto demagogico e nazionalistico. Nel '44, dopo aver partecipato con altri ufficiali al golpe contro il governo Castillo che sosteneva l'entrata in guerra della Argentina, diventa ministro della guerra, vice-presidente della repubblica e ministro della previdenza sociale.

Una coalizione militare di destra, sostenuta dagli Stati Uniti, lo costringe a dimettersi, lo fa arrestare e lo esilia nell'isola Martin Garcia, mentre una manifestazione di massa dei lavoratori argentini costringe il 1111% governo a liberarlo. Nel 1946 diventa presidente della repubblica; ha sposato intanto Evi Duarte, ex annunciatrice radiofonica. Peron intraprende una serie di iniziative popolari e demagogiche nello stesso tempo; dà valore di legge a tutte le misure a favore dei lavoratori, con-

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cede il voto alle donne, dichiara l'Argentina economicamente indipendente dagli USA, organizza la legislazione del lavoro e crea la struttura sindacale. Il sindacato però è vincolato ad un patto sociale, al progetto politico di Peron. Nascono le infrastrutture assistenziali, educative. I vantaggi che derivano ai lavoratori da questi provvedimenti e una dichiarata guerra al latifondo e al capitale monopolistico, specie quello nord-americano, gli creano il consenso delle masse Popolari e di una parte della borghesia.

"I nostri nemici sono l'oligarchia dei latifondisti e l'imperialismo americano", diceva ma non riuscì, nonostante i tentativi, a fare la riforma agraria e a far decollare il secondo piano quinquennale senza l'aiuto dei capitali stranieri. Cosa era successo? L'Europa aveva diminuito la domanda di prodotti alimentari e gli USA avevano immesso nel mercato le loro eccedenze. L'economia argentina si avvia così al collasso. Da destra si opposero a Peron i latifondisti e i militari che volevano l'appoggio e l'aiuto degli USA, da sinistra si oppose la sinistra storica, il piccolo partito comunista da sempre bersaglio del peronismo anticomunista. La sinistra tradizionale è rappresentata in Argentina dal Partito Comunista Argentino e dal Partito Socialista Argentino. I comunisti, che non sono mai riusciti a diventare un partito di massa, definirono Peron un fascista e Peron li mise al bando, forte anche del consenso che trovava tra i lavoratori, i contadini, gli studenti e i parastatali e statali. I radicali lo criticarono, ma non trovarono forza sufficiente per sollevare una opposizione e fecero precipitare la crisi politica che travolse Peron. La mancanza di soldi creò le prime difficoltà. Cominciano gli scioperi e con essi l'opposizione operaia. Le strutture sindacali però reggevano. Mentre i militari tramavano contro Peron e cercavano di rovesciarlo Eva Peron, già condannata da un cancro, diede armi alle organizzazioni sindacali: più di 6.000 mitragliatrici, 4.000 fucili. Nel 1955, quando i militari tentarono ancora il golpe Peron si rifiutò di ricorrere alle armi, si rifiutò di ridistribuirle ai lavoratori come sua moglie aveva fatto. "Risparmiamo il sangue dei lavoratori" disse Peron per giustificare la sua scelta "queste cose si sa come cominciano, ma non si sa come fini-

Secondo una analisi pubblicata in maggio '76 dalla UNIONE DELLE BANCHE SVIZZERE: a Buenos Aires (che è la città Argentina con più alto livello di vita) per coprire le spese minime di una famiglia sono necessarie 69 ore di lavoro settimanale, mentre che per quelle stesse spese a Città del Messico bastano 28 ore, a San Paolo 21 ore, e a Zurigo 13 ore. Tenendo conto che dà maggio '76 ad oggi il salario reale in Argentina è diminuito ancora di un 50% all'incirca dovremo verificare che per vivere a Buenos Aires si devono lavorare 104 ore settimanali.

