Skip to main content

Puntello6

Page 1

IL PUNTELLO

Giornale unitario del consiglio di fabbrica - Ponteggi - Dalmine

L' ABOLIZIONE DEI TURNI SARA' LA SOLUZIONE

ALLA CARENZA DIREZIONALE ?

Grande rumore ha destato fra i turnisti la a voce » che l'azienda ha intenzione di sopprimere il primo turno ed il secondo turno, con l'intenzione di fare, dei tre turni, un unico turno cioè quello normale, o giornaliero. Come consueto viene fatto, le organizzazioni sindacali esistenti nella fabbrica sono le ultime ad essere avvisate per ogni decisione aziendale riguardante i lavoratori. Visto così, e visto l'intransigenza del pseudo-vice-direttore nel voler obbligare un gruppo di operai a cambiare turno, sono state le organizzazioni sindacali, in veste di consiglio di fabbrica, a chiedere una convocazione immediata con la direzione, anche per avere finalmente una risposta precisa in merito alle decisioni della direzione.

In questa discussione la direzione ha affermato che, in effetti, era vero che col tempo alla ponteggi cì sarebbe stato solo un turno di lavoro e cioè il giornaliero. Al fondo (secondo loro) di questa decisione ci sarebbe la necessità di lenire un po' la disorganizzazione sia sul lavoro, che nei reparti, evitando così anche tanti errori che si fanno spesso e sfacciatamente. Noi siamo molto dubbiosi nella riuscita di questa soluzione, perchè la direzione non ha certo tenuto conto delle esigenze dei turnisti che negli anni di turni si sono create. Esigenze di carattere senza, dubbio economico, esigenze di col-

legamento col lavoro della moglie che lavora anche lei come turnista, alternandosi col marito, per poter badare ai figli. Certo che sono situazioni per molti della direzione inconcepibili, ma sono situazioni che la società ci impone se vogliamo mantenere i figli a scuola senza costringerli a diventare degli operai-bambini. Non ha tenuto conto del problema della mensa, chè se ora si devon fare 15 o 20 minuti di fila per ritirare il pasto, dopo ci vorranno 40 o 45 minuti, sempre che la carovana e le ditte esterne non continuino a crescere così celermente, perchè altrimenti sarà anche peggio. Non ha pensato agli spogliatoi ed alle pochissime, sei docce, che esistono per i lavoratori. Il consiglio di fabbrica ha fatto presente tutti questi problemi, di cui non hanno potuto negare l'evidenza, promettendo di eliminare ogni inconveniente che possa rendere difficile l'attuazione del turno unificato. Però nei siamo molto dubbiosi nel credere che tale situazione potrà sanare molti aspetti negativi riguardo alla organizzazione da parte direzionale, e che questo turno non possa far tornare indietro i 17 mila pezzi fatti saldare sbagliati e fatti verniciare. Non crediamo neanche che l'interesse dei capi si rivolga un po' di più a far rispettare l'ordine dei materiali nei reparti, senza fare le catastrofiche cataste di materiale all'interno dei reparti

stessi, e un po' meno alle due ore giornaliere di straordinario che sono inutili e dispersive. Insomma crediamo che invece di trovare una soluzione ad un certo tipo di disorganizzazione, si poteva vedere bene prima i a nei » della direzione senza correre subito ai ripari creando disagi agli operai che ne hanno pià tanti...

Un operaio

3 a
i

La fabbrica oggi

Non si può negare che i tempi sono cambiati, perciò anche nelle fabbriche qualcosa è mutato. La situazione però è ancora molto critica; prendiamo la Ponteggi come esempio, nella quale irr prevalenza ci sono operai di una certa età che non per disprezzare la loro sempre valida opera non potranno mai adeguarsi al cento per cento ad un radicale mutamento della vita nella fabbrica. Non essendoci bisogno di mano d'opera di primordine (più qualificata) nelle fabbriche si assumeva anche gente che arrivava dalla campagna e che trovava nella fabbrica il modo di inserirsi in un lavoro industrializzato molto diverso dal suo precedente lavoro.

