di fabbrica
Bollettino Unitario dei Lavoratori della FRANCO TOSI - LEGNANO F.L.M.
"presentazione Iir
La commissione "stampa" iniziando la sua attività con l'uscita di questo giornalino aziendale, si sente in dovere di illustrare gli scopi di questa iniziativa.
INFORMAZIONE
Per mezzo dei vari organismi esi stenti in fabbrica si svolge una notevole attività sindacale, per cui non sempre è possibile trasmettere ai lavoratori tutte le notizie riguardanti queste attività soltanto attraverso i delegati di reparto.
E' quindi nostro intendimento cercare di superare nel miglior modo possibile questa difficoltà raccogliendo attraverso il Consi glio di Fabbrica, l'Esecutivo e le varie commissioni, informazio ni sul lavoro dagli stessi svolto per diffonderle tra i lavora tori.
E' pure intenzione della commis sione non limitarsi a una infor mazione di carattere strettamen te aziendale ma, nello spirito acquisito oggi dal movimento sin dacale, si propone di uscire dai confini della fabbrica per ripor tarvi quei problemi socio-sinda cali di attualità che la classe lavoratrice, in quanto componen te essenziale della società, de ve fare propri.
PARTECIPAZIONE
Noi crediamo che nella misura in cui i lavoratori saranno resi coscienti dei problemi che li coinvolgono, attraverso uno stru mento che deve essere loro, qua le è questo giornalino, si sta bilirà quel dialogo indispensabi le per un confronto libero e per una comunità di intenti.
Non può infatti esistere crescita#
SOMMARIO
II CONTRATTI E PROVVEDIMENTI
_ GOVERNATIVI
"RAGIONI DELLA LOTTA
VERTENZA ENERGIA
"LAVORATORI STUDENTI
"HANDICAPPATI
"COMMISSIONI
APRILE 1976 il consiglio
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in nessun campo, se non si cerca di instaurare fra gli uomini quell'interscambio di idee nel do veroso rispetto del pluralismo. E' quindi per questo che la com missione stampa invita tutti i lavoratori a una partecipazione attiva con proposte, osservazio ni e critiche costruttive, affin chè il giornale possa diventare un efficiente strumento al servi zio di tutti.
contratti e provvedimenti governativi
Se ancora qualcuno aveva dei dubbi sulla natura della azione del Governo Moro, gli ultimi provvedimenti economici hanno fatto chiarezza sulle reali intenzioni di questo monocolore, sostenuto in parlamento dal grande partito degli astenuti.
Si può affermare, senza travisare la realtà che esi.ste omogeneità tra la politica economica del Governo e gli interessi padronali.
Le trattative per i contratti di lavoro delle più grandi categorie di lavoratori sono ad un punto morto.
Evidentemente la grave ed inopportuna dichiarazione del Ministro del Tesoro - Colombo - sull'accordo raggiunto per i lavoratori CHIMICI delle aziende a partecipazione statale e l'azione del Governo, ha rassicurato il padronato provocando un irrigidimento di questo al tavolo delle trattative; anche la trattativa tra la F.L.M. e l'INTERSIND si è arenata, dopo che eea già stata raggiunta un'intesa su tutta la prima parte della piattaforma ri vendicativa.
Per stimolare e facilitare la collaborazione, che tanto auspi chiamo, la commissione intende uefllgli artico pubblicare tA.ELL q li tendenti ad aprire un vivace e proficuo dialogo. Tali interventi però, seppure ca ratterizzati dalla massima liber tà, devono collocarsi, per l'o2 gettiva coerenza del giornale, nel quadro generale della visione sindacale dei problemi.
I gravi provvedimenti economici del Governo di aumentare la benzina di £. 85 il litro nel tiro di 10 giorni, l'aumento del tasso ufficiale di sconto e l'aumelto di tutta una serie di imposte indirette, rappresentano un vero salasso per i bilanci delle ma se popolari.
E' ora di dire basta alla logica di far pagare sempre i lavoratori.