INDICI DEL COSTO DELLA VITA E DEI SALARI: aprile 76-aprile 78 100 o 90 80 70 60 50 40 SALARIO REALE Marzo 1976 base 100 Giugno 1976 70,5% Agosto 1977 51,2% Colpo di Stato Fonte ufficiale INDEC (Istituto Nazionale di Statistica e Censimenti) Bs. As. -700% -600 -500 400 -300 .-" aumento costo vita aumenti salariali evoluzione del salario reale -200 1976 1977 '78 A L ASONDIdF MAMGL ASOND IGF' 976 1977 '78 A' MGL ASON DIGF MA MGL ASONDIG FM
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Isabelita Peron, presidente fantoccio, in una delle sue ultime apparizioni alla TV

IMMIGRAZIONE (dal 1857 al 1949)

stono". Questa volta vinsero i militari. Con i golpisti, contro Peron, ci furono anche i comunisti e i socialisti, oltre ad un buon numero di studenti. L'anno seguente furono indette le elezioni, con l'esclusione di Peron e dei peronisti.

Da questa confusa origine populista e terzomondista nasce una nuova opposizione operaia in difesa delle conquiste ottenute sotto il governo paternalistico di Peron e contro lo strapotere dei militari e la penetrazione del capitale straniero. Il "giustizialismo" viene espurgato da tutto ciò che di antipopolare e demagogico aveva rappresentato con Peron e si trasforma in una forte tensione politica, nelle aspirazioni popolari e in un movimento di classe, seppur privo di una organizzazione o di una struttura partitica.

E resterà sempre così, nonostante la radicalizzazione di alcune scelte, la guerriglia e la sua innegabile connotazione di classe.

I MILITARI

I militari argentini sono anche una forza economica. Su 15 presidenti che si sono alternati dal 1930 ad oggi, 12 erano militari. I militari rappresentano gli interessi dei proprietari terrieri e di una parte dell'industria. Essi assolvono il ruolo di destra storica, con tutto lo strapotere che loro deriva dal possesso

delle armi e dal controllo delle Forze Armate.

Negli anni venti i militari argentini chiedono lo sviluppo di alcuni settori industriali di base per poter avere a disposizione gli strumenti necessari per la difesa del paese. Nasce così l'industria dell'acciaio. La prima grande industria è del 1935, nel 1936 nasce la prima fabbrica di armi e munizioni. Peron proteggerà poi questo settore e sarà sempre un militare a lanciare nel 1947 il piano siderurgico. Per favorire questo sviluppo nasce una società mista, privata e statale, il cui piano ristagna perché ad un certo punto Peron, incalzato dalle richiesta per un migliore tenore di vita, sacrifica l'industria pesante a favore di quella leggera, produttrice di beni di consumo. La società mista, nonostante non sia settore propulsivo, continua a produrre acciaio, fino a detenerne il monopolio. Nel 1975 la SOMISA costituisce il gruppo industriale più importante dell'Argentina e la D.G.F.M., sotto la direzione di una cinquantina di militari, controlla 14 industrie con 12.000 dipendenti (1). I militari occupano i posti più importanti anche nell'amministrazione delle altre industrie di Stato: telecomunicazioni, petrolio, energia elettrica. Prima controllavano anche l'indu-

1) "Le Monde Diplomatique" luglio 1975.

ITALIANI 3.276.500 SPAGNOLI 2.313.000 FRANCESI 285.639 POLACCHI 255.142 RUSSI 212.447 TEDESCHI 202.895 ALTRI 3.017.771 ARGENTINA PATRIMONIO ZOOTECNICO D =1 milione di capi BOVINI 111111111111111111111111 1111111111111111~111 ••.••• OVINI 111111111111111111M 111111111111111111M11 ME1111111M111 CAPRINI SUINI EQUINI 48 43 5,3 4,2 4 INDUSTRIE 3 ii,Pmgma 4/-15 ckitiiejà: Madri& „os . Nicglas euiti TijUalrum.ir..., <9.alat^ Bue:e/k.e• ampanaLilaira e2Vilhea elh. Escobar Siderurgia 11 Metall.dell'uranio Meccanica <è Cantieri navali 2ilp Automobilistica 01 Mat ferroviario In& Trattori Tessile 4 Chimica Cuoio e Calzaturifici 1111. Tabacco Vetro Cemento Ind. molitoria Zuccherifici cl.t1 TakVialo_ _ 411451205.144guel pTucurnan dunin corrodere 21drer 44 Ruba
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stria dell'automobile e i trasporti aerei, ma poi hanno preferito cedere questi settori al capitale straniero. I militari sono quindi una potenza, nonostante le divisioni al loro interno, divisione che li ha visti di volta in volta fautori dello sganciamento dagli USA e della ricerca di appoggio in Europa, peronisti o antiperonisti, ed ora filo-cileni.

