BOLLETTINO UNITARIO DEL COMITATO IL COORD. F.L.M.
IL 18 NOVEMBRE L'INCONTRO CON LA DIREZIONE
LA SIEMENS CHIAMATA A DARE PIENA ATTUAZIONE ALL' ACCORDO
I motivi di ordine generale, relativi ad una situazione eco nomica del nostro paese che torna a manifestarsi assai cri tica e che sono stati oggetto dello sciopero generale della industria del 15 novembre, si intrecciano in maniera molto stretta con i problemi interni al gruppo Siemens.
Non c'è veramente tregua! E d'altronde, senza una nuova scesa in campo massiccia e pro lungata dei lavoratori, i pur positivi risultati (che troppo spesso dimentichiamo) raggiunti in questo ultimo anno - con tenimento dell'inflazione e mantenimento del potere di acquisto dei salari, recupero del deficit petrolifero e sostanziale riequilibrio della bilancia dei pagamenti, consolidamento della lira sul merca to mondiale, più forte ed equo prelievo fiscale - rischiano di essere vanificati ed il Paese rischia di ritornare, co me nell'autunno scorso, sull'orlo del dissesto economico.
I dati degli ultimi mesi so no infatti preoccupanti in quanto mostrano il ripresentar si di una tendenza dell'aumento dei prezzi e l'accentuarsi di fenomeni di recessione produttiva essendo orma i migliaia e migliaia i posti di lavoro messi in pericolo in queste settimane. Permangono cioè i dati strutturali della crisi italiana: se si combatte duramente l'inflazione si frenano la produzione e l'occupazione; se si sostiene la produzione
si alimenta nuovamente la spirale inflazionistica.
E' questa logica che i lavo ratori sono chiamati a far sal tare, poichè questa logica può essere mutata nella misura in cui si riesce a fare mutare la politica economica governativa ed a battere l'attacco padrona le.
E quindi l'intreccio situazione esterna-situazione inter na al gruppo ripropone ai lavo ratori. della Siemens la necessità della lotta sui due fronti,
con la consapevolezza che, stan te le difficoltà, non sarà il dio "Mercato", al quale solo sembra affidarsi la Siemens, a risolvere i problemi; con la consapevolezza allora che il ri spetto dei livelli di occupazione stabiliti nell'accordo di luglio non sarà un regalo di nessuno, ma il frutto di un impegno continuo e pressante dei lavoratori.
Alcuni fatti hanno frenato l'iniziativa del Coordinamento dopo la pausa feriale nei ri-
Operai Impiegati SEDE (*) 480 952 FILIALE E UU.TT. 140 432 GORLA SIAMA FABBRICA 187 62 A.C.F. -CAVENAGO 796 80 1603 1526 A.C.E. - SULMONA 890 60 2493 1586 (*) di cui : O.Q.A./Milano 180 24 O.Q.A./Torino 40 8 ALLEGATO AL VERBALE DI ACCORDO DEL 26.7.1977
QUANTI SIAMO
. m .
novembre 1977
tr■buna sindacale .
uniaria t
DELLA SIEMENS ELETTRA-ACE
segue dalla prima guardi di una gestione attiva dell'accordo per quanto riguarda gli aspetti di carattere pro duttivo ed occupazionale.
In primo luogo è stato neces sario, e lo è ancora, impegnare tutte le energie per affrontare la drammatica questione dell'am biene all'ACE. Il recente accordo firmato a Sulmona dovrebbe ora consentire di dare una risposta in tempi brevi alle an gosciose domande che i lavorato ri si pongono.
In secondo luogo va rilevato che a Sulmona, il giudizio sull'accordo al Ministero non è stato così unanimemente positivo come al Nord. Sono emerse perplessità e giudizi affrettati che hanno portato anche disorientamento tra i lavoratori ed i delegati.
Si è dovuto affrontare la questione in modo franco ed aperto, per chiarire ogni dubbio, recuperare il giusto orien tamento fra i lavoratori e, soprattutto, per evitare che, al
di là di ogni legittima differenza di opinioni, potessero af fiorare tentativi strumentali di divisione fra ACE e resto del gruppo.
A colmare questo ritardo sono volte le assemblee che in questi giorni si tengono negli stabilimenti del gruppo in preparazione dell'incontro che il Coordinamento avrà con la direzione il 18 novembre, incontro che è il primo di quelli previsti nell'accordo.