E' ora che si metta fine alle scandalose fughe di capitali all'estero (33.000 miliardi in 30 anni).
E' ora che si facciano pagare le tasse a chi non le ba mai pagate (evasioni fiscali per circa 10.000 miliardi).
E' ora di dire basta agli scandali, alla corruzione, al sottogoverno, alla gestione privatistica della cosa pubblica.
E' ora di imporre una diversa politica di sviluppo economico con il nostro Paese.
Questi non sono slogans, ma obiettivi che il Movimento deve fare propri (secondo le indicazioni del Sindacato), perchè mai come in questo momento una rapida e positiva chiusura dei contratti passa attraverso la capacità dei lavoratori di modificare radicalmente la politica economica del Governo.
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LE RAGIONI DELLA
La classe dirigente imprenditoriale, di fronte al problema politico che sottende lo sviluppo economico-sociale del nostro paese, ha del tutto abdicato alle sue responàabilità. A differenza di quanto è avvenuto nei circoli dirigenti imprenditoriali, sul versante della classe dirigente sindacale l'avvertenza della problematica si è andata facendo sempre più puntuale e consapevole. Questo mutamento della strategia del sindacato ri spetto agli anni 50 e parte degli anni 60 è dato da ragioni oa gettive di una società in rapida trasformazione in cui la classe operaia modifica la struttura complessiva della società. Infat ti, il percepire un reddito meno precario, il beneficiare di una certa sicurezza sociale, l'accedere ad una maggiore formazione scolastica da parte di strati di popolazione prima emarginati da questi "consumi", sono elementi basilari per costruire quel senso della propria dignità di persona che è essenziale per potersi porre in modo critico e autonomo di fronte a processi sociali e quindi poter partecipare a un regime di democrazia sostanziale, p dove non si sia più "sudditi(cioè semplici oggetti di de cisione altrui), ma "cittadini" in quanto si partecipa alla formazione di decisioni che per la loro incidenza sociale coinvolgono aspetti molteplici della propria esistenza. In questo sen so, la strategia del sindacato, in questi ultimi anni, non solo sono state vissute dai lavoratori, ma di fatto rivestono tale carattere. politico. Gli incrementi uguali per tutti, la riduzione del numero delle ca tegorie, il rifiuto del metodo 3 della "job evaluation" (con cui
NOSTRA LOTTA
la retribuzione ed il valore di una persona venivano definiti non in termini di possibilità del lavoratore, ma sulla base della mansione - predeterminata da una alienante organizzazione scientifica del lavoro - alla quale egli veniva applicata), il rifiuto di monetizzare i pericoli per la salute derivante da certe condizioni di lavoro connessi a certe man sioni, il controllo da parte dei lavoratori dei ritmi di lavoro e la richiesta di essere consultati in occasione dell'introduzione di nuove tecnologie, ecc... sono tut te conseguenze di,un accresciuto senso di capacità e intelligenza del movimento operaio sul posto di lavoro e tendono verso un inse rimento del lavoratore nell'attività produttiva in condizioni che oggettivamente favoriscono una maggiore partecipazione.
(
DUNQUE, LEI E UN METALMECCANICO.. SCONTENTO, VERO ?
NON HO PARfICOLAIZi) MaTiVi DI GintilLO.
ME L'ASPETTAVO! LEI DETESTA QUESTA 50 GlEtK,LA SUA MORALE, LA SUA CULTURA...