LA CRESCITA DELL'OPPOSIZIONE

La rivoluzione cubana ha avuto una grande influenza in tutta l'America Latina. Anche in Argentina prende piede il fochismo, il ricorso alla opposizione armata, e a Buenos Ayres gli studenti e alcuni bracci armati dei movimenti di sinistra tentano di dar corpo alla guerriglia, ma vengono sconfitti. L'opposizione però cresce sempre di più, negli anni '60 specie sotto il governo del generale Ongania, che mediante una dura repressione tenta di creare stabilità economica. Di questa momentanea stabilità economica però i lavoratori non ne risentono minimamente, le loro condizioni peggiorano, il potere d'acquisto diminuisce e le lotte aumentano. A loro si aggiungono i giovani, gli studenti che si muovono sulla scia dei movimenti marxisti, e gli aderenti al peronismo di sinistra, che coprono un arco ideologico che va dal marxismo al populismo. Nel 1969 le forti manifestazioni Popolari, il Cordobasso — dal nome della città di Cordoba dove ci fu quasi una insurrezione — minano la solidità del generale fascista Ongania, ma ne approfitta il generale Lanusse per farlo dimettere e prendere in mano le redini dello Stato. L'opposizione non demorde, l'unione tra studenti e lavoratori si fa più solida, nasce il PRL, o partito rivoluzionario dei lavoratori, di matrice trozchista, da cui nascerà a sua volta l'ERP, il braccio armato del movimento. Nascono anche i Montoneros, sorti dalla destra cattolica integralista e approdati al peronismo attraverso la pratica politica e l'identità nazionale. In un primo tempo sono formati prevalentemente da piccola borghesia e da studenti, ma quando sequestrarlo, processano e giustiziano l'ex dittatore Aramburu emettono un comunicato di questo tenore: "Il generale Aramburu è stato giustiziato... Che Dio lo accolga", la popolazione approva l'azione. I Montoneros non

hanno un riferimento ideologico, raccolgono il populismo peronista, lo sbandamento dei peronisti, certe tensioni morali del giustizialismo, ma portano anche i segni dell'am-

biguità di Peron, che a conti fatti ha difeso più gli interessi della borghesia che dei lavoratori.

Anni di istabilità politica ed economica precedono il ritorno di Peron nel '73. Scioperi, attentati sequestri; gli stranieri non investono. L'ERP e i Montoneros fanno la guerriglia. Il generale Lanusse, che aveva deposto il generale fascista Ongania indice le elezioni, ma vieta a Peron, in esilio in Spagna, di parteciparvi fisicamente. Alle elezioni partecipano tutti: i radicali, i comunisti, i socialisti, la sinistra cristiana e i peronisti raggruppati nel Fronte Giustizialista di Liberazione. Quest'ultimo vince le elezioni con la maggioranza assoluta e richiama Peron in patria. Dopo 6 mesi Peron muore e gli succede la vedova Isabelita, completamente nelle mani del grande capitale e dei latifondisti.

Nei sei mesi di governo Peron tenta di realizzare un patto sociale, che si rivela tutto a sfavore delle masse popolari. Il fronte giustizialista si spacca, esplode la contraddizione di classe e la sinistra ne esce rafforzata nelle sue due componenti di movimento e di guerriglia: peronismo di sinistra e Montoneros.