A questo operaio non importava molto della salute, del suo posto di lavoro, della ripetitività, della noiosità e del traumatizzante fatto che lui non vedesse mai finito il suo operato. Non si avvedeva di ciò che lo circondava, non seguiva nessuna linea sindacale e di conseguenza non si interessava a seguire l'andamento politico del paese. Questo accadeva tanto tempo fa; oggi anche l'emigrato che viene a cercare al nord un lavoro, lasciando nel lontano sud il suo paese natio per cercare una misera fonte di guadagno nelle fabbriche, oltre al lavoro cerca di inserirsi nella società. Inserirsi non vuol dire soltanto lasciare cadere certi tabù e certi pregiudizi portati dal paese nella grande città. Inserirsi vuoi dire anche rendersi conto di molti aspetti che ci circondano, sia politicamente che sindacalmente. Prendere coscienza guardare con intelligenza al suo lavoro giudican do obiettivamente anche certi grossi errori che i superiori commettono. Vorrebbe collaborare con chi dirige e per migliorare insieme il proprio posto di lavoro, cercando nuove idee ed accorgimenti per salvaguardare la sua salute e la sua integrità nel posto di lavoro. Anche se questo lavoro si svolge in una fabbrica ed esso è moralmente umile, l'operaio non accetta più di essere solo un numero e due braccia assunte solo per fare i la-

vori più assurdi ed inutili, ma si vorrebbe dimostrare una buona volta che oltre le braccia c'è il cervello e questo è molto più importante. Oggi gli operai mirano a fare del posto di lavoro in fabbrica un posto di lavoro pulito, sano e sicuro e non solo una fonte di misero guadagno dove si corre il pericolo di essere soggetti a delle malattie. Gli operai non valgono certo le quattro lire della paga percepita. L'operaio oggi fuori dalla fabbrica si interessa dei problemi sociali che lo investono direttamente come l'inquinamento ambientale, la scuola, la casa, ecc. ecc. discute di queste madornali carenze sociali e cerca di trovare soluzioni possibili. Ma come un operaio così, è visto dalla direzione

abituata a tutt'altro tipo di operaio, fino a che punto è accettato da loro un individuo che oltre a fare bene il suo lavoro si interessa di fatti sindacato o politici? Certo è, che sarà una battaglia piuttosto dura, perchè il padrone è sempre alla ricerca dell'operaio oggetto, operaio automa, bisognerebbe perciò pensare di spezzare quella certa linea padronale esistita finora. Non si deve aver paura di essere messi da parte come dei « sovversivi » o « sfaticati » ma bisogna lottare nonostante tutto, affinche qualcosa cambi anche fra gli operai. Qualcosa che cambi coscientemente senza distruggere ciò che è il nostro pane ma cercando di migliorarlo sempre.

Un operaio

PULIZIA STRAORDINARIA PER LE

"

La mattina del 15-3-72 molti operai del LAM non credevano ai propri occhi, infatti c'è stata una mobilitazione di un gruppo di operai per fare pulizie. In men che non si dica erano scomparsi gli innumerevoli inconvenienti che c'erano nei reparti, via il rottame, via le stive del grezzo, via gli ingombri sulle strisce gialle per terra appena finite e già piene di ostacoli, sparito come per incanto un altro sacco di fasci di materiale che stazionava all'ingresso. Insomma abbiamo visto per la » prima volta » persino le mani dei capetti lasciare le tasche per raccattare il rottame sotto gli occhi del capo « grande ». Abbiamo finalmente visto il colore delle mani dei capi » ultimi assunti » che a furia di stare nelle tasche cominciavamo a preoccuparci sul dubbio che le avessero o no. In tempo di un'ora il reparto LAM si è trasformato ed ha assunto un aspetto » quasi » normale. Infatti le stive in ordine, il rottame scomparso, il grezzo messo a posto e la pulizia fatta per terra hanno reso il reparto Lamiere persino più luminoso. Nessuno cercava di capirne il perchè, ma dopo un po' ecco entrare in reparto il direttore capo con altri signori che dall'aria che avevano dovevano essere dei «pezzi grossi»; hanno girato nei reparti sotto la guida del capo Stab. e dopo aver visto tutto bene (ma cosa?) sono spariti.