Ma sono gli obiettivi delle riven dicazioni extra-aziendali che han no messo in chiara evidenza il ca rattere politico dell'attività sindacale. Sono così andate sviluppandosi le lotte per le riforme e per la difesa dei redditi più bassi (pensioni e sussidi per la disoccupazione). Di fronte alla inefficienza delle forze di gover no e la loro solidarietà con centri di interesse decisamente contrari all'attuazione delle riforme stesse i sindacati hanno saputo portare i lavoratori ad un ele vato grado di coscienza politica con scioperi,manifestazioni, assemblee volte a pungolare le forze di governo a compiere i necessari interventi riformatori. In secondo luogo il sindacato si fa carico delle situazioni di ar retratezza del nostro paese e si propone un allargamento della ba se produttiva industriale, sia per assorbire una maggiore quantità di mano d'opera, sia per equilibrare la struttura produtti va della nostra economia nella quale la produzione dei "servizi" (pubblici e privati) risulta spro porzionata rispetto alla produzio ne dei "beni" (di fatto nel '73 il prodotto lordo dell'agricoltu ra è stato di 7.322 miliardi e quello dell'industria di 28.843 miliatdi contro i 28.418 del set tore terziario e gli 8.879 della pubblica amministrazione).
Da qui il discorso del nuovo modello di sviluppo che si delinea non tanto partendo da una visione teorica della società, quanto dal rifiuto di quei caratteri de] sistema attuale ritenuti inaccet tabili, in quanto sorgente di situazioni inique e intollerabili e contro i quali i lavoratori si imbattono frequentemente nel loro costante confronto con la reaj tà. Le richieste che il sindacato legittimamente rivolge agli organi di governo diventano pro-
grammi dettagliati che abbraccia no i più diversi campi:dalla pro mozione degli investimenti al controllo dei prezzi, alla difesa degli strati meno abbienti, dal risanamento degli ambienti urbani degradati al rilancio di alcuni settori produttivi rimasti arretrati (come l'agricoltura). Da come si deduce da questo quadro degli obiettivi del sinda cato, benissimo si inserisce la prima parte della piattaforma che i metalmeccanici hanno presentato alla controparte. In essa il sindacato rivendica il diritto di avere il controllo degli investimenti e il diritto di indirizzare tali investimenti nei settori in cui c'è carenza di beni e di servizi e dai quali i lavorato ri possono trarre un beneficio "non consumistico", ma che serve al contenimento dei prezzi, in altre parole i lavoratori riceveranno compensi in natura invece che in denaro, ciò contribuirà a frenare l'inflazione.
Il movimento operaio ha il diritto di presentarsi come classe dirigente poichè esso è il solo a pagare; sia in periodi di boom economico al quale si dà poche briciole, mentre i capitalisti fanno grossi guadagni, sia in pe riodi di recessione in cui viene sbattuto sulla strada senza un posto di lavoro. Sia ben chiaro che il diritto del sindacato di avere controlli sugli investimenti non significa coinvolgimento "nelle gestioni" di competenza altrui (imprenditore e governoì. Il netto e costante rifiuto del sindacato a questo argomento deriva dalla convinzione che in una società complessa diversi devono essere i ruoli e le funzioni dei corpi sociali, può forse indicare uno degli obiettivi politici prioritari anche per l'azione sin dacale in vista del buon funzionamento della nostra società. 4
Vertenza Energia
Non è certo roseo il momento che stiamo attraversando, la verten za contrattuale ci vede impegna ti,ora più dei precedenti rinno vi contrattuali, in una battaglia decisiva, volta ad acquisire quel le garanzie e quella sicurezza all'interno delle aziende senza 'e quali nessuna prospettiva per .1 futuro può essere valida e du ratura. Il contratto però non de ve essere un alibi per dimentica re gli altri problemi che ci coin volgono che possono condizionare la sua riuscita e i benefici che dovrebbero derivarne. Uno slogan che era frequente du rante la consultazione contrattua le era quello che nessun contrat to sarebbe stato sufficientemen te remunerativo se si fosse poi perso il posto di lavoro, per cui in un momento di crisi e di attac co all'occupazione, il nostro sforzo deve essere accentrato su tutte quelle iniziative valide a garantire il posto di lavoro. Ed è proprio in questa tematica che si inserisce la Vertenza Ener gia, poichè se la crisi che stia mo attraversando non fosse suffi cientemente capita rischierebbe di esplodere in tutta la sua gra viti.