GLI ANNI DELLA REPRESSIONE

Uno degli aspetti fondamentali della giunta militare argentina è la repressione da essa esercitata sul movimento operaio. Qui non si tratta più di libertà formali, di libertà di opinione, di dissenso e di consenso, ma di una funzione strut

ARGENTINA Superficie 2.779.741 Kmq. 10,5% 51,0% • • . • • 22,8`Yo • • • • • 1,2 Arativo e colture arborescenti 4 Prati e pascoli permanenti Foreste e boschi Ul Altri terreni e acque interne
Esportazione Cereali Carni Fibre tessili Foraggi RE Lana 11. F7utta • Prodotti chimici 11 Tabacco • Altre voci IMPORT. 1.685 ESPORT. 1.773 BILANCIA COMMERCIALE (milioni di dollari USA) ARGENTINA: Cereali (milioni di q.Ii)
27,7 24,7 18,5 7,4 7,3 5,9 5,4 Mais Frumento Miglio e sorgo Orzo Avena Segala Riso
ARGENTINA:
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turale svolta dai militari a favore del capitale:finanziario e delle società transnazionali. Il contenimento dei salari, che a fronte dell'inflazione e dell'aumento del costo della vita significa crescente impoverimento delle masse lavoratrici, l'aumento dei livelli di sfruttamento, l'esclusione di ogni forma di partecipazione la gestione e il controllo sociale sono le condizioni per un incremento accelerato nell'industrializzazione. Tutte queste condizioni sono imposte e mantenute attraverso le baionette della giunta. Centinaia e centinaia di delegati e attivisti sindacali sono stati assassinati; centinaia e centinaia di delegati e attivisti sindacali sono stati arrestati e torturati. Lavoratori assassinati, torturati e detenuti non si contano, perché non esistono processi, nessuna garanzia di difesa è data. I familiari dei lavoratori vengono arrestati minacciati quotidianamente, spesso arrestati, torturati, uccisi a loro volta. C'è divieto di ogni attività sindacale; nessuna contrattazione aziendale, nessuna vertenza tra lavoratori e padroni è possibile. Song quotidiane le violazioni della legge che regola i contratti di lavoro, nonché le abroga-

zioni delle conquiste fatte dai lavoratori e sancite dai governi legali precedenti. Esiste il congelamento dei salari e lo sblocco dei prezzi. Sono stati istituiti tribunali speciali e consigli di guerra per giudicare reati inerenti i conflitti di lavoro, con pene che possono giungere a 25 anni. In questi casi viene attribuito il "delitto contro la sicurezza dello Stato", identificando il padrone con lo Stato e le libertà civili. I processi sono quasi sempre sommari e senza la possibilità di nominare un difensore.

Tutto questo investe 4 milioni di lavoratori, 2 milioni di disoccupati, 8 di sottooccupati, con salari da fame.

Il quadro della condizione della classe operaia in Argentina è stato eloquentemente tracciato dalla "Central Latinoamericana de Trabajadores", riunitasi nel 1976 a Caracas nel Venezuela. Ecco alcuni giudizi contenuti nella sua relazione conclusiva: "...La progressiva e permanente eliminazione dei più elementari diritti umani, ha permesso l'attuale stato di insicurezza e di terrore che si abbatte sul paese e ha acutizzato la repressione contro i

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Effetti
Evoluzione
Base terzo trimestre 1975 =100 300 200 100 III iv i II 75 Di IV 76 II III IV 77
A qualche chilometro dai grattacieli le abitazioni operaie della capitale argentina. della politica economica del regime fascista.
dell'indice dei fallimenti commerciali.
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militanti e gli attivisti sindacali, perseguitati per il semplice fatto di esercitare i diritti elementari che concernono i lavoratori e che sono universalmente riconosciuti nei paesi civili..."

"...mentre da un lato la forza armata si compiace per l'efficacia della sua attività contro la guerriglia, non c'è un solo detenuto (fascista), una sola indagine per gli innumerevoli sequestri, assassini e massacri collettivi (compiuti dai fascisti) che colpiscono non solo i Presunti guerriglieri, ma anche persone comuni che mai hanno avuto rapporti con le organizzazioni o con le azioni armate...".