Per un attimo mi sono sentito tornare al tempo di scuola quando il direttore della scuola faceva il giro delle aule che per l'occasione erano linde e pulite, inoltre si mettevano dei fiori sulla cattedra, e gli alunni al suo entrare battevano le mani. Al LAM ed al PCA mancavano i fiori sulle presse e sulle profilatrici ed il battito delle mani degli operai.

lo vorrei sapere perchè i reparti non possono essere tenuti sempre in ordine come quella mattina, e perchè i capi tolgono le mani di tasca solo in quelle mattine, perchè le strisce gialle di transito non

vengono rispettate come quel giorno, perchè le stive non sono in ordine sempre come quel giorno. Forse devono (i nostri « superiori ») far vedere che i reparti sono adeguati e puliti e (una cosa assurda specie al LAM) magari in ordine, e dare così l'impressione di essere dei capi attivi ed attenti, e gli operai degli operai privi di problemi sia di salute che di infortuni. Queste sono frottole, delle grosse frottole; ed allora è meglio che quando vengono i « capi grossi » le cose restino come sono in effetti, senza tentare di nascondere niente. Così anche loro si renderanno conto del disagio che ha il lavoratore durante le ore di lavoro, con una massa di stive buttate qua e

la senza uno spiraglio per passare, con un pavimento unto, pericoloso, pieno di polvere ferrosa e cavi elettrici a mollo in acqua chimica, con la luce insufficiente nei reparti, i muri sporchi da sempre e in mezzo a tutto questo i saldatori che saldano quei pezzi carichi di olio e fanno respirare un po' anche a « loro » quello che per tutto il giorno il lavoratore respira. Ancora una volta con questa azione, capi e capetti ci dimostrano che vedono tutte queste cose, ma si preoccupano di sanarle solo quando devono ricevere ospiti importanti. Quello che è da salvaguardare non è certo l'ospite ma la salute dell'operaio. Un

CARI OPERAI, NEW INTERESSE DI TUTTI

BISXNA LIMITARE

IL DIRITTO DI SCIOPERO:

CI SI DEVE ASTENERE

DAL LAVORO SOLO

NEI CASI C eRAVI PER ESEMPIO... i

...IN CASODI PESTE, ALLUVIONE, TERREMOTO ...

o-
sIte oo-
VISITE "UFFICIALI
o, oeie a, riio nsa si si o
sa
io
operaio

II sole bacia i prati, inonda col suo calore tutte le cose risvegliando la natura dal suo torpore. ll sole da vita, il sole è vita, ad eccolo là il suo frutto, la margherita. Splendente rigogliosa, bella a vedersi con i suoi candidi petali e il suo polline giallo (oro). Ma che strano, normalmente la margherita viene colta dagli innamorati e i suoi petali vengono strappati, mi ama... non m'ama, dicevo, che strano, questa strana margherita invece si arricchisce di nuovi candidi

LA MARGHERITA

petali, il suo nucleo centrale si appesantisce e il gambo verde (dalla bile) quasi si spezza sotto il peso. Povero vecchio gambo verde, non ho capito bene se sei felice di sentirti circondato da tanti petali o se ne hai le scatole piene e vorresti scrollarteli di dosso.

Mai... mai, fai attenzione vecchio gambo verde, guardati in giro, perchè ci sono le laboriose api (15) o forse 17 che ti svolazzano intorno per succhiare nel tuo polline giallo (oro) e se si appoggiano tutte in-

sieme sul tuo nucleo rischiano di spezzarti; e là potrebbero posarsi tutte insieme su di te, perchè hanno fame, per sè e per la loro società.

Ma sì, povero vecchio gambo verde, dormici sopra (in fine dei conti non hai fatto altro fino ad ora), tu sei verde per la bile, pensa a quei poveri fili d'erba (245) che sono anche essi verdi... perchè al verde!

COS'E . UN FLORICOLTORE

L'arte della coltivazione dei fiori è parte del giardinaggio e ne studia e ne descrive le norme.

Qualcuno si domanderà: cosa c'entra la floricoltura con la categoria dei metalmeccanici che siamo noi?