I lavoratori della Tosi(escluse le nuove leve) già sanno qualche cosa di questo, e ricordano come il problema dell'elettromeccanica pesante il Sindacato l'aveva po sto all'attenzione di,tutti fin dal lontano 1969. Anni difficili si susseguirono, in cui il lavo ro era carente, le prospettive incerte e i posti di lavoro sce marono in virtù del blocco delle assunzioni che l'azienda impose. Il Sindacato, strutturato in coor dinamenti, strinse i tempi, valu tò i pericoli mettendo a nudo li deficienze politico—capitalisti che che avrebbero portato inevi
tabilmente verso la crisi di que sto sistema. Fu da quel momento che cercò di dare il suo contri buto e il suo apporto per trova re soluzioni valide in modo da evitare il peggio; ma il peggio non fu evitato. Con la crisi ener getica, esplose in pieno la defi cienza e l'ottusità di un sistema basato esclusivamente sul basso costo del petrolio. Basso costo, peraltro determinato dallo sfrut tamento continuo che le società petrolifere usavano nei confronti dei vari paesi produttori, con profitti per loro esorbitanti. L'Italia paga duramente e conti più, se per sem non pos
nuerà a pagare sempre di non si capisce una volta pre che queste politiche sono più continuare. Nel momento del tracollo però qualche indicazione fu recepita e il ministro dell'industria pro cedette alla stesura di un Piano Energetico Nazionale, che aveva però il solo pregio di aver final mente iniziato il discorso. Un piano mastodontico e ambizioso, come mastodontiche erano le sue carenze e ambiziose le sue prospet tive, che denotavano in quella lo gica, la scarsa volontà di risol vere i veri nodi di fondo, divi dendo tra pochi le migliaia di miliardi che il piano si era pre fisso. Miliardi, che come preve deva e come prevede tutt'ora
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piano, devono essere a carico del le tariffe, perciò pagate dagli utenti (certi utenti).
In secondo luogo, -uesto piano sembra tenere esclusivamente con to del settore nucleare, preve dendo per il 1980 la costruzione di 12 centrali. Previsione com pletamente errata se si pensa che per la costruzione di una centrale occorrono dai 7 agli 8 anni. Altre piano possono te in:
Mancata garanzia per la rezza delle centrali;
carenze di Questo essere sintetizza sicu scorie
Lo smaltimento delle radioattive;
- L'inquinamento
- La definizione creta dei siti ne;
- Seria politica native.
A tutto questo il dato una risposta sa aprendo con il Vertenza Energia.
Essa tiene conto e dà ni per quanto riguarda: Le politiche di approvvigio namento delle materie energeti che e/o di ricerca sul territo rio nazionale.
termico; precisa e con di installazio di fonti alter Sindacato ha seria e preci Governo la indicazio
per quelle aziende (come la Tosi che sono chiamate a costruirle, per cui si chiede a queste; ga ranzie per la qualificazione e lo sviluppo per questo tipo di produzione e relativi investi menti - eventuali ristrutturazioni con garanzia di posti di la voro; capacità di acquisizione di tecnologie e progettazione autonome.
Tutte cose insomma, che defini te, possono dare garanzie e tran quillità a tutti i lavoratori. Un primo momento di mobilitazio ne il Sindacato l'ha già propo sto all'attenzione dei lavorato ri nella giornata di lotta del 10 febbraio scorso. Si tratta, ora, di continuare questo discorso e sostenerlo fino alla sua conclusione, che tutti ci auguriamo debba essere positiva.
Tutti i problemi connessi ad un graduale, ma incisivo muta mento dell'attuale sistema di produzione e di consumo dell'e nergia.
Le questioni relative alla fissazione dei prezzi e tariffe. Inoltre, il Sindacato indica co me indispensabile la,definizio ne di un programma urgente di centrali convenzionali per co prire il vuoto che va da ora all'entrata in funzione delle prime centrali nucleari.