"...Rispetto ' alle condizioni della classe operaia argentina la CLAT (Confederazione Latinoamericana dei Trabajadores) constata che per una politica dedicata alla protezione degli interessi degli esportatori di prodotti agricoli in accordo con gli interessi internazionali, i lavoratori hanno perduto più del 66% del potere d'acquisto del salario... In quanto ai diritti sindacali, è impedito il diritto di sciopero e la discussione collettiva degli accordi contrattuali; le organizzazioni sindacali sono obbligate ad un forzato regresso di tutta l'attività sindacale, in violazione anche delle norme della CIT (Confederazione Internazionale Lavoratori) sottoscritte dal governo argentino... molti sindacalisti sono in carcere, in condizione peggiori di quelle dei detenuti comuni, senza alcuna accusa precisa, senza interrogatorio, senza difensore, senza alcun diritto... -

In questo modo la Giunta Militare scarica sui lavoratori il peso della crisi economica che investe le strutture economiche argentine, in nome di uno "sforzo patriottico" — come lo ha chiamato il Ministro del- l 'Economia Martinez De Hoz imprenditore latifondista — che fa pagare direttamente ai salariati il "Processo di Rinnovamento Nazionale". Caduta del potere d'acquisto, disoccupazione, lavoro nero, li cenziamenti per "inefficienza e bassa produttività" unitamente alle accuse di sovversione e di attivismo sindacale riducono drasticamente il costo del lavoro e aumentano l'offerta di mano d'opera e per chi si oppone c'è la repressione, la lista nera pronta in ogni fabbrica, che viene portata regolarmente al più vicino posto di polizia dalle spie e dagli infiltrati tra i lavoratori. In questo modo più di 8.000.000 di

lavoratori, che rappresentavano il proletariato più avanzato dell'America Latina, pagano il loro tributo ad una dittatura militare voluta e sorretta dai grandi percettori di rendita fondiaria, di superprofitti di imprese multinazionali, di quel plusvalore che solo il lavoro salariato produce.

La repressione in Argentina non si è fatta attendere, dopo il divieto di sciopero, di contrattazioni collettive, di manifestazioni, di ogni forma di protesta, ecco che solo 20 giorni dopo il golpe l'esercito interviene a Barracas, vicino a Buenos Ayres, alla General Motors, arrestando delegati di fabbrica e operai e costringendo gli altri a tornare al lavoro, abbandonato per protesta dopo che erano stati spostati da un reparto e inseriti in una categoria inferiore. Un mese dopo la Ika-Renault licenzia 1.000 lavoratori che avevano

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Il simbolo ufficiale dei campionati mondiali di ~zio. calcio nell'interpretazione di alcuni disegnatori .110P della resistenza argentina.

ridotto i ritmi come manifestazione di protesta. Contemporaneamente la Banca Centrale Argentina stabilisce che nessuna impresa può decidere e praticare aumenti salariali, pena la chiusura dei crediti. La General Motor chiude anticipatamente e manda in ferie i lavoratori per smaltire la produzione eccedente, ma al rientro dei lavoratori ne licenzia 800 a causa della "riorganizzazione". Chi protesta viene arrestato, spesso sparisce o viene ritrovato assassinato da qualche parte. Solo nel mese di luglio '76 nella provincia di Cordova, una delle zone più industrializzate, vengono arrestati 2.500 lavoratori. Contemporaneamente un piano di "razionalizzazione amministrativa" licenzia 60.000 statali; la Fiat riduce le giornate lavorative a causa della recessione interna e delle eccedenze. Un mese dopo la Fiat annuncia la riduzione del salario del 75%. A questa decisione fa seguito una ondata di arresti di delegati sindacali. Cominciano i massacri. I I "massacro de Pilar", più di cinquanta cadaveri di lavoratori metalmeccanici della zona a nord di Buenos Ayres trovati un mattino dell'estate del '76. La polizia impedisce l'identificazione, ma la gente sa che si tratta dei lavoratori arrestati nelle loro case durante la notte. Il "massacro del Camino Negro" a Lomas de Za-