E' necessario infatti mettere a fuoco con un dibattito fra i lavoratori l'importanza che riveste questo incontro.
Noi sappiamo, ne eravamo coscienti al momento della firma, che tra la volontà della Direzione, i suoi orientamenti e l'accordo a cui l'abbiamo costret ta c'era una distanza notevole, misurabile in alcune centinaia di posti di lavoro; è questo in buona sostanza il valore positi vo dell'accordo.
In questo incontro allora de vono emergere con chiarezza le
modifiche di impostazione complessiva e fabbrica per fabbrica che la Siemens intende appor tare alla sua strategia origina ria per tener fede a quanto sot soscritto. Tali modifiche di im postazione non devono essere nè generiche, nè fumose, ma, come appunto prevede l'accordo, circostanziate e dettagliate nei piani produttivi e nei piani di diversificazione.
Nessuna illusione che avremo di fronte una Direzione pronta ad accettare questa linea, ma i segnali che provengono dalle fabbriche ci fanno temere il contrario (permangono le bolle-attesa nonostante la Cassa Integrazione, in alcuni casi si incentivano ancora le dimissioni).
In questo caso dovremo essere pronti (e l'Azienda lo deve sapere) a riprendere, fin dall'indomani dell'incontro, la nostra iniziativa, poichè la posta di centinaia di posti di lavoro tornerebbe ad essere in gioco.
Scale e scaloni (disegno di annini)
Molto fumo e poco arrosto nella nota informativa
Pubblichiamo il testo integrale della " nota informativa" sulle prospettive del Gruppo Siemens e sugli investimenti che l'azienda intende adottare. Ricordiamo che pur essendo parte integrante dell'accordo raggiunto al Ministero, tale nota esprime le posizioni dell'Azienda e quindi ovviamente contiene anche giudizi e formulazioni che noi non condividiamo.
In particolare l'analisi della crisi italiana viene colta in maniera parziale, senza cioè rilevarne tutti gli elementi e le responsabilità di ordine politico e padronale. In questo quadro se viene ribadito che la Siemens intende mantenere la presenza produttiva in Italia, non sono indicate le strade che possono consentire tale mantenimento, ma c'è _il solito augurio di un miglioramento del mercato e l'ipocrita affermazione che si conta sull'appoggio della Casa Madre. Cosi pure l'affermazione che si cerca di allargare l'area di vendita sui mercati esteri non è accompagnato da alcun esempio concreto.
Relativamente alle singole unità produttive sono indicate quote di investimenti rilevanti per l'ACF e per I'ACE. Nel primo caso ai tace sul problema di fondo : quali saranno cioè le conseguenze occupazionali, di tali investimenti che sappiamo essere tesi a garantire un adeguamento tecnologico dei prodotti e quindi a effettuare la stessa produzione con meno personale.
Per l'ACE, dove veramente la quota di investimenti è notevole, si sorvola sul fatto che una delle ragioni principali della crisi cronica in cui ha sempre versato lo stabilimento è stata la struttura assistenziale di questa fabbrica ( continui ricorsi alla Cassa Integrazione), la sua gestione clientelare e l'apporto di controllo e di repressione che certamente non era funzionale alla produttività dello stabilimento. Si dovrà verificare che questi forti investimenti i quali, unitamente allo scorporo alla Borsini, dovrebbero consentire fina!mente all'ACE di assumere una caratteristica nuova di unità produttiva creatrice e non dissipatrice di ricchezza, vengano realmente effettuati in modo particolare per quanto riguarda l'introduzione di nuove linee di prodotti.
Per O.Q.A. e Gorla Siama sono elencate una serie di buone intenzioni, che comunque non risolverebbero i problemi produttivi delle fabbriche, ma che sono esse stesse contraddette da piani di investimento irrisori.
In definitiva emerge da questa " nota " la contraddizione, di cui eravamo pienamente coscienti all'atto della firma dell'accordo,tra i piani dell'azienda ed i livelli di occupazione che invece è stata costretta a garantire. Per questo diciamo che all'incontro del 18 Novembre la logica che sta alla base di questa nota dovrà essere modificata e che ci dovranno essere sottoposti piani produttivi contenenti elementi reali di novità per lo sviluppo dell'azienda e la garanzia dell'occupazione.