L'inizio e la messa in cantiere di queste prime centrali, che sono per ora limitate a 4, pone altri problemi e altri quesiti
Alla Tosi sono già state prese varie iniziative in questi ul timi tempi, come tutti ben sape te. Ora però bisogna tener vivo questo impegno, aperto questo dibattito, in modo da rendere sempre più coscienti i lavorato ri del grave compito che si pro spetta loro.
Lavoratori studenti
Come in ogni fabbrica, anche nella Tosi c'è il problema dei lavoratori studenti.
Vorremmo iniziare subito il no stro discorso con una piccola analisi sulla figura del lavora tore-studente senza molti pream boli ed in modo un po' polemico nei confronti di certe forze so ciali e politiche che, secondo le loro affermazioni, il lavora tore-studente è ancora colui che individualmente si pone il pro
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blema dell'istruzione per miglio rare individualmente la propria posizione all'interno del merca to del lavoro.
Perchè se è vero che tradizional mente i motivi che spingevano a diventare lavoratore-studente erano essenzialmente la ricerca di un migliore inserimento nel mercato del lavoro attraverso il conseguimento del titolo di studio e la necessità oggettiva di una migliore formazione cul turale, oggi i motivi sono diver si e più complessi.
Innanzitutto la maturazione della classe operaia ed il ruolo fonda mentale che essa ha assunto nella vita economica, sociale e politi ca del paese.
In secondo luogo la crescita po litica e sociale dei lavoratori, quindi anche dei lavoratori-stu denti, verificatasi negli anni che ha sostituito alla speranza di salvarsi dallo;svolgere un la voro sgradito e ripetitivo attra verso la conquista di un diploma "ipotetico; la consapevolezza che un miglioramento delle condizio ni di lavoro possa unicamente at traverso la modifica dei rapporti di produzione, attraverso una di versa qualificazione complessiva della forza lavoro, un diverso rapporto tra scuola e mercato del lavoro.
Occorre poi chiarire che è muta ta la figura dello studente se rale; ancora oggi lo si identifi ca con il lavoratore non più gio vane che, dopo aver abbandonato la scuola per anni vi ritorna per conseguire un titolo di studio, per le cause poc'anzi citate.
Invece oggi la,situazione è cam biata e chiaramente l'et# dei lavoratori-studenti si è sempre più abbassata.
Ciò significa che la scuola sera le sta sempre più diventando uno dei canali per il proseguimento 6 7 degli studi per migliaia di gio
vani e ne abbiamo la prova a por tata di mano. Questo dimostra l'incidenza che la crisi economi ca attuale riveste per il normale proseguimento degli studi, a sca pito dei figli dei lavoratori,nUn certo dei padroni. Ecco allora che da un'iniziale ricerca individuale, si passa ad una "socializzazione" del proble ma, si richiede una diversa con dizione di lavoro un nuovo ruolo che la scuola serale deve svolge re per garantire una reale quali ficazione professionale, legata ai processi di rinnovamento inne scati dalle lotte operaie: qui il rapporto e l'unione oggettiva tra lavoratori-studenti, classe lavo ratrice, lotte del movimento,stra tegia sindacale.
Riteniamo importante che a tal punto, la commissione scuola, si incarichi e si renda promotrice per organizzare il movimento de gli studenti-lavoratori all'in terno della fabbrica per poi col legarli con le altre del legnane se, per investirlo dei problemi scolastici collegandolo con l'ot tica sindacale, con i suoi speci fici problemi e obiettivi di lot ta per la riforma della scuola e più in generale per una riforma e una democrazia reale del Paese. Noi come commissione della stani pa, ci impegneremo nel dare chia rimenti ai lavoratori sulla figa ra del lavoratore-studente che già è stata sviluppata in questo articolo e il collegamento che ha e può avere con le 150 ore, con tutte le problematiche che comporta e sulla formazione pro fessionale.
HANDICAPPATI
INTELLIGENZA INUTILIZZATA
Handicap e società: due realtà che esistono contrapposte. Un discorso complessivo sugli han dicappati deve far riferimento a due ordini di problemi: biolo gici e sociali.
Dal punto di vista biologico la persona handicappata si caratte rizza auale portatrice di una menomazione permanente delle pro prie condizioni fisiche e psicofisiche, come effetto di un pro cesso morboso già concluso e quindi in una situazione di as senza di malattia.
Rispetto alla dimensione socia le, l'handicappato è spesso og getto e candidato ad un processo di emarginazione. Handicap e con dizione di marginalità, pur essen do due realtà distinte, finisco no per coincidere e sono stretta mente interdipendenti. Si può in ogni caso dire che l'emarginazione è la condizione sociale della persona che presen ta un handicap.La doppia connota zione, biologica e sociale, del la realtà esistenziale dell'han dicappato, comporta l'impossibi lità di affrontare il problema soltanto in termini medici 0 sol tanto in termini sociologici, è necessario invece che il discor so si articoli fra due poli per manenti: quello tecnico sanita rio e quello sociale.
Da ciò scaturisce l'esigenza di un impegno educativo ed informa tivo. Per affrontare e risolvere l'emarginazione occorre agire quindi non soltanto sugli effetti fisici e psichici dell'invalidi tà in termini medici (prevenzio ne; riabilitazione, assistenza sanitaria) ma anche e soprattutto sui fenomeni e le realtà sociali che impediscono la vita familiare la scolarizzazione, l'addestra mento, l'inserimento lavorativo.
Fatti e realtà che comportano isolamento e dinamiche di esclu sione sono:
- Il ritardo nell'attuazione del le riforme della sanità, della scuola, dell'assistenza e dei servizi sociali. Questo ritar do determina problemi partico larmente difficili per i citta dini invalidi, infatti essi sui biscono immediatamente e grave mente le conseguenze di ogni disfunsione o squilibrio della organizzazione sociale.
- Il mondo del lavoro: anche il lavoro è spesso precluso agli invalidi perchè si,richiede efficienza ed integrità fisica, perchè mancano l'addestramento e la qualificazione perchè l'attività lavorativa è comun que finalizzata in termini ri gorosi al massimo del profitto e della produttività.
I pregiudizi,l'atmosfera sociale che circonda l'invalido è quasi sempre di rifiuto e di commisera zione, di indifferenza: l'handi cappato viene considerato un ma lato incapace di autosufficienza, una persona diversa e quindi un soggetto che non comunica, un sol getto passivo dell'assistenza pub blica.
- Barriere architettoniche: le abitazioni, le scuole, le chie se, gli edifici pubblici, le fabbriche, i mezzi di trasporto sono inaccessibili agli handi cappati. Infatti le città con tutte le loro infrastrutture e servizi vengono costruite a mi sura di chi è fisicamente inte gro.
Per gli handicappati si continua ad organizzare servizi e istitu zioni speciali, cioè diverse e separate da quelle di tutti i cittadini: scuole speciali e dif ferenziali, laboratori protetti, istituti, centri attrezzati e crc nicari di grandi dimensioni, lon tani dai centri abitati.
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Questi interventi garantiscono in qualche modo la sopravvivenza fisica degli invalidi, ma nello stesso tempo li escludono dalla vita sociale e relazionale.Si aggrava cosi la frattura con il "mondo dei sani" e si aggravano spesso in modo irreversibile gli effetti dell'handicap che divengono motivo di una diminu zione globale della personalità. Oggi sono gli stessi invalidi che rifiutano di essere passivamente assistiti in una condizione di sostanziale isolamento. L'alternativa è che tutti i ser vizi sociali siano aperti e frui bili anche per gli handicappati. La salute, l'istruzione,l'adde stramento professionale, la fami glia, il tempo libero, lo sviluR po e l'affermazione della digni tà personale e sociale sono di ritti che debbono essere attuati per tutti i cittadini e quindi anche per gli invalidi che voglio no partecipare alla vita sociali, economica, culturale. Una società democratica ed a mi sura dell'uomo deve consentire la partecipazione anche dei cit tadini più deboli. Ma questo risultato, oltre che alle leggi e alle trasformazioni istituzionali, resta affidato essenzialmente ad un cambiamenti della mentalità sociale ed al su peramento dei pregiudizi che im pediscono un'accettazione serenae consapevole della presenza u mana dell'invalido.
comm ission i
Nell'ultimo C.d.F., sono state elette delle commissioni in seno allo stesso.