mora, 17 tessili della Productex, dove c'era una vertenza aperta. Poi cominciano i lavoratori del settore servizi, precettati, arrestati massacrati dai militari. Alla dura repressione contro i lavoratori del settore elettrico hanno partecipato tutti i rami delle Forze Armate, polizia, Marina, Aereonautica. Poi cominciano i portuali. Dal marzo al novembre del '76 tutti i settori e le categorie tentano le loro battaglie difensive per conservare i diritti conseguiti con le lotte degli anni precedenti, per difendere le condizioni di vita, il posto di lavoro, le libertà di associazione, i diritti dei lavoratori. Alla fine del '76, anno del golpe, il governo ha già attribuito ai militari tutte le competenze nei conflitti di lavoro. La calma, apparentemente, torna, alla Fiat del Gran Buenos Ayres, di Cordoba, alla Fiat-Concord di Santa Fé, alla Peugeot, alla Chrysler, alla Ford; metallurgici, tessili, chimici, elettrici, ospedalieri, grafici, tutti sotto il tiro della polizia, una grande caserma che continua a chiamarsi Argentina.

IL MASSACRO COME SISTEMA

Ogni giovedì le madri, le mogli, le figlie degli scomparsi si ritrovano a Buenos Ayres davanti al palazzo del governo. I militari le chiamano "le folli di Plaza de Mayo"; durante una manifestazione pacifica, non violenta, le hanno duramente represse, arrestandone alcune centinaia. I congiunti di queste donne, prevalentemente i figli, sono scomparsi nel nulla: sono operai, studenti, avvocati, giornalisti, sacerdoti. Una testimonianza parlava di cameroni di detenuti, incappucciati, con le catene ai piedi, ma ai familiari non è concesso di visitare le carceri. Se le donne, le madri di Plaza de Mayo sono pazze, come dicono con disprezzo i militari, sono pazze di dolore. Pazze ormai anche le detenute, ammucchiate nei cameroni, con i figli, i neonati. Donne incinte, arrestate solo perché sono le mogli di qualche sospetto "sovversivo". Pazzi i detenuti, impazziti i torturati, sotto le mani esperte dei militari della Escuela Meccanica de la Armada, scuola per allievi ufficiali della Marina, adibita a centro di tortura.

Le carceri sono numerose, numerosi i campi di prigionia ufficiali e segre-

ti, sempre nei pressi delle caserme, delle scuole di guerra, delle fabbriche militarizzate, ma anche nei pressi dei centri abitati. Molti argentini sanno cosa c'è al di là del muro e cosa vi succede. Sanno che i campi ingoiano uomini, donne, giovani, senza più restituirli. La tortura è considerata pratica normale della polizia, come l'interrogatorio; i metodi di tortura sono tra i più spietati e perfezionati. I torturatori sono andati tutti ad imparare negli USA o in Brasile, dai gorillas addestrati in USA. Ora gli allievi superano i maestri, in Argentina come in Uruguay.

In questo paese, dove la mortalità infantile supera in certe zone il 30%, dove l'inflazione divora i salari dei lavoratori, dove ci sono milioni di disoccupati, di sottoccupati, dove l'industria più fiorente è "il Corpo di Polizia", l'unica che non licenzia, ma assume, dove sono spariti 20.000 uomini, uccisi 8.000, detenuti 10.000, dove la "legge di fuga" autorizza ogni militare a sparare a vista a chiunque possa essere accusato di aver tentato la fuga,

dove ci vorrebbero 760 ore lavorative Mensili per poter coprire le spese minime di una famiglia modesta, in questo paese una giunta fascista investe 700 milioni di dollari per allestire i campionati di calcio, nella speranza che quattro stadi ricoperti di scritte pubblicitarie, gli stessi nomi e le stesse marche delle grandi imprese transnazionali che sostengono il governo militare — possano nascondere agli occhi del mondo il genocidio in atto. Lo sport, come ogni attività umana, e quindi sociale, non è neutrale:

Fermo di polizia alla maniera argentina: un giovane è fermato per accertamenti. Plaza de Mayo a Buenos Aires. Dalla fotografia la giunta ha fatto togliere la zona dove si incontrano le madri dei giovani scomparsi, dette le "folli di Piazza de Mayo".
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basti ricordare il nazismo e le Olimpiadi di Monaco nel 1938, il massacro della piazza delle Tre Culture a Città del Messico; non è neutrale quindi nemmeno la scelta dei generali argentini, ciò che ci auguriamo è che diventi di segno opposto e trasformi l'immagine di efficienza e pace sociale che la dittatura vorrebbe dare in una immensa denuncia contro il fascismo, contro la repressione antioperaia, contro lo sfruttamento del capitale finanzia-

Sedi del Campionato di Calcio ARGENTINA '78.

CI Alcune carceri legali:

Rawson prigionieri circa 800 Resistencia prigionieri circa 1000 Cordoba prigionieri circa 700 Buenos Aires V. Devoto donne 1500' Sierra Chica prigionieri circa 1100 Coronda prigionieri circa 400 Unità 9, La Plata prigionieri circa 1800

Alcuni noti Centri illegali di detenzione e tortura:

4. Buenos Aires: Scuola Meccanica della Armata,. Istituto Militare Campo de Mayo; Sopraintendenza di Sicurezza Fed.; Polizia Federale; Garage della Polizia, Av. Madero; Villa Martelli; La Tablada, Palomar; La Atomica, Ezeiza (nei pressi dell'aereoporto internazionale).

7. La Plata: Ufficio della Polizia Montata; 7mo Regimento di La Plata; Unità dell'Esercito, Arana;

8. Tucuman: ex Scuola Rurale.

3. Cordoba: Comando del 3° Corpo dell'Esercito; Div. sezione Richieste Pol. Prov.; Fattoria della Riviera; Fattoria della Perla.

9. Rosario: Comando 2° Corpo dell'Esercito.

10. Mendoza: Brigata di fanteria a cavallo.

11. Parana: 2a Brigata Aerea.

12. BahiaBlanca: 5° Corpo dell'Esercito.

A questo elenco occorre aggiungere per lo meno, un carcere per ogni capoluogo delle 24 province.

Massacro nel carcere di Villa Devoto, Buenos Aires. Circa un centinaio di morti.

rio internazionale — che non è neutrale — nei paesi del Terzo Mondo, contro la violazione dei diritti elementari della popolazione argentina, contro i massacratori di giovani, donne, lavoratori intellettuali, oppositori. Se il generale Merlo, che presiede il Comitato argentino per l'organizzazione dei campionati mondiali sostiene "che questi campionati per noi hanno prima di tutto un valore politico" questo valore politico cerchiamo di inven-

tarlo anche noi iniziando una campagna.

"Ogni voce che si alza può salvare una vita in Argentina". Queste sono le due righe che precedono la prefazione del libro sul genocidio in atto in Argentina fatto dalla Commissione per i Diritti Umani. Il libro è dedicato a tutte le vittime, ma in particolare a quattro membri della Commissione stessa, assassinati dalla Dittatura Militare.

()JUJUY SALTA O PARAGUAY 0 RESISTENC IA SGO.DEL ESTERO A CORDOBA man CORONDA AA OA MENDOZA A.13 ROSARIO FORMOSA A O TUCUMAN ARGENTINA A A AO Buenos Aires A LA PLATA o C> MAR DEL PLATA Dar O o RAW SON STA. ROSA o SIERRA CHICA BARIA BLANCA A
Popolazione 25.011.000 Superficie km2 2.776.889 Popolazione urbana . 81% Popolazione rurale 19% Popolazione della capitale federale e del gran Buenos Aires 8.352.000 Densità di popolazione per km 2 • 8,7
abitanti
(Circa 9.000.000 di
sono di origine italiana)
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