Testo integrale della nota informativa allegata all'accordo
1 - CONSIDERAZIONI DI CARATTERE GENERALE
La SIEMENS ELETTRA S.P.A. opera, come noto, prevalentemente nel campo dell'industria elettromeccanica. La A.C.E. invece, prevalentemente, nel campo dell'elettronica. Nel corso di questi ultimi anni ad una fase di recessione congiunturale che si è andata, purtroppo, via via sempre più aggravando nel tempo, si è accompagnata una crisi dovuta alla caduta degli investimenti da parte dell'industria italiana sostanzialmente riconducibile ai seguenti fattori :
a - aumentato costo delle fonti energetiche
b - aumentato costo del danaro
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UNA LOGICA CHE VA SOSTANZIALMENTE MODIFICATA
c - aumentato costo del lavoro che hanno determinato, conseguentemente, una notevole caduta nelle vendite dei nostri prodotti, tantè che la produzione attualmente in atto risulta notevolmente esuberante rispetto alle possibilità ricettive del manato.
In tale fase la Siemens Elettra ha cercato di contenere le negative conseguenze derivanti operando, con l'appoggio della Casa Madre Tedesca, al fine di collocare pàrte dell'eccedenza sui mercati esteri precedentemente esclusi dalla nostra area di vendita.
Purtroppo-i fattori negativi cui più sopra si è fatto cenno e che condizionano la nostra economia sono andati via via manifestandosi, se pure con peso talvolta differenziato, anche negli altri Paesi europeo ed extra-europei. Il che ha determinato un aumento delle scorte e quindi della concorrenza.
La nostra Società, il cui obiettivo è il mantenimento della propria presenza in Italia con l'attuale struttura produttiva, sta pertanto operando uno sforzo eccezionale per consentire il superamento delle difficoltà che sta attraversando augurandosi che la situazione di mercato abbia in futuro ad evolversi in senso decisamente migliorativo.
Anche il settore elettromedicale, che si affianca all'altro cui più sopra si è fatto riferimento, è stato investito da una grave, crisi a seguito della cronica situazione deficitaria degli Enti ospedalieri. La nostra Società è, tra l'altro, oberata da una notevole esposizione creditizia nei confronti degli Enti stessi con un aggravio sempre più crescente per i maturati e maturandi interessi passivi che si devono corrispondere agli Enti finanziatori nell'ambito di una svalutazione sempre più grave.
2 - CONSIDERAZIONI DI CARATTERE PARTICOLARE
2.1 - Stabilimento A.C.F.
L'attività dello Stabilimento di Cavenago Brianza è volta alla produzione dei seguenti prodotti :
- teleruttori di potenza d'uso industriale
- teleruttori ausiliari d'uso industriale
- relais bimetallici
La necessità di adeguare costantemente i nostri prodotti al continuo mutare del processo tecnologico in atto sul mercato ha-reso necessario aggiornare la nostra produzione alle mutate richieste.
I prodotti attualmente costruiti dovranno essere gradualmente sostituiti da nuovi tipi tecnologicamente più avanzati.
Lo studio di nuovi modelli di teleruttori iniziato da alcuni anni è ormai ultimato e l'approntamento delle nuove linee di produzione è in fase di avanzata esecuzione.
Si può affermare che sulla base dei nuovi programmi la produzione dei semifiniti dei nuovi tipi di teleruttori avrà inizio subito dopo la chiusura feriale di agosto,
mentre il montaggio avrà luogo verso la fine del corrente anno.
Si può pertanto ritenere che già nei primi mesi del nuovo anno solare 1978 potrà essere avviata la produzione in serie dei seguenti nuovi tipi :
- teleruttori di potenza : 3 TB 40
- teleruttori di potenza : 3 TB 44
- teleruttori di potenza : 3 TB 46
- teleruttori ausiliari : 3 TH 80
- teleruttori ausiliari : 3 TH 82
Con il nuovo anno solare -1979 avrà infine inizio la produzione del teleruttore di potenza 3 TB 42. Per i relais, quelli attualmente in produzione sono in fase di adattamento per la nuova serie di teleruttori. Uno di questi, e più precisamente il 3 UA 40, ha già il parallelo della nuova serie 3 UA 49.
Il relè 3 UA 41 è in fase di adattamento ai nuovi teleruttori e diventeisì il 3 UA 48.
Con tale programma lo Stabilimento A.C.F. è riuscito ad assicurarsi un adeguato spettro produttivo che diversamente avrebbe avuto dimensioni più contenute tenuto conto del minore rapporto materiale/manodopera dovuto al processo tecnologico.