Ebbene questa domando io l'ho fatta, perchè mi vien da pensare che la direzione generale ha fatto uno sbaglio, quando ha scelto la persona che doveva dirigere lo stabilimento. Perchè mi vien da pensare che sia inserito nella categoria dei floricultori e non nei metalmeccanici.

Questo dubbio mi viene quando guardo il giardino, ordinato scrupolosamente, e i reparti disordinati al massimo.

Intanto per citarne uno, anche se son tutti uguali, osserviamo il reparto L.A.M.

La sistemazione del materiale è fatta in modo pietoso, il materiale messo in modo da intralciare il passaggio, essendo costretti, per attraversare il reparto, a passare sopra il materiale che oscilla sotto i piedi col pericolo che da un momento all'altro ci si rompa l'osso del collo.

Una volta, era venuta la buona idea di fare la segnaletica per ter-

ra, con l'intento di fare un passaggio pedonale; però ahimè, quel passaggio oggi non esiste più. perchè è intralciato da materiale messo alla carlona.

Si dice che i saldatori abbiano il loro posto di lavoro, però, il pensiero è sempre rivolto a quando dovrà cambiare la bombola di Cot, perchè per trasportare la stessa deve passare su del materiale, col pericolo di farsi male, e poi si sente dire che è sbadato.

Però se non erro, un addetto all'antinfcrtunistica c'è, però ho il dubbio che la sua mansione la svolge a senso inverso.

Cari compagni tutto ciò succede perchè al nostro direttore è venuta la buona idea di eliminare il gruista, con l'intento di risparmiare una persona (dice lui).

Perchè anche se i reparti sono uno schifo non ha importanza; l'essenziale è che una o a volte due persone siano disponibili per ordinare il giardino; anche se non si trova o non si vuol mettere una persona a pulire i gabinetti, che sono una vera indecenza, non importa, perchè per il nostro amato direttore la cosa più importante sono i fiori.

Quando entra in stabilimento la

cosa che va a guardare per primo, non sono i reparti, bensì i giardini; ebbene io continuo nel dire il fioricoltore deve essere il suo mestiere.

Un operaio

Un operaio
• lmr0RIVIDIZ i
1112 (.) T N III) vT

ANCORA SULLO STRAORDINARIO

Operai della Ponteggi, il « Puntello » ha diverse volte parlato degli straordinari, cosa sono, e cosa significano.

Ma gli « addetti » agli straordinari fanno finta di non sentire e chi per una scusa, chi per un'altra si continua a fare persino quaranta o sessanta ore di straordinario al mese. Prima di tutto cerchiamo di fare luce su cosa sono gli straordinari; essi sono una antica forma di super-sfruttamento attuate dal padronato per evitare l'assunzione di altri operai. Infatti se pensiamo che il carico e scarico effettua un numero considerevole di ore, aggiungiamoci quelle della attrezzeria, quelle della manutenzione, ed infine quelle ore di quegli operai del L.A.M. che si credono « indispensabili » alla ditta, e vedremo un numero considerevole di ore che si potrebbero coprire benissimo assumendo una decina di quelle migliaia di padri di famiglia disoccupati di cui purtroppo Milano è piena.

Passiamo ora al significato; il vero significato è che se in una ditta che ha chiuso le assunzioni da ben quattro anni, perchè non abbisogna di personale, come mai allora si fanno all'incirca un migliaio di ore al mese senza contare quelle dei capi turno, e degli impiegati al sabato? E' chiaro che alla carenza di personale loro provve-

dono facendo fare gli straordinari. E non crediamo alla « indispensabilità » di certi ruffiani del L.A.M. che vengono per quel motivo, perchè abbiamo notato che quando costoro restano a casa i macchinari vanno ugualmente, ed allora diremo che tutti gli operai sono indispensabili, anche se le promesse di specializzazione sono il vero motivo di questa gente per prestarsi al gioco del padrone. Non crediamo neanche agli attrezzisti che dicono che se « loro » si fermano si ferma tutto lo stabilimento, anche questa è una illusione perchè ci sono dei ragazzi giovani ed in gamba forse come o più di « loro » che aspettano un posto, è vero invece che il motivo che li obbliga a fare tutte quelle ore è il motivo da « loro due » stessi espresso in presenza del direttore: « Mi go il fiol che studia e per mi la paga basta nò ». Allora diremo che la paga non basta a nessuno e se loro si sentono in « diritto » di fare le ore, questo diritto dovrebbe appartenere a tutti, se il bersaglio è arrotondare lo stipendio. Anche il carico e scarico (che ora ha iniziato una lotta per l'aumento di personale), tolto l'arrivismo di alcuni, la paura di altri, cra il problema che la paga non basta. La manutenzione invece si attacca all'articolo di legge del contratto di lavoro che ìn caso di eccezionalità i capi turno possono

obbligare gli operai della manutenzione, ma... col compensativo.