Vogliamo sottolineare che dette commissioni hanno il compito di sviluppare la democrazia di fab brica nell'ambito del loro speci fico compito, coinvolgendo ogni singolo lavoratore che ha la vo lontà e la disponibilità.die lavo
rare e partecipare in modo atti vo dando il suo contributo. Nel prossimo articolo riguardan te le,commissioni, verrà dato uno spazio per portare a conoscen za dei lavoratori il lavoro svoli to e le varie problematiche di ogni singola commissione. Invitiamo quindi i lavoratori a partecipare alle sottoindicate commissioni, demandate dal C.d.F a cui partecipano già in modo attivo i seguenti compagni:
COMM.SCUOLA: Ceraso Giovanni, Galli Gino, Landini Stefano, Olchini Gaetano, Orbelli Carlo, Temporiti Enrico, Gelati Primo, Galli Marco, Raimondi Antonio.
COMM.STAMPA: Della Vedova Luigi, Fedeli Riccardo, Gelati Antonio, Oldani Carlo, Pastori Franco, Stevanello Luciano, Vicenzi Sil vio, Raimondi Vittorio.
COMM.ANTIFORTUNISTICA: Grosso Camillo, Cittera Adelio, Cattaneo Achille, Trenti Renzo, Caserio Mario, Candiani Giovan ni, Materassi Paris, Monteverde Roberto, Floccari Giuseppe, Squizzato Guerrino, Gelati Primo Sciocco G.Pietro, Temporiti En rico, Corazzini Olao, Colombo Luciano, Colombo Mario, Travasso Ottavio.
COMM.ELETTROMEC.PESANTE: Cozzi G.Carlo, Monteverde Roberto Martignoni Arnaldo, Bollati Enri co, Colombo G.Carlo, Morelli Ro berto, Lamperti Stefano.
COMM.SANITARIA: Bognetti Ambrogio Bollati Enrico, Castiglia Pietro, Colombo Mario, Olgiati Carlo, Travasso Ottavio.
Si porta a conoscenza dei lavora tori che all'interno dell'esecuti vo sono state nominate le commis sioni riguardanti la mensa e gli alloggi, i cui nominativi sono:
COMM.MENSA: Bognetti Ambrogio, Della Vedova Luigi, Poli Candido
COMM.ALLOGGI: Morelli Roberto, Colombo Emilio, Gadda Donato.
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GENERALE, COSA DICONO GLI OPERAI ?
.111E-D0140 DI PI9 SEMPRE DI PIO!
HA MAI DANNEerGIA-f0 IMPIANft E MACCHINARI ? INSULfA1-0 PA.
PRONI 7 MINACCIATO CAPIRE. PARTO? fiRAf0 5Aci ALLA POLIZIA 7..
LEI SARA' SfAr0,-TALVotrA, LE 5UDDE1fE AZIONI o QUAN. fOMENO, LE AvRAimaikarruir_
IN PROCINTO DI CommE-FrERE CONFESSI!!
LEI, DI s (PARfEC1PA AI' ullo,
TORBIDI ? COSA SONO QUESTI TORBIDI
ECCO / VEDE?.LEI E YlffIMA DELLA PROMGANDA PAGATA COL SOLDO DELLO 51RANiERO E NON E‘ PIO IN GRADO DI CWA. MARE LE COSE CON IL LORO VERO NOME.
IO SVALUTO, E LEI 7
( NO, MAI 1)