La realizzazione dei nuovi teleruttori comporterà per l'anno 1977 investimenti per circa 800 milioni ed altrettanti per l'anno 1978.
Tali investimenti sono stati o saranno destinati alle nuove linee installate od in fase di installazione, nonchè per l'acquisto di nuove macchine e dispositivi, nuove attrezzature e miglioramento e trasformazione dei macchinari esistenti.
Ulteribri 400 milioni circa saranno spesi nell'anno 1978 per il miglioramento dell'ambiente di lavoro quale ad esempio l'insonorizzazione di alcune macchine della prefabbricazione, il rinnovamento dei tavoli di lavoro e dell'ambiente in generale.
2.2 Officina Quadri Apparecchiature Milano e Torino
Le suddette unità produttive sono particolarmente alle stite per la fornitura di equipaggiamenti elettrici destina ti ad impianti industriali e hanno quindi risentito della carenza degli investimenti.
La contrazione dell'ordinato è estesa a tutti i settori industriali ai quali sono destinate le nostre forniture. Presso dette Officine solo un 15 per cento ha la caratteristica della produzione di serie mentre, il restante 85 per cento, viene realizzato secondo le specifiche richieste dettateci dal cliente.
La produzione di serie trova prevalente collocamento presso la piccola industria o gli installatori per l'assiemagio di quadri ed impianti di distribuzione, l'altra è destinata agli investimenti industriali.
La grave situaizone congiunturale e la notevole caduta degli investimenti hanno inciso, da tempo, sulla situazione produttiva delle due Officine il cui portafoglio ordini si è andato sempre più assottigliando quando non
si è addirittura esaurito come nel caso dell'Officina di
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Torino.
Si aggiunga ancora che l'officina di Torino, che nel quadro della struttura organizzativa aziendale era stata concepita come un'unità destinata ad un graduale sviluppo in funzione dell'evoluzione del mercato industriale piemontese, ha subito duri contraccolpi dovuti alla scomparsa dal mondo economico locale di nostri importanti ed abituali clienti quali ad esempio le Ditte "Emanuel" e "Cerutti".
Per consentire l'utilizzo della capacità produttiva delle due Officine che da tempo è inferiore a quella disponibile, si sta operando al fine di introdurre lavorazioni diversificate.
Trattasi di prodotti precedentemente importati che possono presentare aspetti positivi dal punto di vista ricettivo del mercato italiano.
In particolare :
- basi portavalvole per fusibili NH
- trasformatori ed impedenze speciali per azionamenti macchine utensili
- cavi multipli speciali per controllo numerici di macchine utensili
- scaricatori di sovratensione
Sono inoltre allo studio nuove lavorazioni quali :
- quadretti di distribuzione per cantieri edilizi
- lumi speciali.
Per la realizzazione di quanto sopra nonchè per l'ammo dernamento delle strutture e macchinari sono stati previsti investimenti per l'anno 1977 e 1978 per un ammontare di circa 130 milioni, mentre 170 milioni circa saran no destinati al miglioramento ed alla ristrutturazione dell'ambiente di lavoro.
Nel contempo si sta esaminando altresì la possibilità di estendere determinate produzioni anche per l'esportazione.
Ciò con particolare riferimento ai prodotti che interessano i gruppi A 120 - A 140 - A 153.
2.3 - Stabilimento Apparecchi Radiologici ed Elettromedicali
In conseguenza delle ben note difficoltà degli Enti Ospedalieri, l'ordinato in questi ultimi due anni ha fatto registrare una marcata flessione, che, almeno per il momento, non presenta sintomi di miglioramento. La contrazione dell'ordinato ha di conseugenza influito negativamente sull'andamento produttivo della fabbrica ed ha determinato un accumulo di scorte con le relative conseguenze finanziarie e tecniche facilmente prevedibili.
Il settore che è risultato particolarmente investito da detta contrazione è stato quello della radiologia che, come noto, rappresenta la gran parte dell'attività produttiva della Fabbrica.
Nell'intento di trovare soluzioni atte a superare la difficile situazione, già che tempo sgelo stati posti in esse-
re programmi per il potenziamento del settore radiologico.
Il che comporterà, tenuto conto anche del miglioramento delle strutture e dell'ambiente di lavoro, investimenti nei prossimi due anni per un ammontare di L.200 milioni circa.
Di questi circa la metà sarà destinata ad investimenti produttivi quali ad esempio miglioramento di attrezzature, macchine ed impianti, il resto alla ristrutturazione dell'ambiente di lavoro attraverso l'utilizzo degli spazi resisi disponibili dopo l'avvenuto trasferimento, in altra sede, dell'organizzazione di vendita.
In tal modo ci sarà possibile realizzare, verso la metà del prossimo anno nel campo degli impianti radiologici di classe media, un progetto che con l'introduzione di tecniche avanzate, di molteplici possibilità di esercizio e con grande semplicità d'Uso, ci consentirà di entrare in una più ampia fascia di mercato.
Il nostro servizio di ricerca e progettazione, cui sono rivolte le nostre attenzioni nel campo della ricerca e dello sviluppo, sarà pertanto particolarmente impegnato in tale fase onde permetterci la realizzazione dei programmi che ci siamo prefissi.
Con questo progetto riteniamo di poter estendere la vendita non solo sul mercato nazionale, che speriamo possa quanto prima riprendersi, ma anche sui mercati internazionali.
2.4 - Adriatica Componenti Elettronici S.p.a.
L'attività dello Stabilimento è rivolta alla produzione dei semiconduttori.
E' noto come, da diversi anni, le capacità produttive dello Stabilimento risultino parzialmente utilizzate e ciò principalmente per due ragioni :
a - oscillazione di carattere congiunturale
b - modifiche strutturali nella produzione
Per consentire il superamento delle difficoltà del settore, la A.C.E. si è vista costretta ad introdurre nella produzione un processo di razionalizzazione atto a consen tirle il mantenimento di una posizione concorrenziale in campo internazionale.
Gli investimenti già realizzati dovranno essere ulteriormente potenziati, tanto che si prevede un investimento di:
L. 1 miliardo e 100 milioni per l'esercizio 1977/78 e
L. 1 miliardo e 800 milioni per l'esercizio 1978/79.
L'utilizzo sarà particolarmente rivolto all'installazione di nuove attrezzature, macchine e nuove linee di prodotti. In tal modo sarà possibile realizzare una produzione più qualificata, in quanto tecnologicamente più avanzata, il cui obiettivo, tra l'altro, dovrebbe essere quello di poter estendere le possibilità di vendita sul mercato.
In tal modo, la A.C.E., si augura di poter far fronte 5 alla difficile situazione che sta attriversando.
TUTTO IN GERMANIA O C' E' SPAZIO ANCHE PER NOI?
Una delle caratteristiche più marcate e disgraziatamente per noi più accettata praticamente a tutti i livelli almeno "impie gatizi" e "dirigenziali" del m; stro gruppo Siemens Elettra in Italia è la sudditanza alla Sie mens AG della Germania (chiamata in genere semplicemente Casa Madre).
Tale sudditanza si esplica e si fa sentire a livello decisio nale praticamente in tutte le attività della Siemens Elettra, nel campo manageriale e commmer ciale, nel campo tecnico (proget tazione,ricerca) nnnchè nelle attività produttive (Cavenapo, OQA, Ace di Sulmona ecc.)
I problemi nostri, per dirne un paio: occupazione e produzio ne , vengono esaminati con ottica del tipo multinazionale te desca, ai nostri dirigenti capi ta poi di dover gestire gli indirizzi e le direttive tedesche
CISL UIL NUOVA QUALITÀ' DELLA VITA
(e dire che la Siemens Elettra sarebbe una società italiana!).
La Germania decide quali attività spingere e come; se un reparto tedesco è scalcinato o di sinteressato all'Italia, possia mo star sicuri che l'attività corrispondente in Italia langue (conósceVanno una piccola mia valida eccezione,i gruppi eletrogeni dell'A130, ma è già cosa passata, i tedeschi hanno detto basta, e così è stato.)
La Germania ha deciso che è me glio ricercare e progettare solo a casa propria, ed i nostri reparti diventano sempre più commerciali e meno tecnici.
La Germania decide cosa e come produrre, e gli stabilimenti in Italia devono ubbidire.
In questo senso vediamo molto reale il pericolo di uni conti nua commercializzazione della Siemens Elettra, con gravi ripercussioni immediate sulla oc
cupazione e nessuna garanzia per la produzione (e quindi ul teriori pericoli, non immediati, per l'occupazione).
Un piccolo esempio che può servire ad illustrare quanto so pra ci viene presentato dalla a Tità Siemens Elettra nel ó E331 (da noi è seguita da une piccolissima parte dell'1120 divisione impianti) che corris, -le all'automazione delle sa le pzova per motori a combustiO ne.
In due parole: quando un motore, per es. diesel od a benzina, per auto, viene prodotto, prima di essere messo in vendita è sot toposto ad una serie di prove standardizzate iperVerificarne le prestazioni ed'il buon funzionamento, il riscaldamento, il consumo, la emissione di gas ecc.
Fino a poco tempo fa ed ancor oggi in renerale, per grandi produzioni di motori, erano ore viste prove per campionamento, comunque molto limitate, condotte a mano.
In questo campo, attualmente stiamo fornendo alla Sofim SpA di Foggia (produzione futura max 1000 motori diesel al giorno, principalmente per FIAT, Alfa Romeo, e Saviem) l'automazione completa della sala prove, finora per 60 banchi prova (lo stabilimento è previsto per 100 banchi prova più altri speciali, ogni banco prova un motore alla volta, con freno idraulico ecc) con gestione delle prove tramite calcolatori di processo Siemens 330 e 320 centralizzati. Si trat ta di una realizzazione di gran de importanza, in assoluto la più completa in Italia e fra le maggiori nel mondo.
Si puó facilmente presumere che tale campo di attività avrà un notevole futuro, poichè ogni grosso stabilimento nuovo dovrà avere una sala prove di tale ti po, e già abbiamo avuto richieste per studiare modifiche su vecchie sale prova manuali.
In questo campo la Siemens Elet tra si sta muovendo malee con
6 NEL CAMPO DELL'AUTOMAZIONE DEI BANCHI PROVA PER MOTORI
F a p c a a t b t o p L n ri 't: o: sc Sc mc si ti p< fi 1'
lentezza paurosi, fedele al prin cipio che rt si deve preoccupare di potenziare un certo reparto solo dopo che eventuali ordini siano già arrivati, in qualche modo.
Già parecchi mesi fa sarebbe stato il caso di cominciare con la costituzione di un gruppo di persone all'interno dell'A120 capace di sfruttare la fornitura del prinn impianto (Sofim) per acquisire esperienze specifiche (know-how), rendersi capace di progettazione autonoma sempre più approfondita, per poter essere in grado di offrire sul mercato/degli impianti corrispondentemente più italiani e più convenienti economicamente.
E' chiaro a tutti quali sarebbero stati i vantaggi di una ta le situazione, sia per l'occupazione(nel senso di livelli occupazionali) che per la produ zione (ad un impianto del tipo in oggetto potrebbero lavorare diverse persone in sede, nonchè molto sia l'OQA che il reparto montaggi e messa in servizio, ed eventualmente altri fornitori nazionali).
Nei fatti, la Siemens Elett.ra finora ha invece seguito la stra da accennata prima, cioè di far gestire gli ordini dal minimo numero di persone possibile, ed anche da meno, nonostante le precise prese di posizióne di costoro in merito, pensando di aumentare un pò (mezza persona alla volta) solo quando per for za di cose e nonostante tutto arriva qualche ordine nuovo. Quanto sopra è solo un esempio, che però vogliamo che serva, ol tre ad illustrare un poco i pro blemi e le disgrazie del gruppo, a far capire come, volendo, molti di noi, a tutti i livelli, operai, tecnici, amministrativi, possano dire la loro sui problemi comuni, possano portare il loro contributo all'analisi generale.
Sono utili i contributi più spiccioli come quelli più comPleti, l'importante è che ci rendiamo conto che abbiamo tutti una responsabilità personale oltre che verso noi stessi, ver so i nostri compagni, amici, o solo colleghi. Non facciamo come i due polli dei Promessi Spo si, che, mentre venivano portati da Renzo, tenuti per le zampe, chiaramente col destino di finire ambedue in padella, lungo la strada si beccarono l'un l'altro.
GORLA SIAMA
L'inadeguatezza degli investimenti frena il rilancio della produzione
A più di due mesi dalla sigla dell'accordo aziendale avvenuta il 26.7.77 ed a pochi giorni dalla verifica con l'azienda che si terrà il 18.11. in merito ai piani produttivi ed alla diversificazione del lavoro.
Come C.d.F. della Gorla S. vo gliamo che questo articolo sia un ulteriore contributo per un reale confronto su basi concrete e credibili e serva per una svolta della politica Siemens Elettra in Italia e specificata mente per quanto riguarda la Gorla Siama; pertanto tentiamo di analizzare la situazione che si è creata in fabbrica in questi ultimi due mesi.