Invece il compensativo non esiste alla Ponteggi, ma esiste anche qui una carenza di personale, infatti quei quattro gatti non possono far fronte a tutti i lavori che si susseguono durante la settimana, inoltre ci sono dei lavori in cui serve la totale assenza di tutti gli operai (specie le riparazioni gru). E i capi turno dove li mettiamo? Perchè il capo del primo turno si ferma due ore, o monta un'ora prima quello del secondo turno?! Perchè ogni qual volta che due o tre operai vengono fermati per eseguire dei lavori si fermano due o tre capi a non fare niente? Esiste forse una carenza? Crediamo proprio di no perchè ci sembra che fra non molto saremo più capi che operai, e solo ner ingordigia di ore, o per farsi vedere attivi agli occhi della Direzione. Come vedete il motivo principale è che la busta non basta, ma allora il problema non va risolto dando più delle ore normali al padrone, ma bisogna fare in modo che la nostra paga al di fuori dello Stabilimento valga di più. E' inutile prendere in più di paga e dare di più al padrone così facendo non si risolve nulla, la soluzione per questo problema va ricercata al di fuori della fabbrica, non accettando i continui aumenti dei prezzi, su tutte le cose, e su tutti

o d

i prodotti. Bisogna cercare di capire da dove proviene tutto questo stato di cose, bisogna far sì (ora che si è arrivati a star bene) di non ritornare indietro lavorando anche il sabato e la domenica, perchè così non sarebbe valso niente tutto questo « andare avanti » di questi anni degli operai. Questo valga anche per gli impiegati che si vedono durante la settimana in giro per i reparti con aria di finta

preoccupazione, ed invece girano a vuoto, e poi ce il ritroviamo anche il sabato; anche loro hanno affermato diverse volte di essere «indispensabili», sinceramente crediamo che per ogni impiegati che l'azienda butterebbe fuori ci sia uno squadrone di impiegati che si credono « indispensabili » e che invece sono senza un posto di lavoro. Perciò non ci vengano a raccontar frottole, e ci dicano chiaramen-

te che, se non è per « esibizionismo » è senza dubbio perchè la paga non basta ed allora cerchino anche loro di vedere veramente dove sta il nocciolo della crisi, e che si tolgano anche loro le fette di patate dagli occhi, e guardino con obiettività la realtà che stiamo purtroppo vivendo.

Un operaio

INVITO:

COMPAGNI LAVORATORI: QUESTO E' IL VOSTRO GIORNALE. ESSO E' APERTO ALLA COLLABORAZIONE DI CHIUNQUE VOGLIA FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE. VI INVITIAMO A MANDARCI ARTICOLI, VIGNETTE E CRITICHE; SE SIETE TROPPO PIGRI PER SCRIVERE O VI MANCA LA VENA POETICA, RIVOLGETEVI ALLE PERSONE INDICATE QUI SOTTO ALLE QUALI POTRETE ESPORRE A VOCE GLI ARGOMENTI, I PROBLEMI CHE DESIDERATE SIANO TRATTATI SUL GIORNALINO. PER QUESTE COSE VI POTETE RIVOLGERE AI DELEGATI DELL'ESECUTIVO DURANTE LE ORE GIORNALIERE A DISPOSIZIONE.

reco le persone alle quali potete rivolgervi:

LUNEDI': PIRAS (Impiegato)

MARTEDI': CAREDDU (IMA)

MERCOLEDI': CADONE (PCA)

GIOVEDI': CRISTIANO (LAM)

VENERDI': MERCANTI (LAM)

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook