RIVATURB
(~1111~~~111
Notiziario Sindacale Unitario a cura del CONSIGLIOdi FABBRICA. RIVA-CALZONI febbraio 1972 fn,
![]()
(~1111~~~111
Notiziario Sindacale Unitario a cura del CONSIGLIOdi FABBRICA. RIVA-CALZONI febbraio 1972 fn,
Nel dare il via a questo primo numero del « Notiziario Aziendale », siamo coscienti di assumerci un impegno non indifferente volendo dare a questa iniziativa corillnuiío nel tempo.
La spinta a questo impegno ci viene dal fatto di essere convinti dell'apporto che il « Notiziario » potrà dare sul piano della circolazione delle idee, del dibattito e dell'informativa e siamo altresì certi che troveremo tra i lavoratori più sensibili un valido apporto non solo morale e materiale, ma anche di fattiva collaborazione, per farlo diventare un canale indispensabile aperto al dialogo costruttivo fra tutti i lavoratori.
Ne siamo fiduciosi anche perchè le premesse per un serio lavoro ci sono. Le recenti votazioni per le elezioni dei Delegati a nostro avviso, ne sono una conferma: Operai ed Impiegati, nella quasi totalità, hanno partecipato con impegno e serietà per dar corpo al Consiglio di Fabbrica, nuova e prima struttura unitaria Sindacale di base, struttura che rifonderà l'unità sindacale e ne dovrà garantire il consolidamento e la sua funzione storica.
Il nostro Consiglio di Fabbrica, nella riunione del 19-1-1972, si è dato uno « Statuto » ed ha eletto nel suo interno l'Esecutivo. Riteniamo che le basi siano state poste; occorre naturalmente perseverare in questo sforzo costruttivo. E' quanto auspichiamo ed a chiusura di questa breve nota di presentazione del « Notiziario », vada
un saluto fraterno di incoraggiamento a tutti i Delegati eletti, affinchè, consapevoli del loro impegno e del loro ruolo sappiano essere protagonisti della crescita politica e sociale dei lavoratori.
Infine esortiamo i lavoratori della RIVA-CALZONI di essere sempre coscienti dei loro problemi nella Fabbrica e nella Società, di usare del loro diritto di Assemblea come momento di partecipazione al dibattito nel leale confronto democratico, perchè da essa scaturiscano quelle decisioni necessarie a far progredire ulteriormente la classe lavoratrice.
C. E.Art. 1" - CONSIGLIO DI FABBRICA
Il Consiglio di Fabbrica è l'organismo sindacale unitario di fabbrica e istanza di base del Sindacato, strumento dell'iniziativa rivendicativa, contrattuale e politica dei lavoratori dentro e fuori la fabbrica.
Esso è composto dai delegati democraticamente eletti da tutti i lavoratori di ogni gruppo omogeneo.
Compiti e funzioni. - Il Consiglio di Fabbrica imposta l'azione rivendicativa e la gestisce, dirige la politica sindacale nella fabbrica.
Ricerca la sintesi unificante dei problemi che riguardano tutti i lavoratori, risponde a quelli specifiCONTTNU N I' 7'
ci di reparto o di gruppo, li affronta decidendo e coordinando l'azione di mobilitazione dei lavoratori interessati.
Inoltre il Consiglio di Fabbrica promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita politica dei lavoratori e contribuisce efficacemente per la concreta partecipazione di essi alle scelte politiche ed alle decisioni dell'azione del Sindacato sui problemi generali.
Per assicurare al Consiglio di Fabbrica una effettiva funzionalità, vengono messe a disposizione dello stesso, che globalmente le gestisce e le utilizza, il monte ore stabilito nell'accordo aziendale del 13-12-1971, che ne prevede il riconoscimento e la tutela dei componenti.
Il Consiglio di Fabbrica resta in carica due anni.
Il Consiglio di Fabbrica per assicurare un efficace coordinamento della sua attività ed un rapido collegamento tra i delegati elegge nel suo ambito un Esecutivo.
I compiti dell'Etcutivo sono operativi e funzionali quindi limitati all'attuazione delle decisioni prese dal Consiglio di Fabbrica e dall'assemblea generale dei lavoratori.
Il comitato Esecutivo è composto da 7 me"hri che possono essere botituiti in ogni momento dal Consiglio di Fabbrica.
Si riafferma comunque il criterio della verifica periodica dei componenti l'Esecutivo in modo da realizzare con la rotazione una più ampia responsabilizzazione dei delegati medesimi.
Il Consiglio nomina di volta in volta delle commissioni operative per lo studio e l'rofondimento di specifici problemi in relazione éille esigenze contrattuali ed organizzative; inoltre in occasione di trattativa procederà alla designazione di una delegazione composta di delegati.
a) Il delegato è l'espressione <diretta e democratica del gruppo
omogeneo.
Rappresenta la forza dell'unità del gruppo la capacità di risposta pronta all'iniziativa padronale, il punto di riferimento politico.
Esercita un potere di controllo d'intervento sulle condizioni di lavoro nella squadra, nel reparto nell'ufficio.
E' altresì impegnato sui problemi di tutta la fabbrica e di tutti i lavoratori, svolge una a zione dí direzione ed esprime una sintesi politica costruita insieme agli altri delegati; perciò il delegato deve mantenere continuo rapporto sia con l'assemblea di reparto, sia con il Consiglio di Fabbrica, sia con l'Assemblea generale.
Elezione del Delegato. — L'elezione del Delegato avviene su scheda bianc-L con voto diretto e seareto, da parte di tutti i lavoratori iscritti e non iscritti appartenenti al gruppo omogeneo.
Nel caso nessun lavoratore ottiene nella votazione un numero di voti pari o superiore al 30% più uno dei lavoratori presenti, si procederà al ballottaggio fra i primi 2 che hanno riportato il maggior numero dei voti.
Ogni lavoratore è elettore ed eleggibile.
Il Comitato Elettorale nominato dai Consiglio di Fabbrica garantirà la corretta procedura e il regolare svolgimento della elezione dei delegati.
Revoca e sostituzione del Delegato. — Il delegato di gruppo omogento è sostituibile in qualsias;momento.
c) Il 50 + 1 dei lavoratori del reparto, ufficio o gruopo possono chiedere la revoca del delegato, motivandone le ragioni al Consiglio di Fabbrica.
La sostitu zione del Delegato dimissionario dall'azienda o dimissionario da Consiglio di Fabbrica revocato dai lavoratori, dovrà avvenire da parte dei lavoratori del gruppo interessato, attraverso una nuova elezione fatta con le modalità sopradescritte.
Dopo un anno dalla elezione del Consiglio di Fabbrica esaminerà l'opportunità della verifica generale dei delegati.
Il Consiglio di Fabbrica viene convocato su decisione del Comitato Esecutivo, su richiesta del Sindacato e da almeno 1/4 dei delegati.
Il Consiglio di Fabbrica si riunisce tutte le volte che si ritiene necessario. Prima di ogni riunione del consiglio i delegati devono essere preventivamente a conoscenza dell'ordine del giorno.
Le riunioni del Consiglio sono presiedute da un Presidente nominato di volta in volta, il quale ha il compito di dirigere il dibattito. La riunione è da ritenersi valida con la presenza, in prima convocazione, di almeno 2/3 dei delegato e in seconda convocazione col numero dei presentì.
Le decisioni del Consiglio di Fabbrica saranno prese a maggioranza assoluta (500/0 + 1).
E' facoltà del Consiglio di far partecipare alle riunioni lavoratori che non ne fanno parte.
L'assemblea generale è il momento di partecipazione dei lavoratori alle decisioni ed al controllo dell'azione sindacale fuori e dentro la fabbrica.
L'assemblea di reparto o di gruppo è lo strumento fondamentale di conoscenza e di elaborazione dei problemi, di dibattito e di confronto di tutte le opinioni e pertanto occasione importante per la crescita politica dei lavoratori.
L'assemblea viene convocata da Consiglio di Fabbrica o dal Sindacato.
a) Il Consiglio di Fabbrica, per sviluppare tra i lavoratori la formazione, l'informazione, il dibattito decide di dar vita ad un proprio notiziario di fabbrica, garantendo il suo autofinanziamento.
Esso deve essere una tribuna aperta al confronto fra tutti i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali.
s
.f NO lago ít, ra ar ti,co t talae unta NOS corigui s tAOY1 Sì. to(ca3.9.
Art. 7"
a) Lo Statuto deve essere approvato dal Consiglio di Fabbrica con una maggioranza qualificata di 2/3 dei delegati.
Il regolamento può essere modificato su proposta dei delegati. Le proposte di modifica dovranno essere sottoposte alla verifica del Consiglio di Fabbrica che per essere approvate dovranno ottenere la maggioranza dei 2/3 dei presenti.
Milano, 26 Gennaio 1972
« L'uomo in tuta e l'uomo in camicia bianca »! Siamo ancora oggi divisi e lontani anche se vicini nel destino che non si esaurisce con l'età pensionabile o nel conseguire una esistenza più o meno esposta e felice.
La vita, la morte, il futuro dei figli ci accomunano tutti; siamo i protagonisti assieme ad altri di un epoca che forse solo la tecnologia ricorderà.
La realtà che viviamo ci dimostra come molti problemi dipendono proprio dalla paralisi della vo-
lontà generale che non riesce a tendere all'utilità di tutt Facciamo veramente un accordo tra noi, proviamo a rispolverare la coscienza e tutti assieme tentiamo questa rieducazione.
Coscienza intesa non come semplice constatazione ma impegno, ricerca continua; essa sola superando le espressioni di interessi dei singoli fornirà gli strumenti per realizzare veramente un domani migliore.
Un delegato Milano, 26 Gennaio 1972
votazioni eseguite nei giorni 12, 13 e 14 Gennaio 1972 hanno dato i seguenti risultati:
Il Consiglio di Fabbrica, nella riunione del 19-1-1972, ha provveduto alla elezione:
dell'Esecutivo di 2 Delegati al Comitato direttivo unitario di zona
del Comitato paritetico infortunistico
della Commissione di studio per le eventuali modifiche allo Statuto F.I.M.I.R.
Gli organismi di cui sopra risultano così composti:
ESECUTIVO CONSIGLIO DI FABBRICA:
CAGNO Armando
FASCIOTTI Gianfranco
GERLA Diego
BONGINI Francesco
FUMAGALLI Carlo
STROPPA Carlo
CAZZANIGA Luigi
DELEGATI AL COMITATO DIRETT IVO UNITARIO DI ZONA:
CAGNO Armando
FASCIOTTI Gianfranco
COMITATO PARITETICO
INFORTUNISTICO:
SELLERIO Antonio
COMMISSIONE DI STUDIO
MODIFICA STATUTO F.I.M.I.R.:
FUMAGALLI Angelo
CATTANEO Umberto
GUALDONI Luigi
PIROTTA Felice
Ricordiamo che il Delegato di turno è a disposizione di tutti i lavoratori dalle ore 14 alle 18 nel locale del Consiglio di Fabbrica.
BONIARDI Ernesto 1 9 7 2 Tutti con la tessera del ANNO DELL' UNITA' sindacato