PRODUTTIVITA': secondo noi si sono riscontrate grosse lacune e ritardi ingiustificabili; infatti, mentre i tavoli di coman do fino ad oggi in produzione non hanno più mercato perchè su perati dalle nuove tecnologie, il tanto atteso nuovo generatore è ancora in fase di elaborazione e, come già comunicato dalla nostra direzione, potrà entrare in produzione soltanto nella primavera del prossimo anno; è chiaro, però, che al di là dei ritardi, questo solo tavolo non può bastare per salvaguardare l'occupazione e dare nuovo impulso alla produzione, perchè le ore necessarie alla sua costruzione sono di gran lunga inferiori rispetto a quel le che occorrono per i tavoli fin qui fabbricati sia per il lavoro di cablaggio e di monta& gio. Pertanto, come più volte abbiamo richiesto alla direzio ne, c'è assolutamente bisogno di nuove produzioni aggiuntive nel campo degli accessori da sviluppare e fabbricare in azienda.
Proprio in quest'ultimo set-
tore si possono trovare le soluzioni alla nostra crisi, ma di riscontro incontriamo maggio ri difficoltà ad impegnare l'azienda nel comunicarci i proget ti futuri che essa intende realizzare.
AMBIENTE DI LAVORO, RISTRUTTURAZIONE, INVESTIMENTI: per quanto riguarda l'ambiente di lavoro possiamo riscontrare una certa disponibilità della direzione a discutere preventivamente sia con il C.d.F. che con lo SMAL (Servizio di Medici na dell'Ambiente di Lavoro) le varie fasi di ristrutturazione dei reparti e macchinari annessi nei vari piani, con l'impegno di apportare eventuali modifiche, qualora si riscontrino delle deficienze nella salvaguardia della salute dei lavora tori. La stessa cosa non la si può affermare per gli investimenti: infatti, da quanto risul ta dalla nota informativa, l'azienda ha programmato soltanto 200 milioni di lire per i prossimi due anni.
L'inadeguatezza di tale cifra è stata ammessa anche dalla nostra direzione, in quanto essa verrebbe assorbita unicamente per la nuova struttura della fabbrica, senza dare nessun con tributo al rilancio della produ zione.
Pertanto, a fronte di questa analisi, noi chiediamo alla direzione della Siemens Elettra che il 18 novembre venga al tavolo della verifica con posizio ni chiare e concreti piani produttivi, sia per quanto riguarda i famosi apparecchi ed acces sori nel quadro della classe me dia radiologica, sia, in genera le, per quanto riguarda investi menti più confondi alla realtà aziendale.
I DELEGATI
Artééolo 4
- Il delegato è espressione di un gruppo omogeneo di lavoratori.
Articolo 5
Compito del delegato è quello di dirigere la politica sindacale nel gruppo omogeneo che lo ha eletto, esercita un potere di controllo e di intervento in merito alle condizioni di lavoro nella squadra, nel reparto, nell'ufficio, nell'ambito di una linea unificante espressa da Consiglio di Fabbrica.
Articolo 6
Il delegato è politicamente responsabile dell'attuazione, nell'ambito del gruppo omogeneo che lo ha espresso, delle decisioni approvate dall'assemblea o dal Consiglio di Fabbrica, mantenendo un costante collegamento con il gru po omogeneo.
Articolo 7
Il delegato del Gruppo omogeneo può essere revocato in qualsiasi momento, dopo un dibattito nell'assemblea del gruppo che lo ha eletto e con una votazione palese che san cieca la revoca, con una maggioranza pari ai 2/3 degli aventi diritto al voto.
La richiesta di assemblea per la revoca, avanzata dal Con siglio di Fabbrica, deve essere sottoscritta da un'entità pari al quorum prevista per l'elezione.
Articolo 8
Il lavoratore eletto delegato ha il dovere, qualora non lo fosse, di iscriversi al sindacato.
Articolo 9
Il delegato è tenuto a partecipare regolarmente alle riunioni del Consiglio di Fabbrica, salvo impedimento giusti ficato.
Dopo tre assenze ingiustificate il Comitato Esecutibo del Consiglio di Fabbrica sottoporrà al gruppo omogeneo che lo ha eletto, la necessità di sostituire il delegato medesimo tramite nuove elezioni.
