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Il Consiglio_TIBB3

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Consiglio dì Fabbrica Gruppo T.I.B.B. - Milano - Vittuone - Vado Ligure -

giugno 1977

Accordo aziendale 27 - 4 1977 SU: 1) SVILUPPO PIANI AZIENDALI INVESTIMENTI OCCUPAZIONE 2) MIGLIORAMENTI ECONOMICI PREMIO DI PRODUZIONE PREMIO FERIALE

AMBIENTE DI LAVORO LAVORATORI STUDENTI INSERIMENTO HANDICAPPATI QUOTA SOCIALE DIRITTI SINDACALI MENSA QUOTA INAM

GIUDIZIO SULL' ACCORDO A CURA DEI C. d. F. La vertenza del nostro gruppo è stata senz'altro lunga e difficile e per il particolare momento in cui si collocava e per l'intransigenza che l'Assolombarda ha mostrato su alcuni aspetti della vertenza, nonostante il precedente contratto nazionale di lavoro aveva già sancito questo diritto di informazione ai lavoratori attraverso le strutture sindacali di fabbrica. E' stata accompagnata da un continuo e costante rapporto coi lavoratori, che ha avuto momenti, non possiamo nasconderlo, di critica, di discordia, di difficoltà; ma è altrettanto vero che per la prima volta abbiamo affrontato in modo serio e non rinunciatario un aspetto tanto difficile quanto importante: LA VERIFICA DEI PIANI DELL'AZIENDA • non tanto come momento di semplice informazione, ma come momento di confronto sulla politica aziendale. E' lo sforzo qualitativo che l'intero movimento sindacale si sta ponendo. Non a caso su questo l'azienda ha mostrato più chiusura, gelosa di difendere il suo unilaterale potere di decidere delle prospettive del TIBB. E' stato importante porre, oggi, il problema sulle prospettive del Gruppo perchè si sta sviluppando una politica di ridimensionamento preoccupante. Attraverso quali linee si manifesta tale politica di disimpegno? perseguire un rallentamento nella produzione di alcuni prodotti, per giungere ad un definitivo smantellamento; commercializzare tali prodotti; cioè pur mantenendosi come

capo commessa far fare il lavoro da altre ditte; limitare il proprio impegno ad alcune produzioni più specializzate economicamente più redditizie. Quali le conseguenze più immediate? la caduta di uno sviluppo organico dei vari settori e un restringimento della base produttiva; una costante caduta dell'occupazione. E' questa una prospettiva reale, la cui logica rientra in un piano di ristrutturazione in cui si sta muovendo non solo il padronato italiano, ma quello internazionale. Si sta delineando infatti la tendenza ad una ristrutturazione che punta ai grossi concentramenti multinazionali. Tale struttura infatti sposta lontano i livelli decisionali (dall'azienda e dallo stesso Paese), garantisce maggiore agibilità del padronato sulla forza produttiva, e riduce di molto il potere contrattuale del sindacato. Ecco che allora, la lotta sindacale deve colpire le scelte attraverso le quali passa tale ristrutturazione; e quindi: favorire l'allargamento della base produttiva attraverso un rafforzamento delle stutture sia tecniche che produttive; impedire che il TIBB diventi un semplice decentramento produttivo del gruppo B.B.C. (Brown Boveri). Promuovere quindi quelle iniziative nel campo dello studio, della ricerca o di ogni altra azione che tendano a rafforzare quella propria capacità tecnologica, che può permettere al TIBB una propria 00«111311.141 M P


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