CRITERI PER L'ELEZIONE
Artétiolo IO
Le elezioni sono curate dal Comitato Elettorale designato dal Consiglio di Fabbrica uscente.
Articolo II
Hanno diritto al voto e sono eleggibili tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti al sindacato, appartenenti al gruppo omogeneo.
Articolo 12
L'elezione avviene su scheda bianca, sulla quale il lavoratore scriverà il nome o i nomi di sua preferenza.
Artcolo 13
Il gruppo omogeneo procede, su scheda bianca, all'elezione mi del delegato.
Questo per essere eletto dovrà aver ottenuto almeno il 50%+1 dei voti validi.
Nel caso in cui nessuno raggiunga il 50%+I dei voti si procederà al ballottaggio fra i due lavoratori che avranno ottenuto il maggior numero dei voti.
Articolo 14
Nei casi eccezionali di gruppi omogenei in cui, per ragioni oggettive di carattere tecnico e produttivo, si devono eleggere più delegati, ogni lavoratore potrà esprimerei su sche da bianca, un numero massimo di preferenze nella misura dei 2/5 dei delegati da eleggere (in caso di frazioni si arrotonda sempre per difetto) fermo restando il principio di un "quorgm" minimo di voti, così determinato :
I00 + I
n.delegati x2
Nel caso in cui nessuno o qualcuno non ottenga il "quorum" previsto gi prcrederà ad un'ulteriore votazione di ballottaggio fra i primi non eletti in numero doppie a quello dei delegati da eleggere.
Il Consiglio di Fabbrica è composto unicamente dei delegati regolarmente eletti dai gruppi omogenei.
STRUTTURE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA,
Articolo 15
Il Consiglio di Fabbrica, allo scopo di coordinare i propri lavori e per dare pratica attuazione alle sue decisioni, nz mina nel suo ambito, un Comitato Esecutivo composto di 5 membri.
Il Consiglio di Fabbrica inoltre elegge n. 3 membri del Coor dinamento Nazionale Siemens Elettra - ACE e tra questi sceglie un membro per la Segreteria.
Articolo 16
Dei cinque membri dell'Esecutivo, tre sono stati scelti come elementi stabili, mentre i rimanenti due ruoteranno ogni 4 mesi, in modo tale che durante l'attuale gestione tutti i de legati che formano il Consiglio di Tabbrica entrino a far parte periodicamente dell'Esecutivo. Due dei tre elementi fissi saranno scelti tra i membri del Coordinamento.
Nelle eventuali trattative con la Direzione riguardanti uno specifico Reparto o gruppo omogeneo, saranno presenti, oltre all'Esecutivo, delegati del reparto stesso.
CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA
Articolo 18
Il Consiglio di Fabbrica viene convocato su decisione del Comitato Esecutivo, su richiesta del Sindacato, oppure su ri chiesta di almeno 1/4 dei delegati.
Prima di ogni riunione il Consiglio di Fabbrica dovrà essere posto a conoscenza dell'ordine del giorno.
Articolo 19
Le riunioni del Consiglio di Fabbrica sono presediute e dirette dal Comitato Esecutivo. Il Presidente verrà designato di volta in volta.
Artliolo 20 e decisioni del Consiglio di Fabbrica saranno prese a maggioranza a2soluta (5054I) dei pre senti. Le decisioni del C.d.F. devono essere assunte dopo am pia discussione, rivolta ad una sintesi unitaria e comunque a maggiorannza assoluta (50%+I dei presenti).
ASSEMBLEA
Articolo 21
L'assemblea generale dei lavoratori è lo strumento di partecipazione e crescita dei lavoratori, di discussione e decisione sulle iniziative e le scelte da intraprendere su cui opererà poi il Consiglio di Fabbrica.
Al fine di favorire il dibattito nell'Assemblea Generale si attueranno le iniziative più opportune per portare a conoscen za dei lavoratori gli argomenti da discutere. Le assemblee di Reparto dovranno essere tenute in considerazione alla luce di quanto sopra.
APPROVAZIONE E MODIFICA DEL REGOLAMENTO
Articolo 22
Il regolamento viene elaborato dal Consiglio di Fabbrica ed approvato dall'assemblea generale dei lavoratori.
Articolo 23
Il regolamento può essere modificato su proposta del Consiglio di Fabbrica e approvato dall'assemblea generale dei lavoratori.